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Trump, la Cia e la Baia dei Porci…

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DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

La vicenda delle fake news contro Donald Trump sta dimostrando che esiste uno stato profondo trasversale che sta cercando di sovvertire il risultato elettorale, con metodi a dir poco spregiudicati. Il fatto è inquietante, ed è la prima volta che succede nel post elezioni americane, si ricorda il caso di Al Gore contro G.W.Bush, ma quella fu una storia diversa e meno rappresentativa di un cambio d’epoca. Sembra invece che stavolta il conflitto sia destinato a durare a lungo, anche oltre l’insediamento. Donald Trump dunque, come il sergente Raymond Prantiss Shaw, candidato per il ruolo di Vice Presidente degli Stati Uniti, e teleguidato dalla Manchurian Global, mentre il nuovo presidente sarebbe stato favorito da un manipolo di hacker russi e telecomandato da Putin.

Una forte offensiva, a dieci giorni dall’insediamento, è partita da un documento di 35 cartelle, che però  appare come totalmente inaffidabile, grossolanamente pieno di errori e contraddizioni. Il suo autore sembra essere un anonimo ex agente del Mi6 britannico, Christopher Steele, probabilmente assoldato da un’agenzia privata di Washington che stava lavorando per raccogliere materiali compromettenti per i candidati di entrambi i partiti concorrenti.

BuzzFeed Newsdocumento fake ex agente britannico ha pubblicato poi il documento completo per cercare di fare chiarezza sull’episodio. Il falso Intelligence Dossier ritrae Trump come burattino nelle mani di Mosca, sottoposto alla sua supervisione per almeno cinque anni, lascia intendere che l’Intelligence russa avrebbe ricattato il neo presidente a causa dei suoi atti sessuali perversi. Una volta pubblicato da BuzzFeed è diventato subito virale, i media (CNN in particolare) ci hanno marciato alla grande, svelando il tentativo di destabilizzare la presidenza Trump, come il riflesso di un’operazione accuratamente pianificata, una cospirazione nel vero senso della parola, che mira all’impeachment per alto tradimento nei confronti del neo presidente. Negli uffici della CNN si affollano le gole profonde dei servizi segreti, la corazzata mediatica dell’élite americana e il megafono universale di tutte le fake news del mainstream mondiale.

intelligence usa simili nazismoUna vera e propria caccia alle streghe, avviata dalla Casa Bianca di Obama, continua a confondere il popolo americano, sottoponendo al buonsenso comune due quesiti fondamentali:

– fino a che punto la CIA, che non è stata in grado di produrre alcuna prova, è intervenuta nei risultati post elettorali, proprio come ha fatto nel corso degli anni in tanti altri Paesi?
– anche se le accuse sono infondate, comunque i continui interventi (razzismo, nazismo, misoginia, depravazione … ) hanno irrimediabilmente inquinato l’ordine costituzionale della successione presidenziale?

In seguito, l’Ufficio del Direttore della National Intelligence ha pubblicato una versione declassificata del rapporto della comunità di intelligence sulla Assessing Russian Activities and Intentions in Recent US Elections, scritto da CIA, FBI e NSA. Il rapporto include una valutazione analitica redatta e coordinata tra le tre agenzie dei servizi segreti, Central Intelligence Agency (CIA), il Federal Bureau of Investigation (FBI), e The National Security Agency (NSA). Riporta la motivazione e la portata delle intenzioni di Mosca per quanto riguarda le elezioni negli Stati Uniti, l’utilizzo di strumenti informatici e le campagne mediatiche di Mosca per influenzare l’opinione pubblica.

 

 

Per l’Intelligence americana non ci sono dubbi, c’è la longa manus del Cremlino dietro gli hackers che hanno violato i sistemi informativi Usa con l’obiettivo «di minare la fiducia dell’opinione pubblica americana nel processo elettorale democratico, denigrare Hillary Clinton ed impedire che venisse eletta presidente degli stati Uniti». Un atto di accusa gravissimo, scritto nero su bianco nel rapporto (cinquanta pagine) che i servizi di spionaggio Usa (è firmato dal direttore della National Intelligence James Clapper) hanno consegnato ad Obama e poi al nuovo presidente.

direttore della Cia, John Brennan, non aveva ltro da fareInsomma la macchina del fango dei vertici dello spionaggio Usa (che Trump ha già deciso di sostituire praticamente in blocco), James R. Clapper, insieme al capo uscente della CIA John Brennan, e al direttore del FBI James Comey, appare ogni giorno più aggressiva e spregiudicata.

