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Verso Un Uomo-Dio ?

DI IBRAHIM TABET

lesakerfrancophone.fr

Uno sguardo sull’ “Uomo-Dio” di domani che secondo Yuval Noah Harari (1) godrà di una longevità e di capacità intellettuali infinitamente superiori all’homo sapiens.

In Africa, culla dell’umanità, apparve l’australopiteco, primo ominide bipede, circa 4,2 milioni di anni fa. La liberazione delle mani che permette la posizione eretta, ebbe come conseguenza a sua volta la crescita della dimensione del cervello che distingue la specie Homo dalle scimmie.

Sono passati circa 2 milioni di anni, tra questa nascita e quella dell’homo habilis che sviluppò l’uso degli attrezzi dell’età della pietra, poi quella dell’homo herectus. Questa comparsa fu seguita da quella della specie dei neandertaliani che non ha avuto eredi e alla fine, 200.000 anni fa, dell’homo sapiens che rappresenta lo stadio finale della trasformazione anatomica della specie. Mentre allora era soggetta alle leggi della natura, l’evoluzione dell’umanità è ormai unicamente il prodotto della cultura. I nostri progenitori controllavano già alcuni rudimenti del linguaggio, circa 70.000 anni fa. Durante l’epoca neolitica, circa 10.000 anni orsono, sopravvenne poi l’invenzione dell’agricoltura nel Medio Oriente, che causò la trasformazione dell’uomo da cacciatore-raccoglitore del Paleolitico (di cui esistono ancora delle tribù in Amazzonia) ad agricoltore ed allevatore. Dobbiamo ai Sumeri, che crearono la più vecchia civiltà del mondo, l’invenzione della scrittura 5.000 anni orsono. Da allora abbiamo assistito a un’accelerazione continua del cambiamento.

Ciò si evidenzia per esempio nella sfera tecnologica, 4500 anni tra l’invenzione della scrittura e quella della stampa (nel 1450). Cinquecento anni tra quest’ultima invenzione e il lancio del primo elaboratore commerciale (nel 1952) e meno di 60 anni tra quello e l’avvento degli Smartphones. Questi progressi sono stati accompagnati da una parallela evoluzione delle credenze religiose. L’homo sapiens si distingue dai primi ominidi non grazie all’utilizzazione della pietra levigata, ma per la prima sepoltura.

I rituali della morte attestati dagli oggetti sepolti intorno ai corpi dei defunti testimoniamo della convinzione che esistesse una vita nell’aldilà. La fede nell’esistenza di cause soprannaturali agli avvenimenti naturali, produsse durante il Paleolitico l’apparizione dell’animismo, forma primitiva di religiosità che vedeva il sacro nella natura. Dall’animismo preistorico, l’umanità è passata all’enoteismo, il culto di un dio degli dei, poi con le tre religioni abramitiche si arriva al monoteismo.

Secondo la teoria evoluzionista dominante, ciascuna delle grandi fasi della storia delle religioni rappresenta un progresso rispetto alla fase precedente; il pensiero religioso evolve nel senso di una complessità e di un’astrazione più grandi. La domanda se il monoteismo costituisca un progresso rispetto al politeismo antico e alle altre forme di religiosità, rimane. L’idea di un Dio unico è senza dubbio intellettualmente più soddisfacente, ma quella di un Dio personale, caratteristica dei tre monoteismi, – “Umano troppo umano” secondo Nietzsche – non lo è di più di quello di un’Assoluto impersonale, come teorizzato dall’induismo. E obbliga a constatare che le religioni monoteiste non sempre hanno rappresentato un progresso sul piano morale.

Ancora oggi la maggioranza degli uomini vive sotto l’influenza di religioni non monoteiste e non per questo è privo di ideali morali. Le religioni non sfuggono la legge del cambiamento. L’idea che ci si fa di Dio oggi, non è più la stessa di ieri. E Max Weber fa della storia della modernità, quella del “disincanto del mondo”, la storia dell’uscita dal mondo magico della religione e della convinzione irrazionale dell’intervento diretto di Dio nel mondo. L’uscita dal religioso potrebbe finalmente significare “la morte di Dio”, prematuramente seppellito da Nietzche. A meno che le correnti individualiste ed eclettiche incarnate dal fascino occidentale per il Buddismo o per il Vedanta non conducano sempre più numerosi individui a confezionarsi una religione, “à la carte”. O che la tendenza al sincretismo impersonata tra gli altri dal movimento New Age non porti in un lontano avvenire al successo di una religione universale; la quale secondo Einstein sarà una religione cosmica che dovrà trascendere l’idea di un Dio esistente e personale ed eviterà le asserzioni dogmatiche rifiutate dalla scienza. Questi scenari escludono l’ipotesi di una scomparsa della religione.

“Il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce” diceva Pascal. La religione si indirizza al cuore e la scienza alla ragione, ma l’uomo ha bisogno di entrambi. Porta dentro di sé un’angoscia esistenziale che la scienza sperimentale non potrà mai soddisfare. Su un altro piano l’idea che l’uomo non sia che una tappa dell’evoluzione verso un essere superiore, formulata da pensatori come Nietzche, Sri Aurobindo, Teilhard de Chardin e Carl Jung, sta per diventare realtà. Questo “uomo maggiorato” non sarà tuttavia il prodotto di una selezione naturale. Per diventare quello che è secondo le definizioni di Nietzsche, l’uomo prenderà il bastone della creazione dalla mano di Dio.

La convergenza delle biotecnologie, dell’innovazione genetica, e delle tecnologie computerizzate in effetti lascia prevedere la nascita di una post umanità che accolga tra i suoi ranghi degli “uomini-dei” (titolo dell’opera dello storico israeliano Yuval Noah Harari) quasi immortali e che godranno di una capacità intellettuale infinitamente superiore alla nostra, grazie all’impianto di circuiti elettronici nel cervello. Parallelamente è possibile che gli uomini stabiliscano un contatto con esseri intelligenti abitanti di altri pianeti, i quali abbiano le loro proprie divinità.

Ci si può domandare in queste condizioni, quale sarà la sorte delle nostre attuali religioni e che posto avrà la fede in un mondo sempre più “disincantato”. Bisogna sperare che il nuovo uomo clonato, cibernetico e asessuato descritto da Houellebecq nelle “Particelle elementari” (Les particules élémentaires) non sia privo di sentimenti, il che significherebbe contestualmente la morte della spiritualità, dell’amore, e dell’arte. Ma è probabile che la post umanità che apparirà nel corso del terzo millennio avrà per le nostre religioni la stessa considerazione che noi abbiamo oggi per le divinità dell’antico Egitto e i suoi libri sacri.


