2020- addio a un anno minore

di Zory Petzova, ComeDonChisciotte.org

Costituitosi nel sistema cronologico come lo spartiacque fra un prima e un dopo, il 2020 sarà annoverato dalla sociologia come l’inizio dell’involuzione della specie umana, l’anno in cui alla società post-moderna sono bastate poche pressioni poiché regredisse a uno stato di minorità dei livelli del feudalismo medievale, annullando con un colpo solo tutto lo sforzo dell’evoluzione sociale compiutasi finora, e cancellando per sempre la magistrale lezione di I.Kant, secondo cui il più alto e nobile scopo dell’essere umano è l’esercizio della ragione. La ragione intesa come la facoltà primaria dell’uomo di pensare, collegando fra loro concetti e idee secondo rapporti logici, ma anche come una struttura sovratemporale che dà unità e senso alla complessità della vita, che altrimenti si dissolverebbe nella particolarità e nel relativismo delle singole esperienze e dei singoli casi empirici; la ragione come luce, come guida che fa discernere fra il vero e il falso, il giusto e l’ingiusto, il bene e il male. Invitando a uscire dallo stato di minorità da imputare a se stessi, Kant dichiarava che nessuno poteva richiamarsi a dogmi di fede e atti di fiducia cieca, e che nessuna idea poteva essere ammessa in una discussione pubblica senza una argomentazione razionale, volta a spiegare, dimostrare o confutare una data affermazione.

Nel anno passato la ragione è stata la grande assente nelle discussioni e nelle decisioni della classe politica, a meno che per quest’ultima non si sia trattato di uno stato di minorità e di un’inadeguatezza intenzionali; è stata assente dall’operato degli esperti tecno-scientifici dell’emergenza, dove hanno prevalso gravi conflitti d’interesse; ma la sua assenza è stata eclatante oltre tutto nella sintomatologia comportamentale delle persone comuni, persone che, intercettate un anno prima, non avrebbero mai ammesso di poter agire un giorno in modo così cieco e autolesionista, e di dover bandire come fosse un tabù proprio la capacità di pensare. La debolezza della ragione porta inevitabilmente alla stupidità, scriveva R. Musil, ma non a quella semplice e onesta, dovuta alla mancanza di educazione, bensì alla stupidità pretenziosa, quella delle élite che si prefigurano alla guida della società, ma praticano pensieri banali, poveri di immagini e di bellezza, incapaci addirittura di nascondere la propria vanità. Il raffinato studioso della stupidità avvertiva di non sottovalutare mai la stupidità perché essa è la vera dittatura, a maggior ragione perché sa dissimulare se stessa. “A differenza della verità, che ha solo una veste in ogni occasione, la stupidità è mobile in tutti i sensi e può indossare tutti i vestiti della verità, e non c’è praticamente nessun pensiero importante che essa non sia in grado di utilizzare.”

Qualcuno potrebbe obbiettare, dicendo che una gran parte delle persone, senza differenza di posizione sociale, non esercitassero la ragione nemmeno prima, ma a tale obbiezione si potrebbe rispondere che forse prima non ne avevano bisogno, e che è nei momenti critici e di straordinaria difficoltà che una capacità, una facoltà latente debba essere tirata fuori. Nello sviluppo sociale che ha succeduto all’Illuminismo, l’evoluzione del pensiero è stata portata avanti da una istruzione sempre più diffusa e dall’educazione a pensare in modo critico e razionale, in modo autonomo, il che ha distinto la mentalità dell’uomo moderno. Motivo per cui alcune capacità cognitive, acquisite e rafforzate dal processo culturale-educativo, dovrebbero avere una espressione epigenetica maggiore, essere di tendenza dominante, o quanto meno fungere da filtro rispetto agli istinti primari, fra cui la paura atavica della morte e l’inclinazione alle superstizioni, che oggi agiscono sotto le mentite spoglie della scienza.

