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Il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini (D) con il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, durante il convegno "Banche a rischio? Dove vanno i nostri risparmi" presso Palazzo Pirelli a Milano, 17 marzo 2016. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Strano ma vero

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Il ministro dei temporali

In un tripudio di tromboni,

auspicava democrazia con la tovaglia sulle mani,

e le mani sui coglioni…”

Fabrizio de André, la Domenica delle salme, 1990

Un’indicibile curiosità mi ha preso quando ho sentito la notizia – strombazzata da tutti i siti istituzional/paranormali – ed ignorata dalla controinformazione: è roba troppo semplice per solleticare le nostre tastiere…sono in campagna elettorale…e allora? Va beh…una dozzina di “rapati” partono da Vicenza e giungono a Como per irrompere in una specie di circolo Pickwick… e allora?

Meglio parlare della Corea o dell’ultimissimo allarme su un possibile – anzi, probabile – colpo di stato negli USA. Ma che ci frega di quei quattro matusalemme che stavano a discutere di negri? Nessuno li avrebbe mai sentiti…tutta pubblicità gratuita…

Non me ne potrebbe fregare di meno, avete ragione, ma si dà il caso che quando ti vedi piombare in casa una dozzina di Skyneads non sai cosa vogliono e, soprattutto, al momento non capisci cosa potrà succedere dopo.

Ma più ancora, m’interessa capire come mai un gruppo di giovani rapati a zero decide d’usare e mettere in pratica una strategia che data a quasi un secolo or sono, una strategia detta “fascista”, perché i fascisti usarono questi mezzi.

Chiamo a testimonianza un personaggio che non può essere discusso da quelle parti: Benito Mussolini.

Ci sono cose che il Duce ben sapeva, e che non sanno i cosiddetti “fascisti” d’oggi, che dal Duce sarebbero presi a pedate nel deretano, senza tanti complimenti.

Vi faccio una domanda: cosa ci faceva Nicola Bombacci fra i fucilati a Dongo?

Beh – la maggior parte dovrà andare a leggere su Wikipedia, ma lasciamo perdere… – sarà stato un gerarca, no?

No, Nicola Bombacci non era un gerarca, e mai ebbe la tessera del PNF in saccoccia. E allora, perché? Poiché l’ex segretario del Partito Socialista Italiano e fondatore del PCI fu appeso a Piazzale Loreto, con la scritta “supertraditore” (1), insieme a Pavolini e Starace? Più facile rispondere su chi farà o vincerà la terza guerra mondiale, vero?

Nicola Bombacci si può affermare senza eccessi che “accompagnò” Mussolini dall’alfa all’omega della sua avventura politica: poco più vecchio di Mussolini, nato anche lui in Romagna, anch’egli amico di Lenin (come il Duce, che lo conobbe personalmente) rimase sempre un socialista “radicale”, diremmo oggi. E mai smise d’avere rapporti con Mussolini, cosa che causò parecchi malumori fra l’entourage dei veri gerarchi del regime.

Addirittura, in piena censura sulla stampa (1935), Bombacci diresse una rivista (La Verità) che mai smise d’essere una rivista che parlava di lavoro, di diritti, di sindacato. Chi lo sosteneva, anche economicamente? Sotto mentite spoglie, il Duce stesso. Perché?

Poiché Mussolini non smise mai d’essere un socialista, e lo dimostrò con riforme (l’IRI, l’INPS, l’ONMI, lo IACP, l’INAIL, la Banca d’Italia Statale, ecc) che lo resero, nei fatti, in grado di reggere anche alle critiche di un socialista radicale come Bombacci. Il quale, fu conquistato dalle riforme mussoliniane: proprio lui, che lavorò per molto tempo per l’URSS e che iniziò – si deve dirlo – quella collaborazione economica che poi sfruttarono a man bassa i comunisti emiliani nel dopoguerra.

Così, in silenzio, dopo l’8 Settembre 1943, Bombacci raggiunge Mussolini a Gragnano, e diventa un collaboratore assiduo, oltre che l’amico di sempre. Ebbe un vago incarico presso il Ministero dell’Interno ma si sa, nella caligine di Salò dominata dai tedeschi, tutto era vago ed impreciso.

La “socializzazione” dell’Economia è opera sua e, addirittura – non potendo essere messa in pratica durante la pallida Repubblica di Salò – è rimasta come vago cenno anche nella nostra Costituzione, agli art. 3 e 35, laddove però è sparito il riferimento più importante: la gestione comune (imprenditori-lavoratori) dell’impresa, la nota Mitbestimmung tedesca.

Viene spontanea una domanda: perché Mussolini, che ebbe il potere assoluto, non portò avanti questi progetti come Capo del Governo, per tanti anni?

Perché Mussolini, di là delle sue “sparate” ben note, quando incontrava sulla sua strada i dettami del grande capitale, agrario ed industriale, non contava più una cippa.

Vi fu anche un momento storico importante – e per questo i ragazzotti in nero di Vicenza mi fanno più pena che altro – nel quale Mussolini fu giocato proprio dallo squadrismo: il delitto Matteotti.

Vedremo dopo perché.

Oggi, si nota all’interno della Lega il medesimo percorso: Maroni si schiera con chi ricorda che lo squadrismo, in Italia, non portò nulla di buono e, dunque, condanna. Salvini assolve quei “ragazzi”, perché deve prendere i voti alle elezioni, i voti di quelli che credono ancora il “grosso” problema italiano quello dell’emigrazione dall’Africa. Ma non solo: con chi si schiera Salvini? Con Berlusconi, ossia con la sola possibilità che ha ancora la classe politica italiana – unendo, dopo le elezioni, quel che resta del PD con una destra anch’essa raccogliticcia – di continuare le politiche europeiste che ci strangolano e ci strangoleranno ancor più. In altre parole, il grande capitale finanziario transnazionale ha pensato che questa è l’unica soluzione praticabile, poiché l’invio di una “Trojka” è già avvenuto con Monti, e gli italiani se lo ricordano.

In questa situazione, l’UE ritiene troppo pericoloso inviare i suoi Gauleiter in Italia: la Grecia, da sola, può pure marcire nella miseria, ma l’Italia no, è troppo destabilizzante per gli equilibri europei, considerando che anche la Spagna ha i suoi grattacapi. Insomma, il malcontento verso l’UE non deve dilagare – Brexit è tutta un’altra storia – e le classi politiche italiane devono cavare il ragno dal buco da sole.

Ecco, allora, che ciascuno dei partiti cerca voti con i mezzi che ha: Salvini, sa che la sua base è molto sensibile alla vista dei neri per le strade italiane, e allora assolve anche lo squadrismo.

Spicchiamo un salto di quasi cent’anni.

Nel 1924, Mussolini ha stravinto le elezioni e non sa bene come proseguire la sua avventura politica: si è servito, per giungere al potere, del malcontento dei reduci della Grande Guerra, ma questo è soltanto il dato elettorale che gli ha consegnato la maggioranza assoluta nel Paese. Da questo ad avere una linea politica, ce ne passa.

In quei giorni (Maggio/Giugno 1924) apre, metaforicamente, numerose volte la porta ai suoi vecchi compagni socialisti: sa che dall’accozzaglia di parvenu travestiti da gerarchi squadristi può aspettarsi poco e, dai pochi che mostrano un po’ di sale in zucca (Balbo, ad esempio), può solo attendersi sgambetti per prendere il suo posto.

