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Un video del Pentagono avverte: “inevitabile” un futuro distopico per le grandi città del mondo

DI NICK TURSE

theintercept.com

E’ l’anno 2030. Scordatevi le macchine volanti, i robot camerieri e i marciapiedi mobili che ci avevano promesso. Non ci sarà niente del genere. Ma questo non significa che il futuro sia del tutto imprevedibile.

Secondo uno sconcertante video del Pentagono ottenuto tramite The Incercept, il futuro delle città globali sarà un amalgama di scenari da “Fuga da New York” e Robocop– con sprazzi di “Guerrieri” e “Divergent” qua e là, un mondo infernale alla Robert Kaplan fatto di megalopoli brutali e in preda all’anarchia, dove scorrazzano gang di giovani fuori controllo, con una popolazione irrequieta, organizzazioni criminali e bande di hacker.

O perlomeno questo è lo scenario prospettato da “Megalopoli: futuro urbano, una crescente complessità” un video di cinque minuti utilizzato all’Università del Pentagono per le Operazioni Speciali Congiunte. Secondo questo video, ottenuto tramite The Intercept grazie al Freedom of Information Act, l’unica cosa che si frappone tra l’inevitabile caos e la brava gente di Lagos e Dacca (e forse anche New York) è l’esercito degli Stati Uniti.

(https://theintercept.com/2016/10/13/pentagon-video-warns-of-unavoidable-dystopian-future-for-worlds-biggest-cities/ video nella pagina)

Il video non è altro che un breve classico ‘distopico’: musica malinconica, voce cupa da fuori campo, un susseguirsi di immagini di baraccopoli e scontri urbani. “Le megalopoli sono sistemi complessi in cui le persone e le strutture si ritrovano compresse in modi che sfidano la nostra comprensione della pianificazione urbanistica e della disciplina militare” dice una voce spersonalizzata. “Sono questi gli incubatori, i terreni fertili di futuri conflitti e minacce”.

Il video è stato utilizzato nell’ambito di un corso di quest’anno “Operazioni Speciali Avanzate anti-Terrorismo” offerto dall’Università J.O. del Pentagono (Joint Operations), in una lezione su “La minaccia del terrorismo emergente”. Questa Università è gestita dal US Special Operations Command, l’organizzazione che raccoglie la maggior parte delle élite militari statunitensi. La JSOU si definisce orientata verso la preparazione di forze militari destinate alle operazioni speciali “delineando il contesto strategico futuro, fornendo una preparazione militare specializzata nelle operazioni congiunte, sviluppando programmi accademici destinati alle Forze per le Operazioni Speciali e promuovendo la ricerca in esse”.

Per megalopoli si intendono quelle aree urbane con una popolazione da 10 milioni di persone in su, che di recente sono state fonte di preoccupazioni e di ricerca per i militari statunitensi. Un rapporto dell’Esercito USA del 2014 dal titolo: “Megalopoli e l’Esercito degli Stati Uniti“, avvertiva che “Attualmente l’esercito è impreparato. Anche se vanta una lunga storia di scontri urbani, non ha mai affrontato un ambiente così complesso e al di là della portata delle sue risorse.” Un altro studio dell’Esercito USA pubblicato quest’anno lamentava il fatto che “l’Esercito statunitense non è in grado di operare all’interno delle megalopoli.”

Questi timori li ritroviamo espressi nell’iperbolico video “Megalopoli”.

Il filmato ci bombarda con un elenco apocalittico di mali endemici connessi a questo nuovo ambiente urbano: “reti criminali”, “infrastrutture fatiscenti”, “tensioni religiose ed etniche”, “impoverimento e baraccopoli”, “discariche a cielo aperto e reti fognarie insufficienti” e una “massa crescente di disoccupati”. Questo triste elenco è accompagnato da immagini di strade soffocate dall’immondizia, lanciatori di pietre mascherati e poliziotti antisommossa che combattono manifestanti di paesi in via di sviluppo. “La crescita farà aumentare ulteriormente il divario tra ricchi e poveri” ammonisce il narratore, mentre la scena si sposta sulla città di New York. Con lo sguardo dall’alto di un edificio della Third Avenue, ci ritroviamo a riflettere se un giorno nel futuro l’esercito sarà chiamato a presidiare la folla che pranza a controfiletti “NY Cut Sirloin” da 57 dollari da Smith e Wollensky (locale bene in vista).

