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Una-cento-mille Bargello ?

DI PIETRANGELO BUTTAFUOCO

ilfoglio.it

La Libreria Bargello, a Firenze, è stata attenzionata con una bomba. Frequentata dai militanti di Casapound, offre libri sgraditi allo spirito del tempo – inadatti alle anime belle – ed è perciò che la cosa in sé è stata rubricata nel non detto del “una-cento-mille Bargello”. Un poliziotto artificiere ha pagato un prezzo alto. Ha perso un occhio e gli è stata amputata la mano sinistra.

L’antifascismo sorvolerà anche su questo fatto e però c’è un dettaglio: la bomba e gli scaffali. Nell’Italia dove le librerie chiudono per mancanza di clienti, una – specializzata in mercanzia non omologata ha avuto abbassata la saracinesca con un timer e un pacco di fili elettrici. Si sa, leggere è un puro atto rivoluzionario. E i democratici si sono dati alla controrivoluzione.

 

Pietragelo Buttafuoco

Fonte: ilfoglio.it

Link: http://www.ilfoglio.it/il-riempitivo/2017/01/03/news/la-bomba-controrivoluzionaria-di-firenze-113382/

3.12.2017

 

Pubblicato da Davide

  • Ronte

    Nota sommaria e provocatoria.
    A Firenze la sistuazione è molto delicata quanto pericolosa. Sedi fasciste che aprono e chiudono col benestare istituzionale, licei scolastici dove spadroneggiano intimidazioni ‘nere’, aggressioni squadriste in strada anche mortali.
    Attenzione, il fascismo è il filo conduttore che al sistema del profitto fa da punti di sutura, utilizzato e svuotato dallo stesso quando necessario e utile.

    • Manunta di jago stianti

      Comunque per solidarietà andrò oggi a vedere che libri hanno sugli scaffali
      A prescindere da inesistenti comunanze ideologiche, ovviamente.

  • PietroGE

    Un articolo per chi ha dimenticato che esiste anche un fascismo rosso.
    E…naturalmente un regime che promulga leggi liberticide.

  • clausneghe

    Buttafuoco, non ti passa nemmeno per la mente che possa essere l’ennesima provocazione dei “servizi”?
    Ah, già, tu sei schierato con il regime, ti pagano per la tua penna, anima bella, o no?

    • Kovacs

      Gombloooooottttttttooooooooo!!!!
      Facciamo i conti di quante librerie/pub/sedi di cpi son state prese di mira? Ovviamente sono i “servizi” non dei coglioncelli figli di papà con la propensione al pugno chiuso eh….. Ma andate a…..

  • Holodoc

    La cosa che mi mette enormemente tristezza è che ci sono ragazzi che si divertono a combattere ancora le battaglie dei loro bisnonni azzuffandosi tra di loro.
    Tanto si sa che, una volta finiti i bollori giovanili finiranno tutti ad ingrossare le fila o del PD o di Forza Italia diventando compagni di ruberie.

  • Leno Lazzari

    L’antifascismo di quei democratici di maniera, quelli che si sentono legittimati ad attribuire o negare agli altri la patente di democraticità è una sbobba buona al massimo per quei poveri illusi che ancora credono nella superiorità morale delle sinistre .
    Per inciso, se si andasse a elezioni adesso non saprei davvero chi votare . Forse, e sottolineo forse, potrei votare i grillini considerandoli, spero, il piccone che possa sfasciare la putrida macchina del consenso retto e al tempo stesso garanzia della loro esistenza, da partiti, informazione d’area (ovviamente tutta), magistratura e i sindacati maggiori tutti .
    La vedo comunque dura .

  • Adriano Pilotto

    Oggi mettere una bomba in una libreria, di destra di sinistra o di centro non fa differenza, è un atto stupido, imbecille. Se poi qualcuno ci rimette la vita, o viene ferito, è un atto criminale: come tale va perseguito e giudicato.

  • GioCo

    Attenzione alle conclusioni facili. Può essere che si riaccendano fuori tempo massimo le sanguinarie scaramucce tra rossi e neri, ma non è il ’68 e le condizioni sociali falsano ogni proposito firmando gli eventi più come cretini che come politici.

    La gente è più interessata all’iphone che ai settarismi ideologici e di solito vede tranquillizzante lo spazio dei templi dell’acquisto come gli ipermercati (e per riflesso) e vi si rifugia come si usava fare nelle chiese in altri tempi: cerca in questi la sicurezza dal fanatismo e per ciò cade nelle braccia di un altro tipo di fanatismo: quello del consumatore compulsivo.
    In questi templi la violenza è coperta da pensanti drappi, dietro i quali a fatica si muovono masse infinite trascinate da disgrazie e disperazione. Siccome non vedi e non senti, non stai male.