Il Partito Socialista, per bocca di Matteotti, non poteva che rispondere duramente, e così fece: quella sorta di “compromesso storico” ante litteram, necessitava di tempi più lunghi, di lasciar sedimentare le sofferenze degli anni appena trascorsi, l’affogamento nel sangue delle lotte operaie e lo squadrismo.

Con un’alleanza con i socialisti, Mussolini se la sente anche di poter affrontare il suo grande nemico: il Re, con tutta la marmaglia sabauda al seguito.

Ecco allora che si fa avanti un uomo che tornerà a farsi vivo quasi vent’anni dopo, con un ordine del giorno che il 25 Luglio 1943 lo spodesterà: Dino Grandi. Chi era costui? Direbbe il Manzoni.

Dino Grandi era un emiliano, facente parte dell’ala dura fascista, che fu prevalentemente quella dello squadrismo tosco-emiliano.

Legato ai grandi proprietari agrari dell’epoca, non fa certo sconti ai socialisti: duri e puri, con manganello al seguito.

 

Dopo le vicende del ’43, terminò la sua carriera politica come consigliere dell’ambasciata americana a Roma. Buon sangue non mente.

Non voglio, qui, rifare la storia del delitto Matteotti: ci sono già troppe versioni, ricostruzioni e dietrologie di parte, senza ch’io aggiunga le mie contumelie.

Di certo, se c’era una persona alla quale non conveniva – politicamente – il cadavere di Matteotti che gridava vendetta, quello era Mussolini.

Il Duce tentennava, meditò addirittura le dimissioni – almeno, così si racconta nel gran tourbillon dei quei giorni – ma Dino Grandi organizzò una colossale manifestazione di squadristi, a Roma, che gli tolse la parola di bocca.

La storia sappiamo come andò a finire: l’opposizione parlamentare andò all’Aventino, Mussolini governò sempre in coabitazione col Re, fece sì molte riforme “socialiste”, ma poi – come un uomo solo che deve governare senza consiglieri dei quali si può fidare – finì per imboccare il vicolo cieco: Hitler, la rovinosa guerra, la fine.

Qui finisce la storia ma – senza scomodare tragedia, commedia e farsa – chiediamoci perché quindici ragazzi paludati in nero partono da Vicenza per andare a Como (non proprio dietro l’angolo!) e tacitare con un’intimidazione altri ragazzi che stanno semplicemente facendo una riunione. E, come in quei lontani anni, la Lega si divide: Maroni, l’ala “istituzionale”, condanna, Salvini, l’ala “dura”, minimizza e passa sopra un’azione che, pur senza violenza fisica, ha tutti i connotati dello squadrismo.

Ancora una volta, l’obiettivo è il consenso: all’epoca fu il sogno della rivoluzione fascista, oggi, visto che di farsa parliamo, ci si gioca una manciata di voti sulle spalle di quattro immigrati.

Mentre i veri problemi – la Banca d’Italia in mano agli speculatori, il welfare italiano divenuto un “si salvi chi può”, l’industrializzazione che si perde in un sogno di mezza estate, la sanità nella mani di venti Poggiolini famelici, la scuola nelle mani di una persona che, a fronte di Gentile e Lombardo Radice, avrebbe fatto sì e no la servetta, ecc – devono rimanere tali, perché l’Italia deve rimanere al sesto posto planetario dell’indice di Gini, ossia la sesta nazione al mondo per sperequazione della ricchezza.

Non v’inquietate, non ce l’ho con nessuno: né coi fascisti e né con i comunisti…volevo solo spiegarmi il perché hanno scomodato quei ragazzi in nero, come domani potranno scomodare quelli in grigio dei servizi, con il medesimo obiettivo: raccogliere centomila voti qui con una parola d’ordine, centomila là con il suo opposto. Tanto nelle fanfare dell’informazione, tutto si tritura e svanisce. L’importante è che resti il consenso, il voto, la fiducia (!).

La Domenica delle salme

una domenica come tante

il giorno dopo c’erano i segni

di una pace terrificante…

…mentre il cuore d’Italia

da Palermo ad Aosta

si gonfiava in un coro

di “vibrante protesta”.

(1) L’estensore dell’epiteto mortuario fu Luigi Longo, PCI e membro del CNL, che forse scivolò in una retorica un po’ fascista ed un po’ futurista, quella d’inneggiare sempre al superlativo assoluto, il “super” appunto. Ma si sa: il linguaggio maschera gli inganni e, chi sa di cosa parlo, capirà.

 

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2017/12/strano-ma-vero.html

2.12.2017

Pubblicato da Davide

  • riefelis

    Ottimo e lucido articolo. Da farlo leggere ai ragazzi…

  • Mario Poillucci

    Caro Bertani un post da applausi a scena aperta!
    Una ovvia e disgustosa conclusione: la cricca politica italiota che sa di poter contare su di un elettorato e quindi un popolo, ignavo, saprofita, disinformato, pigro e decadentissimo, ebbene quella sconcia cricca è un tristo incrocio genetico fra suini, sciacalli, iene, avvoltoi, parassiti intestinali! La conclusione nel titolo di un vecchio film: vamos a matar!!!

  • Tonguessy

    Questa poi…..ci mancavano gli Skyneads. Cioè persone con problemi simili all’epilessia (NEAD) pobabilmente causata da un eccesso di Sky.

    Non Epileptic Attack Disorder. Non epileptic attacks look like epileptic seizures but are not caused by electrical activity in the brain.

    Ben diversi dagli Skinhead (pronuncia: /skɪnˌhɛd/, in italiano: testa-rasata, abbreviato Skin), il termine con il quale si identificano gli appartenenti ad un movimento e una subcultura sorto in Gran Bretagna alla fine degli anni sessanta tra i giovani della classe lavoratrice britannica (wiki).

    Sull’analisi posso essere d’accordo ma manca un tassello importante: da dove spuntano gli esponenti della sottocultura skin? Non è che quanto denunciato anche da Bertani su istruzione, sanità, industria etc… sia il vero motore che crea gli skin? Se così fosse ci sarebbe una relazione circolare tra consenso e politica: quest’ultima promuove il dumping culturale e salariale per immettere numeri sempre maggiori di skin allo scopo di mantenere l’Italia con un indice di Gini adeguato. Figli di Troika!

  • mazzam

    Insomma la violenza non c’è però intanto ti smerdo un po’ la destra popolare (che poi da sempre è l’unica vera destra) che non si sa mai sotto elezioni serva… e cmq Salvini è un buffone bastardo però non inquietatevi che non ce l’ho con lui bensì per principio liberal democratico de me nona ce l’ho con gli xenofobi razzisti fascisti nazzisti panomofobico… che però potrebbero essere anche de ziniztra ma intanto parlo degli skin… che non si sa mai ti dimentichi che qui siam tutti partigiani da tastiera…
    E intanto los negros sorosiano me li trovo anche sotto il letto.. (Mai stati ultimamente in qualsiasi stazione italica? Ahiahiahi… la verità non saprai…) Ma qui niente da dire tutto va ben madama la marchesa… non c’è scandalo ne artificio ne de sovranizzazione ne colonialismo… niente da dire ne da fare caro italiano bertaniano quello è quello ti pigli (t’è cuntent?)
    E così dagli giù duro a quattro gatti che ancora hanno il coraggio di incazzarsi per tutto quello che non sei più per averti trasformato in un mezzo ammeregano di terza classe che preferisce il burger alla mortadella
    …dagli giù duro che non si sa mai.

    Bella bertani!