Quello che è avvenuto quest’anno invece è aver accettato di essere governati proprio dalla paura e dalla suggestione, che non avrebbero potuto che creare un bipolarismo irrazionale, dove alla cieca paura è stata contrapposta un’altrettanto cieca fede scientista, con la speranza nel miracolo di un vaccino, senza che quest’ultimo disponga dei minimi requisiti di efficacia e di sicurezza. La ragione, benché basata sulla ratio, non è sinonimo di scienza, ma la unisce assieme alle altre forme di conoscenza; essa è lo strumento con cui tutto ciò che è nascosto, occultato, confuso viene portato alla luce e all’evidenza, e cioè alla presenza razionale. Un compito che può essere svolto solo partendo dall’evidenza soggettiva, ossia dalla nostra capacità di pensare; solo il soggetto pensante può rendere le cose vere, a prescindere da ogni teoria, propaganda o narrazione dominante, perché solo la ragione ci permette di riconoscere il senso intenzionale di ciò che accade. Come scriveva E. Husserl, il mondo e la storia non sono un accumularsi insensato di fatti, ma il progressivo rivelarsi e realizzarsi di ciò che è nascosto.

Nel corso della storia la pandemia appare non come un accadimento contingente, anche se in questo modo è stata presentata; al contrario, essa irrompe già carica di inquietudine, di un telos destabilizzante, e le conferme non tardano ad arrivare, implicite nelle stesse modalità – politiche e ideologiche, della sua gestione. Ma anche volendo ipotizzarla come un evento accidentale, essa appare ugualmente paradigmatica di un nuovo quadro sociale, un quadro inedito. Le reazioni (ir)razionali, provocate dall’annuncio della pandemia, che hanno portato a veri e propri atti di autolesionismo, come quelli di porre auto-limitazione perfino al proprio respiro, sono difficilmente analizzabili, in quanto, da una parte, potrebbero essere interpretate come espressione dell’istinto di autoconservazione, anche se con effetti opposti, ma dall’altro andrebbero viste come i riverberi di un patto, di una convenzione sociale, fatta di pressioni nemmeno tanto sottili. Analisi ancora più difficile, considerando che, in un contesto fortemente manipolabile dai mass-media, non è possibile stabilire dove finisce la volontà individuale – razionale o irrazionale che sia, e dove inizia la convenzione sociale, comprensiva di tutte le imposizioni di obblighi e sanzioni, ossia di forme di coercizione. Spesso quello che crediamo essere un comportamento individuale, pensato e misurato a una esistenza concreta e specifica, è espressione di un condizionamento o di una necessità sociale, come quella di essere accettati dagli altri. A questo punto bisogna chiedersi se la volontà e la libertà individuali non fossero solo una chimera giuridica.

Nell’antichità il singolo individuo si considerava parte del polis e della comunità, successivamente si considerava un suddito- dell’impero, del Regno, dello Stato. Lo spazio personale inizia ad emanciparsi dalla comunità con l’avvento del Razionalismo, quando la ragione da semplice accessorio diventa strumento attivo della conoscenza. Nella modernità inizia a emanciparsi dallo Stato anche la società, costituendo parte attiva le cui dinamiche ed esigenze si fanno istanze: nasce lo Stato di diritto. A differenza del passato, dove la pressione sull’individuo veniva esercitata in gran parte dalla tradizione, nello Stato moderno le pressioni, che mirano a conformare a un determinato modello di comportamento, vengono svolte con gli strumenti delle ideologie, l’istruzione, l’educazione. Con i mezzi di influenza e di controllo più raffinati, l’individuo assorbe e interiorizza i valori delle élite senza percepirli come una coercizione esterna, bensì come una convinzione propria interiore. In questo modo l’artificiale costruzione dello Stato, che per lungo tempo è stato percepito e contrastato come un corpo estraneo alla vita organica della comunità, diventa parte integrante della coscienza di ogni individuo. L’ideologia e la narrazione delle libertà e dei diritti individuali procedono mano a mano con la sempre più crescente dipendenza dalle garanzie delle autorità istituzionali, per cui, nel momento in cui le istituzioni diventano sovranazionali e non più democratiche, l’individuo si trova a dover dipendere dalle decisioni e dalle imposizioni di forze economiche, politiche, burocratiche totalmente sconosciute e anonime, e per questo ancora più potenti. Ma in questo percorso la società post-moderna globale e globalizzante è ripiombata nel buio del medioevo, perchè, similmente a come accadeva nei confronti di papi e re, non può più chiedere al potere di legittimarsi all’opinione pubblica in modo razionale, ma deve obbedire e accettarlo per come è.

