Black Axe, l’orrore che ignoriamo

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Un fenomeno preoccupante e largamente diffuso sul territorio italiano, anche se ampiamente sottovalutato è quello della mafia nigeriana. L’episodio di Roma San Lorenzo, del truce omicidio della povera Desirée, come quello precedente di Pamela a Macerata, violentata, uccisa e fatta a pezzi dai nigeriani, sembrano confermare l’allarme. Del resto il presunto quarto assassino della ragazza di Roma, Salia Yusif, in fuga dalla polizia, aveva lasciato Roma per tornare a Borgo Mezzanone, nel Foggiano, dove aveva già soggiornato fino al 2014 presso il C.A.R.A. Si era anche tagliato i capelli per non farsi riconoscere e viveva nella baraccopoli adiacente, ove è sorto  un insediamento di immigrati che non hanno più titolo ad essere ospitati all’interno della struttura, e dove la mafia nigeriana ha creato dei potenti feudi di controllo sull’intera area.

Li chiamano «cult», dominano il racket da Torino a Palermo, tengono legami anche con i clan di Ballarò. «Ho fatto tre informative a tre procure diverse, Roma, Bologna e Palermo, interessate al fenomeno che si sta espandendo a macchia d’olio in tutta Italia e tutta Europa», ha detto alla Commissione parlamentare sulle periferie il commissario della municipale Fabrizio Lotito. Gerarchia mafiosa, riti d’iniziazione, cosche: «Torino è la città con il maggior numero di immigrati nigeriani, a ruota segue l’Emilia Romagna. Le nostre indagini su questo fenomeno mafioso vedono come attori principali i ‘cult’, nati nelle università nigeriane degli anni Settanta, poi evolutisi fuori e giunti anche in Italia».

Probabilmente anche l’agguato dello scorso settembre ai giardini Alimonda di Torino contro due poliziotti antidroga circondati e pestati da una trentina di spacciatori africani, dimostra la violenza del fenomeno. La mafia nigeriana comanda ormai in molte periferie italiane, anche in quel corso Giulio Cesare così multietnico che gli ultimi bottegai locali espongono in vetrina il cartello «negozio italiano».

 

 

Black Axe, Maphite, Supreme Eiye Confraternity, Ayee sono nomi di «cult» che riempiono ormai da anni le cronache giudiziarie, molto bene lo sanno gli inquirenti e gli abitanti delle zone più interessate, il fenomeno però è meno conosciuto per l’opinione pubblica. Le prime vittime dei «don» (i capi) sono ragazze nigeriane vendute come schiave e giovani nigeriani (baseball cap) ridotti a elemosinare davanti ai bar delle grandi città per ripagare debiti di famiglia contratti in Nigeria.

Il traffico di giovani nigeriane verso l’Europa, che diventano schiave del racket e di riti vudù,  è in continua ascesa. Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), in Italia nel 2014 sono arrivate dalla Nigeria, via mare, 1.450 donne, 5.600 nel 2015, oltre 11.000 nel 2016, in buona parte minorenni. Il 2017 sembra confermare il trend, con 4.000 ragazze sbarcate nei primi sei mesi dell’anno. Le stime di OIM dicono che l’80% delle giovani in arrivo dal Paese africano è destinato alla prostituzione. Le nigeriane sono diventate una fetta consistente del mercato italiano che vale 4 miliardi di euro all’anno: il 55% delle prostitute in Italia sono straniere e il 36% di loro è di nazionalità nigeriana (Istat). L’85% delle prostitute nigeriane proviene dalla stessa città: Benin City, l’hub africano della prostituzione.  

