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TAP: Alcune (impopolari) considerazioni

DI FRANCESCO SANTOIANNI

pecorarossa.it

Ma davvero dietro l’OK del Governo Conte al TAP ci sarebbe una marchetta che il Movimento Cinque Stelle ha dovuto pagare a Trump? La “notizia” (che ribalta la vulgata, finora dominante, di un Movimento Cinque Stelle asservito a Putin) dilaga su tutti i mainstream, insieme alle farneticazioni secondo le quali non ci sarebbe stata nessuna “penale” (termine inesatto utilizzato da di Maio che, verosimilmente avrebbe dovuto parlare di risarcimento dei danni economici, anche se la sostanza non cambia)  da pagare in caso di blocco del TAP. Ma come stanno davvero le cose? Prima, alcune considerazioni (spero non troppo impopolari negli ambienti che frequento) sul famigerato TAP (imposto dal governo Monti e ratificato con un Trattato dal governo Letta) e su alcune argomentazioni – per me poco convincenti – dei suoi oppositori.

Per quanto riguarda quelle paesaggistiche va detto che, a Marina di Melendugno, la spiaggia di San Foca (punto di approdo del gasdotto) non ha affatto quelle caratteristiche naturalistiche e paesaggistiche di molte altre aree della costa salentina e non si comprende perché mai l’interramento, a dieci metri di profondità, di tubi, del diametro di 120 centimetri, potrebbe arrecare una compromissione paesaggistica o naturalistica considerando, ad esempio, i tanti gasdotti che approdano oggi in Italia o i tanti scavi che vengono effettuati, senza particolari remore, nei centri storici delle nostre città o nelle nostre coste.

Analoghe considerazioni per i restanti otto chilometri di gasdotto TAP e del successivo gasdotto SNAM (56 km) che si collegherà al Terminale di Ricezione alla rete nazionale di Snam a Mesagne. Sull’intero tracciato del gasdotto dovrebbero essere spiantati, e poi ripiantati a fine lavori, sul tracciato TAP circa 1.900 ulivi e sul tracciato SNAM, 8.000 ulivi. Una operazione di routine e senza particolari rischi per questi alberi, in una regione (60 milioni di alberi di ulivi) che ha già visto, nel solo 2017, 2.500 ulivi spostati, per far posto alle nuove condutture dell’Acquedotto pugliese. Per quanto riguarda, invece, il rischio di davvero improbabili disastri connessi al gasdotto (che si direbbero enfatizzati anche dalle lobby del carbone dopo l’incidente di Baumgarten) è da notare che nessuno, o quasi, finora si è preoccupato dei quasi 40mila chilometri di grandi metanodotti dorsali in alta pressione che da decenni attraversano l’Italia, anche in aree fortemente sismiche.

Più convincenti, invece, appaiono altre critiche al TAP quali, ad esempio, l’antiecomomicità dell’opera (attualmente, in Italia c’è già un eccesso di offerta di gas), e, la probabile destinazione del gas nella stagione estiva (periodo di basso utilizzo): i pozzi di gas esausto nella Val Padana. Uno stoccaggio denso di pericoli ma che non ha suscitato nessun movimento di protesta degno di nota.

Si, ma allora perché – con davvero flebili argomentazioni – è cresciuto il Movimento No-TAP? Sostanzialmente perché vivendo di luce riflessa dal ben più poderoso Movimento No-TAV (che, giustamente, si batte da anni contro un progetto molto più devastante di quello del gasdotto salentino) ha suscitato l’attenzione di molti sindaci salentini che, verosimilmente, speravano e sperano di ricevere, anch’essi per il loro Comune, i 500.000 euro ogni anno previsti per il Comune di Melendugno. Ad alimentare ulteriormente questo movimento: il suggerimento del Governatore della Puglia, Michele Emiliano, di cambiare l’approdo del TAP da Marina di Melendugno al Porto di Brindisi (una proposta certamente ragionevole se non fosse che era avanzata da Emiliano DOPO l’emanazione del decreto imposto dal PD “Sblocca Italia” che estrometteva le Regioni da qualsiasi ruolo nella realizzazione di “opere strategiche”); il tracotante diniego delle autorità ad attuare la VIA e a concedere, l’Accesso agli Atti (concesso dal Ministero dell’Ambiente solo nel settembre di quest’anno) e, soprattutto, le promesse preelettorali di sospendere subito i lavori del TAP da parte di attivisti Cinque Stelle, divenuti poi parlamentari o ministri.

