UE: il Messianismo e l’ombra di Weimar

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Uno spettro si aggira per l’Europa ed è un senso di smarrimento e paura.  Tra disfattismo e populismi, l’Unione Europea si trova sulla soglia di una svolta epocale e diverse sono le forze centrifughe che la attraversano in direzioni trasversali, si avverte ovunque un panico generalizzato e l’incapacità di rallentare e mettere a fuoco.

Ci sono date che hanno segnato un cambio di rotta traumatico nella storia occidentale, una di queste è la caduta del muro di Berlino, poi negli ultimi anni si è definitivamente affermata la percezione della fine di un ciclo storico.  Anni appunto, che hanno visto la più grande crisi migratoria che il continente abbia affrontato a partire dal secondo dopoguerra. La conferma dell’ascesa dei populismi, una battuta d’arresto del riformismo progressista in Italia (referendum costituzionale) e dell’europeismo in Gran Bretagna (Brexit), ma soprattutto  l’affermazione dell’autoritarismo protezionista alla Casa Bianca.

Dopo la crisi del 2008 l’UE ha visto accelerare brutalmente gli effetti della depressione economica, diffondersi  psicosi razziste persistenti, e alimentare le fobie del nichilismo. Accordi di Schengen sospesi o ristretti quasi ovunque e intere capitali militarizzate, con polizia e telecamere che controllano lo spazio pubblico e le coscienze, come la Los Angeles di «Città di quarzo» di Mike Davis.

Los Angeles città simbolo della globalizzazione, passata dalla militarizzazione degli edifici, alla creazione di barriere tra quartieri e spazi popolati da differenti strati sociali, fino alla trasformazione di lussuose ville in autentiche fortezze. La frammentazione dello spazio pubblico appare perfettamente funzionale allo stile di vita della classe medio alta, che rimodella anche le categorie simboliche del vivere sociale, dove il castello dei bianchi è diventato un luogo  blindato, ossessionato dalla sicurezza.

Una sorta insomma di medievalizzazione del territorio urbano, perché i caratteri totalitari del controllo sociale si sono ormai fusi con tendenze neo-medioevali di verticalizzazione del potere, nella feudalità sociale della rifrangente allucinazione del quarzo.

Tutto previsto del resto da Zygmunt Bauman, nel suo Liquid Fear, che aveva descritto i tempi della  globalizzazione, in cui la sicurezza interna degli Stati è sempre più percepita come «incolumità individuale», assicurata soltanto dalla «cultura del controllo», fornita di guardie private e di un proliferare di telecamere ovunque.

Quale Europa è uscita dal crollo del muro dunque? Quali margini di libertà rimangono aperti prima che collassi in una condizione definitiva di schiavitù?

Anche nella Germania del primo dopoguerra, sulle ceneri dell’impero, si diffuse miseria e frustrazione, in seguito alle clausole del Trattato di Versailles.  Nacque allora un forte desiderio di rivincita e rinascita, che si espresse nella straordinaria e tragica stagione della Repubblica di Weimar.

Nel febbraio 1919, nella città della Turingia, in pochi giorni si formò il primo governo guidato da Philipp Scheidemann, mentre a Berlino e nella Baviera in particolare la situazione restava molto tesa. La Repubblica di Weimar sopravviverà solo quindici anni, fino all’avvento di Adolf Hitler nel 1933 . Un mese dopo andava a fuoco il Reichstag e poi venivano bruciati i libri di scrittori, artisti e intellettuali che avevano inondato il mondo di opere universali.

Il filosofo Ernst Bloch descrisse quel periodo come una nuova «Età di Pericle». Fra le opere famose dell’ampio fermento culturale, denominato «cultura di Weimar», le caricature politiche di Otto Dix, John Heartfield e George Grosz, il movimento artistico della Neue Sachlichkeit, film come Metropolis di Fritz Lang, il movimento architettonico del Bauhaus, il funzionalismo di Ernst May e Bruno Taut e il cabaret decadente documentato da Christopher Isherwood. In campo musicale emergeva la musica atonale e moderna di Alban Berg, Arnold Schoenberg e Kurt Weill.

«L’Europa oggi è una gigantesca Weimar», dice Alex Foti, creatore di EuroMayDay «Le tre forze che hanno costruito l’Europa, cristianodemocratici, socialdemocratici e liberal, le stesse che furono al governo tra il 1919 e il 1933 in Germania, sono in difficoltà, sull’onda di trumpismo e putinismo. E l’Euro, quasi l’equivalente del ritorno al gold standard fra le due guerre, impone una politica deflazionista che favorisce precarizzazione e disoccupazione di massa».

Numerose affinità dunque con quel periodo. Già nel 1914, all’inizio della guerra, la Germania sospese la convertibilità aurea del marco, per finanziare la guerra, e in aggiunta all’emissione di obbligazioni di guerra, incominciò a stampare soldi. Però a partire dal 1919 dovette imbarcarsi tutte le spese di guerra, quindi cominciò a ristampare moneta finché il debito non fosse stato estinto, provocando però una iperinflazione selvaggia, terminata solo nel 1924, quando il governo smise di stampare.

Dal 1930 al 1932 operò l’ultimo cancelliere, Heinrich Brüning, che cercò di ridurre il peso del debito attraverso una politica deflattiva basata sull’aumento del tasso di sconto, forti riduzioni delle spese dello stato, aumento dei dazi doganali, riduzione dei salari e dei sussidi di disoccupazione. Politiche che esasperarono la popolazione, molto simili a quelle imposte dalla Commissione Europea oggi.

Poi, intervenne Hjalmar Schacht, ministro dell’economia della Germania nazista 1935-37, che utilizzò come leva la stampa mascherata di denaro, emettendo i MEFO, obbligazioni utilizzabili solo in Germania che valevano come il denaro, senza gravare sul bilancio pubblico e senza creare inflazione,  un banchiere che aveva conosciuto J.P. Morgan e Theodore Roosevelt.

