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UE: il Messianismo e l’ombra di Weimar

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Uno spettro si aggira per l’Europa ed è un senso di smarrimento e paura.  Tra disfattismo e populismi, l’Unione Europea si trova sulla soglia di una svolta epocale e diverse sono le forze centrifughe che la attraversano in direzioni trasversali, si avverte ovunque un panico generalizzato e l’incapacità di rallentare e mettere a fuoco.

Ci sono date che hanno segnato un cambio di rotta traumatico nella storia occidentale, una di queste è la caduta del muro di Berlino, poi negli ultimi anni si è definitivamente affermata la percezione della fine di un ciclo storico.  Anni appunto, che hanno visto la più grande crisi migratoria che il continente abbia affrontato a partire dal secondo dopoguerra. La conferma dell’ascesa dei populismi, una battuta d’arresto del riformismo progressista in Italia (referendum costituzionale) e dell’europeismo in Gran Bretagna (Brexit), ma soprattutto  l’affermazione dell’autoritarismo protezionista alla Casa Bianca.

Dopo la crisi del 2008 l’UE ha visto accelerare brutalmente gli effetti della depressione economica, diffondersi  psicosi razziste persistenti, e alimentare le fobie del nichilismo. Accordi di Schengen sospesi o ristretti quasi ovunque e intere capitali militarizzate, con polizia e telecamere che controllano lo spazio pubblico e le coscienze, come la Los Angeles di «Città di quarzo» di Mike Davis.

Los Angeles città simbolo della globalizzazione, passata dalla militarizzazione degli edifici, alla creazione di barriere tra quartieri e spazi popolati da differenti strati sociali, fino alla trasformazione di lussuose ville in autentiche fortezze. La frammentazione dello spazio pubblico appare perfettamente funzionale allo stile di vita della classe medio alta, che rimodella anche le categorie simboliche del vivere sociale, dove il castello dei bianchi è diventato un luogo  blindato, ossessionato dalla sicurezza.

Una sorta insomma di medievalizzazione del territorio urbano, perché i caratteri totalitari del controllo sociale si sono ormai fusi con tendenze neo-medioevali di verticalizzazione del potere, nella feudalità sociale della rifrangente allucinazione del quarzo.

Tutto previsto del resto da Zygmunt Bauman, nel suo Liquid Fear, che aveva descritto i tempi della  globalizzazione, in cui la sicurezza interna degli Stati è sempre più percepita come «incolumità individuale», assicurata soltanto dalla «cultura del controllo», fornita di guardie private e di un proliferare di telecamere ovunque.

Quale Europa è uscita dal crollo del muro dunque? Quali margini di libertà rimangono aperti prima che collassi in una condizione definitiva di schiavitù?

Anche nella Germania del primo dopoguerra, sulle ceneri dell’impero, si diffuse miseria e frustrazione, in seguito alle clausole del Trattato di Versailles.  Nacque allora un forte desiderio di rivincita e rinascita, che si espresse nella straordinaria e tragica stagione della Repubblica di Weimar.

Nel febbraio 1919, nella città della Turingia, in pochi giorni si formò il primo governo guidato da Philipp Scheidemann, mentre a Berlino e nella Baviera in particolare la situazione restava molto tesa. La Repubblica di Weimar sopravviverà solo quindici anni, fino all’avvento di Adolf Hitler nel 1933 . Un mese dopo andava a fuoco il Reichstag e poi venivano bruciati i libri di scrittori, artisti e intellettuali che avevano inondato il mondo di opere universali.

Il filosofo Ernst Bloch descrisse quel periodo come una nuova «Età di Pericle». Fra le opere famose dell’ampio fermento culturale, denominato «cultura di Weimar», le caricature politiche di Otto Dix, John Heartfield e George Grosz, il movimento artistico della Neue Sachlichkeit, film come Metropolis di Fritz Lang, il movimento architettonico del Bauhaus, il funzionalismo di Ernst May e Bruno Taut e il cabaret decadente documentato da Christopher Isherwood. In campo musicale emergeva la musica atonale e moderna di Alban Berg, Arnold Schoenberg e Kurt Weill.

«L’Europa oggi è una gigantesca Weimar», dice Alex Foti, creatore di EuroMayDay «Le tre forze che hanno costruito l’Europa, cristianodemocratici, socialdemocratici e liberal, le stesse che furono al governo tra il 1919 e il 1933 in Germania, sono in difficoltà, sull’onda di trumpismo e putinismo. E l’Euro, quasi l’equivalente del ritorno al gold standard fra le due guerre, impone una politica deflazionista che favorisce precarizzazione e disoccupazione di massa».

Numerose affinità dunque con quel periodo. Già nel 1914, all’inizio della guerra, la Germania sospese la convertibilità aurea del marco, per finanziare la guerra, e in aggiunta all’emissione di obbligazioni di guerra, incominciò a stampare soldi. Però a partire dal 1919 dovette imbarcarsi tutte le spese di guerra, quindi cominciò a ristampare moneta finché il debito non fosse stato estinto, provocando però una iperinflazione selvaggia, terminata solo nel 1924, quando il governo smise di stampare.

Dal 1930 al 1932 operò l’ultimo cancelliere, Heinrich Brüning, che cercò di ridurre il peso del debito attraverso una politica deflattiva basata sull’aumento del tasso di sconto, forti riduzioni delle spese dello stato, aumento dei dazi doganali, riduzione dei salari e dei sussidi di disoccupazione. Politiche che esasperarono la popolazione, molto simili a quelle imposte dalla Commissione Europea oggi.

Poi, intervenne Hjalmar Schacht, ministro dell’economia della Germania nazista 1935-37, che utilizzò come leva la stampa mascherata di denaro, emettendo i MEFO, obbligazioni utilizzabili solo in Germania che valevano come il denaro, senza gravare sul bilancio pubblico e senza creare inflazione,  un banchiere che aveva conosciuto J.P. Morgan e Theodore Roosevelt.

«Il discorso sull’Euro a sinistra rischia di divenire stucchevole e inutile quanto quello sull’alleanza con il Pd» dice Marsili, sociologo, filosofo, animatore del movimento Diem25 «Uscire dall’euro non ci farà uscire dal neoliberismo. Il fondamentalismo di mercato dilaga a livello nazionale quanto e più che nelle istituzioni di Bruxelles. Prendiamo la Brexit, ad esempio», spiega. «Non si tratta di difendere l’Unione Europea a spada tratta o di salvarla a ogni costo. Anzi, andrà approntato un piano di azione nel caso di una sua possibile disintegrazione.

Si tratta invece di capire che il problema è più grande di una moneta. Che il problema non è uno spazio geografico o un confine. Basti pensare come sia proprio negli Stati Uniti – paese con piena sovranità monetaria se mai ce ne fu uno – che si è sviluppato lo slogan del 99% e in cui tutto ciò che rimproveriamo all’Unione è amplificato: un mercato finanziario ancora più rapace e diseguaglianze ancora più marcate, una classe politica ancora più succube delle grandi lobby e una democrazia così rotta da aver creato le condizioni per la vittoria di Donald Trump».

Anche la catastrofe della seconda guerra mondiale lasciò le coscienze degli europei plagiate da ideologie messianiche e pervase da forti tensioni politiche. Poi l’avvento della società dello spettacolo (Guy Debord) e dell’età postmoderna, che promuoveva i non luoghi spersonalizzati della contemporaneità, frantumando definitivamente il rapporto tra realtà e iperrealtà e creando simulacri perfettamente verosimili e universalmente idolatrati (Jean Baudrillard).

Boom economico, dollarizzazione dell’economia indotta dal Piano Marshall, capitalismo produttivo e welfare state concepirono una nuova razza di politica manageriale, perfettamente  incarnata dai democristiani italiani e tedeschi.

Ma l’aspetto messianico, legato soprattutto alle ideologie di sinistra, espressione dell’universalismo comunista e dell’ecumenismo cattolico, è tornato prepotente con la costruzione dell’Eurozona. Secondo il celebre giurista Joseph H.H.Weiler, che insegna alla New York University, questo messianismo politico è stato addirittura uno dei grandi pilastri su cui si è fondata l’Unione Europea: è l’idea di un’integrazione come «terra promessa che ci attende alla fine della strada», un «destino da raggiungere».

L’Occidente è intriso di messianismo teologico, fin dagli albori della sua storia, quale espressione di uno storicismo che prevede l’instaurarsi di un mondo nuovo di pace, benessere e giustizia, attraverso l’intervento del Messia divino. Dal Messia biblico al Cristianesimo poi, che distingue nettamente le figure del Cristo e del Regno, dai progetti politici degli Zeloti dell’epoca.

La cultura occidentale contemporanea, ad un primo sguardo secolarizzata, non sembra dunque aver sciolto completamente i legami con il messianismo, sia giudaico/cristiano che politico, ideologia polifonica e inesauribile,  attraversata da una forte tensione tra presente e futuro. Probabilmente proprio per questo nel corso dei secoli, ma sopratutto nel ’900, i suoi sviluppi sono stati imprevedibili, e hanno provocato eccidi di ogni genere.