  • Pedroburgo

    Guardiamo al passato perché non sappiamo vedere nel presente e come tale dubito che lo possano fare le nuove generazioni cresciute a pane nutella e cocacola che non hanno la memoria storica di quanto accaduto negli ultimi trenta o cinquant’anni come i leader del M5S, perché mi trovo sempre più in linea con quanto scritto da Kahlil Gibran in un particolare momento storico del suo Libano sotto il giogo dell’Impero ottomano:
    Pietà per la nazione che è piena di credenze ma priva di religione (siamo un paese cristiano cattolico e non abbiamo ancora capito l’opera di Gesù che da solo, Uomo, fece un colpo di stato con la cacciata dal tempio di coloro che facevano del proprio sapere un motivo del loro benessere).

    Pietà per la nazione che indossa vesti che non ha tessuto (delocalizzazione delle proprie produzioni) che mangia un pane che non ha mietuto e beve un vino che non sgorga dai suoi torchi.

    Pietà per la nazione che esalta i conquistatori ed acclama i prevaricatori come eroi e si mette al servizio di chi mira a dominare il mondo con la forza e la tortura (USA e stato ebraico…dopo 2000anni no è cambiato nulla).

    Pietà per la nazione che non leva la sua voce se non ai funerali (ultimo quello di Riina), che non ha orgoglio se non tra le sue rovine, che non si ribella se non dopo (quando sara’) che ha chiamato il capo tra la spada ed il ceppo.

    Pietà per la nazione il cui statista (la lista è lunga) è una volpe, la cui filosofia è il raggiro e la sua arte è il rattoppo e l’imitazione.

    Pietà per la nazione i cui governanti sono cialtroni, i cui saggi sono messi a tacere e i cui fanatici infestano l’etere (salvini per ultimo).

    Pietà per la nazione che accoglie il suo nuovo governatore con squilli di tromba e gli da l’addio subissandolo di fischi, solo per accoglierne un altro con squilli di tromba.

    Pietà per la nazione che non conosce altra lingua fuorché la propria né valtra cultura fuorché la propria.

    Pietà per la nazione il cui respiro è denaro sporco (le mafie) e che dorme il sonno di chi è ben satollo (partecipa a concerti es. Vasco, partite in 70.000 per la nazionale per le lacrime del portiere, fa cortei storici).

    Pietà per la nazione divisa i frammenti (ancora nord e sud e ora anche centro), ognuno dei quali si considera una nazione (il triveneto e/o lombardo veneto).

    Pietà per la nazione – o pietà per tutti gli uomini che permettono che i loro diritti siano calpestati e le loro libertà spazzate via.
    Oh paese mio, dolce terra di libertà
    io ti compiangono!
    Gibran kahlil Gibran

    Si dice che dalla consapevolezza nasce la resurrezione dell’individuo e di un popolo.

  • gix

    Ottimo Bertani, come sempre…ma alcune riflessioni di primo acchitto si impongono: prima di tutto, il consenso del popolo, per quanto ormai ridotto e sempre più raro, vale ancora sceneggiate come questa? Si perché, non dimentichiamocelo, i ragazzotti sono andati con il seguito di una telecamera e poi hanno avuto la soddisfazione di finire sui telegiornali, molto più facilmente di cose ben più gravi che invece vengono quotidianamente sottaciute. Tornando al consenso, se il potere (almeno qui da noi, ma altrove allestiscono sceneggiate alla stessa maniera, solo più ricche di mezzi), si spreca ad organizzare cose del genere per raccattare un po’ di voti, può voler dire un po’ di cose. Primo che il potere, almeno quello politico, è alla frutta e, per non morire sopraffatto da altri poteri ben più potenti e nascosti, si riduce a utilizzare qualunque mezzo per garantirsi spazi anche minimi di sopravvivenza. Secondo, che il consenso del popolo conta ancora qualcosa, in un’epoca di presunta superiorità e autonomia dei poteri forti, che ormai si vantano di poter fare a meno delle masse in ogni campo. Se è così, allora è la conferma che coloro che si astengono dal partecipare alla politica e alle scelte fondamentali di una comunità hanno torto, finchè partecipano al gioco secondo le regole del sistema, che può evidentemente tirare a campare anche con poche migliaia di consensi raccattati con metodi di cent’anni fa.

  • –<>– –<>–

    interrompere una manifestazione o assemblea per leggere un comunicato è una azione tipica anche dei gruppi di sinistra, che l’hanno attuata tantissime volte.
    Rispetto ai fascisti del ventennio, reduci impazziti di una guerra, o ai sanbabilini degli anni di piombo, questi si sono comportati da agnellini.
    Eppure l’antifascismo da strapazzo, da campagna elettorale, inizia a ragliare con le solite richieste (fasciste) di censura, di divieto, occupando pagine e ore di trasmissioni nei media e allargando il discorso ad altri argomenti (fake news, ius soli) in prospettiva della prossima primavera.
    Gli skinheads, se non ci fossero, bisognerebbe inventarli, meno male ci sono.

  • Annibale Mantovan

    Bell’ articolo sopratuttto per la rivisitazione storica e per la “riabilitazione” del povero Mussolini. Secondo me l’ unico politico ITALIANO dal 1861 ad oggi. Sono totalmente d’ accordo con i pensieri di Bertani. Aggiungo che Mussolini è stato troppo buono oltre che troppo democratico e troppo socialista. Tutto il contrario di un dittatore. Avesse avuto la spregiudicatezza di Lenin i Savoia avrebbero fatto la fine dei Romanov; avesse avuto il “naso” di Stalin Dino Grandi e altri gerarchi fascisti traditori sarebbero stati eliminati 10 anni prima del ’43. Queste considerazioni pongono un altro interrogativo: se un giorno in Italia dovesse essere rivoluzione sarà “all’ acqua di rose” come quella Mussoliniana o dovrà essere come quell’ altra?…perchè detto tra noi Mussolini “VOLEVA” fare gli italiani ma Stalin HA FATTO i russi!!! Detto questo l’ unica nota stonata dell’ articolo di Bertani è accostare Maroni e Salvini e questo periodo storico al fascismo. Con tutto il rispetto se il leghismo può essere in qualche modo avvicinato al fascismo socialista mussoliniano Maroni e Salvini stanno a Mussolini come le falene notturne stanno sul parabrezza dell auto.

  • Beh … ho dei forti dubbi che Bombacci avesse capito veramente cosa fosse il Fascismo, e comunque mi sembra sia stato un socialista un po’ confuso, una sorta di camouflage postideologico e anacronistico, o forse basta rifarsi ad un famoso detto “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, perché mentre Bombacci stava al fianco di Mussolini, molti altri giovani italiani decisero di salire sui monti per combatterlo … del resto basta leggersi la sua storia:
    “Dopo la caduta del regime fascista il 25 luglio 1943 e, in settembre, la liberazione di Mussolini dal Gran Sasso e la creazione della Repubblica Sociale Italiana (RSI), Bombacci decise volontariamente di recarsi a Salò, dove divenne una sorta di consigliere di Mussolini. Negli ultimi mesi di guerra (settembre 1944 – marzo 1945) non smise di sostenere la causa del fascismo come unica vera rivoluzione e realizzazione del trionfo del lavoro, dando conferenze e facendo comizi tra gli operai nelle piazze del Nord della penisola. Da allora l’ex-fondatore del Partito Comunista d’Italia ebbe più spazio e visibilità e decise di dedicarsi anima e corpo al fascismo con la sua innata capacità oratoria e la sua vicinanza alle classi lavoratrici: pubblicò alcuni opuscoli sui pericoli del bolscevismo e la degenerazione staliniana dei principi comunisti, e partecipò al Congresso di Verona.
    Bombacci rimase al fianco di Mussolini fino all’ultimo momento: i partigiani lo catturarono sul lago di Como, nella stessa vettura del duce, e lo fucilarono come lui sulle rive del lago il 28 aprile del 1945.”