    Invece nella lotta ideologica tra rossi e neri si vede e si sente bene ogni gesto e ogni emozione. Nel Nuovo Tempo Soporifero che viviamo, chi dorme non sopporta la molestia. Ha freddo, vuole coperte pesanti e guai a toglierle.
    Per ciò cerchiamo prima di spacciare colpevoli funzionali a una nuova guerra sintetica e virtuale, di capire bene cos’è successo e di chi è la regia, che le sorprese sono più garantite delle evidenze scontate.

  • Davide

    Giusto per tornare a bomba (è il caso di dirlo). “Si perde un occhio e
    una mano per un coglione al quale papà non ha insegnato che nulla è più
    fascista di mettere una bomba in una libreria”. Così in un post ha
    scritto Luca Bizzarri – splendido attore, beniamino del pubblico e amico
    de Il Foglio – commentando a caldo la notizia dell’ordigno collocato
    nella notte di Capodanno a Firenze alla Libreria Il Bargello.

    Un
    artificiere della Polizia di stato ha perso un occhio e ha avuto
    amputata la mano sinistra nel tentativo di disinnescare questo pacco
    regalo. E però Bizzarri nel solidarizzare con il poliziotto è inciampato
    nella botola del luogo comune giusto su quella città, Firenze, dov’è
    molto probabile che i papà gappisti abbiano insegnato ai figli un dogma
    certificato nientemeno che dai Padri della Patria Democratica, e cioè
    che non c’è nulla di più antifascista che scaricare una raffica di mitra
    direttamente sulla viva carne di un filosofo. Era il 31 dicembre,
    qualche giorno fa, ma la radice – e ce lo ricorda Iacopo Bellizzi di San
    Lorenzo, fiorentino, lettore de Il Foglio – è quella del 15 aprile
    1944. E giustamente, al Bargello, c’erano tutti i libri di Giovanni
    Gentile da far saltare in aria.

    Pietrangelo Buttafuoco
    Fonte: http://www.ilfoglio.it
    4.01.2017

    • Manunta di jago stianti

      Soffiafuoco era più da nome Omen
      Io dico di aspettare ad assegnare paternità .
      Anche se gli exploit in rete di chi minacciò Diego Fusaro per la sua disponibilità
      A dibattere con i casa poundiani son piuttosto recenti .
      Possibile che i cs siano così idioti e scervellati da passare dalle minacciate bastonature ,ai botti?
      Tirare fuori Gentile non mi sembra il caso.
      Farne poi un paradigma socio ambientale della sinistra Fiorentina….
      Visto che in questa città opero’ un certo maggiore carità del quale il nonno di Carrai
      Mentore di Renzi fu collaboratore…

  • Leno Lazzari

    Allora forse concordi anche sul fatto che il sistema che ha messo su la politica (o meglio, la partitocrazia ?) ci tiene in pugno (per i cabassisi) anche in virtù del fatto che troppi di noi, me compreso, e per troppi anni abbiamo fatto parte degli zoccoli duri DX vs SX . Non potevano chiedere di meglio per assicurarsi la loro permanenza a palazzo .
    Il risultato è che oggi ci ritroviamo una classe politica per lo più inetta e moralmente indistinguibili dagli uomini (che almeno rischiano la vita) della mafia siciliana o anche calabrese .
    Sui grillini al governo ho serie riserve e dubbi, ma se per cacciare dal Parlamento tutti quelli che si sono mangiati il paese serve un periodo di instabilità costellata di errori etc allora ci sto. E’ alla generazione di mio figlio che penso . Non hanno colpe in tutto questo e non è giusto che siano costretti (come i miei nonni e genitori) ad emigrare per costruirsi un futuro . L’eventuale e possibile precarietà e incertezza di un primo periodo potrebbe essere un prezzo da pagare e comunque di gran lunga più modesto di quello che pagarono quelli che con le pezze al culo (letteralmente !) si rimboccarono le maniche senza piagnucolare e ricostruirono il paese .
    P.S. Non so se hai l’età per aver sentito i racconti dei vecchi di casa ma a quei tempi il caffè si faceva spesso con la cicoria, i ceci tostati, lo zucchero era un lusso che si comprava a borsa nera, i cappotti e le giacche, una volta consumate e passate di padre in figlio venivano smontati, rovesciati e ricuciti in casa e nelle scarpe bucate si infilava un pezzo di cartone .
    Un saluto.