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COME L’FBI HA PROTETTO L’ADDESTRATORE DI AL QAEDA PER I DIROTTAMENTI DELL’ 11-9

DI PETER DALE SCOTT

Nuove rivelazioni su Ali Mohamed

Il seguente testo è una versione ampliata del discorso di Peter Dale Scott a Berkeley il 24 Settembre 2006, intitolato “L’11 Settembre e l’impero americnao: intellettuali denunciano”

Il mio discorso questa sera userà il Rapporto della Commissione 11-9 come prova – prova di quello che sta venendo nascosto. Possiamo usarlo in questo modo perchè alcune parti del Rapporto sono accurate ed affidabili. Questo fondo di affidabilità aiuta a definire quelle altre parti del Rapporto che sono ingannevoli, ed in alcuni punti io credo completamente errate. Queste rilevanti omissioni ed inganni dovrebbero essere prese come indizi di cosa sta venendo nascosto, e dove si trovi la verità nascosta.

Dovrò citare la occasionale resistenza alla verità del Rapporto. Lasciatemi fornire una facile e incontrovertible analogia dal Rapporto Warren. Il Rapporto Warren azzeccò molte cose; ma minimizzò anche i collegamenti di Jack Ruby con il crimine organizzato. [1] Questa resistenza fu un indizio che Ruby era in realtà colluso col crimine e che questo era importante. Il Comitato Speciale Parlamentare sugli Assassinii, anche se sbagliò molte cose, confermò ampiamente l’importanza dei collegamenti di Ruby col mondo del crimine.
Troviamo simili, sintomatiche reticenze nel Rapporto 11-9.
1) Ecco un facile esempio: l’identità dei dirottatori. L’FBI aveva distribuito una lista coi nominativi di 18 dei 19 dirottatori alle 10 di mattina dell’11 Setembre. 2 Nel giro di due settimane le identità di almeno sei dei dirottatori furono in dubbio; dato che uomini in paesi Arabi con gli stessi nomi e passato, ed in alcuni casi le stesse fotografie, stavano protestando che erano vivi ed innocenti. 3 In risposta a queste proteste, il Direttore dell’FBI Robert Mueller riconobbe presto che l’identità di molti dirottatori era in dubbio. [4] Ma non c’è nessuna discussione di questo problema nel dettagliato trattamento dei presunti dirottatori nel Rapporto della Commissione 11-9.[5]

2) WTC-7. Questa è marcatamente una grande area di dubbio, come avete appena sentito [è una trascrizione parziale del discorso di Berkeley, n.d.t.]. La soluzione del Rapporto fu quella di non citare per nulla il WTC-7. Ed ancora Kean e Hamilton, i Co-Direttori della Commissione 11-9, hanno il coraggio di affermare nel loro nuovo libro che dopo il Rapporto “quelli che credono nelle teorie della cospirazione ora sono stati smentiti dai fatti.”[6] In altre parole, stanno ancora insabbiando che c’è stato un insabbiamento.

3) Lo stretto collegamento attivo del Governo Statunitense ad al-Qaeda ed ad un capo pianificatore dell’11-9.

Nel nostro libro, 11-9 e l’impero: intellettuali denunciano, ho scritto di Ali Mohamed, lo stretto alleato di Osama bin Laden e del suo mentore Ayman al-Zwahiri. [7] E’ ora generalmente riconosciuto che Ali Mohamed (conosciuto nei campi di adddestramento di al Qaeda come Abu Mohamed al Amriki – “Padre di Mohamed, l’Americano”)[8] ha lavorato per l’FBI, per la CIA, e per le Forze Speciali Statunitensi. Come ha in seguito confessato alla Corte, aiutò anche il terrorista Ayman al Zawahiri, un co-fondatore della Jihad Islamica Egiziana e da allora un alleato di bin Laden, quando visitò l’America per raccogliere soldi.[9] Il Rapporto 11-9 lo ha menzionato, ed ha detto che gli strateghi degli attacchi all’ambasciata Statunitense in Kenya erano guidati (parole loro) da Ali Mohamed.[10] Questo è il solo riferimento a lui contenuto nel Rapporto, anche se questo non è tutto quello che hanno sentito.

