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Una Guerra Mondiale è la Misera Cura per una Economia Fallita? (I Segnali della Guerra Si leggono nei Soldi)

DI MAC SLAVO

Shtfplan.com

La marcia verso la guerra è assordante.

Ma le ragioni della guerra vanno ben oltre il conflitto militare o gli intrighi della politica.

Le vere ragioni , quelle scritte in rosso,  sono ragioni economiche.

Con una economia tanto inetta che da tanto tempo assilla l’anima degli americani, c’è una crescente tentazione di dare un bel colpo di spugna su tutto e fare una bella  guerra di ampio respiro – con il lungimirante obiettivo di mettere in moto un nuovo motore economico.

Teoricamente, per l’economia andrebbe bene ripartire anche con la stessa spinta che fece cominciare la seconda guerra mondiale – che non solo portò alla vittoria, ma che rese più solidifica l’America, come  prospera superpotenza – e che sconfisse  la Grande Depressione.

Il pensiero è piuttosto contorto ma,  forse, ogni giorno che passa si fa più verosimile. E’ un pensiero che rievoca qualcosa come  soldi che trasudano di sangue –  qualcosa che arriva dall’indotto dell’ industria militare.

Spero che loro sappiano quello che stanno facendo e che il resto del Paese possa mantenere una forte fibra morale, perché se questo scenario dovesse ricevere la luce verde, le cose potrebbero diventare abbastanza grigie e piuttosto velocemente.

Il fedele  Greg Hunter di USA Watchdog.com parla con l’economista Martin Armstrong,  che vede la guerra arrivare come prodotto di una economia malata:

L’ex hedge fund manager Martin Armstrong, un esperto dei corsi e ricorsi economici e politici, afferma: “Volete capire che cosa è che fa scoppiare la guerra?  La guerra non scoppia mai quando tutti sono grassi e felici. E’ una cosa molto semplice. Se l’economia non tira, allora arriva la guerra. Questo è il modo in cui funziona la politica.”

Martin Armstrong –  I Crolli  dell’Economia spingono il Mondo alla Guerra

Inaspettatamente nel 2008, subito dopo la crisi economica,  sulla stampa straniera si è potuto leggere  (anche se nessuno ha confermato questa notizia) che la RAND Corporation sosteneva che si sarebbe dovuta fare una nuova guerra mondiale per riuscire ad innescare e a rilanciare l’economia.

Avevano indicato come potenziali avversari la Russia, la Cina, l’Iran o qualche altro Paese del Medio Oriente e/o la Corea del Nord, anche se quest’ultimo paese era considerato troppo piccolo per poter dare una vera e propria spinta all’economia.

Nove anni dopo quella crisi, l’economia non si è ancora ripresa, è ancora depressa e sembra che l’opzione di cui si parlava ora stia navigando con il vento in poppa.

Come avevano scritto Paul Watson e  Yihan Dai  già nel 2008:

Secondo quello che scrivono le principali agenzie cinesi, la RAND Corporation ha recentemente presentato al Pentagono una proposta scioccante, in cui faceva un’azione di lobby  per cominciare una guerra contro una grande potenza straniera per stimolare l’economia americana e per prevenire la recessione.

La più grande agenzia di notizie cinese, la Sohu.com, ha ipotizzato che obiettivo della nuova guerra potrebbero essere la Cina o la Russia, ma che potrebbe anche essere l’Iran o un altro paese medio orientale. Altro paese menzionato come bersaglio era il Giappone, per il motivo che il Giappone deteneva la maggior parte del debito americano.

Anche la Corea del Nord è stata considerata un buon bersaglio, ma è stata esclusa perché la portata di una guerra contro la Corea del Nord  non sarebbe sufficiente per  rispondere ai requisiti stabiliti dalla RAND.

[…]

Ci si augura che ci sia qualche brava persona, o almeno qualche persona sana di mente che non voglia cominciare una guerra nucleare mondiale e che si opponga alla proposta della RAND, come fecero, ad esempio, i Capi dei generali dell’esercito USA, che minacciarono di dimettersi se Bush avesse ordinato un attacco all’Iran. L’ammiraglio William Fallon, Capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, si dimise a marzo dello scorso anno  per la sua ferma opposizione alla politica dell’amministrazione Bush sull’Iran.

Ora che stiamo vedendo che hanno messo sul tavolo un piano a lungo raggio, c’è una buona probabilità che il nostro tempo sia giunto.

Pensate  che a  Wall Street non abbiano già programmato la festa  per il giorno dopo?

 

Font:  http://www.shtfplan.com/

Link: http://www.shtfplan.com/headline-news/is-world-war-the-twisted-cure-for-a-doomed-economy-signals-for-war-are-fiscal_04192017

19.04.2017

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

 

 

Pubblicato da Bosque Primario

8 Commenti

  1. Mah! Solita analisi miope da bar sotto casa dopo la terza birra.
    In realtà i problemi dell’economia sono l’eccessiva deregolamentazione che ha favorito le grosse corporation ammazzando le economie locali. E si..sempre la solita storia.