    • gix

      Cara Rosanna, è come il confine tra l’odio e l’amore, benchè all’opposto l’uno dell’altro, nella realtà ci vuole un attimo per oltrepassarlo…

      • Quelli che decisero di combattere il fascismo non potevano scegliere tra odio e amore e non avevano altra scelta, o farsi deportare nei campi di concentramento o darsi alla resistenza armata.

        • Nonsenepuòpiù

          Questa poi: confondere il confino con il campo di concentramento non è roba da poco. Poi dovresti anche sapere che gli avversari politici al confino, nel 1943, poco prima che Mussolini cadesse, non arrivavano a 30; per di più oppositori politici come Nenni, e non solo, furono mantenuti in Francia con i soldi inviati da Mussolini.

          • Studiarsi un po’ di storia fa bene alla salute … I 650.000 militari italiani catturati dai tedeschi dopo l’8 settembre e internati nei lager nazisti erano una parte del prezzo della guerra Fascista: non il primo e non l’ultimo, ma certo il più oneroso e drammatico.
            La Germania hitleriana non poteva né intendeva consentire al ritiro dell’Italia dalla guerra, né perdere i vantaggi strategici ed economici derivanti dal controllo della penisola; e i rapporti di forza nel teatro mediterraneo nell’estate 1943 assicuravano alla Wehrmacht una netta supremazia nei Balcani e nell’Italia
            centro-settentrionale. Le truppe italiane dislocate nella penisola balcanica, nell’Europa orientale, in Francia erano comunque destinate ad essere sopraffatte dalle forze tedesche, superiori per armamento, mobilità, appoggio aereo e possibilità di rinforzi. Se il sacrificio di tanta parte delle forze armate era
            inevitabile, il prezzo fu però pagato nel modo peggiore. L’8 settembre il re e Badoglio, preoccupati soltanto di salvaguardare la continuità della monarchia e del governo assicurata con la firma dell’armistizio, lasciarono truppe e popolazione senza direttive chiare dinanzi alla pronta e bene organizzata reazione tedesca. Governanti più consapevoli della loro responsabilità, nel difficilissimo momento del rovesciamento di alleanze, avrebbero dovuto assumersi l’onere di ordinare esplicitamente alle truppe di combattere contro il nuovo nemico, oppure di arrendersi senza spargimenti di sangue là dove una resistenza era impossibile (come nei Balcani): qualsiasi direttiva sarebbe stata preferibile alla mancanza di direttive, che, scaricando la scelta della direzione in cui sparare su anziani ufficiali educati all’obbedienza e non a decisioni politiche di questo livello, aggiungeva una tragica crisi morale al disastro materiale. Il compito delle forze tedesche Fu così grandemente facilitato: le truppe italiane furono non solo disarmate e fatte prigioniere, ma anche umiliate e gli episodi circoscritti di resistenza armata rapidamente stroncati e duramente pagati (Cefalonia insegna).
            Non si conosce con esattezza il numero dei militari italiani catturati dai tedeschi nei giorni successivi all’8 settembre: confrontando le cifre ufficiali italiane del 1946/47 con quelle tedesche e con dati di singoli reparti, si arriva a un totale, generalmente accettato come orientativo, di 650.000 uomini. Di questi, 550.000 furono deportati nei lager di Germania e Polonia e 100.000 trattenuti nei Balcani, in parte in lager veri e propri, in parte alle dipendenze dirette dei reparti tedeschi.
            Questi 650.000 internati militari (come li definirono i tedeschi, negando loro la qualifica di prigionieri di guerra in quanto sudditi dell’alleata repubblica di Salò) avrebbero potuto reputarsi traditi dal regime fascista, dalla monarchia, dal governo Badoglio, dai loro comandanti che non avevano saputo reagire alla crisi dell’armistizio, e pensare quindi al proprio interesse immediato, venendo a patti con i tedeschi.
            Tuttavia, posti dinanzi alla scelta fra una dura prigionia (che per i soldati comportava il lavoro forzato e per tutti fame e vessazioni) e l’adesione al nazifascismo (che apriva la via al ritorno a casa e come minimo garantiva un immediato miglioramento delle condizioni di vita), in grande maggioranza
            preferirono la fedeltà alle istituzioni e rivendicarono la loro dignità di uomini con una tenace resistenza al nazi-fascismo. Scelsero quindi di restare nei lager in condizioni durissime, che circa 40.000 di loro pagarono con la vita.
            http://www.storiaxxisecolo.it/internati/internati1.htm

          • Nonsenepuòpiù

            Un po’ meno di saccenza aiuterebbe ad evitare di farla fuori dal secchio: l’argomento in discussione è il comportamento di Mussolini come uomo di potere, non per niente ho menzionato la data del 1943. Tutti i fatti da te menzionati sono successivi alla caduta di Mussolini e, il periodo successivo, come tu stessa non hai potuto fare a meno di riportare, riguardano il periodo in cui il potere lo avevano in mano i tedeschi.
            Argomento a parte: Mussolini volle la guerra? Non mi va di trattarlo con chi presuppone arrogante onniscenza, ma a proposito di storia ti consiglio di andare a far ricerche su come e perchè l’inghilterra fece di tutto per spingere Mussolini nelle braccia di Hitler (dalle sanzioni ai blocchi navali), come Mussolini cercò in tutti i modi di evitare di entrare in guerra inventando perfino il neologismo diplomatico di alleato “non belligerante”, delle 3 richieste di aiuto di Daladier a re Vittorio, via Vaticano, affinchè l’Italia invadesse il resto della Francia per evitare che finisse tutta nelle mani dei tedeschi etc
            Non ti risponderò oltre perchè non ritengo utile discutere con chi crede di aver ragione per principio e lo dimostra sprezzantemente.

          • L’argomento in discussione, che ho scelto io, lo decidi tu? Io ho detto: “Beh … ho dei forti dubbi che Bombacci avesse capito veramente cosa fosse il Fascismo, e comunque mi sembra sia stato un socialista un po’ confuso, una sorta di camouflage postideologico e anacronistico, o forse basta rifarsi ad un famoso detto “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, perché mentre Bombacci stava al fianco di Mussolini, molti altri giovani italiani decisero di salire sui monti per combatterlo” … Al che tu hai risposto confondendo “confino” con “deportazione” … (vedi sopra)

          • Nonsenepuòpiù

            Perbacco, l’argomento l’hai scelto tu affermando “Quelli che decisero di combattere il fascismo non potevano scegliere tra odio e amore e non avevano altra scelta, o farsi deportare nei campi di concentramento o darsi alla resistenza armata”, al che ti ho fatto notare la confusione tra confino e deportazione. Questa è mistificazione che conta sul fatto che gli altri (ammesso che qualcuno legga ancora) non vadano, giustamente, a rileggersi quanto scritto in questa misera diatriba, provocatoria e dal livello di comprensione storica della signora sull’autobus che parla “di mezze stagioni”, in cui mi sono lasciato trascinare.

          • Non preoccuparti … troverai sempre degli amici consenzienti che ti metteranno dei like ideologicamente convinti e paradossalmente certificati.