Nel testo i capi delle agenzie di intelligence Usa dicono che l’hackering ordinato dal Cremlino «rappresenta la più recente espressione del desiderio di Mosca di minare l’ordine democratico liberale Usa» … quindi «con operazioni segrete come i cyber-attacchi e anche con interventi a volto scoperto da parte di agenzie governative russe, media finanziati da Mosca, intermediari di terze parti (Wikileaks) e attività a pagamento di troll», Putin avrebbe rinnovato una nuova guerra fredda digitale per favorire l’elezione di Donald Trump.

fake news caccia alle streghe«È una caccia alle streghe» risponde il nuovo presidente al New York Times un paio d’ore prima dell’incontro con i capi dell’Intelligence.

Mai nella storia degli  Stati Uniti i media avevano così audacemente interferito nelle elezioni … la CIA infatti faceva sapere al Washington Post, con cui ha un contratto di 600 milioni di dollari, i risultati del rapporto segreto sulla presunta conduzione russa delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti (cloud computing), che aveva lo scopo di favorire Trump contro la Clinton.

Oltre alle attività online, sarebbero state fondamentali per la campagna russa i media di stato, come Russia Today e Sputnik News, utilizzati come piattaforme per diffondere messaggi pro Trump in Russia e all’estero.

InaugurationInsomma il clima politico yankee si è talmente surriscaldato che non fa presagire nulla di buono per l’Inauguration Day, quando centinaia di migliaia di persone caleranno su Washington, il 20 gennaio, giorno dell’insediamento di The Donald alla Casa Bianca.

Intanto in Italia dal buco nero della vecchia politica (sembra passato un secolo), risorge Giulio Tremonti, per ora unico tra i politici italiani ad essere invitato all’Inauguration Day. «Questa data ha una portata storica simile alla caduta del comunismo» ha detto in un intervista sul Corriere «È la fine di un’epoca, la fine dell’utopia della globalizzazione».

Poi aggiunge: «La svolta che Trump imporrà agli Stati Uniti è però epocale. Anche se la vittoria di Trump non sarà la fine del mondo, sarà però la fine di ‘un mondo’. Infatti il neopresidente farà le cose sul serio, ed anche se non altererà la globalizzazione economica a vantaggio del protezionismo, però  introdurrà i dazi e si occuperà della manutenzione dei trattati commerciali. Così come non cancellerà del tutto la riforma sanitaria di Obama ma la riformerà pesantemente»

intelligence usa simili nazismoEcco perché lo stato profondo USA cerca di scrollarsi di dosso questo corpo estraneo, che sta sconvolgendo tutti i canoni istituzionali finora conosciuti, ma non sembra possedere gli anticorpi necessari contro il presidente assurto al trono.

Da canto suo Trump ha nominato un nuovo direttore della CIA e annunciato anche lui un nuovo rapporto, quello compilato dal fedelissimo Mike Pompeo, che sarà presumibilmente meno fazioso.

Tutto questo fa pensare anche al riallineamento delle agenzie Intel che Trump sta prendendo in considerazione,  comprese le riduzioni di personale, che ci ricorda l’esperienza di JFK, quando silurò il direttore della CIA Allen Dulles, per avergli mentito circa la Baia dei Porci.

baiaL’episodio della Baia dei Porci fu infatti una guerra tra la CIA e JFK … la spaccatura profonda tra Kennedy e la CIA nacque dalla convinzione dell’agenzia che solo un attacco in grande stile contro l’isola da parte dell’esercito Usa avrebbe piegato il regime di Castro. Questa idea era parte di un progetto proposto a JFK, appena eletto, che il presidente però non volle realizzare, per evitare un attacco frontale. Kennedy successivamente disse che la CIA e l’esercito non credevano che lui avrebbe resistito alle loro pressioni per un coinvolgimento in grande stile se l’invasione fosse stata sul punto di fallire.

La rivoluzione cubana del 1959 aveva portato al rovesciamento di Fulgencio Batista che garantiva immensi introiti alle multinazionali statunitensi che controllavano l’intera economia dell’isola. Dunque Allen Dulles, direttore della Cia dal 1953 al 1961, aveva come fine primario quello di eliminare Castro. Dulles era un esperto in rovesciamento di presidenti, fu lui a svolgere un ruolo determinante nel destituire Mossadeq in Iran, Guzman in Guatemala e Lumumba in Congo.