Ibrahim Tabet

Nato in Libano nel 1944, ha studiato in Francia. Diplomato alla scuola di alti studi economici di Parigi (HEC), ha intrapreso nel 1967 una carriera nella comunicazione, ha fondato un’agenzia pubblicitaria a Beirut. Lavora a Parigi occupandosi del Medio Oriente. E’ autore di numerosi saggi storici, tra i quali “Empires et Empereurs européens” e  “Les Grandes Dictatures de l’Histoire”. Questo libro ha per tema la scoperta e l’evoluzione dell’idea di Dio. Una breve storia che si è cominciato a scrivere soltanto da dieci millenni. L’autore descrive il passaggio dell’umanità dall’ animismo al politeismo e poi, per le “religioni del Libro”, al monoteismo e la differenza tra il loro Dio personale e il concetto di Assoluto impersonale elaborato dall’induismo. E allo stesso modo l’autore affronta qui il tema della filosofia greca, lo zoroastrismo, il buddismo, ed anche la saggezza cinese e l’Islam, sempre allo scopo di capire il rapporto tra l’Uomo e l’idea di Dio.

Fonte:  lesakerfrancophone.fr

Link: http://lesakerfrancophone.fr/vers-un-homo-deus

maggio 2017

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GIAKKI49

 

(1) Yuval Noah Harari nato il 24 febbraio 1976  a Kiryat Ata, Israele, è uno storico, saggista e professore universitario israeliano. Dal 2012 membro della  Accademia israeliana delle scienze e delle lettere, insegna all’Università Ebraica di Gerusalemme ed è noto soprattutto per aver pubblicato nel 2014 il best seller Sapiens: A Brief History of Humankind.

Pubblicato da Davide

  • Invisible man

    Articolo banale, fuorviante e fintamente “dotto”.
    Innanzitutto gli esseri umani non si evolveranno più, almeno intellettivamente, poiché il nostro livello attuale di intelligenza riesce a modificare l’ambiente, almeno nella sua quotidianità, liddove è sempre stato prevalentemente l’ambiente a modificare la vita. In secondo luogo l’autore divide la realtà in fisica e trascendente ed assegna il posto della fisicità al DNA e alla materia, e al trascendente la psiche e le emozioni, senonché la psiche e le emozioni fanno parte anch’esse della fisicità, mentre la trascendenza appartiene allo Spirito.

    • Tipheus

      Bravo.

  • VanderZande

    Le magnifiche sorti e progressive dell’umanita’ cozzano contro il fatto indubitabile che siamo una massa di idioti. A forza di bastonarci a vicenda ci estingueremo.

  • Holodoc

    Il prossimo passo nell’evoluzione spirituale umana non può che essere la scomparsa della Religione in toto, che potrà avvenire solo con l’abbandobo di tutti i dualusmi, compreso quello illuminista tra sentimento e ragione di cui tanti si riempiono la bocca, compreso l’autore di questo articolo.

  • Tonguessy

    ” “uomini-dei” (titolo dell’opera dello storico israeliano Yuval Noah
    Harari) quasi immortali e che godranno di una capacità intellettuale
    infinitamente superiore alla nostra, grazie all’impianto di circuiti
    elettronici nel cervello.”
    Una ventina di anni fa Veronesi si diceva assolutamente sicuro che il cancro nel giro di un decennio sarebbe stato debellato.
    Il Reale si prende sempre delle belle rivincite sul wishful thinking.
    E l’enoteismo per me rimane sempre e solo il culto del vino.

  • DesEsseintes

    La soglia evolutiva sarà quando dopo aver reso possibile la connessione fra cervello e computer (che in parte già è stata realizzata) si connetteranno i vari computer a cui sono collegati i cervelli e in quel momento nascerà un altro io, un io collettivo.
    Cosa succederà a chi sarà fuori da questa connessione non si sa ma in quanto “individui” resteranno qualcosa di infinitamente inferiore alla nuova entità.

    • Holodoc

      “We are Borg, resistance is futile”

    • Holodoc

      Mi accontento volentieri della mia inferiorità grazie!

      • Vita Rossetti

        Anch’io. Un uomo metà essere umano e metà computer mi fa solo orrore.

        • DesEsseintes

          Ho capito, mica me lo sto augurando.
          Sto dicendo che non vedo come sia evitabile.
          È come l’eugenetica tramite la rielaborazione del DNA del nascituro, conferisce un potere immenso quindi per forza di cose qualcuno che ha i mezzi finanziari prima o poi inizierà a farlo dopodiché cambierà il mondo.

          • Holodoc

            Inevitabile o meno, è concetto di “miglioramento” che non torna.
            Secoli di tecnologia hanno per caso migliorato l’uomo? L’automobile, il telefono, il computer, l’ascensore, Internet, hanno reso per caso l’uomo migliore? Studi a riguardo sostengono, al contrario, che l’uomo di oggi è meno forte ed intelligente rispetto al passato proprio per colpa della tecnologia che ci evita sforzi fisici e mentali.

            Per caso l’uomo è diventato “superiore” da quando c’è Facebook? Allora perché lo sarà una volta connesso a questo social network neurologico??? Diventerà dipendente da esso, e per questo più debole, non migliore!

          • DesEsseintes

            Ecco, ma l’uomo non è il soggetto dell’evoluzione quindi non è il soggetto della storia.
            L’uomo è un mezzo che poi verrà superato.

            Non ho parlato di “miglioramenti” ma di “potere immenso” e il soggetto che ne usufruirà sarà qualcosa di molto diverso dall’uomo inteso come individuo.

          • Holodoc

            Io penso invece che l’individuo sarebbe solo un ingranaggio di una macchina e sarebbe quest’ultima ad avere “potere immenso”, non i suoi componenti. “Just bricks in the wall”, per dirla come i Pink Floyd.

            Non so se ne sei a conoscenza, ma lo scenario che tu prevedi di “collettivo cibernetico” è già stato ipotizzato è sviluppato nella serie TV “Star Trek”. Tale società viene chiamata “Colletivo Borg” e funziona come un superorganismo con componenti sia biologici che non, dove la volontà individuale non esiste più sostituita dalla coscienza collettiva. E i fini che questo superorganismo persegue sono tutt’altro che umanitari…

          • DesEsseintes

            I fini che persegue l’umanità nella sua storia (e i metodi) ti sembrano umanitari?
            Ti ripeto che non mi sto augurando nulla, sto dicendo, e posso sbagliarmi, che è uno sviluppo inevitabile.
            Per di più “coscienza collettiva” può significare cose molto diverse.

