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Vladimir Ilic Trump ?

DI ISRAEL SHAMIR

unz.com

Che Dio benedica Donald Trump per aver fatto fuori James Comey! Solo pochi giorni prima di questo passo decisivo, Justin Raimondo di www.antiwar.com ha definito Comey “l’uomo più potente d’America“. Comey stava spingendo gli Stati Uniti in una guerra inutile e non voluta con la Russia. Rispondendo a una domanda di Lindsey Graham, noto mercante d’armi, Comey ha detto che i Russi sono “la più grande minaccia di qualsiasi nazione sulla terra, considerando le sue intenzioni e le sue capacità”. Ma questa non è affatto un’agenda dell’FBI! Si è arrogato il diritto di gestire la politica estera degli Stati Uniti, e anche di stabilire quali siano (MSM) e quali non siano (Wikileaks) dei legittimi mezzi di comunicazione. Il ragazzo è diventato troppo grande per i suoi stivali, dovrebbe ringraziare per il solo fatto di aver avuto gli stivali.

Liberandosi di Comey, Trump ha fatto un primo passo per recuperare il terreno perduto. In passato lo avevamo visto indietreggiare. Ha liquidato Bannon, ha bombardato la Siria, ha promosso la sua sciocca figlia e il suo strano marito a livelli quasi presidenziali. I risultati sono stati sconfortanti. Il presidente è stato trattato come un’anatra senza zampe (non solo zoppa). E il comportamento di Comey è stato particolarmente offensivo. Se la politica estera è decisa dall’FBI e dal New York Times, a che serve quindi un presidente?

Sarei felice se Trump inviasse dei droni killer – in stile Obama – a liquidare anche John McCain e Lindsey Graham. Sarebbe uno spettacolo fantastico: davanti a una bella torta al cioccolato, vedrei quei droni che volano fino a quei due bastardi. Ma probabilmente Trump non è fatto di una sostanza così tosta. Dovrà inventarsi un modo meno spettacolare per liberarsi dei traditori.

Anche la sua mossa successiva – invitare l’onorevole Sergey Lavrov alla Casa Bianca – è stata cosa buona e giusta, soprattutto nel contesto della dichiarazione di Comey: “Il comportamento della Russia è una minaccia”. Alcuni sapientoni dicono che ha scelto la tempistica sbagliata esponendosi agli attacchi. Che sciocchezza! Trump sarebbe stato attaccato in ogni momento, prima o poi. Facendo quello che ha fatto, quando l’ha fatto, Trump ha dato una dimostrazione del suo potere. Nonostante l’incredibile demonizzazione della Russia e la sciocca affermazione secondo cui Trump è il tirapiedi di Putin, ha voluto incontrare il ministro Russo. E’ stato un atto virile, qualcosa di cui essere fieri.

I guerrafondai hanno risposto con la ridicola accusa di “aver rivelato a Lavrov segreti strategici”. Ridicola, ma significativa: l’idea è quella di creare un riflesso condizionato nei politici e negli uomini di stato, come fece il dr. Pavlov con i cani. I suoi cani iniziavano a sbavare ogni volta che udivano il suono del campanello, associato alla fornitura di cibo, e scappavano quando sentivano un altro suono associato al bastone. Un politico ‘condizionato’ tenderà a cambiare strada ogni volta che incontrerà un diplomatico Russo, allontanando così il ‘pericolo’ della pace.

Finora, i casi più lampanti di condizionamento sono giunti dalla lobby israeliana. Gli Ebrei sono particolarmente abili nei condizionamenti. Moltissimi politici e giornalisti sono stati condizionati finendo con l’abbracciare fedelmente il dogma Ebraico. Al primo suono sgradevole, si scansano immediatamente e dichiarano il loro eterno amore per gli Ebrei e Israele. Il defunto Joe Sobran, brioso giornalista di Washington, li ha paragonati a mucche al pascolo in un campo circondato da fili elettrici a bassa tensione. Ogni volta che ci si avvicinano, avvertono una scarica elettrica, lieve ma comunque fastidiosa. Per la maggior parte di esse, questo basta a tenerle all’interno del recinto.