Patrick Fitgerald, il Procuratore Statunitense che negoziò il patteggiamento e la confessione da Ali Mohamed, dichiarò questo nella sua testimonianza alla Commissione:

“Ali Mohamed… addestrò la maggior parte dei leader di al Qaeda – inclusi Bin Laden e Zawahiri – e la maggior parte dei principali addestratori di al Qaeda. Fornì addestramento a persone che avrebbero poi messo a punto gli attacchi al World Trade Center nel 1993… dal 1994 fino al suo arresto nel 1998, visse come cittadino Americano in California, proponendosi all’FBI come traduttore.”[11]

Patrick Fitzgerald conosceva bene Ali Mohamed. Nel 1994 lo aveva nominato come un co-cospiratore non imputato del caso dei piani contro edifici caratteristici di New York, tuttavia gli permise di restare libero. Questo fu perchè, come Fitzgerald sapeva, Ali Mohamed era un informatore dell’FBI, almeno dal 1993 e forse dal 1989. [12] Di conseguenza, “dal 1994 fino al suo arresto nel 1998 [tempo in cui il piano dell’11-9 era abbondantemente in elaborazione], Mohamed fece la spola tra la California, l’Afghanistan, il Kenya, la Somalia, ed almeno una dozzina di altri paesi. [13] Poco dopo l’11-9, Larry C. Johnson, un ex ufficiale del Dipartimento di Stato e della CIA, accusò pubblicamente l’FBI di aver usato Mohamed come un informatore, quando avrebbe dovuto riconoscere che l’uomo era un terrorista di alto rango che tramava contro gli Stati Uniti.[14]

Come dico nel nostro libro, nel 1993 Ali Mohamed era stato arrestato dalla Polizia Canadese in Canada, quando chiese notizie su un terrorista di al Qaeda in arrivo all’aeroporto che venne fuori aveva due passaporti falsi dell’Arabia Saudita. Mohamed disse immediatamente alla Polizia Canadese di fare una telefonata agli Stati Uniti, e la telefonata assicurò il suo rilascio.[15] Ci è stato detto da allora che fu il controllore di Mohamed della costa Ovest dell’FBI, John Zent, “che assicurò per Ali e lo fece rilasciare.”[16] Questo rilascio permise ad Ali di andare in Kenya, fare foto all’Ambasciata Statunitense, ed inviarle a bin Laden per il piano dell’attacco all’Ambasciata.

Nell’Agosto del 2006 è stato trasmesso uno speciale del National Geographic su Ali Mohamed. Possiamo prenderlo come la nuova posizione ufficiale da capro espiatorio di Ali Mohamed, perchè ha aiutato a narrarla John Cloonan, l’agente FBI che lavorò con Fiztgerald su Mohamed. Non ho visto la trasmissione, ma ecco cosa i critici televisivi hanno dichiarato sul suo contenuto:

“Ali Mohamed manipolò l’FBI, la CIA e l’esercito Statunitense per conto di Osama bin Laden. Mohamed addestrò terroristi su come dirottare aerei, fabbricare bombe ed assassinare rivali. Durante la maggior parte di questo tempo Mohamed fu…., un agente della CIA e dell’FBI, ed un membro dell’esercito Statunitense. [17] ….Mohamed spuntò fuori in foto di sorveglianza dell’FBI sin dal 1989, mentre addestrava Musulmani radicali che sarebbero andati ad assassinare il militante Ebreo Meir Kahane e a detonare un camion bomba al World Trade Center. Non solo evitò l’arresto, ma diventò un informatore dell’FBI mentre scriveva la maggior parte del manuale terrorista di al Qaeda ed aiutava a pianificare attacchi contro le truppe americane in Somalia e alle ambasciate Usa in Africa.”[18]

Che Mohamed addestrò al Qaeda nel dirottamento di aerei e scrisse la maggior parte del manuale terrorista di al Qaeda è confermato in un nuovo libro di Lawrence Wright, che ha letto i documenti del Governo Statunitense.[19] Lasciatemelo ripetere: uno dei principali addestratori di al Qaeda nel terrorismo ed in come dirottare aerei era un agente dell’FBI, della CIA , e membro dell’Esercito.
Tuttavia questa trasmissione TV, poco prima dell’anniversario dell’11-9, è stata considerata essa stessa un altro insabbiamento. Ha nascosto ad esempio l’informazione data sull’arresto in Canada di Mohamed e l’ordine di rilasciarlo da parte dell’FBI. Secondo Peter Lance, il principale autore della trasmissione, lo show ha soppresso molti altri eccezionali fatti. Il punto fondamentale di Lance è il seguente: che Fitzgerald e la sua controparte nella task force su Bin Laden dell’FBI, John Cloonan, appresero poco dopo l’11-9 che Mohamed “sapeva ogni dettaglio” del piano dell’11-9.[20]

