COME FRODARE I RISPARMI E VIVERE FELICI

DI ROBERTO MARCHESI
rinascita.eu

Venerdì scorso il Sole24Ore, cioè quello che sarebbe il nostro più autorevole quotidiano per le questioni economiche, è intervenuto direttamente sulla Consob per “sollecitare” un nuovo regime di trasparenza sulle contrattazioni “short”, in luogo della sospensione che la Consob voleva fare.
E bravo il “Sole”, la tarantola ci morde e loro arrivano di corsa a curarci con i pannicelli caldi. Complimenti!

Quella di combattere la speculazione finanziaria internazionale, all’attacco sui nostri titoli da venerdì scorso, con la trasparenza, è veramente una trovata storica degna del Guinness dei primati per la miglior bufala in campo finanziario. Le operazioni al ribasso sui titoli mica le fanno nel
retrobottega del fruttivendolo, le fanno in Borsa, e le fanno con i soldi che qualche banca mette loro a disposizione. Perciò “il Sole 24 Ore” sta forse dicendo che in Borsa o in quelle banche c’è scarsa trasparenza?

Non è possibile che dica questo, non potrebbe nemmeno se fosse vero. Allora vuol dire che ci sta prendendo in giro.

Cosa volete che se ne faccia, il piccolo risparmiatore che ha messo i suoi sudati risparmi di una vita sui titoli di Stato (considerandoli al sicuro!), di sapere che il suo risparmio viene dimezzato da un intermediario finanziario che si chiama Pinco Pallino, il quale ha però operato in perfetta trasparenza, e secondo le regole attuali, con operazioni di “vendita allo scoperto”?

Certamente, la trasparenza consentirebbe di prendere con le mani nel sacco quegli operatori, come il famoso John Paulson del famigerato Fondo Abacus nel 2008, che grazie alla “collaborazione” di Goldman Sachs faceva operazioni allo scoperto persino sui suoi stessi clienti, ma non basterebbe comunque a impedire agli speculatori di far man bassa di quei poveri risparmi.

“Ottima soluzione di compromesso” dice l’Assosim, cioè l’Associazione Italiana degli Intermediari Immobiliari che (come conferma il “Sole”) è tradizionalmente contraria a qualsiasi restrizione sugli “short selling” (o operazioni allo scoperto, o operazioni al ribasso, o short sale, comunque le
si voglia chiamare).
Lo credo bene che sono contrari, gli “intermediari immobiliari”, se li chiamate col loro nome inglese, sono i “brokers”, ovvero proprio quelli che, direttamente o indirettamente fanno questo tipo di operazioni.

Infatti sono riusciti a “convincere” la Consob, che inizialmente aveva deciso di sospendere per qualche giorno le operazioni “short”, a modificare l’intervento con uno più “morbido” di trasparenza. Loro dicono: “In situazioni d’emergenza è meglio un obbligo di disclosure (conoscenza-trasparenza) che un divieto”.

Poi raccomandano all’ESMA (European Securities and Markets Authority ), l’organismo che li rappresenta e protegge in Europa, di estendere tale obbligo a tutti gli intermediari europei per evitare il rischio di “arbitraggi normativi”.

Eccoli qua, quelli che applaudono alla trasparenza! Questo è davvero uno splendido esempio di ciò che intendono per trasparenza! Infatti dicendo “arbitraggi normativi” usano una forma pressoché incomprensibile (ai più) per dire che vogliono evitare il rischio che ai regolatori, come voleva fare
la Consob, o ai legislatori, venga in mente di regolare o stoppare questo tipo di operazioni. Se questa è la trasparenza che auspicano, abbiamo già capito tutto!
Ma cosa sono alla fine queste operazioni short? Vediamole un po’ da vicino per capirle meglio.
Tanto per cominciare dobbiamo dire che in questo tipo di operazioni loro usano i nostri stessi soldi per fare affari d’oro e lasciarci col sedere per terra.

Noi portiamo i nostri risparmi ad una banca, compriamo dei titoli (ormai quasi tutti rigorosamente al “portatore”) dietro la promessa di un rendimento. Ci danno una ricevuta. Ma il titolo non viene più nemmeno stampato, non c’è sotto il profilo della materialità, è solo virtuale. Ma sotto il profilo finanziario c’è, è reale, ed è lì nella banca, contabilizzato insieme a milioni d’altri titoli dello stesso tipo o simili.
Ed ecco quindi come funziona un operazione “short”: lo speculatore (il “Sole” li chiama “Intermediari Finanziari”) si rivolge alla banca, con la quale trattiene regolari rapporti d’affari sulla fiducia, e chiede (per esempio) in prestito un milione di BTP, che in quel momento sono quotati
– p. es. – ad 1 euro. Li ottiene, con l’impegno però di restituirli entro tre giorni (o poco più). Lo speculatore mette quindi in vendita sul mercato quei BTP (p.es.) a 90 centesimi. Grazie ai meccanismi automatici gestiti da supercomputers che operano in nano-secondi (cioè milionesimi di secondo) in pochi secondi ha venduto tutto. Anzi, più è grossa la partita e più fa in fretta a vendere perché scattano gli ordini automatici di acquisto di migliaia di altri operatori, anche se non c’è nessuno (in quel momento) che ordina di acquistare in blocco un milione di BTP. La vendita in blocco di grossi quantitativi spinge inevitabilmente la quotazione al ribasso. E grazie al ribasso provocato sul listino il nostro speculatore può ora riacquistare a 90 centesimi, o anche meno, gli stessi titoli, perché nel frattempo (essendo il momento favorevole a farlo) potrebbe essere partita anche da altri la valanga automatica di vendite al ribasso.

Comunque, mettiamo pure che lui non si fida, ha paura che il mercato possa risalire, allora riacquista subito a 90 cents, restituisce i BTP alla banca che glie li aveva prestati e chiude così l’operazione. Tutto virtuale.
Nessuno ha mai visto o toccato un solo BTP. Ma il guadagno è reale. Lui in pochi secondi ha guadagnato 100.000 euro. E non ha lavorato coi suoi soldi ma con i soldi dei risparmiatori che li hanno lasciati alla banca, cioè i soldi nostri.
Lui li ha guadagnati. Noi, povera carne da macello del parco buoi risparmiatori, li abbiamo persi.
Così funzionano le operazioni allo scoperto, o short, e loro ci difendono con la trasparenza!

A proposito di John Paulson (che ho citato all’inizio dello scritto) lo sapevate che anche nel 2010, coi suoi Fondi di Investimento, ha guadagnato 5 miliardi di dollari?
I casi sono due, o lui ha costruito (insieme ad altri) un’altra “bolla” che presto scoppierà, o qualcuno in giro per il mondo ha già perso 5/mld di dollari.

Chi è il prossimo? Il prossimo potremmo essere noi.
Ma che importa? Importante, per il Sole, per la Consob e per l’Assosim è che tutto sia fatto nella “trasparenza”…
 

Roberto Marchesi
Fonte: www.rinascita.eu
Link: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=9407
11.07.2011

Potrebbe piacerti anche
blank
Notifica di
7 Commenti
vecchi
nuovi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
7
0
È il momento di condividere le tue opinionix
()
x