        • gix

          Naturalmente era della facile ironia che può adattarsi a chi certe scelte se le può permettere…Ho avuto ben due zii che hanno fatto parte di quella schiera di italiani sballottati e deportati in campi di concentramento dopo l’armistizio, sbattuti uno dalla Grecia in Germania, l’altro addirittura dalla Libia in India mi pare, dati per dispersi e tornati molto dopo la fine della guerra. L’armistizio, e la guerra civile che ne è seguita è stata una vera tragedia per l’Italia, forse più ancora della guerra stessa, perché ha creato le premesse per una mancata vera riappacificazione e ha contribuito a fomentare le divisioni che ancora ci sono tra gli italiani. Di tutto questo il fascismo è responsabile, come anche il duce, e non bastano certo tutte le case e le opere pubbliche che ha lasciato, oltre a qualche riforma che oggi definiremmo populista.

          • Completamente d’accodo con quanto dici … per questo bisognerebbe andare molto cauti nello sdoganare un fenomeno politico così tragico qual è stato il fascismo. Chi non lo ha conosciuto e non lo ha nemmeno studiato a fondo, può essere facile preda di possibili dannosi fraintendimenti.

    • MarioG

      Meno male che lei, “capendo veramente”, non condivide le stesse lacune intellettuali e la confusione politica di un Bombacci.

  • Ronte

    La parte che riguarda il Mussolini magnanime e tuttofare è di basso profilo storico, smontabile facilmente. Perciò mi limito a considerare l’ultima parte della nota, quando lo scrivente si lascia andare a roba del tipo: non ce l’ho con nessuno, nè coi fascisti nè coi comunisti (in perfetto stile grillino)…volevo solo spiegarmi il perchè hanno scomodato quei ragazzi in nero…
    Sig. Bertani, la risposta sta tutta lì, nel considerare fascisti e comunisti allo stesso modo, e Lei potrebbe essere, con infantile ingenuità(?), complice di un eventuale ritorno del fascismo.

    • alessandroparenti

      Se dici che Bertani è grillino io posso sostenere che gli asini volano. Se non volevi dire questo, il cosa c’entrano i grillini ce lo dovresti almeno spiegare.

      • Ronte

        Ho scritto ‘in perfetto stile grillino’, non che è grillino…

        • alessandroparenti

          Tutti i sindaci pentastellati sono indagati? Confermo: gli asini volano!

  • VanderZande

    Un bell’articolo,equilibrato e pieno di buon senso, con buona pace di di chi senz’altro lo leggerà senza capirci niente. E entrerà solo per ribadire che del Fascismo non si deve dire nulla di positivo, o di neutro, perché il pulsantino che ci hanno innestato comanda così. Anche se l’articolo parla di altro. Venghino signori,… la campagna elettorale è appena iniziata e ci son parecchie bestie da vedere.

    • Ybodon

      il problema dal mio punto di vista è che si è fermi su posizioni di principio.
      Ciò che di buono viene narrato in questo articolo, ha fatto il fascismo è qualcosa di SOCIALE……..e SOCIALISTA.
      Le persone che qui hanno orgasmi a leggere articoli del genere sono le stesse che appena sentono nominare qualcosa di vagamente SOCIALISTA iniziano a battere i piedi e strillare COMUNISTI COMUNISTI…COMUNISTI…

      segno che la maggioranza Non capisce veramente un cappio di nulla meglio resti a tifare la roma contro la lazio e l’inter contro il milan

      • VanderZande

        La maggioranza vede o tutto rosso o tutto nero. Educazione mainstream. Utilissima a chi ci vede solo come bestiame.

  • DesEsseintes

    Ormai si è diffuso incontrastato il mantra che destra e sinistra non esistono, è una distinzione senza senso etc etc e quindi si può tranquillamente scrivere che Mussolini fosse un autentico socialista solo che il grande capitale e il re glielo hanno impedito.
    Che è una evidente scemenza ma tutti i boccaloni dietro in brodo di giuggiole,

    “Sí…noi fascisti eravamo buoni..perché? Perché noi eravamo socialisti”

    Uno dei segni del Kali Yuga infatti è che le parole iniziano a perdere di significato.

    Quindi, in breve, ricordo la realtà quella vera.
    Mettendo in chiaro che poi uno può scegliere di essere comunista o fascista o quello che gli pare ma non può trasformare la storia in una favoletta.

    Nel fascismo lo Stato aveva un ruolo centrale e al popolo veniva garantito lavoro e casa.
    Però non era socialismo perché i sindacati erano messi sotto tutela soddisfacendo le necessità economiche dei lavoratori ma impedendo la formazione di un fronte unito dei salariati che possa portare a dei rapporti sociali e di produzione che prefigurino una società senza classi.

    QUESTO ANDAVA BENISSIMO AL GRANDE CAPITALE INTERNAZIONALE che infatti corteggiava sia Mussolini che Hitler.
    Il problema è sorto quando Italia e Germania hanno dimostrato di voler essere dei player autonomi ossia di avere come obiettivo (essendone in grado) di rimanere indipendenti dal sistema finanziario delle oligarchie.
    A questo proposito non vi dico di leggere un testo di qualche comunista russo ma di un signore che è evidentemente molto di destra ossia, di Giacomo Preparata, “Conjuring Hitler”.

    Quindi non mi oare la stessa cosa che viene scritta in questo post nel quale per di più ci si dimentica di un certo “quarto incomodo” oltre a Mussolini, il re e il grande capitale.

    MA ALLORA, qual è la differenza fra destra e sinistra?
    Intendo quella vera, non quel tipo di argomentazione nel quale inevitabilmente ci si va a infognare in sterili e rancorose “dotte disquisizioni”.

    A DESTRA – il potre è centralizzato e – in maniera più o meno generosa per i subalterni – sussume sotto di sé tutto il resto dell’organismo sociale ossia la sola autentica “soggettività” è del potere.
    Questo INEVITABILMENTE porta a considerare le posizioni gerarchiche e/o di privilegio di classe raggiunte, come un merito personale e quindi a una divisione della società in persone “superiori” e “inferiori” ma nell’ambito di una concezione della società “organicistica” che non esclude forme di collettivismo.
    Da cui, per alcuni, la confusione fra fascismo e socialismo.

    A SINISTRA – lo scopo finale, la messianica profezia marxista, è la “società senza classi” ossia a sinistra l’ideale è un potere non più centralizzato e unico ma diffuso, in cui il centro possa continuamente variare, in cui potere non coincide con privilegio ma con servizio.
    Un punto chiave che è considerato erroneamente sottinteso ma che invece va esplicitato chiaramente: sinistra vuol dire che non puoi ereditare il privilegio DI NASCITA; vuol dire che IN PARTENZA non esistono umani e subumani come dicono ad esempio i fascisti evoliani; significa che il diverso, la devianza, il dissenso sono considerati una ricchezza.

    Riassumendo: destra e sinistra sono due concezioni diverse del potere.
    Qui in Europa lo si capisce a fatica ma fortunatamente in altri continenti si trovano più avanti.

    • gix

      D’accordo in generale con quello che dici, le differenze fra destra e sinistra, soprattutto per chi le ha vissute in passato, rimangono e non possono essere dimenticate. Ma il problema oggi non è che non si distingue più tra destra e sinistra, è che latitano proprio le ideologie politiche e non solo. Se si pensa che la destra già in tempi non sospetti, si è spacciata per destra sociale…una vera e propria contraddizione in termini

      • DesEsseintes

        Ma certo che il problema è la latitanza delle ideologie.
        Dove katzo vai senza una ideologia o una religione?
        Ci ho litigato con Conditi su questo.
        Ma la gente non lo capisce e crede che che non avere ideologie sia “liberazione”…
        Sono anni che lo dico e anzi secondo me l’ideale sarebbe che proprio una religione si “incarnasse” in ideologia politica.