E quando un politico è condizionato, fa quello che vogliono i suoi ‘pastori’. Infatti, il primo a lanciare contro Trump l’accusa di rivelare segreti strategici a Lavrov, è stato Alan Dershowitz, il sionista appassionato di torture che ha condizionato numerosi politici inducendoli a schierarsi sempre e comunque per Israele, altrimenti…

Per questo preferisco quei politici che dimostrano di non avere alcun timore o condizionamento da parte degli Ebrei. Come la fantastica Cynthia McKinney – che ha perso la sua carica in Campidoglio, ma per questo non si è arresa. Lo considero un primo test per un politico: se gli Ebrei possono sottometterti, lo faranno certamente. E aggiungo, per chiarezza: non serve combattere gli Ebrei; basta non dargli neanche un pollice. Vedrai che faranno quello che vuoi. E’ lo stesso che portare a spasso un cane enorme: permettetegli di scegliere la strada anche solo una volta e vi tirerà per miglia e miglia. Tenetelo stretto al guinzaglio e lui obbedirà.

E’ una qualità che ho ritrovato nel Presidente Trump. Ha respinto l’appello Ebraico a scusarsi per la stella a sei punte sull’immagine di Clinton; nonostante le loro insistenze, si è rifiutato di citare l’Olocausto, e anche quando lo ha fatto, non ha menzionato gli Ebrei, per loro grande delusione. Poi, dopo un po’ di tempo, ecco che bombarda la Siria, compie azioni pro-Israele, manda anche la sua Ivanka a fare promozione Ebraica: pareva avesse ceduto. Invece, ecco che incontra Lavrov. Speriamo che questa volta il guinzaglio lo tenga ben stretto nelle sue mani forti.

Quasi mi vergogno a lodare il Presidente degli Stati Uniti per aver fatto delle cose così insignificanti come l’aver fatto fuori il direttore del FBI e per aver incontrato il Ministro degli Esteri di una grande potenza mondiale. Se continuo così dovrò lodarlo anche per essersi lavato le mani o aver mangiato una mela (“Ma che bravo il mio ragazzo!”). Ma il ragazzo ha bisogno del nostro incoraggiamento per continuare a fare le cose giuste. Come padre di tre figli, so bene che i ragazzi hanno bisogno di essere incoraggiati. E se non c’e’ un grande successo per cui lodarli, lo faccio perché si sono lavati le mani prima di mangiare.

Trump ha un compito erculeo: deviare la corazzata America dalla sua rotta di collisione, in un momento in cui tutte le massime cariche del paese hanno una voglia matta di accelerare al massimo. Pensano che l’altra nave davanti possa cambiare rotta. Ma l’altra nave, in realtà, è un faro. È la roccia dell’Isola del Mondo, la Terra del Cuore. Perché mai così tanti Americani, Britannici ed Europei vogliono sfidare la sorte corteggiando guerre e disastri?

Esattamente cento anni fa, nel 1917, Vladimir Lenin scoprì che il sistema produceva necessariamente guerre mondiali. Non è una questione di buoni o cattivi: è il sistema, sciocchi! Sull’argomento, scrisse un libro conciso chiamato: “Imperialismo, il massimo stadio del capitalismo”, aggiornando radicalmente Marx. L’idea è che il capitalismo si evolve dalla produzione dinamica competitiva al dominio del capitale finanziario, mentre il capitale finanziario inevitabilmente porta alle guerre. Se governano i finanziari, la guerra diventa inevitabile, scrisse, poiché sono insaziabili.

Gli industriali, i costruttori e gli agricoltori si fermano ai limiti del loro territorio, ma non i finanzieri: questi vogliono sempre di più e non esistono limiti naturali alla loro espansione. Vogliono sempre colonizzare altre terre, sottomettere altre nazioni e succhiarne il midollo. L’unico modo per salvare il mondo dagli orrori della guerra (come scrisse Lenin Verdun e Ypres), è sbarazzarsi del dominio del capitale finanziario (Gesù Cristo arrivò alla stessa conclusione quando cacciò i mercanti dal tempio).

In quello stesso anno, Lenin condusse il suo grande esperimento per liberare il suo Paese la Russia da banchieri e sfruttatori, anche a costo di guadagnarsi il loro odio eterno (e tonnellate di false notizie circa la sua crudeltà sanguinaria). La storia gli ha dato parzialmente ragione: i paesi che hanno seguito il cammino di Lenin non hanno mai iniziato una guerra e non hanno mai colonizzato altri stati, anche se hanno aiutato altri paesi a a sbarazzarsi dei loro parassiti e delle interferenze occidentali. La Russia sovietica è un esempio: è stato un paese donatore per tutti gli altri stati socialisti, dalla Georgia all’Afghanistan. (Forse i comunisti erano troppo buoni per questo mondo: dopo che la Russia fu de-comunistizzata, il reddito Russo è salito, mentre è precipitato in tutti gli altri paesi ex-sovietici, poi sovvenzionati dall’Unione Europea. E quei paesi ancora non sapevano cosa fosse la guerra.

