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CHI C'E' DIETRO AL CROLLO FINANZIARIO?

DI MICHEL CHOSSUDOVSKY
Global Research

La manipolazione del mercato e lo speculatore istituzionale

Il mercato è altamente manipolato. La forza trainante dietro il crollo è il commercio speculativo. Il sistema di “regolamento privato” serve gli interessi degli speculatori. 

Mentre la gran parte degli investitori privati perde quando il mercato crolla, lo speculatore istituzionale si arricchisce quando il mercato collassa. 

Scatenare il collasso del mercato può, infatti, essere un affare molto redditizio. 

Ci sono segnali che la Security Exchange Commission (SEC) [la commissione di sicurezza sugli scambi, ndt] abbia creato un ambiente favorevole alle speculazioni finanziarie.

Esistono diversi strumenti, tra cui futures, opzioni, index funds, derivative securities, etc. utilizzati per guadagnare quando il mercato si sgretola. Più questo va giù, maggiori sono i guadagni.

Quelli che lo fanno cadere speculano anche sul suo declino.Con le informazioni che arrivano dall’interno ed in anticipo rispetto al resto degli altri investitori, il crollo dei prezzi di mercato costituisce un’opportunità di lucro e di movimentazione del denaro per un ristretto gruppo di potenti speculatori, in grado di manipolare il mercato nella direzione appropriata ed al tempo giusto.

Short selling

Un importante strumento finanziario che gli speculatori sfruttano per guadagnare dal crollo finanziario è lo “short selling” [detto anche “vendita allo scoperto” N.d.r.].

“Short selling” consiste nel vendere grandi quantità di azioni che non si possiedono per poi ricomprarli nello spot market una volta che il prezzo è crollato, con l’obiettivo di completare la transazione e incassare i profitti.

Il ruolo dello “short selling” nel far cadere le aziende è ben documentato. Il crollo di Lehman, Merrill Lynch e Bear Stearns era in parte dovuto allo short selling.

Lo short selling è stato ampiamente usato anche nei mercati valutari. E’ stato, infatti, uno dei principali strumenti utilizzati dagli speculatori durante la crisi asiatica del 1997 per far crollare il baht tailandese, lo won coreano e la rupiah indonesiana.

La speculazione nei più importanti mercati valutari sta caratterizzando anche l’attuale crisi finanziaria. Ci sono state grandi oscillazioni nei valori valutari col dollaro canadese, per esempio, che ha perso il 10% del suo valore nel corso di pochi giorni di contrattazioni.

Sospensione temporanea dello short selling

Dopo il crollo del mercato finanziario il lunedì nero del 15 Settembre, la Security Exchange Commission (SEC) ha introdotto una sospensione temporanea dello short selling. Con amara ironia, la SEC ha elencato le aziende che “erano protette dalle autorità nei confronti dello short selling”. La sospensione del 18 Settembre della SEC, riguardava in particolare le banche, compagnie d’assicurazione e altre aziende di servizi finanziari.

Gli effetti di appartenere alla “lista dei protetti” non sono stati di alcuna utilità. La cosa equivaleva al’inserire le stesse compagnie in una “lista bersagli”. Se la SEC avesse implementato una sospensione completa e permanente dello short selling, insieme al blocco di tutte le forme di commercio speculativo, inclusi index funds e options, questo avrebbe contribuito a ridurre la volatilità del mercato e ad attenuare il crollo finanziario.

La sospensione dello short selling è stata intrapresa per stabilire la lista dei protetti. Questa è scaduta mercoledì 8 Ottobre a mezzanotte.

Il mattino successivo, giovedì 9 Ottobre, all’apertura del mercato, le aziende nella “lista dei protetti” hanno perso la loro protezione e sono diventate il primo bersaglio dell’attacco speculativo, che ha portato al crollo del Dow Jones giovedì 9 e venerdì 10.

Il corso degli eventi era totalmente prevedibile. La rimozione della sospensione dello short selling ha accentuato il crollo dei prezzi del mercato azionario. Le aziende che erano nella lista bersagli sono state le prime vittime dell’attacco speculativo.

Le azioni di Morgan Stanely sono scese del 26 percento il 9 Ottobre, fino alla rimozione della sospensione dello short selling, ed un ulteriore 25 percento il giorno successivo.

Guerra finanziaria

Ci sono dei segnali che la caduta di Morgan Stanley fosse stata programmata da concorrenti finanziari. Un giorno prima della sospensione dello short selling del 18 Settembre, Morgan Stanley è stata oggetto degli attacchi speculativi dei concorrenti:

John Mack, direttore generale di Morgan Stanely, ha comunicato ai dipendenti tramite un memo interno mercoledì [17 Settembre]:”Cosa succede la fuori? La cosa mi è molto chiara – siamo nel mezzo di un mercato controllato da paura e voci di corridoio e gli short sellers [chi applica il short selling, ndt] stanno portando giù il nostro titolo.