kennedy baia dei porciFu sempre lui, insieme ai vertici militari e ai capi di stato maggiore, a fomentare l’ossessione anticomunista usata come pretesto per alimentare l’industria bellica, che alla fine convinse il neo eletto presidente Kennedy ad acconsentire al piano d’aggressione alla vicina isola cubana. La colpa di Castro, oltre a quella di essere comunista, era stata di aver sequestrato terreni a multinazionali Usa come la United Fruit che aveva contribuito al tentativo di invadere Cuba prestando materiale nautico. Il direttore Dulles era certo che durante lo sbarco, realizzato da esuli cubani e agenti della Cia, gli abitanti dell’isola si sarebbero convinti a cacciare Castro. Ma i cubani restarono fedeli a Fidel. A quel punto Dulles e i comandi militari tentarono in tutti i modi di convincere Kennedy d’intraprendere un’azione diretta dell’esercito Usa, ma il presidente si rifiutò. L’invasione della Baia dei Porci fu un totale fallimento e gli agenti della CIA, in tre giorni, furono sconfitti.

fidel castro che guevaraLa frattura tra CIA, generali dell’esercito e Kennedy fu profonda, una rottura che divenne abissale poco dopo, durante la crisi dei missili sovietici portati a Cuba, che spinsero il mondo vicino alla catastrofe nucleare. Kennedy non era certo quel simpatizzante cubano come alcuni storici l’hanno descritto, tant’è che nel 1961 diede il via all’operazione Mangusta diretta dalla Cia, che durò fino al 1975. Nei primi quattordici mesi furono attuate ben 5.780 azioni terroristiche e 716 atti di sabotaggio miranti a danneggiare l’economia cubana.

Dunque anche Trump si sta dimostrando risoluto come JFK, ma quello che gli sfugge forse è che i neocon hanno la memoria molto lunga e sapranno coalizzarsi contro di lui con ogni fibra del loro essere … sappiamo infatti come andò a finire per JFK.

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

19.01.2017

 

 

Pubblicato da Rosanna

Ho insegnato italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • clausneghe

    Non preoccupiamoci troppo per l’incolumità del Paglierino, ci sono i Biker a proteggerlo…

  • Filippo Gregoretti

    Articolo precisissimo. Grazie.

  • Toussaint

    Ai tempi della Baia dei Porci e del successivo attentato a Kennedy le oligarchie economiche statunitensi erano compatte nella volontà di realizzarli (così mi pare). Stavolta, però, non è così. Quante volte abbiamo commentato, anche tu se ricordo bene, che Trump non è isolato. Il sempre informatissimo Magaldi ci ha informato di una spaccatura verticale creatasi in queste oligarchie (UR Lodges), conseguenza del fallimento delle politiche portate avanti dai neocons.

    La parte che ha supportato Trump (comprese le logge progressiste, a proposito di destra e sinistra) non permetterà che gli capiti qualcosa. Il Pentagono sembra che lo supporti, c’è già un nuovo capo della CIA ed inoltre, se non il capo, almeno gli alti funzionari del FBI non gli sono ostili. Senza niente dire della fattibilità politica e mediatica di un atto simile, dalle conseguenze gravissime ed imprevedibili.

    Non credo che ci siano le condizioni per un attentato. Quando qualcosa d’importante sta per accadere, siamo sempre presi da un filo d’ansia, io per primo. Voglio credere e sperare che niente accada, Trump è troppo importante perché possa aver fine la miserabile storia dell’eurozona.

    • In realtà la possibilità di un attentato è molto remota, però Trump è messo sotto accusa perché si è mostrato da subito avverso ai progetti degli oligarchi della globalizzazione, quindi la parte perdente non riconosce la legittimità del neopresidente, e sta tentando una sorta di impeachment preventivo, in una campagna diffamatoria senza precedenti … Trump viene presentato come una sorta di infiltrato che verrebbe controllato da Putin, nemico degli Stati uniti e della fantomatica “democrazia”. Le proposte di Trump sono piuttosto indigeste per i neocon: un cambio di rotta nelle relazioni degli Stati uniti con la Russia, un protezionismo economico che ostacolerebbe le deregulation neoliberista, un riassetto anche della Nato, che limiterebbe le spese per armamenti, e quindi anche gli introiti del comparto militare-industriale, la ristrutturazione dei trattati economici internazionali, l’attacco al surplus della Germania, costituito da un eccesso di export, che avrebbe danneggiato non solo l’Eurozona, ma anche gli Usa, un certo disinteresse sull’eventuale implosione dell’UE … quindi i motivi della campagna di odio verso Trump sono molto numerosi … staremo a vedere come evolvono le vicende.

  • AlbertoConti

    La CIA ha sede dentro il pentagono, e ben lo rappresenta.
    Ha ragione Paul, Trump dovrebbe fare la CIA a pezzettini, ma nessuno sa se questo è possibile oggi. Certi mostri bisogna ammazzarli da piccoli.

