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CRISI: ANCHE LA RUSSIA COLPITA DURAMENTE

DI OWEN MATTHEWS E ANNA NEMTESOVA
Newsweek

Il crollo dei mercati è dovuto in parte alla Georgia, anche se Putin non è d’accordo.

Sicuramente, il forum economico di quest’anno tenuto a Sochi è stato un giro vincente per Vladimir Putin. Il presidente russo, diventato primo ministro, ha appena, citando letteralmente le sue parole, “tirato un pugno in faccia” all’arrogante Georgia; inoltre un anno di prezzi record del petrolio ha fatto aumentare le riserve monetarie russe a 700 miliardi di dollari.

Ma, malgrado il trionfo, il primo evento delle relazioni economiche tenutosi in Russia, è caduto nell’oblio mediatico. Dall’inizio della guerra Georgiana nei primi di Agosto, si stima che siano stati persi dalla Russia almeno 45 miliardi di dollari in investimenti, poiché gli investitori spaventati sono fuggiti. Adesso le riserve della Russia sono il 57 percento inferiori dal loro picco di Maggio – comparate con la media dei mercati emergenti colpiti per il 30 percento. Putin è stato rapido ad accusare gli Stati Uniti per il crollo dei mercati: “Un collasso di sistema è avvenuto nelle finanze globali”, ha affermato davanti ad una platea di uomini d’affari, burocrati e oligarchi. “ Ciò è stato causato dalle insoddisfacenti politiche economiche e finanziarie delle economie leader nel mondo, inclusi gli Stati Uniti”. Riguardo al 30 percento di differenza fra la Russia e gli altri mercati emergenti, Putin ha semplicemente ignorato l’argomento, insistendo che la Russia si trovi in “ una piuttosto stabile situazione economico-politica”.

Gli investitori non sono d’accordo. Sia la Georgia, sia la caduta dei prezzi del petrolio e un crescente record di abusi sugli investitori stranieri, rende la Russia sempre di più lo stato nella condizione peggiore del BRIC [con il BRIC nel gergo degli addetti all’economia s’individuano le iniziali degli stati emergenti: Brasile,Russia,India e Cina. N.d.T.]. Il presidente Dimitri Medvedev ha cercato di stabilizzare il mercato con la promessa di una linea di credito di 44 miliardi di dollari per dare sicurezza alle banche, e offrendo, inoltre, 19.6 miliardi di dollari per accaparrarsi le quote più deboli. Ma con l’aumento dell’inflazione, i costi della finanza in rapida crescita e lo stato di apparente non volontà di proteggere gli investitori, le promesse non possono funzionare.

Quello che ha detto Putin è in parte giusto: i problemi dei mercati non sono dovuti solo all’agire del Cremlino. Un 28 percento risiede nel prezzo del petrolio che certamente ha aiutato a far diminuire le riserve Russe. Molti investitori stranieri hanno ridotto i loro investimenti nei mercati emergenti, in risposta ad un momento di crisi creditizia, tornando a casa. Ma i mercati sono crollati più velocemente e più profondamente in Russia che in nessun altro posto eccetto la Cina (dove i pacchetti azionari rischiosi erano in ritardo per un azione più incisiva). E mentre ci sono ancora tante azioni speculative cinesi a lungo termine, la fiducia degli investitori in Russia è pressoché inesistente. Almeno due dei più importanti fondi Russi, il ”Nikitsky Russia Fund” e l’ “Hermitage Capital” si sono ritirati dal mercato russo per buona parte dell’anno passato.

La fiducia degli investitori stava cadendo molto prima dell’invasione a sorpresa russa della Georgia. Una rivalità interna in aumento nella TNK-BP , una joint venture del gas naturale, mostra che il Cremlino non vuole proteggere i diritti degli stranieri. Nel frattempo, i sinistri avvertimenti di Vladimir Putin al direttore del colosso del rame Mechel ( che a quanto si dice evita le tasse e gli obblighisociali), che dovrebbe “consultare un dottore”, hanno avuto l’effetto di una perdita per le azioni della compagnia del 60 percento in un giorno.

