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CRISI: RITORNA LA GRANDE DEPRESSIONE

DI STEFANIA LIMITI
Cado In Piedi

Secondo Tarpley, l’agenzia di rating S&P’s potrebbe prendere di mira la Francia. La crisi attuale presenta molte affinità con quella del ’29: occorre reagire pianificando una strategia per la ripresa. E intanto in alcuni Paesi UE, compresa l’Italia, sono vietate le vendite allo scoperto

Corre voce che Standard & Poor’s adesso prenderà di mira la Francia”. Così Webster Tarpley, l’analista della finanza mondiale, critico radicale dei finanzieri e dei loro amici, esordisce quando gli chiedo si fare il punto della situazione dopo i suoi recenti contributi per il nostro sito. E insiste: “l’Europa ha sbagliato a non vietare i CDS”, i famigerati credit default swap che hanno la funzione
di trasferire l’esposizione creditizia e “le vendite al ribasso
dilagano ormai su tutto il continente”. L’altro sbaglio? “Senz’altro la mancata realizzazione della
tassa Tobin (financial transfer tax, turnover tax, Robin Hood tax, equivalente al Wall Street Sales Tax da noi).Deve essere di 1% su tutto il fatturato al di là di un milione di euro per non colpire i piccoli e deve andare agli stati nazionali. Da’ introiti e sopprime la speculazione. Occorrono iniziative programmatiche
europee
che vanno ben al di là dell’eurofobia ebete dei piccoli
borghesi tedeschi e della protesta generica degli indignados di Spagna
o dei giovani londinesi, facilmente strumentalizzati dagli agenti polizieschi
del black block….” Ci sono affinità tra
la depressione degli anni trenta e quella che si potrebbe

intravvedere oggi: Tarpley va giù deciso, “Sì ci sono.

1. il tracollo della borsa di NYC, ottobre 1929; 2. la crisi

bancaria europea, estate 1931 (Kreditananstalt di Vienna, Danatbank

e tutte le banche tedesche, bancarotta della Banca d’Inghilterra 21

settembre 1931- evento centrale di quella depressione perché distrusse

il sistema mondiale per finanziare il commercio internazionale). 3. Panico

bancario USA, 1932-33- tutte le banche chiuse alla fine di Hoover.

Questa volta abbiamo una serie analoga: 1. Settembre 2008 panico

mondiale dei derivativi che colpisce NYC, Londra. 2. Maggio greco

2010 in poi – crisi europea, che sta andando avanti tutt’oggi.

Molti altri paesi vengono trascinati – es. Brasile. La disintegrazione

dell’euro diventa un pericolo reale, sarebbe il caos, il finimondo.

3. Incombe già una crisi della banche USA – Bank of America. Dietro

l’angolo c’è il pericolo di una disintegrazione del dollaro, del FMI,

della BRI, ecc. Sono contrario a questo sistema ma purtroppo è l’unico

sistema che c’è e un tracollo caotico (come vuole il pazzoide Ron Paul, austriaco) vuol dire genocidio. Insomma – si tratta

della Seconda depressione mondiale“. Il governo si appresta

a fare altri tagli: “Il rigore e i tagli sono una follia, bisogna

avere un programma per organizzare una ripresa. Si inizi a colpire

i pescecani dei CDS e delle agenzie e a tassare gli speculatori”….

Intanto, a questo proposito la

magistratura di Trani sta facendo

la sua parte: come è noto il 3 agosto ha chiesto alla Consob di esibire

tutti i documenti su alcune agenzie di rating con argomentazioni da

brivido: ‘Giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti’ sul sistema

economico-finanziario e bancario italiano: così Standard & Poor’s

e Moody’s avrebbero manipolato il mercato, secondo l’accusa. Sei sono

gli indagati nell’ambito dell’inchiesta: tre analisti ‘con funzioni

apicali’ di S&P, uno di Moody’s e i responsabili legali per l’Italia

delle due agenzie. Nell’Ordine di esibizione di atti, gli analisti di

Standard e Poor’s indagati vengono individuati in Eilen Zhang, Frank

Gill e Moritz Kraemer (quest’ultimo responsabile per il debito europeo),

ai quali si aggiunge un non identificato dirigente senior analyst

di Moody’s e un numero imprecisato di ‘persone da identificare’.

Per quanto riguarda Moody’s, gli indagati sono accusati del reato di ‘manipolazione del mercato’ per avere ‘elaborato e diffuso’ il 6 maggio

2010, ‘a mercato aperto, verso le ore 11.15, notizie false (anche in

parte) sulla tenuta del sistema economico e bancario italiano’. Nel

report sarebbero stati espressi ‘giudizi da ritenersi falsi, infondati

o comunque imprudenti secondo quanto asserito da altre Agenzie di rating

oltre che dalle supreme Autorità nazionali’. Secondo la procura, ‘in

conseguenza della diffusione dei giudizi di Moody’s si determinava un’alterazione

(da quantificare) di strumenti finanziari’.