    • Hai ragione Alberto Conti, non so se hai visto l’articolo di globalresearch, che propone un calendario circa alcune delle centinaia di atrocità e crimini commessi dalla CIA … http://www.globalresearch.ca/a-timeline-of-cia-atrocities/5348804

    • Cataldo

      La CIA non ha alcuna sede al pentagono, la sua sede è notoriamente a Langley, e non rappresenta il DoD, con il quale è sempre stata in rapporto dialettico, le stellette USA non sempre sono in accordo con la CIA, anzi. Trump su questo sembra partire con il piede giusto, vedendo i nomi dei responsabili per la sicurezza, ma avrà vita difficile ogni tentativo di riportare un senso di responsabilità istituzionali dentro gli apparati di sicurezza USA.

      • PersicusMagus

        Sono d’accordo soprattutto perché Trump non è “Trump e basta”.
        Se è arrivato al potere è perché rappresenta delle forze veramente americane che fino adesso si sono dimostrate molto ben organizzate e pronte a cogliere qualsiasi occasione.
        Secondo me la battaglia è per i cuori degli americani, se DT saprà conquistarsi l’America profonda – magari ignorante e grossolana ma orgogliosa e vitale – ce la farà sicuramente, altrimenti per lui questi quattro anni saranno molto difficili.

  • Gino

    Rosanna,
    non è un po’ troppo azzardato fare un parallelo tra Kennedy e Trump?

    Kennedy si inimicò la CIA e i generali dell’esercito per il cambio di rotta nelle guerre degli USA, l’episodio della Baia dei Porci ne è un esempio.
    Kennedy si inimicò dunque anche le lobby delle armi e tante altre che volevano fare affari a Cuba .
    Voleva ritirare molti soldati dal Vietnam e bloccare l’escalation.
    Famoso è anche il suo ordine esecutivo 11110.

    Quali sarebbero i motivi per giustificare un tale spiegamento di forze per bloccare Trump, riempirlo di fango e addirittura fargli rischiare di perdere la presidenza o addirittura la vita?

    • silvano

      Ci sono accordi commerciali con interessi talmente ampi che noi non possiamo neanche immaginare ai quali Trump potrebbe porre mano o addirittura non ratificare, accordi con multinazionali farmaceutiche per quello che riguarda la sanità e tanti altri con introiti immensi….ed è per quello il neo presidente potrebbe rischiare la vita! Il dogma è….o si allinea o nella migliore delle ipotesi rischia l’impeacement

      • Gino

        certo. Ma perchè non dovrebbe favorire le lobby e le industrie? secondo quale tesi?

        “Trump vuole abbassare le tasse a individui e imprese in modo da iniettare più soldi nell’economia per stimolare gli investimenti produttivi, l’occupazione, la crescita.”
        https://comedonchisciotte.org/la-bolla-di-donald-trump/

        “Trump ha ventilato, è la possibilità di finanziare questo New Deal con il rimpatrio di capitali parcheggiati all’estero. Apple, più tante multinazionali che hanno seguito il suo esempio. Il presidente eletto pensa di offrirgli una sorta di condono: un’aliquota secca del 10% sugli utili fatti all’estero, invece del 35% attualmente in vigore. Uno sconto allettante potrebbe convincere tante multinazionali Usa a riportare capitali in patria”
        http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2016/11/28/news/far_west-153059215/

        • silvano

          Mi riferisco in particolare alla ratificazione del TTIP, un accordo per le lobbie del reparto alimentare che muove tutta la filiera degli allevamenti e produzioni cibo e quelle farmaceutiche…Trump da quello che ho letto essendo più nazionalista in questo senso sarebbe contrario e questo per le multinazionali di quel settore sarebbe una bella perdita!

          • Gino

            Per la precisione trump ha parlato di voler sospendere il TTP, quello transpacifico e non il TTIP. In ogni caso, visto che la sostanza è la stessa, Trump ha anche detto che proseguirà per fare una serie di accordi bilaterali al posto del TTP. Non è che sospende il trattato e basta. quindi invece di un unico grande accordo tanti piccoli. accordi. Ci perderanno le multinazionali? Mah! Continuo a pensare che siano cose mediatiche! Che come vedo, funzionano!

