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CNBC: GLI SCONTRI DI LONDRA E LE RIVOLTE MONDIALI

CAUSATE DALL’INCERTEZZA ECONOMICA

FONTE: Washington’s Blog

Mentre la gran parte dei notiziari

mainstream attribuisce le colpe delle rivolte britanniche alla criminalità

casuale, ci sono anche le conseguenze delle cattive condizioni economiche

e della scarsa risposta del governo alla crisi finanziaria.

Come ho indicato per anni, la

feroce disuguaglianza e

le politiche che aiutano

i forti alle spese della “povera

gente” stanno causando

sommosse, non solo in Egitto, ma in

tutto il mondo.
Gran Bretagna

Come oggi riportato dalla CNBC:

La Gran Bretagna e altre

parti del mondo sono sede di rivolte contemporanee all’incertezza

economica globale e alla volatilità

del mercato azionario. […] La polizia a Londra ha riferito che la

violenza è scoppiata durante la veglia di protesta per un uomo, Mark

Duggan, che è stato ucciso dalla polizia. Comunque, quelli

che sono nelle strade dicono che quello che sta succedendo va oltre

la morte di un uomo.

Alla fine di giugno,

metà delle scuole pubbliche in Gran Bretagna sono state chiuse

per una forte protesta sui tagli alle pensioni pubbliche, che hanno

visto la presenza di tre dei maggiori sindacati degli insegnanti, funzionari

della dogana e dell’immigrazione e controllori di volo. Circa 750.000

persone hanno preso parte alle proteste.

la stampa londinese ha riportato che lo scontento sta covando tra i

poveri ormai da anni, nei quartieri come Tottenham, dove le rivolte

sono iniziate.

Ma come ha riferito

un uomo a NBC News sulle manifestazioni contro l’economia di due mesi

fa, “non c’è stata una parola sulla stampa delle nostre proteste.

La scorsa notte (sabato) ci sono state un po’ di scontri e qualche

furto e ora guardati attorno.” […]

Il governo conservativo

di Cameron è sotto tiro per i tagli alla spesa dei programmi sociali

per contribuire a ridurre l’indebitamento del paese. Tra i più

violenti ci sono un gran numero di minorenni che sono in prima linea

nelle sommosse.

E guardate quest’intervista della

BBC:

Israele

Haaretz scrive:

Circa 300.000 persone

si sono riunite sabato notte a Tel Aviv, 20.000 hanno partecipato a

Gerusalemme, 3.000 a Kiryat Shmona, 5.000 a Modi’in, 1.000 a Hod Hasharon

e 1.000 a Eilat. […] A Tel Aviv, le persone hanno marciato da piazza

Habima, vicino alla tendopoli di Rothschild Boulevard, fino alla struttura

delle forze armate Kirya su Kaplan Street.

I manifestanti di Tel Aviv, sabato 6 agosto 2011. Foto di Tal Cohen

I contestatori cantavano

“La gente chiede giustizia sociale” e “Un’intera generazione

chiede un futuro.”

Un numero di cartelli

sono stati appesi su Kaplan Street con le scritte “Rassegnati, l’Egitto

è qui.”

Haaretz riporta inoltre che…

Il portavoce della Knesset Reuven Rivlin ha riferito domenica di ritenere che la Knesset possa non completare il suo mandato a causa delle proteste che hanno luoto in Israele.

Rivlin ha detto che le elezioni potrebbero arrivare prima della data attesa del novembre 2013.

La CNBC entra in dettaglio sulle ragioni delle proteste:

Circa 250.000 persone sono scese sabato nelle strade di Tel Aviv in Israele per il rialzo del costo della vita. Le manifestazioni sono comunque iniziate lo scorso mese, quando poche persone hanno piantato le tende in un quartiere benestante di Tel Aviv per protestare sull’aumento del prezzo degli immobili.

Le manifestazioni si sono spostate in altre città
israeliane, dove si sono riunite altre 50.000 persone.

I cortei sono diventati un grosso problema per il governo del Primo Ministro Benjamin Netanyahu. I sondaggi della scorsa settimana hanno rivelato che il suo gradimento scende, mentre sale il sostegno alle proteste. […]

Queste sono alcune delle richieste dei manifestanti, secondo Reuters:

  • Aumentare le aliquote per le fasce alte dei redditi
  • Mantenere il diritto alla casa presente nella legge, introdurre controlli agli affitti, aumentare le agevolazioni sui mutui
  • Fermare le privatizzazioni come nel caso delle strutture sanitarie
  • Fornire educazione gratuita per tutti dall’età di tre mesi
  • Alzare il minimo reddituale al 50 per cento del salario medio

Spagna, Grecia e Portogallo

La CNBC ha poi parlato delle proteste in Spagna, Grecia e Portogallo:

Tutte e tre […] sono state teatro di proteste e di rivolte in reazione ai programmi di austerità dei governi e alle cattive condizioni economiche.

Filippine, Cina e Siria

La CNBC ha poi rivolto la sua attenzione ad altre tre nazioni:

Filippine

Migliaia di lavoratori sono scesi in strada in tutto il paese nel maggio di quest’anno per manifestare a favore di paghe più alte. Hanno richiesto migliori stipendi visto l’aumento dell’inflazione, soprattutto per i prezzi del petrolio.

Hanno chiesto al governo del Presidente Benigno Aquino III di fare di più per aiutare a proteggere il lavoro.

