Riceviamo e pubblichiamo.
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Spett. Redazione,
E' noto che dopo il suo Risveglio il Buddha peregrinò in molti luoghi e predicò il suo insegnamento adattandolo alla tipologia dei vari interlocutori che incontrava con la consapevolezza che le verità da lui realizzate, per risultare utili e verificabili , dovessero soddisfare le specifiche esigenze delle persone che si trovavano a vivere i problemi di quel particolare contesto specifico.
Come avrebbe adattato il suo insegnamento dopo più di duemilaseicento anni ,nel contesto storico in cui ci siamo trovati durante il periodo pandemico?.
Non avrebbe forse anche interpretato che oltre a DUKKHA, la sofferenza prodotta dall'ignoranza e dalla brama del singolo individuo, vi potesse essere altresì la sofferenza prodotta dalla menzogna e dalla brama creata dal sistema capitalistico neo-liberista e di conseguenza oltre a concepire un sentiero di liberazione per il singolo ipotizzare una via per realizzare una liberazione POLITICO-SOCIALE per tutti gli esseri senzienti dall'oppressione di tale sistema?
Nella storia del Buddismo non sono mancati monaci che hanno congiunto queste due aspirazioni tentando di attuarle nell'epoca in cui vivevano:
UCHIYAMA GUDO (1874-1911)
TAIXU (1890-1947)
LIN QIU WU(1903-1934)
hanno coniugato l'ideale della liberazione spirituale buddista con le filosofie rivoluzionarie moderne dell'anarchismo, del socialismo e della critica radicale allo Stato.
A questi illustri monaci rendo omaggio con l'umile intento di riprendere le loro osservazioni critiche riferendole in particolare al contesto odierno post-pandemico.
Le riflessioni che metterò per scritto hanno come fine quello di spiegarmi e forse far capire a chi le leggerà come sia stato possibile che la stragrande maggioranza del mondo buddista, rappresentato nella erronea percezione popolare dal signor Tenzin Ghiatszo noto come Dalai lama, sia stato allineato con le istituzioni internazionali, l'OMS, l'Unione Europea e i governi nazionali dei singoli paesi, nel condividere la narrazione ufficiale fornita e il modo in cui è stata gestita quella che, a chi fin da subito ne ha avuto consapevolezza, appariva una psico-pandemia mediatica architettata usando la diffusione del virus sars/covid 2.
Questa esigenza di spiegarmi e di spiegare risulta essere ancora più impellente considerato L'INDIFFERENTE ASSOLUTO SILENZIO dei MONACI, dei laici e dei rappresentanti dell'Unione Buddista Italiana riguardo la posizione da loro assunta durante quel periodo. E ciò, per me, risulta essere motivo di ulteriore sdegno nel momento in cui le udienze della commissione parlamentare di inchiesta istituita per far luce sulla gestione della pandemia stanno facendo emergere verità che confermano quanto intuito fin da subito da chi ha saputo "guardare oltre" il "quadro" che veniva costruito.
In Italia, UBI, l'organizzazione che rappresenta ufficialmente le diverse tradizioni buddiste, ha attuato pedissequamente i decreti governativi sul green pass (giungendo a sospendere le attività in presenza per i non provvisti di certificazione). Ma ciò che è ben più grave per una istituzione che, diversamente da quelle che devono fare gli interessi della politica, dovrebbe essere interessata non solo alla sopravvivenza del corpo ma soprattutto a preservare la salute della mente e della dimensione spirituale degli esseri umani, in accordo con l'insegnamento del Buddha della Medicina, è l'aver sostenuto la campagna dell'inoculazione di quello che veniva denominato vaccino - e ciò confermando le convinzioni dei monaci - proclamando che farlo assumere costituisse un atto di compassione per evitare il contagio e il rischio di morire, non distinguendosi in questo da quanto dichiarato dal Papa Bergoglio " E' un atto d'amore vaccinarsi" e dal Presidente Mattarella " E' un dovere civico, non si invochi la libertà per sottrarsene !".
Nei paesi di tradizione buddista i monaci hanno indicato le più svariate pratiche ai loro fedeli: recitare mantra, usare amuleti, bere particolari infusi e praticare la meditazione. In immagini presenti sul web si sono potuti notare numerosi monaci con le mascherine in fila nei centri vaccinali, maschere che sono state apposte perfino anche a grandi statue di Buddha.