    • Mah … come ho detto anche prima, credo che la possibilità di un attentato sia piuttosto remota, però il tentativo di un impeachment preventivo è sotto gli occhi di tutti … non vorrei unirmi al coro dei fedeli ammiratori di Kennedy, per lungo tempo mitizzato, anche se riconosco che è stato un presidente dal forte carisma, … però le ombre del suo mandato sono numerose … per esempio in Vietnam l’escalation fu decisa proprio da J.F.Kennedy, che volle passare dalle azioni terroristiche, anche se su vasta scala, all’aggressione diretta … per rovesciare Fidel Castro, diede avvio in quattordici mesi alla realizzazione di migliaia di azioni terroristiche e di sabotaggio contro le infrastrutture cubane … anche in politica interna i risultati si rivelarono modesti, specialmente nel campo dei diritti civili, tanto che Martin Luther King gli lanciò un duro atto di accusa: “Si è accontentato di un progresso fittizio nelle questioni razziali”.
      https://www.tmcrew.org/archiviochomsky/501_10_7.html

      • Gino

        ok ma non si capisce perkè sarebbero contro trump ancora

        • Non ho capito bene la domanda … cosa volevi intendere ?

          • Gino

            Vedi Rosanna, a volte penso che bisogna re imparare a farsi delle domande semplici, come i bambini di 3 anni.
            La mia prima domanda è: Cosa spingerebbe Trump, e uno come Trump e mettersi contro l’establishment. E’ diventato un samaritano? E’stato folgorato sulla via di Damasco? Ha mai dato doti di umanitarismo, filantropia? Perchè?

            E da qui la seconda domanda: Perchè si crede che lo sia? cioè cosa fa pensare (a parte le dichiarazioni elettorali e le dichiarazioni dei media notoriamente FALSI e MENTITORI) che abbia deciso di mettersi contro l’establishment (viste anche le considerazioni della domanda precedente).

            E se vuoi una terza domanda : Per fare cosa? Autodistruggersi? Rischiare la vita? Fare l’eroe? Salvare la gente. Salvare l’AMMerica? Forse il mondo?
            Domande semplici, dirette ingenue.

      • Tonguessy

        JFK fu fatto fuori d L.Johnson, suo successore. Il quale fece fuori anche sua sorella. Una storia tutta inside, quindi, con la collaborazione della CIA. Con Trump siamo allo stesso livello., è per questo che sta silurando a destra e sinistra: per rendere il campo di battaglia il più possibile senza trappole nascoste. Adesso, visto che jfk come correttamente annoti non era quel gran rivoluzionario che l’immaginario collettivo ama dipingere, non sarebbe il caso di ripensare a Trump come a una questione che ci riguarda molto da lontano? Cambiare padrone è così utile? Nel caso JFK come andò?

        • Non credo che l’elezione di Trump ci riguardi così da lontano, visto che siamo una colonia Usa, e visto che molte sue affermazioni sono decisamente critiche nei confronti dell’euro, Eurozona, Nato, UE, trattati transatlantici, Cina, surplus della Germania, eccesso di esportazioni (ciclo di Frenkel) ecc… poi certo, la propaganda elettorale orchestrata dal team del neopresidente è stata parecchio abile, e converrà verificare sul campo quali promesse potranno realizzarsi compiutamente e quali invece resteranno travolte dal flusso mediatico delle fake.

  • PietroGE

    Tremonti fa bene ad individuare il nodo dolente che ha coalizzato i poteri forti economici e finanziari contro Trump : la fine della globalizzazione. Questo significa per loro perdite enormi. Lo stesso dicasi per il complesso militare industriale se, come è prevedibile Trump finirà le guerre di destabilizzazione del MO. La lobby più scatenata contro Trump però è quella ebraica, con tutto lo stuolo di media, giornali, tv e CNN a servizio. A nulla serve per il momento il contentino del passaggio dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Israele voleva, evidentemente, un impegno militare contro l’Iran e, a giudicare dalle ire dei neocon dell’una e dell’altra parte dello schieramento, non lo ha ottenuto.
    C’è inoltre il problema immigrazione che rischia di dar fiato in Europa (e già lo fa in Ungheria) a partiti populisti contro i quali tutta la lobby giudaica europea ( che a casa sua non vuole un solo immigrato) è schierata compatta.
    Si, Trump potrebbe vivere pericolosamente o fare la fine di JFK. Non credo che siano tanto scemi da creare il martire, ma non si può sottovalutare la pericolosità di gente abituata a fare quello che gli pare quando si vede incapace di agire.

    • Infatti … in questo caso Tremonti ha ragione, l’avvento di Trump segna una seconda affermazione del nuovo clima politico che avanza dopo il Brexit … espressione di interessi ormai chiaramente antiglobalizzanti, quindi se non proprio la fine della globalizzazione, almeno un forte cambio di rotta, che cercherà di moderarla e contenerla (credo sia impossibile eliminarla completamente) … i neocon poi si sono certamente distinti per la loro volontà di potenza, e le atrocità commesse … basti pensare al 9/11 e alle tante guerre sostenute, in nome del loro puro interesse economico.

