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TRA CORPI PERFETTI E DENARO DIMENTICATA LA CURA DELL'ANIMA

DI MASSIMO FINI
Il Gazzettino

Non si sente più parlare di anima. Questo termine, così diffuso e pregnante in altre epoche della storia occidentale non è sulla bocca, almeno nei loro discorsi in pubblico, del Papa, dei cardinali, dei vescovi e neppure dei preti. Ora, io non credo all’anima, ma il Papa, i cardinali, i vescovi, i preti ci dovrebbero credere visto che tutta la cosmogonia cristiana si basa sulla fede nella sua esistenza e che la funzione, diciamo così, istituzionale della Chiesa e dei suoi sacerdoti è proprio “la cura delle anime”. Ma non ne parlano mai. Non ne parlano più.

Non si parla nemmeno, sul cotè laico, di spirito, l’antico “pneuma” del pensiero greco, ma questo non è più comprensibile dato l’uso sciagurato che ne hanno fatto Hegel, in Italia Gentile (e per la verità anche Croce) per cui ha finito per assumere un significato vagamente fascista.Si parla, in compenso, molto del corpo e del suo benessere. Di “beauty farm”, di palestre, di materassi , di plantari e anche di prodotti che aiutano la donna, e immagino anche l’uomo, a riacquistare la sua “normale regolarità” (che l’anima , per una bizzarra combinazione alchemica, abbia cambiato la sua sostanza?). Si parla moltissimo di cibo e di cibi il cui destino peraltro è inevitabile e non particolarmente glorioso. Si parla molto di chirurgia estetica che deve fare apparire il nostro corpo sempre giovane, bello e levigato e d’una medicina che deve rendere la nostra vita sempre più longeva e, prima o poi, immortale.

Ma si parla soprattutto di denaro, del Dio Quattrino che è l’unico nume unanimemente adorato, riconosciuto e condiviso, in Occidente, e quindi di economia, di finanza, di derivati, di banche, di carte di credito, di bancomat, di Cin, di Pin, di Iban. In questo nuovo Regno l’uomo ha ancora una parte, ma come sottoprodotto. Non è più propriamente un uomo, ma un “consumatore”. È un tramite. È il tubo digerente, il lavandino, il water attraverso cui deve passare il più velocemente possibile ciò che altrettanto rapidamente produce. “Bisogna stimolare i consumi per aumentare la produzione”. È il “terminale uomo” del meccanismo. È un target. Un obiettivo. Non è più soggetto, ma un oggetto. Si inventano strategie di marketing sempre più sofisticate, nascono scuole per “personalizzare” i venditori, ma se c’è qualcuno che tituba a ridurre la propria esistenza a quella di rapido defecatore e di Pinocchio nel Paese dei Balocchi si ricorre a metodi più spicci e si reclutano e si schiavizzano schiere di giovani Lucignoli perchè faccia, perbenino e senza protestare, il suo dovere.

Come l’uomo sono ridotti i Paesi e le Nazioni. Un Paese è considerato solo se è un appetibile mercato o è tanto più ganzo quanto più è capace di acquisire nuove “quote di mercato”. Un tempo esisteva l’idea di Nazione, di una comunità con valori condivisi. Adesso la Nazione è stata sostituita dalla Produzione.

In occidente si torna a parlare, è vero, e molto di Dio. Ma non mi pare del tutto a sproposito. Se ne fa un uso parecchio utilitaristico. Il Presidente degli Stati Uniti conclude ogni suo discorso con la frase “Dio protegga l’America”. E perché non l’Afghanistan? O l’Iraq? L’Iran? O ancor meglio, gli indigeni delle isole Andemane che non hanno mai rotto le scatole a nessuno? Oppure si impetrano da lui e o dalle sue Maestranze favori particolari. Ma perchè mai Dio dovrebbe concederli a questi piuttosto che a quelli? E, curioso che l’epoca del massimo e trionfante scientismo sia anche quella della massima superstizione (Fatima, Lourdes, la Madonna di Czestokowa, quella di Medjugorje, San Gennaro, Padre Pio, eccetera). Ma poi se non esiste più l’anima che senso mai può avere conservare Dio?

L’immateriale è scomparso dal mondo contemporaneo. È stato sostituito dal virtuale che solo apparentemente gli si apparenta. Perché è una parodia masturbatoria del reale. E non ha nulla a che vedere con l’Immateriale. Con lo Spirito. Con l’Anima.