Nel giro di pochi giorni dall’11 Settembre Cloonan tornò di corsa dallo Yemen ed interrogò Ali, al quale i Federali avevano concesso la protezione come testimone, e gli chiese i dettagli del piano. A quel punto Ali scrisse tutto – inclusi i dettagli di come consigliò ai futuri dirottatori di portare taglierini a bordo degli aerei e dove sedersi, per mettere a punto la conquista degli aerei.[21]

Se tutte queste rivelazioni su Ali Mohamed sono vere, allora:

1) Un pianificatore chiave dell’operazione dell’11-9, e addestratore per i dirottamenti, era al tempo stesso un informatore per l’FBI.

2) Questo agente ha addestrato i partecipanti di tutti i maggiori attacchi Islamici negli Stati Uniti – il primo attacco al WTC, il piano per bombardare edifici caratteristici di New York [del 4 Luglio ’93 n.d.t.] ed infine l’11 Settembre, così come gli attacchi contro gli Americani in Somalia e in Kenya.

3)E tuttavia per quattro anni a Mohamed fu permesso entrare e uscire dal paese come un cospiratore non incriminato. Poi, a differenza delle sue reclute, gli fu concesso il patteggiamento. Ad oggi potrebbe non essere ancora stato condannato per alcun crimine.[22]

Peter Lance ha accusato che Fitzgerald avesse le prove prima del 1998 per implicare Mohamed nel bombardamento all’Ambasciata in Kenya, ma non fece nulla e lasciò che avvenisse l’attacco. Infatti, l’FBI sapeva sin dal 1990 che Mohamed era stato occupato ad addestrare terroristi a Long Island; tuttavia quello che fece fu proteggere Mohamed dall’arresto, anche dopo che uno dei suoi allievi aveva concluso l’addestramento e messo a punto un vero assassinio.

Gli allievi di Mohamed erano tutti membri del Centro Al-Kifah di Brooklyn, che funzionò come il principale centro di reclutamento per Makhtab-al-Khidimat, la rete denominata “Centro Servizi” [o MAK, n.d.t.] che diventò poi nota come al-Qaeda.[25] Il Centro Al-Kifah era guidato nel 1990 dallo sceicco cieco Egiziano Sheikh Omar Abdel Rahman, che al pari di Ali Mohamed era stato fatto entrare negli Stati Uniti, nonostante fosse sulla lista dei sorvegliati speciali del Dipartimento di Stato. [26] Come aveva fatto in precedenza in Egitto, lo sceicco “emanò una fatwa in America che permise ai suoi seguaci di rapinare banche e uccidere Ebrei.” [27]

Nel Novembre del 1990, tre delle reclute di Mohamed cospirarono per uccidere Meir Kahane, il fondatore razzista della Jewish Defense League. Il vero assassino, El Sayyid Nosair, fu catturato per caso quasi immediatamente, e per un colpo di fortuna la polizia scoprì presto i suoi due co-cospiratori, Mahmoud Abouhalima e Mohammed Salameh, che aspettavano a casa di Nosair. Trovarono molto di più:


[Lo “sceicco cieco” Omar Abdel Rahman e Ayman Al Zawahiri
]

C’erano formule per fabbricare bombe, 1.440 munizioni, e manuali [forniti da Ali Mohamed] del Centro di Addestramento Speciale alla Guerra della John F. Kennedy di Fort Bragg denominati “Top Secret per l’Addestramento” insieme a documenti segreti appartenenti allo Stato Maggiore Statunitense. La Polizia trovò mappe e disegni di edifici di New York come la Statua della Libertà, Times Square – ed il World Trade Center. Le quarantasette scatole di prove che raccolsero includevano anche sermoni dello Sceicco cieco Sheikh Omar, nei quali esortava i suoi seguaci a “distruggere gli edifici del capitalismo.” [28]

Tutti e tre erano stati addestrati da Ali Mohamed sul finire degli anni ’80 ad un poligono di tiro, dove l’FBI li aveva fotografati, prima di terminare la sorveglianza sul finire del 1989.[29]

Il Governo Statunitense era dunque in un’ottima posizione per arrestare, processare, e condannare tutti i terroristi coinvolti, incluso Mohamed.

