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COSA ACCADREBBE SE SI PENSASSE CHE GLI STATI UNITI SONO VICINI AL DEFAULT?

DI MIKE WHITNEY
Counterpunch.org

Lunedì il governo degli Stati Uniti ha raggiunto il limite dettato dal suo statuto per la concessione dei prestiti (14,29 trilioni di dollari), il cosiddetto “tetto del debito”. Ciò significa che il Segretario del Tesoro, Timothy Geithner, ha iniziato a mettere in opera il piano emergenziale per mantenere in sella il governo e per pagare i possessori dei bond mentre la Casa Bianca e il Congresso stanno elaborando i dettagli finali dell’accordo sul bilancio. Ma le manovre contabili di Geithner funzioneranno solo per un breve periodo. Se per l’inizio di agosto non verrà raggiunto un compromesso sul bilancio, “l’ultimo prestatore” e gli Stati Uniti andranno in default.
Alcuni parlamentari Repubblicani credono che un default non sarebbe così grave e che i possessori di titoli e i beneficiari della Social Security avranno gli assegni solo un po’ di tempo più tardi. Ma questa gente davvero non comprende come stanno le cose e quello che è realmente in gioco.
Con le parole di Greg Ip, dell’Economist: “I debiti del Tesoro sono il fondamento di una vasta e complessa rete di relazioni finanziarie in tutto il mondo che verrebbero sconquassate anche da un default tecnico.” La sola allusione al fatto che gli Stati Uniti ritardino i pagamenti ai possessori delle obbligazione sconvolgerebbe i mercati e causerebbe un danno irreversibile alle casse del Tesoro. E porterebbe la quotazione del dollaro in picchiata e, probabilmente, sarebbe la fine del ruolo del dollaro come divisa di riserva del pianeta.
Ecco un estratto da un post
di un economista, Menzie Chinn, che riassume tutto perfettamente:

“….se tutto questo provocherà una contrazione del valore del dollaro, impedirebbe di poter alzare il tetto del debito in modo opportuno. In quasi tutti i modelli che ho analizzato, causerebbe una migrazione dal debito degli Stati Uniti o – anche se ci andassimo solo vicini – aumenterebbe il premio di rischio concesso agli investitori e, da quel momento in poi, il totale degli interessi pagati dal Tesoro USA. È il colmo dell’irresponsabilità fare richieste irrealistiche per la riduzione del deficit basate solamente sui tagli alla spesa, rischiando così lo scatenarsi di una crisi. (“What Would Really Bring about a Dollar Dive?, Econbrowser)

Quasi tutti gli economisti dicono la stessa identica cosa. Il Parlamento sta giocando con la dinamite.

La cosa divenuta palese nel corso delle negoziazioni sul bilancio è che i Repubblicani non hanno neanche la più remota idea di come funzioni il mercato finanziario. Naturalmente i Democratici non è che siano messi molto meglio, ma almeno (occasionalmente) tengono in considerazione il consiglio degli esperti. I Repubblicani no. Sembra proprio che ci sia tanto orgoglio nelle loro zucche vuote.

Credono che minacciare di far saltare l’economia sia un’ottima strategia per provocare i tagli alle spese correnti. Non riescono a capire che la loro gazzarra da galline potrebbe ritorcersi contro e cambiare la percezione che gli USA siano un posto sicuro dove gli investitori possano investire i propri capitali. E questo pensiero non sembra assolutamente passare per la loro testa.

Un altro estratto da una lettera di Geithner (al Senatore Michael Bennet), dove avverte delle “conseguenze economiche catastrofiche” che si verificheranno se il limite del
debito non verrà alzato velocemente:

“Il ruolo particolare delle emissioni del Tesoro nel sistema finanziario globale comporta il fatto che le conseguenze del default sarebbero davvero severe. Le emissioni del Tesoro sono un punto fermo nelle pagine dei bilanci di quasi tutte le più grandi compagnie di assicurazione, delle banche, dei fondi che investono a breve termine e nei fondi pensione di tutto il mondo. Sono anche molto usate dalle

istituzioni finanziarie come collaterali (http://it.wikipedia.org/wiki/Collateralized_debt_obligation) per reperire nel mercato finanziario il flusso

di cassa necessario per le loro operazioni giornaliere.”

