Di Patrizia Pisino per ComeDonChisciotte.org
Con la morte di Antonino Zichichi, avvenuta nel febbraio 2026 a 96 anni, si chiude una delle stagioni più riconoscibili della fisica italiana del Novecento. I funerali solenni, celebrati nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, hanno riunito accademici, rappresentanti istituzionali e allievi, a testimonianza di un’eredità che intreccia ricerca, formazione e impegno culturale.
Fisico sperimentale di fama internazionale, protagonista delle ricerche sulle interazioni fondamentali e collaboratore del CERN, Zichichi ha contribuito allo studio dell’antimateria e allo sviluppo di tecnologie di rivelazione ad alta precisione, lasciando un segno nella fisica delle particelle europea.
A Erice fondò il Centro Internazionale di Cultura Scientifica Ettore Majorana, trasformando la cittadina siciliana in un punto di riferimento mondiale per la formazione scientifica avanzata.
Accanto al ricercatore, c’era l’uomo di fede. Zichichi ha sostenuto per tutta la vita che tra cristianesimo e scienza non vi fosse conflitto, ma complementarità. Celebre una delle sue affermazioni più ripetute nei convegni e nelle pubblicazioni:
«Non esiste alcuna scoperta scientifica che contraddica la fede cristiana.»
«La scienza dice come è fatto il mondo, la fede dice perché esiste.»
«È l’Amore e soltanto l’Amore per il Creato la sorgente da cui nascono le grandi scoperte scientifiche.»
Per Zichichi, la scienza non è solo misura o tecnica, ma un atto d’amore e di umiltà. L’attività scientifica diventa un atto di “amore verso il creato”. Lo scienziato non deve conquistare, ma essere un umile esploratore che cerca di leggere un linguaggio matematico scritto da qualcun altro.
Per lui, l’intelligibilità matematica dell’universo non era un fatto neutro, ma il segno di un ordine profondo. Una posizione che lo ha reso interlocutore privilegiato nel dialogo tra cultura scientifica e mondo ecclesiale, ma anche bersaglio di critiche da parte di chi riteneva improprio collegare risultati sperimentali e conclusioni teologiche.
Il matematico e divulgatore Piergiorgio Odifreddi contestò questa impostazione, sostenendo che il metodo scientifico non richiede fondamenti metafisici per spiegare la realtà naturale.
Negli ultimi anni, Zichichi è intervenuto con toni decisi sul tema del riscaldamento globale. In più occasioni ha dichiarato:
«Il clima è sempre cambiato nella storia della Terra.»
«Non è dimostrato che l’uomo sia il principale responsabile del riscaldamento globale.»
Secondo il fisico siciliano, il sistema climatico sarebbe governato da una molteplicità di fattori naturali ancora non completamente compresi, e il dibattito pubblico avrebbe trasformato una questione scientifica complessa in una certezza politica.
Queste affermazioni si sono scontrate con le conclusioni dell’IPCC, che attribuisce con alta probabilità il riscaldamento osservato alle emissioni antropiche di gas serra. Diversi scienziati hanno criticato la posizione di Zichichi, ritenendo che minimizzasse il consenso maturato nella comunità climatologica internazionale.
Sul tema dell’evoluzione biologica, Zichichi non negava la realtà dei processi evolutivi, ma metteva in discussione una visione che li considerasse esclusivamente frutto del caso. In varie conferenze ribadì:
«Il caso non può spiegare l’ordine matematico dell’universo.»
Andò oltre, sostenendo l’idea dell’unicità dell’uomo nel contesto della creazione. Secondo lui, la complessità della mente umana, la capacità di ragionamento astratto, la coscienza morale e la creatività culturale non possono essere ridotte a un processo casuale o puramente biologico. Pur condividendo gli stessi meccanismi evolutivi di base delle altre specie, la specie umana rappresenta un punto di arrivo unico e irripetibile, dotato di dignità e responsabilità particolare nel cosmo.
Le reazioni furono vivaci: parte della comunità scientifica sottolineò che la teoria dell’evoluzione si fonda su meccanismi osservabili e verificabili, indipendenti da implicazioni filosofiche o religiose. Tuttavia, Zichichi considerava la riflessione sull’unicità umana come un elemento complementare alla scienza, necessario per interpretare la dimensione morale e culturale dell’essere umano, senza contraddire i dati sperimentali.
Oltre alle posizioni su clima ed evoluzione, Zichichi intervenne su altri temi che alimentarono discussioni pubbliche:
Energia nucleare - Zichichi sosteneva la possibilità di un rilancio dell’energia nucleare come risposta strategica alla crisi energetica globale, ritenendola una tecnologia sicura e efficiente se correttamente regolamentata. Riteneva che l’Italia e l’Europa avessero bisogno di questa opzione per garantire autonomia energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Deriva relativistica nella cultura contemporanea - lo scienziato denunciava quella che definiva una “deriva relativista”, in cui il principio della relatività morale e culturale rischia di annacquare criteri di verità oggettiva, anche in ambito scientifico. Per Zichichi, questo atteggiamento ostacola la capacità di distinguere fatti scientifici verificabili da opinioni soggettive.
Pericolo della “verità dogmatica”- un altro tema ricorrente nella sua riflessione era il rischio che il consenso scientifico venisse trasformato in verità dogmatica, ovvero accettato senza critica né verifica. Zichichi ribadiva l’importanza del metodo scientifico libero, basato sull’esperimento, come unico antidoto all’ideologizzazione della scienza.
