Che fine abbiamo fatto: cittadino denuncia ragazzini che vendono limonata senza licenza per comprarsi il motorino

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Di Andrea Zhok


Tre ragazzini (13-14 anni, nella foto) di Pradamano (UD) hanno cercato di vendere limonata ad offerta libera per comprarsi un Ciao; un passante li ha denunciati per vendita senza licenza, e la forza pubblica è intervenuta per punire l’illecito.

C’è chi ha deprecato il denunciante, chi l’intervento della polizia.

Ma questo episodio, nella sua banalità, mette il dito sulla piaga di una questione enorme, che ci coinvolge tutti: la questione delle norme sociali.

In ogni società esistono due tipi di norme, quelle INFORMALI, basate sul costume e sulle aspettative condivise, e quelle FORMALI, basate sui codici e sull’intervento della forza pubblica.

Nelle società arcaiche esistevano solo norme informali fondate su costumi, tradizioni, comunanza culturale.

Con il complessificarsi delle società, vennero introdotte leggi scritte e sanzioni erogate da giudici terzi, come elemento complementare, integrativo delle norme informali.

Il dramma della società europea contemporanea è di aver spinto all’estremo la sostituzione delle norme informali con quelle formali.
Nel mondo che abbiamo costruito per ogni conflitto, disaccordo, violazione, attrito, offesa, molestia bisognerebbe ricorrere all’intervento di un giudice terzo (carabiniere, magistrato, Stato).

Questa sostituzione è tecnicamente impossibile. Per ragioni sia logiche che pratiche le normatività informali non possono essere tutte rimpiazzate da articoli di legge. Dovremmo avere tutti un carabiniere e tribunale portatile a seguito.

Qui però viene fuori un enorme problema.

Infatti, per non poggiare sulle leggi formali devi poter contare sulle norme informali.

E queste funzionano soltanto in società con un elevato grado di comunanza culturale (costumi, tradizioni).

Ma noi ci siamo vantati di aver costruito società “aperte” e “cosmopolite” dove quella comunanza culturale è in gran parte abolita.

Però, quanto meno puoi contare su un retroterra comune con chi ti circonda, tanto più devi confidare sulla forza pubblica.

Ergo, l’esito delle società aperte e cosmopolite è una parabola legalista, securitaria, di sorveglianza e controllo, il cui eroe è il cittadino che denuncia i ragazzini che vendono limonata senza licenza.


Di Andrea Zhok

07.08.2026


Andrea Zhok. Professore di antropologia filosofica e filosofia morale presso l’Università di Milano, ricercatore e saggista.



Commenti (6)

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Mostra commenti 6 caricati
    1. Primadellesabbie 13 agosto 2026

      La "parabola legalista, securitaria, di sorveglianza e controllo" è di gran lunga precedente alle "società aperte e cosmopolite", che non sono mai state aperte e men che mai cosmopolite.

    1. Piero Casu 12 agosto 2026

      Mi si scusi
      ma non ho ben compreso la dinamica.É il delatore che voleva acquistare il motirino o i ragazzetti che vendevano la limonata?

    1. mimmo002 12 agosto 2026

      successu anche durante il covid con gasman che denuncio i vicini ,
      gente inutile all'umanità

    1. Dario Lampa 12 agosto 2026

      A proposito di costumi e tradizioni si dice che la grandezza della Roma antica si basasse sulla superiorità delle armi, sulle sue invincibili legioni: questo è vero ma solo in minima parte. La grandezza di quei nostri lo tani antenati si basava principalmente sul "Mos Maiorum"
      Il mos maiorum (letteralmente "il costume degli antenati") rappresentava il nucleo morale, etico e politico della civiltà romana. Non si trattava di un codice di leggi scritte, bensì di un insieme di tradizioni e consuetudini non scritte che guidavano la vita pubblica e privata dei cittadini, fungendo da vera e propria identità nazionale per Roma. Valori che il sistema occidentale, sotto la guida dei nuovi barbari anglo-giudaici-americani e i suoi vassalli, ha perduto.

    2. akel 12 agosto 2026

      Con tutto il rispetto ma questo che Lei racconta è la versione dei libri di storia della scuola media.
      Nei testi di chi ha vissuto quel periodo troviamo soprattutto tradimenti, spergiuri, crudeltà gratutite, massacri, città distrutte con gli uomini assassinati e le donne e i bambini fatti schiavi per non accettare di trasferire la loro ricchezza al potere di roma, mogli ripudiate per puri interessi di potere e padri che assassinano i figli per non condividere la stessa orientazione politica (la famiglia è sacra!).
      Giulio Cesare secondo i suoi contemporanei avrebbe iniziato l’invasione della britannia per risolvere i suoi problemi finanziari (tipo Berlusconi).
      Cicerone risolve il problema dell’indebitamento della popolazione eliminando sommariamente, senza rispettare la legge, una buona parte dei debitori.
      Quando Catone comanda le operazioni militari in Spagna era costume amputare le due mani di alcune centinaia dei più valorosi combattenti sconfitti. E quasi sempre sconfitti con il tradimento: si legga i testi di chi ha vissuto questi eventi.
      La rivolte degli schiavi in Sicilia è risolta con 20.000 schiavi crocefissi.
      Per non parlare della concentrazione della ricchezza e della maggior parte della popolazione che oltre a vivere nella povertà non godeva nella pratica di nessun diritto.
      È veramente incredibile la capacità dei difensori dei valori del«sistema occidentale» di inventarsi una realtà che non è mai esistita per esaltare concetti che poi comunque non hanno la minima capacità di spiegare.

    1. Ismaele386 12 agosto 2026

      Scommetto che però il denunciante sia un parassita che evade le tasse, non paga quanto dovuto ai suoi dipendenti (anzi li paga pure in nero) e sui social si lamenta pure dei giovani d'oggi chiamandoli smidollati.

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