Promesse svanite dopo l’incontro tra Mattarella e Aliyev (presidente dell’Azerbaijan, dove si trovano i giacimenti di gas) che chiedeva il rapido completamento del gasdotto, e l’annuncio di Conte, che evidenziava i danni economici  (20-35 miliardi di euro) da pagare a seguito dell’interruzione dei lavori. A questo punto, tutti i media mainstream e pure la “sinistra antagonista” a sghignazzare che, per il nostro Paese, “non ci sarebbe stata nessuna penale“ . In più, come già detto, il no allo stop dei lavori veniva addebitato ad un inconfessabile accordo tra Conte e Trump incontratisi qualche settimana prima. Ovviamente, su questo ultimo punto, nessuno si degnava di segnalare che il gasdotto TAP è di una portata inconsistente rispetto all’approvigionamento di gas che la Russia garantisce oggi all’Europa e che la stessa Russia è interessata alla realizzazione del TAP, sia per collegarci il suo gasdotto North Stream 2, sia per limitare il business della navi gasiere (che si apprestano a soppiantare i gasdotti) saldamente tenuto in mano dagli USA.

Tra l’altro, è davvero surreale che le critiche al Governo Conte di arrendersi davanti ai danni economici di una disdetta del contratto provengano da quegli stessi “rivoluzionari” che – in nome dello “Stato di Diritto” criticavano l’impegno del Governo a disdire unilateralmente il contratto con Atlantia ai tempi del crollo del Ponte di Genova.

Ben altre sarebbero le considerazioni da fare, soprattutto dopo la bocciatura della TAV voluta dai Cinque Stelle al Comune di Genova. Ad esempio, denunciare l’illusione dei Cinque Stelle di poter portare avanti un programma a difesa delle masse popolari “soltanto” con una maggioranza parlamentare e stando al governo. Senza, cioè, preoccuparsi di neutralizzare i veri poteri del Capitale che stanno annidati nei Consigli di amministrazione, nella “giustizia borghese”, nella burocrazia, nei media… Sarebbe stata una operazione salutare per i milioni di italiani che hanno votato Movimento Cinque Stelle e per le migliaia di suoi sinceri attivisti.

Sarebbe stata una salutare iniziativa, ma non lo è stata. Anche perché, qui sul web, l’unica cosa che la “sinistra antagonista” riesce oggi a dire è chiedere le “dimissioni del Governo” e annunciare controproducenti manifestazioni “contro il razzismo e il fascismo”.

 