In Italia, il centro zen di Firenze mostrava sul suo sito monaci meditanti con la mascherina affermando che quella fosse la pratica corretta del Buddha; che ne è stato del far affluire naturalmente il respiro così come insegna l'ANAPANASATI SUTTA?
Ma ciò che a stragrande maggioranza ha accomunato tutti, esponenti religiosi e laici - tranne qualche monastero della tradizione Theravada della Foresta dei paesi asiatici di cui non si è data informazione - è stato, ripeto, sostenere con ferma convinzione la campagna di quello che veniva dall'OMS e dagli enti autorizzativi del farmaco definito un vaccino, ma che invece, da studi effettuati da scienziati e virologi indipendenti, risultava essere un siero genico prodotto in tempi così rapidi tanto da doversi sperimentare solo successivamente sulla popolazione che ignorava così di fungere da cavia.
I grandi leader spirituali come il Dalai Lama e altri nel condividere la narrazione ufficiale e soprattutto nel credere fideisticamente ad una sostanza salvifica sono incorsi, secondo il Dharma del Buddha, nell'attaccamento alla opinione governativa invece di esercitare saggio distacco (DITTHI).
Avrebbero dovuto applicare durante il periodo pandemico il KALAMA SUTTA, l'insegnamento dato al popolo dei Kalama dal Buddha: quello di non credere ciecamente ad alcuna narrazione ma informarsi autonomamente sulla veridicità del fenomeno. In quella circostanza avrebbero dovuto indagare su quanto l'OMS, gli Enti del farmaco, le stesse case farmaceutiche e i virologi con esse conniventi, affermavano riguardo la reale sicurezza, la reale efficacia, la percentuale di rischio di gravi effetti avversi, e sapere che già erano morte persone a seguito della somministrazione di quel "vaccino".
Questi dati erano già stati documentati fin dalle prime fasi dell'inoculazione della sostanza, ma per interessi politici e di profitto sono stati minimizzati perchè darne giusto rilievo avrebbe compromesso l'intera campagna del siero come documentato da intercettazioni telefoniche rese note.
Desta sconcerto e sdegno che con presunti anni di pratica meditativa finalizzata a "liberare" la mente dall'ignoranza, AVIDYA, e dai suoi prodotti contaminanti definiti i Tre Veleni di BRAMA; AVVERSIONE e ILLUSIONE, le menti dei monaci, dei religiosi che in questa drammatica situazione sono stati le guide dei loro praticanti, le loro menti - dicevo- siano state catturate proprio da questi stessi Tre Veleni che hanno precluso quella RETTA CONOSCENZA, RETTA VISIONE per un RETTA CONDOTTA coerente con il percorso da praticare per apportare consapevolezza alle persone che invece erano in preda alla paura.
Il Buddha si definiva e insegnava ad essere conoscitori del mondo, LOKAVIDU, questo attributo indica la facoltà di VEDERE la realtà materiale e sociale per quella che è senza veli, illusioni e ingenuità. Il Buddha ha sempre descritto il mondo materiale (SAMSARA) come governato da forze mosse da avidità (LOBHA), avversione (DOSA), e illusione (MOHA).
Per rimanere in Italia; è pensabile e credibile che i rappresentanti dell'UBI e i monaci nostrani non abbiano avuto cognizione di questo?
Sono stati degli ingenui o hanno" obbedito" ad altre logiche?.
Se si fosse diffusa questa giusta consapevolezza in accordo con il Dharma del Buddha si sarebbe certamente contribuito a ridurre tra le persone il terrore del contagio e della morte ampiamente e abilmente diffuso dalle autorità governative e dai media; questo avrebbe indotto le persone a indagare e acquisire informazioni anche da altre fonti evitando così di credere ciecamente a quanto le autorità governative diffondevano; le avrebbe dissuase dall'accettare di farsi introdurre nel corpo una sostanza sconosciuta e per questo potenzialmente nociva per suoi effetti imposta oltretutto con l'obbligo pena la perdita del posto di lavoro; indirizzarle da quei pochi medici che stavano già curando i malati sin dai primi sintomi con comuni farmaci già usati in passato e soprattutto andando a visitarli nei loro domicili, cosa che la stragrande maggioranza dei medici di famiglia non ha fatto perchè ha obbedito al divieto del ministro Speranza .
