CAMBIAMENTO CLIMATICO: IL PEGGIORE SCANDALO SCIENTIFICO DELLA NOSTRA GENERAZIONE

DEL PROF. CHRISTOPHER BOOKER
The Daily Telegraph

Il nostro establishment scientifico, irrimediabilmente compromesso, non può permettersi di cavarsela mettendo a tacere le statistiche riguardanti il riscaldamento globale.

Una settimana dopo che il mio collega James Delingpole dal suo blog del Telegraph ha coniato il termine “Climagate” per descrivere lo scandalo reso noto dalla fuoriuscita di e-mail dall’Unità di Ricerca Climatica presso l’università di East Anglia, Google ha mostrato che quella parola appare ora su internet più di nove milioni di volte. Ma in tutti questi ettari di copertura elettronica c’è un punto di grande rilievo riguardante queste migliaia di documenti che è stato ampiamente dimenticato.

Il motivo per cui anche George Monbiot del Guardian si è mostrato totalmente scioccato e disorientato di fronte al quadro svelato dai documenti è che gli autori non sono un vecchio gruppo qualunque di accademici. La loro importanza non può essere sopravvalutata. Ciò a cui ci troviamo di fronte è un piccolo gruppo di scienziati che, per anni, ha esercitato una grande influenza nel manovrare l’allarme mondiale in materia di riscaldamento globale, non da ultimo attraverso il ruolo giocato all’interno del Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)[1].

A seguire: “Manipolazione di dati e di concetti: le e-mail sul cambiamento climatico
” (The Daily Telegraph)
Il professor Philip Jones, direttore della CRU[1], è responsabile delle due serie fondamentali di dati usate dall’IPCC per compilare i suoi resoconti. Attraverso il suo contatto con l’Hadley Center, parte del Met Office inglese, il quale seleziona gran parte dei collaboratori scientifici strategici dell’IPCC, il suo registro delle temperature globali è il più importante dei quattro su cui sia l’IPCC sia il governo si basano – non da ultimo per le loro previsioni secondo cui il mondo si surriscalderà a livelli catastrofici a meno che non si spendano miliardi di dollari per evitarlo.

Il dott. Jones gioca anche un ruolo fondamentale all’interno del compatto gruppo di scienziati americani e inglesi responsabile della promozione di quell’immagine delle temperature globali trasmessa dal grafico a forma di “bastone da hockey” di Michael Mann, che 10 anni fa aveva rovesciato da cima a fondo la storia del clima mostrando che, dopo 1.000 anni di declino, le temperature erano recentemente balzate ai più alti livelli mai registrati dalla storia.

Ritenuto come fondamentale dall’IPCC, non da ultimo per il modo in cui è sembrato eliminare il diffusamente accettato Periodo Caldo Medievale, quando le temperature erano più alte di oggi, il grafico è divenuto l’icona centrale dell’intero movimento creato dall’uomo per il riscaldamento globale.

Dal 2003, comunque, quando i metodi statistici utilizzati per creare “il bastone da hockey” sono stati dipinti come fondamentalmente difettosi da un esperto statistico canadese, Steve McIntyre, è cresciuta una lotta che si è andata via via scaldando tra i sostenitori di Mann, che si sono auto-definiti “la Squadra dell’Hockey”, e McIntyre e i suoi alleati, i quali hanno chiamato in causa, con effetti ancor più devastanti, l’intera base statistica su cui l’IPCC e la CRU hanno fondato il loro caso.

I mittenti e i destinatari delle mail fuoriuscite dalla CRU forniscono la lista dei partecipanti all’elite scientifica dell’IPCC, comprendente non solo la “Squadra dell’Hockey”, come ad esempio il dott. Mann stesso, il dott. Jones e il suo collega della CRU Keith Briffa, ma anche Ben Santer, responsabile della revisione altamente controversa di alcuni passaggi chiave del report del 1995 dell’IPCC; Kevin Trenberth, che in modo altrettanto controverso ha spinto l’ITCC all’allarmismo sull’attività degli uragani; e Gavin Schmidt, braccio destro dell’alleato di Al Gore, dr. James Hansen, il cui registro GISS sui dati di temperatura di superficie è secondo per importanza solamente a quello della CRU.