Il traffico degli esseri umani è una delle sue più importanti fonti di sostentamento, con introiti che non sfamano diversi strati della popolazione, comprese le famiglie delle vittime. «Ti chiamano trafficante e vogliono processarti», dice Exodus che per venti anni ha vissuto tra Benin City e la Libia e si è arricchito grazie alla tratta. «Guardiamo però alle operazioni del Naptip: arrestano un trafficante, ma poi si scopre che la famiglia era coinvolta, era d’accordo. Quindi anche loro sono trafficanti. E il passeur non è un trafficante? I poliziotti? La polizia prende i soldi dalle persone e permette loro di andarsene. Vuoi dirmi che non ci sono poliziotti nelle città al confine con il Niger? Vuoi dirmi che non ci sono funzionari dell’immigrazione? Vuoi dirmi che non ci sono posti di blocco? Dove sono tutti, dormono? E i giudici? Anche loro trafficanti! Le Ong? Ti dico solo una cosa: soldi, soldi, soldi. In America dicono ‘Money talks, bullshit walks’».

Exodus dice di non sentirsi in colpa, anzi di considerarsi un benefattore perché ha aiutato i suoi concittadini ad andarsene da un Paese povero e corrotto, inoltre secondo lui Tv, giornali e social media spaccerebbero dati gonfiati sulle morti «Nessuna delle ragazze che ho portato in Libia è mai morta nel Sahara. A non farcela sono le persone che partivano già malate». Purtroppo non è così, come dimostra anche l’ultimo ritrovamento, a novembre 2017, di 26 corpi senza vita di donne arrivate a Salerno, tutte di nazionalità nigeriana. Comunque non esiste un boss in questo business, dicono sia lui che il comandante del Naptip, là chiunque può diventare un trafficante, basta conoscere delle ragazze che vogliano partire e non serve nemmeno sforzarsi troppo per convincerle.

È un errore di valutazione dunque sottovalutare la mafia nigeriana, perché interessa almeno venti città (Torino e Bologna in testa) e dieci regioni coinvolte nella sua rete, e che conta in giro per il mondo trentamila affiliati in quaranta Stati.

Al Sud dove le mafie autoctone mantengono il controllo militare, la mafia venuta da Benin City ha stretto patti, come a Ballarò. Al Nord picchia duro: nel 2017, su 12.387 reati firmati dalla criminalità nigeriana (un quinto di quelli commessi da tutti gli stranieri da noi), 8.594 avvengono al Nord, 1.675 al Centro, 1.434 al Sud, 684 nelle Isole.

A Torino si è aperta l’operazione dei carabinieri Athenaeum, che documenta il legame tra Maphite e Eiye. Giovanni Falconieri sul Corriere di Torino ha raccontato di un pentito che descrive i Maphite in termini sconvolgenti: «Sono sbarcati a Lampedusa e la gente ha paura di loro… Non hanno rispetto per la vita».

Poi il giudice torinese Stefano Sala, in quasi 700 pagine di ordinanza, motiva le sentenze su 21 membri di Eiye e Maphite: «I moduli operativi delle associazioni criminali nigeriane sono stati trasferiti in Italia in coincidenza con i flussi migratori massivi cui assistiamo in questi anni» (…), «tra gli immigrati appena sbarcati vengono reclutati i corrieri che ingoiano cocaina».

Se Torino è la nostra città più permeata dalla migrazione nigeriana, Bologna è considerata «la capitale» del cultismo, lo spaccio nella centrale Bolognina e nelle periferie è da anni in mano ai Black Axe. Ma le ordinanze che si moltiplicano, con le operazioni di carabinieri e polizia, descrivono un’onda assai più lunga: Black Axe, a Palermo, 2016; Aquile Nere, Caserta, stesso anno. Cults, a Roma, 2014. Niger, Torino 2005. Ancora Black Axe, Castello di Cisterna, Napoli, 2011.

«Noi siamo nate morte», raccontano le schiave nigeriane della Domiziana al sociologo Leonardo Palmisano in un libro di prossima uscita «Ascia Nera».

Nella «pista» di Borgo Mezzanone (Foggia) incomincia la bidonville dei migranti, Ogni giorno tirano su nuove baracche, sorte tra montagne di rifiuti, roghi di plastiche, fumi neri, prive di bagni, dove le ragazze appena arrivate sostano davanti al bordello.

 

 

Una vera e propria bidonville «il Ghetto» dei migranti, di cui nessuno sa niente in Italia, se non gli abitanti della zona, preoccupati per alcune bande nigeriane che controllano il territorio, dove la legalità è sparita da un pezzo e gli episodi di violenza minacciano quotidianamente quella terra di nessuno.