Illuminanti le affermazioni di Marx quando denunciava l’avidità degli ebrei del suo tempo, che avevano foderato di sacralità il denaro, quel dio che derivava unicamente dalla proprietà fondiaria, dalla terra e dalla religione ad essa legata  (K.Marx, La questione ebraica).

Per questo il «sacro» diventa un usurpatore invisibile della lucidità razionale dell’età moderna, da sempre braccio armato del potere ed «instrumentum regni», viene celebrato oggi dalla tensione messianica della costruzione europea, che glorifica quotidianamente il monoteismo del mercato e della moneta. Ormai i riti liturgici del postmoderno non si officiano più nei luoghi del culto storico, ma nei non-luoghi del mercato e del commercio, nuovi templi del potere, dove le regole sono quelle della sopraffazione e dello sfruttamento.

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

1.04.2017

 

 

Pubblicato da Rosanna

Ho insegnato italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • vocenellanotte

    Un intervento insolitamente breve.
    A margine del tema principale ho apprezzato la consapevolezza che non è la sovranità monetaria a fare la differenza per conquistare lo spirito dei popoli. Nello stretto e arido terreno della politica economica la sovranità è necessaria (Io direi pure parzialmente in quanto la storia ci insegna di come la sovranità sia sempre stata declinata a favore dei dominanti), ma non è sufficiente a creare prospettive di benessere, giustizia, salute, educazione, rispetto . . . cioè ciò di cui ha più bisogno l’Italia in questo momento.
    Per quanto riguarda gli aspetti filosofici e sociali dell’intervento sarei più cauto nel ridurre tutto al messianesimo in senso negativo. Certo la UE lo ha fatto perché glielo abbiamo lasciato fare, ma trovo che la radice del messianesimo sia nella natura umana e le sue debolezze morali. Cioè il relativismo.

    • Rosanna Spadini

      Hai detto benissimo, non è la sovranità monetaria a fare la differenza per conquistare lo spirito dei popoli, però se uno stato assume la consapevolezza che la sovranità monetaria è indispensabile per riacquistare anche la sovranità politica, allora potrebbero rinascere gli stati nazione, e quindi riproporsi le uniche condizioni necessarie per creare prospettive di benessere … quanto al messianismo, non credo che appartenga alla natura umana, ma che sia all’origine della cultura cristiana, infatti mentre il mondo greco viveva la condizione del tempo ciclico, legato alle stagioni dell’eterno ritorno, quello cristiano invece inaugura con Agostino la concezione del tempo lineare, quel tempo proiettato verso il Regno dei cieli, assimilato poi tout court dalla cultura della produzione industriale, che mira direttamente alla manifattura del prodotto … però non ho capito il rapporto che ci sarebbe tra “debolezze morali” e “relativismo”, come tu dici …

      • fastidioso

        “proprio negli Stati Uniti – paese con piena sovranità monetaria”

        Quando si parla di sovranità monetaria, (tralasciando quello che ha detto Conditi nel suo articolo suula moneta fiscale) io intendo quella di Giacinti Auriti e non quella di avere una FED (con tutti i presidenti, tranne uno “Fratelli maggiori….)!

        • Appunto … e in quale eldorado contemporaneo sarebbe vigente questa fantomatica sovranità monetaria ??

          • fastidioso

            Il fatto che ancora non ci sia non vuol dire che non bisogna tentare di realizzarla.
            Magari il SIRE sarà un primo passo…

      • Lucio Brovedan

        Cattolica, piuttosto che cristiana o “cristica”, direi.
        Il messianismo come concezione salvifica che, attraverso un intervento esterno (umano o “divino” poco cambia), deresponsabilizza l’individuo “garantendogli” grandi benefici, fino alla salvezza eterna a condizione di “pentirsi” e “credere”, e a prescindere dalle sue azioni precedenti, mi pare decisamente di stampo cattolico.
        E proprio in questo tipo di “ismo” ha attecchito bene anche il dogma della collettivizzazione della proprietà dei mezzi di produzione come panacea universale, e condizione prima, per il benessere sociale.
        Cattocomunismo, materialismo spiritualista, un ossimoro??
        A parte la precisazione, apprezzo i suoi interventi, Rosanna Spadini, Grazie.

        • Grazie a te per il commento, profondo e sapiente … proprio così, una concezione salvifica che ci promette il paradiso in terra, una grande Europa, che ci avrebbe proiettato in una condizione sociale di pace e benessere, lavoro e ricchezza … certo però a condizione del nostro pentimento (debito pubblico), della confessione dei nostri peccati (welfare state), e naturalmente di un’offerta caritatevole (tasse e tributi) … decisamente di stampo cattolico.

  • Tonguessy

    Ho delle serie riserve su alcuni aspetti di questo articolo. Intanto il fatto che l’euro non sia la causa dei mali che ci affliggono è una tesi che svariati economisti hanno smentito. Che un sociologo ci dica che non è vero e non riesca a collegare l’euro al neoliberismo, e anzi attraverso la su organizzazione Diem25 e Varoufakis giunga a scrivere “Dopo
    aver perso la lunga battaglia per il futuro finanziario della Grecia,
    Yanis Varoufakis si è dedicato a un’altra causa: salvare l’Unione
    Europea” non mi lascia dubbi sul vero scopo di certa sociologia. Quindi non esistono più le condizioni che permettano una critica alle bilance dei pagamenti esteri bloccate dalla moneta unica, il cui effetto si vede palesemente nella crisi greca di Varoufakis.
    POi l’aspetto messianico: dimmi dove starebbe il Salvatore dell’umanità in questa accozzaglia di burocrati alla Ponzio Pilato. E’ vero che l’Occidente si basa su questo concetto, ma è altrettanto vero che nonsi veda all’orizzonte qualcuno in grado di rivestire quel ruolo senza cadere nel ridicolo. Sarebbe Trump sennò? Varoufakis?

    Tsipras? Berlusconi? Salvini? Landini? Camusso? Chi è disponibile ad immolarsi per il bene dell’umanità?

    • Rosanna Spadini

      Mah … non credo che la quadratura del cerchio potrà risolverla l’economia, piuttosto la POLITICA, la soluzione sarà soprattutto politica (se mai ci sarà) e non economica … perché tutte le teorie economiche sovraniste appaiono sostanzialmente valide, ma rimarranno semplicemente atti di fede, se una volontà POLITICA non se ne farà carico … di Lorenzo Marsili poi ho semplicemente riportato un’affermazione che mi è sembrata intelligente, e non ho certo sposato tutta la sua impostazione politica, che non condivido assolutamente, ma sul fatto che “uscire dall’euro non ci farà uscire dal neoliberismo” credo che non ci siano dubbi, anche perché la condizione sociale in Usa è molto peggio della nostra, eppure gli yankees non hanno l’euro, e invece possiedono la sovranità monetaria. Con messianismo invece ho voluto intendere, non tanto l’attesa di un messia, quanto l’attesa di un mondo migliore, di pace e di giustizia, che per i cristiani è il regno dei cieli, per i latini era l’età di Saturno … e per noi sembra essere l’Europa. Ma mentre per i latini quell’età stava all’origine della loro civiltà e non si sarebbe mai più riproposta, per il mondo cristiano l’attesa del regno dei cieli è una conquista concreta, una promessa tangibile e legittimata dalla passione di Cristo, che con la sua morte ci avrebbe liberato dal peccato, quindi ci avrebbe permesso di raggiungere il paradiso … e l’Europa come ci è stata presentata, attraverso una propaganda decennale, se non il paradiso in terra?

      • Tonguessy

        sulla quadratura del cerchio: se la politica è schiava e succube dell’economia, spiegami come se ne viene fuori. Se speri che la schiava in catene (politica) possa, in un accesso di consapevolezza, riprendersi il ruolo che le spetta, devi prima fornire delle chiavi analitiche in grado di fare chiarezza (e conseguentemente di spezzare quelle catene). Il già citato Debord spiega come oggi di viva in funzione della spettacolarizzazione. “Essere o apparire” avrebbe potuto dire Fromm. Oggi tutto appare mentre non è, e la politica è la prima della lista.
        Sul fatto che “uscire dall’euro non ci farà uscire dal neoliberismo” ci sono margini di discussione: se l’euro è la modalità principale attraverso cui si sviluppa il libero scambio (libera circolazione di merci, capitali e uomini) ecco che rendendolo inutilizzabile si obbligano le elites ad inventarsi nuovi paradigmi e strategie.
        Infine: se l’Europa ci è stata presentata come il paradiso in terra, ha però mancato di fornire il personaggio chiave in grado di catalizzare su di sé i guasti dell’impero, e farsi Salvatore in grado di liberare l’umanità tramite un riconoscimento universale delle proprie capacità taumaturgiche. Non esiste questo personaggio essenziale alla narrazione di colpa/espiazione cristiana, quindi siamo in piena laicità, seppure mutuata da una eredità storica. Insomma la Storia nasce monca, e si sviluppa su piani contrapposti e non intersecanti. Inutile forzare l’interpretazione su questo livello unico.

