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Trump sta spingendo Germania e Russia a mettersi Insieme?

DI  TOM LUONGO

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Summit?  Questo non è un Summit? Solo quattro chiacchiere tra amici.

Il fascino del tour fatto da Vladimir Putin in Germania e in Austria lo scorso fine settimana è un segnale significativo del cambiamento che verrà.

Secondo gli Stati Uniti e per la stampa europea, Putin è solo a un passo o due dalla reincarnazione di Hitler e questo serve soprattutto a mantenere l’ordine istituzionale post Seconda Guerra Mondiale. Ma Putin non è altro che una persona implacabilmente paziente che va avanti nella sua linea diplomatica, anche quando i leader europei, come la Merkel, trattano male sia lui che la Russia. La Merkel, dopotutto, è il principale portavoce e alleato politico di The Davos Crowd che crede di governare il mondo.

La condotta del suo Ministero degli Esteri guidato da Sergei Lavrov è sempre in perfetto equilibrio tra schiettezza e diplo-speak. Quindi, sono rimasto sorpreso nel vedere le foto ufficiali di un suo incontro con la Merkel, che lo ritraggono in una luce positiva. Putin vestito in blu chiaro e grigio, la Merkel in verde, una fontana sullo sfondo e loro che si guardano negli occhi, come in una bella chiacchierata domenicale. Se non lo sapessi, penserei che stanno pensando di tirare fuori le foto dei nipotini, beh, almeno quelle dei nipoti di Putin.

Il modo di presentare le cose è importante e questa immagine racchiude quello che entrambe le parti volevano comunicare. Questo incontro è l’inizio di un cambiamento-in-meglio nel rapporto tra Germania e Russia.

E la domanda è perché?

La risposta più ovvia è la pressione messa su entrambi i paesi da Donald Trump per effeto delle sanzioni e dei dazi ed il loro interesse comune per il gasdotto Nordstream 2.

Ma questo incontro è andato ben oltre, specialmente dopo che il Ministro degli Esteri della Merkel, Heiko Maas, ha coraggiosamente proclamato che l’Europa ha bisogno di un’alternativa al sistema dei pagamenti elettronici internazionali, SWIFT, per mantenere in vita il commercio globale, perché gli USA stanno continuando ad armare il dollaro USA.

Gli Stati Uniti hanno appena sequestrato altri $ 5 miliardi di dollari agli “oligarchi russi” utilizzando il Credit Suisse come loro braccio armato.

Ancora una volta, la domanda è: perché?

Perché la Merkel avrebbe permesso a Maas di fare questa dichiarazione pubblica e perché questa notizia ha avuto una eco internazionale tanto forte su The Financial Times?

Perché la Merkel si scambia false occhiate dolci con Putin che, come Trump,  rappresenta una minaccia esistenziale al mantenimento del suo ruolo politico  e che, inoltre, è quello che ha in mano il pendolo che può allontanare dal globalismo?

Se l’obiettivo di Trump, come presentato da gran parte della stampa europea  (e come dice QUI Gilbert Doctorow),  è di riconquistare una completa sottomissione dell’Europa al dominio americano, allora questa mossa sembra controproducente.

Lo SWIFT e la Giustizia?

Lo SWIFT è la leva principale su cui poggia gran parte del potere USA per imporre le sanzioni, perché è per mezzo dello SWIFT che si possono tracciare le transazioni, bloccare i pagamenti e applicare le multe. Il fatto che nulla di tutto ciò sia strettamente legale è assolutamente irrilevante nel gioco della politica del potere.

Banche come il Credit Suisse non possono funzionare se non hanno accesso allo SWIFT.

Quindi devono cedere alle pressioni. Ecco perché la risposta dei leader dell’UE all’uscita di Trump dal JCPOA è stata molto più cortese che mordace. Perché le misure messe in atto per proteggere le imprese europee dalla rappresaglia USA, non hanno nessun peso in rapporto ai miliardi di perdite che si profilerebbero per le stesse imprese.

Un esempio: La francese Total ha un accordo multimiliardario con l’Iran per le esplorazioni petrolifere .

La risposta della Merkel?  $18 milioni in aiuti all’Iran per i danni subiti. E’ difficile pensare ci sia equità, vero?

E’ qualcosa che mina essenzialmente la credibilità di una UE, che si mostra senza denti e, nel caso del presidente dell’Unione europea Donald Tusk, incapace a difendere un governo che non è appoggiato da The Davos Crowd e che Trump non considera assolutamente.

Quindi, di nuovo, la domanda è: perché?

Tutto sembra una incredibile contraddizione, a volte persino per un osservatore stanco e cinico come me. Fino a quando non ci si ferma un momento e si cerca di guardare da una prospettiva più grande per farsi la domanda più importante di tutte.

Quali sono i veri obiettivi di Trump?