Francesco Santoianni

Fonte: www.pecorarossa.it

Link http://www.pecorarossa.it/2018/11/01/tap-alcune-impopolari-considerazioni/

1.11.2018

Pubblicato da Davide

4 Commenti

  1. No, Trump e gli Usa non sono minimamente interessati al TAP, visto che hanno detto «Sollecitiamo gli italiani a continuare la realizzazione del gasdotto Tap, in quanto rappresenta un passaggio chiave per portare il gas del Mar Caspio in Europa», considerazione, che un portavoce del Dipartimento di Stato americano fa con La Stampa. Il tutto sullo sfondo del recente viaggio del presidente Mattarella a Baku, e delle riserve espresse dal capo della Casa Bianca Trump su Nord Stream 2, in relazione alla sicurezza energetica del Vecchio Continente rispetto alle forniture russe. Il Tap è un gasdotto di 878 chilometri, pensato per collegare la Trans Anatolian Pipepline all’Italia. Lo scopo è aprire il Southern Gas Corridor, cioè il corridoio che porta le riserve del Mar Caspio in Europa. Si tratta potenzialmente di oltre 20 miliardi di metri cubici all’anno, che offrirebbero un’alternativa a quelli forniti a nord dalla Russia. Ma naturalmente la marchetta pagata dai 5S a Trump è una bufala. Il progetto è gestito da un consorzio di sei aziende, Socar, Bp, Fluxys, Enagas, Axpo, e l’italiana Snam. Il punto di arrivo nel nostro Paese è previsto nella zona di Melendugno, in Puglia, dove però ci sono da tempo proteste per l’impatto ambientale. «La sicurezza energetica – spiega a La Stampa il dipartimento di Stato – è un obiettivo strategico essenziale per gli Usa e l’Europa. Tale garanzia è fondamentale per la sicurezza nazionale dei nostri alleati e partner europei, e quindi per la nostra capacità di affrontare le comuni sfide globali». In questo quadro «il fermo sostegno degli Stati Uniti per il Southern Gas Corridor da oltre 40 miliardi di dollari, disegnato per portare il primo flusso di gas del Caspio in Europa, passa attraverso molteplici amministrazioni. Per i consumatori europei, il Corridoio significa una maggior sicurezza energetica di lungo termine, e la competizione all’interno dei mercati, perché il gasdotto ridurrà la dipendenza dell’Europa da una singola fonte di gas». Queste sono le ragioni di fondo per cui Washington invita Roma a completare la sua parte essenziale: «Il Southern Gas Corridor sta progredendo bene. Ci sono stati ritardi per la Trans-Adriatic Pipeline, ultimo tratto del Sgc, ma sappiamo che ora la Tap ha tutti i permessi richiesti. Sollecitiamo dunque gli italiani a continuare la realizzazione del gasdotto, in quanto rappresenta un passaggio chiave per portare il gas del Mar Caspio in Europa». Durante il vertice Nato di metà luglio il presidente Trump aveva criticato il progetto Nord Stream 2, che dovrebbe collegare la Russia alla Germania, saltando i Paesi baltici e l’Ucraina. Lo aveva fatto per le divergenze con la cancelliera Merkel riguardo gli investimenti nella difesa, ma anche perché questo gasdotto aumenterebbe il potenziale potere di ricatto di Mosca su tutti. Il Southern Gas Corridor rappresenta invece una delle alternative, insieme al gas liquido americano che può arrivare attraverso il rigassificatore croato di Krk, e quindi Washington lo sostiene.
    Naturalmente ci sono le questioni ambientali da tenere presente, ma anche quelle economiche e geopolitiche sono di grande portata. La visita del presidente Mattarella a Baku, rinviata per un certo periodo in attesa di chiarimenti all’interno del nuovo governo, è stata interpretata dagli Usa come il rafforzamento del consenso a concludere l’opera. Questa settimana sono in programma contatti diretti, che potrebbero portare alla soluzione definitiva. Ma naturalmente è tutta una bufala che gira sul web. (La Stampa)

  2. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Errare umanum est, perseverare……! Ma qui veramente si sta sfociando nel diabolico e scherzando con il fuoco nel perseverare con certe idee! Continuare ad usare i combustibili fossili è una criminale follia!
    Al di là di ogni considerazione tecnica, economica e politica, nelle quali non voglio e nemmeno potrei cimentarmi, si tenga presente che l’uso sconsiderato dei combustibili fossili è una delle cause che ha portato l’umanità al disastro climatico, e malgrado ciò ancora si discute di metano e di metanodotti, senza considerare che questo gas provoca, incombusto, un effetto serra 20 volte maggiore del CO2.
    Oramai è conclamato che siamo coinvolti da capo a piedi in un distruttivo inarrestabile circolo vizioso legato al capital-consumismo, talmente evidente che non ci sarebbe bisogno di prove scientifiche per costatarlo: basta vedere le devastazioni e le morti che si stanno verificando nel mondo e in questi giorni nel nostro paese, le quali anno dopo anno, in un continuo crescendo esponenziale, si stanno ripetendo oramai da decenni (e solo questo dovrebbe bastare a fugare ogni dubbio) .
    Considerato che nel nostro Paese la millenaria antropizzazione ha avuto e continua ad avere un rovinoso impatto sul suolo, rendendolo particolarmente vulnerabile agli eventi metereologici, gli scellerati politici che si sono susseguiti alla guida del Paese avrebbero dovuto improntare una politica tutta tesa a proteggere il territorio e, in particolar modo, a disincentivare l’uso massiccio dei combustibili fossili, in sede nazionale e, ovviamente, in sede internazionale: se non è accaduto è perché, evidentemente, le multinazionali del petrolio hanno oliato (e lo stanno ancora facendo) bene meccanismi politici; pensate che in questo “oleoso” contesto Trump ha avanzato la scellerata idea di vendere il “suo” carbon fossile all’Ucraina e chissà se ha proposto qualcosa di simile anche all’armata di arrivisti, nonché dilettanti allo sbaraglio, ora al governo dell’Italia.
    E trovo, come anch’io tante volte ho fatto, ineccepibile “…denunciare l’illusione (o la riluttanza – ndr) dei Cinque Stelle di poter portare avanti un programma a difesa delle masse popolari “soltanto” con una maggioranza parlamentare e stando al governo. Senza, cioè, preoccuparsi di neutralizzare i veri poteri del Capitale che stanno annidati nei Consigli di amministrazione, nella “giustizia borghese”, nella burocrazia, nei media…”.
    Con questa architettura Costituzionale, burocratica-amministrativa, dove le leggi e le leve del potere sono in mano alla casta borghese-capitalista, nessun governo veramente popolare potrà mai governare, almeno che non si prepari una sollevazione.
    I tempi sono maturi per approntare i tribunali popolari: bisogna solo aprire gli occhi e la mente al popolo.
    Scalzare una criminale casta dal potere non è un pranzo di gala o una festa, non lo si può fare con tanta delicatezza e con tanta eleganza ne tantomeno la si può fare con la farsa italiana delle elezioni…….. scalzare una casta dal potere è una rivoluzione!
    E questo è tutto!