        • Gino2

          non esiste neanche questa narrazione dell’europa come paradiso.
          Ancora sento ” ” ” ” illustri ” ” ” commentatori rispondere a questo citando il progetto Erasmus…….. e ho detto tutto.
          Nessuno è riuscito a propagandare l’europa unita realmente.
          Questo mi fa concludere che l’europa unita è solo un tramite destinato a cambiare (e credo nell’europa a due velocità) altrimenti negli ultimi anni avremmo assistito a una propaganda martellante. Invece è una propaganda blanda di corto respiro. Non ci sono progetti a lunga scadenza non ci sono visoni per i futuro non ci sono risposte per le problematiche ormai attuali (robotizzazione, clima, crisi, cultura, migranti etc) se non risposte blande appena accennate.
          Eppure basterebbe un piccolo sforzo per rilanciare il progetto europa ponendo al centro questi problemi, per lo meno in modo propagandistico per far abboccare la gente. Eppure non si vede nulla all’orizzonte. NOn credo mai che queste cose siano casuali, visto che esistono fini strateghi che sulla comunicazione e propaganda hanno fondato nazioni. Vedi gli USA nati e cresciuti con slogan, progetti, spazio, luna, guerre, slogan di democrazia e libertà, il valore della bandiera etcetc.

        • Appunto, solo una volontà politica potrebbe far quadrare il cerchio, ma se l’Europa ci è stata presentata come la terra promessa, che ci avrebbe fatto vivere un’età dell’oro e della prosperità (Prodi: Con l’euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più), vuol dire che l’Europa fa parte del nostro DNA, attinge alle origini della civiltà cristiana, quindi sarà molto difficile cambiare pelle, soprattutto per una nazione come la nostra, che è stata dominata per lunghi secoli dalla chiesa di San Paolo, il divulgatore per eccellenza di questa promessa di riscatto e passione. Certo che l’euro è la modalità principale attraverso cui si sviluppa il libero scambio, però come mai gli Usa possiedono una loro sovranità monetaria, eppure il neoliberismo regna sovrano? (sempre questione di “regni” si parla) … ciò vuol dire che il vero problema è l’emissione pubblica della moneta, che dovrebbe essere stampata dallo stato e non dalle banche, visto che oggi è stampata per il 99,7 appunto dalle banche. Tu dici che siamo in piena laicità? a me sembra il contrario, perché al messianismo cristiano si è sostituito il messianismo neoliberista dell’Europa … passato assolutamente incontrastato e percepito come la promessa legittima da chi è stato abituato da secoli a procedere secondo fede e non secondo ragione.

          • Tonguessy

            Appunto: manca il Salvatore. Prodi può essere chiunque tranne che un salvatore. Al massimo è uno dei tanti profeti neoliberisti, nulla più. Manca anche la necessaria consecutio: in base a cosa ” l’Europa fa parte del nostro DNA [e] attinge alle origini della civiltà cristiana”? I WASP più integerrimi d’oltreoceano contestano il neoliberismo come fonte di ateismo e socialismo, giungendo a proclamare la necessità del destino manifesto come unica risorsa per la liberazione dai malanni del neoliberismo. Evidentemente non sei al corrente dello scontro ai vertici che ha portato Trump alla Casa Bianca.
            Come mai gli USA hanno sovranità e neoliberismo? la risposta è fin troppo ovvia: hanno il dollaro, non il tallero o la dracma. Si possono cioè permettere qualsiasi abuso senza temere ritorsioni.

            Sulla questione fede/laicità; fu Kuhn a sottolineare come le rivoluzioni scientifiche siano sottoposte a “cambi di paradigma” esattamente come nelle questioni teologiche. Quindi non è una novità: anche se hanno dato per defunte le ideologie, restano sempre in vigore gli antichi costumi che vogliono i cambiamenti assoggettati a cambi di percezione, dove le antiche percezioni hanno comunque ampio spazio vitale prima di estinguersi.

            E comunque non hai risposto sulla questione politica schiava dell’economia, né sulla mancanza di Salvatori dell’umanità nell’attuale scenario neoliberista.

            Resto anche stupito dalla tua citazione di un sito proeuro (Diem25) che con Prodi ha moltissimi punti in comune. Perchè accusi Prodi e difendi, citandolo, Diem25?

          • Ho risposto in maniera minuziosa a tutte le tue obiezioni, forse tu non hai letto attentamente, oppure non mi sono spiegata bene, quindi cercherò di essere più precisa:
            – l’Europa fa parte del nostro DNA e attinge alle origini della civiltà cristiana, perché ci è stata presentata come la terra promessa, quindi come avremmo fatto a rifiutarne la realizzazione salvifica?
            – chi è abituato da secoli alle adesioni confessionali solo in nome della fiducia, e oggi alle adesioni politiche per adesione ai frame culturali di appartenenza, non può certo essere in grado di ragionare secondo logica
            – sono perfettamente al corrente dello scontro ai vertici dei neocons che ha portato Trump alla Casa Bianca, ma le frange estreme degli WASP sono in minoranza, e forse tu non ti sei accorto che Trump rappresenta un neoliberismo drogato, che lascia intatto l’imperialismo dell’unica potenza economica e militare d’occidente … le sparate di Trump contro l’Europa sono solo provocazioni, tanto che il vicepresidente Prince è venuto poi a Bruxelles a fare il lavoro sporco e a sostenere ulteriormente quel baraccone che fa acqua da tutte le parti e che è destinato a disgregarsi …
            – d’accordo sul dollaro, ma non basta, perché anche gli UK, che non hanno mai avuto l’euro, non sono messi benissimo, quindi sono stati molto più danneggiati dal neoliberismo dei trattati, che dalla moneta, tanto che hanno deciso di uscire
            – perfettamente d’accordo con Kuhn, che assimila i “cambi di paradigma” delle questioni scientifiche con quelle teologiche … però tu mi dicevi che siamo in piena laicità e che il messianismo cristiano non farebbe parte del DNA nostro e dell’Europa.
            – la laicità non ha bisogno di nessun Salvatore, si serve solo della propria autonomia di giudizio, invece la terra promessa europea ne ha avuti diversi di salvatori: Prodi, Draghi, Adenauer, De Gasperi, Spinelli, Monnet, Delors …
            – per concludere mi sembra che tu stia cambiando le carte in tavola, perché come ti ho detto prima ho trovato la frase di Marsili condivisibile, e non ho “difeso nessuno” … l’Italexit non avverrà, perché l’Italia storicamente non è mai stata determinante in un’Europa gestita dai paesi del nord, più avanzati, neoliberisti e padroni … ti vorrei ricordare che facciamo parte dei Piigs, e i maiali da quel che ricordo non si sono mai ribellati al giogo cui sono stati sottoposti, forse solo in Orwell sono diventati dei tiranni …

          • Tonguessy

            Andiamo per ordine.
            1- Dove starebbe l’operazione mitica di separare le acque nel condurre la “realizzazione salvifica” della terra promessa? Chi sarebbe il Mosé della situazione? E tutte questo, eventualmente, cosa c’entrerebbe con il DNA? Ovvero con ciò che è insito nel destino (manifesto o meno che sia) di un popolo (o più popoli, per quello che conta)? DNA è facilmente identificato con inevitabile. Dove starebbe l’inevitabilità del neoliberismo? Rifiutare un DNA non è lo stesso di rifiutare una presunta “realizzazione salvifica”, spero tu ne voglia convenire.
            2- l’aderenza ad una “adesione confessionale” o ad una ideologia (qualcuno mi spiega la differenza?) non ha bisogno di logica, ma di passione. Il che pone la dicotomia logica/passione sotto una luce inquietante, se vuoi. Ma è così che funziona. D’altronde i “secoli dei lumi” ci hanno ormai insegnato a diffidare della sola ragione. Quindi?
            3- I WASP non sono antimperialisti (chi l’avrebbe mai detto?) ma hanno una serie di liturgie sconosciute ai mondialisti. Ho solo detto che bisogna starci attenti alle sottili differenze che il mondo puritano ci sta mettendo sotto al naso.
            4- non puoi paragonare un imperialismo dantan come quello inglese con l’imperialismo degli USA. Il paragone non è valido.
            5- su Kuhn. Forse non mi sono spiegato bene (o forse non conosci abbastanza Kuhn): non c’entra l’ambiente in cui si svliluppa il paradigma. Ateo o fideista che sia, tutti i cambiamenti avvengono per shift programmatico-percettivo. Non fa differrenza il pantalone a vita alta o bassa piuttosto che limbo si o limbo no (adesso non esiste più il limbo, una volta esisteva). Tutto questo NON ha nulla a che vedere con il messianismo, e lo ribadisco con veeemenza. Se hai indicazioni diverse ti prego di illustrarmele.
            6- nella metodologia e filologia cristiana esiste UN SOLO Salvatore. In qualsiasi altro universo ne possono esistere mille. Ma siamo in un altro universo. Tipicamente incompatibile con quella cristiano. Forse hai un’altra versione?
            7- Cambiare le carte in tavola? Se lo dici tu c’è da crederci…..ma argomentare è un’altra arte.