La Russia ha bisogno disperatamente di capitale straniero, specialmente nel settore energetico, dove non c’è sufficiente competenza per sfruttare appieno le riserve difficili da raggiungere. Il suo piano, però, di invertire la fuga verso l’uscita non ispira molta fiducia. Ad una delle discussioni del forum di Sochi, intitolata “Come rendere il marchio Russia più attraente” un partecipante russo dichiarò che la Russia è “grande e potente” e “non necessita ulteriormente degli stranieri”. Sergei Polonsky, un trentaquattrenne miliardario sviluppatore di proprietà immobiliari di Mosca, suggerisce di “incarcerare tutti i giornalisti che smerdano la Russia”. Per impedire che le intemperanze si allargassero di più, il moderatore della discussione, il ministro dello sviluppo economico Russo, Stanislav Voskresensky, intimò l’alt. “Trarrò vantaggio dall’assenza della democrazia in Russia e chiedo la fine di questa discussione”, disse scherzando nervosamente – ma anche più o meno descrivendo l’ultima risorsa del governo: chiudere la porta e pretendere che tutto sia ok.

In verità, il Cremlino conosce esattamente cosa è necessario fare –ma sembra esserci una possibilità non piccola che essa si stia già compiendo. Quando ha preso il potere in Maggio, Medvedev parlò di affrontare la cultura russa del “nichilismo legale”, ammonì i burocrati in cerca di bustarelle di smettere di terrificare la finanza e giurò di smantellare la corruzione – che sembra essere l’unica industria ancora in crescita in Russia. “L’economia sommersa è almeno due volte più grande dell’economia reale della Russia; abbiamo riportato le cifre al presidente Medvedev”, afferma Kiril Kabanov del Comitato JNazionale Indipendente Anti-corruzione, una ONG.

Alcuni sostenitori del libero mercato in Russia sperano in una caduta libera del prezzo del petrolio per smuovere la soffocante presenza del Cremlino sull’economia. Lo scenario, però, più probabile è che il prezzo del petrolio si librerà abbastanza in alto da mantenere lo status quo, anche se la stretta del credito farà esplodere la bolla speculativa nelle proprietà e nei mercati al dettaglio. Come il Cremlino sta scoprendo, c’è di più oltre ai carri armati per raggiungere la grandezza nazionale. – anche il mercato è importante, e sta diventando il tallone d’Achille della Russia.

Titolo originale: “Russia Hit The Rocks Hardest”

Fonte: http://www.newsweek.com/
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27.09.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di LUCA RUFFINO

Pubblicato da Das schloss

  • NerOscuro

    Questo articolo non mi pare sufficientemente obiettivo.
    Frasi come:

    invasione a sorpresa russa della Georgia

    o

    lo stato di apparente non volontà di proteggere gli investitori

    mi suonano molto male.

  • alcenero

    Ciao, hai perfettamente ragione ma c’era da aspettarselo da Newsweek, la cosa interessante dell’articolo, al di là dei toni anti-russi obbligatori nella stampa mainstream, è il fatto che non mi sembra stia mentendo: la crisi sta colpendo anche la russia.

    E questo fa scaturire interessanti considerazioni alla luce di altri articoli che abbiamo messo, come quello di ieri su una “possibile guerra tra potenze”, che descrivono l’attuale clima da guerra fredda e resa dei conti internazionale.

    Crisi economica più tensioni internazionali…ricorda qualcosa!

  • Lif-EuroHolocaust

    Da Euro-Holocaust del 14 settembre 2008:

    Il perchè del conflitto in Georgia: un identico copione, dieci anni dopo?

    Un po’ di storia recente può essere utile per notare alcune similitudini. Sinteticamente:

    * Nel 1998, la crisi economica che colpì le cosiddette “Tigri asiatiche” (a partire dal 1997) si allargò altrove, colpendo anche l’ancora debole mercato russo del tempo. Una delle maggiori ragioni (vedere citazione più sotto, tratta dalla PBS) era la forte evasione fiscale e l’immediata fuga di capitali esteri. I redditi dichiarati ammontavano a molto meno del 10% rispetto alla realtà (il che interessava sia cittadini russi, che soggetti stranieri lì operanti). Situazione che cambierà a partire dall’anno successivo, con la salita al potere di Vladimir Putin.
    * Nell’agosto 1999, Vladimir Putin diventa primo ministro.
    * Nello stesso mese di agosto, milizie maomettane sconfinano dalla Cecenia sino in Daghestan. A dicembre inizia la seconda guerra russo-cecena.

    Il biennio 1998-1999 suona molto simile al 2008, per tre ragioni:

    1. L’attuale crisi economica mondiale ha colpito anche la Russia, il cui indice RTS ha perso circa il 46% rispetto a maggio.
    2. Sempre nel mese di maggio, è divenuto presidente, in sostituzione di Putin, Dmitry Medvedev.
    3. Ad agosto, come sappiamo, truppe georgiane hanno attaccato, a tradimento, di notte e senza una ragione precisa, il territorio dell’Ossezia del Sud.