Ha scelto di intervenire, di esporsi, di collegare ricerca e visione del mondo. Per alcuni, un maestro capace di difendere la razionalità scientifica in un’epoca di relativismo; per altri, un protagonista di polemiche che oltrepassavano il proprio ambito disciplinare.
Al centro del suo pensiero rimase sempre una concezione esigente del metodo scientifico.
Amava ripetere:
«La scienza deve essere libera, rigorosa e fondata sull’esperimento, non sul consenso.»
Per Zichichi, la scienza autentica non era né ideologia né opinione, ma ricerca sottoposta alla verifica dei fatti. Allo stesso tempo, non era per lui un sistema chiuso al trascendente, bensì un percorso razionale aperto alla domanda di senso.
La figura di Antonino Zichichi rimane complessa e sfaccettata: scienziato di primo piano nella fisica delle particelle, costruttore di istituzioni, divulgatore instancabile, ma anche protagonista di controversie che hanno animato il dibattito pubblico italiano.
Con la sua scomparsa si chiude una stagione in cui la scienza italiana non solo produceva ricerca di punta, ma partecipava con forza al confronto culturale.
Resta l’immagine di uno scienziato convinto che la ricerca non dovesse limitarsi a descrivere il mondo, ma anche interrogarsi sul suo significato, accettando il rischio, talvolta inevitabile, della polemica, nella convinzione che la scienza non sia solo tecnica, ma anche domanda di senso.
L’ultima riflessione che ci lascia Zichichi è significativa e riassume la sua visione della scienza e del pensiero critico:
"Le grandi rivoluzioni nella storia dell'uomo possono essere individuate nella scoperta del fuoco ed in quella della ruota. La prossima sarà quando imparerà ad usare la logica.”
Una frase che sintetizza la sua visione della scienza come strumento di ragione, ma anche di umiltà e responsabilità: una ricerca costante che unisce conoscenza e valori, tecnica e riflessione, laboratorio e filosofia, fede e metodo sperimentale.
Antonino Zichichi resterà nella memoria come lo scienziato che ha saputo parlare al mondo della fisica, della cultura e della spiritualità, senza temere il dibattito né le controversie.
Di Patrizia Pisino per ComeDonChisciotte.org
15.02.2026
NOTE
Alcuni dei libri e saggi di Antonino Zichichi
Scienza ed emergenze planetarie. I pericoli dell’uso nefasto della scienza nonostante le sue grandi conquiste — ----BUR/Rizzoli, 2000 (saggio sui rischi etici della scienza moderna).
Perché io credo in colui che ha fatto il mondo. Tra fede e scienza — Il Saggiatore / Net, 2006‑2007 (riflessioni sul rapporto tra fede cristiana e scienza).
L’irresistibile fascino del tempo. Dalla resurrezione di Cristo all’universo subnucleare*— Il Saggiatore / Net, 2005‑2006 (riflessioni divulgative tra cosmologia e spiritualità).
Galilei divin uomo— Il Saggiatore, 2001 (biografia e lettura filosofica di Galileo Galilei).
L’infinito — Il Cigno GG Edizioni, 2021 (riflessioni filosofico‑scientifiche sull’infinito).
Un insegnamento per il futuro della nostra scienza. La mia testimonianza su Lord Patrick M.S. Blackett — Rubbettino, 2023 (memorie ed esperienze di formazione scientifica).
Fede, scienza, tecnologia. Siamo l’unica forma di materia vivente dotata di ragione — Libreria Editrice Vaticana, 2016 (saggio su uomo, ragione e scienza).
Matematica e bellezza. Fibonacci e il numero aureo — Il Cigno GG Edizioni, 2017‑2022 (esplorazioni culturali tra matematica e arte).
Il mondo secondo Zichichi. Antonino Zichichi dalla A alla Z — Barbera, 2013 (antologia tematica del suo pensiero).
Zichichi è stato uno dei fisici più prolifici del suo tempo, autore di oltre 500‑1.100 articoli scientifici su riviste internazionali in fisica delle particelle e fisica subnucleare, incluse scoperte sperimentali e invenzioni tecnologiche nel campo dei rivelatori.
Alcuni esempi (citazioni originali tratte da riviste scientifiche):
Massam, T., Muller, Th., Righini, B., Schneegans, M. & Zichichi, A. Experimental Observation of Antideuteron Production, Nuovo Cimento, 39 (1965) — osservazione sperimentale dell’antimateria nucleare.
Zichichi, A. et al. A Proposal to Search for Leptonic Quarks and Heavy Leptons Produced by ADONE*, INFN Report (1967) — proposte sperimentali su leptoni pesanti.
Zichichi, A. et al., vari articoli su rivelatori e misure di cross‑section in riviste come *Nuclear Instruments and Methods*, Lettere al Nuovo Cimento* (anni ’60‑’70).
alessandroparenti 17 febbraio 2026
Giulio Andreotti, legatissimo alla Chiesa e cattolico praticante(magari per strategia politica ma quindi a maggior ragione) fece la prefazione al libro di Odifreddi che lo sbeffeggia pubblicamente. La tesi dell'autrice è indifendibile. Zichichi sapeva muoversi bene nell'ottenere sponsorizzazioni, unica "scienza" in cui eccelleva.
maghi 17 febbraio 2026
almeno il prof Bardi una volta ammise che la ricerca in cui si impegnano di più gli scienziati è quella degli sponsor.
Difatti è passato dall' avvertire del picco del petrolio alla pubblicizzazione della transazione green. Un bel salto. Da risparmiamo il petrolio a sprechiamolo per il green.