Ci sono tre argomenti in particolare contenuti nei documenti fuoriusciti che hanno diffuso un’ondata di sconvolgimento tra gli osservatori informati in tutto il mondo. Forse il più ovvio, come lucidamente sottolineato da Willis Eschenbach (si veda il blog di McIntyre dal titolo “Climate Audit” e il blog di Anthony Watt, “Up with That”), è la serie altamente sgradevole di e-mail che mostra come il dott. Jones e i suoi colleghi abbiano per anni discusso le subdole tattiche che hanno permesso loro di non rilasciare i dati a terze parti avvalendosi delle leggi in materia di libertà d’informazione.

Se ne sono usciti con ogni scusa possibile per far combaciare le basi di dati su cui si fondavano le loro scoperte e i registri delle temperature.

Di per se stessa, questa cosa è diventata un grosso scandalo, non da ultimo per il rifiuto del dr. Jones di fornire i dati elementari da cui la CRU deriva il suo largamente influente registro delle temperature, che è culminato la scorsa estate nella sconvolgente dichiarazione dello stesso dr. Jones secondo cui la maggior parte dei dati presi da tutto il mondo era semplicemente “andata persa”. Ma la cosa più incriminante sono comunque le e-mail in cui si avvisano gli scienziati di cancellare grosse porzioni di dati, cosa che, se fatta dopo il ricevimento di una richiesta inviata in ossequio alla normativa in materia di libertà d’informazione, risulta essere un reato.

Ma la domanda che sorge inevitabile da questo rifiuto sistematico di rilasciare i dati è: qual è quella cosa nascosta che gli scienziati stanno così ansiosamente cercando di non rivelare? La seconda e più scioccante rivelazione che deriva dalla fuga di documenti è come essi mostrino degli scienziati intenti a manipolare i dati attraverso i loro complicati programmi per computer, sempre orientati nell’unica direzione desiderata – abbassare le temperature passate e “accomodare” quelle recenti al rialzo, in modo da dare l’impressione di un riscaldamento accelerato. Questa cosa succede così spesso (non da ultimo nei documenti riguardanti i dati contenuti nel file “Harry Read Me”) che è diventata l’elemento singolo più fastidioso di tutta la storia. Questa è l’attività che il dr. Hansen stava compiendo con il registro GISS delle temperature, quando l’anno scorso è stato scoperto dal sig. McIntyre (fatto dopo il quale Hansen è stato costretto a rivedere il suo registro) e due altri scioccanti esempi sono ora venuti alla luce in Australia e in Nuova Zelanda.

In ognuno di questi due paesi era possibile per gli scienziati locali mettere a confronto il registro ufficiale delle temperature con i dati originali sui quali si sarebbe in teoria dovuto basare il primo. In ciascun caso è chiaro che lo stesso scherzo è stato giocato – trasformare un grafico delle temperature essenzialmente piatto in un grafico che mostra delle temperature in continua crescita. E in ognuno di questi casi la manipolazione era stata realizzata sotto l’influenza della CRU.

La cosa che emerge in modo tragico dal file “Harry Read Me” è questo quadro di scienziati della CRU che si trovano in uno stato di confusione senza speranza di fronte agli elaborati programmi per computer che essi hanno ingegnato allo scopo di contorcere i loro dati nella direzione approvata, esprimendo più di una volta la loro disperazione per quanto fosse difficile ottenere i risultati desiderati.

La terza rivelazione-shock riguardante tali documenti è il modo spietato con cui questi accademici sono stati determinati nel zittire qualunque esperto che mettesse in discussione i risultati da essi conseguiti attraverso dei metodi così discussi – non solo rifiutandosi di rendere pubblici i loro dati elementari ma anche discreditando e bloccando qualunque giornale scientifico che avesse osato pubblicare il lavoro dei loro critici. E’ come se essi fossero pronti a qualunque cosa pur di soffocare il dibattito scientifico in questo modo, non da ultimo assicurando che nessuna ricerca in senso contrario trovasse spazio nelle pagine dei resoconti dell’IPCC.