«Il discorso sull’Euro a sinistra rischia di divenire stucchevole e inutile quanto quello sull’alleanza con il Pd» dice Marsili, sociologo, filosofo, animatore del movimento Diem25 «Uscire dall’euro non ci farà uscire dal neoliberismo. Il fondamentalismo di mercato dilaga a livello nazionale quanto e più che nelle istituzioni di Bruxelles. Prendiamo la Brexit, ad esempio», spiega. «Non si tratta di difendere l’Unione Europea a spada tratta o di salvarla a ogni costo. Anzi, andrà approntato un piano di azione nel caso di una sua possibile disintegrazione.

Si tratta invece di capire che il problema è più grande di una moneta. Che il problema non è uno spazio geografico o un confine. Basti pensare come sia proprio negli Stati Uniti – paese con piena sovranità monetaria se mai ce ne fu uno – che si è sviluppato lo slogan del 99% e in cui tutto ciò che rimproveriamo all’Unione è amplificato: un mercato finanziario ancora più rapace e diseguaglianze ancora più marcate, una classe politica ancora più succube delle grandi lobby e una democrazia così rotta da aver creato le condizioni per la vittoria di Donald Trump».

Anche la catastrofe della seconda guerra mondiale lasciò le coscienze degli europei plagiate da ideologie messianiche e pervase da forti tensioni politiche. Poi l’avvento della società dello spettacolo (Guy Debord) e dell’età postmoderna, che promuoveva i non luoghi spersonalizzati della contemporaneità, frantumando definitivamente il rapporto tra realtà e iperrealtà e creando simulacri perfettamente verosimili e universalmente idolatrati (Jean Baudrillard).

Boom economico, dollarizzazione dell’economia indotta dal Piano Marshall, capitalismo produttivo e welfare state concepirono una nuova razza di politica manageriale, perfettamente  incarnata dai democristiani italiani e tedeschi.

Ma l’aspetto messianico, legato soprattutto alle ideologie di sinistra, espressione dell’universalismo comunista e dell’ecumenismo cattolico, è tornato prepotente con la costruzione dell’Eurozona. Secondo il celebre giurista Joseph H.H.Weiler, che insegna alla New York University, questo messianismo politico è stato addirittura uno dei grandi pilastri su cui si è fondata l’Unione Europea: è l’idea di un’integrazione come «terra promessa che ci attende alla fine della strada», un «destino da raggiungere».

L’Occidente è intriso di messianismo teologico, fin dagli albori della sua storia, quale espressione di uno storicismo che prevede l’instaurarsi di un mondo nuovo di pace, benessere e giustizia, attraverso l’intervento del Messia divino. Dal Messia biblico al Cristianesimo poi, che distingue nettamente le figure del Cristo e del Regno, dai progetti politici degli Zeloti dell’epoca.

La cultura occidentale contemporanea, ad un primo sguardo secolarizzata, non sembra dunque aver sciolto completamente i legami con il messianismo, sia giudaico/cristiano che politico, ideologia polifonica e inesauribile,  attraversata da una forte tensione tra presente e futuro. Probabilmente proprio per questo nel corso dei secoli, ma sopratutto nel ’900, i suoi sviluppi sono stati imprevedibili, e hanno provocato eccidi di ogni genere.

Illuminanti le affermazioni di Marx quando denunciava l’avidità degli ebrei del suo tempo, che avevano foderato di sacralità il denaro, quel dio che derivava unicamente dalla proprietà fondiaria, dalla terra e dalla religione ad essa legata  (K.Marx, La questione ebraica).

Per questo il «sacro» diventa un usurpatore invisibile della lucidità razionale dell’età moderna, da sempre braccio armato del potere ed «instrumentum regni», viene celebrato oggi dalla tensione messianica della costruzione europea, che glorifica quotidianamente il monoteismo del mercato e della moneta. Ormai i riti liturgici del postmoderno non si officiano più nei luoghi del culto storico, ma nei non-luoghi del mercato e del commercio, nuovi templi del potere, dove le regole sono quelle della sopraffazione e dello sfruttamento.

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

1.04.2017

 

 

67 Commenti
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vocenellanotte
vocenellanotte
1 Aprile 2017 9:05

Un intervento insolitamente breve.
A margine del tema principale ho apprezzato la consapevolezza che non è la sovranità monetaria a fare la differenza per conquistare lo spirito dei popoli. Nello stretto e arido terreno della politica economica la sovranità è necessaria (Io direi pure parzialmente in quanto la storia ci insegna di come la sovranità sia sempre stata declinata a favore dei dominanti), ma non è sufficiente a creare prospettive di benessere, giustizia, salute, educazione, rispetto . . . cioè ciò di cui ha più bisogno l’Italia in questo momento.
Per quanto riguarda gli aspetti filosofici e sociali dell’intervento sarei più cauto nel ridurre tutto al messianesimo in senso negativo. Certo la UE lo ha fatto perché glielo abbiamo lasciato fare, ma trovo che la radice del messianesimo sia nella natura umana e le sue debolezze morali. Cioè il relativismo.

Rosanna Spadini
Rosanna Spadini
Risposta al commento di  vocenellanotte
1 Aprile 2017 10:16

Hai detto benissimo, non è la sovranità monetaria a fare la differenza per conquistare lo spirito dei popoli, però se uno stato assume la consapevolezza che la sovranità monetaria è indispensabile per riacquistare anche la sovranità politica, allora potrebbero rinascere gli stati nazione, e quindi riproporsi le uniche condizioni necessarie per creare prospettive di benessere … quanto al messianismo, non credo che appartenga alla natura umana, ma che sia all’origine della cultura cristiana, infatti mentre il mondo greco viveva la condizione del tempo ciclico, legato alle stagioni dell’eterno ritorno, quello cristiano invece inaugura con Agostino la concezione del tempo lineare, quel tempo proiettato verso il Regno dei cieli, assimilato poi tout court dalla cultura della produzione industriale, che mira direttamente alla manifattura del prodotto … però non ho capito il rapporto che ci sarebbe tra “debolezze morali” e “relativismo”, come tu dici …

fastidioso
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna Spadini
2 Aprile 2017 0:21

