Come ottenere i massimi benefici dalle uova

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A torto ritenute, per anni, responsabili dell’aumento del colesterolo, le uova sono invece un ottimo alimento che non dovrebbe mancare nella dieta di ciascuno di noi.
Apportano proteine di altissimo valore biologico, lipidi, minerali (fosforo, calcio, ferro, zolfo, zinco) e vitamine (A, B2, B12, D, E, K). Inoltre sono ricche di acido stearico (un grasso saturo che viene convertito in monoinsaturo dal fegato, con effetti positivi nella protezione dalle malattie cardiovascolari) e di colina, precursore dell’acetilcolina (un neurotrasmettitore e modulatore del metabolismo lipidico). Infine il tuorlo contiene anche luteina e zeaxantina, carotenoidi antiossidanti, che contribuiscono alla buona salute degli occhi, preservandoli dalle possibili degenerazioni legate all’età.

Anche se in frigo si conserva per 3-4 settimane, per ricavarne il massimo beneficio, l’uovo andrebbe consumato fresco, il che significa entro 10 giorni dalla deposizione. Puoi verificarne la freschezza mettendolo a bagno in acqua salata: se è davvero fresco non galleggia, ma rimane coperto d’acqua con la parte più stretta verso il basso.
Un’altra cosa che sarebbe bene fare per goderne i benefici è sceglierlo proveniente da galline che vivono bene, libere di razzolare all’aperto, che sono state nutrite con mangimi naturali, senza OGM e senza sostanze che aumentano la crescita o l’appetito. Al contrario, una gallina che vive male in spazi angusti e che ha mangiato becchime scadente, e che col cibo magari ha assunto anche coloranti (per rendere più giallo il tuorlo), pesticidi ed eventuali antibiotici, deporrà uova “malate” che con il tempo ammaleranno anche te.

Per non far diventare l’uovo pesante per fegato e pancreas andrebbe cucinato senza grassi (olio e burro) e poco (il tempo di far rapprendere l’albume e lasciare morbido il tuorlo). Inoltre mai a bollirlo a lungo: si libera una sostanza nociva, il solfuro di ferro, te ne accorgi perché il tuorlo ha assunto all’esterno una patina di colorino verdastro. La soluzione consiste nel limitare il tempo di cottura, 7-8 minuti al massimo. L’uovo va calato con un cucchiaio nel pentolino quando l’acqua già bolle e, appena suona il timer, fatto raffreddare immediatamente con una passata veloce sotto l’acqua corrente.
Altri metodi di cottura che preservano digeribilità e valore nutrizionale sono “al forno”, “in camicia” e “alla coque”.

Precauzioni:
Devono limitarsi le persone che soffrono di calcoli alla cistifellea o che abbiano allergie-intolleranze alle proteine dell’uovo.
Ai bambini sarebbe bene cominciare a dare l’uovo verso la fine dello svezzamento perché è una sostanza potenzialmente allergizzante. Si procede lentamente aggiungendo all’inizio due cucchiaini di tuorlo alle creme di cereali nell’ultima fase di cottura e molto gradualmente, nelle settimane successive, si arriva ad aggiungere anche l’albume.

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VB

 

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