CMS Indipendente: 24 motivi per dire no alle vaccinazioni pediatriche antiCovid

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Con un documento molto chiaro e preciso e di agevole consultazione che è stato da poco aggiornato con informazioni rilevanti comparse negli ultimi tre mesi nella letteratura scientifica, la Commissione Medico Scientifica Indipendente ha ribadito il proprio NO alle vaccinazioni pediatriche antiCovid-19.

La CMS Indipendente è nata dopo 20 mesi dall’inizio dell’emergenza sanitaria legata al nuovo coronavirus dopo che, in questo periodo di tempo, sono state prese decisioni ad altissimo impatto politico e sociale, in assenza di un dibattito reale e aperto sui loro fondamenti scientifici.
Attualmente è composta da: dott. Alberto Donzelli (medico specialista in Igiene e Medicina preventiva e in Scienza dell’Alimentazione, già membro del Consiglio Superiore di Sanità, Presidente Fondazione Allineare Sanità e Salute), prof. Marco Cosentino (docente di Farmacologia all’Università Insubria), prof. Giovanni Frajese (endocrinologo, docente all’Università di Roma, Foro italico), dott.ssa Patrizia Gentilini (medico oncologo ed ematologo, Comitato scientifico Fondazione Allineare Sanità e Salute), dott. Eugenio Serravalle (pediatra e presidente dell’Associazione Studi Scientifici e Informazioni sulla Salute).

Nel documento si legge:I vaccini si sono rivelati inefficaci nel prevenire l’infezione nelle due settimane circa successive all’inoculo, nel medio termine, perché la protezione dall’infezione, che parte bene dopo i primi 14 giorni, quasi si azzera 5 mesi dopo la 2a dose, sino persino a invertirsi, perché i soggetti completamente vaccinati diventano addirittura meno protetti dall’infezione.”

Inoltre è scritto: “I rischi della vaccinazione COVID-19 in età pediatrica superano in modo dimostrabile i benefici sia negli studi registrativi, sia nei pochi esempi di sorveglianza attiva, che mostrano reazioni avverse nella maggioranza dei vaccinati, e reazioni severe, con impatto sulla salute (dall’impedire la normale attività quotidiana al richiedere assistenza medica di intensità crescente), nell’11%~ di 12-17enni dopo la dose e nel 27% in media dopo la 2a dose.” A tal proposito è precisato: “L’AIFA afferma ‘non si rilevano al momento segnali di allerta in termini di sicurezza’. Mentre il Rapporto Annuale AIFA, basato sulla sorveglianza passiva, cioè sulle segnalazioni spontanee, riporta (al 26-12-2021) sole 109 segnalazioni di sospette reazioni avverse in media ogni 100.000 dosi somministrate, il rapporto v-safe (sorveglianza attiva), pubblicato dai CDC (Centers for Disease Control and Prevention) negli USA (table 5) riporta per i 2 vaccini a mRNA 68.600 reazioni x 100.000 prime dosi somministrate e 71.700 reazioni x 100.000 seconde dosi. Ne consegue che il Report AIFA riporta una frequenza di segnalazioni ~640 volte inferiore a v-safe, dimostrando la totale inadeguatezza della sorveglianza passiva. Sbaglierebbe chi pensasse che tale incredibile divario riguardi solo reazioni lievi, di scarsa importanza. Se infatti si considerano le reazioni gravi (severe), ‘con impatto sulla salute’, la sottovalutazione per paradosso è ancora maggiore. Infatti, v-safe riporta ~1.250 volte più reazioni avverse severe rispetto al Rapporto AIFA.”

Infine, la preoccupante conclusione: “Bambini e adolescenti sarebbero esposti a rischi di eventi avversi anche severi non solo immediati, ma possibili anche a medio e lungo termine, che iniziano a emergere con aumento di miocarditi nei maschi, di irregolarità mestruali nelle femmine e di malattie autoimmuni. Gli eventi avversi possono aumentare con i richiami, prospettati ormai almeno ogni anno.”

Ci sono già altri Paesi che raccomandano cautela ai genitori: la Svezia, la Norvegia e il Regno Unito.
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VB

 

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