“proprio negli Stati Uniti – paese con piena sovranità monetaria”

Quando si parla di sovranità monetaria, (tralasciando quello che ha detto Conditi nel suo articolo suula moneta fiscale) io intendo quella di Giacinti Auriti e non quella di avere una FED (con tutti i presidenti, tranne uno “Fratelli maggiori….)!

fastidioso
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
2 Aprile 2017 1:13

Il fatto che ancora non ci sia non vuol dire che non bisogna tentare di realizzarla.
Magari il SIRE sarà un primo passo…

Lucio Brovedan
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna Spadini
2 Aprile 2017 19:05

Cattolica, piuttosto che cristiana o “cristica”, direi.
Il messianismo come concezione salvifica che, attraverso un intervento esterno (umano o “divino” poco cambia), deresponsabilizza l’individuo “garantendogli” grandi benefici, fino alla salvezza eterna a condizione di “pentirsi” e “credere”, e a prescindere dalle sue azioni precedenti, mi pare decisamente di stampo cattolico.
E proprio in questo tipo di “ismo” ha attecchito bene anche il dogma della collettivizzazione della proprietà dei mezzi di produzione come panacea universale, e condizione prima, per il benessere sociale.
Cattocomunismo, materialismo spiritualista, un ossimoro??
A parte la precisazione, apprezzo i suoi interventi, Rosanna Spadini, Grazie.

Tonguessy
Redazione CDC
1 Aprile 2017 9:07

Ho delle serie riserve su alcuni aspetti di questo articolo. Intanto il fatto che l’euro non sia la causa dei mali che ci affliggono è una tesi che svariati economisti hanno smentito. Che un sociologo ci dica che non è vero e non riesca a collegare l’euro al neoliberismo, e anzi attraverso la su organizzazione Diem25 e Varoufakis giunga a scrivere “Dopo
aver perso la lunga battaglia per il futuro finanziario della Grecia,
Yanis Varoufakis si è dedicato a un’altra causa: salvare l’Unione
Europea” non mi lascia dubbi sul vero scopo di certa sociologia. Quindi non esistono più le condizioni che permettano una critica alle bilance dei pagamenti esteri bloccate dalla moneta unica, il cui effetto si vede palesemente nella crisi greca di Varoufakis.
POi l’aspetto messianico: dimmi dove starebbe il Salvatore dell’umanità in questa accozzaglia di burocrati alla Ponzio Pilato. E’ vero che l’Occidente si basa su questo concetto, ma è altrettanto vero che nonsi veda all’orizzonte qualcuno in grado di rivestire quel ruolo senza cadere nel ridicolo. Sarebbe Trump sennò? Varoufakis?

Tsipras? Berlusconi? Salvini? Landini? Camusso? Chi è disponibile ad immolarsi per il bene dell’umanità?

Rosanna Spadini
Rosanna Spadini
Risposta al commento di  Tonguessy
1 Aprile 2017 10:45

Mah … non credo che la quadratura del cerchio potrà risolverla l’economia, piuttosto la POLITICA, la soluzione sarà soprattutto politica (se mai ci sarà) e non economica … perché tutte le teorie economiche sovraniste appaiono sostanzialmente valide, ma rimarranno semplicemente atti di fede, se una volontà POLITICA non se ne farà carico … di Lorenzo Marsili poi ho semplicemente riportato un’affermazione che mi è sembrata intelligente, e non ho certo sposato tutta la sua impostazione politica, che non condivido assolutamente, ma sul fatto che “uscire dall’euro non ci farà uscire dal neoliberismo” credo che non ci siano dubbi, anche perché la condizione sociale in Usa è molto peggio della nostra, eppure gli yankees non hanno l’euro, e invece possiedono la sovranità monetaria. Con messianismo invece ho voluto intendere, non tanto l’attesa di un messia, quanto l’attesa di un mondo migliore, di pace e di giustizia, che per i cristiani è il regno dei cieli, per i latini era l’età di Saturno … e per noi sembra essere l’Europa. Ma mentre per i latini quell’età stava all’origine della loro civiltà e non si sarebbe mai più riproposta, per il mondo cristiano l’attesa del regno dei cieli è una conquista concreta, una… Leggi tutto »

Tonguessy
Redazione CDC
Risposta al commento di  Rosanna Spadini
1 Aprile 2017 11:25

sulla quadratura del cerchio: se la politica è schiava e succube dell’economia, spiegami come se ne viene fuori. Se speri che la schiava in catene (politica) possa, in un accesso di consapevolezza, riprendersi il ruolo che le spetta, devi prima fornire delle chiavi analitiche in grado di fare chiarezza (e conseguentemente di spezzare quelle catene). Il già citato Debord spiega come oggi di viva in funzione della spettacolarizzazione. “Essere o apparire” avrebbe potuto dire Fromm. Oggi tutto appare mentre non è, e la politica è la prima della lista. Sul fatto che “uscire dall’euro non ci farà uscire dal neoliberismo” ci sono margini di discussione: se l’euro è la modalità principale attraverso cui si sviluppa il libero scambio (libera circolazione di merci, capitali e uomini) ecco che rendendolo inutilizzabile si obbligano le elites ad inventarsi nuovi paradigmi e strategie. Infine: se l’Europa ci è stata presentata come il paradiso in terra, ha però mancato di fornire il personaggio chiave in grado di catalizzare su di sé i guasti dell’impero, e farsi Salvatore in grado di liberare l’umanità tramite un riconoscimento universale delle proprie capacità taumaturgiche. Non esiste questo personaggio essenziale alla narrazione di colpa/espiazione cristiana, quindi siamo in piena laicità,… Leggi tutto »