        Purtroppo stiamo sotto zero su questo punto mentre in Brasile c’è chi ne parla in maniera chiara e con termini molto duri ed espliciti.

        • gix

          Non posso parlare per Conditi ovviamente, ma non gli si può dare torto quando dice che per capire quale è la politica giusta da seguire basta non dare consenso a quelli che favoriscono l’1%. Questo purtroppo perché, da una parte il processo di distruzione delle ideologie è andato molto avanti e di fatto oggi, in questo senso, c’è un deserto vero e proprio. Dall’altra parte bisogna prendere atto della realtà ovvero che, al punto in cui siamo oggi, dobbiamo fare i conti con una regressione ai primi gradini della scala dei bisogni, ovvero quelli materiali. Non c’è più spazio, semmai ce ne è stato veramente, per la ricerca della spiritualità, quindi per le ideologie che servirebbero. Se nessuno ne parla, di ideologie per la politica e anche per lo spirito, allora bisogna garantirsi la pagnotta, così magari un giorno, con la panza piena, potremo ridiscuterne.

          • DesEsseintes

            Secondo me funziona al contrario

          • gix

            primum vivere, deinde philosophari

        • ndr60

          Caro DesEsseintes, la cosa tragi-comica è che le persone che dicono di non avere più ideologie vanno in sollucchero per l’ultima versione di i phone, confermando il detto secondo il quale la peggiore ideologia è quella inconsapevole di essere tale.

          • DesEsseintes

            Esatto…

          • Ybodon

            prima bisognerebbe vedere cosa si intende per ideologia, altrimenti si resta sul superficiale.

          • ndr60

            Vero, però la tendenza odierna è di “travestire” l’ideologia dandogli un aspetto etereo, invisibile; esempio concreto: gli algoritmi delle piattaforme digitali.

          • Ybodon

            Io credo che oggi siamo una società molto ideologica, il problema é che siamo solo ideologici tralasciando la pratica dell efficienza, e che le eccessive ideologie sono malsane, contraddittorie che tendono a confondere e dividere. Ma per scelta di chi ha potere.

          • giulio pelernei

            Ricordo che in Italia tutto cominciò con l’Edonismo Reaganiano degli anni 80.
            Per quelli nati negli anni 60 “Quelli della Notte” fu programma geniale e paradigmatico.
            In apparenza era puro cazzeggio ma invece aprì la strada alla post-politica della fine della storia.
            http://www.lastampa.it/2011/02/06/cultura/opinioni/editoriali/gli-anni-delledonismo-reaganiano-nyTjF8TIXFob2xzg8sP8gM/pagina.html

    • –<>– –<>–

      La storia degli ultimi trecento anni è sempre la stessa, cioè unire l’europa e scagliarla contro la russia.
      Da bismark, napoleone, hitler, fino ai giorni nostri, l’ossessione occidentale continua.
      I regimi nazionalsocialisti furono instaurati per fermare il socialismo, quando fallirono furono invasi dagli angloamericani per non finire in mano russa.
      I nazisti sono russofobi, molti antifascisti da strapazzo sono inconsapevolmente nazisti.

      • cdcuser

        è la teoria del Heartland di Halford Mackinder, “pietra angolare” del dell’impero Anglosionista (e delle loro élite);
        per semplificare:
        – la Berlin-Baghdad Railway –> WWI (con in mezzo un “armistizio” di una ventina d’anni), WWII e assetto geopolitico attuale
        – la New Silk Road –> porterà ad una nuova “resa dei conti” tra qualche decennio (se non prima) ?

    • MarioG

      Un privilegio di nascita non mi risulta che facesse parte del fascismo più di quanto facesse parte dell’Italia liberale, dato che per me “privilegio di nascita” significa di più di una semplice diseguaglianza di mezzi familiari. In questo, il fascismo operò anzi in direzione di maggiore parificazione rispetto all’Italia liberale.
      Non conosco le tesi dei “fascisti evoliani”; però dovrebbe specificare quale rilevanza abbiano avuto nel regime.

      Resta in effetti un’ambiguità su cosa intende per “privilegio di nascita”:
      1) nascere con determinate qualità (es. nascere Mozart)
      2) ereditare la posizione di casta (es. nascere bramino)

      Quando dice:
      “Questo INEVITABILMENTE porta a considerare le posizioni gerarchiche e/o
      di privilegio di classe raggiunte, come un merito personale “innato” ”
      sembra che si riferisca a 1) (altrimenti non direbbe: “raggiunte” e “personale”)

      Ma quando dice, per opposizione:
      “sinistra vuol dire che non puoi ereditare il privilegio DI NASCITA”
      sembra che si riferisca, per la destra, al privilegio di nascita 2).

      Può chiarire?

      (Ovviamente i titoli nobiliari restarono in vigore fino alla proclamazione della Repubblica; ma non penso che questo abbia rilevanza qui).

      • DesEsseintes

        Io chiarisco ma l’ho detto mille volte, non so se ci sia davvero la disponibilità a rifletterci su, senza poi dover essere d’accordo ma almeno capire la posizione dell’interlocutore potrebbe essere un buon punto di partenza.

        Intanto vai a chiedere a Casa Pound se si rifanno o no a Evola.

        Si nasce con delle qualità genetiche quindi uno alto un metro e quaranta è inutile che investa nel diventare un giocatore di pallacanestro.
        Ma per quanto riguarda le capacità intellettuali, quelle imprenditoriali e quelle di comando e/o persuasione non esiste nemmeno lontanamente la possibilità di determinarle in base al DNA.

        Inoltre siamo animali ma siamo un po’ diversi dagli altri: siamo sociali e affettivi ma su questo non siamo gli unici; però parliamo, ragioniamo per astrazione, creiamo strumenti. Sono cose che nessun altro animale fa al nostro livello.
        Questo significa che siamo in grado di usare il nostro codice genetico per scopi che non erano previsti in quel codice; che siamo capaci di “inventarci” strade nuove per raggiungere i nostri obiettivi.
        Questo lo possiamo fare perché siamo sociali e perché parliamo.
        Una persona e determinata molto di più dal proprio ambiente familiare, dal suo (della famiglia) capitale economico, dal suo capitale culturale, dal suo capitale di relazioni sociali (l’ambiente che frequenta fin da piccolo), da altri fattori esterni e puramente casuali nella “assegnazione” di quanto lo sia dal DNA.
        Qui dentro ad esempio non mi pare di vedere enormi differenze di QI ma piuttosto enormi differenze di quei fattori esterni.

        COSA SUCCEDE PERÒ.
        Le maiuscole, che te l’ho detto solo diecimila volte ed è normale che ti sia sfuggito.
        Che come dice anche Max Weber, a un gruppo sociale e quindi anche a ogni singola persona, in realtà non basta “avere” certi privilegi o aver raggiunto certi risultati.
        Occorre una “giustificazione” ossia in parole povere occorre una narrazione che dimostri come quei privilegi siano “meritati”.
        Per dire: Wolfgang Goethe ammirava l’antica Grecia e un giorno gli chiesero “E se fossi nato schiavo saresti ancora contento di essere antico greco”.
        Al che lui rispose: “Io sono Goethe”.
        Cioè lui non poteva nascere schiavo?
        Perché?
        Perché i suoi privilegi di nascita secondo lui erano un suo merito.
        Cosí pensavano e ancora pensano, ma senza più dirlo, gli aristocratici.
        Tanto è vero che fino alla seconda guerra mondiale era considerato pacifico che si fosse arostocratici per doti innate di bellezza, intelligenza e forza.

