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Trump ha ragione: “Gli svedesi sono soppressi dal culto religioso del politicamente corretto”

DI NICK KAMRAN

LettersFromNorway.com

La scorsa settimana (18/2/17), il presidente Trump ha fatto il seguente commento:

“Guardate cosa sta succedendo”, ha detto ai suoi sostenitori. “Abbiamo mantenuto il nostro paese sicuro. Guardate a quel che sta succedendo in Germania; guardate quel che è successo la notte scorsa in Svezia. In Svezia, chi l’avrebbe mai creduto?”.

Subito dopo, è stato preso in giro da Carl Bildt, l’ex primo ministro svedese:


Altri hanno risposto in modo ignorante, dimostrando una specie di sindrome di Stoccolma, cercando palesemente di coprire gli argomenti sottostanti, nati quasi 20 anni fa.

Tuttavia, il presidente Trump ha avuto, ancora una volta, ragione. Ha solo sbagliato il momento, non i fatti di fondo.  Giorni dopo sono scoppiati dei disordini a Rinkebyy, uno dei sobborghi a nord-ovest di Stoccolma. Anche un giornalista di sinistra di uno dei quotidiani svedesi più importanti è stato attaccato.

In modo ignorante, Robert Reich, ex Segretario del Lavoro sotto Bill Clinton, ha collegato questi attacchi alla dichiarazione di Trump. Fa finta di non sapere che le no-go zone esistevano molto prima della presidenza di Trump.

Il Presidente Trump in realtà ha fatto qualcosa di buono, parlando a nome degli svedesi, non in grado di farlo per sé stessi, soppressi dalla religione del politicamente corretto, impressa da un establishment segreto.

 Il video che Trump ha guardato la notte prima 

Quando ho vissuto a Stoccolma nel 1999-2000, il quartiere di Rinkeby aveva già una reputazione di luogo pericoloso, specialmente di notte per le giovani ragazze. Ho lavorato per la Ericsson e risiedevo a Huseby (ormai una “no-go zone”), vicino ad Akalla e Rinkeby. La mia etnia indiana mi ha fornito una capacità camaleontica, che aiuta a nascondere il fatto di essere americano. Il mio aspetto, a seconda del taglio di capelli e dell’esposizione al sole, mi aiuta a mimetizzarmi tra latinos, arabi, persiani ed anche africani, se mi rado la testa e trascorro un po’ di tempo al sole. (Dovreste vedermi con la barba! Posso praticamente camminare inosservato in Afghanistan, Iran e Siria).

Quando sono arrivato in Svezia, con una posizione da ingegnere di software, ero così contento di quel che vedevo: una società efficiente ed equilibrata, con un alto valore per salute e benessere. Così tanto che ho cucito una bandiera svedese sul mio zaino, mostrando con orgoglio la mia nuova “nazionalità”. Ho subito scoperto che orgoglio e senso di appartenenza per i nuovi arrivati, tipicamente americani, non si traducono in altre società.

— Uno svedese di origine turca mi ha detto che non sarei mai stato svedese. Ha aggiunto che era nato in Svezia, stato nell’esercito, con un passaporto svedese, lavorato come autista della metropolitana, pagato le tasse negli ultimi 20 anni, e ancora non era svedese.

— Un tipo con un aspetto più tipicamente svedese, seduto accanto a me in metropolitana, mi ha detto che non avrebbe mai potuto mettere una bandiera svedese sul suo zaino.

—  Sarebbe considerata una cosa razzista. Mi ha detto che una persona di pelle marrone che brandisse una bandiera svedese sarebbe considerato matto, con bisogno di un medico, e non un patriota.
Quasi tutti quelli che incontravo alle feste, dopo abbondanti bevute ed inibizioni rimosse, mi dicevano che non ero veramente americano, anche se sono nato lì.

Un’altra cosa ironica a cui ho assistito a Huseby, un sobborgo in gran parte abitato da iraniani, era che i giovani, nati in Svezia, non sapevano parlare bene né il farsi né lo svedese. Parlavano invece una lingua ibrida, compresa solo nella periferia di Stoccolma. Molti di quelli con cui ho fatto amicizia mi hanno detto che non si sentivano né iraniani né svedesi.

