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Vladimir Putin è profondamente corrotto o “incorruttibile” ?

 

DI SHARON TENNISON

off-guardian.org

Mentre la situazione in Ucraina sta peggiorando, sulla Russia e su Putin viene riversata una montagna di disinformazione. Giornalisti ed esperti devono setacciare il dizionario dei sinonimi per inventare nuovi elaborati epiteti per descriverli entrambi. Ogni volta che faccio una presentazione in America, la prima domanda che mi viene posta minacciosamente durante i Q&A è sempre: “Che mi dici di Putin?”. È ora di condividere i miei pensieri a riguardo:

Putin ha ovviamente i propri difetti e non è esente da errori. Sulla base della mia precedente esperienza con lui, e di quelle di persone fidate, tra cui funzionari statunitensi che hanno lavorato a stretto contatto con lui per un periodo di anni, Putin molto probabilmente è un uomo retto, affidabile ed eccezionalmente creativo.

È ovviamente un pensatore e pianificatore a lungo termine, ed ha dimostrato di essere un eccellente analista e stratega. È un leader che può tranquillamente raggiungere i propri obiettivi nonostante le montagne di false accuse lanciategli contro da quando è diventato il secondo presidente della Russia.

Ho visto crescere la sua demonizzazione, da quando è iniziata nei primi anni 2000 – ho messo per iscritto i miei pensieri e preoccupazioni, sperando di includerli poi in un libro (pubblicato nel 2011). Il libro spiega le mie osservazioni in modo più approfondito di questo articolo.

Come altri che hanno avuto esperienza diretta con questo uomo poco conosciuto, ho provato invano ad evitare di essere etichettato come “apologeta di Putin”. Se si è neutrali su di lui, si viene lo stesso considerati “morbidi” da esperti e cittadini medi che si informano su CNN, Fox e MSNBC.

Non pretendo di essere un esperto, solo uno sviluppatore di programmi in URSS e in Russia negli ultimi 30 anni. Ma durante questo periodo, ho avuto contatti diretti con russi di tutte le razze e fusi orari molto più di qualsiasi reporter occidentale e, a dirla tutta, funzionario di Washington.

Sono stato in quel paese abbastanza a lungo per poter riflettere profondamente sulla sua storia e cultura, per studiare la sua psicologia e per comprendere le marcate differenze tra mentalità americana e russa, che complicano così tanto le nostre relazioni politiche coi loro leader.

Come con qualsiasi persona in una famiglia, in un’associazione o in un municipio, ci vuole comprensione e compromesso per creare buone relazioni quando le condizioni di base sono diverse. Washington, notoriamente, non ha però alcun interesse a comprendere queste differenze e ad incontrare la Russia a metà strada.

Oltre alla mia esperienza personale con Putin, ho avuto discussioni con numerosi funzionari e uomini d’affari americani che hanno lavorato con lui per anni – credo si possa dire con sicurezza che nessuno lo possa descrivere come “brutale”, “criminale” o altri aggettivi e sostantivi diffamatori che vengono ripetutamente usati nei media occidentali.

Come molti di noi che lavoravano a San Pietroburgo negli anni ’90, ho incontrato Putin anni prima che sognasse di diventare presidente della Russia. Da quando sono iniziate le calunnie, mi è venuta l’ossessione di capire il personaggio. Penso di aver letto tutti i discorsi più importanti che ha tenuto (compresi i testi completi dei suoi annuali “comizi” telefonici coi cittadini russi).

Ho cercato di capire se è peggiorato da quando è presidente, o se è solo un personaggio finito in un ruolo non suo – e si sta ingegnando per trattare al meglio con Washington in circostanze estremamente difficili.

Se quest’ultimo è il caso, e penso che lo sia, dovrebbe ottenere un punteggio elevato per la sua performance negli ultimi 14 anni. Non è un caso che Forbes lo abbia dichiarato il leader più potente del 2013, succedendo ad Obama. Quella che segue è la mia personale esperienza con Putin.

Era il ’92

Due anni prima c’era stata l’implosione del comunismo. Mi trovavo a San Pietroburgo.

Per anni avevo creato programmi per aprire relazioni tra i due paesi, con la speranza di far passare ai sovietici il proprio radicato senso di superiorità. Un nuovo programma mi balzò in mente. Poiché mi aspettavo che potesse richiedere una firma dal municipio di Marienskii, fissai un appuntamento.

Assieme al mio amico Volodya Shestakov, mi presentai all’ingresso laterale del palazzo Marienskii. Ci trovammo in un piccolo e sbiadito ufficio marrone, di fronte ad un uomo piuttosto anonimo e in un completo anch’esso marrone.

Mi chiese perché ero lì. Dopo aver esaminato la mia proposta, iniziò a porre delle domande intelligenti. Dopo ogni mia risposta, faceva la successiva.

Mi resi conto che questo intervistatore era diverso dagli altri burocrati sovietici. Questi finivano sempre a conversare amichevolmente con gli stranieri, sperando di ottenere delle tangenti in cambio delle richieste degli americani. La Camera di Commercio sosteneva il principio che non avremmo mai e poi mai dato tangenti.

Questo burocrate era aperto, curioso ed impersonale nell’atteggiamento. Dopo più di un’ora di attente domande e risposte, spiegò con calma che aveva cercato di determinare se la proposta fosse legale, poi disse che purtroppo al momento non lo era. Pronunciò qualche buona parola su di essa. Tutto qua. Ci condussse gentilmente alla porta.

Sul marciapiede, dissi al mio collega: “Volodya, questa è la prima volta che abbiamo a che fare con un burocrate sovietico che non ci chiede un viaggio in America o qualcosa di prezioso!”

Ricordo di aver visto il suo biglietto da visita alla luce del sole – c’era scritto Vladimir Vladimirovich Putin.

1994

Il Console Generale degli Stati Uniti, Jack Gosnell, mi fece una telefonata urgente. 14 membri del Congresso ed il nuovo ambasciatore americano in Russia, Thomas Pickering, sarebbero giunti a San Pietroburgo tre giorni dopo. Aveva bisogno di urgente aiuto.

Mi precipitai al consolato e venni a sapere che Jack voleva che io facessi un briefing alla delegazione ed all’ambasciatore in arrivo.