‘Il salto di qualità’ che l’emergenza pandemica- volente o nolente- è riuscita a conseguire è proprio questo: all’improvviso l’individuo si è svegliato in una nuova realtà, dove non solo non poteva esercitare le sue consuete libertà, ma non poteva nemmeno reclamare la mancanza di garanzie giuridiche, e nemmeno esternare pubblicamente il proprio dissenso. In modo repentino e inafferrabile egli è passato da un’entità sociale a una mera unità biologica, in quanto la differenza fra il suo essere e il suo non essere ha assunto le misure di un virus, al netto di ogni titolarità di diritti sociali, economici e individuali. A questo punto possiamo chiederci che valore reale abbiano le norme costituzionali, tutt’ora vigenti nella loro formalità, se è stato possibile sopprimerle così facilmente.

Vista con un certo cinismo, l’emergenza pandemica è stata l’operazione sanitaria perfetta, dove ‘sanitario’ è riferito non alla malattia Covid, bensì a un esperimento che implica la sanità mentale di tutta la società. Il fatto peculiare di questa emergenza è stato il concorso sincronizzato fra governanti, esperti e media nel creare l’effetto di massa nocebo (che sarebbe l’opposto di placebo). Sarebbe bastato riversare 24 ore al giorno per alcuni mesi numeri, immagini e statistiche di malati e morti, con la continua presenza dell’immagine grafica del virus, per creare il fenomeno della Mass Psychogenic Illness che, in assenza di virus e batteri, assume gli stessi sintomi fisici delle malattie respiratorie, manifestazioni molto simili tra l’altro alla sintomatologia Covid (voce consultabile su Wikipedia), per cui anche gli individui più ragionevoli e resistenti si sono visti costretti a immaginarsi malati e a cadere nella rete dell’isteria di massa, un fenomeno tra l’altro molto diffuso nel Medio evo, ma con implicazioni ben meno deprimenti.

Quello che più propriamente ha avuto luogo nella nostra società è una lunghissima e lungimirante propaganda dello stress, ma mentre lo stress provocato da una paura reale è utile all’esistenza, in quanto libera l’ormone dell’adrenalina che mobilita l’organismo per difendersi meglio dal pericolo, uno stress protratto, anche se esercitato solo a livello psico-mentale, è in grado di cambiare sottilmente il nostro metabolismo bio-chimico, e a portare a un abbassamento delle forze immunitarie, esponendo maggiormente l’organismo alle infezioni, nonché a una serie di disagi. Ma i disagi più permanenti rimarranno quelli culturali, visto che è stata creata ad hoc una nuova religione, con un nuovo consenso che divide fra buoni e cattivi, con le nuove categorie e il lessico della neolingua, con le nuove liturgie, simbolismi e ritualità che, per quanto artificiosi e sterili, faranno rimpiangere i peggiori monoteismi. Un nuovo sistema di dogmi, un nuovo senso comune si è fatto dominante, e ci invoca di fidarci ciecamente della scienza senza dubitarci, senza metterla sotto esame. Il sacrificio dell’intelletto è l’atto supremo della nuova religione, il fanatismo del scientismo.

Per chi ancora conserva la ragione, egli sa che la nostra ragione ha bisogno di pensare il pericolo, qualsiasi esso sia, come qualcosa che può essere affrontato e gestito con calma e ponderazione, e che in questo modo tutto il corpo psico-fisico darà le risposte migliori, ma si trova a dover combattere con la suscettibilità dell’immaginazione che tende verso le tonalità oscure e distopiche. Inoltre, la ragione sa, o in qualche modo intuisce, che questa è stata la finalità di chi ha gestito la situazione pandemica, e di chi ha contribuito a crearla. Ma in questo nefasto anno la ragione si è trovata come un gigante imbrigliato dai Lilliput del regno del nanismo mentale, costretta a un semi-sogno, un semi-pensiero, un semi-volere, a una semi-esistenza. Un anno minorato, che sarà impossibile dimenticare.

31 dicembre 2020

 

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AlbertoConti
AlbertoConti
31 Dicembre 2020 , 12:04 12:04

La tecnologia cambia l’economia, e la orienta sempre più verso la logica aziendalistica. Da una parte abbiamo i vecchi valori umanistici, ad es.: “Dio, Patria, Famiglia”, sui quali fondare l’idea di politica, di autodeterminazione dei Popoli, mentre dall’altro abbiamo un diverso organismo sociale, che possiamo sintetizzare in italiano in S.p.A.

