Torino: Q&A

Torino: Q&A

FONTE: ROSSLAND

Pare che a generare il caos a Piazza San Carlo a Torino, che ha procurato 1527 feriti, 2 dei quali gravi, siano stati due ragazzi per "fare una bravata".
La notizia mi disturba più di quella dell'ultimo attentato di Londra.

Continuo a chiedermi cosa non mi torna di questa Piazza devastata peggio che se fosse passata una mandria di bisonti infuriati.
Non mi tornano le bottiglie di birra in vetro che circolavano e si sono puntualmente rivelate micidiali al momento del panico.
Non mi tornano i racconti, assolutamente credibili, di gente nel panico che si muove a ondate camminando sopra a quelli che, spinti, cadevano a terra.
Non mi torna poi la totale assenza di servizi d'ordine in una piazza gremita di circa 40mila persone dove girava birra a fiumi senza che nessuno vigilasse intorno alle transenne il via vai di delinquenti fornitori di bottiglie in vetro vietate agli ingressi.

A non farmi tornare niente è però una domanda, decisamente cinica: e se invece di un paio di deficienti sbronzi che gridano Allah Akbar, ci fosse stato un reale terrorista con zainetto armato e pronto a farsi saltare, fra quei 40mila, possibile non ci fosse nemmeno un giovane aspirante eroe capace di provare a fermarlo per fermare la strage?

No, pare proprio di no: è bastato un cretino ubriaco che, a torso nudo e zainetto sulle spalle, urlasse il convenuto grido pre-bomba islamico, per scatenare solo panico, senza eroi.
Niente sangue freddo, solo irrazionale paura pavloviana conculcata a forza di attentati-lezione da imparare.
Certo, il condizionamento innesca reazioni da conigli, e ormai di fronte all'islamico armato si dimostra, come appunto nel caso della piazza di Torino, che l'obiettivo di reazioni da laboratorio di propaganda è raggiunto ed efficace nel 100% dei casi.

Abituati a vivere in gruppo, a pensarsi come parte del gruppo, a ragionare in gruppo, a socializzare per gruppi, l'istinto di sopravvivenza individuale è ormai limitato al classico la miglior difesa è la fuga.
Non è tragico?
Ricordo i numerosi casi di singole persone che di fronte alla minaccia non si sono fatte intimorire reagendo passando all'attacco (ne cito uno per comprenderli tutti, e se cercate in rete sono parecchi).
Rischiando la vita, certo, ma con questo dicendoci anche che la miglior difesa è l'autodifesa, la reazione di fronte a un'aggressione o una minaccia, che è provare a fare scudo contro la sopraffazione e la barbarie, la civiltà; non la fuga al primo babau urlato da un imbecille.
Uno, dico uno su circa 40mila, che sapesse guardare in faccia la minaccia del terrore islamico senza indietreggiare, potrebbe forse innescare il ricordo collettivo della possibilità umana di reagire, anziché subire ritraendosi in se stessi e scappando.

L'eroe, nel 99,9% dei casi muore, si sa.
E la sua morte serve però a ricordare alle pecore che sono tali solo perché anziché coltivare in sé il coraggio, coltivano in sé la paura anche della propria ombra.

Qui, invece, abbiamo ormai la prova che siamo solo un gregge di pecore armate di cuore&amore con cui combattere il nemico (pagandosi pure 40€ di biglietto), quindi incapaci perfino di pensare che il nemico del cuore&amore se ne strafrega, e al dunque ti ammazza comunque e pure con meno fatica.

Capisco il panico, eh? Specie se sei sbronzo e sei educato a reagire in gregge, più che farti guidare dal tuo individuale istinto di sopravvivenza.
Però, vivvaddio, almeno uno che di fronte al falso dinamitardo ubriaco gli si fosse lanciato contro nel tentativo di almeno buttarlo a terra, me lo sarei aspettato.
Uno.
Invece niente.
Tutti polli da batteria che finiscono per ferirsi l'un l'altro passandosi sopra e calpestandosi come niente fosse, e facendosi sgorgare sangue a fiumi con i cocci delle loro stesse bottiglie rotte di birra.
Un'immagine devastante, in tutti i sensi.