Gino2
Gino2
Risposta al commento di  Tonguessy
1 Aprile 2017 11:34

non esiste neanche questa narrazione dell’europa come paradiso.
Ancora sento ” ” ” ” illustri ” ” ” commentatori rispondere a questo citando il progetto Erasmus…….. e ho detto tutto.
Nessuno è riuscito a propagandare l’europa unita realmente.
Questo mi fa concludere che l’europa unita è solo un tramite destinato a cambiare (e credo nell’europa a due velocità) altrimenti negli ultimi anni avremmo assistito a una propaganda martellante. Invece è una propaganda blanda di corto respiro. Non ci sono progetti a lunga scadenza non ci sono visoni per i futuro non ci sono risposte per le problematiche ormai attuali (robotizzazione, clima, crisi, cultura, migranti etc) se non risposte blande appena accennate.
Eppure basterebbe un piccolo sforzo per rilanciare il progetto europa ponendo al centro questi problemi, per lo meno in modo propagandistico per far abboccare la gente. Eppure non si vede nulla all’orizzonte. NOn credo mai che queste cose siano casuali, visto che esistono fini strateghi che sulla comunicazione e propaganda hanno fondato nazioni. Vedi gli USA nati e cresciuti con slogan, progetti, spazio, luna, guerre, slogan di democrazia e libertà, il valore della bandiera etcetc.

Tonguessy
Redazione CDC
Risposta al commento di  Rosanna
1 Aprile 2017 15:07

Appunto: manca il Salvatore. Prodi può essere chiunque tranne che un salvatore. Al massimo è uno dei tanti profeti neoliberisti, nulla più. Manca anche la necessaria consecutio: in base a cosa ” l’Europa fa parte del nostro DNA [e] attinge alle origini della civiltà cristiana”? I WASP più integerrimi d’oltreoceano contestano il neoliberismo come fonte di ateismo e socialismo, giungendo a proclamare la necessità del destino manifesto come unica risorsa per la liberazione dai malanni del neoliberismo. Evidentemente non sei al corrente dello scontro ai vertici che ha portato Trump alla Casa Bianca. Come mai gli USA hanno sovranità e neoliberismo? la risposta è fin troppo ovvia: hanno il dollaro, non il tallero o la dracma. Si possono cioè permettere qualsiasi abuso senza temere ritorsioni. Sulla questione fede/laicità; fu Kuhn a sottolineare come le rivoluzioni scientifiche siano sottoposte a “cambi di paradigma” esattamente come nelle questioni teologiche. Quindi non è una novità: anche se hanno dato per defunte le ideologie, restano sempre in vigore gli antichi costumi che vogliono i cambiamenti assoggettati a cambi di percezione, dove le antiche percezioni hanno comunque ampio spazio vitale prima di estinguersi. E comunque non hai risposto sulla questione politica schiava dell’economia, né sulla… Leggi tutto »

Tonguessy
Redazione CDC
Risposta al commento di  Rosanna
1 Aprile 2017 23:50

Andiamo per ordine. 1- Dove starebbe l’operazione mitica di separare le acque nel condurre la “realizzazione salvifica” della terra promessa? Chi sarebbe il Mosé della situazione? E tutte questo, eventualmente, cosa c’entrerebbe con il DNA? Ovvero con ciò che è insito nel destino (manifesto o meno che sia) di un popolo (o più popoli, per quello che conta)? DNA è facilmente identificato con inevitabile. Dove starebbe l’inevitabilità del neoliberismo? Rifiutare un DNA non è lo stesso di rifiutare una presunta “realizzazione salvifica”, spero tu ne voglia convenire. 2- l’aderenza ad una “adesione confessionale” o ad una ideologia (qualcuno mi spiega la differenza?) non ha bisogno di logica, ma di passione. Il che pone la dicotomia logica/passione sotto una luce inquietante, se vuoi. Ma è così che funziona. D’altronde i “secoli dei lumi” ci hanno ormai insegnato a diffidare della sola ragione. Quindi? 3- I WASP non sono antimperialisti (chi l’avrebbe mai detto?) ma hanno una serie di liturgie sconosciute ai mondialisti. Ho solo detto che bisogna starci attenti alle sottili differenze che il mondo puritano ci sta mettendo sotto al naso. 4- non puoi paragonare un imperialismo dantan come quello inglese con l’imperialismo degli USA. Il paragone non è valido.… Leggi tutto »

Gino2
Gino2
Risposta al commento di  Rosanna Spadini
1 Aprile 2017 11:25

Chiedo chiarimenti
Cosa è una volontà politica? Nel pratico, intendo.

Poi non è uscendo dall’euro che usciamo dal neolibrerismo, ma certo non possiamo uscirne se non diventiamo padroni della nostra moneta (condizione non sufficiente ma necessaria)

IL neolibrerismo è su scala macroscopica e non se ne esce con una manovra o con un cambio politico.
Le Elite che hanno il vero potere manovrano la politica e non ne sono manovrate e se possono infischiarsene di piccoli paesi come isanda e grecia non se ne infischiano certo dell’Italia.

Come scrivevo anche nell’articolo sulla moneta fiscale il problema non è trovare la soluzione, che è lampante visto che il problema è lampante, la questione è come liberarsi dal giogo del potere superiore. E su questo non ho mai sentito un briciolo di risposta da parte di nessuno.

fastidioso
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
2 Aprile 2017 0:53

“comunque la condizione economico sociale è appena meglio della nostra”

La disoccupazione è al livello più un basso in 11 anni intorno al 4% e dopo la Brexit ha conservato la tendenza.

fastidioso
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
2 Aprile 2017 17:15

E che c’entrano gli ammeregani ?
Ti riferivi all’UK, mi sembra…
In UK non lavora chi non ha voglia.
Poi qualsiasi lavoro uno faccia ha la paga minima di 7.5 sterline.

Ultimamente lungo la main street di una cittadina di 25.000 anime

ho notato affisse in vetrine di negozi richieste di personale.
In Italia ?

marcobaldi
marcobaldi
Risposta al commento di  Rosanna Spadini
1 Aprile 2017 13:51

“uscire dall’euro non ci farà uscire dal neoliberismo”
Certo. Vero.
Altrettanto vero che restare nell’Euro SICURAMENTE NON ci fara’ uscire dal neoliberismo.
Negarlo nel 2017 è grave.