Ero stordito ma lui insistette. Venivano da Mosca ed erano furiosi per il modo in cui i fondi americani venivano sprecati lì. Jack voleva che sentissero le “buone notizie” sui programmi della CCI, che mostravano risultati eccellenti. Nelle 24 ore successive Jack ed io organizzammo per i dignitari in arrivo persino degli incontri “casalinghi” in una dozzina di piccoli appartamenti di imprenditori russi (i dipendenti del Dipartimento di Stato di San Pietroburgo erano sconvolti perché non era mai stato fatto prima – ma la volontà di Jack prevalse).

Solo più tardi, nel 2000, venni a sapere della sua esperienza triennale con Putin negli anni ’90, quando quest’ultimo dirigeva la città per il sindaco Sobchak. Ci tornerò sopra.

31 dicembre 1999

Senza preavviso, al volgere dell’anno, Eltsin annunciò al mondo che dal giorno successivo in avanti avrebbe lasciato il proprio ufficio e la Russia nelle mani di uno sconosciuto Vladimir Putin.

Sentendo la notizia, pensai che sicuramente non fosse il Putin che ricordavo – non avrebbe mai potuto guidare la Russia. In un articolo del NYT del giorno dopo c’era però una foto.

Sì, era lo stesso che avevo incontrato anni prima! Rimasi scioccato e sgomento, dissi ai miei amici: “Questo è un disastro per la Russia, ho passato del tempo con questo tizio, è troppo introverso ed intelligente – non sarà mai in grado di relazionarsi con le masse russe”.

Mi lamentai oltre: “Perché la Russia si rialzi, devono succedere due cose: 1) i giovani ed arroganti oligarchi devono essere rimossi con forza dal Cremlino; 2) si deve trovare un modo per rimuovere i capi regionali (governatori) dai loro feudi in tutte le 89 regioni”.

Per me era chiaro che l’uomo dal completo marrone non avrebbe mai avuto l’istinto o il coraggio di affrontare queste due sfide.

Febbraio 2000

Quasi sùbito, invece, Putin cominciò a dar contro agli oligarchi. A febbraio gli venne fatta una domanda a riguardo; lui chiarì con una domanda ed una risposta:

“Come comportarsi con gli oligarchi? Come ci comportiamo con tutti gli altri imprenditori”.

Questo fu il primo segnale che i magnati non avrebbero più avuto vita facile. La cosa innervosì anche i capitalisti occidentali.

Dopotutto, questi oligarchi erano uomini d’affari intoccabili — capitalisti buoni, non importa che avessero ottenuto le proprie imprese illegalmente e mettessero i profitti in banche offshore.

Quattro mesi dopo, Putin convocò un incontro con loro e fece la sua proposta:

Avrebbero potuto mantenere le proprie imprese senza doverle nazionalizzarle… SE avessero pagato le tasse sulle entrate e se fossero rimasti fuori della politica.

Questa fu la prima delle sue “soluzioni eleganti” alle sfide quasi impossibili che la nuova Russia doveva affrontare. Ma l’accordo lo mise anche nel mirino di media e funzionari americani, che in séguito cominciarono a sostenere gli oligarchi, in particolare Mikhail Khodorkovsky.

Quest’ultimo, prima di essere arrestato, stava per vendere una parte importante della più grande compagnia petrolifera russa, la Yukos Oil, ad Exxon Mobil. Sfortunatamente, per i media USA e le strutture governative, Khodorkovsky divenne un martire (e lo è ancora oggi).

Marzo 2000

Arrivai a San Pietroburgo. Un’amica russa (una psicologa) si aggiunse a noi. La mia prima domanda fu, “Lena, cosa ne pensi del tuo nuovo presidente?”. Lei rise e rispose, “Ah, Volodya! Sono andata a scuola con lui!”.

Cominciò a descrivere Putin come un giovane tranquillo, povero, appassionato di arti marziali, che al campetto si schierava contro i bulli. Lo ricordava come un giovane patriottico, che fece prematuramente domanda per il KGB dopo il diploma di scuola secondaria (lo mandarono via e gli dissero di ottenere un’istruzione).

Andò a scuola di legge, in seguito rifece domanda e venne accettato. Devo aver fatto una smorfia a questo punto perché Lena disse:

“Sharon, a quei tempi tutti noi ammiravamo il KGB e credevamo che chi lavorava lì fosse un patriota. Pensavamo che fosse naturale per Volodya scegliere questa carriera”.

La mia domanda successiva fu:

“Cosa pensi che farà con i criminali di Eltsin al Cremlino?”.

Mettendosi nelle sue vesti da psicologa, ci pensò e rispose:

“Credo che li osserverà per un po’ e poi farà delle mosse per far loro sapere che li sta tenendo d’occhio. Dovessero non rispondere, si rivolgerà loro personalmente; infine, se non cambieranno comportamento, alcuni saranno in galera entro un paio d’anni”.

Mi congratulai con lei via mail quando le sue previsioni cominciarono ad avverarsi.

Per tutti gli anni 2000

Molti alunni del CCI di San Pietroburgo vennero intervistati per determinare come stava funzionando il programma di formazione aziendale PEP e come avremmo potuto rendere l’esperienza degli Stati Uniti più preziosa per le loro nuove piccole imprese. Molti credevano che il programma fosse stato molto importante. A tutti venne infine chiesto:

“Allora, cosa pensate del nuovo presidente?”

Nessuno rispose negativamente, anche se a quel tempo gli imprenditori odiavano i burocrati russi. Molti risposero in modo simile: “Putin ha registrato la mia attività alcuni anni fa”.

Domanda successiva:

“Quanto vi è costato, quindi?”

Ad una persona, risposero: “Putin non ci ha fatto pagare nulla”. Uno disse:

“Andammo alla sua scrivania perché gli altri che fornivano registrazioni al Marienskii si stavano intascando tangenti”.

Tardi 2000

Nel primo anno di Putin da presidente, i funzionari americani mi sembravano sospettosi che sarebbe stato antitetico ai propri interessi — ogni sua mossa veniva messa in discussione dai media. Non riuscivo a capire perché,mentre annotavo questi avvenimenti nel mio computer e nelle mie newsletter.