In mancanza di titoli di apertura e crediti in coda, all’inizio non era molto chiara la provenienza di “Megalopoli”; da SOCOM (https://it.m.wikipedia.org/wiki/United_States_Special_Operations_Command) sostenevano che era stato prodotto dalla JSOU, invece di dire che in realtà era stato l’Esercito USA. “Era diretto ad un pubblico militare interno per far luce sulle sfide future negli ambienti delle megalopoli” ha riferito il portavoce dell’Esercito William Strato in un’ intercettazione telefonica. “Il video è stato prodotto privatamente pro-bono nella primavera del 2014 basandosi su ‘Megalopoli ed Esercito degli Stati Uniti.’ “ E “Il produttore del film vuole restare anonimo.”

Secondo il video, le sconfinate giungle urbane del futuro saranno piene di “labirinti sotterranei” governati da un loro “proprio codice sociale e stato di diritto”. Questo porterà a una proliferazione di “domini digitali” che renderanno possibili “sofisticate economie illecite e gruppi criminali organizzati di una portata globale senza precedenti”. “Se dobbiamo credere ai contenuti del video, gli hacker useranno le prese elettriche per provocare danni digitali globali del genere maschere di Guy Fawkes e “Anonymous News.” “Questo, ci viene detto, aumenterà la difficoltà di individuare i bersagli giusti, poiché i criminali si mimetizzeranno sempre più in un numero sempre crescente di cittadini”.

Secondo “Megalopoli”, nonostante le lezioni apprese dalle battaglie urbane di Aachen in Germania nel 1944 e di Hue in Vietnam del Sud nel 1968, l’esercito statunitense è fondamentalmente mal equipaggiato per eventuali scontri futuri a Lagos e Dhaka.

Anche la nostra preparazione in misure di contro-insurrezione, testate nelle città Irachene e sulle montagne dell’Afghanistan, è inadeguata per l’ampiezza delle popolazioni urbane del futuro” recita il video, come se i risultati di quelle due ‘povere guerre infinite’ potessero rappresentare la chiave del successo nelle sfide future. “Siamo di fronte ad ambienti sociali che i padroni della guerra non avevano considerato” continua il narratore. “Siamo di fronte ad una minaccia che ci impone di ridefinire la teoria e la forza in modi radicalmente nuovi e diversi.”

Il video non ha particolarmente colpito Mike Davis, autore di “Il Pianeta delle Baraccopoli” (Planet of Slums) e di “Il carro di Buda: breve storia delle macchine esplosive” (Buda’s Wagon: a short story of the car bomb).

E’ solo fantasia, l’idea che esista una particolare scienza militare delle megalopoli” ha detto. “Non mi pare sia questo il caso….qui sembra che immaginino delle grandi città con baraccopoli governate da bande antagoniste, milizie private e guerriglieri che pensano di poter gestire con particolari metodi SpecialOps. Insomma, mi sembra tutto un pò inverosimile…e come se guardassimo “Black Hawk Down” e lo ampliassimo estendendolo al tipo di problemi che si potrebbero verificare in città come Karachi, ad esempio. Si possono condurre operazioni speciali su scala molto ridotta, è assurdo immaginare che la strategia sia altrettanto efficace per il controllo di una megalopoli”.

Tuttavia, è improbabile che i militari statunitensi ascoltino i consigli di Davis.

“Questo è il mondo del nostro futuro” dice il narratore nel video “Megalopoli”. “E’ un mondo nel quale non siamo preparati ad agire efficacemente ed è inevitabile. Le minacce sono chiare. Resta da definire la nostra direzione. Il futuro è urbano.”

 

Nick Turse

Fonte: https://theintercept.com

Link: https://theintercept.com/2016/10/13/pentagon-video-warns-of-unavoidable-dystopian-future-for-worlds-biggest-cities/

13.10.2016

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

 

Nella foto: un ufficiale delle forze speciali di polizia NUCLEO punta la sua arma durante un’operazione per la ricerca di latitanti nella favela “Complexo do Alemao” a Rio de Janeiro, Brasile, 13 maggio 2014. Secondo un video del Pentagono che prevede quale sarà il futuro delle popolazioni nelle grandi città del mondo, l’attuale esercito statunitense non è adeguatamente equipaggiato per le sfide delle megalopoli del futuro.

