Home / Attualità / Un crescendo di tensione fino al ballottaggio, ed oltre…
French President Francois Hollande speaks with policemen at Paris police headquarters the day after a policeman was killed and two others were wounded in a shooting incident on the Champs Elysees boulevard, Friday April 21, 2017 in Paris. The gunman who killed a police officer just days before France's presidential election was detained in February for threatening police but then freed, two officials told The Associated Press. He was also convicted in 2003 of attempted homicide in the shootings on two police officers. (Philippe Wojazer, Pool Photo via AP)

Un crescendo di tensione fino al ballottaggio, ed oltre…

DI FEDERICO DEZZANI

federicodezzani.altervista.org

Giovedì sera, a distanza di nemmeno di 72 ore all’apertura delle urne, la Francia è stata vittima di un attentato terroristico dalla forte carica simbolica: un agente di polizia è stato ucciso sugli Champs-Elyées da un presunto affiliato all’ISIS. L’Esagono sceglierà così il prossimo presidente della Repubblica non solo in pieno stato d’emergenza, ma oppresso anche da una cappa di terrore appena rinfocolata: è il coronamento di un’inutile strategia della tensione con cui il sistema euro-atlantico ha cercato di compattare l’elettorato attorno ai propri partiti. La tempistica dell’attentato conferma che Marine Le Pen gode di un ampio margine di vantaggio: la tensione, in Francia e sul piano internazionale, aumenterà costantemente fino al ballottaggio del 7 maggio, ed oltre.

Ultime incertezze dissolte: Marine Le Pen ha la vittoria in pugno…

Niente testimonia meglio la crisi dell’oligarchia euro-atlantica che l’incessante stillicidio di attentati che continua ad insanguinare l’Occidente: attacchi terroristici, più o meno eclatanti, più o meno letali, si sono moltiplicati a partire dal 2015 sino ad occupare le prime pagine dei giornali con cadenza settimanale o, al massimo, mensile. Ogni attentato rimane in primo piano per due o tre giorni, quindi scivola velocemente nel dimenticatoio: permane il senso di inquietudine, ma né la magistratura, né la politica, né i media, hanno interesse a scavare a fondo, ponendosi interrogativi sulle falle negli apparati di sicurezza che permettono a terroristi, tutti puntualmente noti alle forze dell’ordine, di agire indisturbati. Scavando, infatti, scoprirebbero che le falle sono in realtà connivenze e che i terroristi, tutti puntualmente uccisi nel corso dell’operazione, siano in realtà semplici pedine, manovrate, più o meno consapevolmente, dai servizi segreti: nessun ministro dell’Interno si è mai dimesso, nessuna testa è mai caduta dentro la polizia od i servizi, perché sono tutti custodi dello stesso segreto. Non è l’ISIS ad architettare le stragi, ma le varie CIA, MI6, DGSE, Mossad, etc. etc.

Tra tutti i Paesi europei, la Francia è stata oggetto del maggior numero di attacchi terroristici, una sequela quasi ininterrotta che parte nel gennaio 2015 con l’assalto alla redazione di Charlie Hebdo e raggiunge i nostri giorni. Il fenomeno non è casuale: l’Esagono è l’unico Stato, per dimensioni e sistema elettorale, a rappresentare una minaccia strategica per la UE/NATO. La vittoria di un movimento populista è resa possibile dal doppio turno per l’elezione del Presidente della Repubblica ed un Eliseo in mano alle forza anti-sistema, equivarrebbe alla definitiva rottura del motore franco-tedesco ed alla conseguente dissoluzione dell’Unione Europea: parliamo di istituzioni che, dalle sanzioni all’Iran fino al recente bombardamento americano della Siria, passando per il golpe ucraino del 2014, hanno confermato di essere la semplice estensione sul Vecchio Continente di Washington e Londra, il contraltare politico dell’Alleanza Nord Atlantica.

Se l’Italia, grazie al bicameralismo perfetto ed al ruolo del Movimento 5 Stelle come “stampella del potere”, non costituisce un’emergenza; la Francia, in virtù della sua costituzione “monarchica” concepita da Charles De Gaulle, è una mina piantata alle fondamenta del sistema: un Président de la République française “populista” implica il collasso di Bruxelles e dell’intera architettura geopolitica edificata negli ultimi 70 anni. Ne è cosciente Vladimir Putin che, interessato ad allentare la presa angloamericana sull’Europa, prima finanzia il Front National attraverso le banche russe e poi, in vista del voto, “benedice” Marine Le Pen con un ricevimento ad hoc al Cremlino. Nell’ottica dell’élite atlantica, qualsiasi mossa è quindi lecita per impedire l’affermazione di Marine Le Pen, compresa la più classica strategia della tensione.