        Alla stessa maniera il borghese odierno, di qualsiasi livello, basso, medio, alto, si ritiene possessore di qualità sue che sono un suo merito e infatti vedi che lavorio da tutte le parti per trovare qualche disgraziato capro espiatorio del quale si possa dire: “ Io, noi, siamo diversi e meglio”.

        Questo naturalmente tende a spostare il focus sulle qualità innate da cui il determinismo da cui, ne ho già parlato sommariamente, l’approvazione del sistema di dominio/sfruttamento considerato come dato di natura che ho chiamato satanico.
        E fidati che di satanisti matti ce ne sono tanti in giro, anche in posti insospettabili.

        Il fascismo e il nazismo si fondano sulle differenze razziali, sull’idea di Untermensch, sulle “nobili” qualità innate, sul fatto che il diverso è “evidentemente” un deviante, un malato, che va “corretto” etc etc

        La mia idea invece è che tutti i problemi della nostra società derivino dalle esagerate disuguaglianze da una parte e dalla possibilità del mantenimento e della trasmissibilità ereditaria della rendita di posizione sociale, economica e culturale dall’altra.

        Un figlio di operaio gioca con la carriola da muratore del padre mentre un ragazzino di alta classe sociale per fare quello che fa il padre legge i libri, impara le lingue straniere.
        Il figlio povero sente dire dai genitori che deve studiare ma vede che loro non ne hanno ricavato alcun vantaggio dato che fanno una professione umile e mal pagata.
        Il figlio del ricco “sa” con certezza che lo studio serve perché vede il padre in posizione di preminenza socio economica.
        Il figlio del povero desidera allomtanarsi dal proprio ambiente sociale per salire.
        Il figlio del ricco desidera rimanere nel proprio ambiente sociale e coltiverà la stessa rete di relazioni che coltivava da piccolo.
        Rete di relazioni nella quale il figlio del povero si troverà come un pesce fuor d’acqua e nel quale riuscirà a inserirsi solo dopo anni, dopo enormi sacrifici e solo dopo aver rinnegato i suoi “fratelli”.
        Che ovviamente, se dovesse riuscire, disprezzerà molto più veementemente di quanto fa il figlio del ricco.

        Io ho ascoltato innumerevoli racconti di come funzionava il fascismo, ho parlato con moltissimi fascisti sia di quelli del ventennio che di oggi e l’idea fondativa è che esistono “differenze” incolmabili fra le persone.

        Questa è la narrazione autoconsolatoria di chi si sente inferiore di fronte alle élite, che cerca di trovare una “giustificazione” in senso weberiano del suo privilegio di livello intermedio, che cerca di riversare su altri la frustrazione della propria inferiorità di fronte alle classi sociali “veramente” dominanti.

        Quindi occorre impedire il mantenimento in toto delle rendite di posizione troppo alte (quelle veramente troppo alte, non quella dei normali benestanti).
        È ovvio che se si mettesse in atto un provvedimento simile il livello di benessere si diffonderebbe.
        Bisogna potenziare la scuola pubblica con i ragazzini che devono andare in divisa (non militare) per attutire le differenze di status economico dei genitori.
        Bisogna spingere al massimo sulla possibilità di mobilità sociale potenziando il welfare perché chi non sale ai vertici comunque permette la salita degli altri e “deve” vivere una vita dignitosa avendo come “progetto realizzabile” quello di poter dare ai figli una educazione che li metta alla pari degli altri.
        I ricchi e i benestanti devono accettare di pagare le tasse perché i figli dei poveri possano riuscire a scuola come i loro figli.

        Non lo accettano?
        Faranno una oessima fine perché il sistema attuale tende a sussumere sotto di sé tutto il resto del corpo sociale in un processo di fagocitazione che non può conoscere fine.

        La scelta delle classi medie, sia medio basse che medio alte (ma la classificazione vera è più complessa), è:

        1) volete mantenere l’attuale rendita di posizione?
        Tra poco i meno forti di voi la perderanno, poi la perderanno anche i più forti e i vostri figli, iooti, al massimo i bisnipoti, diventeranno dei “proletari”.
        Magari gli si concederà un minimo di benessere ma a costo della rinuncia definitiva alla soggettività politica di cui ancora oggi godono in qualche modo

        2) accettate il sacrificio di non poter tramandare la rendita di posizione ossia accettate che vostro figlio scenda nella scala sociale?
        Avrete un enorme vantaggio perché intanto partite favoriti, poi se le disuguaglianze vengono ridotte sensibilmente il livello di benessere diffuso salirà di molto e con un welfare di prima classe nessuno sarà ridotto in uno stato di autentico “proletariato; il popolo, ossia ANCHE la classe media, manterrà la sua soggettività politica ossia conserverà la possibilità democratica di dire la sua; i figli eventualmente scesi nella scala sociale avranno tutti i mezzi per permettere ai propri di risalire.

        Ma non solo.
        Se la mobilità sociale aumenta, da un lato si smitizzano le posizioni di privilegio in quanto poù precarie di prima e dall’altro si sdrammatizza la discesa.
        Questo porterà a una coesione sociale molto più forte e soprattutto SPONTANEA riducendo ulteriormente il disagio del passaggio da una classe all’altra.

        Se non si accetta la seconda ipotesi, se non si accetta di cambiare sistema, fa semplicemente ridere chiedere di recuperare lo status di classe media come era fino agli anni settanta.

        Tutto questo si impernia su un punto che e la chiave di volta del nuovo modo di pensare: il sociale, il linguaggio, il dialogo, lo scambio vanno INFINITAMENTE al di là delle doti naturali.
        Ma non “per ogni singolo individuo”.
        Una società collettivista in questo senso va più veloce, produce meglio, è più umana.

        Schematizzando:

        1) con l’innatismo hai una società di livello prevale temente basso che procede arrampicandosi sui picchi vertiginosi raggiunti da alcuni individui o da alcuni gruppi

        2) con il collettivismo non fondato sull’innatismo la società non ha picchi ma mediamente sale progressivamente di più della prima, in maniera più compatta, senza le crisi ricorrenti che caratterizzano il sistema 1, sviluppa in maniera moderna, ossia ANCHE logico deduttiva cioè scientifica, quella sorta di intelletto collettivo che caratterizza le società primitive.

        In altre parole si realizzerà un oassaggio simile a quello dalla preistoria alla storia.

        Dipende dal cuore, dalle palle e dal cervello che avremo.

        • giulio pelernei

          Mi chiedo perché non scrivi qualcosa su CDC.

        • Ybodon

          siamo in grado di usare il nostro codice genetico per scopi che non erano previsti in quel codice

          é ovviamente una sciocchezza.

        • DesEsseintes

          Per i poveri squinternati.

          Quindi noi abbiamo cinque dita per mano perché il DNA prevedeva che suonassimo il pianoforte, giusto?

          Ragazzi, state sotto zero di brutto.

    • giulio pelernei

      Ottima sintesi.

