ANCORA VIOLENZA NELLE STRADE DI LONDRA

DI RIXON STEWART
Truth Seeker

Scene orribili di violenza e di saccheggio

sono esplose per la terza notte consecutive nelle strade di Londra,

minacciando di rovinare l’immagine della città nella sua corsa verso

le Olimpiadi del prossimo anno.

Qualunque sia la causa, alcune cose

sono già evidenti.

A differenza della Primavera Araba,

le odierne rivolte di Londra sembrano avere ben poche motivazioni politiche.

Anche se alcuni hanno parlato di tensioni tra i giovani insoddisfatti

dalle larghe comunità degli immigrati e la polizia, mentre lo sconto

può avere avuto inizio con delle sfumature politiche, è subito virato

verso gli incendi e i saccheggi.I guai sono seguiti a una protesta

pacifica dello scorso giovedì per l’uccisione da parte della

polizia di Mark Duggan. Al termine il corteo è arrivato a scontrarsi

con la polizia e alcuni manifestanti sono arrivati direttamente a una

sommossa in piena regola, che ha poi portato agli incendi e ai furti

generalizzati.

La morte di Duggan è l’ultima di

una serie di omicidi da parte della Polizia Metropolitana, tra cui la

morte di Ian Tomlinson nel corso delle proteste nel centro finanziario

della City di Londra e la sparatoria contro Jean Charles De Menzes,

che la polizia ha riferito di aver inizialmente scambiato per un “sospetto

terrorista”.

Pur non essendo armato, oltre al fatto

che si sono dubbi se la polizia abbia provocato De Menzes o persino

se non si siano qualificati prima di aprire il fuoco, gli hanno sparato

in testa, sette volte.

Con un passato recente simile non c’è

da stupirsi che la rabbia sia trasalita dopo l’ultima sparatoria, visto che il proiettile che la polizia affermava fosse stato sparato da Duggan era invece una

munizione in dotazione ai poliziotti.

Ciò malgrado, la violenza e gli

scontri hanno perso rapidamente una qualsiasi motivazione politica e

sono diventati una scusa per il saccheggio.

Gli autori dei furti si aiutano portando

fuori carrelli di beni di consumo nelle zone sconvolte dagli scontri,

mentre la polizia fa poco o niente per fermarli.

Per di più, le aree di Londra dove

si svolgono le sommosse sono tutte sedi di popolazioni numerose di immigrati

afro-caribici, il che aggiunge un elemento razziale a una miscela già

di per sé esplosiva.

La cosa può sembrare strana,

ma tutto questo sembra essere stata progettato già da tempo. Non le rivolte in sé, ovviamente, ma le circostanze che le hanno scatenate.

La Gran Bretagna ha subito ondate di immigrazione negli ultimi decenni, molte delle quali sembrano non avere alcun problema di accesso in un’isola già sovraffollata.

In effetti, ci potrebbe essere stata un’intenzione, nel creare una situazione dove gruppi differenti, che hanno vissuto abbastanza in pace in tempi favorevoli, sono ora ai ferri corti quando la recessione morde e i posti di lavoro spariscono.

In breve: seminare i semi del conflitto con il classico “divide et impera”.

Non è una coincidenza che scene simili si siano viste in tutto il pianeta: Francia e Stati Uniti hanno visto simili tumulti negli ultimi anni.

È una arma a doppio taglio, comunque. Quando scoppiano i conflitti, le autorità possono contenerle in modo molto, molto pesante, in nome dell’ordine pubblico o di un’altra fraseologia ben elaborata.

La cosa da evidenziare è che gli scontri e il conflitto civile forniscono una giustificazione per imporre misure ancora più draconiane per contenerle. E che, dopo
una nuova morte, le persone inconsapevoli sono condizionate nell’accettare un regime sempre più brutale.

Una brutalità così autoritaria potrebbe alla fine essere considerata una necessità per affrontare un disordine pubblico sempre più evidente.

In sintesi: il tipo di ordine che si ottiene dal caos.

E neppure è una coincidenza che molti dei dirigenti della polizia britannica si pensa siano massoni. Non sono solo dicerie, è stato riportato che molti alti funzionari
della polizia
siano attivi massoni. E quindi chi meglio di loro può realizzare questo progetto per “l’ordine generato dal caos” degli stessi uomini che dovrebbero combattere il disordine?

Così come le stesse agenzie che stanno combattendo la “Guerra al Terrore” si pensa siano quelle che sono dietro l’11 settembre o il 7 luglio.

Sono presenti gli stessi concetti: portare a un Nuovo Ordine Mondiale in seguito a un caos che è stato creato intenzionalmente con la collusione di quelli che dovrebbero contenerlo.

Naturalmente queste strutture non organizzano le rivolte che abbiamo visto a Londra. Non è necessario. Sfruttano queste persone per le proprie intenzioni.

La sola cosa di cui hanno realmente bisogno è la fiducia di un pubblico inconsapevole e ignaro. Esattamente quel genere di persone che possono essere zittite con l’accusa di “razzismo” se fanno troppe domande sul perché tanti immigrati possono raggiungere con facilità l’Occidente.

Lo stesso tipo di individui che credono che i politici facciano il loro interesse e che la polizia sia lì per proteggerli.

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Fonte: http://www.thetruthseeker.co.uk/?p=31782

08.08.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

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