Le S.p.A. tendono alla privatizzazione della grande proprietà, alla stratificazione sociale per reddito, al progetto nascosto ma evidente “produci, consuma, crepa”

Il covid non ha fatto altro che evidenziare questa lotta impari, tra valori umani e valori aziendali: solo il vaccino ti salverà e devi fidarti della S.p.A.
Ovvero la morte della politica, prima ancora della ragione. Una politica ormai dichiaratamente sconfitta, corrotta, piegata al lobbismo, il braccio armato della dimensione aziendale della civiltà umana.

Azienda e privato, riferito alle grandi concentrazioni di ricchezza sperequata, sono la dimensione totalitaria della civiltà tecnologica.
La mente che mente non può essere l’antidoto a questa pandemia psicotica. Ci vuole il cuore.

Cangrande65
Cangrande65
31 Dicembre 2020 , 12:06 12:06

Ottimo articolo.

Un solo appunto, relativamente al finale…
Non sarà l’anno appena trascorso, impossibile da dimenticare…, ma questo che sta per arrivare…

La massa belante non immagina nemmeno lontanamente cosa “loro” hanno programmato…

Certo: fame, rivolte in strada represse nel sangue, stretta ulteriore sulla libertà, disoccupazione a livelli mai visti, supermercati semi-vuoti, chiusura dell’80% dei piccoli commercianti, del 100% del settore turistico.

Ma aggiungo solo un’altra cosa…: “Progetto “Blue Beam”…

fuffolo
fuffolo
Reply to  Cangrande65
31 Dicembre 2020 , 12:17 12:17

La massa si farà i vaccini, starà male e darà la colpa della terza ondata a chi non lo ha fatto. Preparare valide giustificazioni.

Cruciverba
Cruciverba
Reply to  Cangrande65
31 Dicembre 2020 , 13:08 13:08

Bhè il Blue Beam non è improbabile visto che le pecore ora sono propense a credere a qualsiasi cosa venga loro propinata .
Il tempismo per me cozza , in quanto credo che prima faranno accadere altri eventi ( guerra in medio oriente con atomiche , guerra civile in US ). Ma non si sa mai .

Annibal61
Annibal61
31 Dicembre 2020 , 12:38 12:38

Beh, l ‘immagine del sapiens nel 2020 che torna scimmia eretta la trovo spiritosa ma attuale. Certo, in Siria, Libia… il viaggio a ritroso della civiltà è cominciato già 10 anni fa …E noi qui a fregarsene e appoggiare sanzioni e bombe NATO contro i popoli nordafricani. Adesso all’ Occidente…

silviolang
silviolang
31 Dicembre 2020 , 13:04 13:04

Io direi che molti dicono cose che sanno false perché pensano di essere su di altra barca che non affonderà.

silviolang
silviolang
31 Dicembre 2020 , 13:06 13:06

In obbedienza a : mors tua vita mea

Cruciverba
Cruciverba
31 Dicembre 2020 , 13:17 13:17

Bell’articolo .
L’attacco all’umanità è potuto accadere solo grazie alla profonda conoscenza che l’Elitè ha della psiche umana e sulle sue varie tecniche di manipolazione ed ai Mass Media . L’Istituto Tavistock tramite le sue tecniche ed i mass media manipolano da decenni le menti di ignari esseri che assorbono le loro direttive come se fossero verità scolpite nelle pietra . La corruzione , il conflitto di interessi e le enormi cifre di denaro creato dal nulla per formare gli scientisti hanno fatto il resto . Il Futuro dell’umanità è buio e terribile . La maggioranza delle persone non si è nemmeno resa conto che è in atto un attacco all’umanità che ha come scopo ultimo lo sterminio della maggiornaza di essa .

Cangrande65
Cangrande65
Reply to  Cruciverba
31 Dicembre 2020 , 13:35 13:35

Condivido tutto.
Specie le ultime tre righe.
Il pecorame non si rende minimamente conto. Che ci vogliono UCCIDERE.