Nel 2006, quando l’eminente professore di statistica americano Edward Wegman pubblicò un resoconto scientifico per il Congresso nel quale sosteneva la demolizione del “bastone da hockey” operata da Steve McIntyre, egli condannò il modo in cui questo stesso “gruppo molto intimo” di accademici sembrava volenteroso unicamente di creare delle collaborazioni tra i suoi membri e di operare delle “revisioni paritetiche” delle carte l’uno dell’altro, allo scopo di sovrastare le scoperte di quei resoconti dell’IPCC dai quali avrebbe potuto dipendere gran parte del futuro degli Stati Uniti e dell’economia mondiale. Alla luce delle ultime rivelazioni, adesso sembra ancora più evidente che questi uomini possano aver fallito nel sostenere quei principi che stanno al centro di una domanda scientifica genuina e del relativo dibattito. Già un rispettabile scienziato americano del clima, il dr. Eduardo Zorita, ha chiesto che il dr. Mann e il dr. Jones venissero esclusi da ogni futuro coinvolgimento nell’IPCC. Persino il nostro George Monbiot, sdegnato di fronte alla scoperta di come era stato tradito dai supposti esperti che egli aveva riverito e citato per tanto tempo, ha chiesto che il dr. Jones rinunciasse alla sua carica di direttore del CRU.

Il precedente Cancelliere, Lord (Nigel) Lawson, lanciando la scorsa settimana la sua nuova think tank ‘Global Warming Policy Foundation’ ha giustamente fatto appello a una inchiesta davvero indipendente che guardi dentro il labirinto di imbrogli rivelato dalle fughe del CRU. Ma l’inchiesta dibattuta venerdì, che forse sarà presieduta da Lord Rees, Presidente della Royal Society – essa stessa propagandista di lunga data e senza vergogna per la causa del riscaldamento – è lungi dall’essere quello che Lord Lawson aveva in mente. Al nostro establishment scientifico, compromesso senza speranza, non può essere concesso di andarsene mettendo semplicemente a tacere quello che è diventato il più grande scandalo scientifico del nostro tempo.

NOTE

[1] Il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (http://www.ipcc.ch/) è il foro scientifico che si è formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite allo scopo di studiare il fenomeno del riscaldamento globale (fonte: Wikipedia). NdT

[2] Climate Reserch Unit. E’ una parte dell’Università di East Anglia (Inghilterra) nonché una delle maggiori istituzioni che si occupa di studiare le cause del cambiamento climatico (fonte: Wikipedia, in inglese) Ndt

Titolo originale: “Climate change: this is the worst scientific scandal of our generation”

Fonte: http://www.telegraph.co.uk/
Link
28.11.2009

Traduzione di Rachele Materassi per www.comedonchisciotte.org

MANIPOLAZIONE DI DATI E DI CONCETTI: LE E-MAIL SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO

A CURA DEL THE DAILY TELEGRAPH

Le e-mail dell’Università di East Anglia: le citazioni più controverse

Di seguito, una selezione di frasi prese dalle e-mail rubate dai computer dell’Università di East Anglia. Molte riguardano Phil Jones, capo dell’Unità di Ricerca Climatica dell’università.


Da: Phil Jones. A: Destinatari multipli. 16 novembre 1999

“Ho appena portato a termine il trucco che Mike ha fatto su Nature (la rivista scientifica) di aggiungere le temperature reali a ciascuna serie degli ultimi 20 anni (ad es, dal 1981 in poi) e dal 1961 per permettere a Keith di nascondere la caduta”.

I critici citano questo a riprova della manipolazione dei dati effettuata al fine di mascherare il fatto che le temperature globali stanno scendendo. Il prof. Jones sostiene che il significato della parola “trucco” è stata male interpretata.

Da Phil Jones a: Michael Mann (Pennsylvania State University). 8 luglio 2004
“Non mi pare che nessuna di queste carte sia nel prossimo report dell’IPCC. Kevin e io le terremo fuori in qualche modo – anche a costo di ridefinire il significato di letteratura peer review [revisione paritaria n.d.t.]!”

L’IPCC è l’organo delle Nazioni Unite che ha il compito di monitorare il cambiamento climatico. Gli scienziati non volevano che l’IPCC prendesse in considerazione gli studi che contestano l’idea secondo cui il riscaldamento globale è autentico e creato dall’uomo.