I militari presidiano il Cara, ma qualche metro più in là la baraccopoli ha una vita propria, e così un docente ammette «Qui i problemi sono troppi. Si mischiano diverse forme di illegalità. Diversi tipi di migrazione. Siamo soli, abbandonati, inascoltati. Qui manca tutto, bisognerebbe ripristinare la legalità ad ogni livello».

Naturalmente i media globalisti cercano di oscurare queste notizie, zitti e mosca sulla nuova mafia nigeriana, che attraverso l’immigrazione fuori controllo di questi ultimi anni è approdata in Italia ed ha tutta l’intenzione di usare il nostro Paese come terra da sfruttare, per poi dilagare in tutta Europa. Il business è già radicato sul territorio e attraverso l’esportazione del crimine, della violenza contro le donne, dello spaccio di droga, garantisce non solo l’aumento del tasso di criminalità, ma anche di aggiungere un altro nuovo rischio per una serena convivenza urbana, in una società sempre più multiculturale.

 

Nonostante Gad Lerner dica un’altra cosa «Dopo Pamela, guardiamo attoniti la vita e la morte di Desirée: dipendente da eroina, figlia di spacciatore italiano e madre 15enne, vittima di pusher immigrati. Vicende tragiche che dovrebbero suggerirci qualcosa di più e di diverso dall’odio razziale».

Credo che Gad, da buon radical chic, collezionista di rolex, cerchi di scaricare le responsabilità di chi ha permesso che le periferie delle città italiane venissero infestate dalla presenza della mafia nigeriana, tanto che intere strade sono ormai infestate dallo spaccio di droga e dalla prostituzione h24. Il nostro buonista globalizzato condanna l’odio razziale, ma non ha tenuto conto che può esistere un ‘razzismo’ naturale, di chi cerca di difendersi dall’invadenza di un’immigrazione fuori controllo, come quello degli animali che marcano il loro territorio, e quindi sono pronti a difenderlo da qualunque ingerenza esterna, e c’è un ‘razzismo’ culturale, indotto da archetipi che si perdono nella notte dei tempi (KG Jung, Gli archetipi dell’inconscio collettivo).

Nessun odio razziale quindi, ci basterebbe non assistere più a queste orribili vicende, e poter garantire anche la sicurezza delle donne italiane per le strade delle nostre città, ma ormai non credo sarà più possibile per molto tempo ancora.

 

Rosanna Spadini

Fonte: comedonchisciotte.org

28.10.2018

 

 

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Svevus
Svevus
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

Per farsi una pallida idea della cultura così tanto rispettata da Lerner, Francesco & c. consiglio di vedere su Google Images : nigeria dismembered women.

cristina
cristina
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

Le mafie italiane -massomafia- hanno dato spazio ( sodalizi ) alle mafie non italiane e se quella nigeriana è molto presente in italietta è perché hanno degli aspetti simili con la cultura italiana (femminicidi prostituzione stupefacenti cannibalismo pedofilia), facendo focus sull’italia centrale (2a in classifica dai dati pubblicati) trascrivo un altro fatto grave accaduto nella cittadella macerata dove hanno ucciso Pamela Mastropietro in un condominio, nel 2008 una ragazzina minorenne denunciò ( 3 volte – magistratura maceratese ) un traffico del quale lei era vittima, sfruttamento sessuale (orge) verso minorenni e citava la massoneria maceratese che usava (comprava) cocaina prendendola da nigeriani presenti nel territorio. Le denunce vennero pubblicate online e archiviate. Misero un video online e nel traffico era coinvolto anche il suo ex, un maceratese (italiano come lei). Citava avvocati, poliziotti e non ricordo quale altre professioni e diceva che erano persone conosciute nella cittadella macerata che è massonica infatti la massoneria maceratese venne citata anche da un cdg (collaboratore di giustizia) che viveva sotto copertura in macerata, citata perché coinvolta nei malaffari ( mafia ) del maceratese e nella triade massomafiosa interregionale italiana : Sicilia Calabria e Regione Marche. Sono stati pubblicati diversi articoli da giornali diversi.… Leggi tutto »