Sono arrrivato alla conclusione che gli svedesi sono felici di accogliere la gente, offrirgli un luogo per vivere e una borsa di studio. Tuttavia, questo è quanto, falliscono nell’integrazione. La cosa può anche spiegare il perché si vedono così molti medici e scienziati di altre etnie guidare i taxi. Sembrava quasi come se  gli stranieri che non riuscivano ad arrivare puntuali e che, inoltre, non lo volevano, fossero più accettati di immigrati qualificati di pelle scura con un forte senso etico del lavoro, energia e determinazione. I primi, abbiamo concluso parlando tra amici, non erano una minaccia per l’establishment mentre noi avremmo potuto essere percepiti come tale per la posizione di qualcuno. Questa è forse la differenza principale tra i valori americani ed europei. Noi abbiamo sempre creduto nell’abbondanza: abbondanza per tutti e frontiere aperte. In Europa, le risorse e le frontiere sono esaurite, facendo pensare alla gente che, affinché uno vinca, un altro deve perdere.

Pertanto, la società nordica, per funzionare correttamente, richiede che la “gerarchia dei bisogni di Maslow” venga ignorata. Questo è l’unico modo “per tenere tutti a posto”, mantenendo status quo ed equilibrio.

In Svezia, il razzismo funziona così: gli immigrati dovrebbero solo essere felici. Ma non tutti possono essere soddisfatti con il “lagom” (svedese per “quel tanto che basta”). È socialmente guardato dall’alto in basso (ma non vietato) aspirare a migliorarsi: ottenere una formazione, trovare un lavoro stabile e salire la scala aziendale. In breve, il Jantelagen (la base filosofica della socialdemocrazia) impone praticamente l’opposto del sogno americano: taci e accontentati!

Tuttavia, quando le persone ragionevolmente intelligenti ma prive di lavoro ed istruzione formale cominciano a muoversi per 12+ ore di veglia al giorno, di solito niente di buono accade. Quelli tra quattrocento che hanno il QI di un medico, ingegnere, capo militare o banchiere d’investimento, ma sono privi di istruzione formale ed esperienza del mondo, iniziano a progettare vie alternative. Più spesso, sfruttare la loro gente.

Quindi, il governo e il disgusto di sé (imposto dai media sulla popolazione nativa), con il senso di colpa bianco come premessa, in combinazione con la mancanza di identità degli immigrati, spinge la società svedese alla rovina, non Donald Trump.

Soppressione svedese della libertà di parola. Quando l’agente di polizia Peter Springare ha esposto in un post su Facebook i dati sulla criminalità citando che erano per lo più commessi da immigrati, i media governativi e tradizionali lo hanno immediatamente bollato come razzista. Senza nemmeno considerare che tali dati che ha portato l’ agente che ha servito 47 anni in polizia, avrebbero potuto essere un grido di aiuto, il governo svedese al conrario ha nominato un procuratore speciale.

Mentre ero a Huseby, ho assistito a una buona dose di violenza domestica e di risse da bar tra gli stranieri. Mettere il politicamente corretto sopra la giustizia sta avendo gravi conseguenze. Il governo svedese liberale, in sostanza, sta ignorando le persone che sta cercando di proteggere.

Springare riassume questo pensiero: “Se non si può discutere il problema della criminalità tra gli immigrati senza che qualcuno lo attribuisca alla propaganda razzista, siamo nei guai”, “Il problema è che nessuno ne vuole parlare”.

Conclusioni: l’incredibile ricchezza di una volta della Svezia veniva dal fatto che erano passati indenni durante la Seconda Guerra Mondiale. Avendo tutta la loro industria intatta, sono stati i vincitori nella ricostruzione dell’Europa. SAAB, SKF, ABB, Volvo, Skanska e molte altre aziende erano o nate o cresciute notevolmente durante la ricostruzione. In seguito queste aziende si sono evolute in formidabili attori globali. Con la nuova ricchezza, hanno costruito uno stato di assistenza sociale per prendersi cura del proprio popolo, così come di stranieri in fuga da guerre e oppressione. Una cultura sconcertante si è però evoluta da qualche parte lungo il percorso.

La vita qui è controintuitiva. I paesi nordici, considerati i più democratici, fanno pensare che siano pronti ad ascoltare tutti i punti di vista. Non è così. La gente è facilmente a disagio e tesa quando si parla, soprattutto in maniera diretta, di argomenti difficili.

