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Trenta modi per difendersi dalla miseria spirituale

DI FRANCO ARMINIO

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1.

Avere una vita sentimentale molto viva. Tenere ogni giorno molto spazio per il cuore: scrivere una lettera, accarezzare, leggere una poesia d’amore.

2.

Uscire a vedere qualcosa, non un museo o un film, uscire a vedere un pezzo di mondo qualsiasi, in un posto qualsiasi.
3.

Scrivere a mano e leggere un libro di carta almeno per un’ora al giorno.

4.
Andare al cimitero almeno una volta la settimana.

5
passare un poco di tempo con un animale.

6
parlare con persone che hanno un’età lontana dalla nostra.

7
non mangiare carne o farlo molto raramente.

8
dire grazie molto più spesso.

9
fare almeno un esercizio di ammirazione al giorno.

10
salutare gli alberi e le altre piante.

11
cantare al telefono per qualcuno, cantare in compagnia, cantare da soli.

12
visitare gli infermi, stare vicini ai familiari degli infermi.

13
pensare a dio, anche se non ci credi.

14
inginocchiarsi ogni tanto.

15
ogni tanto alzare lo sguardo verso il cielo, di giorno e di notte.

16
dire le proprie paure.

17
aprire la finestra appena ti svegli.

18
avere tra i propri amici una persona molta anziana.

19
parlare dei propri figli.

20
parlare dei morti.

21
immaginare di essere morti sette anni fa.

22
chiedere a qualcuno di cosa soffre.

23
confidare in tutti, non pretendere da nessuno.

24
riconoscere i propri errori e scusarsi subito.

25
benedire ogni forma di allegria.

26
leggere una poesia prima di mangiare.

27
dire ai violenti che è bello essere dolci.

28
riconoscere che le sventure sono molto rare.

29
essere grati a chi ci aiuta.

30
sapere che non siamo una cosa sola, siamo tante persone in una e tante epoche e tanti paesaggi, siamo dentro e fuori, non siamo una cosa, ma un movimento dell’universo.

 

Franco Arminio

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10218659787111789&set=a.2

19.01.2019

 

Pubblicato da Davide

15 Commenti

  1. Un po sentimentale ma bello

  2. Bellissima la conclusione.
    Come ho sentito dire ad un maestro yoga indiano, noi siamo gocce nell’ Oceano dell’universo, che per un attimo si separano per poi tornare a tuffarsi in esso.

    E la fisica non può che confermare: siamo una condensazione temporanea e mutevole di materia stellare. Dalle stelle siamo venuti e alle stelle torneremo.

  3. IO, Io, io e gli altri; e gli altri sono animali, vegetali e minerali a mio beneficio ? Do loro il nome e così è, oppure hanno un loro nome.
    ————————————————————————————————————-
    ma come si fa a proporre come punti di crescita metodi per accrescere il proprio IO ?
    IO sono IO e gli altri non sono cazzo ?
    questo breve cartone animato https://www.youtube.com/watch?v=MTTr7RGH37c
    illustra bene i concetto

  4. “Avere una vita sentimentale molto viva”
    Vabbè, si vede che anche lui ha passato i 60, in origine era “avere una vita sessuale molto viva” poi, a 60,con l’età ci si accontenta dei sentimenti, ed a 80 ci si accontenta di ” avere una vita ancora viva”

  5. Il primo passo, veramente, è il volere una vita spirituale. Tutti i passaggi e tecnicismi elencati nel post anche se veri, assomigliano troppo alla spiritualità islamica, cioè la deformazione mentale.

  6. Se il viaggio è verso il ricongiungimento con l’uno (UniVerso), Arminio dovrebbe essere contento di abbreviarlo non di allungarlo peraltro con l’arroganza di stabilire lui le regole della ricchezza spirituale che rendono tale viaggio “virtuoso”.
    Difatti già il sussurro notturno ha sottolineato la similitudine con la spiritualità islamica dei 30 comandamenti secondo Arminio. Non esistono comandamenti migliori dagli altri. Esistono comandamenti a noi confacenti, nei quali ci riconosciamo e ci “appartengono”. Stabilire di essere portatori di valori universali significa porre le basi per la discriminazione.

  7. Manca la cosa più ovvia: pregare.
    Attività fondamentale per la vita nello spirito vera, non un bieco sentimentalismo spiritualista.

  8. A mio avviso è demenziale e triste, sarà un altra persona affetta da depressione, neanche chi ha un agenzia di servizi funebri pensa in questo modo

  9. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    31 – Essere o…..benessere? Questo è il problema!

  10. La vita spirituale è una cosa seria e non si riduce in trenta pillole di luoghi comuni

  11. Qualche ovvietà, qualcosa che non è nelle mie corde, ma magari mi piacerebbe! inoltre effettivamente sa un po’ di funereo, cose a cui è vero, qualche volta bisogna pur pensare…ma adesso proprio tutti i giorni mi sembra un po’ troppo.
    Nel complesso pillole che, se anche non abbracciano tutto quello che ci può far bene, sono condivisibili e possono solo “seminare del bene” e di questi tempi ce ne proprio bisogno.
    “Pensare a Dio anche se non ci credi” stupenda! Sicuramente lo faccio più dei credenti praticanti convinti!
    Il ritorno nel flusso universale, beh si, c’è un po’ di tutto, filosofie orientali, fisica subatomica e il “naufragar me dolce in questo mare” di Leopardi. Discorso inquietante ma assolutamente affascinate e meritevole di interesse.

  12. cenzino spondilosi cifosi

    La personale vita spirituale compressa in un banale schema di 30 idee è sublime.

  13. Vivevamo come dei re. Tracannavamo vodka a bicchieri. Tante belle
    ragazze ci volevano bene. Camminavamo su tappeti di foglie d’oro,
    diguazzavamo nell’oro e pagavamo con oro, argento e dollari. Pagavamo
    per tutto, per la vodka e per la musica. Pagavamo l’amore con l’amore e
    l’odio con l’odio. Amavo le albe deliziose e freschissime di primavera quando il Sole
    giocava come un bambino sparpagliando nel cielo colori e luci. Amavo i
    crepuscoli estivi quando la terra respirava la calura e il vento
    rinfrescava e accarezzava dolcemente i campi profumati. Amavo
    l’incantesimo degli autunni variopinti, quando l’oro e la porpora
    danzavano nell’aria staccandosi dagli alberi e tessevano sui sentieri
    tappeti sontuosi mentre le nebbie canute si cullavano sui rami degli
    abeti. Amavo anche le gelide notti invernali, quando il silenzio
    condensava l’aria e la luna meditabonda cospargeva di diamanti il
    candore della neve.

  14. La figa si paga sempre e comunque.