  3. è un articolo indecente

    Non una parola sul voltafaccia scandaloso del MoVimento.
    complimenti per l’imparzialità

    Emilio Fede è un dilettante

  4. Trovo questo articolo molto utile perchè offre diverse considerazioni di critiche. Considerazioni generali sulla morale e sulle ideologie industrialiste attraverso la critica dell’articolo.

    – Considerazioni IMPOPOLARI. Non so se sono impopolari quelle dell’articolista e se sono popolari quelle dei NOTAP. Io sono ideologicamente contrario all’infrastrutturalismo industriale senza se e senza ma, qui e soprattutto altrove. Tuttavia penso che l’industrialismo sia molto ma molto più popolare dell’ambientalismo. L’industrialismo porta pane e comodità (poi quanto sia buono questo pane e necessarie o vacue queste comodità non so dire esaustivamente, fate voi) e allontana la miseria e la fatica. Questo dispositivo mitologico (che è solidamente sotteso dal ricatto sociale: o così o niente altro per voi ‘popolo’) è molto ma molto più popolare dei miti opposti ad esso. Tuttavia il “popolo” al più è un amalgama astratto e un concetto talmente indefinito che ogni parrocchia se lo plasma ai propri fini politici.

    – Il lupanare politico-istituzionale. Il punto fondamentale è l’ennesima presa per i fondelli tanto cara al ‘popolo’, o a certa parte di ‘popolo’, che tanto ama farsi cicuire dai politici nei lupanari elettorali offrendo senza garanzie il proprio voto di scambio per poi lamentarsi di essere trombati sistematicamente. Ma dico io se vai a farti trombare perchè te ne lamenti, goditela se ti è piaciuto altrimenti non lo fare più! Stavolta si sono dati al nuovo lupanare di lusso a cinque stelle, tutto bello, tutto in, ma poi si lamentano.

    – L’avvocato del popolo (LOL), il sig. Capisci Ammè. E che dire della competenza meritocratica di chi ha promesso prima, senza se e senza ma, e poi ti si ripresenta con un avvocato, tale Conte Giuseppe, che da bravo arringatore annuncia, in caso di rinuncia, i sette flagelli biblici come se gli avvocati ce li hanno solo i consorzi affaristico-capitalistici come Socar, Bp, Fluxys, Enagas, Axpo, e Snam. Ma come? E l’avvocato del popolo (LOL)? Che cojioni ahò, e voi nun ce l’avete l’avvocato? E ‘ndo cazzo annate senza avvocato bbono? No, voi gli avvocati che c’hanno loro non ve li potete permettere. Perchè, e non ve lo dimenticate, loro so’ loro e voi nun siete un cazzo! Perchè lo stato a questo serve come sturmento: briciole a noi e tutto a loro. E ti colpevolizzano pure che ti sei mangiato le briciole a sbafo, mortacci loro; anzi più sei povero e più sei uno stronzo perchè magni briciole a sbafo. Tanto I miliardi glieli dovete dare comunque o con la bolletta del gas o senza tubo. Ci siamo capiti si? Questa è educazione civica, senso e logica dello Stato, non sto parlando di Mafia da coatti.