Da Kevin Trenberth (US National Center for Atmospheric Research). A: Michael Mann. 12 ottobre, 2009
“Il fatto è che noi non possiamo spiegare la mancanza di riscaldamento allo stato attuale si tratta di una farsa che noi non possiamo…Il nostro sistema di osservazione è inadeguato”

Il prof. Trenberth sembra accettare uno degli argomenti chiave degli scettici del riscaldamento globale – non c’è nessuna prova che le temperature si siano alzate nel corso degli ultimi 10 anni.

Da: Phil Jones. A: Destinatari multipli. 11 marzo 2003
“Manderò una mail al giornale per dire loro che non c’entrerò più con questa cosa finché non si sbarazzeranno di questo editore che crea problemi”.

Il prof. Jones sembra parteggiare per le dimissioni dell’editore di Climate Research, una rivista scientifica che ha pubblicato alcuni articoli che minimizzavano il valore del riscaldamento globale.

b>Da Phil Jones. A: Michael Mann. Data: 29 maggio 2008
“Potresti cancellare qualunque corrispondenza e-mail con Keith relative all’AR4? Keith farà lo stesso”.

Gli scettici del cambiamento climatico hanno cercato di usare le leggi previste dalla Libertà d’Informazione per ottenere i dati puri sul clima presentati con un report dell’IPCC noto come AR4. Gli scienziati non volevano che il loro scambio di e-mail riguardante i dati fosse reso pubblico.

Da: Michael Mann. A: Phil Jones e Gabi Hegerl (Università di Edinburgo). Data: 10 agosto 2004
“Probabilmente Phil e io saremmo costretti ad aver a che fare con altre stupide critiche da parte degli idioti in un prossimo futuro”

Gli scienziati non fanno nessuno sforzo per nascondere il loro disprezzo nei confronti degli scettici del cambiamento climatico, i quali chiedono più informazioni sul loro lavoro.

Titolo originale: “Manipulation of Data and Concepts: The Climate Change EMails”

Fonte: http://www.telegraph.co.uk
Link
23.11.2009

Traduzioni per www.comedonchisciotte.org a cura di RACHELE MATERASSI

20 Commenti
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LonanHista
LonanHista
13 Dicembre 2009 19:15

copenaghen è tutta fuffa come kyoto …la unca verità è che siccome hanno deciso di privatizzare anche l’aria e venderla un tanto al kilo(le varie goldman gang) occorre ora stabilire i prezzi…….PERCHé LA VERA UNICA VERITà SUI MUTAMENTI CLIMATICI è SOLO QUESTA:
http://www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=16466……IL CLIMA è MODIFICATO ARTIFICIALMENTE DA UNA VENTINA DI ANNI…..ed il progetto principale è quello di sciogliere i ghiacci del polo nord sia per il petrolio e sia per creare un corridoio mercantile…………però queste teste di cazzo NON SI RENDONO CONTO CHE ALTERANDO IL CLIMA SIGNIFICA COMPORTARE IRRIMEDIABILMENTE MUTAMENTI CATASTROFICI dei quali le conseguenze saranno bibliche…………………………….poi che il mondo è diventato una pattumiera, che avveleniamo l’aria l’acqua la terra i cibi le piante la nostra salute…questo è un altro discorso….MA IL RISCALDAMENTO CLIMATICO è UNA TRUFFA ORDITA DALLE GOLDMAN GANG E DAGLI USA…cioè effettivamente stanno alterando il clima..ma per scopi loro…cioè potere e danaro…

MadMax
MadMax
13 Dicembre 2009 19:52

mia nonna parlando delle tasse diceva che “prima o poi ci faranno pagare anche l’aria che respiriamo”. ora, non so se il climagate è tutta colpa di mia nonna che ha portato sfiga o che ha dato l’idea, resta il fatto che molto presto si creerà una enorme banca dati sulle emissioni ed a questi dati verranno applicati complessi algoritmi di ingegneria finanziaria creati per i derivati “credit default swap” e facilmente adattati per l’occasione. Successivamente si calcoleranno le tasse che tutti dovranno pagare: -gli allevatori di bestiame, per il CO2 prodotto dal loro settore -industrie di trasformazione e raffinazione, soprattutto quelle che storicamente usano il carbone come i produttori d’alluminio -alla fine anche le persone dovranno pagare. Ciò non avverrà mandando una cartella esattoriale a tutti gli italiani (sarebbe troppo ovvio e qualcuno si ribellerebbe) ma sarà lo stato stesso a pagare in base alla popolazione (ma se lo stato paga allora paghiamo noi, però così è indiretto) A questo si affiancherà la vendita di aria pulita dei paesi poveri (che chiamerei diversamente ricchi visto che tutti quelli che conosco vogliono andare a vivere in sudamerica o in indocina). Tutto questo sarà regolamentato dalle banche che creeranno dal nulla… Leggi tutto »