            NB. noto con dispiacere che eviti di rispondere riguardo alla schiavitù della politica.

          • Vabbè … mi ritengo vinta per sfinimento, perché sembra di assistere ad un dibattito tra sordi, comunque noto anch’io con piacere che:
            – non sono stata in grado di chiarire la mia idea di messianismo
            – nemmeno l’impedimento all’uso della logica cui siamo stati abituati da secoli di storicismo provvidenziale
            – non ho nemmeno capito la differenza tra gli WASP antiglobalisti e quelli mondialisti
            – il paragone tra il neoliberismo Usa e quello inglese non ha nessuna ragione di esistere
            – non conosco a fondo Kuhn, anzi forse non lo conosco nemmeno
            – nella metodologia e filologia cristiana esiste un solo Salvatore, ma che io parlassi secondo le categorie della cultura e non quelle del cristianesimo, non ti ha nemmeno sfiorato la mente
            – e alla fine non conosco nemmeno l’arte di argomentare …
            che dire ? avrò sbagliato blog.

      • Gino2

        Chiedo chiarimenti
        Cosa è una volontà politica? Nel pratico, intendo.

        Poi non è uscendo dall’euro che usciamo dal neolibrerismo, ma certo non possiamo uscirne se non diventiamo padroni della nostra moneta (condizione non sufficiente ma necessaria)

        IL neolibrerismo è su scala macroscopica e non se ne esce con una manovra o con un cambio politico.
        Le Elite che hanno il vero potere manovrano la politica e non ne sono manovrate e se possono infischiarsene di piccoli paesi come isanda e grecia non se ne infischiano certo dell’Italia.

        Come scrivevo anche nell’articolo sulla moneta fiscale il problema non è trovare la soluzione, che è lampante visto che il problema è lampante, la questione è come liberarsi dal giogo del potere superiore. E su questo non ho mai sentito un briciolo di risposta da parte di nessuno.

        • Sono perfettamente convinta che tu non abbia mai sentito una risposta convincente alla quadratura del cerchio, perché riprendersi la propria sovranità corrisponderebbe a combattere contro una dittatura finanziaria vera e propria, manifestatasi con l’Europa dei trattati e con la moneta unica, ma caldamente voluta dalla finanza Usa … però questa auspicata sovranità dovrà essere autentica, perché il denaro continua ad essere prodotto dalle banche private, non cambierà poi molto … visto che in UK l’euro non c’è mai stato, ma la sterlina è comunque prodotta dalle banche, e comunque la condizione economico sociale è appena meglio della nostra, anche se la ricchezza delle famiglie italiane resta la prima in UE, dato che sono proprietarie della loro abitazione nell’80% dei casi … ricchezza però oggi messa a dura prova dalla stagnazione. Ti ricordo anche che per uscire dai totalitarismi del ‘900 c’è voluta una guerra.

          • fastidioso

            “comunque la condizione economico sociale è appena meglio della nostra”

            La disoccupazione è al livello più un basso in 11 anni intorno al 4% e dopo la Brexit ha conservato la tendenza.

          • Certo, fastidioso (nomen omen) se ti ascolti le stime ufficiali … guardati questo video, poi mi sai dire, dato che la Rust Belt è quella regione compresa tra i Grandi Laghi fino al Midwest degli Stati Uniti, completamente devastata da declino economico, deindustrializzazione, spopolamento, deurbanizzazione, criminalità
            urbana … per di più negli Usa mancano tutte quelle tutele sociali, che il nostro welfare ci consente
            https://www.youtube.com/watch?v=GqfAzpTGPGo

          • fastidioso

            E che c’entrano gli ammeregani ?
            Ti riferivi all’UK, mi sembra…
            In UK non lavora chi non ha voglia.
            Poi qualsiasi lavoro uno faccia ha la paga minima di 7.5 sterline.

            Ultimamente lungo la main street di una cittadina di 25.000 anime

            ho notato affisse in vetrine di negozi richieste di personale.
            In Italia ?

      • marcobaldi

        “uscire dall’euro non ci farà uscire dal neoliberismo”
        Certo. Vero.
        Altrettanto vero che restare nell’Euro SICURAMENTE NON ci fara’ uscire dal neoliberismo.
        Negarlo nel 2017 è grave.

        L’ Euro e’ un metodo di governo: fascista (nel senso di strutturalmente e irrimediabilmente antidemocratico).
        Punto. Negarlo oggi bolla automaticamente come cialtrone chi lo dice.
        O peggio.
        E la Spadini queste cose le sa da molti anni. Come me.

        • E chi lo ha negato ? quindi non mi sembra che siamo governati da un sistema democratico, ma al contrario da un governo antidemocratico, che affonda le radici nel messianismo cristiano, che ci ha promesso un’età di pace e benessere, e al quale abbiamo aderito per convinzione di fede. Uscirne sarà molto dura, se non impossibile, non tanto dall’euro, quanto dal neoliberismo.

          • marcobaldi

            Intanto prendiamo l’ unica strada percorribile. Uscire dall’ euro e’ solo il primo passo.

            Qualsiasi programma che non metta CHIARISSIMAMENTE al primo punto USCIRE DAL’ EURO non avrà il mio voto.

          • fastidioso

            E NEANCHE IL MIO !

          • Beh … vedo che sei stato fedelmente fagocitato dagli sciamani dell’economia, che spargono in abbondanza dogmi fideistici imprescindibili … peccato però che ti manchino i numeri, perché le misere forze politiche che promettono l’età di saturno (a proposito di messianismo), sono la Lega e FdI, che in tutto faranno il 16/17% … quindi coraggio, la pazienza è la virtù dei forti.

          • marcobaldi

            Cara Rosanna.
            Ci ero arrivato da solo 6 anni Fa. A capire che la prima barriera da abbattere era l’ euro.
            POI. E DICO POI!.
            Ho trovato poche persone all’ epoca che lo avevano capito nel mareagnium del “webbe”. Tra cui: Barnard; Preve; Bagnai e … una certa Rosanna.

            Sei una delusione.

          • AlbertoConti

            “Uscire dall’euro non ci farà uscire dal neoliberismo”
            …. è come dire che scappare dal fuoco non ci farà spegnere l’incendio. Certo, può anche essere vero. Ma hai mai visto un pompiere arrostito portare a termine il proprio compito?
            Qui non si tratta di stabilire scale di priorità ideologiche (.. è più importante questo, no viene prima quest’altro, no il problema è più profondo, no …………. ecc. ecc.), quanto piuttosto di riconoscere il significato di “condizione necessaria”, nel senso proprio della logica matematica, che non perdona chi la ignora.
            Ma occorre chiarirsi anche sul significato della “moneta” euro, che non è solo una moneta per come la intendono banchieri ed economisti da strapazzo, bensì un oggetto istituzionale carico d’ideologia, e al tempo stesso forte dei tecnicismi contrattuali che tale ideologia rendono concreta, obbligata, imposta, calata dall’alto e soprattutto senza possibilità alcuna d’alternativa. Chi sostiene che l’euro non è il vero problema implicitamente pensa che i principi di Maastricht, e successivi trattati e meccanismi attuativi, siano indipendenti dall’euro e dall’economia che su di esso si fonda, ovvero sostiene un enorme e plateale falsità, buona solo a deviare l’attenzione dalla sostanza del problema, consolidandone così le fondamenta su cui è radicato.

          • Nessuno ha detto che l’euro non è il problema, anzi esattamente il contrario, l’euro e i trattati europei sono lo strumento con cui il neoliberismo ha applicato la sua forza devastante sull’Eurozona, con tutti gli esiti traumatici di stagnazione economica, demolizione del welfare, dumping salariale … di fronte a questo massacro, provocato da una vera e propria dittatura finanziaria, le forze populiste stanno facendo pressione con tutte le strategie possibili, mentre la Lega sostiene apertamente l’Italexit, ma non ha i numeri per realizzarla, quindi dovrà accodarsi ai soliti partiti di sempre, il M5S cerca di aggirare il problema con questa proposta dei CCF, come quella di Fabio Conditi … sarebbe un modo per risollevare l’economia e dare anche una spallata al sistema, considerando per altro che l’iniziativa avrebbe anche una portata POLITICA fondamentale, servirebbe cioè a ripristinare la facoltà dello stato di stampare moneta in proprio, senza bisogno di acquistarla ad usura da una banca privata e straniera, qual è la BCE. Però, il neoliberismo non sarà comunque eliminato, ci vorranno molte altre misure per debellare la trappola oligarchica. Ma intanto vediamo un po’ come vivono molte città degli USA della Rust Belt …
            https://www.youtube.com/watch?v=GqfAzpTGPGo

          • Lucio Brovedan

            Ottima analogia (scappare dal fuoco e spegnere l’incendio)

  • marco schanzer

    L’analisi storica e’ , a grandi linee , corretta , pero’ , Spadini , dopo le , dannose , fesserie che ha scritto per anni , come lacche’; al servizio di Casaleggio , e’ il caso che si tenga in volo piu’ basso . La sua verginità , non tornera’ . Il protezionismo , per esempio , non e’ un atto brutale e miope , ma elementare buonsenso economico , che la finanza ha demonizzato . La Fed , ahimè , non e’ il governo USA . La reazione all’invasione , non si puo’ definire razzismo , in senso spregiativo , sia perché le speci umane esistono , e quindi accorgersene non e’ una cosa brutta , ma , di nuovo , semplice buon senso accoppato dai finanzieri , e perché la difesa della cultura e’ l’aspetto cruciale della necessaria reazione all’invasione . Ma , siamo alle ultime battute della umanita’ , non in una fase difficile . Tra inversione della selezione razziale e intellettuale , intelligenza artificiale , immoralita’ e follia dei governi , che la massa non oppone mai , sovrapopolazione e commercializazione dell’ambiente , rifiuto della eredita’ degli intellettuali del 1700-1800 per emozionarsi al liberismo qualunquista , qualunque valore culturale va acchiappato come un salvagente .

