Va in arresto cardiaco dopo il vaccino, rianimato in terra dal medico di turno

Attimi di paura nella sede di Camucia. Fuori pericolo per la prontezza dei soccorsi. «Abbiamo avuto paura» racconta uno dei presenti

Arezzo, 17 settembre 2021 – La «24» ore nera di Camucia. E’ una delle sedi vaccinali dai numeri migliori: di sicuro in provincia, forse a livello regionale. Ma esce da un «uno-due» pesantissimo. Prima l’errore di mercoledì sera, la soluzione fisiologica iniettata al posto di una più efficace dose di Pfizer: e insieme l’incertezza che regna sovrana su chi abbia ricevuto il liquido «neutro» e chi il fatidico vaccino. Ieri la grande paura. «Era nella fase di osservazione dopo il vaccino: è stramazzato in terra privo di sensi». La chiamata arriva direttamente dalla palestra che ospita l’hub più importante della Valdichiana.

La voce di uno di quelli che si è ritrovato testimone del dramma. Un uomo di circa 40 anni che va in arresto cardiaco subito dopo la vaccinazione con Pfizer: e viene rianimato sul posto, lì dove in genere scorre pigramente il tempo per quasi tutti i «pazienti». Il massaggio cardiaco, il respiratore, grazie all’intervento immediato della dottoressa accorsa dalla tenda dei vaccini.

Viene estratto dalla custodia il defibrillatore ma il quarantenne si riprende un attimo prima., «E’ vero, è andata proprio così»: Anna Beltrano, la regista della campagna di massa, ha nel suo stile quello di non nascondere nè minimizzare nulla, certo in accordo con la Asl. Non l’involontario errore sulla soluzione fisiologica, aveva subito confermato quanto fosse successo, non il malore drammatico nella saletta oltre le somministrazioni.

E lo fa ancora più convinta se diventa anche l’occasione di valorizzare il lavoro di uno dei suoi medici. «La dottoressa è stata fulminea: ha capito subito l’emergenza in corso e ha preso il controllo della situazione». Nella saletta si è fatto il vuoto intorno al quarantenne. Sia i colleghi freschi di vaccinazione che qualche loro parente si sono subito tirati indietro, per permettere e agevolare l’intervento dei sanitari.

«Temevamo non ce la facesse, è stato grande il sollievo nel vederlo ripredersi». Come spesso succede in questi casi l’efficacia della rianimazione sembra cancellare dopo pochi minuti il dramma e la paura. Il recupero è immediato e sembra che non resti traccia di quanto è appena successo. Anche se non sempre è così. Tra i fenomeni avvenuti a ridosso della vaccinazione è probabilmente il più grave registrato in provincia.

E’ chiaro che in questo caso come in tutti gli altri il collegamento alla dose è tutto da provare, perfino in una vicenda che ha visto una sequenza temporale molto ravvicinata tra l’iniezione e il malore. Ci si muove sul filo della deduzione e della probabilità, che non sempre indicano la strada giusta. C’è una percentuale statistica di reazioni, mai negata dalle autorità sanitarie.

Ma certo il dramma resta. Passare dal senso di liberazione del vaccino all’incubo è davvero un triplo salto mortale che si gioca tutto in pochi attimi. E che lascia addosso anche ai presenti un’angoscia che resiste perfino al defibrillatore.

Fonte articolo: https://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/va-in-arresto-cardiaco-dopo-il-vaccino-rianimato-in-terra-dal-medico-di-turno-1.6810186

 

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