L’ Euro e’ un metodo di governo: fascista (nel senso di strutturalmente e irrimediabilmente antidemocratico).
Punto. Negarlo oggi bolla automaticamente come cialtrone chi lo dice.
O peggio.
E la Spadini queste cose le sa da molti anni. Come me.

marcobaldi
marcobaldi
Risposta al commento di  Rosanna
1 Aprile 2017 18:38

Intanto prendiamo l’ unica strada percorribile. Uscire dall’ euro e’ solo il primo passo.

Qualsiasi programma che non metta CHIARISSIMAMENTE al primo punto USCIRE DAL’ EURO non avrà il mio voto.

fastidioso
Utente CDC
Risposta al commento di  marcobaldi
2 Aprile 2017 0:55

E NEANCHE IL MIO !

marcobaldi
marcobaldi
Risposta al commento di  Rosanna
4 Aprile 2017 23:24

Cara Rosanna.
Ci ero arrivato da solo 6 anni Fa. A capire che la prima barriera da abbattere era l’ euro.
POI. E DICO POI!.
Ho trovato poche persone all’ epoca che lo avevano capito nel mareagnium del “webbe”. Tra cui: Barnard; Preve; Bagnai e … una certa Rosanna.

Sei una delusione.

AlbertoConti
Redazione CDC
Risposta al commento di  Rosanna
2 Aprile 2017 11:29

“Uscire dall’euro non ci farà uscire dal neoliberismo”
…. è come dire che scappare dal fuoco non ci farà spegnere l’incendio. Certo, può anche essere vero. Ma hai mai visto un pompiere arrostito portare a termine il proprio compito?
Qui non si tratta di stabilire scale di priorità ideologiche (.. è più importante questo, no viene prima quest’altro, no il problema è più profondo, no …………. ecc. ecc.), quanto piuttosto di riconoscere il significato di “condizione necessaria”, nel senso proprio della logica matematica, che non perdona chi la ignora.
Ma occorre chiarirsi anche sul significato della “moneta” euro, che non è solo una moneta per come la intendono banchieri ed economisti da strapazzo, bensì un oggetto istituzionale carico d’ideologia, e al tempo stesso forte dei tecnicismi contrattuali che tale ideologia rendono concreta, obbligata, imposta, calata dall’alto e soprattutto senza possibilità alcuna d’alternativa. Chi sostiene che l’euro non è il vero problema implicitamente pensa che i principi di Maastricht, e successivi trattati e meccanismi attuativi, siano indipendenti dall’euro e dall’economia che su di esso si fonda, ovvero sostiene un enorme e plateale falsità, buona solo a deviare l’attenzione dalla sostanza del problema, consolidandone così le fondamenta su cui è radicato.

Lucio Brovedan
Utente CDC
Risposta al commento di  AlbertoConti
2 Aprile 2017 19:36

Ottima analogia (scappare dal fuoco e spegnere l’incendio)

marco schanzer
marco schanzer
1 Aprile 2017 11:40

L’analisi storica e’ , a grandi linee , corretta , pero’ , Spadini , dopo le , dannose , fesserie che ha scritto per anni , come lacche’; al servizio di Casaleggio , e’ il caso che si tenga in volo piu’ basso . La sua verginità , non tornera’ . Il protezionismo , per esempio , non e’ un atto brutale e miope , ma elementare buonsenso economico , che la finanza ha demonizzato . La Fed , ahimè , non e’ il governo USA . La reazione all’invasione , non si puo’ definire razzismo , in senso spregiativo , sia perché le speci umane esistono , e quindi accorgersene non e’ una cosa brutta , ma , di nuovo , semplice buon senso accoppato dai finanzieri , e perché la difesa della cultura e’ l’aspetto cruciale della necessaria reazione all’invasione . Ma , siamo alle ultime battute della umanita’ , non in una fase difficile . Tra inversione della selezione razziale e intellettuale , intelligenza artificiale , immoralita’ e follia dei governi , che la massa non oppone mai , sovrapopolazione e commercializazione dell’ambiente , rifiuto della eredita’ degli intellettuali del 1700-1800 per emozionarsi al liberismo qualunquista ,… Leggi tutto »

PietroGE
Utente CDC
1 Aprile 2017 12:03

C’è molta carne al fuoco in questo articolo e ci vorrebbe una discussione più approfondita di quella che si può fare in sede di commento. È vero che la situazione attuale assomiglia in molto alla Repubblica di Weimar, la crisi economica della classe media, l’insicurezza dovuta al percepito fallimento di un progetto di società (quella multietnica e multiculturale), l’emancipazionismo individuale che ha ormai raggiunto e superato la soglia del pericolo sociale, la crisi demografica e il timore dell’invasione, tutto si somma in una crisi di civiltà il cui sbocco non può che essere (per usare categorie vecchie e stantie) a destra perché la sinistra ormai non esiste più. Rimane il ritorno all’identità, che al momento si esplica nel sovranismo di tipo nazionale : confini e moneta, ma che può benissimo arrivare all’ambito religioso o anche razziale. “..il problema è più grande di una moneta” , esattamente. Il messianismo viene da lontano, dall’ebraismo ed è stato risolto dal cristianesimo (tranne che per gli ebrei) visto che per i cristiani il Messia è già venuto ed ha imposto la separazione tra stato e chiesa. Quella marxista è solo una caricatura del messianismo, una pseudo religione che ha trovato il suo giusto riposo… Leggi tutto »

Michael Guidara
Michael Guidara
1 Aprile 2017 15:15

I folli eurocrati atlantisti dell´ UE oramai si credono gli eredi dell´ eccezionalismo americano….Mi chiedo se ci sono o se ci fanno e quando sara´ la VERA scintilla che fara´ incazzare come bestie gli Americani (quelli veri di una volta ) e non gli imbastarditi americani atlantisti… Laddove per folli eurocrati leggi folli TEDESCHI:..

