6,5 milioni di disoccupati americani: la prova della carenza di dollari USA

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Oggi vi propongo una pubblicazione apparsa sul sito AppliedMMT – si parla del tema occupazionale che da sempre affetta le vite dei lavoratori. Avere un lavoro, e soprattutto un lavoro remunerato in modo da consentirci di condurre una vita dignitosa a noi ed alle nostre famiglie, è certamente l’elemento principe su cui dovrebbero poggiare le solide fondamenta di ogni stato democratico moderno.

Non a caso i padri fondatori della nostra Costituzione hanno messo il tema “lavoro” già nel primo articolo:

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”

Non voglio usare questo spazio per spiegazioni tecniche che già sono ampiamente illustrate nella pubblicazione che andrete a leggere, voglio solo ricordarvi un principio aritmetico-contabile che ognuno di noi dovrebbe avere bene presente, riguardo alle cause della disoccupazione involontaria. Quando sentite qualcuno parlare di disoccupazione, che sia la TV, i giornali, i social o l’uomo della strada, dovete prontamente ribattere che:

“la disoccupazione involontaria è sempre e soltanto frutto di un deficit troppo basso da parte dei governi”

Dal momento quindi che la disoccupazione involontaria è frutto di una scelta politica di non spendere a sufficienza, ovvero di rendere scarsa l’offerta di moneta (che ricordo essere numeri creati dal nulla!), chi intraprende tale scelta è totalmente responsabile per la morte e la distruzione delle vite e dei beni che lascia dietro di sé.

Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Modern Monetary Theory

21 maggio 2024 – Il team di AppliedMMT

Spesso si rimprovera al nostro regime di moneta fluttuante, non convertibile, “fiat”, di essere soggetto ad abusi da parte di “politici che cercano di comprare voti” e di “spendere soldi come un marinaio ubriaco”, gravando i nostri figli e nipoti di un debito paralizzante che non saranno mai in grado di ripagare.

In realtà, gli attuali livelli di spesa pubblica sono troppo bassi, almeno rispetto alla tassazione e ad altre politiche di inibizione della domanda, e i 6,5 milioni di americani attualmente disoccupati ne sono la prova.

Via le ancore

All’inizio dell’anno, il 27 marzo 2024, è morto a 90 anni lo psicologo Daniel Kahneman che, con il suo socio Amos Tversky, ha esercitato una profonda influenza in un campo che è diventato noto come “finanza comportamentale”. La sua opera più importante, “Pensieri lenti e veloci”, era una lettura obbligatoria quando seguivo i corsi di finanza come studente universitario. In “Pensieri lenti e veloci”, Kahneman mostra come gli esseri umani siano inclini a pregiudizi che portano a una logica e a un processo decisionale errati. Un esempio è il concetto di “ancoraggio”. Wikipedia definisce l’ancoraggio come “un fenomeno psicologico in cui i giudizi o le decisioni di un individuo sono influenzati da un punto di riferimento o ‘ancora’ che può essere completamente irrilevante”.

Forse non c’è esempio migliore di “ancoraggio” del punto di vista degli economisti tradizionali sulla cosiddetta “piena” occupazione. Molti economisti ritengono che un tasso di disoccupazione del 5% indichi un’economia in piena occupazione. Eppure, abbiamo mantenuto un tasso di disoccupazione inferiore al 4% per 26 mesi consecutivi! Questo è uno dei motivi per cui il periodo recente è stato così scioccante per gli economisti tradizionali: secondo i loro modelli, siamo in “piena occupazione”, eppure mese dopo mese l’economia statunitense ha aggiunto centinaia di migliaia di posti di lavoro. Ma se proviamo a sostenere che non siamo in una situazione di “piena occupazione”, veniamo liquidati come eretici.

Quindi, ignorate le affermazioni degli economisti sulla piena occupazione e liberatevi dal pregiudizio di ancoraggio che disturba il pensiero razionale in relazione alla disoccupazione. Un’economia con un tasso di disoccupazione superiore allo 0,0% non è per definizione in piena occupazione. Vediamo cosa significa.

