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WASHINGTON ALIMENTA LA PAURA DEL TERRORISMO INTERNO

DI LARRY CHIN
Global Research

L’oligarchia di Washington pianifica in segreto la legge marziale e l’olocausto nucleare

Il governo Usa e le elite di Washington stanno aggressivamente aumentando la loro retorica e propaganda sulla “guerra al terrorismo”, attizzando il fuoco della paura e della paranoia in modo da rinforzare la loro agenda bellica, e rinvigorire la percezione da parte delle masse di nuove crescenti minacce verso la nazione Usa da parte del terrorismo interno.

Sono in corso di realizzazione la prossima fase della guerra estera dell’America (sotto la gestione di un accordo neocon o neoliberal successivo a Bush), e l’approfondimento della militarizzazione della nazione in Usa verso un completo stato di polizia.

Chi o cosa c’era dietro ai sei di Fort Dix ?

L’8 maggio 2007, sei musulmani nati all’estero sono stati arrestati durante il tentativo di acquistare armi d’assalto, sono stati accusati di pianificare un attacco terroristico contro Fort Dix (New Jersey), così come un assalto ad una base navale della Pennsylvania.
Mentre continuano ad arrivare prove riguardanti questo caso, e ciò che è chiaro è che l’ FBI e l’intelligence Usa sono state infiltrate e monitorate per un esteso periodo, almeno sin dal gennaio 2006. Un ” informatore nell’ombra” senza nome, probabilmente un elemento dell’intelligence, è la figura chiave dietro questa operazione e gli arresti.

Una obiettiva analisi dell’incidente di Fort Dix porta a domande sul coinvolgimento delle forze armate e dell’intelligence Usa, e dell’uso dell’incidente come un pretesto:

“Non c’è dubbio che le azioni dell’esercito Usa nel mondo stiano provocando un livello di disgusto e rabbia che potrebbe facilmente produrre attacchi terroristici all’interno degli Usa stessi. Nondimeno, i vari complotti terroristici rivelati dall’amministrazione Bush sono stati caratterizzati, praticamente senza eccezione, da una simile mancanza di qualunque reale preparazione per la violenza, combinata con il ruolo centrale di un informatore/agente provocatore sotto copertura.”

In ognuno di questi casi, la presunta cospirazione è stata pesantemente pubblicizzata con l’evidente intenzione di giustificare l’attuale occupazione militare dell’Iraq e dell’Afghanistan e di creare un clima di paura in modo da sopprimere i diritti democratici negli Usa stessi.

“L’esposizione dell’ultimo presunto complotto è andata a coincidere con una crisi politica senza precedenti per l’amministrazione. Mentre la posizione del presidente nei sondaggi cade ai minimi storici e le perdite militari Usa in Iraq crescono, mentre si fanno più profonde le sabbie mobili nel paese occupato risulta abbondantemente chiara la motivazione politica nello svelare un’ altra presunta minaccia terroristica dall’interno.”

I sospetti del caso di Fort Dix sarebbero finiti sotto l’attenzione delle autorità dopo che uno di loro venne indicato dal gestore di un negozio “Circuit City” perché aveva chiesto di trasferire da VHS a DVD un filmato di addestramento terroristico. Questo pasticcio ricorda le azioni dei cosiddetti dirottatori dell’11-9 (tutti quanti elementi manovrati dell’intelligence USA), e fa pensare che essi siano delle “stupide pedine” [patsies] amatoriali e di basso livello, manovrate e preparate da forze più grandi.

Questo piano terroristico spettacolare che è stato sventato viene poco dopo lo strano massacro del Virginia Tech (che, forse per coincidenza, presenta notevoli somiglianze con altri incidenti causati da “manchurian candidates” [killer che agiscono sotto ipnosi o condizionamento psicologico esterno, n.d.t.] quali l’omicidio di Robert F. Kennedy e il tentato omicidio di Ronald Reagan da parte di John Hinckley), ha diffuso con successo la paura in tutto il paese e dato impulso a nuove richieste del tipo ” tenete al sicuro i nostri figli” da parte dei cittadini.