Quando si vive e lavora in Svezia, vi è una tensione evidente e non detta sotto la superficie gentile. L’etichetta sociale prevalente non permette di parlare di problemi evidenti. Un’amica, che è anche un’agente di polizia di sesso femminile, una volta mi ha detto che l’identità nazionale svedese si basa su ingenuità e distacco.

Le economie sono un’estensione dell’energia, ambizione, anima e spirito del singolo popolo. Fino a quando si continuerà a mettere la testa sotto la sabbia, le cose non miglioreranno. Speriamo che il presidente Trump richiami maggiore attenzione su questi “elefanti in un salotto”.

 

Fonte: www.zerohedge.com

Link: http://www.zerohedge.com/news/2017-02-26/trump-right-swedes-are-suppressed-religious-cult-political-correctness

26.02.2017

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

  • Holodoc

    Il problema dell’Europa è la sovrappopolazione, evidente soprattutto nei paesi più sviluppati.
    Il territorio europeo non è in grado di fornire cibo e altre risorse ai propri abitanti e se siamo arrivati a questo punto è perché il colonialismo ci ha fatto campare letteralmente sulle spalle del terzo mondo.
    E’ GIUSTO quindi che questa situazione cambi, che la popolazione europea scenda e si assesti su numeri sostenibili, perché possa esserci cibo e lavoro per tutti senza sfruttare gli altri popoli ma mantenendo la qualità della vita, la giustizia sociale e le opportunità necessarie allo sviluppo della persona umana.
    Ricordo che il Rinascimento sorse sulle ceneri della società medievale in crisi proprio per il sovrappopolamento. Allora pensò la peste a riequilibrare la demografia, oggi potrebbe bastare il buon senso che molti di noi hanno nei confronti delle nuove generazioni e dell’ambiente.

    Purtroppo siamo governati da forze contrarie al raggiungimento di questo obbiettivo, e che nel nome della “crescita” continua a farci credere che sia indispensabile mantenere la popolazione ai livelli attuali.
    L’immigrazione deve cessare altrimenti non ci saranno più prospettive né per noi né per chi viene a vivere qui.

    • PietroGE

      La popolazione europea??? Quella sta già scendendo a precipizio. Il problema della sovrappopolazione non è certo europeo, ma africano e mediorientale. C’è bisogno, al contrario, di un programma di incremento demografico per i popoli europei per portarli ai 2,1 figli per donna. Ma prima di tutto è necessario chiudere l’immigrazione e mandar via quelli che non si possono integrare.

      • Holodoc

        Vedo che anche tu sei caduto nel tranello della propaganda NeoCon. Invece di dar retta ai TG informati in rete, e guarda ai numeri e non ai proclami dei politici. La povertà dell’Africa non è dovuta alla sovrappopolazione.
        Se non ci credi, dai un’occhiata a questo grafico:

        https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/4d/World_population_density_map.PNG

        Nonostante l’Africa sia il continente più rigoglioso al mondo i suoi abitanti fanno la fame in quanti schiavizzati dalle multinazionali latifondiste quali Del Monte e Monsanto e alla complicità dei governi corrotti ma sostenuti da tutte le potenze straniere, prime tra tutte America e Cina. Lo stesso vale per il petrolio e tante altre risorse minerarie di cui il continente è ricchissimo.
        Chiudiamo sì le frontiere ma boicottiamo anche chi sfrutta i popoli del terzo mondo.

        • enricodiba

          Sempre colpa degli stranieri, per voi il colonialismo non finisce mai.

          • Holodoc

            Da dove viene la banana che ogni giorno tuo figlio si porta a scuola? Quanto è pagato l’ecuadoregno che la raccoglie? In che condizioni lavora?

            Il cotone dei tuoi jeans di marca da dove viene? Quanto sono pagati i lavoratori del Cameroon che lo raccolgono, quelli dell’America Centrale che lo tessono e i cinesi nei capannoni di Prato che applicano l’etichetta “Made in Italy”?

            Da dove viene il litio della batteria del tuo smartphone? Come sono le condizioni di chi lavora nelle miniere del Cile?

            E la benzina che i cingalesi ogni giorno mettono nella tua auto? Che garanzie sindacali hanno gli operai nepalesi che lavorano nei campi petroliferi degli Emirati?