  • Pyter

    Un complotto demo-giudo-pluto-russo-massonico per favorire Trump?
    Un processo alle intenzioni con tanto di dossier di protocolli dei savi dell’Intelligence?

    Ma guarda un pò da che pulpito ti tocca sentire le cose.

  • Tonguessy

    Viviamo in tempi interessanti, diceva Zizek. Una delle cose che rendono interessanti questi tempi è la lotta ai vertici. Di cui, devo confessare, non me ne frega proprio nulla. C’è stato il capo di confindustria, Squinzi, che ha denunciato la “macelleria sociale” della globalizzazione, adesso che sta chiudendo le sue fabbrichette. E c’è Trump che non è visto bene da certe elites. Un po’ come Berlusconi che si lamentava di essere nel mirino dei “poteri forti”, dimenticandosi di specificare però che anche lui non era mica poco “forte” come potere. Tempi interessanti, dicevo. Adesso dalla parrucchiera le signore discutono di Trump. E di quel delinquente di Putin. Com’è che la chiamava la Arendt? La banalità del male, mi pare. Intanto abbiamo da poco sepolto Fidel, e ben prima di lui il Che. Il quale, forse, sui poteri forti ne sapeva più di Trump e Berlusconi. Un po’ come JFK, credo.
    Facciamo così: se Trump dovesse fare la fine di JFK o del Che (indifferentemente) vorrà dire che in effetti sapeva qualcosa sui poteri forti. Accetto scommesse…….

    • A me invece interessa la lotta ai vertici oligarchici del potere, anche perché non vado spesso dal parrucchiere … non solo per curiosità, quanto perché alcune scelte economiche di Trump potrebbero avere ripercussioni positive sulla nostra economia, provocando magari l’implosione dell’Eurozona … per esempio la sua promessa di un marcato protezionismo, la lotta contro il surplus della Germania, la sua critica all’eccesso di esportazioni, la guerra al globalismo delle élites neoliberiste, la sua volontà di ridimensionare la Nato, una politica distensiva con la Russia … tutto sta a vedere se riuscirà ad essere coerente con quanto promesso.

      • Tonguessy

        Se non avessi appena letto quello che hai scritto su JFK, potrei anche pensare che ci credi davvero. Ma sai com’è andata con quello che qualcuno definisce il migliore presidente USA. Se è andata come sappiamo con lui, cosa ci possiamo aspettare da Trump? Davvero sei convinta che farà guerra alle elites neoliberiste? Avevi scommesso che non sarebbe stato eletto, vuoi scommettere anche su questa cosa?

        • Beh … le scommesse sono divertenti quando si perdono, vincerle è troppo semplice … comunque mi sembra strano che il messaggio percepito dall’articolo sia quello di un giudizio spassionatamente fazioso per Trump, come se i riflessi ambrati della Trump Tower mi avessero in qualche modo abbagliata … mi dispiace che sia stato questa l’impressione immediata, perché non mi sembra di aver detto che Trump farà guerra alle elites neoliberiste, o riuscirà a demolire la globalizzazione (cosa del resto impossibile), però magari solo l’attenuazione potrebbe portare all’implosione dell’Eurozona … e questo interessa noi. Il vento del populismo sta avanzando con forza, altri poteri si sovrappongono a quelli precedenti, poteri che hanno prospettive diverse, che potrebbero indurre ad un nazionalismo salvifico per le sorti dei tanti disoccupati e disperati che stanno superando la soglia di povertà.