Aver diffuso questi saggi consigli avrebbe creato una massa critica che avrebbe smentito come propagandistica la narrazione che il presunto vaccino fosse l'unica cura esistente e che si potevano salvare migliaia di persone che invece sono state fatte morire perchè non curate in tempo, fatte aggravare e arrivate così negli ospedali già in condizioni critiche.
A mia personale conoscenza, solo due monaci entrambi di tradizione Theravada, a differenza di quella Mahayana considerata la più "aperta" al mondo dei laici, hanno avuto la consapevolezza e il coraggio di pronunciare questi saggi consigli lanciando a suo tempo appelli rivolti a tutti i religiosi incitandoli a pronunciarsi in merito a come si stava delineando la gestione dell'epidemia e le inevitabili nefaste conseguenze se non fossero state fatte scelte diverse.
Il monaco Bhante Dhamma Sila, abate del tempio a Reggio Calabria, in un suo video presente su youtube intitolato, da chi lo ha postato in modo volgare "anche i buddisti si incazzano" riguardo la vaccinazione covid.
L'altro, canadese di origine, appartenente alla tradizione thailandese dei monaci della foresta Ajhan Punnadhammo, che a suo tempo in un video presente sul sito Reddit dal titolo fuorviante indice di pregiudizio nei suoi confronti - "Ajahn Punnadhammo ha alcune idee strane sui vaccini covid" nel ricordare il precetto buddista del NON UCCIDERE (in presenza già dei primi morti a seguito della vaccinazione) e l'insegnamento dato dal Buddha ad un rappresentante del popolo dei Kalama (KALAMA Sutta) che lo interogava confuso a chi dovessero credere e dicesse il vero tra i maestri dell'epoca, ,il Signore Buddha gli rispondeva di non credere ciecamente ad alcuna dottrina solo perchè esposta da presunte autorità, ma indagare da se stessi e verificare quale pensiero e azione compiere tale da risultare salutare per sè e per gli altri.
Quest'ultimo Bhikkhu ha definito il comportamento dei suoi fratelli buddisti come l'aver aderito a una vera e propria DARK AGENDA..
Che questa narrazione sia stata il frutto di una abile programmazione neuro-linguistica per una gestione politica dell'intera vicenda è ormai fatto accertato. Essendo stato il movente oltre quello della brama di profitto anche quello di procedere ad un esperimento di ingegneria sociale per testare fino a che punto le persone pur di avere la certezza di non contagiarsi e salvarsi così dalla morte -come con criminale ipocrisia dichiarava sui media il sig. Draghi- fossero disposte a inocularsi in tutta fretta una sostanza ritenuta salvifica e ad accettare delle misure liberticide anticostituzionali che in una normale situazione sarebbero state rifiutate perchè improponibili.
Ma ripeto, che sia stata accettata tutta la narrazione con le misure draconiane adottate; aver sostenuto la campagna per l'inoculazione di una sostanza che fin dall'inizio procurava gravi effetti avversi tra le persone che fiduciose ne accettavano la somministrazione;
CHE A TUTTO OGGI IL MONDO BUDDISTA RIMANGA IN OMERTOSO SILENZIO IGNORANDO LE VERITA' che stanno emergendo dalla Commissione d'Inchiesta e le gravi colpe-omissioni compiute dai responsabili di governo e NON sia animata da RICONSIDERARE le sue scelte pone TUTTI I SUOI RAPPRESENTANTI MONACI PRINCIPALMENTE e LAICI come COMPLICI di quello che nei fatti è stato UN CRIMINE COMPIUTO CONTRO L'UMANITA'.
Perchè soprattutto la scelta di sostenere la campagna di quel siero raccomandandolo come atto compassionevole ha provocato in chi se lo è fatto iniettare decessi tra le varie fasce di età della popolazione, gravi disabilità fisiche e psichiche, insorgenza di malattie mai prima conosciute; scatenamento di tumori con morti improvvise e/o riattivazioni di situazioni cancerogene latenti e migliaia di persone sofferenti, abbandonate a se stesse nel non vedersi riconoscere giustizia per il male loro procurato con la sostanza in cui avevano riposto fiducia e in condizione di trovarsi senza ricevere assistenza e cure riparatrici.