Anno 2001

Jack Gosnell (l’ex Console Generale menzionato prima) spiegò la sua relazione con Putin quando quest’ultimo era vice sindaco di San Pietroburgo. I due avevano lavorato a stretto contatto per creare joint venture ed altri modi di promuovere le relazioni tra i due paesi. Jack riferì che Putin fu sempre onesto, cortese e disponibile.

Quando la moglie di Putin, Ludmila, ebbe un grave incidente automobilistico, Jack si prese la libertà (prima di informare Putin) di organizzare il ricovero ed il viaggio in aereo per farle ricevere assistenza medica in Finlandia. Quando Jack lo disse a Putin, riferì che quest’ultimo era sopraffatto dalla generosa offerta, ma finì col dire che non poteva accettare questo favore, che Ludmila sarebbe dovuta guarire in un ospedale russo.

E così fu – anche se le cure mediche in Russia erano pessime negli anni ’90.

Un funzionario senior del Canadian Security Intelligence Service, con cui ero amico negli anni 2000, lavorò con Putin ad un certo numero di joint venture negli anni ’90. Riferì di non aver mai avuto operazioni commerciali dubbie con lui, che lo rispettava e pensava che stava ricevendo una reputazione immeritata dai media americani.

Chiuse anzi la porta quando cominciammo a parlare di Putin. Immagino che i suoi commenti non sarebbero stati considerati accettabili.

Anche un altro ex funzionario degli Stati Uniti, che rimarrà anonimo, disse di averci lavorato a stretto contatto, aggiungendo che non ci fosse mai stato alcun segno di episodi di corruzione o pressioni; nient’altro che comportamenti rispettabili e disponibilità.

Nel 2013, ebbi due incontri riguardanti Putin con funzionari del Dipartimento di Stato:

Al primo, mi sentii libero di porre la domanda alla quale precedentemente desideravo la risposta:

“Quando e perché Putin è diventato inaccettabile per i funzionari di Washington??”

La risposta giunse senza esitazione:

“Le ostilità sono partite ‘quando è stato annunciato che Putin sarebbe diventato il prossimo presidente'”.

Chiesi PERCHÈ? La risposta fu:

“Non l’ho mai capito – forse perché era del KGB”.

Suggerii che Bush senior prima era a capo della CIA. La risposta fu:

“Quello non avrebbe fatto alcuna differenza, lui era un nostro uomo”.

Il secondo era un ex funzionario del Dipartimento di Stato, col quale ho recentemente condiviso un’intervista radiofonica sulla Russia. In séguito, mentre stavamo chiacchierando, osservai: “Potresti essere interessato a sapere che ho raccolto resoconti su Putin da molte persone, alcune in un periodo di anni, e tutte dicono di non aver mai avuto esperienze negative con lui, e che c’è mai stata alcuna prova che avesse preso tangenti”. Rispose fermamente:

“Nessuno è mai stato in grado di presentare un’accusa di corruzione contro di lui”.

Dal 2001 ad oggi, ho visto i media americani coalizzarsi contro Putin… accuse di omicidi, avvelenamenti e paragoni con Hitler.

Nessuno ha ancora fornito prove concrete a queste accuse. Durante questo periodo, ho viaggiato in tutta la Russia diverse volte ogni anno, e ho visto il paese cambiare lentamente sotto la sua vigilanza. Le tasse venivano abbassate, l’inflazione diminuiva e le leggi pian piano introdotte. Scuole ed ospedali cominciavano a migliorare. Le piccole imprese crescevano, l’agricoltura mostrava miglioramenti ed i negozi stavando diventando pieni di cibo.

I problemi legati all’alcol diminuivano, il fumo veniva vietato dagli edifici e l’aspettativa di vita iniziava ad aumentare. Le autostrade venivano create in tutto il paese, nuovi binari e treni moderni apparivano anche in luoghi lontani, il settore bancario stava diventando affidabile. La Russia cominciava a sembrare un paese decente — certamente non dove i cittadini speravano che fosse a lungo termine, ma in tangibile miglioramento.

I miei viaggi 2013/14 in Russia:

Oltre che a San Pietroburgo e Mosca, a settembre sono andato verso i monti Urali, ed ho passato del tempo ad Ekaterinburg, Chelyabinsk e Perm. Ci siamo spostati tra le città via auto e ferrovia – i campi e le foreste sembrano in buona salute, le piccole città sfoggiano nuove pitture e costruzioni. I russi di oggi somigliano agli americani (anche perché otteniamo gli stessi vestiti dalla Cina).

Le vecchie case di cemento di Khrushchev stanno lasciando il posto a nuovi complessi residenziali a più piani, che sono incantevoli. Centri commerciali multipiani, hotel eleganti ed ottimi ristoranti sono oramai all’ordine del giorno — ed i russi comuni frequentano questi luoghi. Case private a due e tre piani circondano queste città lontane da Mosca.

Abbiamo visitato nuovi musei, edifici comunali ed enormi supermercati. Le strade sono in buone condizioni, le autostrade ora sono nuove e ben segnalate, le stazioni di servizio sembrano quelle che costellano le highway americane. A gennaio sono andato a Novosibirsk, in Siberia, dove ho notato una nuova architettura simile. Le strade venivano mantenute agibili da uno spazzaneve in costante azione, un’illuminazione moderna manteneva la città luminosa per tutta la notte, e molti nuovi semafori (con il conto alla rovescia dei secondi fino al cambio del colore) erano in funzione.

È incredibile vedere quanti progressi ha compiuto la Russia negli ultimi 14 anni, da quando un uomo sconosciuto e senza esperienza è diventato presidente ed ha assunto il controllo di un paese moribondo.

Allora perché i nostri leader e media sminuiscono e demonizzano Putin e la Russia???

Come Lady Macbeth, protestano troppo?

Gli psicologi ci dicono che le persone (e le nazioni?) proiettano sugli altri ciò che non vogliono affrontare di sé stesse. Altri portano le nostre “oscurità” quando ci rifiutiamo di riconoscere le nostre. Attribuiamo agli altri le stesse caratteristiche che abbiamo l’orrore di dare a noi stessi.

Potrebbe essere questo il motivo per cui troviamo sempre difetti in Putin e la Russia?