gix
gix
31 Dicembre 2020 , 13:48 13:48

Non so se la Zory conosce “a livella” di Totò (non sarebbe certo peccato grave, data la sua provenienza da oltrecortina…), ecco, il virus è stato un pò come una livella, ha messo tutti davanti al fatto ineluttabile e inevitabilmente rivelatore delle proprie miserie o virtù. Da questo punto di vista la ragione serve a poco, non può quasi nulla contro l’indirizzamento e il condizionamento delle proprie reazioni comportamentali e dei propri pensieri prevalenti, al massimo può aiutare ad elaborarli successivamente, in un secondo momento. Sfido anche il più razionale degli scettici ad affermare di non essersela fatta addosso di fronte al terrore dei primi giorni di virus e di morte. Ma sono reazioni umane comprensibili, la ragione, prima o poi, trova sempre il suo minuto di follia, ovvero la capacità di riemergere prepotentemente, anche nel più incallito degli incoscienti. Nella “livella”, alla stupidità del nobile, fa da contraltare la saggezza del netturbino, e, nella realtà di questo anno minore, molta di questa stupidità delle elite è stata comunque mostrata agli incolti e ai sudditi inconsapevoli e rimarrà per sempre, a disposizione di chi la vorrà sviscerare. Ci vorrà del tempo, non necessariamente molto, ma prima o poi la ragione… Leggi tutto »

Cangrande65
Cangrande65
Reply to  gix
31 Dicembre 2020 , 14:22 14:22

No.
Io non ci ho creduto fin dal primo momento alla “pandemia”.
Fa parte del “piano secolare”, che conosco ed ho capito le prime avvisaglie.
Era tutto chiarissimo.
La controprova era l’enorme magnitudo mediatica della Farsa.
Evidentissima l’unica regìa.

gix
gix
Reply to  Cangrande65
31 Dicembre 2020 , 14:49 14:49

Buon per te. Personalmente ho temuto solamente che fosse una cosa naturale, perchè, soprattutto all’inizio, la confusione massima degli scienziati poteva anche sembrare autentica (del resto non è che ora si preoccupino di fare chiarezza…). Essendo una cosa naturale, al di sopra quindi delle facoltà umane, poteva effettivamente risultare incontrollabile. Ma il teatrino seguente, tutt’ora in corso, è stato più che rivelatore.

Zory Petzova
Zory Petzova
Reply to  gix
31 Dicembre 2020 , 18:25 18:25

Di fronte al pericolo e allo sconosciuto lo scetticismo è giusto che faccia spazio all’istinto, ma poi spetta alla ragione. La ragione può essere vista anche come follia, certo, come illuminazione… Buon Anno anche a te!

Esquivèl
Esquivèl
31 Dicembre 2020 , 13:50 13:50

“si trova a dover combattere con la suscettibilità dell’immaginazione che tende verso le tonalità oscure e distopiche.” Il nocciolo della questione è tutto qua, e non mi riferisco solo al bombardamento terroristico mediatico, ma anche a certe infiltrazioni, dove, all’apparenza, non ci dovrebbero essere, o uno poco avvezzo ad alcuni ambienti si aspetterebbe che non ci siano, escludendo a priori la presenza di una minima, seppur evidente ad occhi esperti, influenza che veicola le menti in una data direzione.

Per esempio, perchè a gennaio o febbraio nessuno è riuscito a prevedere quello che ci aspettava? Nessuno delle voci autorevoli, hanno colto alcuni segnali in tal senso?
Invece che cosa abbiamo avuto? Panzane come “il Covid è un vettore per l’AIDS” oppure “al secondo giro il Covid porta all’infarto” e via discorrendo.

Ma ovvio che le voci autorevoli lo sapevano, però giustamente le bocche sono state ben cucite e mani per scrivere erano legate dietro alla schiena.

Tonguessy
Tonguessy
31 Dicembre 2020 , 15:28 15:28

Bell’articolo. Se posso muovere una critica, direi che Kant è uno dei tanti che nella visione post-guglielmina della grande prussia non ha dato indicazioni molto diverse: l’esercizio della ragione non indica nulla. La statistica è uno dei tanti metodi di “esercizio della ragione” che dimostra solo una tesi precostituita. Insomma l’argomento è circolare, Kant o non Kant.

lady Dodi
lady Dodi
31 Dicembre 2020 , 15:45 15:45

Scusate la brevissima interruzione, ma qualcuno conferma che la Merkel ha dato le dimissioni?
E non vuole nessun incarico internazionale, come si diceva. Non vuol neanche sedere più al Parlamento tedesco, torna del tutto a privata cittadina.

lady Dodi
lady Dodi
Reply to  lady Dodi
31 Dicembre 2020 , 17:24 17:24

Correggo. Il mandato lo finisce. Se ne va dopo.

lady Dodi
lady Dodi
31 Dicembre 2020 , 16:02 16:02

La Civiltà, e si ascriva a questo concetto quel che si vuole: diritto, costituzioni, illuminismo ecc ecc, sembra sia un leggerissimo velo che può essere strappato in ogni istante.
Un addestratore di cani mi raccontava: “Ai cani puoi insegnare di tutto, fargli fare qualsiasi cosa, ma, se un gatto gli schizza davanti correndo, si dimenticano tutto di colpo e si lanciano all’ inseguimento.