Che la maggioranza dei buddisti, religiosi e laici abbia condiviso tutta la narrazione e sostenuto l'inoculazione di una sostanza rivelatasi anche scientificamente non solo inutile ad evitare il contagio ma addirittura causa di gravi disabilità e morti, DIMOSTRA CHE LE MENTI DI COSTORO, DEI RELIGIOSI PRIMA DI TUTTO, NON ERANO PROFONDAMENTE RADICATE NEL RISVEGLIO, e sono state catturate dall'Egregore, l'Energia mentale collettiva, della paura per la sopravvivenza del mero corpo materiale obliando la preservazione della dimensione psichica e spirituale.
Monaci, laici e responsabili dell' UBI inoltre hanno dimostrato di agire con menti alienate da falsa coscienza (Marx) e coscienza infelice (Hegel) essendo state completamente catturate le loro menti dall'idea egemonica che pervade la nostra società capitalistica (la gramsciana Egemonia Culturale), dalla religiosa credenza della bontà del mercato-multinazionale (Big-Pharma) nel provvedere a soddisfare la cura delle persone con i suoi farmaci e dalla fede nel suo correlato paradigma scientista nel comprovarne la veridicità.
E' da confutare quindi che religiosi e "anime belle" buddiste abbiano agito in base al principio di compassione e quello dell'interdipendenza come da loro dichiarato per giustificare le proprie scelte, perchè ANCHE QUANDO MOSSA DA BUONE INTENZIONI, SE LA MENTE NON E' CONNESSA ALLA PROFONDA SAGGEZZA - PRAJNA- AGISCE PREDA DELLE FORZE INGANNATRICI.
Non era affatto necessario essere dei virologi, con la MENTE del RISVEGLIO, la Verità e la Retta Azione sarebbero emerse naturalmente, viceversa, con la mente ottenebrata e non connessa alla Legge dell'Ordine Naturale, il RiTA, si è creduto a quanto veniva raccontato. Il RiTA rappresenta l'armonia cosmica, i ritmi biologici e l'equilibrio naturale della vita e della salute.
Isolamento, utilizzo di un siero genico, protocolli standardizzati, con la conseguenza di attentare alle difese naturali dell'organismo, hanno rappresentato un vero e proprio crimine nei confronti degli esseri umani.
"Per fare trionfare il male non basta che i buoni non agiscano:(una parte dei buddisti è stata ignava) ma che accettino il male come bene".
C'è da auspicare che L'INTERO MONDO BUDDISTA, per come si è comportato possa essere animato da HIRI - VERGOGNA MORALE PER LE AZIONI NON DHARMICHE - sbagliate se non dannose compiute danneggiando gli altri e compiere PRATICA DI PENTIMENTO come contemplato dal Buddha Dharma per estinguere nella stessa loro vita tutto il karma negativo creato.
Un'altra possibile spiegazione per capire perchè il mondo buddista si sia comportato in tal modo può risiedere nella trasformazione che il Buddha-sasana - come sarebbe più corretto definirlo piuttosto che buddismo - ha subito nel contesto occidentale. Per tale scopo ho trovato efficace avvalermi di un termine che ho trovato sul sito Il podcast del Buddha Imperfetto" cosa è il non buddismo".
E' un termine coniato dallo studioso praticante zen Glen Wallis che a sua volta lo ha ripreso dal filosofo francese Francois Laruelle dal suo concetto di "non-filosofia".
Si tratta in sintesi di procedere ad una decostruzione, ad uno smantellamento per così dire dell'intero "edificio" buddista basato a detta del Wallis sul concetto di "decisione" che riguarderebbe tutte le forme di buddismo. Questa "decisione" rappresenterebbe appunto il pre-giudizio per così dire o la sovrapposizione di tutta la terminologia ed epistemologia "buddistica" applicata in origine alla realtà.
Dalle macerie così rimaste procedere poi a ricostruire una formulazione teorica ed una prassi che possa risultare funzionale e efficace per meglio comprendere gli avvenimenti del nostro tempo e agire di conseguenza conservando sempre il nucleo originario dell'insegnamento del Buddha: ridurre la sofferenza e far emergere negli esseri senzienti la Mente del Risveglio.
Alla luce di questa impostazione i "mattoni" con i quali appare edificato il buddismo odierno, appaiono non più reali ma delle illusioni.
Così come il famoso sociologo francese Baudrillard definisce la maggior parte dei fenomeni sociali attuali, personalmente riscontro che l'insegnamento del Buddha, la pratica meditativa e tutto l'edificio appunto che ad esso fa da sostegno è divenuto oggigiorno un SIMULACRO non essendo più essi reali strumenti da utilizzare per il risveglio delle coscienze e di liberazione da qualsiasi forma di potere condizionante ma piuttosto nuovo e più seducente" oppio per il popolo".