Potrebbe essere che proiettiamo su di lui i peccati nostri e dei nostri leader?

Potrebbe essere che condanniamo la corruzione russa, fingendo che la corruzione nel nostro mondo aziendale non esista?

Potrebbe essere che condanniamo i loro problemi coi diritti umani ed LGBT, non affrontando il fatto che noi non abbiamo risolto i nostri?

Potrebbe essere che accusiamo la Russia di voler “ricostituire l’URSS” — per ciò che facciamo per rimanere gli “egemoni” del mondo?

Potrebbe essere che proiettiamo sulla Russia comportamenti nazionalisti perché siamo diventati questo e non vogliamo affrontare la cosa?

Potrebbe essere che accusiamo la Russia di propagandare guerra, per quel che abbiamo fatto nelle ultime amministrazioni?

Alcuni di voi erano vicino a Putin nei primi anni. Condividete le vostre opinioni, pro e contro… la riservatezza sarà assicurata. È importante sviluppare un’immagine composita di questo leader demonizzato ed ottenere informazioni corrette. Sono abbastanza sicuro che il 99% di coloro che lo stroncano nei media mainstream non abbiano avuto alcun contatto personale con lui. Scrivono articoli su dicerie, voci ed invenzioni, oppure leggono sul gobbo elettronico testi scritti da altri. Da come stanno le cose, è così che il nostro paese si “informa”.

C’è un ben noto codice etico tra di noi: è la verità, è giusto, crea amicizia e buona volontà, e sarà utile per tutti gli interessati?

A me pare che se i leader della nostra nazione si impegnassero ad applicare questi quattro princìpi nelle relazioni internazionali, il mondo opererebbe in un modo completamente diverso, e gli esseri umani su questo pianeta vivrebbero in condizioni migliori di quelle attuali.

 

Sharon Tennison

Fonte: https://off-guardian.org

Link: https://off-guardian.org/2018/01/18/is-putin-incorruptible/

28.01.2018

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

61 Commenti

  1. Ma che bravo ragazzo il Putin….Caro Tennison, si tolga i prosciutti davanti agli occhi.
    “E un si piscia mia dall’orecchi!”, tradotto: Non siamo scemi….

    • immagino lei sia stato in russia piu volte ……

      • Non ho conosciuto Hitler, ma ‘si dice’ sia stato un criminale. E non ero presente quando Leonardo da Vinci ‘sparava’ le sue invenzioni, così come non ero e non sono accanto a Francesco Guccini quando scriveva e scrive canzoni….Però ho la sfortuna di avere una testa che mi fa ragionare anche quando occhi e orecchi non possono essere presenti là dove sono successe e succedono cose…

        • lei sta giudicando un paese ed un politico ma sopratutto un articolo senza mai aver mai messo piede in quel paese… se permette mi fido piu di una persona che conosce il paese di lei che fa il leone da tastiera

    • Faccio notare che il nome Sharon è il nome di una donna.

    • Più che altro sei tu che ti pisci sulle scarpe appena apri bocca.

      • @disqus_hSxMLAdgxF:disqus insultare non è permesso, vedi di modificare il commento con termini più consoni.
        Grazie

      • Secondo le nuove disposizioni new gender dire caro a una donna non è sbagliato se tu in quel momento ti senti una donna o la vedi come una donna.

    • Caro Ronte, invece di pensare ai prosciutti altrui pensa alle mortadelle davanti ai tuoi occhi.

    • Ronte! ”un si piscia mia dall’orecchi”!! Sarà mica di Rignano???

  2. Grazie infinite mr. Tennison per questo eccellente, lucido post! Ho provveduto a stampare e lo distribuirò in strada e nei locali affinchè i troppi e strani mangiatori di loto nostrani possano leggere qualcosa di serio nonchè vera informazione!! Avessimo un Putin anche noi italioti del menga! Tutto cambierebbe in meglio! Da una parte Vladimiro dall’altra scilvietto pregiudicato che impazza in tv e per ogni dove, il cazzaro di Rignano idem, salvini, meloncina, grasso, boldrinetta ed altri ancora! Da una parte una persona lucida e capace dall’altra una serie disgustosa di repellenti personaggi, per non parlar del ”governo” ma de che!!! Vladimiro ha risanato un paese allo sbando laddove la malsana e cmiminale sistematica mafiosa attività degli americanacci, dell’occidente decadente e, non dimentichiamo, del vaticano sempre sul campo in tema di maialate, produceva terribili conseguenze distruttive e devastanti par la Russia! Certo, gli esportatori di democrazia occidentale prediligo gli eltsin, ci mancherebbe! Senonchè ora tutti dovranno fare i conti con Vladimiro che, da gran giocatore di scacchi, fara loro un deretano tipo conduttura! E forse la cosa farà loro anche piacere!!

  3. Articolo molto interessante

  4. Putin è un grande, c’ è poco da fare, ed è un uomo di pace. In confronto a lui tutti i politici occidentali sono delle macchiette. L’ articolo non cita il Kursk, primo esame difficile per Putin, gestito alla grande! Credo che demonizzarlo serva a poco..o che non lo si demonizzi abbastanza, si dovranno svegliare prima o poi gli occidentali…se vogliono rimanere VIVI.

  5. uomoselvatico70 uomoselvatico7

    La differenza tra Putin e tutti gli altri leader occidentali è una sola.
    Vladimir Putin è un uomo di stato con tutto ciò che di positivo e negativo questo comporta.
    Può sembrare scontato che il premier di una nazione sia e si consideri un uomo di stato, eletto per fare gli intaressi del suo popolo e del suo paese, ma a tutt’oggi in questo occidente fatto di politici estero-diretti, e al soldo delle multinazionali come prostitute in vendita al miglior offerente, non è più cosi..
    Putin non è un santo né un demone, ma solo e semplicemente un uomo di stato che fa quel che deve fare per il bene e nell’interasse del suo paese.
    Scusate se ormai, nessuno ci era più abituato.

    • Su questo in molti concorderanno;
      da questo punto di vista anche Erdogan è valido per la Turchia ma è senz’altro corrottissimo, vedi gli affari del figlio.
      Su Putin è difficile filtrare bene le informazioni per capire se è corrotto o meno, però chi gli sta intorno ed ha la sua fiducia (a cominciare dai familiari) sembra essere ricompensato molto lautamente.