    – Olivi e fiorellini: un efficace diversivo. Ongi volta tutto il discorso pubblico viene banalizzato, in primis dai politici (istituzionali e sopratutto extra-istituzionali) che cercano di gestire e manovrare queste lotte, a questioni cavilloso-burocratiche e ridicolaggini eco-compatibili molto funzionali al potere per sbertucciare qualunque opposizione critica. Tuttavia alcune criitiche fondamentali a questa civiltà vendono così abilmente eluse. La critica principale è l’abnorme necessità di energia di questi sistemi sociali globali (con buona pace dei neo-focolaristi, oops, volevo dire neo identitaristi stato nazionalisti). A CHE CAZZO SERVE TUTTA QUESTA ENERGIA? A che servono tutte queste dosi marginali supplettive di energia da iniettare nel sistema già abbondandemente ultra dipendente peggio del peggior eroinomane di tutti i tempi? Che forse serve per farmi e farci scrivere su internet queste quattro righe? Si, servono anche a questo. Ma capiamoci bene: se io e voi vogliamo scriverci quattro righe sensate (e spero che le mie lo siano per qualcuno di voi come lo sono alcune delle vostre per me) basta una frazione molto ma molto minore di energia di tutto l’odierno. E se anche ci dovessimo o volessimo colpevolizzare per uesta inezia energetica basterebbe affinare la tecnica di comunicazione a nostro piacimento, bisogno e sostenibilità, ma sopratutto basterebbe spegnere una qualunque delle sovra ridondanti strutture energivore in campo industrial-militaare. Questo dovremmo cominciare a dircelo: facciamoci i conti energetici di quanto ci serve ai fini strettamente “civili”, chiediamoci quanto del nostro “civile” debba dipendere dal loro “industriale” e militare”. E poi c’è un’altra critica: il ricatto sociale internazionale. A livello interno le popolazioni (o popoli) devono accettare sempre ulteriori (capito articolista: ULTERIORI) infrastrutture industrial-militari che non bastano mai. Mai che ti dicano facciamo questa e basta. Eh già, perchè ci sono i posti di lavoro, ci sono gli stipendi, le provvigioni, le consulenze e soprattutto i dividendi anche per i fondi pensione!!!! Non potete toglierci il pane. E se poi voi non lo fate qui, lo faranno in Cina e poi i cinesi verranno a invaderti perchè, come gli alieni sterminatori, saranno più progrediti. come se in Cina non ci sono milioni di poveri e di sfruttati, come se neglu USA il 14% della popolazione (o gregge o popolo, non saprei) non fosse in miseria, come se lo strame dei dananti sulla terra non aumentasse di giorno in giorno, come se l’interesse primario di tutti sia temere gli altri disgraziati e non la classe internazionale che produce le disgrazie su scala industriale globale. Come se la discarica vicino i campi di Annibale in Veneto fosse causa di noi sporchi terroni e lui zitto e muto con la sua USL e con il suo politico e con la sua mafia veneta. Come se noi quaggiù non fossimo stracolmi di merda industriale.

    – Dice l’articolista che l’Avvocato del Popolo non ha ha riportato nessun ordine nei suoi viaggi da Woscindòn. Che brutta fine ‘sta popolazione, dagli Arditi del Popolo all’Avvocato del Popolo. Come se siccome la velina è uscita da quale buco di deretano informativo statunitense non è stata confermata nè smentita allora è una castroneria. Come se ci dovessimo schierare per questa o quella cordata affaristico imperialistica. Meglio farsi sodomizzare da un virile Putin o farsi leccare da un efebo Obama? Capito che cazzo di riduzione ai minimi termini che operate sulla popolazione (o gregge o popolo) che fate con queste storie parrocchiali? Qui, in questo caso l’indirizzo del mittente è chiaro: Socar, Bp, Fluxys, Enagas, Axpo, e l’italiana Snam. Sono multinazionali, sono la sostanza del dominio capitalistico, sono solo brand. Indirizzi vuoti ma con uomini in carne e ossa dietro e con interessi reali. E non sono i soli, Ci sono altri brand e altri affaristi e si compongono e riscompngono secondo i cazzi loro e non secondo i bisogni e i desideri nostri.

    Ma questo “nostri” non si sa più che vuol dire, tanto le nostre esistenze alienate sono impastrocchiate e legate ai loro interessi.

    E’ da dementi continuare a patteggiare per questo o quel consorzio affaristico-imperiale. E’ invece seriamente tragico e comporta un certo sforzo cominciare a criticare alle fondamenta uesta civiltà. Che passerà come noi e loro.

    Quindi fatevene una ragione: esistono persone che si oppongono a tutto questo mondo, senza ssè e senza ma, qui e altrove.

    Potete solo cercarli e ammazzarli, così da proseguire indisturbati nel vostro tossico, delirante quanto raziocinante, cammino esistenziale. Siate maledetti.