Il governo ha così promosso delle fiere del lavoro, mentre centinaia di lavoratori venivano licenziati nel pieno della crisi economica. I lavoratori hanno detto questa iniziativa ha ottenuto ben poco di quello che volevano.

Cina

Circa 1.00 tassisti nella Cina orientale hanno bloccato il traffico e hanno protestato il 1° agosto per l’incremento del costo dei carburanti. È stato l’ultimo segnale di malcontento per l’inflazione del paese sempre in crescita.

L’inflazione sta colpendo pesantemente la Cina , con i prezzi degli alimenti che sono aumentati del 12 per cento. Molti funzionari cinesi hanno manifestato preoccupazione che l’inflazione e i prezzi in salita degli immobili possano portare a maggiori sommosse.

Lo scorso giugno migliaia di lavoratori si sono scontrati per tre giorni con la polizia nella capitale della provincia meridionale del Guangdong. Stavano protestando per le condizioni di vita sempre peggiori.

Le recenti protesti si possono far risalire a febbraio di quest’anno, in quello che era un tentativo di imitare la Primavera Araba. Questo è avvenuto quando gli appelli sui social network cinesi sono riusciti a provocare le rivolte in alcune città.

Siria

In un altro strascico della Primavera Araba, le proteste e le sommosse siriane contro il governo del presidente Bashar al-Assad stanno proseguendo da cinque mesi.

I report riferiscono che almeno 1.600 persone sono state uccise dalle forze di governo.

Le manifestazioni sono una combinazione di richieste per cambiamenti nell’economia e anche in politica. Il governo di Assad ha promesso una serie di riforme tra cui l’aumento degli stipendi, consentire l’esistenza dei partiti politici, allentare le restrizioni sui media e una nuova manovra anti-corruzione. Ma fino ad ora nessuna delle misure è stata realizzata.

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Fonte: http://www.washingtonsblog.com/2011/08/cnbc-british-riots-and-unrest-worldwide.html

09.08.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

Pubblicato da supervice

  • Onilut

    Facciamo finta.
    Facciamo finta che c’è un ragazzo. Facciamo finta che questo ragazzo è nato e cresciuto nell’indigenza, che ha visto i propri genitori lavorare tutta la vita, li ha visti spremuti, li ha visti cotti e bolliti, li ha visti invecchiare e appassire, li ha visti spegnersi e gradualmente morire. Li ha visti razionare il cibo – il cibo! – dopo quarant’anni di lavoro. Li ha visti rimproverati da una padroncina medio borghese perché pagavano in ritardo l’affitto. Ha visto licenziare in tronco la propria sorella dopo vent’anni di lavoro in una catena di supermercati solo perché, dovendosi operare le mani – le stesse mani che quel lavoro ha ripetutamente consumato – ha superato i giorni di mutua “tollerati” dal contratto nazionale. E questa sorella ha due figli – si è dovuta indebitare, è stata minacciata di sfratto, si deve accontentare di otto mesi di un sussidio di disoccupazione sommamente ridicolo. Facciamo finta. Facciamo finta che questo ragazzo – per tali e tanti altri motivi – abbia operato delle scelte, tra cui quella (piuttosto bizzarra, quasi una bestemmia) di mantenersi pulito, dignitoso. Etico. Una scelta piuttosto ovvia: non vendere vini o pentole o contratti telefonici alle vecchiette (“Toccate il cuore, e arriverete al portafogli”: ecco il modus operandi di quella feccia, non me lo sto inventando), oppure evitare il più possibile di contribuire, con il proprio lavoro, con il proprio consumo, ad alimentare quello stato di cose che fondamentalmente detesta. Quel ragazzo è laureato, anche a pieni voti – ma tanto lo sappiamo, la laurea oggi come oggi la prendono cani e porci. Quasi è uno smacco avercela – sapete, le normative europee… Bene. Quel ragazzo esce una sera e va in centro. In centro. C’è il concorso di Miss Maglietta Bagnata, in centro. Ci sono i dehor pieni zeppi di gente. Ci sono i SUV parcheggiati. C’è un buon profumo nell’aria. C’è gente che paga 7 euro una bionda media annacquata. Il ragazzo deve sgranarsi sul palmo le monetine. Sono tutti ben curati, ben vestiti – sono tutti bellissimi. Ci sono i figli del padrone e i figli dei servi, ma si confondono tra di loro. Perché vogliono tutti la stessa cosa, la stessa solita vecchia minestra. I figli dei servi desiderano la tivù al plasma, un bel divano. Un cane a sorpresa. Le Pringles sempre disponibili. I soldi per fare una gitarella in qualche bella capitale. Il nostro, invece, no. Non desidera niente. Non lotterebbe affatto per ottenere più lavoro, lavoro più sicuro etc. Lotterebbe affinché la necessità del lavoro cessasse definitivamente. Lotterebbe affinché quella carneficina che maciulla ogni essere umano s’arrestasse. Lotterebbe per ripristinare l’Uomo, che oggi è un miracolo caduto. Loro lottano per le Pringles. Capite? Il mondo lotta per le Pringles. Ci arrivate? Poi cosa succede? Succede che scatta la scintilla. Qualcosa prende fuoco. E chi vuol capire, capisca.

  • topogigio

    Se il massimo economista della CNBC Larry Kudlow si è fatto prendere in giro da un finto Berlusconi tanto da scusarsi con il fake fa capire quanto siano inaffidabili.
    Alcuni link: http://www.linkiesta.it/se-il-big-di-wall-street-twitta-che-l-italia-fallira

    http://www.ilfoglio.it/soloqui/9942