Platypus
Platypus
Reply to  lady Dodi
31 Dicembre 2020 , 17:08 17:08

splendida ed azzeccatissima metafora!

wahrheit
wahrheit
31 Dicembre 2020 , 16:59 16:59

il 2021 che sia l’anno della vendetta

Platypus
Platypus
31 Dicembre 2020 , 17:33 17:33

La tecnica della sospensione della ragione è propria di tutta la fiction, grazie a queste tecniche si porta lo spettatore ad accettare l’inaccettabile. Ma se questo risultato è perlomeno godibile se raggiunto a livello di prodotti di intrattenimento anzi, è auspicabile quando viene utilizzato in senso artistico o didattico, si pensi al melodramma, nella vita reale le persone non comunicano cantando ma in quel contesto nessuno avrebbe da obiettare, oggi i maghi della comunicazione sono riusciti a trasferire tali tecniche nel mondo della politica e dell’economia*. In realtà lo fanno da decenni, ad esempio tramite la pubblicità, ma più recentemente, grazie agli sviluppi della PNL, è stata sistematicamente introdotta nella politica; bastano un paio di parole chiave e l’elettore sensibile ad esse subito di polarizza. La controprova di tutto ciò è che nella narrazione ufficiale gli stupidi non sono coloro che pecorescamente si accodano al pifferaio di regime ma coloro che dissentono ed i veri “cattivi” sono celebrati come benefattori e salvatori. Decenni di cinema, televisione e, più recentemente, di internet hanno dissodato mirabilmente il terreno ed ora, con il minimo sforzo “Loro” raccolgono frutti altrimenti insperabili. * e qui mi viene il sospetto che tanta fiction forse sia servita… Leggi tutto »

Zory Petzova
Zory Petzova
Reply to  Platypus
31 Dicembre 2020 , 17:52 17:52

Grazie degli spunti interessanti. Si, i ruoli sono stati invertiti in quanto i pochi esempliari di esseri pensanti vengono stigmatizzati più che come stupidi come pazzi, e in ogni caso ridicolizzati. Tra l’altro c’è una forte emulazione di questo atteggiamento proprio da parte dei mediocri, anche perchè, per alcuni versi, forse è meglio avere di fronte uno stupido ma semplice che un mediocre ma ambizioso. Per il resto – sì, c’è un secolo di sperimentazioni su piccola e larga scala con infinite tecniche di manipolazione, non dimentichiamo i primi successi in questo campo di Bernays, il nipote di Freud..

danone
danone
31 Dicembre 2020 , 18:34 18:34

“La ragione intesa come la facoltà primaria dell’uomo di pensare, collegando fra loro concetti e idee secondo rapporti logici, ma anche come una struttura sovratemporale che dà unità e senso alla complessità della vita, che altrimenti si dissolverebbe nella particolarità e nel relativismo delle singole esperienze e dei singoli casi empirici; la ragione come luce, come guida che fa discernere fra il vero e il falso, il giusto e l’ingiusto, il bene e il male.” Nel Paradiso Terrestre l’uomo poteva mangiare di tutti i frutti tranne quello dell’Albero della Conoscenza del bene e del male. Ci sarà stato un motivo? Quando il serpente lo tentò gli disse che se avesse mangiato da quel frutto, avrebbe acquisito niente meno che la ragione intesa come la facoltà primaria dell’uomo di pensare, collegando fra loro concetti e idee secondo rapporti logici, ma anche come una struttura sovratemporale che dà unità e senso alla complessità della vita.. Nel giardino cresceva anche l’Albero della Vita, e dai frutti di quello, l’uomo poteva mangiare. Secondo voi la conoscenza del bene e del male si acquisisce meglio se facciamo un lavoro prettamente mentale, razionale e logico, usando solo la ragione, o se cerchiamo di vivere la nostra… Leggi tutto »