            Non è necessario che uno stato domini formalmente un altro perché esista il colonialismo. Noi che siamo nell’Euro dovremmo saperlo meglio di tutti. Mentre i nostri figli si scannano per un posto da commesso part time a 3 mesi a Monaco di Baviera gli appartamenti sono arrivati a costare 7000 euro al mq… ma questo il TG non lo dice, chissà perché…

          • fastidioso

            Hai dimenticato il coltan (per i cellulari e tablet aerospazio….) e la modalità di estrazione dalle miniere…
            https://www.greenme.it/tecno/cellulari/9229-scandalo-coltan

        • gianni

          infatti , se l’ africa venisse lasciata in pace non ci sarebbe fame in africa , il cibo e’ abbondante , la colpa e’ dei paesi industrializzati

    • gianni

      l’ immigrazione in italia non cessera , troppi soldi in ballo e poi a livello europeo e’ stata decisa dall’ elite ebraico-sionista che comanda l’ occidente ( piano kalergi ) , comunque in italia abbiamo 1 persona su 3 che e’ vecchia ed entro i prossimi 20 anni questi 20 milioni di italiani moriranno , ci sara’ piu’ spazio per gli immigrati

  • enricodiba

    Ancora non questa balla del sogno americano, negli usa c’è meno ascensore sociale che in europa.

  • tamerlano

    Articolo tradotto in modo orribile.

    • cdcuser

      e abbi pazienza, qualcuno si è dedicato a farlo dando il suo piccolo contributo; potresti segnalare le parti che sono da migliorare alla redazione così da dare anche tu il tuo piccolo contributo a tutto questo (ComeDonchisciotte) che, ricordiamolo, è gratis.

  • Tonguessy

    Ho vissuto sufficientemente in un paese simile (Olanda) per cui l’articolo non mi dice cose nuove.
    “Uno svedese di origine turca mi ha detto che non sarei mai stato
    svedese. Ha aggiunto che era nato in Svezia, stato nell’esercito, con un
    passaporto svedese, lavorato come autista della metropolitana, pagato
    le tasse negli ultimi 20 anni, e ancora non era svedese.”
    Confermo. L’integrazione è solo formale. Sei accettato, non accolto. Sei e rimani uno straniero anche dopo 20 anni che vivi in quei posti. Il problema, credo, è che neanche tra loro si sentono accolti. C’è come un senso di velato smarrimento nei confronti della vita, non di partecipazione.
    “La gente è facilmente a disagio e tesa quando si parla, soprattutto in maniera diretta, di argomenti difficili….l’identità nazionale svedese si basa su ingenuità e distacco.”
    Non ho mai avuto un amico “locale”, solo stranieri (brasiliani, irlandesi, inglesi, spagnoli, americani etc..) con cui fare cene e bisbocce, e mi sono sempre chiesto se fra di loro lo facessero mai. Certamente lo fanno ubriacandosi nei bar, ma a casa loro? Intendo non un luogo anonimo come un bar, ma un luogo intimo come la casa. Una sola volta ho ricevuto la visita di un autoctono (era la fidanzata di un brasiliano), ma solo su appuntamento. Cioè non esiste la sorpresa, faccio una capatina per venirti a trovare, magari mi porto una bottiglia. Niente di tutto ciò. E’ come se la spontaneità (non solo latina, ma anche anglosassone, ho avuto modo di constatare) lì fosse considerata disdicevole, sconveniente.
    Ora se si comportano così tra di loro a maggior ragione si comporteranno così con quelli “più distanti”. Esiste una distanza di fondo nei loro comportamenti sociali, questo è ciò che ho potuto vedere.

    • Axxe73

      La società svedese ha perso (vorrei dire da sempre) la propria identità. Il futuro è il ragazzo che parla dal minuto 9:28 chiaramente gay e senza un’idea precisa di cosa rispondere ad una domanda diretta e precisa. L’uomo è stato castrato ed ibridato con la donna che, a sua volta, è stata uominizzata e resa super indipendente (da cosa poi è tutto da vedere). Il governo è formato da femministe – vedere Isabella Lovin vice premier – che non lesina attacchi a chiunque sia maschio, salvo poi velarsi di tutto punto quando è ricevuta da autorità musulmane (almeno Marine Le Pen ha avuto la coerenza di rifiutarsi). Questa è la società svedese: distruzione dei valori tipici della famiglia ed accoglienza sfrenata a favorire maggior ibridazione possibile. Niente di nuovo sotto il sole, ma fatto con nordica precisione.