E’ bello avere degli Obiettivi

Ne ho già parlato in passato. Il vero obiettivo di Trump è la distruzione dell’ordine istituzionale del secondo dopoguerra che, nella sua mente, sta dissanguando il tesoro degli Stati Uniti con enormi disavanzi commerciali.

E questo in una parola significa … NATO.

L’obiettivo di Trump è la dissoluzione della NATO. La vuole smantellata perché provoca la fuga massiccia della base di capitale USA. Costruire armi e mantenere basi militari in Europa è costoso e ora quei soldi servono qui, negli USA, e lui lo sa.

Anche solo un semplice accenno ha provocato in The Davos Crowd  sintomi di apoplessia. Per cui subito dopo  Helsinki  tutti sono impazziti. Da qui, la spinta a mettere Trump sotto tiro con la Stormy Freaking Daniels. È tanto patetico.

A giugno scrissi che l’uscita di Trump dalla JCPOA faceva parte della sua strategia per far leva e cambiare i rapporti esistenti tra gli Stati Uniti e la Germania.

The Davos Crowd  ha bisogno di questo accordo per mantenere il sogno di riportare il potere del mondo dagli Stati Uniti in Europa, mantenendo basso il presso dell’energia iraniana e in vigore il conflitto tra Israele-Arabia Saudita contro l’Iran e fomentando il caos globale, pur di evitare che la Russia torni ad essere un paese ricco.

È tutto necessario che per farci credere che abbiamo bisogno della NATO per proteggerci dall’inevitabile attacco russo, che prima o poi dovrà arrivare, dopo tutte le provocazioni. E questo che permette  di lasciar scorrere il denaro attraverso le banche e i lobbisti mentre gli Stati Uniti restano a secco, dovendo pagare le spese per tutto il complesso dell’industria-militare.

Il problema è che quello che ci raccontano è tutta mondezza. E malgrado questa implacabile Russia che insiste, fin da prima che Trump fosse eletto, gli americani vogliono la pace con la Russia, non la guerra.

La Polonia e i Paesi baltici sembrano bambini che fanno i capricci perché “la Russia minaccia di aggredirli”.

Questo è il motivo per cui Trump sta facendo pressione anche sulla Turchia, perché sa bene che l’Europa sarenne molto vulnerabile per una implosione della Turchia. Turchia e Germania sono partner commerciali importanti e la maggior parte dell’esposizione valutaria della Turchia è di proprietà delle banche europee, cosa che rende, come ho già detto, la bomba del debito turco, come un Ground Zero.

Quindi la domanda finale è questa.

Questo era il vero obiettivo di Trump fin dall’inizio? È questo l’argomento di cui Trump e Putin hanno discusso a porte chiuse a Helsinki?

La leva della NATO

Trump sta lavorando per assicurarsi un riavvicinamento tra Germania e Russia, facendo leva sulla NATO e attaccando le fondamenta dell’economia tedesca?

La Merkel, da parte sua, si è indebolita così tanto con la sua politica sull’immigrazione e con il suo forte approccio al dissenso che questo vorticoso week-end con Putin si è risolto più a suo vantaggio, politicamente, che non a vantaggio di Putin?

Il fatto è che se la Merkel vuol mantenere il potere con la sua debole coalizione, a guardare i sondaggi,  sembra giunto il momento di cambiare direzione. E se questo significa fare le fusa con la Russia, allora così sia.

La Merkel continuerà a giocare la sua bella partita su Crimea e Ucraina, mentre Putin parlerà direttamente al popolo tedesco sulla fine della crisi umanitaria in Siria, per far comprendere che la minaccia di altri immigrati sta per finire.

Questa però non è la posizione dichiarata della Merkel e mina gli obiettivi di George Soros sulla distruzione della cultura europea e a questo punto, come riuscirà la Merkel a continuare a parlare senza dover tradire la sua vera fede politica?

E questo il punto è ciò che rende le implicazioni di questo Summit-che-Non-c’è-stato tanto interessante.

E se questo è davvero il punto, il futuro del mondo sta tutto sulle elezioni di medio termine e sul fatto se Trump sarà o non sarà incriminato per rapporti sessuali con un paio di pornostar.

Però, mi fa un po’ schifo scriverlo.

 

Tom Luongo

Fonte: https://tomluongo.me

Link: https://tomluongo.me/2018/08/23/trump-pushing-germany-russia-together/

23.08,2018

 

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario

Un commento

  1. l’obiettivo di Trump ( e questo e’ ancor piu’ vero se rivince le elezioni) e’ di spaccare l’Europa; il classico Divide et Impera. Da una parte – quella filoamericana – con Inghilterra, Svizzera, Italia, Polonia e in seconda battuta Norvegia, Paesi Bassi e Republica Ceca; dall’altra parte quei paesi che orbiteranno intorno alla Germania o Germania-Francia.