geopardy
geopardy
13 Dicembre 2009 20:38

Il cambiamento climatico è sotto gli occhi di chiunque abbia più di 20 anni di età ed una discreta memoria. Non saranno certo delle e-mail a stravolgere questo dato ineccepibile frutto dell’osservazione diretta di ognuno di noi. Da cosa esso dipenda potrebbe essere materia ancora un po’ controversa, ma il dato è incontrovertibile. L’anidrite carbonica non dovrebbe incidere per più del 30% dell’entità del riscaldamento globale, che è dovuto a tutta una serie di fattori di cui il gas citato è uno dei principali. Il fatto, purtroppo, che suscita gran parte di questa avversione, ritengo, sia il modo con cui ora, anche se con un ritardo almeno ventennale, venga condotta la questione da parte dei “potenti”. Ci hanno talmente ingannati in tutti questi anni ed in mille questioni che, se lo dicono “loro”, non è sicuramente vero niente. Purtoppo non credo sia così questa volta, poichè, è da tamente tanto tempo che la scienza ha dato l’allarme, che la maggior parte di essi neanche c’erano, anzi, la gran parte di essi avrà sicuramente osteggiato chi avrà dato questi “allarmi ingiustificati”. Ora, sicuramente, avranno in mente un qualche business colossale da mettere in atto, ma ciò nulla toglie all’effetto serra. Difficile… Leggi tutto »

AlbaKan
AlbaKan
14 Dicembre 2009 1:23

In tutti i summit sul “cambiamento climatico” come quello di Rio, Johannesburg, o l’attuale di Copenaghen, si parla solo di “impatto ambientale”, di “emissioni inquinanti” che distruggono il pianeta, senza scavare nelle radici e la causalità del sistema capitalista che li produce. Questa omissione (complice e cosciente) permette di parlare della “vittima” (il pianeta e la maggior parte dell’umanità) senza identificare il “criminale” (i gruppi e le aziende capitaliste che concentrano attività e fortune personali depredando e distruggendo irrazionalmente il pianeta).

COPENAGHEN E LE 3 APOCALISSI DEL SISTEMA [www.vocidallastrada.com] Scegliere la più conveniente…

Tonguessy
Tonguessy
14 Dicembre 2009 1:44

“Al nostro establishment scientifico, compromesso senza speranza, non può essere concesso di andarsene mettendo semplicemente a tacere quello che è diventato il più grande scandalo scientifico del nostro tempo. “ Toh, senti questo! Hanno inventato i derivati per matematizzare (leggi rendere plausibile lo schema Ponzi) le leggi della finanza con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e questo mi parla del più grande scandalo scientifico del nostro tempo? In tutta sincerità: ma chissenenfrega se questa lobby del clima si vuole intascare qualche miliardo? I problemi (e lo dice uno che è incazzato nero contro questi baroni del clima, come ho già avuto modo di dire) non sono questi. Possiamo accontentarci di licenziare tutta la CRU e l’Hadley Center, ma questo è assolutamente ininfluente sui nostri destini. Noi salariati siamo al macero non perchè le temperature salgono o scendono, ma perchè certa scienza è entrata nella gestione finanziaria. Un conto è una misurazione sbagliata (come quella dei baroni del clima) ed un altro conto è il Nobel per l’economia mai nato dalla fondazione Nobel ma voluto dalle banche allo scopo di dare una base scientifica allo sfruttamento più bieco che si potesse immaginare, con fantastiliardi che girano nelle… Leggi tutto »

glomer
glomer
14 Dicembre 2009 4:25

Scusate ma di scie chimiche ed h.a.a.r.p. nessuno ne parla!??? persino la mediaset ne ha parlato un paio di giorni fa, assieme all’articolo del signoraggio bancario uscito sempre in una delle testate del nano di arcore, che poi ha preso una statuetta in faccia…!!! Fino ad ora se ne parlava anche su CDC ed ora nessuno dice nulla??? Boh!!!
Sono un deviato forse?? 🙂