      • …sembra…

      • Curioso che si disquisisca sulla moralità di Putin quando da noi governa la mafia e la corruzione si è infiltrata in ogni apparato dello Stato

        • Da noi in occidente si ripropone sempre il dramma del bue che dà del cornuto al somarello! Solo che Vladimiro possiede lo zietto sam, sodali, fiancheggiatori et similia analmente e, questo, da una parte arreca ad essi piacere dall’altra come rosicano!!

        • Non penserete mica che la mafia non esista in Russia, spero? C’é, c’é sempre stata anche durante il comunismo sovietico, ed é efficientissima e potente.

          • il bene e il male e sempre esistito in tutti i paesi del mondo,
            piutosto bisognerebbe chiedersi come lo si combette in ogni rispettivo paese,in italia lo sapiamo come…….

          • Ho scritto che in Russia c’é la mafia, dato che da alcuni commenti sembrava di dover desumere che esista solo da noi.

            Il bene ed il male, almeno quelli, teniamoli al riparo dalle smanie nazionaliste.

            O vuoi suggerire che ci sia il male italiano, quello svizzero, quello islandese…

            Il male é assenza di bene, secondo una definizione fondata sulla conoscenza tradizionale.

            In Italia, per il momento, ancora in troppi vogliono gabellare il male per bene.

          • a parte il bhutan (forse) non saprei dove trovare il paradiso in terra…. magari nel paese farsa dei sionisti quelli si sono dei puri…. con il c..o degli altri

          • Non sto santificando né Putin né la Russia. Sto semplicemente dicendo che la corruzione in Italia e nel cosiddetto Occidente (leggasi colonie europee degli usa) democratico (qualunque significato abbia questa parola) si tende ad evidenziare i mali degli altri e a non far nulla riguardo ai propri. Basti pensare al fatto che esistono territori italiani fuori dal controllo dello Stato e che non si fa assolutamente nulla per sottrarli alla criminalità organizzata.

          • “…Basti pensare al fatto che esistono territori italiani fuori dal controllo dello Stato e che non si fa assolutamente nulla per sottrarli alla criminalità organizzata.”

            E non ti viene nemmeno il sospetto che se lo Stato fosse stato capace di esercitare un ruolo esemplare e positivo, nel territorio che controlla da un secolo e mezzo, non ci sarebbero quei territori ai quali ti riferisci, controllati dalla criminalità?

          • Non capisco la polemica. Mi pare che stiamo dicendo la stessa cosa anche se, nella fattispecie, la situazione è un tantino più complessa. La mafia era radicata in Sicilia ben prima dell’Unità, tanto che il celebrato Garibaldi si alleò con essa per aver successo nell’invasione. Lo stesso fecero gli usa nel 1943. I Savoia non fecero nulla per cambiare la società siciliana e la dc con la mafia, protetta dagli usa (qualcosa in cambio avranno pur dovuto dare), si accordò per mantenere il potere. Il “ruolo esemplarmente positivo” ha da venire.

          • Nessuna polemica.

            E per il “ruolo esemplarmente positivo”…campa caval…

      • perche non ti esprimi chiaramente?!

      • non succede così dapertutto?

    • Mi sembra che tu condivida con Vamos a la Muerte l’idea che in occidente non ci sia alcun leader che sia uno statista, capace di fare gli interessi della sua nazione. Secondo me, invece, la Merkel da questo punto di vista è valida.

      • Quando non è costretta a genuflettersi davanti ai padroni USA… casualmente anche lei ex STASI…

        • “…casualmente anche lei ex STASI”
          Non ci sono le prove (a meno che uno voglia considerare come “prove” il fatto che lei sia stata membro del FDJ, che si sia trovata una sua fotografia in un fascicolo di una persona osservata o che abbia fatto carriera come fisico ).

      • la Merkel prima di tutto esegue gli ordini USraeliani poi se in piu arriva a fare
        bene anche per la germania e sempre questo di guadagnato,e tu chiamala pure statista ma rimarra sempre una statista disonesta perche lei ha anche dei conti a redere all’europa……..non so se mi sono fatto capire?

      • La Merkel una statista capace di fare gli interessi della sua nazione?
        Forse, però solo fino alla prima metà del 2015. Da quando la Merkel ha aperto i confini ai migranti nella seconda metà del 2015, le simpatie nei suoi confronti sono diminuite notevolmente. Viene accusata di avere violato le leggi vigenti e per molti tedeschi, specialmente nelle grandi città, la vita è cambiata per l’aumento della criminalità, cosa che ha portato al nascere ed al successo elettorale dell’ Alternative für Deutschland.

      • dipende dal punto di vista:
        vero che per la germania sta facendo bene,
        ma è altrettanto vero che in pochi anni della sua guida,
        la germania ha dilapidato
        il capitale di amicizia si era ricostruita faticosamente
        in tutta l’europa negli ultimi 50.
        lo stesso kohl (era una sua delfina,se non sbaglio)
        ne ha denunciato pubblicamente il tradimento del sogno europeo,
        prima di morire,
        e non aveva ancora visto nè il distacco della germania
        e nemmeno la sottomissione della grecia.

        se vanno avanti così non ci vuole tanto a capire che,l’europa si sfascerà presto…
        e che i paesi che sono stati trattati a scarpate nel sedere
        cominceranno a guardare la germania e i tedeschi
        in modo molto simile a come venivano visti negli anni cinquanta:
        come dei nemici.

        l’eatto contrario di come si sta muovendo putin,se si analizza bene…
        infatti lui sta facendo amicizia e affari con tutti quelli che non cercano di dettar legge in casa sua:
        non pretende di imporre agli altri come vivere…

        • Le politiche della Merkel mirano a far prosperare il proprio paese alle spalle degli altri europei. la Germania sta facendo con la politica quello che non è riuscita ad ottenere con la conquista, sotto l’occhio vigile degli americani che la lasciano fare, ma che sono pronti a tirare il guinzaglio ogni volta che prende una direzione contraria ai suoi interessi. Come, soprattutto, quando prova ad avvicinarsi alla Russia.
          Per prevenire l’alleanza tra Germania-Russia sono state scatenate due guerre mondiali, per questo è così importante che le due parti non siano tentate di provarci nuovamente.