    Voglio condividere una riflessione forse un po’ OT ma neanche troppo:
    Guardiamo a cosa succede con le compagnie telefoniche. In italia ci sono le compagnie telefoniche che si fanno concorrenza letteralmente cercando di raccattare clienti per strada (promoter ovunque anche sotto al letto) per NON VENDERCI NULLA!.
    CIoè basta. Ormai tutti vogliono un celllulare sempre collegato, quindi wi-fi 24/7 e grazie a questo hanno gia telefonate e messaggi potenzialmente gratis.
    La guerra tra le compagnie è veramente comica e assurda.
    Chi ti offre piu messaggi ma meno telefonate, chi piu internet ma meno messaggi chi piu telefonate e meno internet, decine di tariffe “studiate per le nostre esigenze” ahahahahah.

    Qui esce il comunista che c’è in me.
    Io Stato, faccio pagare una tantum annua per le comnicazioni cjhe sia internet, tv, radio etcetcetc. Do wifi libero e telefonate e messaggi liberi e mi becco tutti i proventi. Queste sanguisughe fuori dalle balle che succhiano risorse, creano 4 posti di lavoro precari e non offrono altro che una serie di servizi in falsa concorrenza per spartirsi una torta che non ha piu senso di esistere se non solo per le compagnie stesse.

    Ora tornando al discorso dell’articolo:
    Ma se ci sono queste storture, se le corporation inventano di sana pianta bisogni mercati, strategie per il loro solo esclusivo guadagno, poi si lamentano se le economie sono ingrippate?
    Mah!

    • Non c’e’ bisogno di essere comunisti per notare che nel sistema economico euroatlantico attuale ci sono molte storture.

  2. percepisco l’angoscia preorgastica di un pianeta a breve liberato dall’obeso di oltreoceano. eh, eh…….
    semplicemente i vincitori, beneficiari del grande orgasmo planetario, saranno altri, più magri, migliori…..

  3. Diciamo che una guerra sarebbe necessaria per l’ economia semprechè venga …VINTA! Solo in caso di vittoria il paese sconfitto può essere saccheggiato! Questi economisti moderni tendono a dimenticare sto piccolo particolare. Se poi per far fallire una finanza drogata (nel senso di cocaina) ingorda, malata e insostenibile che è il vero motivo della crisi bisogna ammazzare decine o centinaia di milioni di persone … diciamo che dobbiamo riaprire ORA i manicomi per i finanzieri…compresi i finanzieri eletti.

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    Domanda retorica: il denaro deve avere qualche relazione
    con i beni economici?

    Poiché oggi il debito complessivo a livello mondiale è
    chiaramente impagabile e il grande crack comporterebbe uno stato di
    caos globale, l’élite dominante deve poterlo gestire occultamente
    per restare al potere anche nel prossimo ciclo.

    E’ necessario quindi che la distruzione della società
    avvenga in modo ordinato, non come una rissa da saloon – tutti contro
    tutti – ma uno scontro di bande organizzate e ubbidienti, illuse di
    poter vincere, ma in realtà guidate verso la reciproca distruzione
    restando fedeli ai loro padroni nascosti dietro i velami di
    princìpi, religioni, ideali, speranze… e così ricomincia un altro ciclo storico.

  5. “Più gli americani sono aggressivi, prima vedranno il crollo finale del dollaro,
    poiché l’unico modo per le vittime dell’aggressione americana di fermare
    questa aggressione è quello di sbarazzarsi del dollaro. Non
    appena noi e la Cina ci sbarazzeremo del dollaro, sarà la fine della forza
    militare degli Stati Uniti “, ha dichiarato venerdì scorso il consigliere di Putin, Sergey Glazyev, in
    un’intervista alla TASS. Più chiaro di così…

  6. Ma di quale day after si potrà mai parlare se questi pazzi vanno in guerra contro Russia e/o Cina? il giorno dopo la tempesta termonucleare la terra sarà inabitabile per l’umanità.

  7. Ricordo a tutti che il grande Antonio Albanese nei panni del ministro della paura (davvero inquietante) a suo tempo, a che tempo che fa, teorizzò che ciò che causerà lo scoppio della terza guerra mondiale , sarà la conquista dei parcheggi canadesi per i milioni di auto invendute .
    Io invece penso che se si osserva la cronaca si vede che chi è indebitato verso qualcuno ne
    desideri la morte con la quale in un certo qual modo estinguerà il debito .
    Fate un po’ voi …..ho già scritto qualcosa in proposito e non voglio ripetermi .