Giuseppe
Giuseppe
1 Aprile 2017 17:21

Mah, io dico che quello nella foto è un cartonato di Monti.

Michael Guidara
Michael Guidara
Risposta al commento di  Giuseppe
1 Aprile 2017 19:19

Lo strabico nella foto e´ il classico esempio di uno che ci vede lontano con la sua dedizione alla causa neuropea.. Gli altri giovinastri invece ( probabilmente tutti del Sud Italia ) sognano tutti l´ Erasmus e i locali notturni delle piu´ importanti citta´ europee….

Adriano Pilotto
Utente CDC
1 Aprile 2017 18:30

Non sono cuoco di professione, ma, ricordando mia madre quando preparava il minestrone, mi sembra di poter dire che non per il solo fatto che una sostanza è commestibile la puoi mettere assiemme a tutte le altre e aspettarti che ne esca qialcosa di appetitoso.

SanPap
Utente CDC
1 Aprile 2017 19:03

Anno Domini 1997 “Sin dagli inizi dell’Illuminismo, la fede nel progresso ha sempre messo da parte l’escatologia cristiana, finendo di fatto per sostituirla completamente. La promessa di felicità non è più legata all’aldilà, bensì a questo mondo. Emblematico della tendenza dell’uomo moderno è l’atteggiamento di A. Camus, il quale alle parole di Cristo “il mio regno non è di questo mondo” oppone con risolutezza l’affermazione “il mio regno è di questo mondo” Nel XIX secolo, la fede nel progresso era ancora un generico ottimismo che si aspettava dalla marcia trionfale delle scienze un progressivo miglioramento della condizione del mondo e l’approssimarsi, sempre più incalzante, di una specie di paradiso; nel XX secolo, questa stessa fede ha assunto una connotazione politica. Da una parte, ci sono stati sistemi di orientamento marxista che promettevano all’uomo di raggiungere il regno desiderato tramite la politica proposta dalla loro ideologia: un tentativo che è fallito in maniera clamorosa. Dall’atra ci sono tentativi di costruire il futuro attingendo, in maniera più o meno profonda, alle fonti delle tradizioni liberali. Questi tentativi stanno assumendo una configurazione sempre più definitiva, che va sotto il nome di Nuovo Ordine Mondiale; trovano espressione sempre più evidente nell’ONU e nelle Conferenze… Leggi tutto »

Rosanna Spadini
Rosanna Spadini
Risposta al commento di  SanPap
2 Aprile 2017 0:05

Ricordiamoci che esiste anche l’altro lato della forza, quindi proviamo e vedere le cose secondo una prospettiva diversa … io credo che proprio il messianismo cristiano ci stia portando sull’orlo del baratro, perché ci ha abituati attraverso i secoli all’adesione fideistica, empatica, utopica degli eventi, escludendo ogni tipo di argomentazione logico razionale … se siamo caduti nelle trappole della postmodernità è proprio per questo, perché non abbiamo usato il cervello, ma solo la fede … fede assoluta nella scienza, nella costruzione europea, nella democrazia, nella storia, nella politica, nelle istituzioni, nei governi, nell’euro, nell’Europa … senza mai mettere in discussione nulla … dunque che cosa ci poteva capitare di peggio? La scuola sacrifica l’ora di educazione civica, o di economia, o di politica intesa come studio dei problemi della polis, per l’ora di religione, quella non si tocca … quindi siamo tutti cresciuti all’interno di questa prospettiva provvidenziale utopistica dello storicismo più banale: c’è un dio che governa la storia, il fine ultimo sarà l’età dell’oro, quindi non dobbiamo preoccuparci di nulla perché tutto è stato preordinato per noi, che siamo comunque dotati di libero arbitrio … un’attesa escatologica, un futuro a venire, una visione di un mondo migliore, perché… Leggi tutto »

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna Spadini
3 Aprile 2017 9:05

E’ una tesi questa molto cara alla massoneria, uno degli argomenti con cui giustifica la sua volontà di abbattere la Chiesa cattolica; la sua proposta per superarla è una controchiesa messianica dove il Messia non è Gesù ma Lucifero. La vocazione messianica è presente sempre ovunque ci sia una struttura organizzativa piramidale, sia che si tratti di una massoneria, di un ordine cavalleresco, di un club, di un credo, di un partito (e non basta chiamarlo movimento per liberarsene). Il motivo è semplice, insito nella sua natura: io, struttura, ho qualcosa di nuovo da proporre; il nuovo (il vangelo) sono le parole del (gran) maestro (di natura divina o terrena, pensatore, veggente, profeta, medium, carismatico, sfrontato ciarlatano, guitto); gli apostoli si occupano di diffondere il vangelo, sono inizialmente quelli che hanno appreso il vangelo dalla viva voce del maestro, poi con il crescere della struttura, i più appassionati credenti; la crescita porta l’introduzione nella struttura di nuove idee, collegamenti ad altre strutture, contaminazioni insomma; ed ecco che compaiono i guardiani dell’ortodossia, i puri che combattono le contaminazioni, e con loro i tribunali, le pene e le redenzioni, le porte ( sante di chiese e carceri) che si aprono e chiudono… Leggi tutto »