        • Prova a riflettere su queste affermazioni, che dicono cose assolutamente interessanti per noi: “Europa asservita alla Germania” … l’ intervista del presidente in pectore degli Stati Uniti concessa all’ inglese Sunday Times e alla tedesca Bild ha fatto capire che, oltre alla Cina, l’avversario numero uno della Casa Bianca sarà la Germania. Prima bomba: “Angela Merkel è di gran lunga il leader europeo più importante, d’ altronde se guardate all’ Ue, di fatto è un veicolo per gli interessi della Germania”. Seconda bomba: “Credo che la Merkel abbia compiuto solo un catastrofico errore e cioè l’ aver fatto entrare tutti quegli illegali. E se gli inglesi non fossero stati costretti a fare entrare tutti quei rifugiati, così tanti, con tutti i problemi che comporta… credo che non avremmo avuto la Brexit”. Terza: “Credo che altri Paesi della Ue se ne andranno. Penso che tenere tutti insieme non sarà facile come qualcuno può pensare”. Quarta, a proposito di Brexit: “Subito dopo essere entrato alla Casa Bianca vi sarà rapidamente un accordo commerciale fra Usa e Gran Bretagna: molto in fretta – ha detto – sono un grande fan del Regno Unito. Lavoreremo con forza per farlo in fretta e bene. Sarà buono per le due parti”. Quinta: “La Nato è obsoleta. Non è attrezzata per combattere il terrorismo islamico e i suoi membri si appoggiano sull’America, non pagano quello che dovrebbero pagare”. Un accordo con Putin? Si può fare. Sesta, diretta proprio a Berlino: «Potrei imporre una tassa del 35% sulle importazioni della Bmw, se la compagnia tedesca continuerà a mantenere il progetto di costruire un impianto in Messico”.
          Settima bomba finale, sempre contro i tedeschi: “Nel commercio ci vuole reciprocità e nel settore delle automobili tra Germania e Stati Uniti non può funzionare a senso unico: Sarà necessario riequilibrare i flussi commerciali con Berlino. Se andate sulla Quinta strada vedete che tutti hanno una Mercedes Benz davanti a casa, non è così? Il fatto è che non c’ è reciprocità. Quante Chevrolet vedete in Germania? Poche, forse nessuna. È una via a senso unico, deve funzionare da entrambe le parti”.

      • gianni

        basterebbe un auto-attentato della NATO nell est europa incolpando falsamente la russia e USA e NATO sarebbero costrette a intervenire contro la russia

    • cdcuser

      secondo me, se Trump farà la fine di JFK, gli Stati Uniti “implodono”;
      lo scontro tra le fazioni in atto diventerà più violento, vedremo si rotolare delle teste e restando scoperti “all’esterno”, dovendo concentrare tutti gli sforzi “all’interno”;

      per l’Italia è il momento di approfittarne per liberarsi dal giogo UE/NATO e tentare di conquistare qualche spazietto di autonomia e indipendenza, di cogliere le opportunità della nuova “via della seta” e diventare parte del transito est.ovest, data la posizione geografica, assumendo quel ruolo “centrale” nel mediterraneo ristabilendo collaborazioni e partenariati con i paesi arabi che affacciano sul mediterraneo ecc…. ecc….ecc…. ma dovremmo darci una mossa, insomma.

      • Piramis

        “per l’Italia è il momento di approfittarne per liberarsi dal giogo UE/NATO”
        scusa se ti suggerisco una correzione, dimmi che ne pensi di utilizzare il condizionale “per l’Italia SAREBBE il momento di approfittarne per liberarsi dal giogo UE/NATO” 🙂
        In un paese in cui i rappresentanti del popolo fossero tali e cioè pensassero a migliorane le condizioni, il tuo pensiero, che è anche il mio, avrebbe un senso.
        Ma stiamo parlando dell’Italia di adesso, con la gente di adesso al governo, inutile sognare.
        L’europina imploderà e noi resteremo con il cerino in mano, unici a non aver provveduto per tempo.
        Sospetto che la nomina di Tajani alla presidenza non sia casuale, forse hanno eletto un italiano per addossargli parte della colpa quando succederà.
        Perché succederà e tra non molto, questo è indubbio.

        • cdcuser

          Comprendo la tua risposta,
          ma questa classe dirigente fallimentare (pseudo opposizioni incluse), che si è “trincerata” in Parlamento, è “figlia” di quelle èlite europeiste e filo-atlantiche, gradite, logicamente, ai pontentati locali (De Benedetti, Agnelli-Elkan, Berlusconi, ecc…), legate alla fazione neo-con, in qusto momento, “perdente” (in fase “calante”, ma sempre molto potente bisogna dire) e

          per questo che c’è bisogno che iniziamo a costruire una proposta politica capace prima di visione e poi di coraggio, seria, sovrana e pragmatica fatta anche di alleanze strategiche tra “diversi” soggetti politici se necessario, visto che ci troviamo di fronte a delle necessità storiche da dover affrontare nell’immediato … dobbiamo crederci, abbiamo le possibilità e le capacità per farlo.

