Covid, come funziona il trattamento precoce. Nuova importante pubblicazione

Covid, come funziona il trattamento precoce. Nuova importante pubblicazione

E' stato pubblicato in forma definitiva su “Medical Science Monitor” UN ARTICOLO sulla cura della COVID-19 in fase iniziale a firma Serafino Fazio, Flora Affuso e Paolo Bellavite. È la spiegazione ragionata dell’approccio terapeutico utilizzato in un precedente lavoro clinico sulle terapie domiciliari pubblicato il 30 dicembre scorso e riferito a 99 pazienti con COVID-19 trattati entro 4 giorni dall’inizio dei sintomi con una combinazione di indometacina, aspirina a basso dosaggio, omeprazolo, esperidina, quercetina e vitamina C: tutti erano guariti senza necessità di ospedalizzazione (si trattava di infezioni con sintomi conclamati e con varianti precedenti alla Omicron, in pazienti non vaccinati).

Di questo primo studio clinico aveva parlato anche Come Don Chisciotte (clicca QUI per leggere l’articolo che ha registrato ad oggi oltre 165.000 visualizzazioni), adesso questa NUOVA RECENTE PUBBLICAZIONE offre ulteriori interessanti approfondimenti in quanto descrive il sinergismo di indometacina, aspirina, omeprazolo, esperidina, quercetina e vitamina C nel contrastare la replicazione di SARS-CoV-2 e la progressione dell'infezione dalle vie aeree al sangue evitando le complicazioni trombotiche vascolari tipiche di questa malattia e le dannose tempeste di citochine e bradichinine. Di particolare interesse sono anche le argomentazioni sull’indometacina come antiinfiammatorio-antivirale e sul ruolo svolto dai flavonoidi (esperidina e quercetina) insieme alla Vit. C.

Il SARS-CoV-2 e le sue varianti possono diventare endemici nel tempo ma, ormai, farmaci e sostanze naturali in grado di trattare i sintomi di COVID-19 e di prevenire la progressione verso casi gravi sono stati identificati in questi due anni.
Questa ultima pubblicazione è senz’altro utile e rappresenta l’occasione per riconoscere finalmente il giusto valore alle cure precoci domiciliari e diffonderne la conoscenza, soprattutto rendere i medici di famiglia capaci di metterle in pratica. Il che è fondamentale, se si pensa alla prossima stagione influenzale.

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VB

Commenti (4)

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    1. Pfefferminz 21 marzo 2022

      https://www.legitim.ch/post/explosive-lancet-publikation-das-corona-virus-ist-eine-fehlerhafte-computer-simulation
      (articolo in tedesco)

      Nell'articolo si fa riferimento ad uno studio scientifico pubblicato su Lancet sul ruolo degli esosomi nella produzione di falsi positivi nell'esecuzione del test PCR.

      A distanza di due anni non si ha notizia di un virus SARS -CoV-2 correttamente isolato. Il SARS-CoV-2 è una simulazione costruita al computer, si chiedono gli autori dell'articolo.

    1. Pfefferminz 21 marzo 2022

      "Senza un test PCR, non avremmo mai notato alcuna differenza rispetto alle precedenti stagioni influenzali."

      Fonte (in tedesco):
      https://tkp.at/2022/03/21/wissenschaftler-in-frankreich-und-italien-belegen-corona-infektionen-schon-2019/

      Sento pronunciare spesso la frase riportata, tra gli altri anche dal Prof. Drosten in un talk show televisivo, e mi chiedo se essa sia compatibile con le cure precoci descritte nell'articolo, le quali però si riferiscono ad un virus del tutto nuovo, mai visto prima.

      In un intervento al Comitato Corona (Corona-Ausschuss) , il Dr. Wolfgang Wodarg, pneumologo, ha detto che il quadro clinico della Covid in un certo senso gli sfugge, perché non ci sarebbero dei sintomi tipici, perlomeno all'inizio. La perdita dei sensi di gusto e olfatto non è un sintomo che si presenta sempre nella Covid ed è inoltre comune ad altre malattie respiratorie.

      Se le cure della Covid devono iniziare il più presto possibile, come si fa a porre la diagnosi, se i sintomi sono comuni ad altre malattie del tratto respiratorio? Si deve far uso del test PCR, del quale però sappiamo che non può rilevare un'infezione, ma solo la presenza di determinate sequenze di nucleotidi? O ci sono oggi sul mercato dei test PCR per il Covid che rilevano sequenze di più parti del virus e non solo della Spike? O si deve fare un test multiplo che cerchi la presenza di altri virus per fare una diagnosi differenziale?

    2. Valentina Bennati 29 marzo 2022

      La redazione ha girato le domande al Prof. Bellavite. Questa la sua risposta:

      “E' vero che molti sintomi iniziali sono in comune con altre malattie infettive respiratorie e persino intestinali. Però il decorso della COVID-19 è poi diverso perché la malattia lasciata a se stessa in un numero considerevole di casi (5-10 % secondo le varianti e soprattutto secondo i pazienti) può aggravarsi per complicanze vascolari, polmonari, cerebrali. Per questo è necessario intervenire presto, nei primi tre massimo 4 giorni. Questo lo abbiamo dimostrato chiaramente nel primo lavoro, pubblicato il 30 dicembre. Allora, noi e altri (gruppo Suter-Remuzzi, ma anche Alexander e McCullough negli USA) consigliamo di iniziare la terapia comunque, anche prima di fare il tampone. Questo vale soprattutto se uno/a è stato/a a contatto con soggetti positivi o in periodo epidemico. Per la diagnosi è sufficiente il tampone antigenico.”

    3. Pfefferminz 29 marzo 2022

      Grazie infinite a Valentina, alla redazione e al Prof. Bellavite per la risposta.

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