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Alla vigilia della parata del 4 luglio gli USA cercano di farsi abbattere un altro aereo dall’Iran

 

MOONOFALABAMA
moonofalabama.org

Oggi [3 luglio] un velivolo da ricognizione statunitense con equipaggio è entrato nello spazio aereo iraniano, in un chiaro tentativo di indurre l’Iran ad abbatterlo. Un tale incidente avrebbe creato l’occasione per Trump di dare al popolo americano uno speciale spettacolo di fuochi artificiali per il 4 luglio.

Il 3 luglio 1988, l’incrociatore lanciamissili USS Vincennes aveva abbattuto un aereo civile, l’Iranian Flight 655, con 290 persone a bordo. Gli Stati Uniti avevano affermato che il transponder dell’aereo stava trasmettendo un codice di identificazione militare iraniano, che tutto faceva supporre che il velivolo stesse per attaccare il Vincennes, che la nave aveva avvertito l’aereo ben 12 volte e che si trovava in acque internazionali al momento dell’incidente.

L’equipaggio del Vincennes era stato decorato per aver ucciso dei civili iraniani.

Le indagini avevano rivelato (pdf) che tutte le affermazioni di cui sopra erano false. L’abbattimento era stato intenzionale. L’Iran aveva citato in giudizio gli Stati Uniti presso la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ). Il caso era stato chiuso nel 1996, quando gli Stati Uniti avevano acconsentito a porgere le scuse e a pagare 61,8 milioni di dollari alle famiglie delle vittime.

Il 20 giugno, un grande drone statunitense da ricognizione, accompagnato da un aereo militare americano con equipaggio, era entrato nello spazio aereo iraniano ad est dello Stretto di Hormuz. L’Iran lo aveva abbattuto. Gli Stati Uniti, a seguito dell’incidente, avevano minacciato di attaccare l’Iran, ma Trump non era andato fino in fondo.

Ci sono state segnalazioni secondo cui alcuni funzionari alla Casa Bianca avrebbero dubitato della veridicità delle dichiarazioni sull’incidente rilasciate dal Comando Centrale degli Stati Uniti e dal Comando Militare statunitense per il Medio Oriente. Due giorni prima dell’abbattimento del drone, il Segretario di Stato Mike Pompeo, già direttore della CIA, aveva avuto insoliti colloqui con il Comando Centrale degli Stati Uniti. Questo aveva fatto pensare che l’incidente fosse stato progettato per coinvolgere l’Iran in un abbattimento e per spingere Trump ad una guerra contro l’Iran.

Il caso di oggi non presenta dubbi. I militari statunitensi hanno sicuramente cercato di indurre l’Iran ad abbattere un altro dei loro aerei.

Manu Gómez @GDarkconrad – 9:17 UTC – 3 Jul 2019
USAF Rivet Joint tracking over The #PersianGulf, spoof Hex Cod 730000 C/S IRI00061

Gli RC-135V Rivet Joint dell’Aviazione degli Stati Uniti sono aerei per l’intercettazione delle trasmissioni radio ed operano in prossimità dei paesi ostili.

L’aereo aveva sorvolato le isole Abu Musa e Sirri, nel Golfo Persico, che sono territorio e spazio aereo iraniano. Aveva falsamente segnalato di essere un velivolo iraniano.

Il trasponder dell’aereo spia americano era stato impostato su un codice attribuito all’Iran. L’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (ICAO) elenca (pdf) gli indirizzi a 24 bit che identificano il tipo di aereo e il paese in cui è registrato. I codici a 24 bit per i velivoli registrati in Iran iniziano con l’identificatore del paese 0111 0011, scritto in esadecimale, cioè 73. La pagina web di FlighRadar utilizzata da Manu Gomez mostra questo codice transponder ‘S-Mode’ inviato dall’aereo come un numero esadecimale a sei cifre.

L’aver immesso un codice che identificava l’aereo come iraniano non era stato un errore ma un gesto assolutamente intenzionale:

Steffan Watkins @steffanwatkins – 11:53 utc – 3 luglio 2019
Steffan Watkins ha ritwittato Manu Gómez

Ci sono così tante cose sbagliate che l’ #USAF sta facendo qui, che possono non essere molto evidenti ad un osservatore casuale.

1) L’RC-135 ha cambiato il suo numero di transponder univoco inserendo 730000 (hex), un codice assegnato all’Iran. Quindi, l’USAF stava fingendo di essere un aereo iraniano.

2) Come ha sottolineato @GDarkconrad, questo non è un incidente, l’USAF l’aveva già fatto con i codici venezuelani al largo della costa del Venezuela. Gli aerei da ricognizione statunitensi stanno utilizzando i codici dei paesi su cui stanno conducendo ricognizioni, mettendo in pericolo i voli civili che li seguono.