Invece, gli stati rimasti sotto la guida dei banchieri, hanno fatto sempre più guerre. Hanno colonizzato e colonizzato. Probabilmente nessuno tanto quanto gli Stati Uniti, il paese che ha generato la Federal Reserve, il Dollaro e le maggiori società finanziarie del globo.

Per l’America una nuova guerra mondiale appare inevitabile, a meno che gli Americani non riescano a liberarsi dei loro finanzieri – e dei loro schiavi nei mass-media e nelle istituzioni pubbliche. La mia simpatia per il Presidente Trump è fondata sulla sua antipatia per i militari. Quando ha attaccato la Federal Reserve e Wall Street, mi ha fatto tremare, e forse ha fatto tremare anche qualcuno di voi.

Io, poi, non sono un vero marxista. Mi spiego meglio: i marxisti considerano i capitalisti finanziari degli sfruttatori progressivi. “Progressivo” non è un sinonimo di “migliore”. E’ solo più avanzato, come nel caso delle “malattie progressive”. I marxisti classici ritengono che la felicità futura dell’umanità sarà raggiunta solo dopo la piena vittoria contro il capitalismo finanziario progressivo. Lenin giunse alla conclusione che non c’era da aspettarsi alcuna vittoria: i lavoratori possono fare tutto e meglio. Il punto è qui: chi e come si combatte il capitalismo finanziario.

Il capitalismo finanziario ha due tipi di nemici: i progressisti e i reazionari. I progressisti sono quelli che guardano al futuro, vogliono affrancarsi radicalmente dalla schiavitù del denaro, perseguono la fraternità tra tutti gli uomini, il lavoro liberato, lo sviluppo umano, un mondo senza schiavi e senza padroni. I progressisti sono lavoratori e sono felici di esserlo. Non vogliono sfruttare ed essere sfruttati.

I reazionari preferiscono il passato. Il genere Alt-Right. Evola e Guenon, ispiratori del movimento, odiavano la modernità e credevano si potesse in qualche modo tornare indietro nel tempo. Volevano il ritorno al feudalesimo o a forme sociali ancora più antiche.

E’ difficile comprendere a pieno che il capitalismo industriale degli anni Cinquanta, con i suoi capitani d’industria e la gente dell’ economia reale, i magnati del petrolio e i grandi costruttori, appartiene anch’esso al passato. Sono ancora ricchi e potenti, come lo sono ancora i re, i conti e i marchesi. Ma non dimentichiamo che sono anche stati sconfitti da astuti finanzieri.

I marxisti credono che a vincere saranno i progressisti, mentre i reazionari sono destinati alla sconfitta. Lenin non era un marxista classico, poiché credeva in un grande potenziale di “reazionari” o “contadini”. Non pensava che le persone dovessero aspettare che i banchieri prendessero il controllo: c’era una scorciatoia possibile per sconfiggere sfruttatori.

Essendo io un eterno ottimista propenso alla speranza, non sono neanche un vero leninista, perché sono simpatico a tutti i nemici dei banchieri, siano essi progressisti o reazionari, Alt-Left o Alt-Right, siano essi lavoratori, agricoltori, aristocratici o religiosi, fondamentalisti, gente dallo spirito libero, magnati del petrolio – o costruttori come Trump. Non escludo la possibilità che Trump riesca in quello in cui la Sinistra ha fallito: distruggere la Federal Reserve, mettere i banchieri al guinzaglio, dare agli Americani un lavoro produttivo, portarli alla prosperità e salvarli da guerre orribili. L’idea del determinismo storico è sbagliata, poiché nega il libero arbitrio.