Chi beneficia chiaramente, da un punto di vista politico, sia dall’episodio di Fort Dix che da quello del V. Tech è sempre lo stesso: il dipartimento per la sicurezza nazionale.

L’emergente minaccia “interna”

Alla domanda se gli arrestati di Fort Dix avessero un qualche legame con al Qaeda, l’amministrazione Bush ha immediatamente affermato che “non c’è una diretta prova di legami terroristici con l’estero”.

Questa nuova affermazione che si discosta dal noto schema dell’amministrazione, (e cioè cogliere ogni opportunità per attribuire la violenza ad “al Qaeda”, agli “Islamo-fascisti”, ecc.) suggerisce il fatto che venga attualmente favorito, dall’alleanza neocon-neoliberal, un nuovo e principale imperativo nella “guerra al terrorismo” riguardante la minaccia di terrorismo “interno” [“homegrown”, letteralmente “cresciuto in patria” n.d.t. ]

Secondo l’agente delle FBI J.P. Weis, che ha annunciato l’arresto dei sospetti di Fort Dix, “questi terroristi cresciuti in patria possono dimostrarsi altrettanto pericolosi di qualunque altro gruppo noto, se non di più. Loro operano al di sotto dei radar.”

Questa retorica coincide con un più ampio sforzo da parte dell’elite che forgia la politica di fabbricare, e vendere, uno scenario da incubo ad un pubblico americano che comincia a non avere fiducia nel suo governo, proprio nel momento in cui l’autentica possibilità di una distopia americana priva di risorse e successiva al picco petrolifero, cioè il declino dell’impero americano, sta iniziando a suonare davvero familiare.


[Un disegno fatto in tribunale dei sospetti del complotto contro Fort Dix]

Il “progetto di difesa preventiva”: legge marziale e olocausto nucleare negli Stati Uniti

In una serie di riunioni a porte chiuse a Washington, un gruppo di ufficiali di alto livello del governo e dell’esercito ed “esperti” di sicurezza stanno costruendo un piano di sicurezza nazionale che includerebbe la legge marziale e la sospensione delle libertà civili.

Vedete:

L’eventualità di un attacco nucleare e terroristico: il governo lavora a un piano per prevenire il caos successivo ad un attentato in una grande città:

Finanziato e organizzato da un programma congiunto Stanford-Harvard noto come “progetto di difesa preventiva”, e guidato dall’ex segretario alla difesa dell’amministrazione Clinton, il falco William Perry, e da Ashton Carter di Harvard (un altro funzionario del dipartimento della difesa di Clinton), questo comitato di 41 “esperti della sicurezza”, direttori di laboratori di armi nucleari Usa, e funzionari del dipartimento per la sicurezza nazionale stanno costruendo il “modello” di uno scenario in cui “al Qaeda” o un altro gruppo terroristico dotato di armi nucleari colpiscono gli Stati Uniti.

Il comitato ha concluso che un tale attacco terroristico causerebbe morti e distruzioni catastrofiche, ” e causerebbe la possibile disintegrazione dell’ordine governativo”, fermando l’attività economica e disfacendo lo stesso ordine sociale. L’obiettivo finale di questo comitato, perciò, riguarda i modi per mantenere l’ “ordine” e il controllo della popolazione civile.

In un seminario chiamato “The Day After” [il giorno dopo n.d.t.], il comitato ha dichiarato che non è più sufficiente prevenire un tale attacco terroristico (simile per dimensioni a un’esplosione tipo quella di Hiroshima), e che il crollo dell’ordine governativo sarebbe così grande che è necessario un contingency plan [piano da attuare nel caso si verifichi l’evento n.d.t.]

In un esempio di speculazione aggressiva tanto da togliere il respiro, Carter ha dichiarato: ” abbiamo avuto uno scorcio di qualcosa del genere nel caso di Hiroshima, e anche con l’11-9 e Katrina. Ma questi sono solo scorci. Se una bomba esplode ne seguiranno probabilmente altre. Questo fatto, cioè che il terrorismo nucleare apparirà come una sindrome piuttosto che come singolo episodio, ha delle forti conseguenze”.