La traccia mostra che l’aereo proveniva da ovest-nord-ovest, probabilmente dal Kuwait, e aveva sorvolato direttamente le isole di Sirri e Abu Musa. Immediatamente dopo, aveva invertito la rotta e aveva nuovamente sorvolato entrambe le isole.

Sull’isola di Sirri si trova una piattaforma petrolifera che era stata distrutta dalle forze armate statunitensi il 18 aprile 1988. L’isola ha una pista di atterraggio e ci sono diverse installazioni per l’estrazione di petrolio e di gas.

Abu Musa è un’isola abitata di 12,8 km quadrati vicino all’ingresso dello Stretto di Hormuz. È, come Sirri, territorio iraniano e l’Iran mantiene truppe di stanza sul posto. Probabilmente dispongono di sistemi di difesa aerea decenti. Abu Musa è la “fortezza” iraniana che controlla lo Stretto e la maggior parte del traffico ad ovest di esso. La sua importanza strategica è enorme.

Dopo l’abbattimento del drone statunitense, il Ministero degli Esteri iraniano aveva diffuso una mappa che mostrava la rotta del drone e i limiti dello spazio aereo iraniano (linea rossa). È ovvio che l’aereo americano oggi li ha oltrepassati.

Questa mattina l’aereo spia americano è volontariamnete penetrato nello spazio aereo iraniano. Ha inserito [nel trasponder] un codice falso e la cosa è indice di cattive intenzioni. Questo è accaduto nel 31° anniversario del Volo 655.

L’esercito iraniano avrebbe certamente ancora voglia di vendicarsi di quell’omicidio di massa. E ‘stata una enorme provocazione, probabilmente destinata ad indurre l’Iran ad un abbattimento.

Trump ha recentemente minacciato di “obliterare” alcune aree dell’Iran se ci fosse stato un attacco contro “qualsiasi cosa di americano:

Donald J. Trump @realDonaldTrump – 2:42 utc – 25 giu 2019

…. la dichiarazione molto ignorante ed offensiva dell’Iran, pubblicata oggi, mostra solo che non capiscono la realtà. Ad ogni attacco da parte dell’Iran su qualsiasi cosa di americano risponderemo con una grande e travolgente forza. In alcune aree, travolgente significherà obliterazione. Non più John Kerry e Obama!

Questo aveva portato a chiedersi se Trump non stesse minacciando un attacco nucleare.

Se l’Iran avesse abbattuto l’aereo, sarebbe stato chiaramente dalla parte della ragione. Ma immaginate se lo avesse fatto. Un aereo da ricognizione statunitense con equipaggio, non un drone, sarebbe precipitato e l’equipaggio sarebbe morto. I media degli Stati Uniti avrebbero gridato vendetta.

Il tutto sarebbe successo alla vigilia del discorso di Trump del 4 luglio, che sarà seguito dalla parata militare ed aerea che ha ordinato. 5.000 persone, in gran parte familiari di personale delle forze armate, sono state invitate all’evento.

Una situazione televisiva ideale per annunciare che il Comandante in Capo degli Stati Uniti aveva ordinato di “obliterare” l’isola di Abu Musa, la fortezza che controlla lo Stretto di Hormuz, magari con una piccola bomba atomica. Il pubblico degli Stati Uniti sarebbe andato in visibilio per questi fuochi d’artificio del 4 luglio. I giornali avrebbe intitolato “Il Comandante in Capo dimostra la sua risoluzione!” Il rating di Trump sarebbe salito ad oltre l’80%.

Ci sarebbero voluti giorni prima che si diffondesse la notizia che il volo era stato una provocazione intenzionale. I media degli Stati Uniti l’avrebbero semplicemente ignorata, proprio come avevano ignorato le prove sul Volo 655. L’isola sarebbe diventata inutilizzabile per l’Iran, ma il danno ambientale generale dovuto ad un piccolo dispositivo nucleare, nella gamma dei kiloton, sarebbe stato minimo. Nessuno negli Stati Uniti se ne sarebbe preoccupato.

C’è da chiedersi chi abbia inventato un piano così nefasto. E’ stato lo stesso Trump, il grande uomo di spettacolo? E’ stata questa la ragione per cui aveva ordinato ai militari di unirsi alla parata del 4 luglio con un preavviso così breve? O è stato John Bolton, o “noi mentiamo, imbrogliamo, rubiamo” Mike Pompeo? Qualche tirapiedi alla CIA o al CentCom?

Chiunque l’abbia pensato e coloro che hanno messo la firma perchè questo incidente potesse accadere, ora saranno delusi. L’Iran, chiaramente, non è caduto nella loro trappola.

Il mondo deve un grosso ringraziamento agli uomini della difesa aerea iraniana di Abu Musa per il loro assennato comportamento.

Moon of Alabama

Fonte: moonofalabama.org
Link: https://www.moonofalabama.org/2019/07/on-eve-of-4th-of-july-parade-us-attempts-to-lure-iran-into-shooting-down-another-us-plane.html#more
03.07.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.