Considerazioni autunnali di un terrapiattista

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di Nestor Halak
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Se come credo, l’epidemia è stata usata come pretesto per l’imposizione della vaccinazione di massa, del lasciapassare sanitario e del controllo sociale (oppure, come dicono altri è stata creata in laboratorio a questo scopo o, come dicono altri ancora è stata inventata dal nulla sempre al medesimo scopo), mi pare che a questo punto il copione dovrebbe prevedere un deciso rallentamento.

Infatti, se il contagio raggiunge i livelli dello scorso anno o superiori o simili in presenza di una popolazione vaccinata all’80%, diventa evidente che i vaccini sono inefficaci, inutile la prosecuzione della vaccinazione di massa, inutile il lasciapassare sanitario. Infatti leggo che quest’anno l’influenza, che nella scorsa stagione era stata debellata, ci dicono gli esperti, dai confinamenti e dalle mascherine, è tornata in tutto il suo splendore. I ceppi virali più significativi sono stati isolati durante l’inverno nell’emisfero meridionale e i nuovi vaccini antinfluenzali sono già pronti per coloro a cui non bastasse il vaccino obbligatorio covid. Se ne deduce che quest’inverno si potrà tornare a prendere l’influenza e magari anche a morire per le complicazioni influenzali.

Del resto lo stesso obbiettivo di diminuzione delle vittime covid sarebbe facilmente ottenibile tornando a far morire i positivi di cancro o di malattie circolatorie (che anche quest’anno, naturalmente, sono molto più numerosi dei morti di covid), oppure riducendoli attraverso la diminuzione dei cicli di amplificazione dei test.

Vorrei ricordare l’insostenibilità del discorso “variante”: se un virus forma continuamente varianti, un vaccino efficace contro quel virus deve poterle combattere, altrimenti quel vaccino è inefficace contro la malattia. La difficoltà di fare un vaccino contro i virus a RNA è tutta nelle varianti. Per questo non esiste un virus contro il raffreddore e i vaccini anti influenzali sono poco efficaci e devono essere rinnovati ogni anno.

Riassumendo, se la parte più importante dell’operazione, l’introduzione di un lasciapassare sanitario, è stato felicemente raggiunto, potrebbe essere ritenuto opportuno moderare la pressione diminuendo l’allarme. Moderarla, ma non annullarla, altrimenti apparirebbe logico tornare alla situazione quo ante, che è proprio ciò che si vuole evitare. In questo la natura stessa dei vaccini ci viene in aiuto. I vaccini, come ha splendidamente riassunto il dottor Galli in un impeto di sincerità, non funzionano, funzionicchiano.

Del resto, se debellassero davvero la malattia, cioè impedissero il contagio per un lungo periodo, come ad esempio il vaccino contro il vaiolo, non avrebbe senso mantenere i lasciapassare e le altre misure repressive. Se invece diminuiscono soltanto il pericolo e durano pochi mesi, come pare facciano in realtà, si prestano benissimo ad essere ripetuti periodicamente rendendo necessario i lasciapassare tendenzialmente all’infinito, o almeno fino a quando il documento non diventerà abituale e scontato come la carta di identità o la tessera sanitaria.

Nel frattempo il pass (che in tendenza dovrà essere solo elettronico in modo che possa essere aggiornato con un click e stare dentro al telefonino che oramai tutti sono strafelici di portarsi dietro anche al cesso), potrà essere implementato con altri parametri a piacere, alcuni ovvi, come quelli ecologici, altri che magari al momento neppure immaginiamo. Tutto sembra perciò procedere per il meglio.

Cosa potrebbe andare storto? Be, diverse cose, naturalmente. Per esempio potrebbe rivelarsi molto difficile convincere la gente a continuare le vaccinazioni senza fine e se una massa critica si ribella, la pantomima si ferma. Oppure gli effetti collaterali dei vaccini potrebbero davvero essere devastanti come i più pessimisti tra gli studiosi hanno ipotizzato. In quel caso il panico si potrebbe diffondere rendendo impossibile la continuazione della vaccinazione. Oppure l’inevitabile disastro economico dovuto a tutta la l’operazione, anziché favorirne la continuazione, come probabilmente si è messo in conto, potrebbe diventare talmente grave da sfuggire al controllo e far implodere l’occidente. E poi c’è sempre l’imponderabile.

Se non accade nulla di tutto questo, rimarremo comunque dissidenti, saboteremo queste politiche in ogni occasione possibile, ma non vedo modo di sfuggire al vaccino e al pass se non il romitaggio.

Si tratta di una ricostruzione plausibile? Le cose stanno davvero così? Francamente non lo so. Lo sospetto, ma non ne sono sicuro. Forse la prossima stagione invernale potrà darci qualche risposta.

di Nestor Halak

Pubblicato da Verdiana Siddi per ComedonChisciotte.org

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