Se il Front National trae i suoi consensi dall’esplosione della disoccupazione, dal crescente malessere sociale, dalla stagnazione economica, dall’ostilità dei cittadini verso le istituzioni di Bruxelles ed i palazzi di Parigi, si alimenta ad hoc un’emergenza, quella del terrorismo, così da spingere l’elettorato verso i partiti che difendono lo status quo. I benefici che il Front National trarrebbe dal terrorismo islamico (tutti da dimostrare) non sono altro che indesiderati effetti collaterali di questa guerra psicologica, finalizzata a mantenere la società francese in una perdurante cappa di paura, cosicché gli elettori evitino alle urne pericolosi salti nel vuoto ed optino per i partiti filo-establishment. Il fallimento dell’élite e la crisi economica hanno alimentato il Front National, non il terrorismo islamico, e le stesse cause hanno  gonfiato il M5S e la Lega Nord in Italia, dove l’ISIS non si è mai “manifestato”: la strategia delle tensione è la disperata e scomposta reazione del sistema alla ribellione della società.

Poche date sono sufficienti per inquadrare l’esplosione del terrorismo in Francia: nell’autunno 2014 l’indice di gradimento del presidente François Hollande e dell premier Manuel Valls tocca i minimi1. Pesa soprattutto l’inefficace lotta alla disoccupazione, in costante peggioramento ed ormai estesa a 5,2 milioni di persone2. Nel gennaio 2015 si consuma il primo atto della guerra psicologica contro la popolazione francese: è l’attentato a Charlie Hebdo che regala ad Hollande un immediato “raddoppio” della sua popolarità3. È un rimbalzo effimero e chi sfoglia freneticamente i veri sondaggi sa che il consenso del governo si sta drammaticamente sfaldando, sotto il peso della crisi economica e sociale: nel novembre del 2015, quando mancano poche settimane alla cruciali elezioni nei dipartimenti, si torna all’attacco con la carneficina del Bataclan e l’attacco allo Stade de France. I giornali affermano che il gradimento di Hollande, capo di una nazione che è ora ufficialmente in stato d’emergenza, è ormai vicino al 50%, ma le urne incoronano il Front National come primo partito di Francia4. L’agonia della presidenza Hollande è ulteriormente complicata dall’adozione di una serie di riforme neoliberiste (legge El Khomri) che mettono sul piede di guerra sindacati e lavoratori: riparte lo stillicidio di attentati, che culmina nel luglio 2016 con la strage di Nizza. Lo stato d’emergenza, vicino alla scadenza, è ulteriormente prorogato: per la prima volta dalla guerra d’Algeria, i francesi sceglieranno il loro presidente della Repubblica in condizioni eccezionali.

Attentati sventati e minacce di nuovi atti terroristici accompagnano la fase finale della campagna elettorale: sebbene la maggioranza dei sondaggi insista nel presentare l’ex-banchiere Rothschild, Emmanuel Macron, come il presidente in pectore, si radica il timore che il ballottaggio del 7 maggio sia conquistato dalle due ali opposte del populismo, la “nera” Marine Le Pen ed il “rosso” Jean-Luc Mélenchon, spianando così la strada dell’Eliseo al Front National. Il timore, riportato dai giornali francesi ed esplicitato dallo stesso Hollande5, è più concreto che mai, considerando che la strategia della tensione, a lungo latente, riemerge quando mancano meno di 72 ore all’apertura dei seggi e lo fa in maniera spettacolare, adoperando come palcoscenico nientemeno che gli Champs-Elysées.

Un pregiudicato 39enne, noto ovviamente ai servizi segreti, apre il fuoco contra una camionetta della polizia ed uccide un agente, prima di essere a sua volta liquidato dalle forze di sicurezza (nessun terrorista del Califfato è mai preso vivo, nonostante il contesto spesso favorevole ad una “neutralizzazione” non letale): curiosamente, l’attentatore era già stato condannato per il tentato omicidio di un ausiliario della polizia nel 2005 e, secondo i conoscenti, mostrava evidenti segni di squilibrio mentale6. Si tratta, come in molti casi analoghi di terrorismo “indotto”, di un individuo facilmente manipolabile, più che di un fanatico religioso. Sulla sua auto abbandonata, sono però rinvenuti “un Corano e fogli scritti inneggianti all’ISIS, così come messaggi di sostegno allo Stato islamico sarebbero stati ritrovati accanto al cadavere7: elementi, uniti alla quasi immediata rivendicazione del Califfato attraverso il consueto Site Intelligence Group, che consentono di “archiviare” il caso quando i due cadaveri sono ancora caldi.