    • Per la tua pace interiore io non sono lacchè di nessuno, se non della mia libertà di espressione e onestà intellettuale, ma tu che articolo hai letto, scusa ? visto che hai citato termini e concetti che io non mi sono nemmeno sognata di nominare, se mai ho solo accennato all’euro e al neoliberismo, ma soprattutto definendolo una sorta di messianismo dalla matrice cristiana … quindi “protezionismo, razzismo, invasione, selezione razziale, intelligenza artificiale, commercializzazione dell’ambiente” appartengono solo ad una tua mitologia metafisica, e non sono inerenti al tema proposto.

  • PietroGE

    C’è molta carne al fuoco in questo articolo e ci vorrebbe una discussione più approfondita di quella che si può fare in sede di commento. È vero che la situazione attuale assomiglia in molto alla Repubblica di Weimar, la crisi economica della classe media, l’insicurezza dovuta al percepito fallimento di un progetto di società (quella multietnica e multiculturale), l’emancipazionismo individuale che ha ormai raggiunto e superato la soglia del pericolo sociale, la crisi demografica e il timore dell’invasione, tutto si somma in una crisi di civiltà il cui sbocco non può che essere (per usare categorie vecchie e stantie) a destra perché la sinistra ormai non esiste più.
    Rimane il ritorno all’identità, che al momento si esplica nel sovranismo di tipo nazionale : confini e moneta, ma che può benissimo arrivare all’ambito religioso o anche razziale.
    “..il problema è più grande di una moneta” , esattamente.
    Il messianismo viene da lontano, dall’ebraismo ed è stato risolto dal cristianesimo (tranne che per gli ebrei) visto che per i cristiani il Messia è già venuto ed ha imposto la separazione tra stato e chiesa. Quella marxista è solo una caricatura del messianismo, una pseudo religione che ha trovato il suo giusto riposo nella pattumiera della storia. Il messianismo ogni tanto ritorna come farsa : il dio denaro, il mercato, il liberalismo individualista , serve solo a riempire il vuoto che la non cultura del dopoguerra ha provocato in Europa a partire dalla fine degli anni ’60.

    • Non ho toccato il tema del comunismo, diversamente sarei stata altrettanto critica … anche se il marxismo andrebbe calato nel suo tempo, e inteso soprattutto inizialmente come una strategia politico filosofica per liberare la condizione operaia dallo sfruttamento imperiale … però interessante la tua definizione “Quella marxista è solo una caricatura del messianismo”, io allora aggiungerei che mentre le caricature prima o poi crollano, il vero messianismo, quello di origine giudaico cristiana, è durato per secoli e secoli, e oggi si è ulteriormente trasformato in termini politico finanziari, nel monoteismo del mercato e nella terra promessa europea …

  • Michael Guidara

    I folli eurocrati atlantisti dell´ UE oramai si credono gli eredi dell´ eccezionalismo americano….Mi chiedo se ci sono o se ci fanno e quando sara´ la VERA scintilla che fara´ incazzare come bestie gli Americani (quelli veri di una volta ) e non gli imbastarditi americani atlantisti… Laddove per folli eurocrati leggi folli TEDESCHI:..

  • Giuseppe

    Mah, io dico che quello nella foto è un cartonato di Monti.

    • Michael Guidara

      Lo strabico nella foto e´ il classico esempio di uno che ci vede lontano con la sua dedizione alla causa neuropea.. Gli altri giovinastri invece ( probabilmente tutti del Sud Italia ) sognano tutti l´ Erasmus e i locali notturni delle piu´ importanti citta´ europee….

  • Adriano Pilotto

    Non sono cuoco di professione, ma, ricordando mia madre quando preparava il minestrone, mi sembra di poter dire che non per il solo fatto che una sostanza è commestibile la puoi mettere assiemme a tutte le altre e aspettarti che ne esca qialcosa di appetitoso.

  • SanPap

    Anno Domini 1997
    “Sin dagli inizi dell’Illuminismo, la fede nel progresso ha sempre messo da parte l’escatologia cristiana, finendo di fatto per sostituirla completamente. La promessa di felicità non è più legata all’aldilà, bensì a questo mondo. Emblematico della tendenza dell’uomo moderno è l’atteggiamento di A. Camus, il quale alle parole di Cristo “il mio regno non è di questo mondo” oppone con risolutezza l’affermazione “il mio regno è di questo mondo”
    Nel XIX secolo, la fede nel progresso era ancora un generico ottimismo che si aspettava dalla marcia trionfale delle scienze un progressivo miglioramento della condizione del mondo e l’approssimarsi, sempre più incalzante, di una specie di paradiso; nel XX secolo, questa stessa fede ha assunto una connotazione politica.
    Da una parte, ci sono stati sistemi di orientamento marxista che promettevano all’uomo di raggiungere il regno desiderato tramite la politica proposta dalla loro ideologia: un tentativo che è fallito in maniera clamorosa. Dall’atra ci sono tentativi di costruire il futuro attingendo, in maniera più o meno profonda, alle fonti delle tradizioni liberali. Questi tentativi stanno assumendo una configurazione sempre più definitiva, che va sotto il nome di Nuovo Ordine Mondiale; trovano espressione sempre più evidente nell’ONU e nelle Conferenze internazionali, in particolare quelle del Cairo e di Pechino, che, nelle loro proposte di vie per arrivare a condizioni di vita diverse, lasciano trasparire una vera e propria filosofia dell’uomo nuovo e del mondo nuovo. Una filosofia di questo tipo non ha più una carica utopica che caratterizzava il sogno marxista; essa è al contrario molto realistica, in quanto fissa i limiti del benessere, ricercato a partire dai limiti dei mezzi disponibili per raggiungerlo e raccomanda, per esempio, senza per questo cercarlo di giustificarsi, di non preoccuparsi della cura di coloro che non sono più produttivi o che non possono più sperare in una determinata qualità della vita. Questa filosofia, inoltre, non si aspetta più che gli uomini, abituatisi ormai alla ricchezza e al benessere siano pronti a fare i sacrifici necessari per raggiungere un benessere generale, bensì propone delle strategie per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità, affinché non venga intaccata la pretesa che taluni hanno raggiunto” ecc (peccato che sia troppo lungo in questo contesto, perché è molto interessante)
    cosi
    Joseph Card. Ratzinger nella prefazione a “Nuovo Ordine Mondiale – La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità” di Michel Schooyans – ed. San Paolo

    poi Benedetto XVI è stato pensionato e ci è stato dato un nuovo vescovo di Roma

    ma non è di questo che vorrei parlare: il Nuovo Ordine Mondiale è figlio, a quanto pare, del darwinismo sociale:
    “Può sembrare inclemente che un lavoratore reso inabile dalla malattia alla competizione con i suoi simili, debba sopportare il peso delle privazioni. Può sembrare inclemente che una vedova o un orfano debbano essere lasciati alla lotta per la sopravvivenza. Ciò nonostante, quando siano viste non separatamente, ma in connessione con gli interessi dell’umanità universale, queste fatalità sono piene della più alta beneficenza – la stessa beneficenza che porta precocemente alla tomba i bambini di genitori malati, che sceglie i poveri di spirito, gli intemperanti e i debilitati come vittime di un’epidemia”.

    ma è proprio vero che questo debba essere il principio informatore ?