I tre analisti di S&P sono invece accusati, oltre che di ‘manipolazione

del mercato’ anche di ‘abuso di informazioni privilegiate’ per

aver ‘elaborato e diffuso’, nei mesi di ‘maggio, giugno e luglio 2011

– anche a mercati aperti – notizie non corrette (dunque false anche

in parte), comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema

economico-finanziario e bancario italiano’. In particolare, il 20 maggio

2011 divulgavano in un report l’avvenuto ‘taglio

dell’outlook del debito sovrano dell’Italia da

stabile a negativo’, con ‘giudizi/previsioni da ritenere falsi, parzialmente

infondati e comunque imprudenti, tendenziosi e scorretti (anche nelle

forme di comunicazione) secondo quanto asserito da altre Agenzie di

rating (Moody’s e Fitch), oltre che dalle supreme Autorità nazionali

(Ministero Economia) che smentiva – alla stregua di dati macroeconomici

ufficiali – il giudizio di S&P che (con)causava sensibili perdite

di titoli azionari, obbligazionari e dei titoli di Stato nazionali’.

Sarà solerte la Consob?

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Fonte: Crisi:

ritorna la Grande Depressione

15.08.2011

Pubblicato da supervice

  • house

    Tarpley non è affatto l’analista della finanza mondiale, è solo un Icke con un miglior curriculum, la sua indubbia qualità intellettuale non lo rende un’analista finanziario.

    A guardare un po’ [url=http://www.bloomberg.com/markets/rates-bonds/government-bonds/us/]i rendimentei decennali dei T-bonds USA[/url] si nota come il downgrading di S&P’s non abbia inciso per niente, anzi il rendimento si sia abbassato (ovvero il prezzo si è alzato, cosa che non potrebbe succedere se il rischio fosse peggiorato), in parte perchè Moody’s è più influente di S&P’s e l’agenzia di Buffet reputa il deito USA sicuro, in parte perchè i mercati hanno pochissima fiducia nelle agenzie di ratings e questo le ha molto ridimensionate da Leman in poi.

    Capitolo speculatori: non sono i cattivi della situazione, non hanno così tanto potere, la loro attività è molto rischiosa e quindi da rendimenti molto alti, ma non si creda che sono i padroni del mondo.

    La ragione per cui l’Euro (e il dollaro e le altre) è in crisi sono i debiti mostruosi dei governi che negli ultimi anni hanno attuato politiche scellerate di spesa pubblica ingiustificata e tasse pesantissime (mi pare sufficiente il dittico Tremonti-Berlusconi per capire che i criminali sono loro). Adesso Tremonti in concerto con altre leader europei ha trovato come capri espiatori sepculatori e rating agencies, i primi hanno la colpa di arricchirsi quando gli altri si impoveriscono (ma è furbizia non cattiveria, specie che pensiamo se quando tutti si arricchiscono, loro si impoveriscono), le secondo hanno la colpa (oggettiva) di essere poco serie.

  • AlbertoConti

    Nemmeno tu mi sembri un buon analista della finanza mondiale.

  • house

    Sono solo uno studente infatti, ma almeno vado a vedermi i dati prima di sparare sentenze.

  • ilnatta

    Alberto, come ti sembra questa analisi del Prof. Andrea Fumagalli?http://it.peacereporter.net/articolo/29954/Contro+il+ricatto+dei+mercati

  • ilnatta

    ho messo l’articolo completo nel forum “il default come contropotere alla speculazione finanziaria”

  • Viator

    Ti viene in mente che il problema non sia la sempre minore spesa pubblica, ma il fatto che

    1) l’Europa si è deindustrializzata e quindi impoverita grazie alla cosiddetta globalizzazione = americanizzazione;

    2) il capitale non paga più le tasse

    3) gli stati si sono accollati i debiti della finanza speculativa realizzando il più grande ed iniquo travaso di denaro dal basso verso l’alto che la storia ricordi.

  • NerOscuro

    Da questo tuo commento come da altri, ho capito che per te gli speculatori che manovrano svariati miliardi di capitali, che fanno attività di lobby affinché il proprio operato non sia ristretto, che finanziano pure ONG in altri Paesi per favorire rivoluzioni colorate (e scommetto che qualche piccolo ricavuccio se lo fanno anche lì) e altre piccole cosine ancora, sono creature candide e con lo stesso potere decisionale di chiunque altro. Gli speculatori sono addirittura le povere vittime e il capro espiatorio di Tremonti che, meschino, deve evidentemente prendere lezioni di economia da te, prima di impedire lo short selling.