MadMax
MadMax
14 Dicembre 2009 8:21

io ho notato che hanno irrorato pesantemente, come non mai, tutti i cieli d’italia e i giornali hanno strillato alle temperature più alte e di un inverno che sembrava estate. le due cose sono strettamente legate.
grazie al cavolo, stava per cominciare il vertice di copenhagen e dovevano preparare i sudditi. ora che il vertice è cominciato e la propaganda può rientare è arrivato di botto il freddo (stamattina per arrivare all’aquila all’università è stata una odissea per la neve).

vic
vic
14 Dicembre 2009 9:38

Rispondo a geopardy. Non sono d’accordo per niente. Se ragioni in termini di decenni, da circa 10 anni la temperatura media sta scendendo. Il clima pero’ si misura su scale corrispondenti ai cicli delle glaciazioni, che a loro volta dipendono da cicli astronomici abbastanza complicati. L’effetto serra esiste, ma il responsabile principale non e’ il CO2. Si ipotizzava fosse lui, invece no, sono essenzialmente le nubi ed in misura molto ma molto minore minore altri gas serra come il metano. Le misure sia paleoglaciologiche (Vostok) che satellitari lo dicono abbastanza chiaramente che l’effetto serra dovuto a CO2 praticamente non e’ osservabile. Vedere i grafici mostrati da lord Monckton piu’ sotto. Il quale lord Monckton, giustamente, ci ricorda col suo doppiopetto snob, l’assurdita’ di far uso di calcolatori per modellare il clima. Ci sono milioni di parametri in ballo, ma chi vogliamo prendere in giro? Infatti poi alla prova dei fatti questi modelli non ne azzeccano una che sia una. Solo degli sciocchi (la classe politica, i giornalisti superficiali che odiano ragionare) possono prendere decisioni basate su modelli climatici computazionali. Siamo alla scienza che diventa religione. Basata su atti di fede, su dogmi dei papi settoriali di turno. Al Gore rifiuta… Leggi tutto »

vic
vic
14 Dicembre 2009 10:15

Uso criminale della scienza? La lista e’ talmente lunga che quasi si fa prima a parlare dell’uso non criminale della scienza. Le conoscenze piu’ avanzate sono nelle mani del complesso militare-industriale delle potenze. Questi ne sanno sulla gravita’ e sui campi emg molto piu’ di quel che si insegna nelle scuole ed universita’. Lo stesso dicasi dell’uso perverso della psicologia, psichiatria, abbinate magari alla farmacologia od all’elettromagnetismo. Mengele era un pivello. Forse il dottor Stranamore per eccellenza fu E. Teller, padre di tutte le idee di distruzione di massa oltre ogni immaginazione normale. Ma anche tanti psichiatri, nel loro settore non sono stati tanto da meno. E’ tempo ed ora che il cittadino si riappropri di queste conoscenze usate in modo perverso. E’ ora finalmente di dirottare le risorse investite nelle perversioni delle ricerche militari sulla questione delle energie veramente alternative, che non sono ne’ l’eolico (di per se’ medievale come idea) ne’ solare (gia’ il pitecantropo apprezzava l’effeto riscaldante solare) ma ben altro. I giornalisti scientifici ripetono le solite litanie passate loro dalla chiesa scientifica angelica. Carissimi, non sarete cosi’ illusi da credere che la fusione calda funzionera’ un giorno, cosi’ come e’ concepita oggi da quelli di ITER.… Leggi tutto »

21
21
14 Dicembre 2009 10:35

Qualche grillino e/o affine ricorda tutta la promozione del grillone in favore del messaggio ecologista di Gore?