          • “La Germania sta facendo con la politica quello che non è riuscita ad ottenere con la conquista”

            Questa frase lascia intendere che vi sia stata dall’inizio, da parte della Germania, la volontà di sottomettere gli altri Paesi europei e con questo non sono d’accordo.

            E’ una insinuazione gratuita che preclude il miglioramento dei rapporti frai Paesi europei.

            Molto meglio concentrare l’attenzione sull’operato dei governanti italiani che non hanno minimamente difeso gli interessi nazionali.

          • beh…
            l’idea di governare l’europa l’hanno sempre avuta
            e non è cambiata,si è solo evoluta:solo che anzichè conquistarla adesso vogliono comprarla….
            e dettar legge non come conquistatori,bensì come padroni.
            non è che si sia poi molta differenza,se guardiamo i risultati:
            grazie a loro abbiamo avuto danni paragonabili ad una guerra,in questi ultimi vent’anni.

            concordo con te sull’operato dei nostri governanti,che è stato infimo.
            ma dimmi…nell’europa che è stata sognata da adenauer,spinelli,churchill,
            beyen,de gasperi…
            quella europa in cui credevamo,e per cui ci siamo buttati in questa avventura,

            noi italiani da CHI,avremmo dovuto guardarci?
            da quelli che condividevano il nostro stesso sogno?

            il discorso è tutto qui.

            noi italiani abbiamo tanti difetti,ma fatico a credere che ci saremmo comportati in questo modo,anche potendo…

          • “l’idea di governare l’hanno sempre avuta e non è cambiata”

            Io mi attengo ad una regola: quando faccio delle affermazioni su dati di fatto cerco di corroborarle con delle prove.

            Allora ti chiedo se puoi provare la tua affermazione.

            I dati di fatto dicono che ci sono dei trattati (es. Maastricht, Lisbona) che sono stati firmati dai Paesi membri. C’è una commissione europea della quale fanno parte i rappresentanti dei Paesi membri (Prodi ne è anche stato il presidente).

            Un dato di fatto è che l’euro ha favorito la Germania e penalizzato l’Italia, ma chi ha firmato i trattati?

            Che la moneta unica sarebbe stata deleteria per il nostro Paese lo si sapeva prima di firmare i trattati. Allora perché sono stati firmati?

            Perché dai la colpa alla Germania quando in realtà ci sono di mezzo degli accordi?

            Perché l’Italia ha pagato diversi miliardi (alcuni parlano di 14 miliardi, altri di 63 miliardi) al fondo salvastati per salvare indirettamente le banche tedesche e francesi? Mentre tanti piccoli risparmiatori italiani sono stati “azzerati”.

            Tutta colpa della Germania?

            Leggo queste accuse da diverso tempo e mi viene il sospetto che sia tutto fumo negli occhi per occultare chi sono i veri responsabili se l’Italia si trova in una situazione come se ci fosse stata una guerra. E’ comodo trovare un capro espiatorio a cui addossare tutte le colpe.

            Già diverse volte cittadini tedeschi hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale perché, secondo loro, i trattati non venivano rispettati. Non ti viene il dubbio che ci sia qualcosa che non quadra nell’intera architettura dell’UE e che non sia sempre solo colpa della Germania?

            Questa Europa che doveva assicurare la pace in realtà fomenta l’odio frai popoli. Ecco, non parlavi di “punto di vista”? Allora cerchiamo di guardare ai fatti dal punto di vista dei popoli.

          • Beh, una cosa non esclude l’altra.
            Comunque i rapporti europei sono stati rovinati proprio dai trattati per l’unione che non fanno che estendere agli altri paesi la mentalità punitiva propria dei tedeschi.

            E’ da idioti (o da tiranni, scegli tu) pensare di far progredire le nazioni meno avanzate punendole perché hanno un deficit maggiore della media. E’ come pensare di far studiare un bambino svogliato prendendolo a frustate.

            E’ questo il maggiore ostacolo all’integrazione europea, non le mie “insinuazioni gratuite”.

          • Scegliersi la poltrona migliore della sala senza darlo a vedere e senza litigare per questo, e poi non mollarla, fa parte della cultura spicciola di ogni tedesco, ci hanno costruito sopra un modo di vivere, come gli inglesi inseguono l’esclusiva in qualunque affare, chi tratta con loro deve saperlo e muoversi di conseguenza, o astenersi e fare altro.

            I “latini” si sono fatti abbindolare, ma perché e come si sono fatti abbindolare?

            Non osservate una certa immaturità nel comportamento sociale di questi ultimi? Poca compattezza, nessuna assunzione di responsabilità ai vertici, un “comandare” senza risponderne, e un conseguente radicato, profondo scetticismo nel popolo?

            Provate a pensare quali esperienze politiche e sociali, atte ad interromperne la maturazione, hanno accomunato i popoli mediterranei per decenni, in periodi cruciali, nel secolo scorso.

          • Secondo me stiamo analizzando un fenomeno con le categorie sbagliate. E’ necessario fare un passo indietro e aggiustare il tiro.

            “Le politiche della Merkel mirano a far prosperare il proprio paese alle spalle degli altri europei”

            Il Paese, la Germania, è veramente prosperato oppure sono le medie e grandi imprese che si sono arricchite mentre ai lavoratori hanno lasciato le briciole? L’eccesso di esportazioni è anche dovuto al fatto che nei due decenni passati non ci sono stati degli adeguamenti salariali proporzionali all’aumento della produttività. Alberto Bagnai ha parlato giustamente di dumping salariale e non si riferiva solo alla marea dei cosiddetti minijob, per i quali, tra l’altro, i datori di lavoro pagano contributi irrisori, di modo che si prevede per gli anni a venire che ci saranno anziani che vivranno in miseria. A parità di anni di anzianità, un pensionato tedesco percepisce già ora una pensione mensile inferiore di 800 euro rispetto a quella percepita da un austriaco. Circa la metà dei tedeschi non ha la casa di proprietà e deve pagare l’affitto. I governi, negli ultimi anni, hanno trascurato l’edilizia popolare con la conseguenza che, soprattutto nelle grandi città, gli affitti sono molto costosi.
            Se prendi atto di questa situazione, ti rendi conto che la gente comune in Germania ha problemi analoghi agli abitanti degli altri Paesi europei.