MONDO FALSO
MONDO FALSO
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

Anche gli italiani come anche qualsiasi altra razza umana stuprano e uccidono

Rosanna
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

Ritratti di chi vive lungo la Via Tiburtina, tra casinò, edifici occupati e sgomberati, degrado e cittadini che protestano. Notte nella fabbrica dell’ex Penicillina – Ecco dove viveva il presunto assassino di Desirée. Il video seguente lo mostra in maniera dettagliata.
https://www.youtube.com/watch?v=bAUh7ClgkcQ&fbclid=IwAR2G19evst0WecnaVeEcisKU9KmKPTtG6N5nLvqd4cYroBPAXofFQnXdWb4

Marco Echoes Tramontana
Marco Echoes Tramontana
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

Finalmente possiamo dire che la colpa è del Partito Democratico aka PD. Bene ma come risolviamo la crudeltà umana che è la vera democratica?

ZioRorry
ZioRorry
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

Secondo me il problema della prostituzione o dello spaccio non è tanto di un controllo della mafia(anche se poi la n’drangheta fa passare l’80% della cocaina europea dal porto di gioia tauro tutti chiudono un occhio), quanto secondo me è il livello di anomia e disgregazione sociale che abbiamo raggiunto. Viviamo in una società malata dove si è permesso alla legge di mercato di regolare ogni aspetto della nostra vita…penso che se non riusciamo a liberarci al più presto del paradigma capitalista per cui il più forte prevarica sul più debole la nostra società morirà per entropia

a tenti
a tenti
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

Mettiamo il caso che la ragazzina in questione fosse stata una teenager ebrea nella Berlino degli anni ’30, una ragazzina libertina e a cui piaceva l’oppio,magari con una situazione famigliare difficile(mica gli ebrei son tutti ricchi, ce ne sono anche di sfigati:-)),mettiamo che a questa ragazzina la droga la forniva un membro della Hitler-Jugend e mettiamo che un giorno durante lo scambio 6,7 o 10 amici del giovinotto decidano di divertirsi con l’ebrea fino ad ucciderla, la domanda che mi faccio è “il sig.Gad Lerner cosa avrebbe scritto a quei tempi?”
Anzi più semplicemente mettiamo che la fine di Desiree fosse toccata in sorte ad una ragazzina nigeriana per mano di un branco di italiani tutti con storie di famiglie disastrate alle spalle…dove si sarebbe focalizzata l’arguzia del sig.Lerner?

Dag
Dag
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

era un po’ che non venivo su questo sito e devo dire che ormai è stato raggiunto un livello di ignoranza veramente preoccupante… l’articolo comincia accostando 2 omicidi che hanno sì qualche punto in comune ma che sono profondamenti diversi nelle modalità, imputandoli entrambi alla mafia nigeriana (se ricordo bene solo uno degli africani arrestati è nigeriano, 2 sono senegalesi e l’altro non ricordo…) e nessuno dei commentatori che lo faccia notare, tutti a dare la colpa all’immigrazione oltre tutto facendo anche dei ragionamenti fuori dalla logica: questi mafiosi nigeriani, così potenti da soppiantare in italia la mafia autoctona (!) rischierebbero la vita su un barcone (o pensate che i naufragi e i morti siano invenzioni di Soros e del PD???) invece che venire tranquillamente in aereo con un visto turistico e magari anche con documenti falsi forse non sapete che in molti paesi africani o hai soldi o hai conoscenze e allora puoi farti rilasciare i documenti, fare i visti, ecc., se non hai abbastanza soldi nè conoscenze ti resta la strada del trafficante, vai in Libia, ti fai schiavizzare aspettando che ti carichino su una bagneruola piena di gente, con pochissima acqua, cibo e benzina ma ormai molti… Leggi tutto »

Dag
Dag
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

addirittura si esce allo scoperto senza più vergogna difendendo un razzismo “naturale”!
invocando la sicurezza delle donne italiane! (e delle straniere chi se ne frega!)
come se prima di questa ondata migratoria le donne italiane fossero sempre al sicuro, specialmente tra le mura di casa…!
veramente allibita dal basso livello raggiunto…
questo è il vero problema dell’italia, l’ignoranza degli italiani!