Tuttavia solo dopo ore dall’assassino, Joseph Borelli, Capo dei detectives della Polizia di New York, concluse con una nota cara agli Americani dicendo che Nosair era “un pazzo solitario.”[30] In seguito, disse davvero alla stampa che “Non c’era niente [a casa di Nosair] che potesse far pensare… Non è uscito nulla che possa cambiare la nostra opinione che abbia agito da solo.”[31]

Borelli non stava lavorando da solo sulla questione. La sua posizione era anche quella dell’FBI, che disse di credere “che il Signor Nosair agì da solo nell’assassinio del Rabbino Kahane.” “Il punto essenziale è che non possiamo collegare nessun altro all’assassino di Kahane,” disse un Agente FBI.[32]

Limitando il caso in questo modo, la polizia e l’FBI stavano in pratica proteggendo i due co-cospiratori di Nosair nell’assassinio di un cittadino Americano. Entrambi furono alla fine condannati in relazione al primo attacco del WTC, insieme ad un altra recluta di Mohamed, Nidal Ayyad. Il Rapporto 11-9, riassumendo le condanne di Salameh, Ayyad, Abouhalima, e lo Sceicco cieco Sheikh per l’attacco al WTC e per i piani contro gli edifici caratteristici di New York, lo chiama “questo superbo sforzo investigativo e accusatore.” [33] Non dice niente delle prove soppresse trovate a casa di Nosair, incluse “mappe e disgeni degli edifici caratteristici di New York,” che se indagati avrebbero dovuto prevenire lo svilupparsi di entrambi i progetti”.

Come spiegare il gratuito e non richiesto encomio del “superbo sforzo” di Patrick Fitzgerald nel Rapporto 11-9 ? Come può essere “superbo” sapere che terroristi intendono far saltare in aria edifici, mentire per proteggerli dall’arresto, permettere loro di bombardare il WTC, e solo dopo arrestarli e condannarli? Lance ora dichiara che anche [l’attacco de] il Kenya fu permesso di succedere, prima che alcuni dei bombaroli furono condannati con l’aiuto del pianificatore principale. Questo modus operandi di tollerare può essere buono per le statistiche di arresti e condanne, ma ha un costo terrificante per la pubblica sicurezza.

Si sono accorti gli autori del Rapporto 11-9 che si trattava di un’area particolarmente sensibile, che se investigata a dovere avrebbe portato alla scoperta della protezione Statunitense dei terroristi? Questa domanda ci riporta alla dichiarazione di Peter Lance che Fitzgerald avesse le prove prima del 1998 per implicare Mohamed nell’attacco all’Ambasciata Americana in Kenya, tuttavia non fece nulla e lasciò che accadesse l’attacco. Fitzgerald ha avuto simili prove in anticipo per gli attacchi dell’11-9, e non ha fatto nulla ancora una volta? Servirà un’investigazione approfondita per assicurare agli scettici che non è questo il caso.

Come prima cosa, tutte le Agenzie Statunitensi dovrebbero rilasciare tutti i loro dati del loro coinvolgimento con Ali Mohamed, l’informatore dell’FBI e della CIA che presumibilmente pianificò i dettagli per conquistare il controllo degli aerei. Allora, e solo allora, una seria interrogazione di Fitzgerald soddisferà coloro che accusano i membri dell’11-9 di aver favoreggiato gli attacchi del’11-9, od in alternativa di aver fallito nel prevenirli.[34]

Ora, cosa ha fatto la Commissione 11-9 a proposito di questa situazione vergognosa? Sospetto che sapessero di più di quanto hanno fatto fuoriuscire. E’ solo una coincidenza che abbiano selezionato per scrivere i rapporti dello staff su al-Qaeda ed il piano dell’11-9, e per condurre le interrogazioni principali, ad un uomo che ebbe un ruolo personale nel prevenire che uscisse la verità su Mohamed. Quest’uomo era Dietrich Snell, che era stato collega di Fitzgerald al Distretto Sud della Procura di New York. (Quindi Snell presumibilmente ha ideato l’elogio del superbo lavoro del suo ex collega Patrick Fitzgerald e dell’FBI.) Delle nove persone del team di Snell, tutte tranne una avevano lavorato per il Governo Statunitense, e tutte tranne due per il Dipartimento di Giustizia o per l’FBI.[35]