Finiremo sottomessi senza batter ciglio, per assenza di anticorpi emozionali e un istinto di sopravvivenza atrofizzato da buoni sentimenti un tanto al chilo.
Una gran brutta fotografia.
Tanti bravi ragazzi che, al momento della prova suprema, quella che può decidere fra la vita e la morte, quella che di fronte alla minaccia della propria e altrui sopravvivenza, non sanno salvare né il mondo né se stessi.
D'altra parte, se ti globalizzano al punto che non hai più un tuo mondo, ma solo un mondo per viaggiare, studiare, lavorare, non hai più ragione di difendere alcun mondo preciso.
Quindi, al più, di fronte a una minaccia ti arrendi.
E scappi da un'altra parte, tanto una vale l'altra.

Figurati la reazione, mi dico, se ci invadessero "li turchi "oggi...
Ah, no: i "turchi" oggi ce li andiamo a prendere e, dato che siamo quelli buoni del cuore&amore, li vogliamo "integrare".
E infatti, a integrarci sono loro, avendoci già colonizzato l'organo pensante minacciando "il nostro stile di vita" a furia di paure indotte e difesa del loro diritto alla moschea sotto casa.

Fonte: http://rossland.blogspot.it/

Link: http://rossland.blogspot.it/2017/06/torino-q.html

5.06.2017

Commenti (81)

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Mostra commenti 32 caricati
    1. disqus_VKUtLIms5T 8 giugno 2017

      La demolizione sistematica dell'italia è datata...
      La prima picconatrice fu la merlin...e poi ci fu una vera e propria gara a chi era più bravo a picconare...
      Credete che questa gara si finita ?
      PURTROPPO NO...
      CONTINUA IMPERTETERRITA...

    1. Paolo 6 giugno 2017

      Chissà come sarebbe andata a finire se gli inglesi avessero reagito allo stesso modo alle prime prepotenze della Germania nazista.

    1. rossana 6 giugno 2017

      A mani nude contro i coltelli dei terroristi. Però lui è del Millwall, mica di Torino...
      http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/mani-quanno-ve-pare-attentato-londra-parla-149314.htm

    1. Primadellesabbie 6 giugno 2017

      C'é folla e folla.

      Ecco qui, ho trovato; andate al minuto 7" e 30" e guardate come ci si può comportare (volendo eh!):

      Questo filmato é del 2002, nello stesso anno, quando ancora mi ostinavo a far visitare l'Italia ai miei famigliari, ricordo una domenica mattina presto, la Piazza Santo Spirito a Firenze, accessibile ma non fruibile (a piedi), indescrivibilmente tappezzata di bottiglie frantumate durante un concerto della sera prima.

    1. Adriano Pilotto 6 giugno 2017

      Mai come nel caso di Torino abbiamo come protagonista la folla di Le Bon e, per chi si ricorda la tragedia del Heysel, non sarà difficile pensare la Juventus come una maestra nell'evocare questa stralunata protagonista. Qualunque risultato emerga, dalla morte al record, dalla strage alla vittoria, quando i fattori in gioco sono masse, sport e media possiamo star sicuri che i conti tornano.
      La decadenza dell'occidente (nelle imperiali Roma e Bisanzio succedevano cose ben peggiori), il terrorismo, gli ambulanti e tutti gli altri fantasmi chiamati a far tornare i conti hanno lo stesso valore esplicativo dei detriti lasciati nella piazza dalla folla.

    1. --<>-- --<>-- 6 giugno 2017

      È anche possibile che sia successo per caso.
      Sembra invece che si stia cercando di non far quadrare qualcosa per il solito vizio italico.
      Cioè quello che, ogni qualvolta che succede qualcosa, dai terremoti alle alluvioni, agli incidenti etc, parte subito la caccia all'untore, con la disperata ricerca di qualcuno (chiunque esso sia) da sbattere in galera ed esporre al pubblico come trofeo.
      Da questo punto di vista appare invece tutto chiarissimo.