Antonio XV
Utente CDC
1 Aprile 2017 19:34

Io lascerei stare Weimar…

Fabio Conditi
1 Aprile 2017 22:10

Grazie Rosanna di aver ricordato la vicenda dei MEFO della Germania, che dimostra ancora una volta, che la creazione di una qualche forma di denaro da parte dello Stato, se impiegati in un determinato settore dell’economia, provoca uno suo sviluppo enorme. E’ quello che sta succedendo all’economia finanziaria, che gestisce in esclusiva il potere monetario attraverso il sistema bancario privato, e che provoca l’arricchimento progressivo di una piccola percentuale della popolazione a scapito di tutti gli altri. Sono anche d’accordo con Marsili sui mercati finanziari e la divisione di ogni economia nell’1% che si arricchisce a scapito del 99% che sta sempre peggio, ma nessuno vuole mai scendere in profondità e capire quali sono i meccanismi perversi che favoriscono tutto ciò. Oggi gli Stati hanno smesso di esercitare un ruolo attivo nell’emissione monetaria, infatti in tutto il mondo è il sistema bancario che crea il denaro dal nulla attraverso i prestiti, causando l’aumento esponenziale del debito pubblico e privato di Stati, aziende e cittadini. Nell’economia ci sono due grandi gruppi di soggetti, quelli che creano e controllano il denaro, arricchendosi alle spalle degli altri, quelli che sono costretti a prenderlo in prestito, indebitandosi sempre di più e pagando continuamente interessi.… Leggi tutto »

Fabio Conditi
Risposta al commento di  Rosanna
2 Aprile 2017 9:05

LORO non molleranno mai, ma NOI neppure !!!

antonio maria cacciapuoti
antonio maria cacciapuoti
2 Aprile 2017 5:47

vogliamoci bene, che se non siamo capaci di farlo fra di noi non possiamo pretendere che gli altri ci amino; solo così possiamo superare ogni crisi. Il domani è domani, pensiamo all’oggi

gianni
Utente CDC
Risposta al commento di  antonio maria cacciapuoti
2 Aprile 2017 9:09

il problema e’ proprio quello : siamo molto piu’ cattivi di 50 anni fa , uno dei motivi e’ 72 anni senza guerra , gli ultimi 60 anni senza poverta’ e gli ultimi 100 anni senza una grande epidemia, insomma troppo tempo senza una grande sofferenza

Leo Pistone
Utente CDC
2 Aprile 2017 9:33

Questo video spiega perché quando si parla di euro e UE li si affronta con troppa faciloneria.
Soprattutto da parte di chi dice che non è l’euro il problema, quando sa perfettamente che è lo strumento con cui si sono potuti imporre nuovi rapporti nelle gerarchie di classe, nei modi di produzione e negli assetti sociali basati sull’impoverimento di massa, però fa finta di non accorgersene.
Il che non è altro da una nuova applicazione della squallida doppia morale in cui il PD eccelle storicamente ma che trova nuovi efficacissimi interpreti nei 5S.
Ci dicono che l’euro è irreversibile perché hanno causato un disastro di proporzioni immani che non non sanno come risolvere. Allora pensano che l’unico modo rimasto loro per salvarsi sia tirare la corda allo spasimo, sperando che non si spezzi.
https://youtu.be/4NofbmKV6TI

Leo Pistone
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
2 Aprile 2017 11:48

Il problema è appunto il neoliberismo e l’euro è il suo strumento primario. Per ridimensionare il predominio del primo, per forza di cose va scardinato il secondo. Per il resto rileggiti la risposta che mi hai dato qualche giorno fa riguardo all’elogio di Ventotene fatto dalla Raggi, nell’occasione in cui ha pensato solo a fare bella figura di fronte a Merkel & c. e senza il coraggio di una presa di posizione che avrebbe messo in difficoltà il Gentiloni che parla di prosperità mentre abbandona i terremotati al loro destino obbedendo al ricatto UE. Evidentemente non si desidera creare problema alcuno al PdC nella palese comunanza di intenti da parte dei 5S. Al di là delle chiacchiere, sono i fatti fatti a spiegare che oggi il M5S è solo una stampella per la continuazione delle politiche che ci hanno portato fin qui. Se ti senti offesa in prima persona dalla realtà il problema è solo tuo: vuol dire che conosci perfettamente la valenza di posizioni e azioni dalle finalità evidenti, che ritieni necessario sostenere per motivi che ancora una volta conosci solo tu. Quanto a certe proposte, delle quali va riconosciuta almeno la buona volontà, è evidente come siano del… Leggi tutto »

natascia
Utente CDC
2 Aprile 2017 10:24

Quello che mi lascia perplessa, è attribuire in questo momento di deserto culturale, un qualsiasi parallelismo con la repubblica di Weimar. A mio avviso la crisi culturale in atto non è facilmente inquadrabile in nessun momento storico del passato.

Gino2
Gino2
Risposta al commento di  Rosanna
2 Aprile 2017 19:02

Io batto sempre sullo stesso tasto, perchè continuo a non capire cosa è che non capite 🙂 Certamente! Un sistema che permetta di aumentare la moneta in circolazione risolverebbe tanti dei problemi attuali. L’economia si metterebbe istantaneamente in moto visto che di lavori per fare funzionare questo paese ce ne sono davvero troppi cosi come di disoccupati,manca appunto la “moneta” per pagarli questi lavori. Dunque ok. Ci siamo. Ma quello che mi domando è: davvero tutti sti mega cervelloni economisti non capiscono un fatto così semplice? Davvero non si capisce che basta dare un po’ di ossigeno a un paese come l’Italia che lo si aiuterebbe a risollevarsi e dunque anche a fare quelle riforme modernizzanti? Non è piu facile mettere d’accordo tassisti e UBER (tanto per fare un esempio) se i tassisti non sono con le pezze al culo? Ma davvero Draghi e gli economisti pensatori filosofi che gestiscono l’euro e l’europa non lo sanno? Siccome io non credo che loro debbano imparare l’ABC dell’economia ma credo che siano molto ma molto “sgamati”, come gia dicevo a Conditi, la soluzione non è sempre la soluzione. La soluzione è mettere in circolo moneta ma il problema è perchè ancora non… Leggi tutto »

Lucio Brovedan
Utente CDC
Risposta al commento di  Gino2
2 Aprile 2017 19:21

Le politiche economiche depressive sono funzionali a controllare la popolazione, pilotandone, attraverso i media, la frustrazione verso obiettivi sbagliati, favorendo scontri che lascino fuori i veri danti causa del diffuso malessere. Divide et impera.
Che poi i vari economisti, esperti ecc… (intervistati dagli stessi media) siano in mala fede oppure siano degli “utili idioti”, è un problema della loro insondabile coscienza.