    • oriundo2006

      E’ fatto per distruggere l’Atman Superindividuale, ultima barriera alla follia satanica. In ogni caso io propendo, ceteris paribus, che l’uomo nel frattempo regredirà alla bestia: già se ne vedono significative anticipazioni. L’Uomo Bestia è già fra noi, e la Donna Bestia pure: individui a-razionali, dominati da pensieri non propri, indotti e accettati come verità incontrovertibili, sollecitati e sollecitabili per ogni avventura, scatenati nei loro impulsi immondi, senza patria ne famiglia, desiderosi di cannibalizzare il prossimo in un delirio funesto di superomismo alla rovescia.

    • Glock

      La connessione fra cervello e computer, al momento attuale, si limita a mouse, tastiera e schermo (più o meno touch).

  • PietroGE

    Quando andavo all’università si diceva della fusione nucleare per sostituire i combustibili fossili : ‘tranquilli, per la metà degli anni ’90 sarà pronta’, poi la previsione si sposta ai primi anni del nuovo secolo, poi a metà…ora si dice che per il 2100 sarà pronta. Lo stesso dicasi per il cancro che, a sentire quello che si diceva, a quest’ora doveva già essere stato debellato da tempo. Meglio essere cauti su previsioni di uomini-dei e post-umanità.
    Quanto alle religioni cosiddette ‘del libro’, sono solo due l’ebraismo e il cristianesimo. L’islam, nonostante il Corano, è sostanzialmente una religione animista. Se uno vuol parlare poi di progresso nel passaggio dal politeismo al monoteismo dovrebbe specificare cosa intende per progresso. Le guerre ad esempio le fanno sia i politeisti che i monoteisti e le crudeltà esistono in entrambi i campi.

    • vocenellanotte

      Sono curioso di sapere cosa intendi per animismo nell’Islam. Mi rendo conto che potrebbe costare un po’ di tempo, ma credo ne valga la pena.
      Sono sempre stato convinto che le 3 religioni sedicenti monoteiste hanno una loro validità in ambito spirituale (molto poco l’Islam), morale (molto poco l’ebraismo), precettivo (molto poco il cristianesimo e ancora meno il cattolicesimo per il quale ogni peccato è permesso salvo il pentimento in punto di morte).
      Che poi l’Islam sia una accozzaglia di cerimonie e gesti privi di ogni valore è un’altra cosa . . .

      • PietroGE

        Hai mai visto una foto della moschea Al Haram a La Mecca con le migliaia (forse sono centinaia di migliaia) di pellegrini che girano intorno alla Ka’aba?
        Nella Ka’aba, che è l’edificio a forma di cubo nero al centro della grande piazza, c’è la pietra nera venuta dal cielo (il meteorite), incastonata in un blocco d’argento, che è appunto l’oggetto di adorazione perché in esso c’è la presenza di Dio. Quale era la logica? la terra è il regno degli uomini, il cielo è il regno di Dio, siccome la pietra è venuta dal cielo deve contenere la presenza di Dio.
        Come in tutte le religioni animiste Dio non è presente ovunque ma solo in un dato posto e quando uno vuole pregare deve rivolgersi verso Dio. Lo stesso vale quando uno muore e deve essere seppellito.
        Già dalle prime moschee, ad aiutare il fedele a pregare, era presente la Qibla, la direzione di preghiera. Questa direzione però è cambiata nel tempo. Il Corano ne parla nella Sura 2 senza però specificare da dove è cambiata. I musulmani son sempre stati convinti che prima della Mecca la Qibla era orientata verso Gerusalemme. In realtà gli studi fatti in questi anni con l’aiuto dei satelliti hanno stabilito che l’orientazione originaria era verso la città di Petra (anche oggi attrazione turistica). L’unica conclusione possibile è che la Ka’aba era in origine lì ed è stata trasferita alla Mecca dopo il terremoto del 712 che ha completamente distrutto la città. Tutto questo però non è accettato dai musulmani che credono che la Mecca sia antichissima e che persino Abramo ci sia stato on il figlio Ismaele a distruggere gli antichi idoli pagani.
        Il Corano non è neanche lontanamente paragonabile alle sacre scritture, è un copia/incolla fatto con pezzi della Bibbia, dei Vangeli apocrifi e storie pescate un po’ qu’ e n po’ lì. La definizione di ‘religione del libro’ , quindi, non vale per l’islam.

        • vocenellanotte

          Grazie e sono in tutto d’accordo con te riguardo al fatto che l’Islam non sia una religione, ma solo un’accozzaglia di precetti, di scongiuri, di minacce, di riti sterili e ripetitivi, eccetera, senza alcuna valenza spirituale. È un modo ignorante di soggiogare i propri ignoranti simili.

        • ws

          beh cmq il corano è un “libro” ..magari di “figure” ma ” libro”

        • Vita Rossetti

          Concordo.

        • oriundo2006

          Il corano copia-incolla ? Guarda che tutti i monoteismi sono così: il cristianesimo cui sei tanto affezionato, è un mix tra platonismo de noantri ( utile furbescamente a masse incolte ), un po’ di gnosi ebraica sull’Adam Quadmon ( il vero Figlio di Dio, qulunque sia il significato attribuibile oggi a questo concetto ), parecchie rimasticature dell’Antico Testamento ( utili ai fanatici dell’identificazione GesùMessia ), uno spruzzo di essenismo ( il Messia come Maestro di Verità e non principalmente solo come Rex Judeorum ), qualche lontana eco di culti orientali ( l’ultima Cena: la si trova in testi tantrici con il medesimo significato di ‘communio’ tra gli astanti dotata di effetti esoterici: ma era tipica anche di culti romani come la confarreatio, il rito matrimoniale latino originario ), ecc. ecc.
          E questo se vogliamo fermarci a quanto di largo dominio quantomeno nel pubblico colto: se volessimo andare su preziosità rare da antiquari delle diverse religioni, possiamo ritrovare ampie similitudini in tante altre religioni, ad esempio nello zoroastrismo ( nascita da vergine, miracolistica varia, l’inviato divino come Saoshiant, ovvero Salvatore ), tutte circostanze che la critica ha appurato essere di ampia diffusione nell’epoca ellenistica in cui Gesù visse…
          Quello che si deve guardare non è il messaggio, traviato e deformato nei secoli, ma l’Origine dello stesso. la Presenza Divina nel cuore degli uomini che Lo sanno cercare.