    Le analogie sono importanti: una crisi economica; un nuovo leader, fresco di nomina (anche se Putin è ridiventato Primo Ministro. Come allora…); una invasione militare contraria agli interessi russi.

    Quel biennio ricorda, appunto, l’attualità. La differenza sta negli equilibri internazionali, letteralmente, essendo aumentato il peso economico-militare della Russia e acuitasi la crisi di immagine del dominio anglo-americano. La trappola georgiana, non a caso, non ha funzionato: l’attacco notturno non è rimasto nel silenzio, dato l’approccio decisionista, ormai ben conosciuto, impresso da Putin, che ha portato ad una reazione forte dei russi. Nel mentre, i mezzi di comunicazione “occidentali” si sono sprecati in tentativi di dipingere il Governo di Mosca come violento o incapace (nella comunque sostanziale indifferenza del pubblico).

    Un esempio, di queste settimane, sono i vari articoli sul noto Financial Times, i quali sposano, come tesi di fondo, l’incompetenza economica della politica russa. Un dato interessante è che dall’inizio della crisi russo-georgiana l’indice RTS ha perso più della metà di quel 46% citato sopra. Il noto quotidiano, infatti, ha, in alcuni casi, fatto leva sulla crisi economica, sull’abbandono di alcuni investitori stranieri, così come su differenze “quantitative” nei messaggi sia di Putin che di Medvedev, per far intendere che chi governa la Russia oggi non è abbastanza esperto nelle questioni economiche, così come nell’approccio comunicativo tra mondo politico e mondo economico-finanziario. In realtà, da quell’8 agosto, l’RTS ha appunto perso il 27%, il quale, sommato alle perdite da maggio in poi, forma il complessivo e già citato 46%. Una percentuale significativa, verso la quale l’influenza della guerra difficilmente può venir considerata estranea.

    Non solo: poco meno di un mese fa, in Russia è stato deciso di impedire l’ingresso nel Paese a tutti gli stranieri insolventi. La norma è difficilmente applicabile, ma forse i fatti del 1998 non ne sono estranei. Allora, diverse imprese straniere abbandonarono il Paese piuttosto che pagare le tasse dovute. La scelta di bloccare le frontiere è anche dovuta alla questione immigratoria, ossia impedire che stranieri possano prima indebitarsi, per poi rimanere “di peso” in Russia. Certo, la norma, per quanto apparentemente contradditoria, permette in ogni momento di bloccare l’accesso degli insolventi al territorio nazionale, cioè ai propri beni eventualmente ancora lì presenti, anche solo dopo un piccolo viaggio.

    Che anche una simile decisione possa aver influito sulla campagna di stampa anglo-americana contro il Governo russo? Certo è che la guerra è arrivata in un momento preciso, per tentare di indebolire un presidente fresco di nomina e, sfruttando la crisi economica, indebolire il Paese stesso.

    Continua qui:
    http://euro-holocaust.splinder.com/post/18391103/Conflitto+russo-georgiano+-+Pa

    Vedere anche Effedieffe del 24 settembre 2008:
    http://www.effedieffe.com/content/view/4570/166/

  • 2novembre

    Contrariamente a quanto scrive l’autrice, la maggior parte della gente comune, nonostante la manipolazione mediatica asservita tipo corriere, tg1, ecc , sa benissimo come stanno le cose, e che Putin ha fatto benissimo a reagire al farabutto della Georgia.La gente sa benissimo che adessso gli usa cercano di fare pagare a Putin il fatto che la Russia, contrariamente ai lacchè delle nazioni occidentali, ha la schiena diritta e non vuole essere succube della politica guerrafondaia americana.IL calo della borsa russa, è manipolato dagli usa.
    Dire che il crollo dei mercati è dovuto in parte alla Georgia, è una manipolazione falsa ridicola e stupida, come sono coloro che la propagano.

  • NerOscuro

    Non sono un economista mi informo come tutti, eppure questo è il primo articolo che parla di “crisi” in Russia. Ora, in tutto il mondo le borse stanno male e non può far eccezione la Russia, però quanto più solida è la Russia sotto tanti punti di vista rispetto agli USA e all’EU? La Russia ha solo da pazientare perché ha già praticamente vinto. Una guerra, sempre possibile per carità, viste le teste (e non specifico di cosa) che governano in Occidente, è la cosa peggiore per tutti. Se lo scopo è la propria distruzione, guerra sia! No, per quel minimo di spirito di sopravvivenza che ancora abbiamo, una cosa del genere non avverrà.