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YouTube, censura e Nasim Aghdam

DI BINOY KAMPMARK

countercurrents.org

“Le persone come me non sono utili al big business. Ecco perché ci stanno censurando”.
– Nasim Najafi Aghdam a proposito di YouTube

Diceva che questa creatura era demoniaca nel suo sforzo di limitare il talento, l’espressione ed i profitti altrui. Nasim Najafi Aghdam da San Diego aveva forti argomentazioni su temi come il veganismo, il diritto alla protesta ed i diritti degli animali.

“Per me”, disse nel 2009 ad una protesta vicino Camp Pendleton, “gli animali hanno gli stessi diritti degli umani”. In Iran, è divenuta nota come la Verde Nasim, con un certo grado di influenza sui social media.

Martedì, quella mente di finta rettitudine ha compiuto una sparatoria al quartier generale di YouTube. Dopo aver ferito tre persone, Aghdam si è tolta la vita. Mercoledì, il capo della polizia di San Bruno, Ed Barberini, ha affermato piuttosto laconicamente che il sospetto stava esprimendo la propria rabbia per “le politiche e le pratiche di YouTube”.

La Aghdam martedì mattina era stata trovata a dormire in una macchina, cosa confermata da un portavoce della polizia di Mountain View. “I nostri agenti hanno preso contatto con la donna dopo essersi accorti che la targa del suo veicolo corrispondeva a quella di una persona scomparsa dalla California del Sud. La donna ci ha confermato la sua identità ed ha risposto alle nostre domande”. Secondo gli agenti che l’hanno interrogata, nulla suggeriva le sue future intenzioni.

L’attacco non era diretto contro dipendenti specifici. Ce l’aveva con uno spietato bersaglio astratto, un brutale gigante tecnologico che aveva tradito la propria mission. Il padre della Aghdam, Ismail, aveva avvertito la polizia che la figlia avrebbe potuto fare una visita al quartier generale di YT, scontenta com’era.

Il suo sito web personale diceva che “non c’era alcuna opportunità di crescita imparziale su YouTube o su qualsiasi altro sito di condivisione video”. È tutto “deciso da loro”. Il riferimento è ad un cambiamento della politicy del sito, che ora richiede che, per poter ospitare pubblicità sui propri video, i singoli canali debbano avere 1.000 abbonati e 4.000 “ore di visualizzazione” nei precedenti dodici mesi. Uno dei canali di Aghdam aveva 1.579 abbonati, ma, poiché non soddisfaceva gli altri requisiti, il suo account è stato demonetizzato.

Nasim aveva anche altri motivi per ritenere YouTube un censore arbitrario. Un video da lei pubblicato aveva ricevuto una limitazione di età. Ha protestato contro quei “nuovi dipendenti [che] hanno preso il controllo del mio YouTube Farsi nel 2016, ed hanno iniziato a filtrare i miei video per ridurre le visualizzazioni e per scoraggiarmi dal farne altri!”. Tali limiti hanno impedito al video di ricevere denaro.

Ritorniamo quindi al solito problema: la frontiera digitale non è veramente aperta, è verticale e gerarchica in cima. Solo fintamente viene dato potere agli utenti, dando loro l’impressione che la plebe possa controllare la produzione e la creazione di contenuti.

Si citano sempre gli standard della community, ma questi alla fine sono stabiliti dal particolare provider. Nel caso di YouTube, tali politiche vietano linguaggio volgare, violenza o immagini inquietanti, nudità e contenuti sessualmente allusivi, o video che ritraggono attività pericolose.

YouTube, in qualità di fornitore di contenuti generati da singoli utenti, si è trovato in mezzo, tormentato da una serie di gruppi desiderosi di limitare o far progredire determinate piattaforme. I moralisti si oppongono alla sua permissività, e vogliono limitare l'”hate speech”; altri lo trovano indebitamente oppressivo nei confronti della libertà di espressione.

L’anno scorso, l’impostazione “modalità ristretta”, progettata per consentire a biblioteche, scuole e genitori di filtrare i contenuti ritenuti inappropriati per i bambini, rimandava invariabilmente ad altre fonti. I video del duo pop gay Tegan e Sara hanno violato le disposizioni. Il video del vlogger Calum McSwiggan che mostrava il suo coming out fatto davanti alla nonna è anch’esso diventato oggetto di filtraggio digitale. Rowan Ellis, d’altro canto, vede un “pregiudizio nell’equiparare contenuti LGBT al ‘non adatto alle famiglie'”.

La risposta iniziale di YouTube è stata di diniego totale. “L’intenzione della Modalità con Restrizioni è quella di filtrare i contenuti per adulti per quel gruppo di utenti che desiderano un’esperienza più limitata. I video LGBTQ+ sono disponibili in tale Modalità, ma i video che trattano argomenti più sensibili potrebbero non esserlo”. Esperimenti condotti da vari utenti hanno mostrato il contrario.

Il tono della successiva e frettolosa nota era quello di un servo di vari padroni, che cerca di placare gli animi e di correggere i propri errori. “Riconosciamo che alcuni video sono etichettati in modo errato dal nostro sistema automatizzato, e ci rendiamo conto che è molto importante rimediare. Stiamo lavorando duramente per apportare alcuni miglioramenti”.

Queste parole confortano poco i feriti dell’attentato, e certamente non hanno fatto nulla per calmare la feroce Aghdam, auto-definitasi come “la prima bodybuilder donna vegana persiana”. Per evitare che la frustrazione dei diritti sfoci in episodi del genere, bisognerebbe intervenire prima.

 

Fonte: https://countercurrents.org

Link: https://countercurrents.org/2018/04/06/youtube-censorship-and-nasim-aghdam/

6.04.2018

Traduzione per www.comedonchisciotte.org  a cura di HMG

Pubblicato da Davide

Un commento

  1. Si direbbe che, per costei, veganesimo e simili altro non fossero che strumenti per fare clickbaiting. Un tempo si usava dire che le opere di bene si fanno in silenzio, altrimenti sono solo orgoglio, l’adagio resta valido.