Richiamandomi sempre a Baudrillard l'attuale buddismo si può considerare quindi una IPERREALTA'.
Il fatto che sia diventato un fenomeno sociale ha comportato che i suoi fruitori ne assumessero i simboli (campane tibetane, statue di Buddha, rosari, incensi, libri e gadget vari) piuttosto che ne assimilassero il suo reale fine e contenuto, il Risveglio della Mente.
Siffatti fruitori-clienti hanno così l'occasione di costruirsi una fittizia identità - essere buddisti - percependosi e mostrandosi agli altri persone animate da benevolenza, pace interiore , saggi pensieri e comportamenti consapevoli.
Fanno da corredo miti-simulacri; quelli che riscuotono maggior successo sono: "smetti di pensare" e "rimani nel qui e ora!" secondo una ignorante banalizzazione della pratica zen oggigiorno divenuta tanto di moda.
Queste indicazioni isolate dal contesto di una pratica integrale che prevede lo sviluppo di qualità come SILA - etica, SAMADY -assorbimento in uno stato profondo meditativo - e PRAJNA- il sorgere della saggezza trascendente non dualistica - rendono l'individuo un essere decerebrato e assolutamente incosciente di essere inserito in un preciso contesto sociale storico-politico.
L'ideologia neo-liberista trova una perfetta sponda e un funzionale alleato nella pratica buddista che gli forgia un siffatto individuo. Questo spiega la benevola considerazione di cui godono i buddisti attuali in questo sistema.
Secondo l'ideologia neo-liberista il disagio dell'individuo è causato principalmente da una sua incapacità ad adattarsi al "dinamismo" della vita soprattutto nel mondo del lavoro dove è richiesta dai vertici padronali molta concentrazione per ottimizzare la produzione di beni e soddisfare la richiesta di servizi da parte degli utenti. Spopolano corsi aziendali che utilizzano tecniche meditative riprese dal buddismo per ridurre deficit di attenzione e stress da lavoro. È il grande business della Mindfullness.
Secondo l'insegnamento del Buddha la causa del dukkha, termine che viene comunemente tradotto con sofferenza ma che più propriamente indica una condizione di insoddisfazione esistenziale e di mancanza, e non solo dolore fisico, attiene alla condizione del singolo individuo che a causa dell' l'ignoranza si percepisce come un IO sostanziale piuttosto che intuirsi come un processo dinamico che prende forma mediante l'azione e la formazione costante di elementi materiali e immateriali ( NAMA-RUPA) cioè psico-fisici. Questa errata percezione di sè crea l'EGO una specie di grumo isolato e in opposizione-competizione con tutto l'ambiente circostante.
Per "procacciarsi" felicità deve ricercare e dipendere costantemente da cose, persone, situazioni della vita che gli procurino piacere e respingere ,opporsi a quelle che diversamente gli procurano dispiacere.
Questa è la sola modalità che può dare a questo EGO l'illusione di esistere.
E' lo stato di brama di questo Signore-EGO la principale causa della sofferenza intesa come irrefrenabile impulso all'azione che lega al continuo ciclo-ruota (samsara) dell'esistenza cioè l'alternarsi senza sosta di stati di " nascita e morte" non solo intesi in senso fisico ma di stati mentali che si susseguono anche nell' arco delle stesse 24 ore del giorno, condizioni di piacere e/o sofferenza.
I prodotti di questa modalità di esistenza dominata dall'ignorare la causa della sofferenza sono i cosiddetti Tre Veleni, la brama, l'avversione e l'illusione. La pratica buddista, nella sua interpretazione canonica, ha come fine la "decontaminazione" della mente da questi agenti condizionanti.
Entrambe le concezioni, quella neo-liberista e quella buddista, riguardo la condizione umana, sia pur con motivazioni diverse non contemplano quanto il tipo di sistema economico-politico-sociale sia determinante nel favorire o impedire che questi veleni presenti nelle menti degli individui possano trovare un ambiente esterno che gli sia più o meno ostile e li costringa invece a rinsaldare proprio quei veleni di cui il sistema "si nutre".