Secondo Trump – e voi – il mondo può migliorare se le enormi risorse destinate alla guerra fossero reindirizzate verso la pace. Proprio in questi giorni in Cina si tiene il Forum Mondiale sulla Silvicoltura (OBOR) con la partecipazione attiva di Russia,Cina e Turchia. Hanno in mente un enorme progetto di infrastrutture che permetterà a molti paesi di svilupparsi fianco a fianco. Gli Stati Uniti non vi hanno partecipato, mentre i Tedeschi hanno obiettato che i cinesi non consentono loro di acquistare società cinesi “come si usa in Germania”. Ma i cinesi hanno ragione: non c’è motivo di vendere le proprie società produttrici. Far loro produrre nell’interesse della nazione: questa potrebbe essere una soluzione accettabile per Trump.

In molti paesi, la gente tenta di trovare una via d’uscita dall’impasse. Uno di questi è il leader laburista britannico, Jeremy Corbyn. I suoi problemi sono simili a quelli di Trump. Nel suo partito, sebbene la base lo sostenga, l’alta dirigenza è stata nominata e promossa da Tony Blair. Per due volte Corbyn ha respinto i loro tentativi di colpo di stato. Tuttavia, i media, e soprattutto il Guardian, il maggiore quotidiano laburista-liberale, vogliono il suo sangue. Ogni giorno pubblicano un necrologio politico di Corbyn, sperando, per una magia voodoo, di provocarne la scomparsa.

Ora hanno pubblicato in anteprima il Manifesto del Lavoro di Corbyn con i programmi da realizzare dopo la vittoria. Pensavano che questa anticipazione lo avrebbe ucciso, ma è stato l’inverso: la gente si è mostrata favorevole al suo piano di spendere milioni e milioni per eliminare le privatizzazioni estreme realizzata da Thatcher a Blair. Il popolo inglese potrebbe riconquistare il suo NHS (il SSN), il migliore del mondo; riavrebbe le sue ferrovie che stanno cadendo a pezzi, con i proprietari privati che succhiano i profitti a spese dei contribuenti.

In realtà, questi piani sarebbero comunque più economici di quelli alternativi dei conservatori, poiché Corbyn intende smantellare l’arsenale nucleare britannico e fermare le spese militari senza fondo, mentre i conservatori vogliono spendere di più per più armi. Un uccellino mi sta suggerendo che se inaspettatamente Corbyn vincerà, i Russi saranno accusati di interferenze su di lui. Accuse del genere non possono nuocere più di tanto ai candidati, e ancor meno ai Russi, fieri di essere accusati di tanto potere.

E’ vero che oggi le opere di Lenin non sono più molto popolari; e poiché il suo nome è stato macchiato di sangue, suggerisco un recente libro pubblicato in Russia: una voluminosa biografia del grande uomo, scritta da Lev Danilkin. E’ un libro scritto molto bene, non troppo reverenziale ma rispettoso, con un occhio ai lettori moderni. Una completa scansione della vita di Lenin, dalla sua infanzia sul fiume Volga, dalle sue passeggiate nelle città europee alla sua morte precoce a Mosca. Non è stato ancora tradotto, ma sono certo che avrà un forte impatto quando lo sarà.

Israel Shamir – raggiungibile all’indirizzo: adam@israelshamir.net

Fonte: www.unz.com

Link: http://www.unz.com/ishamir/vladimir-ilyich-trump/

17.05.2017

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

 

 

Pubblicato da Davide

  • DesEsseintes

    Quando si leggono articoli di giornalisti “altenativi” come Shamir bisogna cercare di capire innanzitutto una cosa: parla per i fatti suoi per esprimere una opinione o magari per fare audience oppure è organico a qualche forza, gruppo o potere e ne deve esprimere il punto di vista o l’attitudine su una certa questione?
    Ce lo si deve chiedere per tutti, anche per i nostri media mainstream più famosi ma per questo tipo di giornalisti “alternativi” il punto diventa più interessante perché potrebbe trattarsi di una finestra su ciò che dalle fonti di informazioni nostrane proprio “non può” arrivare.

    Se ammettiamo che Shamir sia la voce di qualcuno le implicazioni sarebbero davvero molto forti ossia Trump (e chi gli sta dietro) starebbe lottando in maniera eroica insieme a Putin per cercare di sconfiggere una lobby americana (o meglio “cosmopolita”) che si è impadronita degli USA, lobby che evidentemente sta mirando a degli obiettivi terribili come per esempio una guerra militare contro Russia e Cina.
    Allora su questa linea forse l’attacco alla Siria era una mossa per poter dire: “Non mi potete acusare di essere troppo morbido coi russi” e di fatti il Cremlino aveva subito detto che con Trump i rapporti erano molto peggiorati…quasi una “rassicurazione” ad usum americanorum, a questo punto.