          • Holodoc

            C’è anche che sostiene che in Arabia prima di Maometto fosse diffusa la religione indù e che quindi la Kaaba fosse un tempio dedicato al dio Shiva. E la famosa pietra nera non fosse altro che un lingam (simbolo fallico maschile) spezzato dal profeta e per questo non riconoscibile. Questa tesi sarebbe corroborata dalla forma del castone d’argento che circonda la pietra e che richiama la forma dello yoni di Shakti (organo sessuale della moglie di Shiva), simbolo sovente abbinato al lingam.

          • PietroGE

            @oriundo e Holodoc
            Se vogliamo prendere ogni episodio, portarlo fuori dal contesto e fare una comparazione con la ricca storia delle credenze religiose dell’umanità temo che nessuna religione possa garantire una originalità tale da soddisfare tutti i palati. Il cristianesimo, che è molto diverso dall’ebraismo perché è una religione universale e non quella di un popolo, va preso nella sua integralità e va pesato il suo messaggio di redenzione. È in sostanza una (direi la) religione della vita, il concetto centrale che è presente dal Natale sino alla Resurrezione, cioè alla sconfitta della morte e alla speranza di una vita futura.
            Impossibile trovare tutto questo nell’islam e in particolare nel Corano. Non ho infatti mai capito perché queste religioni vengano accomunate come religioni ‘del libro’ quando non hanno nulla in comune, tanto meno un libro.

  • silvano

    A parer mio questo è un articolo pressapochista e dozzinale…non sentivo la mancanza di un magnificare l’essere umano, una razza goffa fallimentare che farà in modo e maniera di estinguersi da sola visto le sue scelte scellerate! Certo siamo i primi esseri ad aver cambiato per necessità l’ambiente circostante, ma siamo anche gli unici ad averlo avvelenato e noi con lui..quindi tutto questo dio umano io non lo vedo…credo che il problema sia tutto racchiuso nella motivazione per la quale siamo presenti sulla terra, lo status nostro attuale ci impone di pensare a nobili cause per grandi fini, in realtà l’unico nostro scopo ultimo è la sola sopravvivenza….come qualsiasi altro animale, con la differenza che gli animali non distruggono il loro habitat in maniera stupida e continua come noi! Lode agli animali…quelli che per la religione sono i senza anima…esseri molto più meritevoli di noi di abitare questo mondo malato!

  • Mario Poillucci

    Consiglio e suggerisco a tutti la lettura del bellissimo e magnifico ”il più grande uomo scimmia del pleistocene”!! Leggetelo e poi ne riparliamo! Tutti i tarli malefici del nostro distorto e presuntuoso (senza contenuto e materia valida) modo di vivere sono tutti lì! Buon divertimento ”homo sapiens”!! SAPIENS!!!Hahahahahahahahahahahahaha! Alla faccia del sapiens!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Echoes

    Che patacca di articolo, scusate la sintetica bocciatura, ma personalmente la vedo così. Solo la premessa sull’origine dell’uomo moderno è da ictus, ma già dal titolo mi ero insospettito.

  • cedric

    Un qualunque studente di liceo di provincia avrebbe potuto scrivere questo modesto saggio breve all’esame di maturità: qualche citazione di Nietzsche, Weber e Pascal, un paio di accenni ad Einstein ed Houellebecq e si fa sempre bella figura con una commissione annoiata ed accaldata. Se questo è il livello di un professore universitario, laggiù non sono mica messi tanto bene…

    • Tonguessy

      Per fortuna non ha citato Mahonia de Cespedes

  • RenatoT

    Secondo me la sepoltura nasce non dalla religione ma piuttosto dalle problematiche dovute alla decomposizione del corpo e tutto quello che ne deriva (odore, mosche, saprofagi etc..)

    • yakoviev

      Condivido: stessa cosa anche per l’incinerazione, se vogliamo. In seguito si è dato un significato anche religioso

      • DesEsseintes

        Questione molto più complessa di quello che sembra, secondo me.

        • Pyter

          Soprattutto quando scrive che “l’evoluzione dell’umanità è ormai unicamente il prodotto della cultura”.
          E’ dai frutti che li riconosci.

          • DesEsseintes

            Eh, ma è quella “l’evoluzione” ossia qualcosa che prima è automatica o inconsapevole che almeno alle apparenze sembra “senza un soggetto” (che decida e la metta in atto) dopodiché nasce la coscienza nell’animale uomo e piano piano anche l’evoluzione diventa un processo causato da una volontà cosciente che decide dove, perché e come andare.

            La cosa interessante invece è il problema delle sepolture.
            Si seppelliscono i morti per questioni igieniche e poi ci si impianta su il rito o solo se qualcosa viene pensata come rito si può ipotizzare che sia necessaria anche dal punto di vista pratico?

      • Pyter

        Questioni non da poco: per esempio gli indiani d’america sono rimasti selvaggi perché non sotterravano i morti o perché non hanno inventato pala o piccone?

        • RenatoT

          sembra che alcuni seppellissero i propri morti, altri li bruciavano, altri li lasciavano decomporre

          http://www.funerali.org/wp-content/uploads/File/Bibliografia/isf132_66.pdf

          • yakoviev

            Comunque sia, anche chi li lasciava decomporre (e mangiare dagli uccelli) li “allontanava” tenendoli alzati da terra e collocandoli in appositi luoghi deputati. Curioso comunque come , ad esempio, anche per gli zoroastriani, antichi e moderni il contatto con la terra sia considerato negativo. Questi ultimi collocavano anticamente i morti nelle “torri del silenzio” lasciandoli mangiare dagli uccelli, poi collocavano i resti in urne, ma stando bene attenti a non metterli in contatto con la terra. Gli zoroastriani moderni collocano le salme in sarcofagi “stagni” in marmo o pietra.

    • SanPap

      I Buddisti tibetani fanno a pezzi i loro morti e li danno in pasto agli animali:
      splendido esempio di riciclaggio dell’umido (o si tratta di indifferenziata ? Occorre che mi informi all’ AMA. Dovrebbero saperlo visto che a Roma “il trattamento” dei cadaveri dei poveri, quelli che non si possono permettere un funerale, è affidato a loro. Li attende il compostaggio o l’inceneritore ? )

      Sono passati milioni di anni ma per l’uomo abile, ricurvo o eretto, che sia, l’alternativa è sempre quella sognare di sostituire Dio mentre decide se urlare contro Lui (la via Luciferina) o pregarLo (la via Michaelica).

      • Maria Francesca Febo

        Certi articoli sono utili sono a una cosa: suscitare qualche risposta, più o meno intelligente.

        • SanPap

          Una volta ci si ritirava nel deserto, con il teschio di fiducia sotto braccio, a meditare; ora basta andare allo sportello cimiteriale dell’AMA per diventare consapevoli istantaneamente, irruzione del soprannaturale nella coscienza oserei dire, che “umido sei e umido ritornerai”.

