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ANIMALI TRANSGENICI: IL CIBO GENETICAMENTE MODIFICATO

E’ VICINO ALLA TUA TAVOLA

DI MEGAN OGILVIE
Toronto Star

I maiali, dal pelo rosa pallido ed irsuto, trotterellano attorno al recinto, fermandosi ogni volta per grufolare nei loro giacigli.
Grugniscono, strillano ed agitano le loro corte code svolazzanti. A tutti e tre piace una forte grattata sulla groppa.

In tutto e per tutto, questi grugnitori dall’ampia schiena sono come gli altri maiali Yorkshire che stanno dall’altra parte della stalla.

In tutto tranne per il salmastro letame verde che fuoriesce dal loro didietro. Ed il filamento di DNA di topo che è stato immesso nei loro cromosomi di maiali.

Sono Enviropigs, sviluppati dai ricercatori all’Università di Guelph al fine di produrre rifiuti ecologicamente benefici per l’ambiente. I maiali col marchio di fabbrica sono solo alcuni delle dozzine di animali geneticamente modificati negli istituti di ricerca in tutto il mondo, i cui geni sono stati alterati per dare beneficio all’uomo. E, grazie a una recente iniziativa negli Stati Uniti, gli “Enviropigs” potrebbero essere i primi ad arrivare sul piatto della tua cena.Due mesi fa, la “ Food and Drug Administration” ha realizzato un abbozzo di linee guida che descrivono come i cibi geneticamente modificati saranno regolamentati. L’agenzia, che ha chiesto al pubblico di confrontarsi con le proposte, ha chiuso martedì il periodo di 60 giorni per raccogliere i commenti.

I regolatori sono ora impegnati a passare al setaccio le migliaia di commenti, molti dei quali sollevano dubbiosi interrogativi sulle cosiddette supercarni che si trovano al supermercato.

Per come sono ora le linee guida, le compagnie non devono compiere esperimenti su umani per testare la sicurezza delle carni transgeniche. Ma non devono neppure segnalare in maniera particolare quei prodotti che provengono da animali geneticamente modificati. E molti consumatori sono indignati dal fatto che le carni transgeniche possano finire nel loro carrello della spesa senza che ne siano a conoscenza.

A dispetto delle preoccupazioni, gli esperti affermano che il documento già anticipato della FDA (Food and Drug Administration), il primo nel suo genere realizzato da un governo federale, sarà un catalizzatore al fine di trasferire bestiame geneticamente modificato dalle aie sperimentali al supermercato.

I fautori degli animali transgenici- sia che essi siano pesci che crescono in fretta, latte speciale prodotto da mucche e capre o carne di porco “salutare per te” prodotta da maiali, annunciano il presagio di una nuova era per la produzione del cibo. I funzionari della FDA affermano che gli animali geneticamente modificati rappresentano una grande promessa per migliorare la medicina umana e l’ambiente. Gli “Enviropigs” creati in Canada, per esempio, potrebbero far pulizia nelle fattorie di maiali di tutto il mondo riducendo drasticamente la componente più inquinante trovata negli escrementi degli stessi suini.

Ma qui in Canada, i funzionari devono ancora esporre come intendono regolare il numero degli animali geneticamente modificati, cosa che metteranno in atto presto dopo che le linee guida degli Stati Uniti saranno già state definite. Un portavoce della “ Health Canada”, l’agenzia responsabile della definizione di queste linee guida, ha affermato che i funzionari sono in contatto con la FDA sulla questione. Finché i regolamenti resteranno in vigore, i cibi derivati da animali transgenici verranno proibiti – anche se approvati dalla FDA.

Per Cecil Forsberg, uno degli scienziati dell’Università di Guelph che hanno sviluppato gli “Enviropigs” l’abbozzo delle linee guida della FDA apre la porta agli investitori aziendali interessati al loro animale marchiato e registrato. Egli afferma che le compagnie che producono cibo sono state lente nel sostenere gli animali geneticamente modificati in assenza di un chiaro processo di omologazione.

“L’industria non è sicura di cosa sia necessario” ha detto. “ Senza speranza di omologazione, gli animali transgenici potrebbero rappresentare un pozzo senza fondo in cui viene buttato il denaro”.

