Congratulazioni Kamala, futura presidente degli Stati Uniti

 

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La cosa più gentile che si possa dire di Joe Biden è che è una persona sicuramente smemorata, la cui vita quotidiana, fisica e cognitiva, dipende dal costante controllo da parte della moglie su tutto ciò che fa o che dice. È sempre con lui, ovunque si trovi: pronta a sussurrargli una parola dimenticata o a mostrargli dove si trova il podio o la porta d’uscita. Semplicemente, è lei che gli fa da cane guida, controfigura e suggeritore. E, per quanto ne sappiamo, Biden  potrebbe anche essere già incontinente e aver bisogno sotto il pigiama dei pannoloni per adulti e la signora Biden potrebbe anche avere il ruolo di cambia pannoloni personale.

Questo è lo stato pre-elettorale del nostro nuovo presidente, Joe Biden.

Ma che dire del post-elezioni? In che modo, il nostro handicappato e non-indipendente presidente sarà in grado, nei prossimi quatto anni, di gestire affari di stato complessi e politiche estere ancora più intricate? Ha già 77 anni e, chiaramente, le sue capacità cognitive continueranno a diminuire in modo naturale con l’età, senza alcuna prospettiva per un ritorno ad una robusta elasticità [mentale].

Si pone quindi la domanda: perché diavolo il Partito Democratico lo ha scelto come leader del partito e lo ha candidato alla presidenza, quando conoscevano meglio di chiunque altro suo il declinante stato cognitivo? Che ci sia sotto qualcosa di non detto, ma comunque evidente? Sì? No? Sì, in effetti c’è e potremmo chiamarla “Operazione Kamala.” La leadership del Partito Democratico, che ha un disperato bisogno di entrare alla Casa Bianca e di rimanervi per otto anni, ha fatto ricorso a metodologie non convenzionali per inserire il proprio, vero, candidato preferito: un candidato impopolare per gli standard presidenziali; un candidato selezionato, non eletto.

Il vero candidato preferito dal Deep State e dal Potere Ebraico è Kamala Harris, la vicepresidente scelta da Joe Biden, e non lo stesso Joe Biden. Il Partito Democratico effettuerà presto il suo “grande cambio di rotta,” non appena diventerà impossibile coprire le carenze mentali di Biden. Ciò che i caporioni e i disperati strateghi del Partito Democratico hanno realmente fatto è stato aggirare cinicamente la nostra costituzione e le regole elettorali, ingannando l’elettorato americano con il vecchio trucco delle due carte. Ora vedete la carta Biden, democraticamente eletta, e ORA vedete la carta del Vicepresidente scelto, Kamala Harris. Ogni previsione in questo ingannevole gioco fa di ogni singolo elettore americano un perdente.

Kamala Harris, la viscida avvocatessa che era arrivata all’alta carica di Procuratore Distrettuale della super liberale San Francisco, è di razza mista: asiatico-indiana e afro-americana. È una combinazione fra Modi (Israele innanzitutto) e Sammy Davis Jr (Israele innanzitutto), eppure i media mainstream si riferiscono costantemente a lei come ad una “Americana di colore” e questo perché il termine “asiatico-indiana” non sarebbe elettoralmente convincente. Qui abbiamo la stessa e voluta imprecisione razziale che era stata venduta agli elettori con il presidente mulatto Obama. E, come nel caso dei presidenti Obama e Trump prima di lei, anche Kamala è infatuata e legata al potere ebraico. È stata lobby ebraica a patrocinare la scelta di Kamala come futuro presidente, nonostante fosse stata la prima democratica ad aver abbandonato la corsa alla nomination presidenziale, anzi la prima democratica ad essere stata eliminata da Tulsi Gabbard. A 56 anni, non avendo figli ed essendo sposata con un Ebreo divorziato, parla di se stessa come di una “matrigna orgogliosa e amorevole” per i suoi due figliastri ebrei. Evidentemente, Kamala ha un interesse personale e di carriera nel servire, prima di tutto, Israele. In questo senso, possiamo dire che Kamala ha effettivamente sposato Israele e, così facendo, si è garantita l’ascesa agli alti ranghi della politica statunitense, nonostante la sua scarsa popolarità anche tra i democratici. In quale altro modo la più grande perdente alle primarie potrebbe, alla fine, diventare il vero presidente degli Stati Uniti d’America? Questo è lo stratagemma “non convenzionale” ideato dai criminali strateghi democratici. Questa è la scena del delitto dove la democrazia americana è stata pugnalata al cuore e in mezzo agli occhi. Questo potrebbe benissimo essere il fattore scatenante della guerra razziale pianificata per l’America dal potere ebraico, quando l’America si troverà, dall’oggi al domani, governata da una presidente di colore selezionata (e non eletta).

Quando accadrà, prevedo una marea di Bianchi infuriati e di proiettili che volano.

E, fino al giorno in cui Kamala non entrerà alla Casa Bianca con l’aiuto dei prestigiatori ebraici, ci terremo Biden.

Biden il Sionista impegnato. Biden, il vecchio a cui piace toccare le bambine. Biden, il sostenitore delle Rivoluzioni Colorate e delle guerre per gli Ebrei. Biden, che non sa dove sia la porta di uscita. Biden, che è scarso in matematica ma bravo ad intascare denaro da affari loschi. Biden, emblema e cardine della più grande truffa ebraica contro gli elettori americani e la loro amata costituzione.

Non ci resta da dire che: buona fortuna, Americani. Sarete sicuramente fottuti per i prossimi 4-8 anni. Magari sarete fottuti anche per l’eternità.

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Fonte: platosguns.com
Link: https://platosguns.com/2020/11/08/congratulations-president-kamala/
08.11.2020
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org