AD ATENE, “VIENI DA ME, HO ACCESO IL RISCALDAMENTO”

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DI ZINEB DRYEF
www.rue89.com

Col rialzo del prezzo del gasolio, i greci tagliano il riscaldamento centrale e riaccendono il camino. Il bosco diventa una fonte preziosa, e le imprese ne approfittano.

Quando si arriva in questa zona della periferia nord di Atene, un quartiere piuttosto borghese con le case familiari e gli appartamenti confortevoli, la giovane donna che ci ha allertati si precipita all’esterno.

Trabocca di collera, la fa breve con i saluti, attraversa la strada, prosegue con le sue spiegazioni rabbiose, e alla fine si ferma.Siamo a una ventina di metri da casa sua, su una specie di campo che una volta doveva essere trasformato in un parco giochi. Ma poi è arrivata la crisi, le erbe infestanti hanno ripreso il proprio spazio, e i bambini dovranno aspettare.

La giovane bionda si ferma. Indica due tronchi tagliati, li vedete anche voi, su una linea regolare dove si alzano alberi radi e magri.

Gli ateniesi riaccendono i camini

Sono un po’ infastidito, là dove la mia interlocutrice vede un crimine io vedo solo un “furtarello”, un’espressione ormai sorpassata che mi è venuta alla mente.

Non le dico niente, scatto alcune foto per non offenderla. È profondamente indignata da questa cosa: alcuni uomini sono venuti a tagliare nel bosco vicino a casa sua!

Un suo vicino non si tirato indietro, ha preso nota della targa dei ladri e li ha denunciati alla polizia. Che ha sghignazzato: “Vorreste che noi ci occupassimo dei tizi che tagliano gli alberi mentre la criminalità galoppa?

Si resta qualche altro minuto alla ricerca di tronchi che sarebbero sfuggiti alla nostra vigilanza; se ne trovano molti altri. La giovane donna spiega che quella che pare inciviltà rivela una catastrofe: alcuni ateniesi si scaldano con la legna perché non si possono più permettere le bollette della nafta.

I vicini hanno riacceso i camini e spento il riscaldamento centrale. Visto che ha appena avuto un bambino, lei ha fatto la scelta di continuare a pagare, anche se 400 euro mensili per riscaldare la casa di 120 metri quadrati, sono davvero molti soldi.

Questo quartiere, costruito negli ultimi decenni, è stato l’ultima delle zone residenziali ad avere il camino nel salone. Oramai, è diventato vitale. “La sera, sembra di essere in paese. Tutti i camini fumano, l’odore della legna non è sgradevole ma, alla fine, ci ricorda che viviamo tempi difficili“, interviene Vassilis, l’interprete insieme a cui giro per Atene.

Vista l’esplosione dei prezzi della nafta, con un inverno insolitamente freddo – o almeno così è parso quest’anno – sono andate a moltiplicarsi le aziende di vendita di legna al dettaglio. Se andate a vedere qualche strada più lontano, consiglia la madre di famiglia, spuntano come funghi.

La Grecia deve importare legna

Qualche strada più in là incontro Kostas Sallis. Acconsente a parlare del suo lavoro: “Spero che non sia una nuova mossa del fisco per farci confessare il nostro volume d’affari.

La succursale da lui diretta si è insediata nel quartiere solo da quattro mesi – alcuni cartelli ci ricordano quello che avviene alle imprese del settore edilizio – ma all’interno del suo ufficio in prefabbricato ci ricorda di essere un veterano di questo settore: sono sette anni che ci lavora, niente a vedere con tutte queste piccole imprese che nascono negli ultimi mesi e che muoiono velocemente. Non teme la loro concorrenza: “La domanda è enorme, ci sarà posto per tutti. Ma il problema per queste piccole imprese è il fatto che i fornitori hanno già terminato le scorte. Oramai la legna viene importata, e le tasse sono enormi.

Non bisogna dimenticare che l’economia del legname è fondata su quella del petrolio. Se ne ha bisogno per il trasporto. E anche in questo caso le tasse sono sempre più alte. Gli ordinativi aumentano, ma anche le tasse. Solo i grandi riescono a sopravvivere.

Non si sofferma sulle sue difficoltà, lasciando presagire che faccia parte dei “grandi“, di quelli che possono “prenotare le scorte esistenti pagando in anticipo“. È fiero della sua legna, di quella greca, della quercia e dell’olivo, non di quella che alcuni fanno venire dalla Bulgaria e che è inadatta per la combustione nel camino. Sotto il suo ufficio, un cartello segnala i prezzi: “Un chilo: 20 centesimi. Un sacco: 10 euro. Un sacco di carbone: 10 euro“.

È sicuramente più conveniente della nafta, il cui prezzo è raddoppiato nel corso di quest’anno, e nel raggio di dieci chilometri, nel famoso quartiere dei camini, non si finisce mai di fare consegne. La sua impresa ha visto un aumento del 60% della domanda rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Il riscaldamento collettivo è oramai spento

E quelli che non hanno un camino? Acquistano una stufa a legna o smettono di riscaldarsi. Non ci sono dati per il centro di Atene, ma sono numerosi i palazzi che hanno deciso di tagliare il riscaldamento collettivo. Troppi i costi per i residenti. Ognuno deve trovarsi una soluzione: uscire la sera, vestirsi bene per dormire, investire in una stufa a legna. Vassilis ci scherza sopra: “Prima, si diceva ‘Vieni, bella, nella mia Porsche Cayenne’, erano gli anni dei soldi facili. Ora, si dice “Vieni da me, ho acceso il riscaldamento’.”

Kostas, per farci capire l’impoverimento della popolazione, assicura che spesso le quantità richieste sono ridicole, qualche volta “4 o 6 euro“. Non ha il coraggio di rifiutarsi.

Quando lo interrogo sugli alberi tagliati nel suo quartiere, conferma che il fenomeno esiste, ma che l’abbattimento selvaggio è compiuto soprattutto dalle imprese: “I fornitori tagliano più alberi rispetto a quanto abbiano diritto. Adesso si spingono molto oltre, visto che i servizi forestali sono stati smantellati.

Un dispaccio dell’AFP ci informa che “dopo la constatazione degli abbattimenti illegali, i servizi forestali hanno redatto 1.500 denunce nel 2011, il doppio dell’anno precedente, in un paese dove il 70% delle foreste è di demanio pubblico“.

“Il camino, riscaldamento psicologico”

La cosa più triste, lasciando da parte Kostas, è che con la legna ci si scalda poco: “Il camino è un riscaldamento psicologico. Scalda solo un ambiente, non una casa e neppure un appartamento!

Rimpiange un periodo lontano. Era prima del 2010: “Il vero utilizzo del camino, risale a tanto tempo fa. Avevamo il riscaldamento centrale e si accendeva il camino per il piacere di bere un whisky di fronte al calore.

Con gli occhi riversati sulla televisione, ora commenta le quotazioni di Borsa: “Ho acquistato una volta delle azioni. Volevo raddoppiare il mio patrimonio, allora ho fatto acquisti nel settore edilizio.

Ride di avere avuto davvero poco fiuto: “Avrei dovuto spendere quel denaro. Godermelo.”

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Fonte: A Athènes, « viens chez moi, j’ai allumé le chauffage »

14.02.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

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