Il primo “Enviropig” è nato nella fattoria dell’Università nel 1999. A differenza del resto della figliata, il porcellino aveva una proteina batterica, chiamata gene “phytase”, collegata con un filamento di dna di topo bloccato nel suo cromosoma. Gli scienziati speravano che il gene “phytase” avesse permesso al maiale di produrre un enzima che l’avrebbe aiutato a digerire meglio una componente fosforica, un nutriente vitale nel loro cibo. Il filamento di DNA di topo fu usato per velocizzare l’inizio della produzione di “phytase” nel sistema salivare del maiale.

L’ingegneria genetica funzionò.

Gli “Enviropig” sono in grado di digerire la componente fosforica in maniera più efficiente, e ciò significa una minor presenza di elemento fosforico – fino al 60% in meno rispetto ai maiali normali – nei loro escrementi. Ciò, di conseguenza, significa che meno componente fosforica colerà dal concime dei maiali, fonte di fertilizzanti per i contadini, nei laghi d’acqua dolce e nei ruscelli dove può generare un dilagare delle alghe ed uccidere pesci.

Forsberg afferma che gli “Enviropig” potranno costituire una pregevole alternativa ai maiali convenzionali, specialmente da quando la maggior parte delle industrie che si occupano delle fattorie di maiali operano su vasta scala e lasciano una profonda impronta ambientale.
Lo scorso anno, i contadini dell’Ontario hanno allevato 3,9 milioni di maiali, ciascuno dei quali era in grado di produrre fino a 450 kg di escrementi ogni 6 mesi.

“Sentiamo che tutto ciò ha un significato di interesse globale”, afferma Forsberg.

Lui ed i suoi colleghi hanno già sottoposto varie parti della ricerca sugli “Enviropig” alla FDA.
Dicono di avere una sufficiente quantità di prove per affermare che gli “Enviropig” sono sicuri da mangiare, dato che le analisi chimiche hanno dimostrato che la composizione del tessuto dell’animale è la stessa di quella dei maiali Yorkshire, e che la proteina batterica introdotta non è stata trovata in alcun tessuto suino destinato all’alimentazione umana, come il prosciutto, la lombata, il cuore e la pelle.

Essi hanno anche dimostrato che la caratteristica modificata dall’ingegneria è passata con successo alla prole, che l’ingegneria genetica non nuoce ai maiali, e che gli “Enviropig” non danneggiano in alcun modo l’ambiente. Queste valutazioni sono tra quelle richieste dalle linee guida della FDA.

Nessuno può dire per certo quando, o se, l’“Enviropig” verrà approvato, ma gli esperti dell’industria predicono che sarà uno dei primi animali transgenici permessi negli stati Uniti, forse nel 2009. La FDA ha intenzione di regolamentare gli animali geneticamente modificati nello stesso modo con cui regola i nuovi farmaci animali. I funzionari valuteranno ciascun nuovo animale su base individuale e continueranno a monitorarlo per la sicurezza anche una volta approvato. I prodotti che risulteranno non sicuri saranno ritirati dal mercato.

Gli scienziati che sviluppano gli animali transgenici affermano che le linee guida proposte dalla FDA sono rigide, e che ciò dovrebbe aiutare i consumatori a prendere confidenza con i prodotti.
Essi puntano ad una regolazione di successo da parte del governo come quella per le piante geneticamente modificate, che sono sul mercato da più di un decennio, e sul fatto che la FDA lo scorso Gennaio ha dichiarato che la carne proveniente da animali clonati è sicura da mangiare. “Health Canada” , ad ogni modo, non ha approvato la vendita di carne proveniente da animali clonati.

Ma i critici affermano che le linee guida proposte sono troppo indulgenti e che il processo di omologazione sarà troppo segreto. Sostengono inoltre che la FDA non possiede la competenza o le risorse necessarie per valutare correttamente la nuova tecnologia, specialmente per quanto riguarda la protezione dell’ambiente.

“Ci sono delle questioni di sicurezza che non sono ben trattate”, afferma Gregory Jafe, il direttore del progetto di biotecnologia del “Center for Science in the Public Interest”, un gruppo di consumatori con sede a Washington, D.C. “ Potrebbero non essere esperti di tutti gli animali o non avere l’autorità legale per affrontare certe questioni”. “Il loro statuto non dà loro alcun processo legale sull’ambiente”.

Un punto chiave degli animali transgenici è che essi sfuggiranno alla cattività, cresceranno con i loro simili e trasmetteranno le loro caratteristiche genetiche.
I salmoni transgenici che crescono in fretta, ad esempio, potrebbero competere con i salmoni selvatici in quanto a cibo ed accoppiamento, arrivando a danneggiare i gruppi di pesci naturali.