Massimo FIni
Fonte: http://www.gazzettino.it/
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18.04.2008

Pubblicato da God

12 Commenti

  1. Anche Fini sta rincoglionendo, o no?

  2. Si chiama cervello…e pare che sia in grado di utilizzarlo, a differenza di altri!

  3. Ma fini ,semmai ha un cervello, galleggia nell’alcool come moltissimi altri.
    L’anima? Solo nelle menti di chi ha avuto una triste gioventù magari studiando dai gesuiti.

  4. Quello che dice Fini mi appare abbastanza corretto, ma l’anima è un’invenzione relativamente recente. Se è vero quello che dice Galimberti (io non leggo l’ebraico) l’anima non esisteva ai tempi di Cristo, perchè il concetto non esisteva ancora. La parola ebraica che viene tradotta con anima (nèfesh) è la stessa che viene tradotta in altri contesti con corpo.
    L’anima viene introdotta dalla filosofia greca e viene assimilata nella cultura cattolica nel Medioevo. Del resto le prime versioni della Bibbia sono in greco.

    Garantisco di aver ascoltato con cura la messa cattolica e si parlava di resurrezione dei corpi.

  5. Nell’articolo si parla di anima, se rileggi il titolo, anzi più propriamente della “cura dell’anima” non di usare il cervello, ti assicuro che me ne sarei accorta; questo articolo vuole essere una sorta di predicozzo invece, un predicozzo colto ma sempre un predicozzo.

  6. ah… la filosofia greca è recente? abbiamo un concetto di recente bello ampio eh! 🙂

  7. perchè ciò che parla di anima diventa “predicozzo”, mentre il cervello è qualcosa che appartiene agli inguaribili materialisti.
    quando si parla di morale e valori, oggi, si passa per forza per dei predicatori.
    ma d’altro canto chi si lamenta dei prb del consumismo ragionando con ottiche materialistiche/razionali è un povero illuso.
    perchè la ragione è utilitaristica, è il limite umano.

  8. quello che continuate a non capire è il ruolo essenziale che svolge la metafisica nella vita dell’uomo.
    ciò è una concausa determinante dei fallimenti di sistemi politico-economici laicisti e materialisti.

  9. E’ una delle cose più belle che ho letto negli utlimi tempi. Se osservato con gli occhi dell’anima. Carlo Bertani

  10. Si. E’ vero, in effetti tra i miei acquisti recenti ci sono l’epopea di Gilgamesh e l’arte della guerra di Sun Tsu, libri un po’ datati.

  11. ottimo articolo! … chi non l’ha capito dev’essere “.. il tubo digerente, il lavandino, il water”

  12. Fini inizia l’articolo col dire che l’anima non esiste. Su questo siamo totalmente d’accordo. Cosa però strana per un incipit del genere è che Fini lamenta la carenze di cure dell’anima. Si scaglia contro i soliti mostri (basta però con la locuzione “Dio quattrino”, “Dio denaro”, ecc… perché è ormai trita e ritrita) e quindi si lamenta della malattia dell’anima. Di cosa sta parlando allora? Di quei problemi che si riferiscono alla sfera emotiva/irrazionale, per cui delle persone riescono ad essere infelici anche quando hanno di tutto? Allora non parla di anima, ma di nevrosi. Torno a condividere quello che scrive quando parla dell’uso strumentale della religione e di dio. Per inciso, Fini associa la superstizione alla religione e non potrebbe essere altrimenti visto che la radice è la stessa: fede cieca in qualcosa che non può né essere dimostrato, né confutato. Questo uso viene fuori in tutta la sua contraddizione quando si pretende che dio sia universale, ma aiuti una fazione, faccia il particolare di qualcuno addirittura appoggi una guerra! Queste religioni sono la tomba dell’anima che intende Fini, dove viene trascinata a morire anche l’Umanità che non avrebbe bisogno di religione, di un dio punitore/vendicatore/assolutore per un buon vivere comune.
    Il pensiero religioso dovrebbe sparire perché non solo è inutile e ha fatto il suo tempo da quando esiste la scienza, ma è pure dannoso e si presta con una facilità estrema ad ogni manipolazione delle masse degli ignoranti. È lo strumento migliore per gente priva di scrupoli ed esaltati. Quando sparirà sarà un bel disarmo mondiale, nonché l’ora di far trovare un lavoro serio a tutti i preti, monaci, sciamani, rabbini e imam.