    1. Mario Poillucci 6 giugno 2017

      Eppure qualcosa non quadra! Come soleva dire una certa persona a pensar male si pecca ma sovente si indovina. Ieri sera un solerte ed intransigente ''giornalista'' di canale5, credo, (prossimo nominato al p(i)rlamento?? inveiva con fare censorio, intransigente, sdegnato nei confronti della Appendino! Che certi pseudo-giornalisti si arroghino il dire ed il fare di Catone è già grottesco e disgustoso con l'aggravante di ''lavorare'' per certi canali tv ma suscita qualche dubbio! Che quel discutibile ''raduno'', per una partita poi, sia stato mal gestito è chiaro ma, chiedo, carabinieri? Polizia? Finanzieri? Forestali? Esercito della salvezza? Boy Scout? Dov'erano, di grazia? Il questore, il prefetto? Non pervenuti!!! I due ragazzotti responsabili subito lasciati andare con tante scuse, probabilmente! Ma si dài abbiamo scherzato cosa volete che sia! E, allora, qualcosa non mi torna, non mi convince, non mi quadra!

    1. --<>-- --<>-- 6 giugno 2017

      È arrivato il nostro eroe!
      Uno disposto ad immolarsi, a sacrificare la propria vita, a farsi ridurre a pezzettini per l'occidente ... Peccato che non fosse a Torino quella sera o altrove in altre occasioni.
      Peccato che non scriva neanche il suo nome, avremo potuto congratularci preventivamente per lo sventato attentato.
      Articolo patetico, e zeppo di luoghi comuni, che tra l'altro descrive uno scenario (il ragazzo con lo zainetto) già scartato dagli stessi inquirenti.
      Doveva andare così ... Prove tecniche di psicosi di massa, e secondo lui qualcuno doveva far fallire l'esperimento?

    1. Massimo Pollani 6 giugno 2017

      quella degli eroi è proprio una cavolata... cosa c'è di eroico nel lanciarsi contro uno che sta per farsi esplodere o che con un mitra in mano sventaglia colpi a destra e sinistra?

    1. clausneghe 6 giugno 2017

      Un tempo, molti anni fa, avevamo un allevamento di polli.
      Quando mancava la corrente per temporali o altro, i polli, resi folli dalle sciabolate di luce dei fari delle auto di passaggio sulla strada accanto, baluginando nel capannone dalle finestre, si accatastavano uno sopra l'altro negli angoli del muro formando una grottesca piramide di piume e creste, vive sopra morte sotto.
      A volte tiravamo fuori centinaia di polli soffocati...
      Bene, il comportamento di questi umani, della varietà "Tifus -Tifo Calcius" di cui stiamo parlando, non è stato molto dissimile da quello dei miei(ex) polli.
      Meditiamo, gente.

    2. Gino2 6 giugno 2017

      Lei avrebbe fatto due capriole volanti e sarebbe saltato sulla cima di un palo cercando il terrorista presunto o individuando eventuali "deboli" da salvare con scatti e salti felini? O sarebbe stato un "pollo" anche lei?

    3. clausneghe 6 giugno 2017

      Probabilmente avrei evitato il problema alla radice evitando di mescolarmi con la massa dei tifosi, che detesto.
      Non mi piacciono le folle, cerco di non trovarmici mai in mezzo.
      Saluti.

    1. Cair 6 giugno 2017

      Argomentazioni, mi dipiace scriverlo, piuttosto stupide. Le folle hanno sempre avuto questa dinamica e agiranno sempre nello stessa modalità qualunque sia la loro composizioni. Il discorso sugli eroi è assurdo. Pessimo.