Geithner sta spiegando il funzionamento

delle “banche d’affari” e come si affidino ai collaterali con

la tripla A. Se le emissioni del Tesoro, finora considerati gli investimenti

più sicuri al mondo, soffriranno un abbassamento del rating

a causa del default o del calo della fiducia degli investitori,

tutto questo porterebbe a una serie di tagli nei rendimenti (http://en.wikipedia.org/wiki/Haircut_(finance)) che

darebbero il via a una nuova crisi.

Geithner ancora:

“Un default

del debito del Tesoro potrebbe portare a domandarsi della solvibilità

dei fondi d’investimento e delle istituzioni finanziarie che hanno

le emissioni del Tesoro nel loro portafoglio, cosa che provocherebbe

un assalto ai fondi che investono a breve termine (http://en.wikipedia.org/wiki/Money_market_fund) e

all’intero sistemo finanziario, qualcosa di simile a quello che è

successo sulla scia del collasso di Lehman Brothers. Come hanno dimostrato

le recenti crisi finanziarie, un contraccolpo improvviso alla fiducia

sui mercati finanziari può scatenare un timore che minaccerebbe la

salute dell’intera economia globale e il lavoro di milioni di Americani.”

Geithner non sta esagerando. Questo

è quello che accadrà. Perché? Perché è quello che

è successo nel 2008 e, sfortunatamente, da allora niente è

cambiato. Se gli Stati Uniti andranno in default, allora il premio

per il rischio che il Tesoro dovrà concedere salirebbe e le quotazioni

dei titoli scenderebbero. Questo significa che i trilioni di dollari

che sono stati scambiati per le emissioni del Tesoro nel mercato dei

pronti contro termine (http://it.wikipedia.org/wiki/Pronti_contro_termine)

– dove le istituzioni finanziarie scambiano liquidità con garanzie

collaterali di primo livello – andrebbero riprezzati e questo causerebbe

perdite consistenti per i possessori di emissioni del Tesoro. Queste

perdite si riverberebbero nei mercati dei capitali e in quello dei titoli

di credito, iniziando a far saltare il domino costruito dopo il fallimento

della Lehman Brothers. In conclusione, nessuna delle riforme
Dodd-Frank ha aumentato la stabilità del mercato finanziario. Il sistema
è soggetto al collasso così come lo era nel settembre del 2008.

Di nuovo Geithner:

“I titoli del Tesoro
ricoprono un ruolo peculiare nel sistema finanziario globale proprio
perché sono considerati un investimento privo di rischio. […]

Un default metterebbe in discussione lo status delle emissioni del Tesoro che sono ora ritenute un pilastro del sistema finanziario, mettendo a repentaglio questo ruolo e i benefici economici che ne derivano.”

Questo è un punto molto importante e potrebbe essere d’aiuto fare un’analogia.

Diciamo che io ho bisogno di liquidi per finanziare degli affari. Così vado al banco dei pegni con la mia Jaguar customizzata, il mio dipinto di Vermeer autentico e la
mia collezione di monete d’oro rinascimentali. Il gestore dà un’occhiata al mio tesoro e mi dice che può prestarmi 25.000 dollari per una settimana, ma che gliene dovrò rendergli 26.000 per avere la mia roba indietro. Allora dico, “Va bene” e prendo a prestito i soldi. Questo mi permette di continuare i miei affari. Poi, una settimana dopo, torno dal monte dei pegni e restituisco i soldi.

Fino qui tutto a posto?