In mezzo al balletto di concetti scientifici, forse la questione più grande di tutte è se il consumatore vuole o meno animali geneticamente modificati nei supermercati.

I sondaggi mostrano che la maggior parte dei Canadesi sono diffidenti rispetto agli animali geneticamente modificati. Questa diffidenza si riflette nella crescente abitudine che vede i consumatori alla ricerca di qualcosa di più naturale, di prodotto localmente o di prodotti non provenienti da fattorie industriali.

Fino ad ora, i governi non hanno considerato nessuna questione etica, sociale e religiosa legata agli animali geneticamente modificati, dice Sarah Hartley, un professore aggiunto alla facoltà di Scienze Politiche dell’Universtà Simon Fraser, coeditrice di un libro sulle percezioni della biotecnologia animale. Molte persone, afferma, si preoccupano del benessere animale, dell’intensificazione dell’agricoltura industriale e della portata generale della biotecnologia nelle loro case oppure nei loro piatti della cena.

“Per alcune religioni, prendere il gene di un maiale e metterlo in un pesce potrebbe essere problematico”.

Invece di affrontare il dibattito etico, i regolatori hanno deciso di lasciare queste importanti questioni direttamente alla coscienza del consumatore al supermercato. Il problema con questa filosofia sta nel fatto che, afferma Hartley, gli Stati Uniti – e allo stesso modo il Canada– quando avranno redatto le loro linee guida, non esigeranno dalle compagnie un’etichetta che segnali sui cibi che sono frutto di animali modificati geneticamente.

“È praticamente impossibile per il pubblico operare scelte di tale importanza senza etichette descrittive” afferma. “Vogliono sapere che carni, che latte e che formaggio proviene da animali geneticamente modificati e quali sono convenzionali. Questa potrebbe essere la domanda più grande e penso che sia totalmente giustificato porsela”.

A dispetto delle questioni etiche, Ronald Stotish, CEO (Chief Executive Officer) e presidente della “Aqua Bounty Technologies” , con sede a Waltham, Massachusetts, ha fiducia negli animali geneticamente modificati e pensa che essi potrebbero saltare dal laboratorio alla fattoria – e presto.

“Così sarà il futuro” dice. “Questa tecnologia possiede la capacità di produrre cambiamenti benefici nell’agricoltura da produzione”.

Aqua Bounty Technologies ha speso più di 10 anni per sviluppare un salmone che può crescere fino alla misura pronta per la vendita nella metà del tempo rispetto ai salmoni da allevamento. Il loro salmone “AquaAdvantage” è un salmone atlantico che è stato creato prendendo il gene della crescita accelerata da un salmone “Chinook”.
Questo gene extra permette ai salmoni “AquaAdvantage” di crescere durante tutto l’anno, a differenza dei salmoni normali che crescono solo durante i mesi climaticamente più caldi.
Stotish afferma che il salmone modificato potrebbe rendere l’allevamento del pesce più efficiente, una benedizione per i produttori e per i consumatori, che potrebbero continuare a comprare salmone a prezzo modico.

“È un’opportunità che dobbiamo cogliere se vogliamo mantenere l’odierno stile di vita”, afferma.

Anche se i maiali della settima generazione di “Enviropigs” spingono nel loro recinto – sani e lontani ancora pochi mesi dall’essere dichiarati sicuri per essere mangiati – Forsberg sa che gli animali non sono ancora usciti dallo stabilimento per la ricerca. Sarà compito del consumatore sbloccare la porta della stalla.

“La questione maggiore era ‘Possiamo farlo?’”, afferma con le braccia conserte e un sorriso beffardo in viso. “Ora, la questione è ‘Se noi lo produciamo, lo mangeranno?’”.

Titolo originale: “Transgenic Animals: Genetically engineered meal close to your table”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
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22.11.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ADERLAIS

Pubblicato da Das schloss

  • stonehenge

    Beh, se esiste un Dio…che ci fulmini.

  • chieppelab

    come nn darti ragione… purtroppo nostro Signore ci ama così tanto da permetterci di fare quello che vogliamo. Purtroppo gli uomini pensano che possono fare questo ed altro senza regole… daltronde è sempre stato così.