    Secondo me quindi non è impossibile che certi anatemi contro l’incapace Donald che si era fatto subito neutralizzare dal Deep State siano stati troppo frettolosi.
    Pura ipotesi, ci vorrebbe qualcuno con “informazioni” e non “opinioni” ma sono merce molto rara…

    • Gino2

      ahhaha…bel commento idiota. Complmenti.

      • alien2012

        Sei un troll e un bullo. Offendi senza argomentare. Chi sei Tu per guidicare. Anche in un post successivo hai fatto la stessa cosa. Direi che il Webmaster di questo sito dovrebbe cancellarTi

        • Gino2

          come farsi una idea sbagliata……….

        • Gino2

          bravo. Ora da buon paladino anti troll…scorri un poco indietro, e dici la stessa cosa a questo individuo DesEsseintes che trolleggia in giro è insulta gli altri. Vai. ti do il link https://comedonchisciotte.org/schiavitu-2017/

          • alien2012

            Ho scritto che hai usato una parola offensiva. Mica vado alla ricerca dei troll
            Quindi rispondi per Te stesso non girare la frittata

          • Gino2

            si vabè aria fritta. allora te lo devo proprio spiegare…..
            ho risposto a quel modo nei commenti del sig desseintes perchè è lui che risponde così. Non risponde nel merito ma da addosso. Ora hai capito? buona la frittata?

          • alien2012

            Per cui Tu sei uno di quelli che non lasciano perdere.
            O con me o Contro di me.
            Se il sig desseintes è così lascialo perdere.

            La frittata non l’ho fatta ancora. Ed il Tuo commento è un ennesimo insulto, in quanto vuoi sempre l’ultima parola. Immagino che Tu risponderai a questo mio post. Ma il sottoscrito chiude qui in quanto Ti sei autodimostrato una persona definibile dal aggettivo o sostantivo dopo il ‘ahhaha…’ del Tuo primo post

          • Gino2

            no non risponderò 😀 😀

      • virgilio

        il tuo si che e un commento da signori!!

        • Gino2

          Incredibile. Solo quando insultano me non se ne accorge nessuno….. 😀

          • alessandroparenti

            Non è la prima volta che mi imbatto in te e devo dire che in effetti riesci quasi sempre a lasciare una sensazione di fastidio, al di là dell’argomento.

          • Gino2

            sono contento!

    • Sepp

      Shamir parla perche’ solo lui ha verita’ e noi
      sappiamo perche’, la cultura o coltura viene
      sempre da sinistra.
      Poi sembra che trump avesse come la clinton
      un server collegato che poi ha staccato.
      Quindi un collegamento con i russi c’era,
      pero’ che russi erano costoro?
      Pepsi o coca-cola?
      dash o dixan?

      • DesEsseintes

        Mah…saperlo…
        Però sai com’è alle volte…

  • Holodoc

    La caratteristica principale di Trump è quella di non essere un politico di mestiere, cioè di non essere uno “messo lì” da qualche sponsor per i propri interessi.
    Così come Berlusconi, anche Trump è sceso in campo per il proprio tornaconto. Quale esso sia non so bene, ma di sicuro è inconciliabile con il volere della lobby finanziaria mondialista.
    Per questo niente lo convincerà a cambiare la sua politica.
    A volte sembra cambiare rotta, ma lo fa per confondere gli avversari e per far loro capire che non merita metterlo con le spalle al muro perché la sua reazione può essere del tutto inaspettata ed esagerata, come quando ha bombardato Siria e Afganistan. Come in una sorta di judo psicologico ha fatto quello che volevano facesse ma in una maniera così grottesca da far rimpiangere chi lo pressava di averlo convinto a farlo! E la prossima volta ci penserà due volte prima di mettersi sulla sua strada.

  • redfifer

    Bello, bello, bello.

    Un’analisi logica e concreta del capitalismo e i suoi esecutori, i quali forse per la prima volta, si trovano oscurati e ridimensionati paradossalmente da un Presidente americano a sua volta capitalista, ma almeno non ipocrita come i suoi simili a cui auguro lunga vita e spero, non si sottragga né ore né in futuro a regolarizzare le odiose semantiche di uno sparuto quanto pericoloso gruppo etnico, che fonda la sua vita ed esistenza sul denaro e la sopraffazione dei popoli.

