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“CONFINE DI STATO” DI S. SARASSO

DI ALCENERO
Comedonchisciotte

E’ davvero un esordio importante quello del giovane Simone Sarasso con “Confine di Stato” (Marsilio, precedentemente pubblicato da Effequ). Il romanzo è il primo volume di una trilogia che si propone lo scopo di raccontare la storia recente d’Italia (dagli anni ’50 a metà anni ’90) cucendo una trama di fiction che lega assieme i tanti cosiddetti “misteri d’Italia”.

Chi affronta lo studio della storia italiana di questo periodo, il cui cuore è quello delle stragi e della strategia della tensione, riesce a vedere la continuità storica e politica il cui punto focale è l’equilibrio di Yalta e della guerra fredda che viene mantenuto col sangue di cittadini innocenti e di grandi protagonisti della vita politica, sociale ed economica del paese (Mattei, De Mauro, Moro, Dalla Chiesa). Le mani che spargono quel sangue sono spesso rimaste ignote e i mandanti non dichiarati, anche se si bene, dalla storia dei depistaggi, delle logge segrete, dei rapporti stato-servizi segreti e stato-mafia che dietro a quel sangue vi è Gladio-Stay Behind e uomini e omini (per citare un personaggio di Sarasso facilmente identificabile con Giulio Andreotti) che, oltre a essere rimasti impuniti, in certi casi siedono ancora sulle poltrone del potere.
Il merito del giovane Sarasso è proprio quello di essere riuscito a costruire una storia ‘verosimile’ che racconta tali eventi presentando i personaggi reali (indicati con pseudonimi ma immediatamente identificabili) e gli eventi tragici insieme a figure romanzate, quali quella del protagonista Andrea Sterling, che fungono da simbolo di quegli ambienti e di quella manovalanza militare-criminale che è ancora, impunita, nell’ombra.

Le vicende affrontate in questo primo volume della trilogia sono la misteriosa morte della giovane Wilma Montesi (indicata nel romanzo con il nome di Ester Conti), l’omicidio di Enrico Mattei (Fabio Riviera) e la strage di Piazza Fontana, oltre ad una sorta di appendice finale che tocca Giangiacomo Feltrinelli, il suo passaggio alla lotta armata e la sua morte. E’ da apprezzare la scelta di far partire questa versione romanzata della storia recente d’Italia proprio dall’episodio Montesi che segna una sorta di perdita dell’innocenza per la vita pubblica italiana portando alla luce i vizi e la bella vita dei palazzi romani e le squallide lotte di potere, per la successione a De Gasperi, che contrapponevano le correnti DC di Attilio Piccioni e di Fanfani-Andreotti. Allo stesso modo la vicenda di Enrico Mattei esemplifica perfettamente il ruolo di pseudo-colonia Usa in cui è stata relegata l’Italia per oltre 40 anni e che, con l’eliminazione spesso politica ma in alcuni casi fisica delle figure più indipendenti, ha portato all’emergere di una leadership politica suddita dell’alleato-padrone nordamericano.

Il legame narrativo che congiunge queste vicende è la storia di Andrea Sterling, il vero protagonista del romanzo. Quella di Sterling è una figura da fumetto o da film pulp, tracciata in modo volutamente netto e con poche sfumature. Tale scelta, lungi dall’essere un difetto, è uno dei meriti stilistici dell’opera che riesce a presentare un personaggio interessante e ricco di spunti mantenendo evidente il suo ruolo simbolico e metaforico. Accanto a Sterling si muovono le figure ‘reali’ e altri personaggi di fantasia, andando a costruire un’impalcatura narrativa che cattura il lettore sin dalle prime pagine e racconta in maniera efficace gli episodi storici.

Notevole è la scelta di mischiare da subito stili narratvi differenti, alternando al racconto vero e proprio lo scarno resoconto della cronaca presa dai quotidiani e uno scambio epistolare che introduce in modo davvero molto interessante la figura del protagonista. Come ammette lo stesso Sarasso egli è debitore, da un punto di vista stilistico, a vari autori (Wu Ming, Ellroy, Genna, Evangelisti), mentre si sente l’influenza degli stili narratvi dei comics, delle graphic novels alla Sin City e della cinematografia pulp, mentre il romanzo verrà sicuramente apprezzato anche da chi ha letto con piacere Romanzo Criminale e Nelle Mani Giuste di De Cataldo. Da un punto di vista teorico l’opera deve invece molto alla serie Misteri d’Italia di Lucarelli e alle numerosissime fonti citate in essa che, pagina dopo pagina, dall’esame delle fonti giornalistiche, giudiziarie e politiche hanno contribuito a rendere storia accettata ciò che veniva etichettato in modo un po’ dispregiativo come ‘controinformazione’: si spera che lo stesso prima o poi accada per tanta altra controinformazione più attuale presentata su questo e altri siti web.

Il fatto che l’oscura storia recente del nostro paese vada letta in controluce in opere di narrativa quali questa di Sarasso e i cui episodi portanti possano essere presentati ufficialmente solo sotto la dicitura di ‘mistero d’Italia’ è qualcosa che deve far riflettere. Così come è qualcosa di notevole che il giustificato odio della gente e dei parenti delle vittime debba essere rivolto più verso il ‘sistema’ rappresentato nei romanzi da figure simbolo quali Andrea Sterling che verso i reali colpevoli ed esecutori materiali. E’ evidente che, sebbene siano passati più di 15 anni dalla fine della guerra fredda, quel passato è ancora qui tra noi. Lo si vede chiaramente nella presenza in Parlamento, ad esempio tra i Senatori a vita, di loschissime figure del passato, nei rapporti tra mafia e politica che continuano solamente con diversi protagonisti (basti pensare al processo a Dell’Utri) e nel fatto che i servizi segreti hanno continuato a tradire la Costituzione e i cittadini con la sudditanza agli Usa (si veda il caso Abu Omar) e tramite opere di dossieraggio, disinformazione e intercettazioni illegali che ricordano l’infame periodo dell’Ufficio Affari Riservati e del Sifar.

Nonostante ciò la verità sul nostro passato recente si fa lentamente strada e potrà essere interiorizzata dalle nuove generazioni anche grazie alla divulgazione tramite opere rivolte a un pubblico più vasto come romanzi e documentari televisivi.

E’ notevole che Confine di Stato sia un’opera di esordio e, nonostante qualche piccola pecca (ad esempio la parte finale su Feltrinelli, comunque interessante, sembra meno curata rispetto al nucleo principale dei tre episodi chiave del romanzo) non resta che attendere con ansia l’uscita dei due successivi romanzi della trilogia che toccheranno il cuore della stagione stragista e l’Italia del dopo guerra fredda e del patto tra Stato e Mafia.

Alcenero – [email protected]
ComeDonChisciotte
29.08.07

Pubblicato da Das schloss