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Anima utopica (estratti)

Marco Bazzato
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Anima utopica è un
viaggio, un viaggio entro i paradossi dell’uomo.

Ho
deciso di scrivere tutto ciò per dar voce alla dualità umana,
realtà troppo spesso accantonata, che però è viva e pulsante
in ogni individuo che desidera scoprire se stesso in forme e
modi diversi.

Esso è un viaggio nella follia,
nell’estremizzazione razionale di quella che può divenire in
un futuro non molto lontano la realtà umana, se continua a
percorrere la strada che volge ad una stazione senza
ritorno.Mi sono chiesto io stesso, mentre mi
accingevo a stendere la prima versione di questa monografia
sulle vere cause che mi hanno spinto a mettere in parole
questi pensieri.
Ho riflettuto a lungo, ho cercato di dare
una spiegazione politica a quanto segue, cercando di vedermi
come individuo che alzava il braccio destro mentre faceva il
saluto romano.
Ho provato a vedermi con il pugno chiuso,
mentre facevo il saluto comunista, ma in nessuno di questi
simboli del passato recente della storia contemporanea della
terra, sento d’essermi riconosciuto, sia come autore, ma
soprattutto come persona.

Ho cercato una terza via
allora, forse nella sua semplicità, la più difficile da
cogliere, ho guardato dentro di me, dentro ai momenti che
tutti possiamo avere e cosa può spingere l’uomo a scindersi
dalla propria umanità per gettarsi nell’abisso
dell’illuminismo razionale.
Ho messo la persona al centro
del mondo, ma non l’uomo comune, esso, sa più di qualunque
altro che mai potrà ambire ad essere al centro del mondo,
eppure lo è comunque nel suo piccolo regno quotidiano.
Al
centro del mondo, ci siamo tutti, in forme diverse, ma siamo
tutti compartecipi al movimento universale del tutto.
Ho
voluto essere presuntuoso, lo ammetto senza mezzi termini,
perché la presunzione in piccole dosi è essenziale anche per
percepire in forme diverse la realtà che vive dentro e fuori
noi stessi.

Il viaggio inizia nell’utopia, camminando
con l’ideologia distruttiva che possiamo trovare in forme
diverse più o meno marcate in tante forme sociali che si
stanno spingendo a piccoli passi al ritorno dei tempi bui del
secolo passato.
Mi sono detto, perché non estremizzare al
massimo la realtà? In fin dei conti, ci stiamo giungendo, e
questo può essere solo un valido aiuto per non aver paura
quando la destrutturazione completa dell’individuo verrà
attuata.
I concetti e le tesi ivi espresse, sono unico
frutto del mio pensiero personale, ho evitato in modo assoluto
di rifarmi a parole o pensieri di altri pensatori, per dar
forza e sostegno alle mie parole.
È inutile fingere a se
stessi, che anche senza il contributo di altri presunti
illuminati, non si possa cadere nel baratro della creazione di
un mondo senza speranza.
È insito nell’uomo l’istinto di
sopravvivenza e sopraffazione, ed è proprio per questo che non
possiamo negare che la nostra specie, dotata di facoltà
senziente, commette genocidi, infanticidi, produce armi di
distruzione di massa, causa l’impoverimento di interi paesi,
solo per la mera brama di possesso non solo delle risorse
umane, ma per il piacere della schiavitù, dove – se nei secoli
passati essa era permessa e praticata – oggi noi uomini liberi
del ventunesimo secolo, la vediamo praticare quotidianamente
in forma legale.
Già, la parola legale, questo è quanto
rende l’uomo pulito innanzi al suo prossimo, la legge concede,
la legge nega, questa è la barriera di demarcazione attuata,
non questo è giusto per l’altro e per me stesso, questo è
sbagliato per l’altro e per me stesso.

di Marco
Bazzato


Estratti da Anima utopica
Saggio
filosofico-politico in continuo ampliamento
1 parte”

Pubblicato da Truman