            Allora, quando si fanno affermazioni di carattere generale, forse è bene distinguere fra la gente comune, da un lato, e gli imprenditori dall’altro.

            Lo stesso ragionamento vale per la tua seconda affermazione:
            ” La Germania sta facendo con la politica quello che non è riuscita ad ottenere con la conquista.”

            Nel Terzo Reich c’era la classe imprenditoriale che sosteneva Hitler. Se, nella tua frase, sostituisci “la Germania” con “la classe imprenditoriale tedesca” oppure “le grandi imprese tedesche”, l’affermazione acquisisce una nota un po’ diversa. Per lo meno terrebbe conto del fatto che la stragrande maggioranza della popolazione tedesca desidera solo vivere in pace e avere un lavoro che le consenta di vivere una vita dignitosa, come negli altri Paesi europei.

          • non è che ci sia poi molto da argomentare,no?
            da guglielmo secondo in avanti la germania politica e imprenditoriale ha sempre avuto mire imperialiste:

            mi pare tra l’altro,che lo stesso bismark sia stato silurato perchè considerato troppo morbido in politica estera….
            sono cose risapute.
            e quindi la germania si è ritrovata
            con una guida politica abbastanza aggressiva,
            una classe imprenditoriale e finanziaria che spingeva
            per avere nuovi mercati,risorse e guadagni
            a qualsiasi costo….
            con una scarsa diplomazia,
            e senza l’intelligenza politica e la prudenza di bismark.
            tutto questo insieme…contemporaneamente,e nel periodo abbastanza travagliato delle colonie.
            era abbastanza ovvio che sarebbe finita male…
            nei fatti è finita in un macello mondiale di li a pochi anni,
            e il resto è storia.
            ma la mentalità tedesca è sempre quella…
            non è cambiata.

            perchè i tedeschi a differenza di noi italiani,
            sono profondamente nazionalisti,basta parlare dieci minuti con un qualsiasi tedesco per rendersene conto.
            sono assolutamente convinti nell’intimo,che la germania ha la precedenza,
            la prelazione,
            lo stile giusto,
            la mentalità giusta
            e la visione del mondo giusto…
            tutto
            “ordentlich und richtig ..
            alles getan wie es sein sollte
            erledigt”
            quindi nel loro modo di vedere la vita,
            non è strano che la germania

            acquisisca la supremazia in europa:
            è strano in contrario,cioè che gli altri popoli europei

            non apprezzino granchè la gentilezza che ci fanno,
            quando cercano di renderci uguali a loro demolendoci….
            per poi ingrassarsi con le nostre industrie,
            i nostri capitali

            e le nostra manovalanza specializzata…
            e in seguito

            acquisire le nostre terre,le spiagge
            i beni culturali ecc.

            ma è tutto normale,no?
            tutto a norma di legge.
            a norma di legge,in un paese che fino a pochi anni fa concedeva alle loro imprese di corrompere e pagare tangenti in giro per il mondo,
            fregando la concorrenza…
            basta che poi venissero regolarmente indicate nella dichiarazione dei redditi.
            a norma di legge,in un paese che anche oggi,usufruisce di scappatoie più o meno legali nei bilanci delle banche e nelle imprese…
            e poi fa le pulci a noi,
            a norma di legge,in un paese che a parole persegue la libera concorrenza…
            (al punto che in questi giorni sta criticando aspramente trump)
            e poi per vendere dentro al mercato tedesco

            devi essere conforme TUV o ISO9000 ecc ecc
            che sono certificazioni di qualità interne,che cambiano spesso…
            con variazioni che vengono comunicate preventivamente (a volte anche di parecchi mesi)
            alle proprie imprese,con il chiaro intento di lasciar fuori le aziende concorrenti.

            questa è la mentalità…
            del governo tedesco,
            e della popolazione.
            (non tutta,certo….diciamo il 90%?)

            e ora dimmi…
            credi davvero che i trattati che ora ci strozzano……siano stati
            discussi…e firmati da gente così incapace da non rendersi conto
            di cosa firmavano?

            e dimmi,ancora…
            visto come si muove la
            germania,
            secondo te,c’è qualche possibilità…
            che non siano stati comprati per tradirci?

            io non ho il minimo dubbio.

            resta da vedere,che cosa faremo,in proposito….

          • E’ assurdo che abbiano firmato dei trattati che causino il fallimento delle imprese…ma l’ hanno fatto e anche leggendo prima, stanne sicuro. Ricordo Prodi a sostenere che bisognava “entrare” in Europa per pagare meno interessi sui bond ..c’ era la spesa pubblica da sostenere…la burocrazia! Hanno sacrificato l’ industria per sostenere la burocrazia e tirare a campà… è questo il cambio.

          • Le mire imperialiste, l’avidità della classe imprenditoriale, le tangenti, i trucchi di bilancio et similia, queste non sono caratteristiche peculiari dei tedeschi. Arduo fare derivare da ciò una mentalità. Il nazionalismo lo si ritrova soltanto nelle frange minoritarie di estrema destra come NPD, Pegida, AfD e Reichsbürger. Per il resto della popolazione il nazionalismo è un tabù. Alle generazioni del secondo dopoguerra è stato inculcato un forte senso di colpa. I firmatari dei trattati non erano degli sprovveduti. Gli sprovveduti siamo noi che accettiamo una “costituzione” illeggibile (trattato di Lisbona).

          • Beh… la Merkel è al governo da 12 anni… e non certo solamente con i voti della “classe imprenditoriale”.
            Comunque al di là delle ciance, è la matematica a dire che i tedeschi, i singoli cittadini tedeschi, sono più ricchi degli italiani:

            https://www.termometropolitico.it/1218922_la-mappa-europea-del-reddito-pro-capite-provincia-per-provincia.html

          • Nel link si parla di reddito e non di patrimonio. Anche se hai un reddito medio alto, ma devi pagare un affitto esorbitante, non è che ti rimane molto per vivere, mentre l’80% degli italiani vive in case di proprietà. La tua amica di Monaco non ti ha raccontato quanto si paga di affitto?