    1. Nicolass 6 giugno 2017

      quello che è successo a Torino è la nuova frontiera del terrorismo 2.0 ... perché prendersi la briga di addestrare un attentatore, munirlo di cintura esplosiva e fucile a pompa, quando per ottenere lo stesso effetto in termini di morti e feriti basta un petardo e il grido di Allah Akbar in una piazza gremita?

    1. gilberto6666 6 giugno 2017

      Sarò ignorante od incosciente, o forse entrambi le cose, ma sinceramente non ho paura, tantomeno mi inquietano gli allarmismi mediatici. Insomma, il terrorismo non mi terrorizza. Poi, certo, evito le resse, a partire da quelle di capodanno in piazza, perché le ho sempre detestate a prescindere, unitamente a quelle virtuali sui social network.

    1. Alberto Capece Minutolo 6 giugno 2017

      Ma quante fesserie, scritte da uno che palesemente straparla e non sa nemmeno cosa sia davvero una folla o una manifestazione o uno scontro. Evidentemente c'è gente che non ha niente di meglio d afare che coltivarle il proprio onanismo senza che nessuno gli dica di cambiare mestiere.

    1. Roberto 6 giugno 2017

      addestramento anti terrorismo
      1° buttate la tv e giornali
      2° ricordarsi che il terrorismo le delinquenze ecc. così come le guerre, sono organizzate e consentite da chi detiene il potere.
      3° non seguire e frequentare le masse con relative religioni, bandiere, squadre, team ecc.
      4° andate a vivere in campagna o posti larghi a bassa densità abitativa.
      5° siate il più possibile felici.

    2. Mario Poillucci 6 giugno 2017

      Ben detto! Mi permetto di aggiungere una sesta raccomandazione: siamo un popolicchio di smidollati mollaccioni, urge drastico cambio di rotta.
      Buona giornata a tutti!

    3. Gino2 6 giugno 2017

      mi permetti il punto 4°bis? : Metti le sbarre alle finestre e metti una porta blindata perchè se vivi in campagna c'è sempre il rischio che un gruppo di delinquenti "non organizzati da chi detiene il potere" decida di entrarti in casa per svaligiarla che tu sia dentro con la famiglia o no.

    1. Mario Vincenti 6 giugno 2017

      La strategia della tensione e delle false flag operation sta funzionando, il panico si diffonde anche senza motivo.

    1. Maia 6 giugno 2017

      Un video che mostra bene l'inizio dell'evento
      http://www.focus.de/sport/videos/massenpanik-in-turin-video-zeigt-dramatische-szene-als-menge-in-panik-geraet_id_7212688.html

    1. DesEsseintes 6 giugno 2017

      Il primo capitolo di Massa e Potere di Elias Canetti è appunto sugli archetipi comportamentali inconsci secondo i quali reagisce una massa informe di persone nel momento del panico.
      Secondo lo scrittore la paura primordiale è quella delle fiamme per cui si calpesta tutto ciò che si trova sul proprio cammino nel gesto inconsulto di spegnere un fuoco immaginario, indipendentemente da quale sia l'effettivo pericolo che costituisce la minaccia.

    2. Primadellesabbie 6 giugno 2017

      Ma qui (grazie del suggerimento) mi pare sia più opportuno considerare qualcosa a metà, in divenire tra la "massa aizzata" (..si forma in vista di una meta velocemente raggiungibile. ...) e la "massa in fuga" (Si fugge tutti insieme perché così si fugge meglio. ...complicata dalle diverse velocità di cui sono capaci...)

    3. DesEsseintes 6 giugno 2017

      Non ho capito (come al solito).
      Comunque leggilo. E' un testo di "scienza della Politica" ma è scritto in una maniera volutamente "pre scientifica".
      Non c'è un grafico, non ricordo rimandi ad altri studiosi (se ci sono, sono sporadici), si ragiona per analogia, non per deduzione da dati di fatto sperimentali e gli esempi riguardano solo antichissimi regni sconosciuti dell'antica Asia o altri luoghi semi leggendari con protagonisti re, tiranni, alti dignitari, consiglieri e guerrieri dai nomi favolosi. Unico nel suo genere.
      E' un testo sapienziale più che scientifico di una durezza esistenziale impressionante.
      Incredibile il capitolo sul senso ultimo e le "terribili" conseguenze del chiedere delle semplici informazioni stradali.
      C'è inoltre un breve passaggio sulle reali motivazioni del giudizio estetico presso gli occidentali (i soli presso i quali esista in senso compiutamente "estetico", secondo me) che è molto profondo.