 

Pubblicato da Davide

  • Cataldo

    Vabbe, l’importante e non confondere i video di propaganda con le loro analisi concrete sul futuro.

  • PietroGE

    Quale “futuro urbano”! È già presente. Guardate cosa succede in Francia nelle banlieu, oppure in Svezia o in Germania. E poi perché non individuare le cause del formarsi di megalopoli? Lasciatemi indovinare : perché non è politicamente corretto? Perché bisognerebbe parlare di due concetti tabù : l’immigrazione nei Paesi europei e negli USA e l’esplosione demografica in alcune aree del terzo mondo? Beh, ma la destra europea mette in guardia da questi pericoli da più di 30 anni e invece di essere ascoltata viene criminalizzata anche da coloro che , ad esempio in Italia, stanno costruendo i presupposti per la guerra etnica di domani con lo ius soli in discussione al Parlamento. Ci voleva proprio il video del pentagono a svegliare gli animi? Trump queste cose sembra averle capite e, anche se non lo dice, sta agendo di conseguenza. La cosa bella è stato l’articolo del NYT, contro le espulsioni dei clandestini che avevano commesso crimini dagli USA, che lamentava il fatto che potevano essere milioni (fino a 11 milioni se non ricordo male). Un altro boomerang del genere e il gradimento di Trump schizzerà alle stelle.

  • clausneghe

    Considerate che questo video è nato nella testa dei militari, che notoriamente hanno i regolamenti al posto del cervello.
    La loro non può essere che fantasia malata, cupamente malata. Loro vedono tutto in forma di missili bombe e pistole e basta. Chi ha solo un martello a disposizione userà quello per fare tutto. Questa previsione è sbagliata, la realtà nel 2030 sarà ben diversa, se mai ci arriveremo. E probabilmente “I padroni della guerra” come li chiamano nel video, saranno estinti e con loro questi tragicamente ridicoli soldati del Penta-gono.

  • Truman

    Cito: “l’attuale esercito statunitense non è adeguatamente equipaggiato per le sfide delle megalopoli del futuro”.
    Speriamo che quanto sopra sia vero, perchè quando era attrezzato adeguatamente il risultato l’abbiamo visto a Falluja.

    • Cataldo

      Al solito ci sarà qualche commessa in ballo collegata all”esigenza” 😉

  • Axxe73

    Accidenti che notiziona…mi verrebbe da dire che si raccoglie ciò che si semina.

  • GioCo

    Chi è il beneficiario di interventi militari PUBBLICI su una popolazione (cioè la cosa “PUBBLICA”) che è “genericamente” un nemico? Chi guida la giostra militare? Se non è la politica che ha dimostrato ampiamente di fregarsene degli ideali per sedersi placida sulle comode esigenze dei profitti, chi dovrebbe essere? Il PRIVATO CITTADINO? Ma chi è quest’ente astratto che non rappresenta un beneamato nessuno detto “privato cittadino”? Ma poi, siamo davvero sicuri che nel 2030 un hacker che s’attacca alla presa della corrente elettrica con la sua stupida baracca fregata dal rigattiere o il lanciatore di sassi che sembra un Davide con al posto di Golia Ultron (il perfetto ideale liberista) rappresentino una minaccia, quando già adesso abbiamo a disposizione dei militari cosucce tipo mastodontici apparati di informatica come il MUOS e strutture satellitari di comunicazione autonome (pagate con i soldi dei contribuenti)?

  • virgilio

    ma questo non e il futuro ma e gia il presente da come e descrito!!

  • Germano Freni

    se ti coglie l’imprevisto esiste una procedura per evitarlo?

  • Wal78

    Ma quale video di preparazione per il futuro. Sarà la solita operazione di marketing per avere più soldi dal congresso. Possibile che non capiate che quello che conta sono solo i soldi, quanto si spende, quanto si corrompe. Non facciamo queste elites più intelligenti di quello che sono. Non hanno nessuno scenario in mente, Il loro unico fine da sempre è sempre stato come accumulare sempre più soldi e ricchezze senza scenari ma sempre nel breve termine. garantendo di di volta in volta la loro inutile sopravvivenza