Tenete in mente che quanto ho detto finora è relativo ad un collegamento e ad un insabbiamento del Governo con Mohamed che risale almeno al 1990, molto prima dell’Amministrazione Bush-Cheney. Ma i rapporti dello staff della Commissione 11-9 sono venuti meno ai loro doveri per insabbaire questo fatto. Il Rapporto 11-9, basato sui rapporti dello staff di Snell, menziona Mahmoud Abouhalima e Mohammed Salameh, due co-cospiratori insieme a Ramzi Yousef nel primo attacco al WTC del 1993 (72.) Non dice che questi due uomini erano stati addestrati da Ali Mohamed, anche se Fitzgerald accennò indirettamente a questo fatto nella sua testimonianza. Nè dice che, se non fosse stato per un insabbiamento della polizia e dell’FBI che protessero Mohamed nel 1990, Abouhalima e Salameh sarebbero dovuti finire probabilmente in carcere al tempo dell’attacco al WTC – per il loro coinvolgimento nell’assassino di Meir Kahane da parte delle reclute di Ali Mohamed tre anni prima.[36]

Se avessi avuto del tempo, avrei scritto di altre aree chiave dove il Rapporto 11-9 mostra reticenza verso fatti e accuse rilevanti. Centrale a queste, e al mio libro in uscita sull’11-9, sarebbe stato il fallimento del Rapporto nel trattare l’importante testimonianza in contraddizione con la versione del Vice Presidente Cheney della sua condotta l’11-9, ed in particolare la sua importante relazione (che il Rapporto ha nascosto) con gli ordini di rimanere a terra e di abbattimento di quel giorno. Ci sono state testimonianze importanti in contraddizione sia con Cheney che con il Rapporto stesso di due testimoni oculari interni alla Casa Bianca, Norman Mineta e Richard Clarke, che il Rapporto, in flagrante ed in maniera sintomatica, ha evitato.

Tuttavia io considero lo scandalo del terrorismo tollerato di Ali Mohamed essere un problema ancora più fondamentale, un problema in corso e per il quale ci serve un rimedio più serio che giusto piazzare un Democratico alla Casa Bianca. Come è successo dopo i passati fiaschi di intelligence, le nostre agenzie di intelligence sono state rafforzate come risultato del Rapporto 11-9, ed i loro budgets aumentati.

E’ ora di confrontare la realtà che queste stesse agenzie, e proprio la loro protezione ed il loro finanziamento delle attività terroristiche, hanno aggravato le maggiori minacce della nostra sicurezza nazionale.

Peter Dale Scott è un ex diplomatico Canadese e Professore di Inglese all’Università di Berkeley della California, è un poeta, scrittore e ricercatore.

Note:

1. Rapporto Warren, 801.

2. Richard Clarke sentì che l’FBI aveva i nomi alle 9:59, l’orario del crollo della Torre 2 del WTC. Si veda Richard A. Clarke, Against All Enemies: Inside America’s War on Terrorism (New York: Simon & Schuster, 2004), 13-14; Thompson, The Terror Timeline, 441. Questo tour de force investigativo è ancora più sconvolgente quando consideriamo che all’FBI, secondo il Rapporto 11-9 (77), “Prima dell’11-9 erano stati completati relativamente pochi rapporti analitici strategici sull’antiterrorismo. Certamente, l’FBI non aveva mai completato una stima della minaccia terroristica complessiva verso la madrepatria.”

3. Peter Dale Scott, “The 9/11 Commission Report’s Failure to Identify the Alleged Hijackers,” http://socrates.berkeley.edu/~pdscott/Hijackers.mht .

La stampa ufficiale Statunitense, come il New York Times, attribuì in seguito la confusione sull’identità dei dirottatori al numero di differenti Arabi che condividono stessi nomi.

Tuttavia almeno cinque storie personali coincidevano coi nomi dei supposti dirottatori.

Waleed al-Shehri dichiarò alla BBC che “frequentò corse di volo a Dayton Beach negli Stati Uniti, ed è indubbiamente lo stesso Waleed Al Shehri al quale l’FBI si riferiva. Ma, egli dice, lasciò gli Stati Uniti nel Settembre dell’anno precedente, diventò un pilota con la compagnia aerea Saudi Arabian ed al momento sta facendo un ulteriore corso di addestramento in Marocco.” (BBC, 23/9/01). Anche Saeed al-Ghamdi, vivo e pilota in Tunisia, studiò presso scuole di volo della Florida, fino al 2001. Secondo il Londinese Telegraph (23/09/01), la CNN usò la sua fotografia per descrivere il dirottatore col suo nome. Abdulaziz al-Omari riconobbe la stessa data di nascita dell’al-Omari accusato di essere un dirottatore, ma affermò che il suo passaporto venne rubato mentre viveva a Denver, nel Colorado.(London Telegraph, 23/09/01; Thompson, The Terror Timeline, 497).