Curioso è anche il profilo della vittima, che sembra appositamente studiato per minimizzare le possibili ricadute dell’operazione a favore del Front National: si tratta, infatti, dell’agente di polizia Xavier Jugelé, iscritto “all’associazione di lesbiche, gay, bi e trans della polizia e della gendarmeria. Aveva un compagno al quale si era unito civilmente ma nessun figlio8”. È, curiosamente, lo stesso elettorato che l’ex-banchiere Rothschild, Emmanuel Macron, sta cercando di conquistare in vista del voto9. Ed è sempre Emmanuel Macron a intervenire per primo, durante l’ultimo confronto televisivo prima del voto, sull’attentato appena avvenuto, asserendo che “cette menace, elle fera partie du quotidien des prochaines années10. L’ultimo assist servito in extremis al candidato dell’establishment.

Che conclusioni si possono trarre da quest’ennesimo atto di guerra psicologica?

  • Marine Le Pen è saldamente in testa nei sondaggi “segreti” e vincerà con ampio margine il primo turno;
  • la strategia della tensione si intensificherà in vista del ballottaggio;
  • ampi spezzoni dello Stato, in primis i servizi segreti, lavoreranno contro la presidenza di Marine Le Pen;

Il 2017 entrerà nel vivo tra poco meno di 48 ore e l’attentato agli Champs-Elysées è solo il chicco di grandine che anticipa la tempesta.

 

Federico Dezzani

Fonte: http://federicodezzani.altervista.org

Link: http://federicodezzani.altervista.org/un-crescendo-di-tensione-fino-al-ballottaggio-ed-oltre/22.04.2017

22.04.2o017

NOTE

1http://www.lemonde.fr/politique/article/2014/11/06/la-cote-de-popularite-de-francois-hollande-au-plus-bas_4518946_823448.html

2http://www.rfi.fr/economie/20150128-france-chomage-croissance-chiffres-chomeurs0

3http://www.lci.fr/politique/la-popularite-de-francois-hollande-bondit-manuel-valls-atteint-un-record-1520494.html

4http://www.lemonde.fr/elections-regionales-2015/article/2015/12/06/regionales-le-fn-vainqueur-du-premier-tour_4825715_4640869.html

5http://www.lexpress.fr/actualite/politique/elections/presidentielle-hollande-redoute-un-match-melenchon-le-pen_1898070.html

6http://www.lefigaro.fr/actualite-france/2017/04/21/01016-20170421ARTFIG00078-des-2001-l-explosion-de-violence-de-karim-c-l-auteur-presume-de-l-attaque-sur-les-champs-elysees.php

7http://www.repubblica.it/esteri/2017/04/21/news/champs_elyse_es_sospetto_gia_condannato_nel_2003-163521849/?ref=RHPPLF-BL-I0-C8-P2-S1.8-T1

8http://www.repubblica.it/esteri/2017/04/21/news/xavier_il_poliziotto_ucciso_agli_champs-e_lyse_es_38_anni_attivista_gay_era_alla_riapertura_del_bataclan-163559178/?ref=RHPPLF-BL-I0-C8-P2-S1.8-T1

9http://www.tempi.it/francia-macron-si-appella-agli-lgbti-sono-pro-fecondazione-per-lesbiche-e-utero-in-affitto-allestero

10http://www.europe1.fr/politique/dans-lemission-politique-de-france-2-macron-rebondit-sur-la-fusillade-des-champs-elysees-3306584

Pubblicato da Davide

  • ignorans

    Più avvincente di un film…. E non si paga neppure il biglietto.

    • Briciolino

      in realtà lo paghiamo eccome!

  • Cincinnato

    Dezzani piu’ che previsioni ci propina le proprie aspettative. Ma se spesso le previsioni non coincidono con i risultati e’ anche vero che, ancora di piu’, le aspettative sono spesso disancorate dalle previsioni e/o, dai risultati. La mia aspettativa e’ che vinca Melenchon pero’ sono costretto ad aspettare il risultato dello spoglio. Diciamo che mi accontento di tifare Melenchon.

