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ABOLITELO!


DI JAMES RYAN
Thomas Paine’s Corner

Più volte fonti autorevoli, tra le quali Seymour Hersh, hanno parlato di forte ostilità nei confronti del governo Bush da parte di ufficiali e membri delle forze armate USA, testimoniata da parecchie recenti dichiarazioni di generali in pensione. C’è chi si è spinto ad affermare il rischio di colpo di stato militare nel caso che il pazzo criminale oggi inquilino della Casa Bianca voglia lanciare una guerra all’Iran che rischierebbe di distuggere l’esercito USA. Questa lettera di James Ryan, ex ufficiale e cofondatore di West Point Graduates Against The War [Laureati di West Point contro la guerra] mostra che potrebbe esserci una parte consistente delle forze armate davvero stanca dei “guerrieri da salotto” di Washington. E che potrebbe tenere fede al giuramento reso alla Dichiarazione di Indipendenza e “abolire” un governo corrotto che non si cura della vita di milioni di iracheni e di migliaia di giovani statunitensi. N.d.R.


“Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o abolirlo, e creare un nuovo governo….”


Dichiarazione d’ Indipendenza

Adottata dal Congresso il 4 Luglio 1776Ne abbiamo il diritto. Ne abbiamo il dovere. Thomas Jefferson lo ha detto.

Lo scorso autunno i politici hanno visto il desiderio della gente e il congresso è stato “alterato”. Ora noi, il popolo americano, guardiamo alla volontà del congresso. Quella catastrofe umana che è l’ Iraq è stata ridotta dai nostri rappresentanti a giochetti linguistici, curiose prese di posizione in vista delle prossime elezioni, risoluzioni vuote e poco serie, e a una stupefacente mancanza di riguardo per i desideri della maggioranza degli americani. Eppure hanno avuto il tempo e l’impudenza di incolpare i generali per la condotta della guerra. Il congresso ha dovuto aspettare l’eutanasia di Rumsfeld per trovare determinazione. E dopo, invece di sottoporre Bush a un processo di impeachment, hanno pugnalato i militari, coloro che sono tenuti sempre a dire “Grazie sir/madam! Orgogliosamente al suo servizio!”

Per chi lavora questo congresso?

Il ramo esecutivo ha continuato il suo arrogante modo incomprensibile di parlare. La nave dello Stato è affondata in Iraq. Motori avanti tutta! Ha detto il balbettante Bush, a cui sono serviti due mesi per uscirsene con un cosiddetto piano, licenziare alcuni generali e poi proporre un banale, ma poetico, “incremento” di truppe. (Chi ha creato questo eufemismo offensivo?) Questo incremento è stato ridotto ad una serie di graduali impulsi ascendenti, o forse intermittenti, eppure sempre verso l’alto, mini-inasprimenti, che devono raggiungere il massimo a metà dell’anno. O così sembra indicare l’attuale balbettio. Naturalmente l’incremento è un falso, una truffa. In realtà non ci sono truppe fresche che vanno, solo stanchi, demoralizzati veterani che sono già stati lì, e molti di loro più di una volta. Il più potente esercito del mondo sta venendo distrutto.

Per chi sta lavorando questo Bush?

Nel frattempo Bagdad continua il suo insanguinato rantolo di morte. Un ammiraglio è attualmente incaricato delle operazioni in Iraq, forse per essere più vicino alle sue navi da guerra nello Stretto di Hormuz. E un nuovo generale dell’esercito è stato nominato per supervisionare l’ “incremento”. Il suo ultimo incarico era di addestrare l’esercito iracheno. Ovviamente egli non ha avuto il tempo di finire quel lavoro. Ma per aiutarlo a raggiungere la vittoria o ” a finire (l’altro) lavoro”, egli ha costruito uno staff di ufficiali composto da laureati arrampicatori, proprio come lui. Se questa guerra avesse avuto qualcosa a che fare con i cervelli non avremmo dovuto iniziarla. Ma c’è un tocco nostalgico qui che ricorda spaventosamente la banda di MacNamara in Vietnam.

Perciò cosa potete chiedere? Questo è quanto. L’esercito degli Stati Uniti è stato distrutto. Come lo sappiamo? Ce lo dice l’esercito stesso. ‘Per piacere continuate questo lavoro’, ci dice l’ufficiale anziano in Iraq, ora al suo secondo giro. ‘Voi parlate per molti di noi in servizio attivo’, dice un altro. ‘Fate qualcosa per piacere’ dice il genitore di un giovane laureato di West Point in servizio in Afganistan. Questa gente ha fiducia in noi, e noi in loro. Per dirla semplicemente, il caos regna, il morale è basso e i soldati ne hanno abbastanza. Come abbiamo detto recentemente a un membro del congresso sulla sventura di un ufficiale in servizio attivo, ” quando un laureato di West Point dice ‘ non so cosa fare’, noi, come nazione, siamo nei guai.”