4. BBC, 23/09/01; Newsday, 21/09/01; Paul Thompson, The Terror Timeline: Year by Year, Day by Day, Minute by Minute (NewYork: HarperCollins/Regan Books, 2004), 498.

5. Rapporto 11-9,, 1-14, 215-42. Discusso in David Ray Griffin, The 9/11 Commission Report: Errors and Omissions (Northampton, MA: Olive Branch Press, 2005), 19-23.

6. Thomas H. Kean e Lee H. Hamilton, con Benjamin Rhodes, Without Precedent: The Inside Story of the

9/11 Commission (New York: Knopf, 2006), 268.

7. David Ray Griffin e Peter Dale Scott (eds.), 9/11 & American Empire: Intellectuals Speak Out. (Northampton, MA: Olive Branch Press, 2006), 74, 76-77.

8. San Francisco Chronicle, 21/09/01; Toronto Globe and Mail, 22/11//01.

9. Questo riconosciuto collegamento con al-Zawahiri ha portato alcuni ad identificare Mohamed (Abu Mohamed al Amriki) con l’al-Amriki che Yossef Bodansky sostenne avesse agito come tramite tra Zawahiri e la CIA: “Nella prima metà di Novembre 1997, Ayman al-Zawahiri incontrò un uomo chiamato Abu-Umar al-Amriki (al-Amriki significa “l’Americano”) ad un campo vicino Peshawar, sul confine tra Afghanistan e Pakistan. Leader Islamici di alto livello insistono che in questo meeting Abu-Umar al-Amriki fece un’offerta ad al-Zawahiri. Gli Stati Uniti non avrebbero interferito o sarebbero intervenuti per prevenire l’ascesa al potere in Egitto dei [fondamentalisti] islamici se i mujahedeen in quel momento in Bosnia Herzegovina non avrebbero attaccato le forse Statunitensi. Inoltre, Abu-Umar al-Amriki promise una donazione di 50 milioni (da fonti non identificate) ad associazioni caritatevoli Islamiche in Egitto e altrove. Questo non fu il primo incontro tra Abu-Umar al-Amriki e Zawahiri. Negli anni 80 Abu-Umar al-Amriki agì apertamente come emissario della CIA con diversi movimenti militanti e terroristici Arabi… quindi operando sotto l’ala della jihad Afghana… Alla fine degli anni 80, durante uno dei suoi incontri con Zawahiri, Abu-Umar al-Amriki suggerì che a Zawahiri fossero necessari “50 milioni di $ per arrivare al potere in Egitto.” A quel tempo, Zawahiri interpretò questa frase come una dritta, che Washington avrebbe tollerato la sua ascesa al potere se avesse messo su quella somma. La menzione della magica cifra, i 50 milioni, da parte di Abu-Umar al-Amriki nel Novembre del 1997 fu interpretata da Zawahiri e dall’intera Leadership Islamista, incluso Osama bin Laden, come una riconferma delle discussioni con la CIA a fine degli anni 80 sulla predisposizione da parte di Washington a tollerare un Egitto Islamico. Nel 1991 i leader Islamisti furono cinvinti che Abu-Umar al-Amriki stesse parlando per conto della CIA – cioè, la voce più importante dell’Amministrazione Clinton”(Bodansky, Bin Laden, 212-13). Come vedremo, il punto è che a Mohamed fu concesso di viaggiare in Afghanistan anche dopo essere stato indicato co-cospiratore non condannato nel 1994. (San Francisco Chronicle, 10/21/01).

10. Rapporto 11-9, 68.

11. Patrick Fitzgerald, testimonianza alla Commissione 11-9, 16 Giugno 2004, http://www.9-11commission.gov/hearings/hearing12.htm, grassetti aggiunti.. In realtà Mohamed si trovava a Santa Clara in California nel 1993 (New Yorker, 9/16/02). Fitzgerald lo stava chiaramente nascondendo. Anche l’articolo mainstream di Daniel Benjamin e Steven Simon (The Age of Sacred Terror [New York: Random House, 2002], 236) racconta che “Quando Mohamed fu richiamato dall’Africa nel 1993 [sic, Mohamed nella sua confessione indica il 1994] per essere interrogato dall’FBI in collegamento con l’accusa contro Sheikh Rahman ed i suoi co-cospiratori, convinse gli agenti che potesse essere loro utile come informatore.”