    • PietroGE

      Non è vero, perché molto spesso si sono trovati oggetti nelle tombe che dovevano far compagnia o aiutare il morto nella altra vita. È proprio da questi oggetti che si deduce che anche gli uomini primitivi credevano ad una ulteriore esistenza e ad un mondo al di là della morte. Spesso questo mondo veniva individuato nel cielo perché rispetto alla durata temporale della vita umana animale e vegetale il cielo e le stelle sembravano eterne.

      • RenatoT

        ma certo, non lo metto in dubbio… ma 20.000, 100.000, 500.000 anni fa era lo stesso?

  • alfvanred

    Sono più propenso a credere alla teoria di una manipolazione genetica da parte di esseri di altri pianeti sull’uomo ,secondo quanto afferma Zecharia Sitchin, piuttosto di credere a una evoluzione a partire dalla scimmia. Il che spiegherebbe qualche “buco” in termine temporale nell’evoluzione da australopiteco afarensis a homo habilis e da questo a homo sapiens. Tuttavia ammetto che qualche residuato scimmiesco è ben presente in alcune ” culture” e razze contemporanee.

    • MarioG

      Lei, per tappare qualche”buco”, apre delle voragini.

    • ws

      si . è ormai evidente che la vita sia un “disegno intelligente”, poi di CHI è tutto da definire

      • Gino2

        forse se riuscissimo a comprendere bene il significato del pronome “chi”, studiarlo a fondo, ma davvero a fondo ci spiegheremmo tante cose……

    • DesEsseintes

      Tuttavia ammetto che qualche residuato scimmiesco è ben presente in alcune ” culture” e razze contemporanee.

      Ah questo è certo…per esempio a me piacciono le banane flambées il che mi pare non lasci dubbi.

      Comunque la palese assurdità della storiella degli extraterrestri che ci avrebbero resi intelligenti non è così palese come dovrebbe essere.

      Evidentemente gli extraplanetari non hanno finito bene il lavoro.

      • alfvanred

        “Comunque la palese assurdità della storiella degli extraterrestri che ci avrebbero resi intelligenti non è così palese come dovrebbe essere.

        Evidentemente gli extraplanetari non hanno finito bene il lavoro.”

        Se è per questo chiunque sia stato a iniziare il lavoro è evidente che non lo ha per niente finito bene. Comincio a ricredermi in merito all’evoluzione.

        • DesEsseintes

          In effetti io sono poco evoluto, discendo direttamente da due mandrilli, però lei crede negli extraterrestri…e lì non è questione di evoluzione ma di frutti del pinus sylvestris ubicati nel cranio.

          • alfvanred

            Ma si figuri..per carità. Lei poco evoluto? Mi inchino invece di fronte a cotanta saggezza evolutiva. E a proposito oltre alle banane le piacciono anche le pigne?

          • DesEsseintes

            Meglio le arachidi.
            Le pigne sono ottime ma bisogna estrarle dal cranio del piccolo borghese di scarse letture che fa sempre un sacco di storie e diventa un’operazione complicata.

            Comunque a parte gli scherzi non mi interessano le sciocchezze sugli extraterrestri, su quello la pensi come le pare.

            Mi riferivo a questa frase che ritengo miserabile:

            “Tuttavia ammetto che qualche residuato scimmiesco è ben presente in alcune ” culture” e razze contemporanee”

            Saluti

          • alfvanred

            Ci mancherebbe altro. Uno è libero di credere a quello che più gli aggrada. In quanto al piccolo borghese di scarse letture, lungi da me pensare di competere con la sua cultura. Se poi lei considera miserabile la frase, è perché ha già dedotto dall’alto della sua supponenza che io mi riferissi a qualche cultura e razza di derivazione africana, vero? Invece sono ben altre le culture e le razze a cui pensavo. E sono: una oltreoceano e l’altra nel mediterraneo orientale. Ma tant’è. A dimostrazione che la cultura non sempre è sinonimo di intelligenza.

          • DesEsseintes

            Si rilegga con attenzione per cortesia che sta sbarellando a vista d’occhio.

            Lei scrive (copincollo):

            “è perché ha già dedotto dall’alto della sua supponenza che io mi riferissi a qualche cultura e razza di derivazione africana, vero?”

            Lei fa tutto da solo perché io non ho minimamente accennato a quale razza lei si riferisse.
            Purtroppo per lei, che è prevenuto in una maniera che definire “piccolo borghese” è un pietoso eufemismo, non mi interessava “quale” fosse la razza.
            E’ proprio il razzismo in sé che mi disgusta e per seguire i miei principi in merito ho corso anche dei grossi rischi personali (tutto a posto, in genere il razzista è un ritardato mentale quindi non ho avuto problemi nonostante la cosa fosse andata abbastanza in là – non parlo di risse da strada ma di qualcosa di molto più serio).

            Quindi riassumo per agevolarla:

            1) sugli extraterrestri non c’è problema, io non ci credo ma lei è libero di credere a quello che le pare per quanto possa essere una evidente sciocchezza

            2) sul razzismo penso che lei abbia scritto una frase miserabile e solo per carità cristiana non le dico da quale ambiente lei sembra provenire visto il suo linguaggio (ossia padronanza e uso della lingua)

            Con questo la saluto e le lascio volentieri l’ultima parola.

          • alfvanred

            Non dovrebbe indignarsi né trovare del razzismo nel mio “residuato scimmiesco “. In fondo lei è convinto di discendere dalla scimmia no? E come lei tutta l’umanità e allora perché se la prende così a cuore? In fondo parliamo dei suoi avi. Che fa? Rinnega i suoi antenati?

          • DesEsseintes

            Lei ha fatto una affermazione razzista e questo è contro i miei principi.
            Mi sono limitato a farglielo presente.
            Le faccio notare che certe affermazioni le fanno tipicamente quelli che non sono in grado di risalire troppo in là nel proprio albero genealogico.
            E’ un modo per compensare.

          • alfvanred

            Oh oh abbiamo a che fare con un nobile. Come devo chiamarla Conte o Marchese? Un nobile che si sente anche intellettuale. Nobile dai principi nobili ma duro di comprendonio. Sa invece cosa credo io? Che lei abbia enormi difficoltà nei rapporti interpersonali. Che si senta un po troppo solo anche se magari è circondato da una o più partner e magari anche da qualche figlio( occhio all’draulico). Si credo proprio che tutta questa attività da leone della tastiera nasconda queste problematiche. Su caro da bravo metta un po fuori il naso da casa. Frequenti un po di persone vere e non tra i social. Oppure si faccia qualche passeggiata in una delle sue innumerevoli tenute. Non potrà altro che giovarle. Se proprio non ce la fa ricordi che esistono dei consulenti anche economici presso la sua Usl che la possono aiutare.