Cri cri cri… ciao, ciao 😉

Zret
Zret
14 Dicembre 2009 13:35

Ha ragione Glomer. Perché non si accenna neppure a scie tossiche e HAARP?

geopardy
geopardy
14 Dicembre 2009 20:05

L’effetto serra non è Al Gore, non è frutto di Al Gore ed è cosa ben più seria. Qui concludo con queste fregnacce mediatiche, non voglio più sentire accostato il nome di Al Gore all’effetto serra per cortesia, sempre se la cosa vi sia possibile naturalmente e non perchè ritenga di chissà quali colpe si sia macchiato il politico , semplicemente per il nefando effetto che ha su tutti voi e la conseguente, sistematica pretesa di contraddire la quasi intera scienza a cui vi spinge. Se qualcuna ha scelto di credere alla sparuta minoranza di scienziati che non concorda con la teoria della CO2 non si deve accaldare più di tanto, poichè, semmai, essa ha le stesse probabilità di errore di quella da essi criticate così animatamente e con atteggiamento ascientifico, nemmeno un Newton si sarebbe mai sognato di avere questa arroganza, neanche nei confronti dei preti. Vorrei sapere quali siano le fonti sulla diminuzione delle temperature medie, dato che ovunque (e quando dico ovunque mi riferisco alle decine e decine di fonti delle più svariate nazioni che mi è stato possibile consultare negli ultimi decenni) si riporta un aumento delle temperature medie mondiali. Per quello che riguarda i i… Leggi tutto »

vic
vic
14 Dicembre 2009 23:30

Al Gore s’e’ beccato un Oscar per un film che non era ne’ film ne’ documentario. Non pago s’e’ pure preso assime all’IPCC il Nobel per la pace; non hanno osato dargli quello della fisica, pavidamente. Comunque quel premio gli va tolto, viste le balle che ha raccontato, balle che imperversano ancora a Copenhagen e nel cervello dei giornalisti. All’IPCC va tolto per via del climategate. Hanno relegato la Juve in B, dunque si potra’ ben relegare anche l’IPCC che non e’ ancora una vecchia signora. Le malversazioni sono della stessa natura e, se mi consente, il campo dell’IPCC dovrebbe essere ben piu’ serio del gioco del calcio. Ma forse e’ una pia illusione. Spiacente ma e’ stato Gore a fare del CO2 il suo cavallo di battaglia ed a lanciare un allarme mondiale con argomentazioni quasi tutte senza base fattuale: dal CO2 causa di tutti i guai, agli eventi estremi, al Kilimangiaro, agli orsi polari, ecc. ecc. Se la guardi la conferenza di Monckton. Fin che non vedo dei dati che contraddicono i carotaggi di Vostock non cambio idea. Uno che ne ha analizzato i dati e’ un paleoglaciologo canadese di nome Ian Clark. Se l’andamento del CO2 segue… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
15 Dicembre 2009 1:42

“Qui concludo con queste fregnacce mediatiche, non voglio più sentire accostato il nome di Al Gore all’effetto serra per cortesia…., semplicemente per il nefando effetto che ha su tutti voi e la conseguente, sistematica pretesa di contraddire la quasi intera scienza a cui vi spinge.” Tradotti in italiano (anche approssimativo) cosa significherebbe tutto sto popò di frase? Per restare sul concreto: qui si può vedere come i grafici “ufficiali” della Nuova Zelanda siano a favore della tesi del riscaldamento globale http://icecap.us/images/uploads/NZ_NIWA.JPG NIWA sta per New Zealand National Institute of Water and Atmospheric Research ed è il responsabile del New Zealand Climate Database. Tale database consultabile online contiene tutte le informazioni sul clima in Nuova Zelanda. Visto che si poteva, il sito http://www.icecap.us/ ha fatto una cosa semplicissima: ha scaricato tutti i dati disponibili e li ha graficati. Il grafico è molto diverso da quello precedente. http://icecap.us/images/uploads/NZ_RAW.JPG Cosa è successo? Confrontando i due grafici gli amici di icecap hanno scoperto che in effetti le misure più vecchie erano state abbassate mentre quelle più recenti erano state alzate per creare ad hoc il riscaldamento. Non basta? Andiamo in Inghilterra allora. La Central England Temperature (CET) è la più lunga serie di dati… Leggi tutto »