Le istituzioni sono l'incarnazione di brama di potere, avidità di profitto, repressione, censura di qualsiasi azione di cambiamento sociale e dell'illusione di vivere in un sistema democratico.
Ecco allora che l'impostazione scolastica dell'insegnamento del Buddha risulta essere, suo malgrado, funzionale al regime capitalistico-neoliberista.
Gli individui, come accennavo prima, nel seguire gli insegnamenti dei monaci, nel frequentare corsi a pagamento, nella pratica della meditazione, nei simboli- simulacri tipici (statue del Buddha, incensi ,fiori di loto , cuscini da meditazione ecc.) trovano dei surrogati di "ingredienti" a loro mancanti che inconsciamente gli fanno rimuovere, e questo riguarda trasversalmente ogni ceto sociale con le obiettive diverse condizioni materiali, la consapevolezza di vivere immersi in un sistema sociale che impedisce lo sviluppo e la coltivazione della propria dimensione spirituale, un sistema che riproduce continuamente insoddisfazione, sofferenze, conflitti e sacrifica esseri umani sull'altare del Moloch mercato.
In questo modo, vi è come la rappresentazione di una scena del teatro dell'assurdo dove, al pari del mitico Sisifo, gli individui si impegnano in una pratica come singole monadi nell'illusione di diminuire quei tre veleni di brama ,avversione e illusione che il sistema rafforza e produce in forme sempre nuove.
Adombro una paradossale immagine: quella che il buddismo degli attuali buddisti occidentali sia divenuto esso stesso quella Maya-Illusione rivelata in origine dal Buddha, rappresentando per la massa dei suoi fedeli una IPERREALTA' una sorta cioè di REALE ILLUSIONE scambiata per autentico percorso di Risveglio spirituale.
Illusione, sempre creata dall'ignorare la vera realtà dei fenomeni e dei fatti della vita, terzo dei su menzionati "veleni" della mente condizionata che, mantenendo gli esseri tutti nello stato DORMIENTE, consente a qualsiasi potere esterno di far credere alla moltitudine tutto ciò che ai suoi rappresentanti conviene . E l'esempio più esplicito è stato il periodo pandemico.
L' attuale buddismo, per la modalità con cui viene diffuso, praticato e percepito dal mondo laico malgrado l'impegno dei pur bravi monaci, appare un simulacro. Per la sua pur legittima necessità di propagarsi in occidente, si è dovuto esso dotare di un apparato istituzionale che così si è affiancato a quello dei governi in carica .L'Italia anni fa col governo presieduto da Dalema firmò l'intesa con l'Unione Buddista Italiana riconoscendone il suo ruolo e importanza sociale. E' stata e lo è tutt'ora la peculiarità del buddismo quella di adattarsi ai contesti economico-politici là dove si afferma.
In occidente, a contatto con il sistema capitalistico neo-liberista, inevitabilmente ne ha accettato il paradigma dominante e, salvo qualche generica critica di circostanza, non ne ha mai messo in discussione la sua sopravvivenza al fine di un suo radicale cambiamento. A conferma di ciò riporto la citazione che molti anni fa fece un rappresentante storico del buddismo di tradizione zen Suzuki Daisetu (1870-1966) " il buddismo zen può trovare la sua dimora in qualsiasi regime politico sia esso democratico, socialista o fascista"... A mia memoria mai nessuno tipo di buddismo c'è stato in un paese socialista mentre lo zen è stato presente nel Giappone totalitario.
La conseguenza di questa mancanza di critica radicale del sistema politico che invece viene svolta da alcuni esponenti del cosiddetto Engage Buddism ( vedi l'accademico praticante lo zen David Loy con il suo libro" DENARO; SESSO GUERRA, KARMA, appunti per una rivoluzione buddista ed. Ubaldini) produce il fenomeno di cooptazione dell'intero mondo buddista nel sistema di dominio capitalistico, mondo buddista che a stragrande maggioranza, forse suo malgrado, veste le spoglie di una ideologia che neutralizzando qualsiasi coscienza critica per un cambiamento dello status quo dà forma a una doppia forma di coscienza alienata e alienante negli individui, quella che Marx e Hegel hanno definita rispettivamente falsa coscienza e coscienza infelice:
la prima, quella di credere di vivere nel migliore dei mondi possibili quello capitalistico con il misconoscimento che si tratta di un sistema basato invece sui summenzionati tre veleni di brama avversione illusione;
la seconda, quella di trovare una fantomatica liberazione dalla sofferenza del vivere praticando la miglior forma di "religione" non dogmatica dispensatrice di gioiosa benevolenza e saggezza facendo obliare di vivere invece immersi in un sistema che costantemente alimenta e riproduce in forme sempre nuove ignoranza, sofferenza, conflitti, situazioni di emergenza.