  • PietroGE

    Condivido solo l’importanza per la UE e la NATO del voto di Domenica, il resto sono speculazioni che lasciano il tempo che trovano. Una strategia della tensione organizzata da chi? Da Hollande o dalla CIA? Per favorire chi, la Le Pen? Una strategia che si basa su cani sciolti inaffidabili, su criminali comuni da due soldi, su attacchi con il coltello da cucina o con un camion? No, non ci siamo. Ci sono stati più attentati in Francia che altrove perché in quel Paese ci sono più islamici che altrove e quindi più gente che segue i dettami della loro religione che altrove. Gli attentati sono uno dei campanelli di allarme che segnalano che l’integrazione islamica nei Paesi occidentali è fallita. La strategia della tensione, casomai, la fanno loro.

    • Truman

      Scusa una domanda: ma tu voteresti la Le Pen? (se tu fossi cittadino francese)

      • PietroGE

        Ovviamente. Chi altro c’è? Gli altri sono tutti per lo status quo, compreso l’improvvisato Tsipras francese Mélenchon. I problemi della Francia, come ha ben compreso la Le Pen sono due : l’euro e l’immigrazione. Sull’euro purtroppo pattina su ghiaccio sottile perché l’ultimo sondaggio di mia conoscenza indica che il 72% dei francesi sono favorevoli al mantenimento dell’euro. In ogni caso questo programma politico è una bomba a orologeria per i poteri forti che hanno puntato tutto proprio su immigrazione e euro. La Francia è importante di per se ma per i poteri forti il grosso problema è il contagio delle idee lepeniste in Germania, il che vuol dire da Capo Nord fino alle Alpi. Fare attentati significa mettere il turbo al lepenismo e quindi dubito fortemente che ci sia la manina di servizi segreti di ogni sorta.

      • furibondius

        e tu Truman, tu cosa voteresti?

        • Truman

          Non ne so abbastanza, in generale eviterei i moderati, potrei votare la Le Pen o il candidato di sinistra. ma potrei anche astenermi.

          • PietroGE

            La domanda è pertinente : perchè gli islamici fanno attentati sapendo che la destabilizzazione della Francia favorirebbe l’andata al potere del FN. La risposta è che la loro strategia di conquista dell’Europa è a lungo termine e che loro se ne fregano di chiunque vada al potere a meno che non sia in grado di rimandare a casa loro i musulmani, e di questo non sono capaci neanche i leader del FN.
            -Come procederanno lo ha detto Erdogan in un modo che più chiaro di così non è umanamente possibile : aumentando l’immigrazione islamica in Europa e facendo più figli degli autoctoni. Nel frattempo devono cercare di islamizzare il più possibile l’ambiente e aspettano che una popolazione impaurita dalla insicurezza sia disposta a concessioni. Quali? Ad esempio più moschee, separazione dei maschi e femmine a scuola, carne halal, velo per la ragazze partiti islamici (tipo il DENK in Olanda) alle elezioni ecc. ecc. Mi aspetto che i negoziatori islamici diranno : ‘ ci pensiamo noi a tenere a bada questa gente, in cambio però vogliamo questo, questo e questo.
            Erdogan lo ha sbattuto in faccia a tutta la leadership europea perchè sa che tanto non sono capaci di reagire, e non ha avuto torto. Il ministro degli esteri tedesco ha detto che la porta per l’ammissione della Turchia in Europa non è ancora chiusa.
            -Per gli attentati false flag. Io non so se sei abbastanza anziano da ricordare la strategia della tensione in Italia negli anni ’70. Ha qualcosa a che fare con gli sgangherati urlanti Allahu Akbar, con fucile, coltellaccio o auto da usare come mezzo per uccidere? Oppure con gli attentati perfettamente organizzati alle torri gemelle? Da quando in qua i servizi segreti usano kamikaze o individui con forti motivazioni religiose? Per ottenere che cosa? Sia Al Qaeda che l’ISIS hanno fatto gli interessi americani quando coincidevano con i loro, poi si sono messi in proprio. Questa gente non è strumentalizzabile da occidentali, non sono mercenari.

  • Truman

    Dice Dezzani: “Non è l’ISIS ad architettare le stragi, ma le varie CIA, MI6, DGSE, Mossad, etc. etc.”

    Ho il sospetto che bisognerebbe guardare di più al “DCRI”, che è il servizio francese per i crimini interni: https://it.wikipedia.org/wiki/Direction_centrale_du_renseignement_int%C3%A9rieur
    Per il resto mi appare un altro che correla con troppa facilità l’attentato alle elezioni. Però segnala (credo correttamente) che bisogna guardare anche alla vittima, presumibilmente scelta con cura per dare un effetto mediatico.