  • Pedroburgo

    Come si possa riabilitare un Mussolini con questo articolo non lo so, basta solo pensare che tipo di uomo era con quello che è stato capace di fare con Ida Dalser ed il figlio Albino per poi non parlare di tutti coloro mandati a morire nelle paludi pontine per delle leggi a favore dei suoi amici latifondisti della Romagna

    • Primadellesabbie

      Ma per queste imprese servono dei soggetti così, questo é abbastanza assodato, l’aspetto curioso é come e perché gli entusiasti puristi che si costruiscono degli eburnei moralismi attorno a queste imprese, si infatuino regolarmente di esemplari di bassezza morale consolidata (che per chi li utilizza é peraltro dote ricercata ed indispensabile).

    • MarioG

      E te pareva: hanno bonificato le paludi pontine per fare un favore ai latifondisti!
      D’altra parte, quando c’è la malafede (o malaideologia) si può dire qualunque cosa!

  • Primadellesabbie

    Nella pratica é stata l’apoteosi dei fanatici e degli esaltati tracotanti che si erano anche assegnati ogni carica civile e religiosa.

    Che si sia trattato di un esperimento sociale a spese del Paese ci sono pochi dubbi, come su chi lo abbia deciso, messo in atto e diretto.

    Stendiamo un velo sui protagonisti di quella stagione, che ha introdotto questa anticipando anche i tradimenti nelle alte cariche, ieri mascherate, oggi alla luce del sole anche grazie alla troppo mite ed incompleta condanna del precedente.

    Bertani, facendo le opportune premesse, l’osservazione da ogni prospettiva é rispettabile e a volte, come in questo caso, interessante.

  • Camillo

    Mi é piaciuto il riassunto; probabilmente sarebbe bene farlo leggere e meditare a molti, scalmanati e meno. Forse, con una nota aggiuntiva sulle sanzioni; che, credo, abbiano fatto la loro parte.
    Tornando ad oggi. Vero, quattro od otto immigrati non sono il vero problema; la povertá diffusa, la de-industrializzazione, lo sfruttamento (anche degli immigrati a raccogliere pomodori) é il problema.
    Soluzioni? Quelle proposte dalle ali estreme destra / sinistra; uscita da NATO / Euro / EU.
    E poi? abbracciarsi all’orso. Bhé sí, un piccolo stato ha sempre bisogno di un “protettore”. Sempre che non sia la Nord Corea…
    Ma, il capitale, nazionale ed internazionale, ha giá montato il suo teatrino: destra/quasi centro – sinistra/quasi destra – partito del mugugno (M5S).
    Vada come vada, sommando 2 dei 3 blocchi, si ottiene il risultato richiesto; quello che tu stesso hai indicato.
    Forse ci vorrebbe una scossa maggiore in Europa; ma, abbiamo visto come é finita in Francia tra Le Pen e Macron. Come finirá in Germania?

  • Italo Balbo

    A quanto pare per il Nostro, così come per quelli di Repubblica a canea simile, i pelati non hanno il diritto di parola né di leggere volantini in pubblico…Avvisate Marco Rizzo prima che il Bertani e quelli di Repubblica gli azzannino le terga !

  • MarioG

    ” […] ci si gioca una manciata di voti sulle spalle di quattro immigrati”.

    Basta una frase come questa per mandare in malora (o IN VACCA) tutto l’articolo.

    Ma come si fa a dire “quattro immigrati”, quando si è di fronte a un ‘immigrazione di massa IMPOSTA, che sta operando la più radicale trasformazione (smantellamento) della società italiana?
    Non è questo un PROBLEMA VERO come la Banca d’Italia (o di più)?
    O lei pensa che i problemi dell’immigrazione si risolvano come si tira una riga su una riforma scolastica sbagliata?

    • DesEsseintes

      Ma non avevi detto che si era fermata?
      O pensi che l’immigrazione la si fermi bloccando la marea umana in Libia a bastonate o ammazzandoli?
      Le aporie intrinseche stanno abbattendosi come un uragano sull’occidente e il borghesume pensa di proteggersi aprendo l’ombrello.

      • MarioG

        Io ho detto che si è fermata???
        Forse si riferisce alla mezza pausa che abbiamo avuto con gli accordi con la (cosiddetta) Libia?
        Io penso che l’immigrazione si ferma coi mezzi che applicano tutti gli stati eccettuati quelli europei (ma anche in Europa abbiamo esempi di chi segue un’altra rotta)
        Le basta?
        Poi se vuole iniziare con la retorica dei cattivi che tirano le cannoinate sui gommoni, vada avanti da solo…

        • DesEsseintes

          Esatto.
          Avevi detto trionfante “vede…vede…se si vuole si fermano” e io ti avevo detto che non puoi in nessun modo fermarli, che se li fermi hai un tipo di conseguenze ma se non li fermi ne hai altre ossia siamo in un cul de sac.
          Infatti non riescono a fermarli.
          Perché non possono (né fermarli né non fermarli).
          Ma tu non lo capisci.

          • alessandroparenti

            Si fermano eccome. Basta non incentivarli come si fa adesso: E’ facile, anche se tu non lo capisci.

  • Quei ragazzi hanno sì la testa rasata ma piena di ragione, non sono quattro ma quattro milioni
    (4.000.000) di invasori, gli immigratis, spacciatori, stupratori, ladri e compagnia bella, che hanno preso la casa la cui fu sradicata una signora 93enne che costruì l’Italia!
    https://t.co/f9XV8zaRfY
    i poverini che abitano in un hotel a pochi passi da dove una famiglia italiana con 3 bambini piccolini https://t.co/pGnP1JLPY8 hanno perso la dimora. tutto quello mentre la Raggi offre €1000 a chi accogliere gli stessi invasori! a me è sostituzione etnica svelata.
    La tua storiella sul il passato è interessante, alla fine, bisognasi conoscere il passato per capire il presente, ma dire che il peggio nemico dell’Italia di oggi sia ciò che era successo nella banca o non mi ricordo più le altre stronzate è di una vigliaccheria pazzesca!

  • Claudio Pasqualini

    Certo che il problema sono i neri o marroni, l’invasione sta destabilizzando il Paese nell’economia, nel lavoro, nel sociale, nella sicurezza…Certo che i problemi sono anche tanti altri, ma questo si aggiunge pesantemente ai tanti…Non mi risulta inoltre che Salvini abbia incensato i ragazzotti…come non mi risulta che i sinistrati abbiano mai condannato le innumerevoli violenze dei centri sociali, loro braccio armato…D’accordo su Mussolini, è da idioti ignoranti negare che le sue riforme hanno cambiato l’Italia, ma purtroppo la disastrosa scelta finale lo relegano all’inferno

    • Ybodon

      potresti arrivare a pensare che la gestione dell immigrazione di massa è uno strumento usato per destabilizzare?
      perché se tu credi che il problema siano le api che ti invadono casa e ti armi di insetticida e spranghi le finestrea ma nn arrivi a vedere che c’è qualcuno che usa le api per sfrattarti, costui troverà sempre un modo per farti entrare le api o magari domani il gas. se individui il vero problema allora magari forse risolvi.

      • cdcuser

        sul forum se ne parlò qualche anno fa’ , repetita iuvant dicevano i latini: https://comedonchisciotte.org/forum-cdc/#/discussion/82425/immigrati-chi-e-peter-d-sutherland/p1

      • Claudio Pasqualini

        Certo, ma prima mi difendo dalle api (meglio vespe, perchè l’utilità delle api è indiscutibile e non fanno i nidi sulle case…) che sono il problema cogente e poi verifico la provenienza e se qualcuno le utilizza per sloggiarci da casa, qualcuno che nel nostro caso conosciamo già come lo conosce benissimo l’establishment che ne fa parte…