          • DesEsseintes

            Un nobile???
            È fuori con l’accuso.

            Ora ti spiego in maniera più semplice e diretta.

            Tu hai scritto queste frasi che copincollo:

            “Tuttavia ammetto che qualche residuato scimmiesco è ben presente in alcune ” culture” e razze contemporanee.”

            E poi: “Se poi lei considera miserabile la frase, è perché ha già dedotto dall’alto della sua supponenza che io mi riferissi a qualche cultura e razza di derivazione africana, vero? Invece sono ben altre le culture e le razze a cui pensavo. E sono: una oltreoceano e l’altra nel mediterraneo orientale”

            Cioè hai scritto (scritto) che una certa razza mediorientale ti sembra di diretta derivazione scimmiesca.

            Te la senti di dire qual è questa razza che è di derivazione scimmiesca?
            Poi vuoi provare a dire anche qual è la razza di oltreoceano?

            Secondo me non ne hai il coraggio.

            Quindi non ho detto che io sono nobile ma ho che tu sei uno che cerca di sentirsi superiore a quello che è insultando vigliaccamente l’etnia di altri popoli.

            Di’ esplicitamente qual è la razza mediorientale di derivazione scimmiesca e saprò che per lo meno non sei un chiacchierone pauroso.

          • alfvanred

            Caro Conte siamo passati al tu vedo per tanto ti accontento subito. Prima permettimi di delucidarti meglio ma brevemente ( perché sai io lavoro) cosa intendo per “scimmiesco”. Presto detto. Intendo comportamenti animaleschi tesi ad aggredire altri. In questo caso si tratta di aggressioni ad altri popoli. Cioè guerre , privazioni della libertà (degli aggrediti) e altre amenità che ne derivano. Gli stati? Usa Israele Arabia saudita. Soddisfatto?

          • alfvanred

            Caro  il mio tuttologo credo che se tu fossi vissuto negli anni 70 quelli bui del terrorismo   nostrano ti avrei visto ben inserito   in  qualche ruolo "dirigenziale" uno dei tanti  "grandi vecchi"  o capipopolo che dirigevano le masse o anche solo un piccolo  gruppi di  estremisti . Insomma uno dei tanti borghesi annoiati che giocavano  alla rivoluzione avendo il culo parato   dal papy ben piazzato in uno dei posti chiave della società.  Insomma saresti stato un bel  cacacazzi  pericoloso  e bisognoso di essere fermato.  A proposito  hai preso contatti con qualche bravo consulente ?

          • DesEsseintes

            Devo scrivere un secondo post perché il sistema ha frainteso una parola.

            In breve, poi magari pubblica anche l’altro…

            Barbari è una cosa, scimmieschi tutt’altra.
            Lo sai molto bene che quel termine lo usa chi ritiene che esistano razze inferiori ma se mi dici che è stata una scelta non intenzionale va bene cosí.
            Se non sei un razzista rispetto qualsiasi tua opinione.

          • Mechano

            Eppure ci credono numerosi teologi e biblisti.
            Che strano proprio loro!

          • DesEsseintes

            Ah be’…se lo dicono i teologi e biblisti…capirai che fonte… 😀

            Ma poi non fai altro che spostare il problema: chi gliela ha data l’intelligenza agli extraterrestri?

            La realtà è che qualche squinternato non ha piacere a pensare di discendere dalle scimmie.

            E’ un problema di cui non abbiamo alcun indizio certo quindi andare a trovare la spiegazione più assurda (ridicola) mi sembra un modo un po’ pasticcione di procedere.

            Se poi vedi che il sostenitore della tesi aliena è anche un razzista capisci anche altre cose…

          • Mechano

            Biblisti e teologi sono stati i primi a venire a contatto con della plaeo-ufologia nei testi sacri. Basti ricordare che il Vaticano gestisce due osservatori astronomici.
            L’uomo discenderebbe da un primate di questo pianeta, sul quale però in un dato periodo ci fu un intervento esterno. Quindi non si va a modificare nessuna dottrina scientifica. Ma si va a colmare solo dei gap che la scienza non riesce a spiegare.
            Basti pensare al fattore RH- che non ha spiegazione scientifica, perché assente in qualsiasi primate del pianeta Se noi e alcuni primati abbiamo antenati comuni anche loro dovrebbero avere ereditato il fattore RH- nel sangue.

          • DesEsseintes

            Caro Mechano, vorrei chiarire un punto.

            La mia ironia non era direttamente rivolta all’ipotesi extraterrestre per quanto io la ritenga peggio che assurda, ma ognuno è libero di credere a ciò che più gli piace.
            Era rivolta “indirettamente” al razzismo espresso dall’altro utente in una frase che ha suscitato il mio disprezzo ma poi, riflettendoci su, piuttosto la mia compassione.

          • Mechano

            Quindi lei viene in questi forum per insultare, o prendere in giro o disprezzare, o compatire altri commentatori?

            Non per disquisire, apportare conoscenze e nozioni, dibattere..

          • DesEsseintes

            Quindi tu non leggi i post e rispondi solo per fare polemica spicciola?
            E come mai?

            Ti ho detto, e con la massima cortesia, che ognuno ha il diritto di esprimere la sua opinione anche se diversissima dalla mia salvo che in un caso e cioè in quello del “razzismo”.
            Se vedo un razzista ho il diritto di insultarlo con qualsiasi termine perché non è un essere umano ma un essere inferiore (è un paradosso, ci siamo sí?).

            Ti saluto.

          • Hito

            Il fattore RH- è inspiegabile anche per l’incompatibilità con gli RH+ (la quasi totalità della razza umana), per cui è difficile anche solo pensare ad una “evoluzione”. Se da mamma RH- e papà RH+ il pargolo prende i geni del padre ed il fattore RH+, la madre lo identifica come corpo estraneo ed inizia a produrre anticorpi.
            Se il fattore RH+ prende il nome dai macachi Rhesus, I più conosciuti RH- sono i rettili; da qui, forse, il fondamento scientifico per le storie sui “rettiliani”.

          • Mechano

            Gli alieni anfibi di cui parla la letteratura alienologica.
            Quella di Malanga e Bob Hopkins è la più famosa. Li definiscono anfibi (e non rettili) e che forse erano terrestri milioni di anni, sono andati via prima delle glaciazioni e sono tornati ora per scopi diversi.
            Se è vero o no bisogna seguire meglio e con metodo scientifico tutta la letteratura sull’argomento. Processo troppo scomodo per molti motivi.