    • Rosanna Spadini

      Ricordiamoci che esiste anche l’altro lato della forza, quindi proviamo e vedere le cose secondo una prospettiva diversa … io credo che proprio il messianismo cristiano ci stia portando sull’orlo del baratro, perché ci ha abituati attraverso i secoli all’adesione fideistica, empatica, utopica degli eventi, escludendo ogni tipo di argomentazione logico razionale … se siamo caduti nelle trappole della postmodernità è proprio per questo, perché non abbiamo usato il cervello, ma solo la fede … fede assoluta nella scienza, nella costruzione europea, nella democrazia, nella storia, nella politica, nelle istituzioni, nei governi, nell’euro, nell’Europa … senza mai mettere in discussione nulla … dunque che cosa ci poteva capitare di peggio? La scuola sacrifica l’ora di educazione civica, o di economia, o di politica intesa come studio dei problemi della polis, per l’ora di religione, quella non si tocca … quindi siamo tutti cresciuti all’interno di questa prospettiva provvidenziale utopistica dello storicismo più banale: c’è un dio che governa la storia, il fine ultimo sarà l’età dell’oro, quindi non dobbiamo preoccuparci di nulla perché tutto è stato preordinato per noi, che siamo comunque dotati di libero arbitrio … un’attesa escatologica, un futuro a venire, una visione di un mondo migliore, perché dominate da un’impostazione messianica – così erano le grandi narrazioni: l’illuminismo, il positivismo, il marxismo, che promettevano comunque un progresso, che fosse sociale o scientifico … ideologie della forza, che hanno proiettato l’umanità nell’attuale condizione postmoderna, dove nulla sembra avere più senso.

      • SanPap

        E’ una tesi questa molto cara alla massoneria, uno degli argomenti
        con cui giustifica la sua volontà di abbattere la Chiesa cattolica; la sua proposta per superarla è una controchiesa messianica dove il Messia non è Gesù ma Lucifero.
        La vocazione messianica è presente sempre ovunque ci sia una struttura organizzativa piramidale, sia che si tratti di una massoneria, di un ordine cavalleresco, di un club, di un credo, di un partito (e non basta chiamarlo movimento per liberarsene).
        Il motivo è semplice, insito nella sua natura: io, struttura, ho qualcosa di nuovo da proporre; il nuovo (il vangelo) sono le parole del (gran) maestro (di natura divina o terrena, pensatore, veggente, profeta, medium, carismatico, sfrontato ciarlatano, guitto); gli apostoli si occupano di diffondere il vangelo, sono inizialmente quelli che hanno appreso il vangelo dalla viva voce del maestro, poi con il crescere della struttura, i più appassionati credenti; la crescita porta l’introduzione nella struttura di nuove idee, collegamenti ad altre strutture, contaminazioni insomma; ed ecco che compaiono i guardiani dell’ortodossia, i puri che combattono le contaminazioni, e con loro i tribunali, le pene e le redenzioni, le porte ( sante di chiese e carceri) che si aprono e chiudono a comando, periodicamente, a pagamento.
        Un via percorsa centinaia di volte dall’uomo; cambiano i toni, i colori, i sapori, i modi di essere, ma sempre li stiamo: ve ne sono di democratiche se vuoi vi puoi liberamente aderire, di elitarie vi puoi appartenere solo su invito, di alcune l’esistenza è certa di alcune di altre si ipotizza, si mormora; alcune hanno vangeli filosofici, altre tecnologici, sociali, politici, ma c’è sempre un gran maestro con i suoi evangelisti che ci indicano la retta via (è il partito che indica la via al popolo o è il popolo che decide e delega i suoi rappresentanti), e i cavalieri di giustizia, i più puri, i più nobili, che ci riconducono sulla retta via se erriamo.
        In matematica questi oggetti che definiscono la via che i sistemi dinamici percorrono sono chiamati “Attrattori”.
        Il messianismo è un attrattore, molto potente, di cui la Chiesa cattolica non si avvale di modo esclusivo.

        • Giustissimo … allora possiamo anche risalire al confronto tra il messianismo dell’amministrazione Bush jr. e la tradizione idealista wilsoniana … oppure considerare la guerra all’Iraq come una vera guerra di religione, fanatismo degli Wasp contro il fanatismo dei terroristi … fondamentali sono il riferimento all’eredità wasp, il duplice accento sulla fede e la preghiera, l’individualismo, il messianismo, che costituiscono caratteristiche ricorrenti della religione civile americana … ancora una volta il messianismo, inteso come costruzione ideologica che presuppone una proiezione verso l’esterno, una missione di emancipazione e di civiltà da compiere nel nome del Signore, secondo la convinzione ormai nota che gli Usa sarebbero portatori di un mandato speciale nei confronti del mondo.

  • Antonio XV

    Io lascerei stare Weimar…

  • Grazie Rosanna di aver ricordato la vicenda dei MEFO della Germania, che dimostra ancora una volta, che la creazione di una qualche forma di denaro da parte dello Stato, se impiegati in un determinato settore dell’economia, provoca uno suo sviluppo enorme.
    E’ quello che sta succedendo all’economia finanziaria, che gestisce in esclusiva il potere monetario attraverso il sistema bancario privato, e che provoca l’arricchimento progressivo di una piccola percentuale della popolazione a scapito di tutti gli altri.
    Sono anche d’accordo con Marsili sui mercati finanziari e la divisione di ogni economia nell’1% che si arricchisce a scapito del 99% che sta sempre peggio, ma nessuno vuole mai scendere in profondità e capire quali sono i meccanismi perversi che favoriscono tutto ciò.
    Oggi gli Stati hanno smesso di esercitare un ruolo attivo nell’emissione monetaria, infatti in tutto il mondo è il sistema bancario che crea il denaro dal nulla attraverso i prestiti, causando l’aumento esponenziale del debito pubblico e privato di Stati, aziende e cittadini.
    Nell’economia ci sono due grandi gruppi di soggetti, quelli che creano e controllano il denaro, arricchendosi alle spalle degli altri, quelli che sono costretti a prenderlo in prestito, indebitandosi sempre di più e pagando continuamente interessi.
    Questo è il vero problema. Dobbiamo essere capaci di immaginare un mondo diverso, dove la moneta deve essere finalmente di proprietà dei cittadini e libera dal debito.

    • Grazie a te Fabio, perché ci dai sempre delle spiegazioni ragionate e competenti, ma soprattutto argomenti con particolare passione puntando direttamente all’unico obiettivo possibile per superare questa maledetta crisi: la produzione pubblica della moneta. Sembra una banalità, ma per poterla realizzare forse occorrerà ancora molto duro lavoro. Noto però con piacere che tu non demordi, quindi non perdiamo la rotta e avanti tutta !!

  • antonio maria cacciapuoti

    vogliamoci bene, che se non siamo capaci di farlo fra di noi non possiamo pretendere che gli altri ci amino; solo così possiamo superare ogni crisi. Il domani è domani, pensiamo all’oggi

    • gianni

      il problema e’ proprio quello : siamo molto piu’ cattivi di 50 anni fa , uno dei motivi e’ 72 anni senza guerra , gli ultimi 60 anni senza poverta’ e gli ultimi 100 anni senza una grande epidemia, insomma troppo tempo senza una grande sofferenza

  • Leo Pistone

    Questo video spiega perché quando si parla di euro e UE li si affronta con troppa faciloneria.
    Soprattutto da parte di chi dice che non è l’euro il problema, quando sa perfettamente che è lo strumento con cui si sono potuti imporre nuovi rapporti nelle gerarchie di classe, nei modi di produzione e negli assetti sociali basati sull’impoverimento di massa, però fa finta di non accorgersene.
    Il che non è altro da una nuova applicazione della squallida doppia morale in cui il PD eccelle storicamente ma che trova nuovi efficacissimi interpreti nei 5S.
    Ci dicono che l’euro è irreversibile perché hanno causato un disastro di proporzioni immani che non non sanno come risolvere. Allora pensano che l’unico modo rimasto loro per salvarsi sia tirare la corda allo spasimo, sperando che non si spezzi.
    https://youtu.be/4NofbmKV6TI

    • Scusa Leo Pistone, ma anche tu stai cambiando le carte in tavola, peccato perché ti ricordavo come una persona disponibile al dialogo … nessuno ha mai detto che l’euro non è il problema, quello te lo sei inventato tu, se mai io ho detto che uscire dall’euro non ci libererà dal neoliberismo, perché dati alla mano, anche nei paesi che hanno sovranità monetaria il massacro della classe media è in atto da tempo, forse non ricordi il primo Occupy Wall Street del 2011… i nuovi rapporti nelle gerarchie di classe, nei modi di produzione e negli assetti sociali basati sull’impoverimento di massa, sono stati applicati anche in USA e UK, dove esiste una sovranità monetaria … la squallida doppia morale appartiene a te e a tutti quelli come te che vogliono assolutamente avere tutta la ragione dalla loro parte, offendendo coloro che hanno opinioni diverse, perché se non te ne sei accorto anch’io cerco una soluzione all’euro, magari attraverso altre strategie, come fa del resto anche Fabio Conditi … e poi è inutile che posti video esplicativi, il problema lo conosco meglio di te, ma sto cercando una modalità più flessibile e magari più efficace per uscire dalla gabbia totalitaria … la prossima volta vai ad offendere qualcun altro, grazie mille !!!