12. Peter Lance, “Triple Cross: National Geographic Channel’s Whitewash of the Ali Mohamed Story,” Huffington Post, 29/08/06, http://news.yahoo.com/s/huffpost/20060829/cm_huffpost/028270. Sfortunatamente il libro di Lance su Mohamed, Triple Cross, non era disponibile quando è andato in stampa questo libro. Cf. Lawrence White, The Looming Tower: Al-Qaeda and the Road to 9/11 (New York: Knopf, 2006), 181-82; Daniel Benjamin and Steven Simon, The Age of Sacred Terror (New York: Random House, 2002), 236; Lawrence Wright, New Yorker, 16/09/02: “Nel 1989…Mohamed tparlò con un agente FBI in California e fornì all’intelligence Americana la sua prima visione, di prima mano, di Al Qaeda.”

13. Raleigh News & Observer, 21/10/01, http://www.knoxstudio.com/shns/story.cfm?pk=ALIMOHAMED-10-24-01&cat=AN.

14. San Francisco Chronicle, 11/04/01. Quello che era chiaro a Johnson non può essere chiaro al pubblico Americano. Non abbiamo modo di sapere se Mohamed avvertì o meno i suoi controllori del bombardamento dei bombardamenti alle ambasciate, o (dato che dove si trovi ora è un mistero)since his current whereabouts are a mystery) dell’11-9. Si veda sotto.

15. Toronto Globe and Mail, 22/11/01, http://www.mail-archive.com/[email protected]/msg00224.html; Peter Dale Scott, “How to Fight Terrorism,” California Monthly, Settembre 2004, http://www.alumni.berkeley.edu/Alumni/Cal_Monthly/September_2004/How_to_fight_terrorism.asp. Il compagno di Mohamed, Essam Marzouk, sta ora scontando una pena di 15 anni al lavoro duro in Egitto, dopo essere stato arrestato in Azerbaijan. La detenzione di Mohamed’s ed il rilascio avvennero mesi dopo il primo attacco al WTC nel Febbraio del 1993, e dopo che l’FBI aveva già scoperto due dei pianificatori che sapevano erano stati addestrati da Ali Mohamed.

16. Peter Lance, “Triple Cross: National Geographic Channel’s Whitewash of the Ali Mohamed Story,” Huffington Post, 29/08/06, http://news.yahoo.com/s/huffpost/20060829/cm_huffpost/028270. Sfortunatamente il libro di Lance, Triple Cross, non era ancora disponibile quando questo libro è andato in stampa.

17. Dave Shiflett, Bloomberg News, 28/08/06, http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601088&sid=aNWwkZYujCIs&refer=home.

18.Glenn Garvin, Miami Herald, http://www.miami.com/mld/miamiherald/entertainment/columnists/glenn_garvin/15310462.htm

19. Lawrence Wright, The Looming Tower: Al-Qaeda and the Road to 9/11 (New York: Knopf, 2006), 181.

Il Rapporto afferma (56) che “Bin Ladin ed i suoi commilitoni avevano le loro proprie fonti di supporto e addestramento, e ebbero poco o nulla assistenza dagli Stati Uniti.” Ma Wright riporta che Mohamed, mentre era in congedo dall’esercito Statunitense, andò in Afghanistan ed addestrò “i primi volontari di al-Qaeda nelle tecniche della guerra asimmetrica, inclusi rapinamenti, assassinii, ed il dirottamento di aerei.” Questo fu in 1988, un anno prima che Mohamed interruppe il servizio attivo nell’esercito Statunitense e si arruolò nella Riserva.

20. Peter Lance, “Triple Cross: National Geographic Channel’s Whitewash of the Ali Mohamed Story,” Huffington Post, 29/08/06, http://news.yahoo.com/s/huffpost/20060829/cm_huffpost/028270. Cloonan era l’agente dell’FBI che ricevette il famoso memo da Kenneth Williams di Phoenix che raccomandava che l’FBI compilasse una lista di tutti gli Arabi che frequentavano scuole di volo. Si dice che l’abbia “appallottolato e tirato contro il muro.” “Chi sta andando a fare i trentamila interrogatori?” chiese al supervisore di Phoenix. (Lawrence White, The Looming Tower: Al-Qaeda and the Road to 9/11 [New York: Knopf, 2006], 350).