      • Tonguessy

        da sempre? Io ci andrei cauto con i Vichinghi, quelli che scoprirono l’America ben prima di Colombo. Solo un popolo con una forte identità permette una esplorazione ed una colonizzazione (Groenlandia) così pericolosa. L’hanno fatto perchè ci credevano, mica per deficit di identità.
        Che le cose oggi siano diverse (molto diverse) non lo metto in dubbio, ma credo che ci sia stato qualcosa che in qualche modo li ha allontanati da sé stessi, un processo di secolarizzazione che ha portato a sedimentare i loro credo, le loro identità. Anche i pescatori olandesi che facevano colazione con le arringhe affumicate erano diverse dai consumatori di frikandel attuali.
        Sembra che la storia dell’umanità sia piena di questi passaggi epocali che segnano l’avvicinamento verso un’improponibile cultura efebica, cruda e vaga, governata da improbabili astrazioni. Forse che Whatsapp è poco efebica? Ah, l’appeal! La moda, l’essere al passo con i tempi, il nuovo che avanza!

        • Axxe73

          Beh.. è chiaro (e mi compiaccio che lo abbia capito da solo) che mi riferivo all’era moderna. In effetti è interessante capire come si sia passati da un’epopea di superuomini, ad una di effeminati buoni solo a costruire mobili (eh..eh..). Certo, se è per questo, a noi è andata anche peggio. I romani avevano la civiltà più valorosa ed efficiente della storia, poi sappiamo com’è finita…direi dalle stelle alle stalle un po’ per tutti: ma cos’ha la ns. epoca che non va? Mah…

          • Pino Rossi

            Infatti quando l’esercito islamico dormiente in Europa busserà alle nostre porte per gentilmente stuprare le nostre compagne, noi a colpi di gessetti e cantando Imagine valorosamente li respingeremo.

    • Pino Rossi

      “Spontaneità anglosassone” è un interessante ossimoro…

      • Tonguessy

        Infatti, paragonato all’algida postura di certi popoli anche il tipico aplomb made in UK ci fa un figurone. Da non credere…

        • Pino Rossi

          In un certo senso. Io ho vissuto sia in Scandinavia che in UK, e l’imoressione che mi è rimasta è che gli inglesi sono come gli scandinavi, con in più dosi massicce di falsità, ipocrisia, senso di superiorità e cattiveria. Gli scandinavi sono freddi ma naive.

          • Tonguessy

            condivido l’impressione. Con l’esclusione dei Monty Python, ovviamente

  • Pino Rossi

    Il progetto di sostituzione degli europei va avanti.

  • antifemminismoragusa

    il paese dove avevano legalizzato le riviste pornografiche per i pedofili, basta con questo mito dei paesi nordici che sono più civili solo perchè hanno quattro asili nido di merda

    • Axxe73

      Se è per quello è legale anche l’incesto…o meglio…tollerato, non legale in senso stretto.