(Per una strana coincidenza che potrebbe far riflettere la predicazione di valori universali quali la compassione, la moralità, la pace, la resilienza, certo relativismo dei concetti di bene e male, il concetto di fratellanza universale e non ultima la tendenza a divinizzare il Buddha, viene condivisa da certa storica Massoneria.. Periodicamente avvengono amichevoli incontri tra un esponente del buddismo tibetano un lama italiano e un rappresentante del grande oriente d'Italia nel corso dei quali il lama buddista conferma le molte, a suo dire , affinità esistenti essendo entrambe, la buddista e la massonica, vie iniziatiche -!!??-).
In base alle considerazioni svolte ritengo che la "deformazione" che ha subito il buddismo adattandosi ai tempi attuali consista oltre a essere scaduto a mero psicologismo, nell'essersi sempre più caratterizzato come una IDEOLOGIA e come tale essere apologetico e autoreferenziato.
Questo atteggiamento è riscontrabile sia come lo predicano i monaci sia per come lo assumono i laici. In quanto ideologia impone la sua struttura ermeneutica con cui interpretare l' intera realtà (una sovrastruttura) che così viene a costituirsi come una sorta di GABBIA INTERPRETATIVA CHE NON CONTEMPLA APPORTI CRITICO-DIALETTICI provenienti da discipline che forniscono diverse interpretazioni ma solo quelle che ne confermano o ne "lusingano" l'impianto ideologico.
Un esplicito esempio che ritengo sia particolarmente significativo da fare perchè può risultare "illuminante" del contesto della "pandemia" è come sono stati concepiti i concetti di ZOE' e BIOS. ZOE' è la nuda vita, il ciclo biologico elementare dell'animale e dell'uomo ( il respiro, la nascita, la morte). BIOS la vita sociale, la qualità della vita, la condotta della persona all'interno della polis, la comunità politica. E' importante ricordare che il governo in Italia con la motivazione di limitare la diffusione del virus ha istituito lo stato di emergenza nazionale, arbitrariamente però perchè questo provvedimento è previsto solo dalle norme della Protezione Civile per le gravi calamità naturali.
Ma siccome la narrazione che è stata diffusa era che ci si trovava a combattere una GUERRA CONTRO IL VIRUS, il governo, seguendo il diktat dell'OMS, ha avuto buon gioco nell' instaurare lo STATO DI ECCEZIONE in cui (come ricorda Carl Schmitt) viene sospeso l'ordine giuridico normale compresi i diritti e le libertà dei cittadini al fine di difendere lo stato da un presunto grave pericolo.
ZOE', la vita biologica dell'uomo è considerata fatto privato a differenza della BIOS che rimanda alla sfera pubblica. L'esperienza pandemica ha mostrato che la ZOE' è stata catturata e controllata dal potere politico. Il filosofo Giorgio Agamben che ha trattato i due termini ZOE' e BIOS nel contesto pandemico di misure di contenimento sanitario (lockdown, coprifuoco , distanziamento e green pass) così si è espresso: "C'è stata, anche perchè così imposta, accettazione sociale della separazione tra ZOE' (sopravvivenza biologica) e BIOS (vita politica, spirituale e affettiva). Per paura di ammalarsi, l'umanità ha accettato di rinunciare a tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta, relazioni, cultura, culti religiosi ,legami affettivi.(esecrabile è stato che le persone decedute non hanno potuto ricevere l'ultimo conforto dai propri cari nè benedizione alcuna, sono morti in solitudine, messi in sacchi neri e bruciati).
Se i buddisti nostrani non fossero rimasti rinchiusi nella loro Gabbia Concettuale "buddistica" avrebbero potuto recepire ad esempio questo apporto di consapevolezza che avrebbe loro evitato di risultare complici, assieme al potere politico del governo, nel gestire in chiave BIO-POLITICA, di foucaltiana memoria, gli anni della pandemia e tutte le persone coinvolte. Siddharta Gautama si è risvegliato realizzando la vera realtà dei fenomeni con la sola pratica intensa della meditazione dopo estenuanti pratiche ascetiche che stavano per condurlo alla morte.