Giuliano
Giuliano
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

A quelli che ‘tanto anche gli italiani stuprano e uccidono ‘ direi che non conviene bere acido solforico solo perché il mal di pancia tanto ce l’avevi gia’. Sapete, le cose peggiorano…. Ottimo articolo.

Dag
Dag
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

Modifica: non so se ho compreso bene il problema dell’aver messo il link… in ogni caso quello incollato sotto è un estratto alla seconda parte di un articolo di Wu Ming sulle teorie del complotto in generale e in particolare su quella conosciuta come Qanon L’ho postato perchè mi sembra che si addica anche a questa discussione in cui problemi gravi (tra l’altro preesistenti all’ondata migratoria degli ultimi anni) come l’abuso di droga e alcool, la violenza che comprende anche lo stupro, , l’abuso verso ragazzine che evidentemente hanno dei problemi seri (che sono molto complessi e comprendono la famiglia, l’ambiente in cui sono cresciute e altro ancora) venga ricondotto semplicisticamente a un problema di troppi stranieri, addirittura forzando la realtà e dipingendolo come un omicidio rituale della mafia nigeriana solo perchè uno dei sospettati è nigeriano…. “Il paradosso è che a difendere lo stato delle cose sono proprio le teorie complottiste. Nell’aprile del 2018 la rivista scientifica Political Psychology ha pubblicato uno studio dal titolo Blaming a few bad apples to save a threatened barrel: the system‐justifying function of conspiracy theories (Incolpare poche mele marce per salvare un cesto in pericolo: la funzione delle teorie del complotto è giustificare… Leggi tutto »

WM
Reply to  Dag
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

@disqus_5ykkyF5eAl:disqus I links vanno descritti secondo le regole.
Modifica il commento o lo devo cancellare.
Grazie.

Pimander
Pimander
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

In Camerun ho lavorato una decina d’anni dalla fine degli anni 80. Li spesso sconfinavano dei Nigeriani di etnia Yoruba. Tra loro c’erano sempre degli “hyena men” di natura particolarmente aggressiva nel senso che non sono personcine remissive bensi dei guerrieri nati, un po’ come gli zulu e al pari dei pigmei che sono cacciatori abilissimi ed i masai grandi allevatori. Questi gruppi sconfinavano spesso in Cameroon per condurre i loro affari piu’ lucrosi, che sono ovviamente quelli fuorilegge. A loro tutela e garanzia di inavvicinabilita’, si portavano dietro, al guinzaglio fortunatamente, delle iene (provateci voi ad addomesticare una iena, se vi riesce), tanto che i poliziotti Bamileke si guardavano bene dal farsi vedere in giro. Ora, con questo non voglio in alcun modo puntare il dito contro tal comportamento ma semplicemente fotografarlo. Il dito, invece, intendo puntarlo contro il vezzo di esprimere giudizi pur avendo conoscenze pari a zero della materia su cui si esprime un giudizio sugli altri. Tornando all’articolo, si deve tenere conto che la giustizia Italiana, i metodi della polizia Italiana, la CIVILTA’ Italiana non possono applicarsi a comportamenti e modelli culturali di quel tipo: se ne esce sconfitti…e c’e’ chi ancora non capisce una cosa… Leggi tutto »

ettore
ettore
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

Ma qualcuno può spiegarmi come diamine ha fatto il PD a scegliere di difendere questa accoglienza e di farsi spernacchiare dal 93% degli italiani?

Divoll79
Divoll79
26 Gennaio 2019 , 2:00 2:00

L’unica soluzione e’ quella drastica. Retate ed espulsioni di massa. Ci chiamino pure razzisti, non e’ con le parole che ci si salva. Siamo in presenza di un male estremo e distruttivo. Non e’ umanita’ quella di lasciarsi ammazzare e permettere che il proprio paese venga distrutto.