glomer
glomer
15 Dicembre 2009 5:39

ma fa freddo di brutto….
infatti ho sentito una notizia che diceva che a catania con questo sbalzo di temp qualche giorno fa una piccola tromba d’aria ha colpito una base militare italiana ferendo circa 5 militari….
Cambiamenti troppo veloci, anche per un clima impazzito!!!! 😉
Ciao

nomorelie
nomorelie
15 Dicembre 2009 11:50

caro Geo,ecco un aiutino molto utile per tutti quelli che sono disorientati dai mille andamenti di temperature e gas serra riportati nei mille grafici nei mille siti che trattano il tema riscaldamento globale e molto spesso non correlati tra loro. http://www.youtube.com/watch?v=8mxmo9DskYE si dimostra così che le temperature attuali, se per alcuni sono in crescita, in altre epoche anche non troppo remote, erano moooolto più alte. eppure eccoci quà, con il problema della sovrappopolazione anche se l’umanità è dovuta passare attraverso i capricci del clima molte volte e in avvenimenti peggiori di ora. chi si lamenta dello scioglimento dei ghiacci sappia che la Groenlandia fu colonizzata dai vichinghi e divenne terreno fertilissimo per la coltivazione del grano (quando le temperature lo consentirono dopo che in epoche precedenti era ricoperta dai ghiacci, i quali non c’erano in altre epoche ancora precedenti e così via ciclicamente). poi si ghiacciò e addio grano e vichinghi della zona. ma di storie dell’evoluzione delle civiltà aiutate o bloccate dai cambiamenti climatici ce ne sono moltissime. e non c’erano industrie e tubi di scappamento ai tempi. ma ancora una volta ripeto: che ben venga la riduzione dell’inquinamento atmosferico, ma solo ed esclusivamente per il benessere dei nostri… Leggi tutto »

nomorelie
nomorelie
15 Dicembre 2009 12:01

eppure non è importante sapere da esperienze personali se in passato (20 anni o 30 o 50) era + freddo o + caldo.
basta osservare gli andamenti delle temperature riportati anche dagli stessi istituti che ora sono nell’occhio del ciclone.
è evidentissimo anche per un analfabeta che la curva delle temperature ha raggiunto in passato valori mooolto più alti degli attuali.
quindi non riesco ad immaginare le motivazioni che spingono la gente ha strapparsi i capelli inorridendo di fronte alle parole catastrofiste dei media.
di sicuro non hanno visto questo

http://www.youtube.com/watch?v=8mxmo9DskYE

non mi direte che hanno falsificato i dati del passato per puntare sul global cooling!
a meno che non si creda alle civiltà scomparse del passato.
Atlantide doveva avere una fortissima industria sviluppata sui combustibili fossili.

mircea79_MI
mircea79_MI
16 Dicembre 2009 5:22

Ciao glomer ma dove lo hai trovato questo articolo sul signoraggio di cui parli? IO l’ho cercato sul sito web del giornale e non l’ho trovato, nenache su libero ho avuto fortuna.

Grazie

cyberninja75
cyberninja75
20 Dicembre 2009 10:34

non intendo entrare in merito al dibattito,nè tanto meno accusare nessuno di mala fede, ma solo per amore di verità desidero segnalare che in realtà George Monbiot , il giornalista- ambientalista inglese del Guardian NON ha affatto cambiato la sua opinione sulle origini antropiche del cambiamento climatico. Come è suo costume, nell’articolo del 23 novembre leggibile sul suo blog al link e intitolato “Il Cavalliere Carbonico”

http://www.monbiot.com/archives/2009/11/23/the-knights-carbonic/

fa dell’ironia dicendosi” shockato” dalla rivelazione sulle email hackerate e ne scrive una chiara parodia lui stesso
(purtroppo non ho tempo di tradurlo dall’inglese, ma il senso mi pare chiaro, per chi conosce la lingua e lo legge fino in fondo).

Ribadisce la sua posizione il 7 dicembre direttamente sul Guardian e sul suo blog con un articolo intitolato “Il Vero Scandalo Climatico”

http://www.monbiot.com/archives/2009/12/07/the-real-climate-scandal/

nel quale in sintesi accusa le multinazionali petrolifere e dell’automobile di creare falsa informzione per proteggere i propri interessi, riportando anche alcuni casi di studio.
buona lettura!