Abbiamo scritto al congresso senza risultato. Abbiamo fatto visita ai nostri rappresentanti, senza risultato. Abbiamo incoraggiato il nuovo Speaker of the House [l’equivalente del presidente della camera n.d.t.] a sottoporre a impeachment il presidente degli Stati Uniti, senza risultato, e senza ottenere risposta. La nostra organizzazione è composta da centinaia di membri usciti da West Point o da altre accademie. Nonostante le restrizioni governative sul coinvolgimento politico, alcuni di loro sono in servizio attivo, molti con molteplici periodi di servizio in combattimento. Parlano dall’alto di un’esperienza che nessuno, ripeto, NESSUNO, che faccia parte del governo ha mai avuto. Ci dicono che la nostra organizzazione e i suoi principi parlano a nome loro. Noi tutti una volta abbiamo giurato ” di appoggiare e difendere la costituzione degli Stati Uniti, contro tutti i nemici, esterni ed interni.” nonostante molti di noi non siano più in servizio, siamo ancora fedeli e vincolati a quel giuramento, così come tutti i nostri colleghi attualmente in servizio. Infatti questo è un legame che non romperemo e non lasceremo che venga rotto. Così diciamo e così scriviamo. Eppure la gente del governo a cui parliamo sembra non darvi importanza. Si battono pubblicamente il petto gridando “APPOGGIATE LE NOSTRE TRUPPE!”. Ma questo per loro vuol dire solo altri miliardi in contratti per la difesa, e non un solo centesimo di rispetto verso di essa.

Nonostante le allucinazioni di Cheney, questa guerra, fatalmente malata moralmente, legalmente e strategicamente, è stata un errore colossale. Così noi diciamo ancora ai nostri guerrieri da salotto del congresso, portate via le nostre truppe, i nostri uomini e donne, fuori dall’ Iraq, ORA. La guerra, lanciata con l’inganno da George W. Bush con l’approvazione del congresso, ha distrutto la reputazione e l’onore del nostro paese e ha severamente danneggiato e abusato dell’esercito degli Stati Uniti. Tali crimini e violazioni sono preoccupanti. C’è una lunghissima lista di abusi e usurpazioni di cui sono colpevoli Bush e il suo governo. Insulto alla nazione. Abrogazione della costituzione. Distruzione dell’esercito. Chiaramente questo governo si comporta e si è comportato in maniera distruttiva nei riguardi dei fini intesi dai nostri padri fondatori. Su questioni vitali alla sopravvivenza delle nostre forze armate, della nostra gioventù, e dell’onore della nostra nazione, la maggioranza degli americani rimane ora senza rappresentanza e degradata dal presidente degli Stati Uniti e dal congresso. Non è ora di dare retta alle parole di Thomas Jefferson e ricordare, riaffermare, i NOSTRI diritti? E di compiere il NOSTRO dovere?

“Ma quando una lunga serie di abusi e usurpazioni, che perseguono invariabilmente il medesimo obiettivo, manifesta il disegno di ridurre loro sotto un assoluto Dispotismo, è loro diritto, è loro dovere rovesciare un simile Governo e provvedere a nuove Garanzie per la loro futura sicurezza.”

Dichiarazione d’ Indipendenza

Adottata dal Congresso il 4 Luglio 1776

Non abbiamo noi tutti il dovere di alzarci e parlare contro un governo quale è il nostro e tutti i suoi membri? Cioè – abolite questa guerra ora o, come affermò Thomas Jefferson, saremo noi ad abolire voi.

James Ryan, laureato nel 1962 alla United States Military Academy, è cofondatore di West Point Graduates Against The War e Service Academy Graduates Against The War .

Fonte: http://civillibertarian.blogspot.com/

Link: http://civillibertarian.blogspot.com/2007/02/abolish-it.html

06.02.2007

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • Manunkind

    Mi dispiace scrivere un commento senza aver letto l’articolo_

    Ma purtroppo vado molto di fretta_

    Però c’è una rapida riflessione che mi ha suggerito questo tema_ Se la società civile, i cittadini, si pongono il problema di “abolire” il Governo in carica, dovranno porsi subito la domanda da che parte stiano le Forze Armate_

    Supponiamo che le Forze Armate stiano dalla parte dei cittadini e diano il via a un Golpe militare, con l’onesta e limpida intenzione di restituire lo Stato ai suoi legittimi proprietari e a un’amministratività “democratica”_ Di conseguenza ci troveremo, anche se per pochi giorni, nella situazione in cui l’Esercito stratosfericamente più potente del mondo, e forse più potente di tutti gli altri messi insieme, avrà in mano il potere politico totale – diciamo semplificando – del “mondo” – o almeno del mondo che conta e che decide_

    Cosa potrà succedere?? Restituirà civilmente e come programmato il potere?? Si farà venire certe tentazioni?? Sarà agganciato dai rappresentanti più alti del potere economico che ne faranno un po’ di pulizia e cercheranno di usarlo per i loro bisogni materiali e perfino fisiologici??

    L’aria che tira comunque mi taglia il respiro_

    Leonardo Migliarini