Carenza di dollari USA

Secondo il BLS (Ufficio delle Statistiche del Lavoro, N.d.T.), ad aprile di quest’anno, 6,5 milioni di americani sono attualmente disoccupati (un tasso del 3,9%). Il BLS definisce il termine “disoccupato” come segue: “Le persone sono classificate come disoccupate se non hanno un lavoro, se hanno cercato attivamente lavoro nelle precedenti 4 settimane e se sono attualmente disponibili a lavorare”. In altre parole, ci sono 6,5 milioni di americani che stanno cercando lavoro e non riescono a trovarlo. Queste persone si offrono come manodopera a un prezzo in dollari (cioè vendono manodopera, comprano dollari) e non c’è un’offerta (o almeno, un’offerta sufficientemente alta da giustificare l’uscita dall’assistenza alla disoccupazione). In altre parole, l’offerta di dollari USA nel settore privato è insufficiente per impiegare milioni di americani. Meno persone che lavorano significa meno ricchezza reale, quindi mantenere l’offerta di moneta artificialmente ridotta è una ricetta per renderci collettivamente più poveri.

Nonostante questa realtà, molti sostengono ancora il ritorno al gold standard o l’investimento in criptovalute come il Bitcoin, la cui offerta fissa gli conferisce presumibilmente un “valore di scarsità”.

In effetti, l’ossessione per la “massa monetaria” (o aggregati monetari) ha dominato a lungo la teoria e il discorso economico, basandosi sullo sfortunato mito che il denaro sia in qualche modo una risorsa naturale scarsa piuttosto che un’ingegnosa invenzione umana. L’equazione di scambio, forse uno dei concetti più basilari e fondamentali dell’economia tradizionale, recita come segue:

M = massa monetaria

V = velocità del denaro in circolazione

P = livello dei prezzi

Q = quantità di transazioni per beni e servizi

Questo concetto fu espresso per la prima volta in modo algebrico da Irving Fisher nel 1911 e pose le basi per il movimento economico monetarista negli Stati Uniti, guidato dal celebre Milton Friedman. Friedman, un se-dicente libertario che esaltava le virtù del libero mercato e dell’impresa privata pur avendo trascorso tutta la sua vita professionale nel mondo accademico e nel servizio pubblico, portò avanti l’idea che la Fed potesse controllare l’offerta di moneta, espandendola in caso di debolezza economica e contraendola se la situazione diventava troppo calda. In questo modo, si sosteneva, che la banca centrale di un governo potesse massimizzare la produzione economica reale proteggendosi dall’inflazione. Naturalmente, tutto questo era un’assurdità, poiché la Fed non era nemmeno in grado di definire, e tanto meno di controllare, la cosiddetta “massa monetaria”. Friedman ammise più tardi di essersi sbagliato.

Tornando all’argomento in questione, mentre le persone (in particolare i fanatici dell’oro e gli iper-inflazionisti del Bitcoin) sono ossessionate dai concetti relativi alla “massa monetaria”, si presta poca attenzione alla domanda di moneta. L’economia tradizionale parte dal presupposto implicito che la domanda di denaro sia infinita, ma a cosa serve avere denaro se non si può comprare nulla con esso?

Bitcoin e oro sono celebrati per la loro presunta scarsità di offerta. Ma l’offerta non ha senso senza una componente di domanda. I fanatici di questi asset, ignorano la presunta scarsità di dollari USA rispetto alla domanda, e i 6,5 milioni di disoccupati americani sono la prova che l’offerta è attualmente troppo bassa.

La scarsità di dollari significa che i mercati non sono in grado di compensare. Ecco perché un programma federale di garanzia del lavoro (anche detto “datore di lavoro di ultima istanza” o “lavoro di transizione”) è un’idea politica così convincente: il governo stabilirebbe una soglia minima per il prezzo della manodopera non governativa, consentendo al mercato di liberarsi e all’offerta di dollari di tornare in equilibrio con la domanda. In questo modo si aumenterebbe anche il bacino di lavoratori disponibili che il settore privato può assumere, legando al contempo l’USD al prezzo della propria manodopera anziché svilirlo distribuendo omaggi. A nostro avviso, questo allenterebbe le pressioni inflazionistiche.

Non siamo esperti di politica in sé, e siamo aperti ad altre ricette per curare la carenza di dollari. Ma vediamo molti contenuti online da parte di persone che avvertono di un imminente crollo del dollaro USA, di solito associato a una sorta di meme/figura retorica sui governi che stampano denaro e sulla Germania di Weimar. E spesso si tratta di persone che parlano “pro domo sua” (per esempio, sono in posizione lunga sull’oro e/o sul Bitcoin e possono trarre vantaggio dall’aumento dei loro prezzi). Ignorate questi predatori. Ci sono 6,5 milioni di americani che fanno offerte per i dollari USA che non vengono soddisfatte (traduzione estrapolata dal contesto “that aren’t getting hit” ma difficile da verificare, N.d.T.). Il dollaro USA non crollerà presto.

Link: https://appliedmmt.com/usd-shortage-unemployment/

Traduzione (IMC) di CptHook per ComeDonChisciotte

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