  • Tizio.8020

    Citazione:
    “La storia gli ha dato parzialmente ragione: i paesi che hanno seguito il
    cammino di Lenin non hanno mai iniziato una guerra e non hanno mai
    colonizzato altri stati, anche se hanno aiutato altri paesi a a
    sbarazzarsi dei loro parassiti e delle interferenze occidentali. La
    Russia sovietica è un esempio: è stato un paese donatore per tutti gli
    altri stati socialisti, dalla Georgia all’Afghanistan.”

    Questo da dove esce???
    Secondo lui quindi Finlandia, Bessarabia, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia sarebbero stati aiutati a far che???
    A me risulta che siano stati invasi dall’URSS.
    Quindi di guerre l’URSS ne ha iniziate ben più che una!!!!!
    SE il livello è questo, altro che propaganda…

    • alessandroparenti

      Accidenti che foga con tutti quei punti esclamativi e interrogativi!!!!!!!!! Deve averle dette proprio grosse l’autore!!!!! Me la puoi raccontare tu invece verità???? Guerre iniziate e mancanze gravi nei confronti di questi paesi. Spiega un po’tu.

      • Gino2

        se nn sai la storia studiatela

  • Mario Poillucci

    Caro lei ne occorrerebbero di droni per tutta la teppaglia ”meritevole” di ”cure ed attenzioni”! Guerrafondai americani, fabbricanti d’armi (non dimentichiamo il crescente fatturato mortale e criminale dei mercanti di morte italioti) i roth……, giorgino soros, banchieri, fmi (mi raccomando cristina crudelia), lobby d’ogni grado di fetore, globalizzatori forsennati, mercanti di ”risorse migranti migratrici”, delocalizzatori, appassionati di voucher, precarizzatori di lavoro e vita, tiranni oligarchi della fogna europa ecc.ecc. elenco interminabile! Suggerisco la presenza su torri, terrazze ben elevate ed altri panoramici luoghi di appassionati assunti da ”imprese di pulizia”, ben retribuiti, ben attrezzati ecc.ecc.!!! Quando quella bella gente, quantunque protetta da ben nutriti ”cani da guardia” aggressivi col gregge ma servili e servizievoli verso il loro ”padroni” (laddove c’è gente vestita tutta allo stesso modo c’è carenza di validi neuroni altrimenti si comporterebbero in maniera ben diversa) inizierà a cadere per diretta azione di un certo metallo nel caso anche opportunamente lavorato mediante un taglietto al vertice ebbene quando inizieranno a vivere di paura e nel terrore allora, e solo allora, per forza e/o ”redenzione, inizieranno a rinsavire e comportarsi diversamente! Se ciò non verrà attuato il baratro è sempre più vicino e, onestamente, logicamente, moralmente, praticamente, nel baratro dobbiamo conferire noi quel pattume!! Va bene! Anche oggi un pò di allenamento c/o poligono di tiro!! Mantenersi sempre in allenamento, prima o poi servirà! Felice giornata a tutti!!!

  • natascia

    Ho una sensazione di presa in giro soprattutto da parte di questo tipo di opinionisti .Sembra quasi che tutte queste inutili parole non facciano che arricchire le teorie dei giochi, e le nostre risposte pure. Forse anche questo è uno degli aspetti di Matrix.

  • Adriano Pilotto

    Accostamento decisamente irriverente, ma per uno strappo d’azzurro in un cielo temporalesco si perdona facilmente.

  • johnny rotten

    Forse l’autore dell’articolo si è dimenticato che la lobby ebraica dello scudo rosso è la stessa che ha finanziato la presa del potere di lenin, la nascita dei più grandi gruppi petroliferi, di quelli industriali dalla chimica all’apparato militare, la nascita di isisraele, quella gabbia di pazzi che chiamano unione monetaria europea, le più avanzate case dell’IT, che ha provocato le grandi crisi economico-finanzierie che si sono succedute negli ultimi due secoli, e anche le guerre degli ultimi due secoli e quelle del nuovo millennio, che crea le banke e le distrugge quando serve o le fa salvare dai contribuenti, e si è anche scordato che pure marx era ebreo, e che la lobby ebraica e mi riferisco solo a quella ufficiale è il gruppo di consenso politico più potente al mondo, attraverso il quale al giorno d’oggi la finanza può permettersi di sognare il dominio del mondo o forse la sua dimenticanza è semplicemente voluta.