21. Peter Lance, “Triple Cross: National Geographic Channel’s Whitewash of the Ali Mohamed Story,” Huffington Post,29/08/06, http://news.yahoo.com/s/huffpost/20060829/cm_huffpost/028270

22. Secondo la pubblicità passata per lo speciale del National Geographic, Mohamed è “al momento in custodia Statunitense,” ma “dove sia ed il suo status legale sono segreti estremamente protetti” (Rocky Mountain News, 28/08/06, 2D). Lance ha scritto che Mohamed è stato inserito nel programma di protezione testimoni. “David Runke [Ruhnke], un legale della difesa nel caso delle bombe contro le ambasciate in Africa, dice, “Penso che la cosa più probabile che accada è che verrà rilasciato, gli verrànno dati un nuovo nome ed una nuova identità, e si rifarà una vita da qualche parte.” (Shiflett, Bloomberg News, 28/08/06). In data Novembre 2001, Mohamed non era stato giudicato e si credeva ancora stesse fornendo informazioni dalla sua cella.

23. “Ali Mohamed era stato nella sua casa in Kenya [a El-Hage’s] a metà degli anni 90 mentre pianificava i bombardamenti. Un altro agente nella squadra di “Fitzie”, Dan Coleman, aveva perquisito la casa di El-Hage un anno prima dei bombardamenti e trovato collegamenti diretti con Ali Mohamed tuttavia Fitzgerald non riuscì ad “unire i puntini.” (Lance, “Triple Cross,” Huffington Post, 29/08/06).

24 Peter Lance, 1000 Years for Revenge (New York: Regan Books/ Harper Collins, 2003), 29-37.

25. Robert Dreyfuss, Devil’s Game: How the United States Helped Unleash Fundamentalist Islam (New York: Metropolitan Books/Henry Holt, 2005), 278; John K. Cooley, Unholy Wars: Afghanistan, America, and International Terrorism (London: Pluto Press, 1999), 87-88; Lance, 1000 Years for Revenge, 29-31; Independent, 11/1/98.

26. A Rahman vennero concesse due visa, una “da un ufficiale della CIA sotto copretura nella sezione consolare dell’Ambasciata Americana in Sudan (Peter L. Bergen, Holy War, Inc.: Inside the Secret World of Osama bin Laden[New York: Free Press, 2001], 67). Il consigliere dell’FBI Paul Williams scrive che Ali Mohamed “si insediò in America grazie ad un programma visa controllato dalla CIA” (Paul L. Williams, Al Qaeda: Brotherhood of Terror [Upper Saddle River, NJ]: Alpha/ Pearson Education, 2002], 117). Altri presumibilmente fatti entrare, nonostante essere presenti nella lista degli osservati speciali del Dipartimento di Stato, furono Mohamed Atta e possibilmente Ayman al-Zawahiri (Nafeez Mosaddeq Ahmed, The War on Truth: 9/11, Disinformation, and the Anatomy of Terrorism [Northampton, MA: Olive Branch Press, 2005], 205, 46).

27. Wright, The Looming Tower, 177.

28. Lance, 1000 Years, 34.

29. Lance, 1000 Years, 31; Peter Lance, Cover Up: What the Government Is Still Hiding about the War on Terror (New York: Regan Books/ HarperCollins, 2004), 25.

30. Newsday, 11/8/90; citato in Lance, 1000 Years, 35.

31. New York Times, 11/8/90; Robert I. Friedman, Village Voice, 30/03/93.

32. New York Times, 12/16/90.

33. Rapporto 11-9, 72.

34. Fitzgerald è naturalmente il Procuratore Statunitense che per anni ha investigato su chi ha spifferato il nome dell’agente CIA sotto copertura Valerie Plame. Potrebbe sembrare che abbia messo pressione alla Casa Bianca per prevenire il rilascio della sua (e possibilmente anche della CIA) imbarazzante e illecita relazione col principale pianificatore degli attacchi dell’11-9.

35. Kean e Hamilton, Without Precedent, 273 (capitoli); Lance, Cover Up, 212-20 (rapporti). Snell fu assistito da Douglas MacEachin, l’ex Vide Direttore dell’Intelligence alla CIA.

36. Lance, 1000 Years, 31-35.

Peter Dale Scott
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08.10.2006

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da GOLDSTEIN

Pubblicato da Das schloss