      • Leo Pistone

        Il problema è appunto il neoliberismo e l’euro è il suo strumento primario.
        Per ridimensionare il predominio del primo, per forza di cose va scardinato il secondo.

        Per il resto rileggiti la risposta che mi hai dato qualche giorno fa riguardo all’elogio di Ventotene fatto dalla Raggi, nell’occasione in cui ha pensato solo a fare bella figura di fronte a Merkel & c. e senza il coraggio di una presa di posizione che avrebbe messo in difficoltà il Gentiloni che parla di prosperità mentre abbandona i terremotati al loro destino obbedendo al ricatto UE. Evidentemente non si desidera creare problema alcuno al PdC nella palese comunanza di intenti da parte dei 5S.

        Al di là delle chiacchiere, sono i fatti fatti a spiegare che oggi il M5S è solo una stampella per la continuazione delle politiche che ci hanno portato fin qui.

        Se ti senti offesa in prima persona dalla realtà il problema è solo tuo: vuol dire che conosci perfettamente la valenza di posizioni e azioni dalle finalità evidenti, che ritieni necessario sostenere per motivi che ancora una volta conosci solo tu.

        Quanto a certe proposte, delle quali va riconosciuta almeno la buona volontà, è evidente come siano del tutto inadeguate non a risolvere ma solo a rapportarsi ai veri problemi causati dalla moneta unica che trova i suoi sostenitori anche tra i 5S, proprio in quanto sostengono che la sua revoca sia inutile.

        Connolly lo spiega nel modo più comprensibile, per chiunque voglia ascoltare. Dai calcoli del suo istituto, l’euro dovrebbe valere 0,34 dollari se rapportato ai fondamentali economici del Club Mediterranee, ma 2.54 dollari se rapportato a quelli dell’area del marco.

        Per risolvere un contrasto così profondo e ormai insanabile, i tedeschi dovrebbero cedere a vita il 10% del loro PIL ogni anno, per una somma pari a 7000 miliardi di euro, oppure la speculazione tedesca dovrebbe rassegnarsi a perdere il 70% delle ricchezze che ha accumulato nell’era della moneta unica.
        Altrimenti i paesi del sud, dopo essere stati sottoposti ai salassi inenarrabili che conosciamo, dovrebbero trovarsi con economia e retribuzioni crollate a meno del 20% del loro valore.

        Entrambe le ipotesi sono impercorribili e nei loro confronti a nulla valgono i temini di prima media spacciati per discorsi ufficiali e men che meno la supercazzola con cui nel concreto si dà un contributo nel continuare a distogliere l’attenzione pubblica dai problemi reali, nell’attesa che la corda
        finisca fatalmente con lo spezzarsi.

        Alle conseguenze catastrofiche di tale evento chi si è adoperato con tanto zelo per evitarne la comprensione avrà contribuito in prima persona.
        Gridare istericamente non servirà a molto per dissimulare l’evidenza dei fatti.

        • No, il problema è tuo … diversamente qual è il senso di questa frase ? chi sono i nuovi efficacissimi interpreti dei 5S ? Ti ripropongo quello che hai detto, ed ora traducilo in linguaggio comprensibile, con le dovute scuse, perché qualche anno fa a proposito delle ingiurie gratuite che Bagnai usava verso i dissidenti del suo gufypensiero, ovvero consiglio di votare Lega, e di appoggiare la solita casta, tu avresti detto che le offese screditano chi le fa … dunque tu stai facendo pari pari al tuo ducetto di Pescara, flessibilità mentale zero … “Il che non è altro che una nuova applicazione della squallida doppia morale in cui il PD eccelle storicamente ma che trova nuovi efficacissimi interpreti nei 5S.”

  • natascia

    Quello che mi lascia perplessa, è attribuire in questo momento di deserto culturale, un qualsiasi parallelismo con la repubblica di Weimar. A mio avviso la crisi culturale in atto non è facilmente inquadrabile in nessun momento storico del passato.

    • Alcune affinità ci sono, per esempio la politica di austerity sostenuta da Heinrich Brüning, con il tentativo di ridurre il peso del debito attraverso una politica deflattiva, le forti riduzioni delle spese dello stato, la riduzione dei salari e dei sussidi di disoccupazione … politiche insomma che esasperarono la popolazione, molto simili a quelle imposte dalla Commissione Europea oggi. E poi intervenne la scelta di Hjalmar Schacht, ministro dell’economia della Germania nazista 1935-37, che utilizzò come leva la stampa mascherata di denaro, emettendo i MEFO, obbligazioni utilizzabili solo in Germania che valevano come il denaro, senza gravare sul bilancio pubblico e senza creare inflazione, la cui manovra finanziaria riuscì a risollevare l’economia … così come oggi l’adozione del SIRE potrebbe risolvere il problema della scarsa moneta in circolazione e dare una spallata al sistema euro.

      • Gino2

        Io batto sempre sullo stesso tasto, perchè continuo a non capire cosa è che non capite 🙂
        Certamente! Un sistema che permetta di aumentare la moneta in circolazione risolverebbe tanti dei problemi attuali. L’economia si metterebbe istantaneamente in moto visto che di lavori per fare funzionare questo paese ce ne sono davvero troppi cosi come di disoccupati,manca appunto la “moneta” per pagarli questi lavori. Dunque ok. Ci siamo.

        Ma quello che mi domando è: davvero tutti sti mega cervelloni economisti non capiscono un fatto così semplice?
        Davvero non si capisce che basta dare un po’ di ossigeno a un paese come l’Italia che lo si aiuterebbe a risollevarsi e dunque anche a fare quelle riforme modernizzanti?
        Non è piu facile mettere d’accordo tassisti e UBER (tanto per fare un esempio) se i tassisti non sono con le pezze al culo?
        Ma davvero Draghi e gli economisti pensatori filosofi che gestiscono l’euro e l’europa non lo sanno?

        Siccome io non credo che loro debbano imparare l’ABC dell’economia ma credo che siano molto ma molto “sgamati”, come gia dicevo a Conditi, la soluzione non è sempre la soluzione.
        La soluzione è mettere in circolo moneta ma il problema è perchè ancora non si fa e non si è fatto e non viene permesso? Perchè la BCE finanziando la Grecia ha dato i soldi ai privati invece di permettere all’economia di ripartire?
        Perchè tutti i soldi dati all’Italia sono finiti nelle banche e non nell’economia reale?
        Quindi il problema non è come risollevare l’economia (visto che la soìluzione è semplice: mettere danaro in circolo) ma perchè non ce la fanno risollevare!!!

        Insisto suu questo punto perchè continuo a non avere risposte da nessuno, nessuna considerazione solo soluzioni pronte ma al problema sbagliato.
        HO scritto a Barnard sulla sua MMT diverse volte spiegandogli che la MMT è ovvia, ma perchè una cosa tanto ovvia non viene applicata per lo meno nelle emergenze???

        Per cui ritengo che il SIRE pur esseno una delle facili e banali soluzioni non è la risposta ai nostri problemi!
        NOn so se mi sono spiegato!

        Se siamo tutti senza acqua la soluzione è piu acqua. OK lo capisce anche il mio criceto!

        Aggiungo un PS: Questi sono sistemi per risolvere una crisi
        Ancora non avete capito che vi dovete sempre fare una domanda semplice semplice: Ma crisi…..per chi?
        Quando vi accorgerete che la crisi è solo dei popoli mentre le lobby si arricchiscono capirete che le vostre soluzioni sono di fondo sbagliate perchè rivolte a un problema inesistente!

        • Lucio Brovedan

          Le politiche economiche depressive sono funzionali a controllare la popolazione, pilotandone, attraverso i media, la frustrazione verso obiettivi sbagliati, favorendo scontri che lascino fuori i veri danti causa del diffuso malessere. Divide et impera.
          Che poi i vari economisti, esperti ecc… (intervistati dagli stessi media) siano in mala fede oppure siano degli “utili idioti”, è un problema della loro insondabile coscienza.

          • Gino2

            Si. è quello che dico.

            Se siamo tutti senza acqua perchè qualcuno decide di doverci vendere le bottiglie e per questo chiude il rubinetto, inutile progettare acquedotti…….

            Cosi mi viene da pensare che queste sono “soluzioni popolari” per chi non ha ben compreso il vero problema.
            Quindi si progettano acquedotti megagalattici ma nessuno si preoccupa del fatto che bisogna andare nella sala di controllo e togliere di mezzo chi tiene chiuso il rubinetto con il lucchetto per i suoi porci comodi e guadagni!

            e queste soluzioni farlocche ovviamente favoriscono chi tiene il rubinetto chiuso che resta al riparo muto muto e zitto zitto mentre si diverte a vedere la gente tirare su ogni genere di soluzione alternativa!