La settimana seguente torno da lui e cerco di chiudere la stessa trattativa. Ma questa volta il gestore ha fatto una piccola ricerca e ha scoperto che la mia Jaguar customizzata è un vecchio modello di una Yugo riverniciata a meraviglia, il mio Vermeer originale è un lavoro di un falsario che ho preso al mercatino delle pulci e la mia collezione di monete d’oro rinascimentali è in verità una manciata di spiccioli della slot machine placcati di pirite. Così il gestore, tutto stizzito, mi dice che mi presterà solo la metà di quanto concesso la volta prima, 12.500 dollari. Ma questo per me è un grosso problema, perché così non ho abbastanza denaro per finanziare le mie operazioni o per pagare i miei dipendenti.
E allora devo dare fondo ai miei risparmi (il capitale bancario) e questo mi renderà quasi impossibile prestare del denaro a chi me lo richiedesse. Col passare del tempo sarò forzato a vendere una parte sempre più grande delle mie proprietà (asset) solamente per rimanere a galla.

Questo è esattamente quello che è successo alle banche nel corso della crisi finanziaria. Le compagnie finanziarie che hanno concesso il valore corrispondente alle obbligazioni garantite (la mia Jaguar) hanno cominciato a preoccuparsi del fatto che questi titoli contenevano al suo interno prestiti tossici di categoria subprime (la mia Yugo). E allora hanno ridotto il totale dei soldi prestati in cambio delle obbligazioni. I cosiddetti haircut hanno
avviato un panico al rallentatore che è durato oltre un anno, facendo perdere quasi 4 trilioni di dollari al sistema delle banche d’affari.
Il problema era complicato dal fatto che nessuno sapeva quali contenitori finanziari avessero in sé i mutui peggiori o quale banca avesse il peggior assortimento di obbligazioni. E così il prestito interbancario cominciò a fermarsi, il LIBOR (ndt: tasso interbancario ‘lettera’ su Londra
, http://it.wikipedia.org/wiki/LIBOR) salì alle stelle e li mercato del credito andò in stallo. Quando Lehman Brothers andò in default il 15 settembre del 2008, la voragine
si aprì sempre più e l’intero sistema finanziario collassò di conseguenza.

Se gli Stati Uniti andranno in default sul suo debito, le emissioni del Tesoro saranno riprezzate, le maggior banche del paese scopriranno che abbiamo meno capitale di quanto si pensasse prima e il sistema finanziario patirà le conseguenze di un altro collasso. Solo che questa volta andrà molto peggio, perché le emissioni del Tesoro non saranno a quel punto considerati investimenti di punta privi di rischio su cui vengono poi misurati tutti gli altri asset finanziari. Questo significa che gli Stati Uniti dovranno pagare interessi più alti per adempiere a quanto pattuito e questo renderà sempre più difficile uscire dalla recessione.

Wall Street e il mondo degli affari hanno compreso la gravità della situazione e questo è il motivo per cui hanno cercato di scoraggiare il gioco al rialzo dei Repubblicani.
Ma i membri del Parlamento del Tea Party hanno scrollato le spalle e sono rimasti ostinatamente sulle loro posizioni. La loro idea era che Obama avrebbe capito di essere nelle loro mani e che avrebbe ceduto. Non è così che funziona il potere?

Questa è una lezione che gli attivisti politici devono imparare. Il Tea Party è riuscito a trovare una strategia “asimmetrica” perfettamente legale per ottenere un cambio a loro vantaggio, ossia individuare le vulnerabilità del sistema e sfruttarne le debolezze per plasmare la politica. Non c’è alcuna ragione per cui la sinistra non debba fare lo stesso gioco, a condizione che abbia la volontà di sporcarsi le mani.

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Mike Whitney vive dello Stato

di Washington.