          • Hito

            Io quello che ho considerato attendibile è Sitchin, di cui ho letto un paio di libri; Su Luogocomune c’era un utente, Sitchinite, preparatissimo sull’argomento; praticamente era impossibile coglierlo impreparato.

          • Mechano

            Ci sono anche teologi molto famosi come Miceal Ledwith che dicono cose simili. Ed è gente che lavora per il Vaticano da sempre.
            Mentre le istituzioni ebraiche di New York che hanno i migliori traduttori dall’ebraico antico definiscono i cherubini macchine volanti. E l’anno scorso in un convegno internazionale di biblisti hanno ufficialmente affermato che nel vecchio testamento non si parla di creazione, non si parla di Dio. E che gli Elohim insieme a Yahweh hanno tutti i connotati di visitatori con tecnologie avanzatissime
            E questo l’anno scorso.
            Io non so come potranno fare istituzioni come il Vaticano a continuare a nascondere queste cose che ormai sono ufficiali.

    • Mechano

      Sitchin trova conferma nel Vecchio Testamento, ma anche le storie della Valle dell’Indo, e nell’Iliade ed Odissea.
      Lo scopo però è ancora poco chiaro. Se dobbiamo credere a Corrado Malanga e i suoi collaboratori, e chi prima di lui come Bob Hopkins che per primo usò l’ipnosi regressiva, sulla necessità degli alieni di strappare all’uomo l’anima che si incastona dai primi ominidi di questo pianeta.
      Oppure se lo scopo fu meramente di avere una manovalanza stupida che lavorasse in miniere da cui veniva estratto oro ed altre terre rare che agli alieni serviva per le loro tecnologie.
      Notevole il passo sugli Heloim che dicono che non avrebbero più mischiato il loro tzelem (quel quid che da la forma – DNA?) con quello umano e che l’uomo sarebbe vissuto solo 120 anni.

    • Glock

      Evoluzione a partire dalla scimmia? Ma la scimmia è un animale evoluto. Darwin non ha mai detto che l’uomo si è evoluto dalla scimmia, ma che uomo e scimmia si sono evoluti parallelamente da un comune antenato ora estinto.

      • alfvanred

        Si diciamo che si presuppone l’esistenza di un progenitore comune.

  • Mechano

    Mamma mia che accozzaglia di cazzate!

  • Pyter

    Metto in fila quelle che secondo me sono le cantonate più evidenti dell’articolo dal punto di vista storico:

    a) l’evoluzione dell’umanità è ormai unicamente il prodotto della cultura.
    b) In Africa, culla dell’umanità, apparve l’australopiteco.
    c) La liberazione delle mani che permette la posizione eretta.
    d) la crescita della dimensione del cervello.
    e) la specie dei neandertaliani che non ha avuto eredi.
    f) l’invenzione dell’agricoltura nel Medio Oriente.
    g) i Sumeri crearono la più vecchia civiltà del mondo.
    h) 4500 anni fa l’invenzione della scrittura.
    i) quella della stampa nel 1450.
    k) L’idea di un Dio unico è senza dubbio intellettualmente più soddisfacente.

  • GioCo

    Tralasciando il non trascurabile fatto che nessuno ci garantisce che l’allungamento della vita in termini pratici sia un vantaggio (ad esempio, non lo sarebbe in un inferno, no?) è evidente che impiantare circuiti nel corpo non rende questi integrati ai geni, che l’ultima volta che ho controllato è tipo “la base della vita”. Così questo bio-cyborg sarà impotente come satana, cioè tecnicamente incapace di rendere “erede” effettiva di questa tecnologia fica la sua discendenza, che continuerà a nascere merda come adesso. Qualunque soluzione al problema passa per obbligo dalla sterilità e centralizzazione dalla produzione industriale in serie della vita umana; per quanto riesco a intuire questo trasformerebbe facilmente il tecnouomo del futuro in aborto orrendo legato a strutture sociali a vespaio o termitaio, necessitante di assorbire la vita che non riesce a generare, più vicino quindi a tecnoparassiti che a viventi. Tipo i Borg per intenderci.

    Qualunque soluzione del piffero è buona per questi esegeti della tecnofrenia transumanista, pur di non attaccare il cervello all’evidenza di un paradosso cristallino. Un po’ come non volere vedere l’assurdità della soluzione OGM che rende sterili i terreni per aumentare la produzione o le compagne di vaccinazioni in zone dove si muore di fame.

    Per il tecnouomo però i paradossi sono troppi e nessuno ne accenna nulla. Ad esempio, come si fa a cianciare di evoluzione, che dovrebbe essere qualcosa che ha a che fare con “adattamento”, se non abbiamo nemmeno capito in cosa dovremmo adattarci, date le incertezze crescenti sul nostro futuro? Se mi faccio spuntare le ali da “angelo” e domani ci saranno tanti uragani che devo trasferirmi sottoterra per vivere, che me ne faccio delle mie straca%%o di ali, bistecche?

    Ma poi, dovesse pure andarmi bene che centro per puro culo “l’adattamento” giusto e fico, la dipendenza con l’impianto tecnofrenico non pone problemi in caso di black-out? Se imparo a vivere con la cartina elettronica integrata nel cervello che accade se si spegne? Mica posso “cambiare le pile” merdaccidenti!!

    Eppoi, sto super-cervello super intelligente, che come sempre promette di risolvere problemi che puntualmente ci ritroviamo moltiplicati per fattori esponenziali, non potrebbe in realtà diventare un moltiplicatore di psicopatologie in corpi concepiti su altre scale di intelligenza? E ne avrei infinite, ma a questo punto mi chiedo: il cervello critico viene staccato apposta o è un caso? Perdonate, ma quantomeno il sospetto fatico a farmelo passare …

    • Gino2

      tutto ciò presuppone sempre il fatto che l’homo sapiens sia “più furbo” della natura e non soggetto alle leggi della natura.
      L’evoluzione va da se e l’uomo semplicemente la “subisce” illudendosi di controllarla.
      E’ molto comico……

  • Ronte

    Questa è la fase storica dell’uomo ‘mente captus’…Transizione…Poi verrà quella del riscatto…