(Il caos di tutti e tre questi incidenti storici citati da Carter è stato il risultato di aggressioni criminali orchestrate dal governo, due delle quali omicidi di massa di popolazione Usa. Carter naturalmente non ammette ciò.)

Un altro membro del comitato era Fred Ikle, ex funzionario del dipartimento della difesa durante l’era dell’ Iran/Contra di Reagan-Bush, e autore di un libro del 2006, “Annihilation from Within” [“annientamento dall’interno” n.d.t.]. Il libro di Ikle, e il suo lavoro nel comitato, promuovono aggressivamente la sospensione delle libertà civili e l’imposizione della legge marziale.

Steven Fetter, preside della scuola di politica pubblica dell’Università del Maryland, e uno dei membri del comitato, pensa che ” le città si svuoterebbero e le persone perderebbero completamente la fiducia nella capacità del governo di proteggerle. Non si avrebbe nulla di simile all’attuale ordine sociale. Non sono sicuro che esista una qualche preparazione sufficiente ad affrontare ciò.”

Come molti altri Fetter sostiene l’assunzione infondata che il governo Usa protegge i propri cittadini, ignorando il fatto (esemplificato dall’11-9 e dalla “guerra al terrorismo”) che la popolazione civile è attualmente sottoposta ad attacco da parte del governo stesso.

Non sorprende che queste politiche vengano tratteggiate dietro porte chiuse, da delle elite, da membri operativi dell’esercito o dell’intelligence e altri “architetti della realtà”, senza alcun coinvolgimento da parte della cittadinanza. Ciò è, comunque, un ennesimo minaccioso segno di ciò che accadrà.

Nulla è stato fatto per disfare il Patriot Act, o terminare cose illegali come lo spionaggio domestico e la sorveglianza di cittadini americani. E nulla verrà fatto.

Le elite mondiali, dal “progetto di difesa preventiva” sino al Council on Foreign Relations e altri “think tanks” dell’intelligence, stanno attivamente progettando future politiche per uno scenario da incubo, cioè sia il modo di orchestrare lo scenario stesso, come nel caso dell’11-9, sia la risposta al disordine e al malcontento della popolazione.

Vero e finto terrorismo: prodotti di Washington.

E’ un fatto che il “terrorismo islamico” sia sempre stato un prodotto “interno”.

“Al Qaeda” e l'”Islam militante” sono creazioni e risorse manovrate che ancora lavorano sotto il comando dell’intelligence anglo americana (la CIA, l’ISI pakistano ecc.). Il coinvolgimento angloamericano dietro al “terrorismo” e la fabbricazione della guerra al terrorismo, documentati in modo esaustivo dal libro “America’s ‘War on Terrorism'” [La guerra dell’America al terrorismo n.d.t.] di Michel Chossudovsky, da Crossing the Rubicon:The Decline of the American Empire at the End of the Age of Oil [Attraversando il Rubicone, l’impero americano e la fine dell’età del petrolio n.d.t.] di Michael C. Ruppert e da altre indagini, continuano ad essere oggetto di insabbiamento. (vedete Who is Osama bin Laden?, Al-Qaeda:the database).

Come fa notare Michel Chossudovsky in “The Anglo-American War of Terror: An Overview”:


” Uno dei maggiori obiettivi della propaganda di guerra è quello di ‘fabbricare un nemico’. Con la crescita di sentimenti anti bellici e lo svanire della legittimità politica dell’amministrazione Bush devono essere fatti svanire i dubbi riguardanti l’esistenza di questo illusorio ‘nemico esterno’.

“La propaganda serve non solo a soffocare la verità, ma anche ad uccidere le prove su come questo nemico esterno, cioè al Qaeda di Osama Bin Laden, sia stato fabbricato e trasformato nel ‘nemico numero uno’. L’intera dottrina della sicurezza nazionale è centrata sull’esistenza di un ‘nemico esterno’ che sta minacciando la patria”.