    • virgilio

      in francia sopratutto il MOSSAD

  • virgilio

    qomunque ve lo ripeto ancora una volta la sorpresa sara Asselineau(UPR)
    posso sbagliarmi di poco!

    • virgilio

      mi sono sbagliato ma anche i francesi e di brutto!!

  • Gino2

    Dezzani sta dicendo che gli attentati sono per evitare che la LePen vada al governo? Ho capito bene?
    l’articolo mi pare confuso o lo sono io…………

  • Adriano Pilotto

    Dezzani ha quasi sicuramente Jan Fleming tra i suoi maestri: anzi Fleming è l’unico maestro di Dezzani.

    • Truman

      Se proprio vogliamo dargli un referente letterario, mi ricorda più il Conrad de “L’agente segreto” oppure il Le carrè di numerosi romanzi.

  • Gennaro Esposito

    Che gli attentati favoriscano la LePen non ci piove, la scelta della vittima poi sembra fatta apposta per alimentare l’islamofobia (noi tolleranti con i gay, loro barbari e rimasti al medioevo ecc…). Ma comunque non è detto che Dezzan abbia torto quando parla di servizi: è possibile infatti che la dissoluzione dell’Europa conseguente alla vittoria di LePen sia gradita a certi poteri (soprattutto ora che in USA governa Trump).

  • Ronte

    Storicamente il terrorismo (fatte le dovute eccezioni) o stragi che siano sono sempre di Stato (non manca all’appello la direzione USA). La formula è la stessa: Destabilizzare, incutere paura, intervenire. E se fuori dall’occidente si inventano pretesti per poi mettere mano alle armi, nella vecchia Europa si costruiscono altri passaggi, uno di questi è il populismo reazionario e/o la dittatura fascista. Quando però quel ‘materiale’ non è sufficiente e gli interessi del Potere sono a rischio, allora s’affaccia anche la possibilità di un conflitto allargato.
    E’ un caso che nel mondo, data l’insistenza della crisi capitalista, ci troviamo ad avere a che fare con personaggini quali Trump, Salvini, Farage, Grillo, Le Pen ecc…?

    • Gennaro Esposito

      Non è un caso no, il potere li ritiene certo meno pericolosi dei candidati di vera sinistra (che certo oggi non esistono, almeno in Italia, ma senza partiti “sfogatoio” un movimento di vera sinistra potrebbe nascere in Italia, anzi è già nato. Il M5S era largamente quello, prima che Casaleggio gettasse la maschera e iniziasse il repulist di tutti gli attivisti di sinistra presenti all’interno del movimento).
      Quasi cent’anni fa successero avvenimenti molto simili: quando la crisi capitalistica creò instabilità in Europa i poteri forti si schierarono chiaramente dalla parte di Hitler e Mussolini.

  • Gennaro Esposito

    Avete marcato il mio commento come spam? Ma che tolleranza che avete voi della destra: cos’è, non vi fa piacere sentire che gli USA avrebbero interesse a far vincere la LePen e a spaccare l’Europa?

  • orazio

    Beh, dire che i mussulmani votano la Le Pen, mi sembra una sciocchezza.
    Sanno benissimo che una volta al potere, molti arabi/africani ecc. sarebbero rimandati a casa senza tanti complimenti. Come si suol dire con le buone o con le cattive.
    Ma il punto fondamentale è che il sistema monetario scricchiola in modo vistoso… e non solo per quanto riguarda il NEOLIBERISMO, o il GLOBALISMO, ma il semplice fatto che tali sistemi sono vecchi e logori. Andatevi a leggervi, come era il sistema economico monetario ante Hitler, e non fermatevi come succede a molti che il solo parlare di Hitler, ci si chiude a riccio e non si ascolta e non si legge più.
    Tale situazione è molto simile a quella odierna, nel quale i sionisti e gli americani, operavano in modo vergognoso accaparrandosi tutti i beni della Germania. Portando poi il popolo alla fame e alla distruzione.
    Ritornando alla Francia, e alla situazione economica monetaria, è di questo il punto fondamentale anche se molti fanno finta di nulla, vedi giornalisti venduti, chiesa, massoneria che ha addirittura invitato a NON VOTARE LA LE PEN, banchieri… sono tutti preoccupati che vi sia un ritorno alla SOVRANITA’ MONETARIA.
    Questo è quello che più preoccupa.
    Dell’Italia, impegnata con il PD e il M5S a dare manforte al sistema massonico esistente, nessuna risposta.