  • Glock

    L’evoluzione è un processo adattativo, non migliorativo. E’ l’adattamento di una specie alle mutate condizioni dell’ambiente. Tale adattamento è spinto dalla selezione naturale, che consente a chi è adatto di vivere e riprodursi, scartando chi adatto non è. “Adatto”, non “migliore”. Da questo punto di vista l’homo sapiens sapiens si evolverà se saprà adattarsi alle mutazioni ambientali che lui stesso ha provocato. Ma qui il discorso è complesso, perchè entrano in campo considerazioni sulla natura dell’evoluzione umana. Qual’è il vantaggio evolutivo che ha premiato l’uomo rispetto ai suoi progenitori ora estinti (che non sono le scimmie, le quali sono organismi perfettamente adattati al loro ambiente, quindi evoluti)? Probabilmente è stata la capacità di trasmettere e trattenere informazioni attraverso il linguaggio. Un cane è capace di apprendere, ma non è capace di trasmettere ciò che ha appreso ai suoi simili, anzi, no, non è capace di interrogare i suoi simili. Nella specie umana il singolo individuo è potenzialmente in grado di avvantaggiarsi delle esperienze di tutti gli altri individui. Questo rappresenta un innegabile vantaggio evolutivo, ma è un’evoluzione che c’è già stata. Con la tecnologia stiamo affinando questa facoltà. Prendiamo, per esempio, Wikipedia. La famosa enciclopedia online sta sostituendo la memoria. E’ ingannevole? Imprecisa? Fallace? Manipolabile? certamente, ma anche la nostra memoria lo è. Al momento attuale, però, non ci sono evidenze che ci permettano di dire che un individuo capace di consultare Wikipedia abbia più probabilità di sopravvivere in una città moderna di uno che invece non la sa (o non la vuole) usare. Esiste, nell’attuale abitat umano, un prodotto della tecnologia che potrebbe favorire la sopravvivenza di un individuo più adatto (non migliore) a scapito di altri? Sì, esiste, e si chiama DENARO. Nell’ambiente cha abbiamo edificato, chi ha denaro ha più chance di sopravvivere e riprodursi di chi non ne ha. Ma c’è un grosso MA. L’avere denaro non è una condizione naturale, esso non cresce sugli alberi. Chi ha denaro, generalmente, lo ha perchè lo ha sottratto ad altri, che l’abbia fatto in modo più o meno legale o etico non ci interessa, in questa sede. Quindi la sopravvivenza di chi ha denaro è legata, in qualche modo, alla sopravvivenza di chi non ce l’ha. Sono i poveri che rendono i ricchi tali, non il contrario. Sono i poveri ad essere insostituibili, non i ricchi, cosa che Gesù Cristo aveva compreso perfettamente. Sempre da un punto di vista dell’adattamento all’ambiente, ovviamente. Quindi, in una prospettiva evolutiva, l’ambiente che abbiamo edificato sta selezionando DUE linee adattative, una specie umana avida e predatoria (ma minoritaria) e una mansueta e collaborativa (enormemente maggioritaria), connesse e interdipendenti. La natura non ama gli esuberi. Credo che, alla lunga, la selezione naturale premierà i più numerosi a svantaggio dei meno numerosi.

    “E’ più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago che un ricco dai cancelli del Paradiso”.

  • Davide

    Comunque non è vero che i neandertaliani non hanno avuto eredi. Recenti studi hanno dimostrato che in alcune popolazioni viventi ancora oggi sono riscontrabili piccole percentuali di DNA compatibile con l’uomo di Neadertal e non solo, alcune popolazioni presentano tracce di DNA del Homo floresiensis e del Homo antecessor. La vecchia storia dell’homo Sapiens che conquista il mondo è una mezza balla, anche se il nostro patrimonio genetico è per il 95% uguale , alcuni di noi conservano caratteristiche genetiche di differenti antenati preistorici. L’homo sapiens ha saputo prendere il sopravvento e diventare la razza dominante ma sicuramente ci sono stati degli “incroci” anche tra le varie razze di Homus

    • yakoviev

      Non solo “alcune popolazioni”, ma si pensa che una minima parte del patrimonio genetico l’ abbia mantenuta la totalità degli uomini. Per cui, riguardo al neanderthal e all’ uomo moderno, si deve parlare di sottospecie della stessa specie, e non di specie diverse, cosa quest’ultima che avrebbe presunto un patrimonio genetico incompatibile e incapace, tramite accoppiamento, di “generare prole infinitamente feconda”. Si dovrebbe, quindi, per precisione, tornare alle vecchie dizioni “homo sapiens sapiens” e “homo sapiens neanderthaliensis”

      • Davide

        Ha fatto bene a correggermi, si parla appunto di sottospecie , grazie

    • Invisible man

      Si dice “homo”.

  • Adriano Pilotto

    The Saker è leggibile quando fornisce uno sguardo sulla realtà, ma quando asseconda la sua più profonda pulsione, fornire “sguardi” sulla non realtà, è illeggibile allo stesso modo della più retriva teologia e, nel caso specifico, del più becero scientismo.

    • vocenellanotte

      Il testo è stato scritto, pare, da Ibrahim Tabet e ospitato sul sito francofono del Saker. Quest’ultimo ha certamente parecchi limiti, ma un po’ di controinformazione almeno la fa.

  • Ezio

    Ma che boiata di articolo.

  • Mechano

    Tutte le forme di vita hanno uno scopo, che è funzionale alla loro stessa esistenza.
    Ossia fare un’esperienza.
    Un’esperienza è in fondo una forma di conoscenza.
    Se io fossi Dio e fossi una entità curiosa, mi piacerebbe sapere, quindi conoscere cosa si prova ad essere una formica, un uccello, un gatto, un elefante, ma anche un albero e forse anche una roccia o una stella, una supernova o un buco nero. Tanto da immortale per me il tempo sarebbe molto relativo anche fossi una stella che vive miliardi di anni.
    Motivo per cui l’animismo ha sempre adorato oltre ad animali, anche il sole, la luna, le montagne, ecc.

    E se ci pensi essendo ogni Dio di ogni religione definito onnipresente, ti renderai conto del concetto di spirito e del fatto che alberghi ovunque in ogni luogo ed in ogni cosa. È come un vettore geometrico che manca dell’asse dello spazio. Perché ha estensione infinita.
    L’Universo è geometria allo stato puro. Dalle sequenze di Fibonacci, ai frattali, al modo di muoversi dei fotoni.

    Quindi credo proprio che le forme di vita abbiano scopi, ma vanno visti nel loro insieme. Cioè in rapporto al tutto, hanno lo scopo di fare parte di un’unica enorme creazione, un’unica enorme esperienza.

    Dio, la Coscienza, mira a passare da tutta Coscienza a tutta Conoscenza di ogni forma di esistenza possibile. Non può essere altrimenti.
    Perché un Dio che è tutto ma non è niente, non può provare cosa significhi morire, o essere tante cose distinte quando in realtà lui è Uno, deve essere molto triste non potercisi confrontare con un altro, ma essere condannati a vivere eternamente davanti ad uno specchio.