      Citazzone: "Per nessun motivo raccontate i vostri sogni".

    4. Primadellesabbie 6 giugno 2017

      Letto, e ho trovato in rete molti degli incredibili testi richiamati nelle note.

      PS - Se non hai capito é senz'altro per "merito" mio.

    5. Truman 6 giugno 2017

      Nei miei appunti, una delle cose più interessanti è ciò che Canetti non ha detto, quando parlava di sette segrete, intrinsecamente militari, che basavano la propria appartenenza alla setta su una nascosta evirazione.

    6. DesEsseintes 6 giugno 2017

      Ecco, qui è un punto importante.

      Non si tratta di nascosta evirazione ma di implicita e spesso esplicita sodomizzazione (che poi in psicanalisi può essere collegata a una evirazione ma in senso metaforico).

      Questo è il penultimo passaggio per capire che cos'è ontologicamente e come funziona il potere come lo concepiamo e quindi come si manifesta oggi.

      L'ultimo passaggio è un po' più scabroso.

      Chi sa leggere si prende Billy Budd di Melville e lo vede rappresentato in tutti i dettagli in forma letteraria (tutti meno l'ultimissimo che proprio non si può dire "in chiaro").
      E' una lettura molto difficile.

    7. Truman 6 giugno 2017

      Io intendevo che l'evirazione si può virtualizzare. E diventa una circoncisione. Ma Canetti non lo poteva dire.

    8. DesEsseintes 6 giugno 2017

      Hai ragione ma hai scritto:

      "quando parlava di sette segrete, intrinsecamente militari"

      La circoncisione si pratica ai bambini.

      Sodomizzazione e perdita della virilità sono collegate e ne ha scritto anche Foucault.

      La cosa particolare è che i riti di sodomizzazione sono molto più presenti di quello che si creda, sia effettiva che metaforica.
      L'abuso castrante è un sottotesto ineludibile del potere come lo concepiamo oggi, che spinge il violentato-castrato a ripetere su altri l'ingiuria subita quindi a perpetuare il sistema.
      A proposito di questo, proprio di Canetti in Massa e Potere, c'è il capitolo sulla "spina".

      Se non lo hai visto cerca "Gohatto" di Nagisa Oshima (fai caso alla scena finale quando senza un motivo apparente il samurai trancia con un sol colpo di spada un giovane ciliegio in fiore).

      PS: Torno a segnalare Bily Budd che fra l'altro è uno dei più spettacolari esercizi di ermeneutica per un lettore.

    1. Primadellesabbie 6 giugno 2017

      Ricordo questa barzelletta da quando ero bambino: una commissione del Governo visita un manicomio modello, il direttore accompagna e, traversando il parco, si sofferma presso la piscina a guardare dei pazienti che, entusiasti, si lanciano dal trampolino

    1. silvano 6 giugno 2017

      Siamo cavie da laboratorio....avete presente quei topi ai quali viene data la scossa elettrica per condizionare i loro comportamenti..?? ecco noi siamo uguali..con la differenza che invece della scossa ci danno notizie ben mirate in modo ossessivo affinché in una data situazione il nostro comportamento sia consono a quello perseguito dai nostri "tutori sociali"

    2. clausneghe 6 giugno 2017

      Per esempio con l'ora legale. In realtà non serve a nulla, quella del risparmio è una fola, il vero motivo è che si divertono (Chi? chi lo sa!) a farci spostare le lancette della sveglia... Obbligatoriamente, altrimenti sei out.

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