            E’ vero che la Merkel è stata eletta da una larga percentuale di tedeschi, ma basta questa constatazione per stabilire quali sono gli interessi che lei persegue?

            Cmq sei del parere che i tedeschi sono troppo ricchi e che devono spartire con i Paesi in difficoltà? Eccoti accontentato: Martin Schulz, che diventerà Ministro degli Esteri, ha già annunciato che creerà un fondo dal quale i Paesi europei in crisi potranno attingere facilmente (sempre se gli iscritti alla SPD, ai quali verranno sottoposti i risultati delle consultazioni, approveranno).

          • La mia amica di Monaco vive in un bilocale di proprietà di circa 60mq che ha comprato in costruzione 10 anni fa vicino alla stazione… mi ha detto che nel frattempo la zona è “gentrificata” e adesso lo rivenderebbe a 400.000 euro, e ci sono agenzie che fanno di tutto per convincerla a vendere.

            Non credo che Monaco di Baviera sia attraente, per via del clima e lo squallore del luogo, come luogo di residenza per milionari fancazzisti come è la Firenze in cui vivo, dove già 30 anni fa avevo come vicino un figlio di papà tedesco che passava le giornate a suonare il violino e visitare chiese.

            Quindi, parrebbe che il lavoro non manchi altrimenti non ci sarebbero quei prezzi.

          • Ti segnalo un articolo apparso nel forum di CDC (“Gli europei sono distrutti, e a Berlino si balla” di Massimo Bordin) che conferma quanto da me esposto sullo sviluppo dei salari in Germania.

            Nelle grandi città tedesche, il mercato immobiliare è in mano agli speculatori. Da un lato ci sono i tedeschi molto ricchi che cercano immobili a titolo di investimento perché temono una futura inflazione, dall’altro si manifesta l’eccesso di liquidità causato dal QE di Draghi e nelle mani della finanza. I prezzi degli immobili sono quindi inflazionati e, secondo alcuni osservatori, già a livello di bolla. La cosa strana, almeno per me, è che il mercato degli immobili, in certe città, è come “spazzato via”, non se ne trovano… (lo stesso discorso vale per gli alloggi in affitto)

            Sì, hai ragione, a quanto pare il lavoro non manca (bisogna poi vedere a quali condizioni): probabilmente è più facile trovare un lavoro che un alloggio (discorso sempre limitato alle metropoli).

            Monaco di Baviera viene considerata una città attraente come residenza: è uno dei motivi per cui è così cara, una delle città più care della Germania. La città viene apprezzata anche perché non é molto distante dai laghi e dalle alpi bavaresi e, perché no, neanche tanto distante dall’Italia.
            Ovviamente non può competere con Firenze… 🙂

        • Sono d’accordo con la tua analisi. Da tener presente inoltre che parte della popolazione tedesca non ha beneficiato della crescita economica e del surplus delle esportazioni. In Germania ci sarebbero dovuti essere negli anni passati maggiori aumenti salariali, cosa che avrebbe fatto aumentare le importazioni dagli altri Paesi europei (e ridotto le esportazioni). Cmq non tutti i tedeschi approvano l’operato della Merkel e alcuni, per ora una minoranza, organizzano viaggi in Russia per promuovere la conoscenza reciproca.

      • É facilitata, nel suo compito, dal potersi rapportare con un gruppo di industriali compatto, realista e più responsabile, nei confronti dei lavoratori, e della popolazione, di altri, anche se qualche crepa, con i mini jobs, sembra di vederla apparire.

  6. “Senza preavviso, al volgere dell’anno, Eltsin annunciò al mondo che dal giorno successivo in avanti avrebbe lasciato il proprio ufficio e la Russia nelle mani di uno sconosciuto Vladimir Putin”.
    25 Luglio 1998: Putin diventa Capo dei Servizi Segreti Russi.
    9 Agosto 1999: Putin diventa Capo del Governo.
    Eh già, il 31 Dicembre 1999 Wladimir Putin era proprio un perfetto sconosciuto…
    E per fortuna che questa tizia è una profonda conoscitrice della Russia!
    Detto questo, personalmente reputo il Presidente Russo l’unico vero Statista oggi in circolazione anche se, a dire il vero, visti i personaggetti che circolano in Occidente, vince davvero a mani basse sul Nulla più assoluto.

    • Se Putin fosse stato un singolo funzionario, sia pure di alto livello, non avrebbe potuto far nulla, ha potuto fare tutto quello che ha fatto non da solo, ma sostenuto da un gruppo, di persone oneste, capaci e profondamente patriottiche, i siloviki, ai quali Eltsin ha dovuto cedere il potere prima che la Russia fosse definitivamente smantellata e smembrata in piccole entità secondo i piani americani e prima della svendita della Yukos alla Exxon, prima cioè che le strutture portanti dell’economia russa finissero nelle mani degli occidentali e dei Rotschild. Putin ha inoltre fatto appello al sentimento profondo di fedeltà alla Madre Russia del popolo russo, sostenuto anche dalla Chiesa Ortodossa, di cui è un sincero fedele.
      Comunque, grande Putin che ha ricostruito la Russia, dopo che gli eredi del precedente Vladimir l’avevano affossata.

  7. Sembra quindi che sia onesto, siamo sicuri che sia molto valido e intelligente, ed è profondamente nazionalista. E’ dunque la persona giusta per la la miglior forma di governo, la dittatura . Fortunati i russi.

    • fortunati gli italiani che non hanno un Putin!!
      piu nazionalisti di voi italiani “Franza o Spagna purchè se magna”

      • Si proprio così, In Italia non ci sono governanti nazionalisti ma al contrario tante, ma proprio tante, quinte colonne dei nostri ” Competitor” che nazionalisti non sono e vedi come andiamo bene.

    • Non è dittatura come la intendiamo noi. Putin non è solo.

  8. @disqus_BtNMmipyKG:disqus datti una regolata con il frasario, non sei al bar dello sport.

    • ”all’ora”!!!! Terribile reprimenda e fustigazione! ”Che è meglio” come direbbe il famoso puffo! Ciao mod!! Uno dei ”mod”? Vediamo se lo ricordi e non andare su you tube perchè me ne accorgerei!!! Buona serata e buona cena!!! Ciao!!!!!!!