  • Se andate su Wikipedia, troverete queste informazioni su Ami Horowitz, l’autore del video che ha ispirato a Trump la sua improvvida uscita:
    “A native of Los Angeles, Horowitz graduated from the University of Southern California with majors in political science and philosophy.[11]
    Horowitz’s mother is from Israel.[12] He is Jewish, and spent a year at the Hebrew University of Jerusalem in Israel.
    Career
    After graduating from USC, Horowitz managed a Democratic candidate’s unsuccessful campaign for state comptroller of Maryland.[citation needed] Then, taking the candidate’s advice to “make money and go into politics later,” he went into investment banking, and spent sixteen years in that field. During that period, he worked at Lehman Brothers.”
    Insomma, un ebreo americano che si è occupato di investimenti bancari. Non sorprende quindi che abbia sufficienti mezzi per mettere in piedi una “media company” e le conoscenze giuste per finire sulla CNN.
    Ma la grandezza dello “spirito americano” non viene celebrata solo da chi appartiene alle classi privilegiate, ma soprattutto da coloro che sono arrivati nel nuovo continente per vivere il “sogno americano”. Come l’autore del pezzo, Nick Kamran, di origine indiana, che per potersi guadagnare la pagnotta ha però dovuto emigrare dagli Stati Uniti alla Scandinavia, prima in Svezia e ora in Norvegia. Lui non ha i mezzi e le conoscenze di Horowitz, e quindi ha dovuto accontentarsi di finire su Zerohedge (un po’ misteriosamente, devo dire, viste le scarsissime visualizzazioni della sua pagina https://twitter.com/LettersFrNorway) e da lì dato in pasto ai lettori di CDC.
    Nonostante tutto, Kamran è ancora così entusiasta di essere considerato Americano, da lasciarsi andare alla seguente affermazione:
    Cit. – “Questa è forse la differenza principale tra i valori americani ed europei. Noi abbiamo sempre creduto nell’abbondanza: abbondanza per tutti e frontiere aperte. In Europa, le risorse e le frontiere sono esaurite, facendo pensare alla gente che, affinché uno vinca, un altro deve perdere.”
    Tralasciando il fatto che l’abbondanza è stata sottratta ai nativi di tutti i continenti (e ti credo che ti piacciono le frontiere aperte!) da parte dell’uomo bianco, mi fa un pelo girare i maroni il discorso sui “valori” americani. A me pare che il fatto che le risorse in Europa siano esaurite e che per questo la gente manifesti il suo disagio mentre cerca di difendere quel po’ di beni materiali e di dignità che sono rimasti, sia dovuto proprio alle politiche americane (o meglio anglo-americane). Con la II G.M. gli yankee & Co. hanno conquistato il vecchio continente e l’hanno trattato come una colonia.
    Se le risorse oltre Atlantico ci sono ancora, è dovuto al fatto che i confratelli di Horowitz, che gestiscono la risorsa monetaria come fosse un rubinetto, non sono dei fessi. A casa loro, regolano l’afflusso di denaro in modo che mediamente i loro “polli” abbiano di che campare più che bene e non pensino a ribellarsi.
    Se l’economia americana funziona e gli Americani (ripeto: mediamente) stanno ancora bene, non è perché da loro sono tutti dei bravi imprenditori, ma semplicemente perché grazie alle politiche della FED hanno risorse finanziarie virtualmente infinite. Ed ecco spiegato il motivo dell’abbondanza.
    L’Europa invece è evidentemente solo un terreno di caccia per i nostri padroni. Infatti da noi la BCE (la filiale locale della FED) regola l’immissione del denaro in modo da consentire a banche e multinazionali di derubare l’economia dei Paesi europei e di schiavizzarne le popolazioni.
    L’immigrazione selvaggia fa parte di questo stesso progetto, ed è per questo vogliono che siamo più tolleranti.

    • Pino Rossi

      Analisi puntuale e interessante. Ma anche se sopra il livello di sopravvivenza, gli americani, eccetto quelli che vivono nella natura selvaggia, fanno una vita di merda. È tutto incentrato nell’immagune weberiana di Dio che ti ama attraverso i soldi. Si respira il terrore di rimanere indietro.

  • gix

    Pensiero esposto in modo un po’ confusionario ma il senso si capisce. E’ la somma dei motivi per cui il concetto stesso di Europa unita è fortemente contronatura, come lo è qualsiasi pretesa globalizzante nel mondo. Tutte queste forme di omogeneizzazione e di miscuglio delle culture sono fatalmente destinate a fallire, specialmente nel breve termine. Nel lungo termine saranno probabilmente sostituite da altre forme di cultura ed integrazione, ma sempre a livello locale, perché quello è il raggio di azione e di interesse dell’uomo, almeno come è ora. Se poi da homo sapiens si trasformerà in qualcos’altro, allora, forse, si vedrà..

  • Sepp

    Trump e’ un povero americano che piu’ che contare soldi e mignotte non sa fare.
    Chieda ai suoi avi chi hanno messo al potere dopo la guerra al potere in svezia. O fa il finto tonto?

  • Truman

    Mi torna in mente un vecchio appunto dal romanzo “I cani di Riga” di Henning Mankell. Il poliziotto lettone, Karlis Liepa, racconta la sua visione a Kurt Wallander, il collega svedese.

    …la povertà ha volti diversi. Da noi non c’è abbondanza. Da noi non c’è la libertà di scelta. In Svezia ho avuto la sensazione di intuire quella povertà che ha le sue origini nella mancanza della necessità di lottare per la propria sopravvivenza. Per me quella lotta ha una dimensione religiosa. Non vorrei essere al vostro posto. ( I cani di Riga, Marsilio 2007, p. 93)