Morgan Stanley è stata anche oggetto dei dubbi espressi dell’agenzia di rating Moody’s, cosa che ha spinto gli investitori a liberarsi del titolo di Morgan Stanley.

Moody’s ha citato una previsione che “l’aspettativa di una flessione dell’attività del mercato capitale globale ridurrà i potenziali ricavi e profitti di Morgan Stanley per il 2009, e forse oltre questo periodo”

In contrasto JP Morgan Chase, controllata dalla famiglia Rockefeller, ha guadagnato quasi il 12 percento.

I vincitori della guerra finanziaria sono JP Morgan Chase e Bank America. Entrambe le istituzioni bancarie hanno consolidato il loro controllo del panorama bancario statunitense. Hanno utilizzato la crisi finanziaria per avvantaggiarsi e/o prendere il controllo delle istituzioni finanziarie rivali.

Il risultato della manipolazione di mercato è la concentrazione di ricchezza e la centralizzazione di potere finanziario senza precedenti.

Le autorità regolatrici fanno gli interessi degli speculatori

La SEC era al corrente che la sospensione dello short selling avrebbe esasperato il crollo.

Perché l’hanno portata avanti? Come hanno giustificato la loro decisione? Gli interessi di chi stavano servendo?

In questa logica perversa, la SEC, che serve in gran parte gli interessi degli speculatori istituzionali, sostiene, citando i risultati di una ricerca accademica, che lo short selling contribuisce a ridurre l’instabilità del mercato, giustificando così l’abrogazione della sospensione dello short selling del 18 Settembre.

Titolo originale: “Who is Behind the Financial Meltdown?”

Fonte: http://www.globalresearch.ca/
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11.10.2008

Tradotto per www.comeonchisciotte.org da Chospo

Pubblicato da Das schloss

  • ericvonmaan

    Non c’è alcun dubbio che dietro i movimenti del mercato finanziario, le piccole e le grandi crisi, i guadagni e le perdite, ci sia una oligarchia finanziaria che manipola ad arte l’evoluzione del mercato tramite le politiche monetarie, che sono nelle mani di AZIENDE PRIVATE = Banche Centrali. Tramite la variazione del costo del denaro, la disponibilità del credito e la permissività delle leggi (prodotte dai loro sottoposti, i politici) queste aziende riescono a plasmare i macrocicli economici. Prima si ingrassano le vacche tramite elargizione di credito a basso costo e vendita di prodotti spazzatura, poi quando tutti gli allocchi sono entrati sul mercato sperando di fare dei soldi si cambiano le regole strozzando chi non ha “le spalle larghe”. Risultato: alla fine i pesci grossi si sono mangiati i pesci piccoli a prezzo di svendita fallimentare e escono dalla crisi ancora più forti di prima e senza concorrenza.
    Nessuno controlla nulla, perchè il mercato del credito è ormai completamente privatizzato, i controllati sono a loro volta i controllori di se stessi e proprietari delle famigerate società di rating che stabiliscono la “affidabilità” dei vari prodotti finanziari (roba che adesso vale meno della carta igienica fino a pochi mesi fa era valutata come AAA)…

    L’unica speranza è quella di NAZIONALIZZARE le banche centrali e far gestire le politiche monetarie DALLO STATO, che finalmente le orienterà a fini di stabilità e sano sviluppo economico PER IL BENE DELLA COLLETTIVITA’ e non per il profitto di pochi, e costringere le banche commerciali a stringenti regoli, prima di tutte una elevata riserva frazionaria, che le costringano a valutare molto bene i rischi di investimenti spazzatura e orientino il credito verso obiettivi più virtuosi.

    Il problema è che ormai TUTTI i politici sono servi (ben pagati) del sistema bancario/finanziario e non faranno nulla nel senso giusto. Non esiste più la figura dello “statista” ma solo meschini e squallidi individui che fanno la professione del politico (professione molto ambìta, a cui si accede solo grazie a clientele e nepotismo) con l’unico scopo del profitto personale. Basta indagare sul curriculum della maggioranza dei nostri politici per scoprire che provengono quasi tutti dalle fila dell’ambiente bancario di alto livello… al quale spesso ritornano finita la carriera politica.

    Speriamo che sempre più persone si rendano conto di come funzionano le cose e la smettano di farsi imbambolare dai vari Berlusconi, Veltroni, Di Pietro, Grillo ecc ecc

  • alnilam

    Ben detto Eric!
    Aggiungerei solo che I POLITICI DI SCHIERAMENTI OPPOSTI SONO LE DUE FACCE DELLA STESSA MONETA CHE IL BANCHIERE CI PRESTA, A CARISSIMO PREZZO, PER FARCI CREDERE DI ESSERE IN UNA VERA DEMOCRAZIA!!!