Gino2
Gino2
Risposta al commento di  Lucio Brovedan
2 Aprile 2017 19:27

Si. è quello che dico.

Se siamo tutti senza acqua perchè qualcuno decide di doverci vendere le bottiglie e per questo chiude il rubinetto, inutile progettare acquedotti…….

Cosi mi viene da pensare che queste sono “soluzioni popolari” per chi non ha ben compreso il vero problema.
Quindi si progettano acquedotti megagalattici ma nessuno si preoccupa del fatto che bisogna andare nella sala di controllo e togliere di mezzo chi tiene chiuso il rubinetto con il lucchetto per i suoi porci comodi e guadagni!

e queste soluzioni farlocche ovviamente favoriscono chi tiene il rubinetto chiuso che resta al riparo muto muto e zitto zitto mentre si diverte a vedere la gente tirare su ogni genere di soluzione alternativa!

Gino2
Gino2
Risposta al commento di  Rosanna
3 Aprile 2017 9:27

vedi Rosanna, la tua risposta è identica a prima, cioè dici che dico cosse condivisibili ma poi ripeti la stessa cosa di prima. La volontà politica….. ancora non ho capito cosa sia! La politica e l’intera classe dirigente è da anni selezionata, legata, corrotta, implicata e annodata a doppio filo. Ci sono nel mezzo servizi segreti, massonerie etc. Per fare ciò che si è fatto fino a ora le persone scomode sono state eliminate in ogni modo compreso quello fisico e comprese le stragi. Sono stati fatti attentati, trattati segreti. Sono nati movimenti di protesta infiltrati, coordinati e gestiti proprio per contenere le proteste. I sindacati sono stati comprati, smembrati, corrotti. I mercati e i potenti hanno l’informazione e la contro informazione. Sono capaci di spiarti mentre fai pipì a casa tua e poi ricattarti Hanno spiato e spiano governi, persone aziende. Sono riusciti così a uccidere la Grecia senza pietà e senza alcuna possibilità di protestare, organizzare nulla, sono in una gabbia. E la tua risposta insiste ad essere “il SIRE”? Ho gia detto che potrebbe essere una idea anche se dipende sempre da come venisse implementata. MA alla luce di tutto ciò che realmente realmente accade, è possibile… Leggi tutto »

Gino2
Gino2
Risposta al commento di  Rosanna
3 Aprile 2017 10:06

chiamalo complottismo dozzinale, chiamalo come vuoi pur di non osservare e analizzare. Le lotte politiche si fanno e si vincono. Certamente. Ma fino a un certo livello.Oltre un certo livello i “frame” sono così saldi e definiti che chi si mette contro “muore” (in senso figurato e non). Tutta la nostra civiltà contemporanea vive in alcuni di questi frame. Il vero potere è sconosciuto e si nasconde dietro questi frame. Mi spiace che un interlocutore del tuo calibro (un docente) o fa finta o non è capace di andare oltre una analisi e una considerazione che francamente ritengo superficiale e cieca rispetto ai grossi “nodi” della società e della storia.

I movimenti culturali e politici sono sempre stati asserviti al potere, per chi guarda in profondità. Se poi analizziamo al livello di Domenica IN allora è un altro paio di maniche.

Gino2
Gino2
Risposta al commento di  Rosanna
3 Aprile 2017 12:37

ma quali ignote trame complottiste? Il vero potere non è conosciuto nel senso che non se ne parla. I nomi e cognomi ci sono (ma solo in alcuni casi) ma restano sconosciuti ai più perchè il main stream non se ne occupa e la stampa alternativa neanche. Sai cos’è la ert?

Continui a non dare risposte ma a tergiversare

“ci sono dei margini di lotta”
ma non dici come quando e perchè,supponendo che questi margini di lotta passino per i 5stelle. Senza analizzare nulla di questa supposizione,
Mi spiace io non ragiono in questa maniera “bloccata”.

Mi spiace non voglio essere sgarbato ma il tuo livello di visione delle cose è troppo superficiale, spero sia solo per fare propaganda al m5s.

Gino2
Gino2
Risposta al commento di  Rosanna
3 Aprile 2017 11:12

PS: Facccio notare che come in un qualunque talk show di bassa lega non appena si toccano certi temi non si risponde nel merito ma si accusa subito l’interlocutore di complottismo “basso” addirittura, a riprova che certi temi ormai non possono essere discussi nemmeno sulla cosiddetta informazione alternativa perchè alcuni individui generalmente di un preciso collocamento politico, hanno invaso questi spazi, disintegrando la possibilità di ampliamento della discussione e di approfondimento di temi, riportando sempre tutto alle mutande comprate coi rimborsi e al programma del 5stelle. Spazi che erano iberi non da ideologie ma almeno da precise connotazioni poliche, (gli altri commentavano su “il Giornale” o su “repubblica” massimo su “Il Fattoquotidiano” sono scomparsi perchè in ognuno di questi luoghi proliferano i “grillini”!
Per me questa è già una grandissima conferma. (informo la docente Rosanna che non ho 15 anni)

Gino2
Gino2
Risposta al commento di  Rosanna
4 Aprile 2017 10:19

Non ho affatto detto che è presuntuoso. Me lo stai mettendo in bocca tu.
I gruppi che hai citato sono “club” di potenti. Sono club noti. Non cadiamo nella ingenuità di credere che esista solo ciò che è noto. Anzi se sono noti significa che club più “pesanti” esistono senza essere noti. Il potere non è stupido e si mantiene al riparo. La stampa pubblica notizie e scandali su tutto ma certe famiglie, gruppi, situazioni non sono mai e poi mai toccati. Ricorda che fino a poco tempo fa se nominavi il bilderberg e i Rotschild ti ridevano dietro come se parlassi di omini verdi…….oggi sono cose accettate mentre altre non lo sono… E si chiama complottismo. Lo saranno fra qualche anno e il potere nel frattempo si è camuffato ancora.