      • gianni

        secondo me, se Trump farà la fine di JFK, gli Stati Uniti “implodono”;
        lo scontro tra le fazioni in atto diventerà più violento, vedremo si rotolare delle teste e restando scoperti “all’esterno”, dovendo concentrare tutti gli sforzi “all’interno”;
        ……..sarebbe giusto , gli USA lo hanno fatto tante volte a paesi stranieri solo per soldi e potere , chi semina odio raccoglie tempesta

  • GioCo

    Che bello sapere che la Russia è accusata di aver prodotto un campagna pro-Trump con Sputnik ed RT di cotanto successo, abbiamo così due impagabili ammissioni: la prima (già fatta notare da altri) è che la propaganda di due emittenti così periferiche e (oltretutto) esterne all’America hanno messo in ginocchio la massa pubblicitaria di colossi come CNN e BBC … e già qui ci sarebbe da chiedere le dimissioni dei relativi direttori per inettitudine, no? Non ti accorgi che una propaganda di un bruscolino mediatico è così potente durante tutto il periodo di elezioni americano (che è lungo, neh?) ti rende inefficace l’intero armamentario bellico mass-mediatico statunitense? Ma dove avrebbero studiato propaganda questi, al CEPU?

    Ma l’altra “perla” che ci regala è pure meglio: l’ammissione plateale senza se e senza ma che la campagna della propaganda politica in USA era tutta pro-hillary e quindi palesemente antidemocratica se non anche molto, molto più “propagandistica” di quella di RT e Sputnik, ma anche solo di quel paravento di cartavelina detto “politicamente corretto”. Come dire che la TV non doveva indicare il candidato da eleggere. Non era il suo compito, il suo compito era di farci sapere al massimo il programma del candidato. Cioè darci notizie, non manipolare le opinioni secondo un intenzione. Quindi qui c’è l’ammissione più evidente che l’unica intenzione è sempre e solo stata quella di influenzare le elezioni perché il candidato previsto fosse eletto.

    • Beh … alle fake news dilaganti siamo abituati anche noi, basta vedersi la tv … anche molto strana è stata la reazione di Michael Moore, che a New York durante una manifestazione per protestare contro il neopresidente eletto fuori dalla Trump Tower, avrebbe detto: “Non durerà quattro anni … una pericolosa combinazione di un maligno un narcisista e uno psicopatico è nello Studio Ovale.” e poi “Questo è un momento molto pericoloso”. E poi tutta Hollywood al completo, Robert de Niro, Alec Baldwin, Meryl Streep … anche se non noto questa grossa differenza di demolizione dei diritti (che in Usa sono già stati ignorati da tempo), tra le vecchie amministrazioni e questa … comunque staremo a vedere.
      http://www.breitbart.com/video/2017/01/19/michael-moore-trump-will-not-last-the-four-years/

      • GioCo

        L’operazione Trump però ha una valenza speciale, data dal momento storico e dal contesto. Non dalla bontà o meno del candidato. Per la prima volta non abbiamo bisogno di “prove” che ci forniscano la certificazione della falsità, dato che le “prove” sono in bella evidenza insieme alle notizie. Se dico che le elezioni Americane sono pilotate e totalmente prive di correttezza democratica, dovrei poi provarlo. Ecco, non ne abbiamo bisogno adesso: questo è un successo per noi REGALATO dall’imbecillità di chi adesso governa. La disperazione è tutta lì: l’evidenza evidente che c’è il re nudo ed è sul palco in bella mostra davanti alla folla: non puoi fare più niente. Il paradosso e che insistere con le stronzate non toglie dal re l’attenzione. L’errore di fondo della attuale politica del consenso è pensare che basta insistere. Ma se insisti sui temi che ti hanno già sputtanato, cosa ottieni? Se l’attuale campagna contro Trump continua con questa dirittura grottesca, nemmeno una sfilza di altri 11 settembre serviranno a niente. Anzi, credo sia già così. Uccidere Trump adesso poi, magari proprio nell’investitura (al momento più sbagliato) sarebbe epocale: ci toglie di mezzo uno molto sopra le righe per rimpiazzarlo con l’immagine di un martire. Che non può più perdere.
        Sarebbe come donare al mondo l’evidenza evidente (date dalle minacce nemmeno velate, proferite a ogni piè sospinto che di fatto costruiscono un perfetto movente) che questa cordata di potere al governo è LA dittatura da combattere a ogni costo. Chiunque dopo decidesse di perseguirla in tutto o in parte avrà il plauso del mondo e dato che si tratta di Potere, i nemici inizieranno a fioccare come popcorn per profittare del vantaggio storico.

        Apporposito di Moore. Ma davvero ce ancora gente che crede che uno possa andare con la telecamera dove vuole a fare le domande che vuole mettendo in luce ridicola personaggi anche molto potenti e pubblicando poi sui loro stessi canali il suo materiale, senza avere le spalle coperte? A volte mi chiedo davvero perché dovremmo offendere così spesso la nostra intelligenza.
        Io non riesco a fare quello che fa Moore e a distribuirlo nei suoi stessi canali: ma nemmeno la gran massa di gente che fa controinformazione. Non ci vuole un genio per capire perchè …