Non rimanendo soddisfatto dalle dottrine che circolavano ai suoi tempi fra i maestri che frequentò si determinò a cercare da se stesso la verità. Questa fu l'attitudine che lo contraddistinse, quella di non credere ciecamente ad alcuna verità codificata in un sistema o perchè predicata da presunte autorità.
La conferma di questa prassi la si ritrova lucidamente espressa nel discorso rivolto al popolo dei kalama, il KALAMA SUTTA.
La formulazione di quelli che sono i tradizionali insegnamenti, le Quattro Nobili Verità, l'Origine Condizionata dei Fenomeni, le Tre Caratteristiche dell'Esistenza, sono stati il frutto del suo SAMADY, l'assorbimento nel profondo stato meditativo. Nessuna adesione quindi ad alcun sistema, nè coerentemente il Buddha ha mai inteso fondare un Buddismo nè come ideologia nè come sistema al quale credere ma lo ha indicato come un sentiero da percorrere unicamente se ritenuto giovevole; EHIPASSIKO "Vieni e Vedi".
Nel momento della sua dipartita da questo mondo, Mahaparinirvana, così egli ammoniva volendo consolare coloro che assistendolo erano rattristati perchè avrebbero perso la loro guida: " SIATE ISOLA-LAMPADA A VOI STESSI; CHI PRATICA IL DHARMA VEDRA' ME SEMPRE!".
Ciò che il Signore Buddha ha rivelato sotto forma di insegnamenti rappresenta quindi, per la mia esperienza come ex monaco tutt'ora praticante del suo Dharma e che vive in questo mondo, una efficace GNOSEOLOGIA, una griglia per conoscere e interpretare l'intera realtà dei fenomeni; ciò che siamo noi realmente e come possiamo vivere riducendo progressivamente la nostra ignoranza, rischiarare e testimoniare la Mente del RISVEGLIO che sola può mantenerci liberi da qualsiasi potere politico, ideologico, religioso.
Il famoso Maestro della tradizione CHAN LIN CHI così incitava i suoi discepoli: "SE INCONTRI IL BUDDHA UCCIDILO"!!
Ex monaco Maurizio xing wu.
09.08.2026
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oriundo2006 11 agosto 2026
''..nessun tipo di buddismo c'è stato in un paese socialista ..'': i Buriati ed altri nella Russia sovietica. In Cina alcune minoranze di origine tibetana e mongola aderiscono ad un 'buddismo di stato'.
Probabilmente l' impostazione dell' articolo e' erronea: dedurre dal contesto politico, storico e sociale i motivi per verificare una adesione o non adesione al percorso del Dharma, deduzione pero' innestata su mentalita' relativa a temi politici gia' preordinati.
E' una specie di loop.
In ogni caso la pratica e' bene ricordarlo, e' specificatamente individuale ma anche collettiva. Il Sangha e' l' elemento della triade religiosa 'esterno' con tutte le implicanze 'occidentaliste' che l'articolo individua.
Ma appunto qui in occidente si innesta su temi e situazioni che buddiste non sono e non sono mai state ( forse solo ai tempi della Gnosi ).
Non possiamo giudicare un culto non-occidentale sulla base della sua adesione o non adesione all' occidente. Questo vale anche per l' Islam. Troppo differente e' il panorama mentale, troppo diverse le motivazioni individuali, particolarmente 'soggettiviste' nel caso del buddismo, troppo lontani i Maestri quando non consenzienti per ragioni 'politiche anche solo di 'facciata', troppo distante anche il riferimento ai canoni dei Precetti.
Secondo la mia esperienza personale, per quello che puo' valere, il rifiuto c'e' stato, quantomeno a livello intimo.
Questo vale anche per la stragrande maggioranza dei nostri cittadini che spesso si sono piegati all'abuso solo per non perdere il lavoro.
In Covid ha costretto chiunque a porsi di fronte a scelte esistenziali drammatiche. E pazienza se dall' 'alto' non sono arrivate scelte coerenti col Messaggio, quando invece sono arrivate le opposte, fatte da persone troppo desiderose di farsi 'accettare' in un mondo estraneo.
Tutto sommato, il Covid e' stata una cerimonia di 'apertura degli occhi' per tutti, consenzienti o meno.
Produrra' i suoi effetti nel tempo.