Accordo sul grano: corridoi sicuri da Odessa e da altri due porti ucraini

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A Istanbul è stato fatto un concordato che prevede l’esportazione di 25 milioni di tonnellate di grano, che saranno consegnati ai mercanti globali, bloccati nei porti ucraini dopo l’inizio dell’operazione speciale russa.

La firma è avvenuta nel palazzo Dolmabahce, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha commentato con entusiamo:

Oggi c’è un faro sul Mar Nero. Un faro di speranza, un faro di aiuto – in un mondo che ne ha bisogno più che mai.

L’accordo è stato firmato da Ucraina e Russia, in maniera separata, con la Turchia e l’Onu, infatti non è prevista un’intesa diretta fra Mosca e Kiev.

Da questo incontro sono stati avanzati due documenti:

  • Il primo è il normale accordo che definisce l’algoritmo per l’esportazione di prodotti agricoli dai porti controllati dall’Ucraina;
  • Il secondo è un memorandum che prevede il coinvolgimento delle Nazioni Unite nell’eliminazione delle restrizioni all’esportazione di prodotti agricoli e fertilizzanti russi sui mercati mondiali.

Non sono previste scorte militari per le navi che porteranno il grano, e la Russia ha garantito che non approfitterà per trarre vantaggi militari.

Prima di questa intesa, i Paesi del G7 incolparono la Russia per l’aumento dei prezzi alimentari globali. Mosca si difendeva assicurando che non stava impedendo le esportazioni di grano dall’Ucraina e che l’accesso ai porti ucraini è stato minato dalle stesse autorità di Kiev.
Comunque la giornata di ieri è stata storica, tant’è che Recep Erdogan, Presidente turco, ha affermato “stiamo evitando insieme l’incubo della fame globale“.

Anche il nostro ex premier Mario Draghi e il nostro ex ministro degli esteri Luigi Di Maio hanno rilasciato una dichiarazione, chiaramente positiva, in cui hanno esibito con compiacimento l’importanza della loro influenza politica.

L’Italia si è fortemente impegnata negli scorsi mesi per sostenere l’iniziativa di mediazione della Turchia con il ruolo centrale delle Nazioni Unite“.

In conclusione il prezzo del grano torna ai livelli precedenti dell’attacco russo in Ucraina e l’accordo è valido per 120 giorni, poi sarà possibile una proroga.

Ciò significa che il nuovo raccolto, che inizierà a essere spedito in agosto, potrà partire attraverso corridoi sicuri e collaudati.

 

FONTI:

Sara Iannaccone, 24.07.2022

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