  • rosacroce

    credere che i salmoni naturali abbiano a temere i salmoni modificati geneticamente,per la lotta della vita è una ingenuità per menti deboli.
    gli animali selvatici,sono superiori in tutto e per tutto quelli modificati ,loro resteranno quelli modificati dall’uomo non resteranno.consideriamo che i primi si sono formati in milioni di anni ,di avversità,non temono certo un prodotto geneticamente modificato dall’uomo per puro profitto e quindi inadatto a vivere in libertà ,nell’ambiente selvaggio.
    detto questo, poveri quelli che si nutriranno di simili mostri.
    per quanto riguarda la FDA ,(Associazione Finalizzata a Delinquere)
    è quella che ha dato il via libera alL’ aspartame e a altri mille VELENI.

    per quanto riguarda i nostri PADRONI(i governi e le banche) ,hanno deciso per il nostro benessere di non scrivere in etichetta NIENTE come al solito,decidono loro quello che la gente mangia, e la gente NON DEVE SAPERLO.
    per quanto riguarda il sottoscritto da anni mangio solo carne ,di avicoli allevati al pascolo dal sottoscritto,e quello che stanno facendo fosse per me se lo infilano.
    agli altri dico diventate VEGANI ,non c’è altro da fare per salvarsi.
    pensare poi, visto che il LETAME dei maiali e cosi abbondante da non sapere più dove metterlo,dato che i MAIALI sono TROPPI,e l’uomo del 2000 se non mangia maiale non riesce più a vivere,.dicevo pensare di risolvere questo problema modificando geneticamente i maiali per allevarne di più(ancora di più?)e tipico della mente malata di chi insegue SOLO il propio profitto,purtroppo però gli allevatori industriali assieme a alle banche e all’industria i profitti non li VEDONO da un bel pezzo e qualunque cosa facciano continueranno a non vederli,quello che vedranno sarà in compenso presto il loro FALLIMENTO e i bastoni di chi è stufo di loro e delle loro scemenze.

  • rosacroce

    compresa la cricca di scienziati in cimice bianco, che passa la loro vita INUTILE a
    lavorare per nuovi frankestain e per distruggere quello che di buono c’è.
    a questi dico, presto sarete disoccupati e forse farete nella vostra vita qualcosa di utile finalmente.

  • rosacroce

    se i salmoni selvatici crescono di peso solo d’estate,un motivo c’è sicuramente ed è sicuramente IMPORTANTE.
    creare salmoni che crescono continuamente ,vuol dire dare il via a una razza destinata a ESTINGUERSI se non continuamente aiutata da farmaci vaccini e veleni vari e COSTOSI.e sicuramente la carne di questi,oltre che AVVELENATA sarà MEDIOCRE . già adesso i salmoni allevati dall’uomo sono pieni di diossina,figuriamoci tra poco.

  • Galileo

    Questa storia dei maiali non interessa a nessuno (si vede dal numero di letture, alla stregua del “problema” palestinese dopo due mesi dall’inizio dell’ultimio conflitto.

    Insomma, se ho ben capito, questi maiali sono ecologici, come le nostre macchine: emissioni minimizzate.

    “Per come sono ora le linee guida, le compagnie non devono compiere esperimenti su umani per testare la sicurezza delle carni transgeniche.” dice l’articolo.

    Perdonate, non capisco: il fatto di non testarli direttamente sugli umani ma per via indiretta (ce li mangiamo) significa per Food and Drug Administration, che tutto va bene?

    Che gran figli di put****.

    Ma se questi maiali non cagano: dove va a finire quello che gli danno da mangiare? Io voglio sapere questo.

    Io voglio sapere da questi scienziati delle università come e quando cagano questi maiali.

  • Chromo

    La natura ha fatto tutto in equilibrio,con meccanismi che ancora oggi ed in futuro ci sfuggiranno.
    L’uomo che fa parte di questo equilibrio con la sua arroganza cerca di modificarne l’andamento, per cosa??Per denaro…per il profitto..va da se che non può portare a nulla di buono.
    I porci inquinano..ma santo iddio,vi pare naturale teneri centinai e migliaia di porci ammassati in un fazzoletto di terra e riversari i liquami concentrati in poco spazio??
    E allora che si fa? invece di andare d’accordo con la natura,facendo ove possibile e necessario passi indietro, si devia il percorso secondo il profitto.
    Ma che schifo…
    Poi queste bestie modificate…probabilmente se lasciate allo stato brado avranno la peggio su quelle selvatiche e la selezione naturale farà il suo corso..ma gli incroci che ne verranno fuori??Si espanderanno razze ibride ed incontrollate a mò di virus.
    Costringiamo bestie a vivere in box dove manco ce la fanno a muoversi,le facciamo ammalare,le riempiamo di farmaci per questo,gli diamo mangime OGM o derivato da cibo pluriscaduto umano.Ma che si pretende poi?
    Personalmente sono diventato Ehretista (Frugivoro) e il problema carne mi tocca in maniera superficiale, ma per il resto frutta e verdura non son messi meglio…ci autoestingueremo…

  • virgo_sine_macula

    Interessante l’accostamento da te proposto fra i problemi dei maiali e quelli dei palestinesi.