Fonte: http://www.counterpunch.org/whitney05182011.html

18.05.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

Pubblicato da supervice

8 Commenti

  1. quando, da membro del Congresso, sei abituato ad essere corteggiato a suon di bigliettoni da schiere di lobbisti, finisci alla fine per pensare che il mondo dipende da te e non vi è più fine al limite di rialzo. Se hai un briciolo di cervello prima o dopo ti verrà il dubbio che tutto ciò possa anche avere delle conseguenze. Ma se sei un “leghista” questo dubbio non ti verrà mai
    fintantochè il castello di carte non comincerà a crollare su se stesso.
    In USA già milioni di persone – avendo perso tutto – vivono dentro le auto, ciononostante il Congresso ha stanziato milioni di dollari in aiuti ai paesi del Middle-East con il proposito di guidare quei paesi verso “sane” democrazie illuminate da Monsanto & Co.
    Che sia uno spot di ChryslerFordGeneralMotors per far venire a tutto il mondo una sana voglia di vivere in auto ?

  2. esattamente quello che prevede il report n° 54 del GEAB.

  3. 1) Quando leggiamo articoli scritti da statunitensi, sia pure di sinistra, tendiamo a collocarci nella posizione di uno statunitense che è più o meno nella nostra condizone. Perché continuiamo a farlo, se noi non siamo statunitensi?
    2) Oppure crediamo che la nostra convenienza economica coincida sempre con il “nostro analogo” statunitense?
    3) Ma ha senso accettare un discorso puramente economico, senza aver previamente stabilito obiettivi non economici, relativi alla vita collettiva della nazione?
    4) E se questi obiettivi non economici implicano un “sacrificio economico” o anche semplicemente un “sacrificio dei consumi”, per alcuni anni? Se il raggiungimento di questi obiettivi fosse agevolato dal crollo del dollaro o da un default dei titolo del tesoro statunitense? (tesoro con la t minuscola, prego, compagno Mike Whitney – chi sa, poi, se sei un compagno o sei semplicemente di sinistra!)? Se fosse agevolato dalla perdita del posto di lavoro di operai impiegati e professionisti statunitensi?
    Sono domande che non vanno poste? Il nostro punto di vista può essere esclusivamente egoistico o in parte altruistico. Ma dobbiamo iniziare a collocarci sempre e soltanto dal nostro punto di vista. Il tempo che dedichiamo ad informarci sul loro dibattito deve essere infinitesimo rispetto al tempo che dobbiamo dedicare al nostro: che fare?

  4. Se sei un leghista in genere appartiene a quella etnia che per un secolo ha mantenuto i nuunciaafamo

  5. Se sei un LEGHISTA in genere appartieni a quella etnia che da un secolo sta mantenendo i nuunciaafamo

  6. Mah … si parla sempre degli effetti tralasciando le cause.
    Non è che forse gli USA debbano un po’ fare chiarezza sulle cause che li hanno condotti sul ciglio del baratro?
    Magari quelle circa 1000 basi militari con le quali hanno infarcito il mondo non è che semplicemente non se le possono permettere?
    Non è che la loro politica di rapina sia praticamente non più fattibile per il semplice fatto che ora c’è ben poco da rubare?
    Vivere sulle spalle degli altri non è mai una filosofia premiante, prima o poi qualcosa finisce per inceppare questo meccanismo perverso.
    Dovremo assistere al collasso degli USA prima che qualche mente illuminata riesca a recepire il problema?
    Credo che il collasso non si fermerà al terzo stadio della scala Kubler-Ross come nell’ex URSS, ma sarà ben più tragico.

  7. Gli Stati Uniti (e non solo loro) sono già in default. Sono già falliti. Manca però ancora il curatore. Nel frattempo, i falliti continuano ad indebitarsi sia per sostenere nuove spese sia per salvaguardare alcuni dei propri creditori. Si chiama bancarotta fraudolenta postfallimentare.

  8. e non essendo un LEGHISTA quanti messaggi pensi ti serviranno per spiegare esattamente ciò che vuoi dire ??
    L’unica cosa che capisco è che il motto di spirito non è il tuo forte: compra delle vocali e riprova…….