E’ stato chiaro per mesi che l’amministrazione Bush, segnata dagli scandali e che sta crollando sotto il peso della sua stessa criminalità e sta disperdendo la fiducia del pubblico e l’appoggio politico, cerca con disperazione di fabbricare un qualche segno di progresso, o addirittura di trionfo, nei suoi mesi finali. Per dipingersi come i principali salvatori della patria contro il terrorismo, Bush e i suoi funzionari devono ora cercare di vendere la loro capacità di risolvere problemi fasulli tramite arresti di “terroristi” e piani sventati, includendo recentemente la cattura e l’esecuzione di alcune figure chiave di “al Qaeda”.

La stessa narrativa ufficiale su “al Qaeda” sta subendo un restauro. “Al Qaeda” viene impiantata “in corsa” nei nuovi punti caldi dell’impero anglo americano, i nuovi obiettivi dell’intervento delle forze armate e dell’intelligence occidentali, quali l’ Iraq, Irbil (vicino all’ Iran), la Somalia e persino Gaza.

Inoltre mentre l’agenda di guerra mediorientale dell’America deraglia sotto la guida di Bush e Cheney, la nuova disperata politica bipartisan di ” restaurare l’ordine”, condivisa sia dai neocons che dai neoliberals allo stesso modo, ha come risultato una spinta verso una nuova e persino più pericolosa fase della “guerra al terrorismo”, e un aumentato pericolo per nuove crisi fabbricate e “nuovi 11-9”.

Non sorprende che gran parte se non tutti i membri della cosiddetta opposizione democratica all’amministrazione Bush al Congresso abbraccino uniformemente la “guerra al terrorismo”. Infatti come evidenziato dei recenti dibattiti tra i candidati presidenziali democratici (Hillary Clinton, John Edwards, Barack Obama, ecc.), i democratici sostengono un’aggressiva politica per la sicurezza nazionale e rinnovate (“persino migliori”) politiche di “sicurezza” e modi migliori per “uccidere terroristi”, espandere la guerra mondiale di Bush, intervenire militarmente in nuove aree di interesse per la “sicurezza nazionale”. Lungi dall’essere genuini oppositori dell’agenda di Bush-Cheney, i democratici ne sono pienamente complici.

Una cittadinanza Usa credulona, paranoica e violenta

Una copertura mediatica scandalosa del complotto di Fort Dix, del massacro al Virginia Tech e della “guerra al terrorismo” e una costante dieta a base di intrattenimento “antiterroristico” come la serie televisiva 24, continuano ad accendere tra i cittadini americani il panico e la costante paura di “minacce terroristiche”.

La reazione all’incidente di Fort Dix tra la popolazione accondiscendente e compiacente è stata paranoica in modo uniforme, segnata da tintinnare di spade e propaganda di guerra. Alcune parti degli Stati Uniti sono state riportate rapidamente all’atteggiamento mentale dell’immediato post 11-9. Una popolazione colpita dalla paura viene facilmente guidata.

La vera minaccia rimane la stessa

Ciò che il mondo deve continuare a prendere sul serio non è un minacciato attacco da parte di “terroristi” ma la violenta disperazione di un barcollante Nuovo Ordine Mondiale che 1) protegge la sua disperazione criminale continuando a commettere terrorismo e a gestire gruppi terroristici per raggiungere i suoi scopi politici (tra i quali il principale è la conquista di energia e risorse), 2) impegnarsi in provocazioni terroristiche (fomentando reazioni negative o “ritorsioni”), 3) creare, consapevolmente e inconsapevolmente, nuove ribellioni e opposizioni da parte di popolazioni e nazioni occupate e rese vittime.

Come la mattina dell’11-9 tutti gli occhi devono rimanere puntati sui colpevoli a Washington–i criminali politici che sono “al di sopra della legge”, armati con il potere di manipolare, controllare e sterminare ampie parti dell’umanità all’interno della nazione Usa e all’estero.

Larry Chin contribuisce frequentemente a Global Research. Altri articoli di Larry Chin su Global Research

Titolo originale “US government fans homeland terrorism fear.
Washington consensus plans for martial law, nuclear terror holocaust, behind closed doors”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
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15.05.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ALCENERO

Pubblicato da God