  • virgo_sine_macula

    Natura non fecit saltus.

  • Eli

    Il vantaggio della Grande Depressione galoppante é che questi sedicenti ricercatori andranno a zappar patate. Che é il loro impiego migliore.

  • rosacroce

    concordo pienamente,bravo.

  • rosacroce

    chi non capisce la tragedia di questa scienzA UMANA ,pagherà di persona ,e il prezzo sarà alto.

  • Galileo

    Interessante è rendersi conto che come esci dalla schermata, non sei nessuno o non sei già più notizia e i palestinesi, insieme ai maiali, non fanno notizia in questo preciso momento. Un mese fa, i palestinesi facevano notizia, probabilemte i maiali no.

  • nomorelie

    esattamente…..niente in etichetta già significa alimento da evitare come la peste.
    questo è quello che faccio io durante la mia spesa.
    che non mettano niente è già sintomo di nascondere il fatto che dentro la confezione c’è un cibo letale.
    sanno benissimo le porcherie che stanno creando ma non gliene fotte un cazzo, l’importante e mescolare le carte, fare del casino, non mettere etichette e riempire gli scaffali di puttanate.
    e se poi il prezzo sarà anche basso la gente manco si chiederà cosà ingurgiterà di li a poco.
    ripiegare sull’alimentazione vegana è ritrovarsi lo stesso problema.
    gli OGM ce li troveremo ovunque, ci stanno circondando e al momento opportuno cominceranno a stringere le fila finchè non rimarremo stritolati.
    un bel quadretto davvero.

  • nomorelie

    quello che leggo mi fà pensare:

    “L’ingegneria genetica funzionò.

    Gli “Enviropig” sono in grado di digerire la componente fosforica in maniera più efficiente, e ciò significa una minor presenza di elemento fosforico – fino al 60% in meno rispetto ai maiali normali – nei loro escrementi. Ciò, di conseguenza, significa che meno componente fosforica colerà dal concime dei maiali, fonte di fertilizzanti per i contadini, nei laghi d’acqua dolce e nei ruscelli dove può generare un dilagare delle alghe ed uccidere pesci.”

    se i maili naturali non digeriscono la componente fosforica per intero ci sarà un motivo?
    oppure è un loro difetto alla risoluzione del quale sono arrivati di gran carriera gli scienziatoni dell’ingegneria genetica? e il maiale ringrazia con inchino.
    e poi l’articolo segue dicendo che i prodotti derivati dal maiale sono tali e quali a prima.
    mi balla un occhio, mi sa di cagata pazzesca (restando in tema di merda).forse l’eccesso di componente fosforica gli andrà ad aumentare il volume del cerume nelle orecchie, oppure del catarro nelle narici oppure si depositerà nei peli.
    ma di sicuro non finirà sulle nostre tavole.

  • adriano_53

    Questa non è nemmeno lontanamente scienza, ma solo stupido e cattivo empirismo.
    E questi pseudoscienziati hanno il loro archetipo in quel personaggio che girovagava per il far west vendendo ai bifolchi le più strepitose porcherie spacciandole per gli ultimi ritrovati della grande città, mentre le aveva preparate lui stesso nel retro di qualche bottega da barbiere.
    Nel film “il piccolo grande uomo” c’è un rappresentante di questa categoria, con relativa punizione.Ma a quei tempi non c’era la FDA: ragion per cui i ciarlatani odieni possono sperare di farla franca;

  • virgo_sine_macula

    Certo,un mese fa tre articoli su quattro riguardavano israele,l’argomento e’ stato sviscerato.

  • Galileo

    No, L’argomento andava risolto e non solo sviscerarlo per farcii tre articoli su quattro. Mi perdoni virgo_sine_macula, ma sono 60 anni che c’è questo problema, dobbiamo sviscerarlo ancora per molto?

  • virgo_sine_macula

    Non penso che un blog possa risolvere un’annosa questione che si trascina da oltre 60’anni e che penso non verra’ mai risolta perche’ arabi ed ebrei non la smetteranno mai di uccidersi,senza entrare nel merito di chi abbia torto e chi ragione.