          • Scusa Gino2, le cose che dici sono perfettamente condivisibili, ma forse ti è sfuggito un particolare, che la crisi è voluta dal sistema finanziario, che ci guadagna alla grande … gli speculatori finanziari e le banche rappresentano una categoria favorita, perché sono protagonisti senza volto dei disastri economici, i veri grandi speculatori poi hanno il potere di indebolire fino al collasso l’economia di un paese, di deprimere il valore di una moneta, di far saltare i governi (vedi Berlusconi), di far crollare le borse, di spingere alle stelle i prezzi delle materie prime, di portare al fallimento grandi società. Quindi le cose non cambieranno finché non ci sarà una volontà politica che si faccia carico di applicare un programma economico alternativo, che potrebbe essere proprio il Sire, proposto da Conditi … ma finché non ci sarà questo governo che fa saltare il tavolo della finanza la ruota della fortuna continuerà a girare a vuoto per le istanze del popolo.

          • Gino2

            vedi Rosanna, la tua risposta è identica a prima, cioè dici che dico cosse condivisibili ma poi ripeti la stessa cosa di prima.
            La volontà politica….. ancora non ho capito cosa sia!
            La politica e l’intera classe dirigente è da anni selezionata, legata, corrotta, implicata e annodata a doppio filo. Ci sono nel mezzo servizi segreti, massonerie etc. Per fare ciò che si è fatto fino a ora le persone scomode sono state eliminate in ogni modo compreso quello fisico e comprese le stragi. Sono stati fatti attentati, trattati segreti.
            Sono nati movimenti di protesta infiltrati, coordinati e gestiti proprio per contenere le proteste. I sindacati sono stati comprati, smembrati, corrotti. I mercati e i potenti hanno l’informazione e la contro informazione. Sono capaci di spiarti mentre fai pipì a casa tua e poi ricattarti Hanno spiato e spiano governi, persone aziende.

            Sono riusciti così a uccidere la Grecia senza pietà e senza alcuna possibilità di protestare, organizzare nulla, sono in una gabbia.

            E la tua risposta insiste ad essere “il SIRE”?
            Ho gia detto che potrebbe essere una idea anche se dipende sempre da come venisse implementata.
            MA alla luce di tutto ciò che realmente realmente accade, è possibile per un paese staccarsi dall’ultra neoliberismo stampando la sua moneta? CHi lo dovrebbe fare?
            Un gruppo di persone contro il resto del mondo e del potere?

            Chi lo dovrebbe fare, il movimento 5stelle in cui non si sa bene chi decide (si sa benissimo a dire il vero) in cui uno dei padri fondatori Grilllo, implicato anche lui nella P2 ha fatto una carriera sfavillante parlando benissimo e agendo in maniera falsa s subdola?

            (Almeno uno delle persone che morì nell’incidente famoso in cjui Grillo venne condannato era un esponente di spicco della P2, cose mai dette, cose segrete a cui nemmeno la stampa si è aggrappata per distruggere Grillo perchè sono argomenti tabu, ad altro rischio esplosivo!

            HO seguito per anni Grillo e ho imparato bene le sue tecniche comunicative con cui pur denunciando nefandezze spingeva poi per soluzioni che erano ciò che il potere diceva.

            Grillo dopo aver fatto campagne sulla privacy per anni ha contribuito in maniera determinante a una legge sulla privacy che è l’opposto della tutela della privacy.
            Una delle cose che farebbe il governo 5stelle è fare un registro delle Lobby come in america regolarizzando e legittimando di fatto il lobbismo, tutte cose in linea con il potere.

            Voi ancora credete che un movimento fatto di “ragazzi meravigliosi” che però si bevono tutto quanto viene detto loro, con a capo una persona subdola, arrivista, implicato nella storia d’italia che nonostante la sua facciata ha sempre spalleggiato e aiutato il pèotere che denunciava, sia la salvezza di questo paese.

            Siccome queste sono considerazioni da gente non informata, superficiale, che non sa mettere in fila i fatti della storia credo che sia tutto tempo perso! )

          • Ma per carità … non facciamo del complottismo dozzinale, perché bisognerebbe saper distinguere tra le lotte politiche che si fanno in nome della civiltà e le false flag che ci somministra il mainstream … da quello che ricordo azioni politiche come il NO alle Olimpiadi e la forte riduzione per la cubatura dello stadio della Roma non mi sembra che abbiano uguali, ma dato che i frame comunicativi dicono altro, allora bisogna seguire la rotta già selezionata … dunque tutto è gestito dalla massoneria, oppure dagli hacker russi, battaglie contro la TAP non servono a nulla, contro la corruzione, contro i trattati, contro il declino della partecipazione democratica … allora perché non prendersi una vacanza alle Fiji e magari trasferirsi direttamente là ??
            https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/videos/1144962735615789/

          • Gino2

            chiamalo complottismo dozzinale, chiamalo come vuoi pur di non osservare e analizzare. Le lotte politiche si fanno e si vincono. Certamente. Ma fino a un certo livello.Oltre un certo livello i “frame” sono così saldi e definiti che chi si mette contro “muore” (in senso figurato e non). Tutta la nostra civiltà contemporanea vive in alcuni di questi frame. Il vero potere è sconosciuto e si nasconde dietro questi frame. Mi spiace che un interlocutore del tuo calibro (un docente) o fa finta o non è capace di andare oltre una analisi e una considerazione che francamente ritengo superficiale e cieca rispetto ai grossi “nodi” della società e della storia.

            I movimenti culturali e politici sono sempre stati asserviti al potere, per chi guarda in profondità. Se poi analizziamo al livello di Domenica IN allora è un altro paio di maniche.

          • Perfetto !! allora perché perdiamo tempo a discutere se tutto è già preordinato in partenza, ci sono gli eletti e gli esclusi, quindi dato che noi siamo a priori già esclusi, non vedo perché dobbiamo perdere tempo inutilmente … il vero potere non è sconosciuto, vive a Wall Street, ed ha nomi e cognomi, quindi è inutile cercare ignote trame complottiste, per di più oggi grazie al web ci sono ampie possibilità di ricerca, poi non è una sorpresa che le nostre vite siano determinate dal capitale, ma ci sono sempre dei margini di lotta, per frenare almeno la demolizione dei diritti e del benessere ormai in atto da tempo.

          • Gino2

            ma quali ignote trame complottiste? Il vero potere non è conosciuto nel senso che non se ne parla. I nomi e cognomi ci sono (ma solo in alcuni casi) ma restano sconosciuti ai più perchè il main stream non se ne occupa e la stampa alternativa neanche. Sai cos’è la ert?

            Continui a non dare risposte ma a tergiversare

            “ci sono dei margini di lotta”
            ma non dici come quando e perchè,supponendo che questi margini di lotta passino per i 5stelle. Senza analizzare nulla di questa supposizione,
            Mi spiace io non ragiono in questa maniera “bloccata”.

            Mi spiace non voglio essere sgarbato ma il tuo livello di visione delle cose è troppo superficiale, spero sia solo per fare propaganda al m5s.

          • Gino2

            PS: Facccio notare che come in un qualunque talk show di bassa lega non appena si toccano certi temi non si risponde nel merito ma si accusa subito l’interlocutore di complottismo “basso” addirittura, a riprova che certi temi ormai non possono essere discussi nemmeno sulla cosiddetta informazione alternativa perchè alcuni individui generalmente di un preciso collocamento politico, hanno invaso questi spazi, disintegrando la possibilità di ampliamento della discussione e di approfondimento di temi, riportando sempre tutto alle mutande comprate coi rimborsi e al programma del 5stelle. Spazi che erano iberi non da ideologie ma almeno da precise connotazioni poliche, (gli altri commentavano su “il Giornale” o su “repubblica” massimo su “Il Fattoquotidiano” sono scomparsi perchè in ognuno di questi luoghi proliferano i “grillini”!
            Per me questa è già una grandissima conferma. (informo la docente Rosanna che non ho 15 anni)

          • Il complottismo è una cosa seria, quindi deve essere comunque sostenuto da fonti, documenti, esperienze, testimonianze, non va lasciato semplicemente al giudizio del primo sito che s’incontra o al primo video che ci capita di vedere su Youtube … le identità dei signori della terra hanno nomi e cognomi, non sono oscure parvenze o generiche identità … si chiamano appunto Bilderberg, Trilateral, Commissione Europea, Bce, Fmi, Federal Reserve, Troika … comunque grazie per il consiglio, vado subito a togliere l’appellativo “docente”, hai ragione, è troppo presuntuoso.

          • Gino2

            Non ho affatto detto che è presuntuoso. Me lo stai mettendo in bocca tu.
            I gruppi che hai citato sono “club” di potenti. Sono club noti. Non cadiamo nella ingenuità di credere che esista solo ciò che è noto. Anzi se sono noti significa che club più “pesanti” esistono senza essere noti. Il potere non è stupido e si mantiene al riparo. La stampa pubblica notizie e scandali su tutto ma certe famiglie, gruppi, situazioni non sono mai e poi mai toccati. Ricorda che fino a poco tempo fa se nominavi il bilderberg e i Rotschild ti ridevano dietro come se parlassi di omini verdi…….oggi sono cose accettate mentre altre non lo sono… E si chiama complottismo. Lo saranno fra qualche anno e il potere nel frattempo si è camuffato ancora.