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SPEZZARE L'ETERNO GIOCO DEL PADRONE E DELLO SCHIAVO

DI PIERLUIGI PAOLETTI
Centro Fondi

Il senato americano ha approvato la manovra di salvataggio per il mondo finanziario per 700
miliardi di dollari. Le sofferenze reali sui mutui intervengono però solo per 200 mld, ma
considerando che qualcosa le banche riusciranno a recuperare dagli immobili, possiamo dire
che le reali perdite potrebbero essere 100 mld. Dove finiscono allora gli altri 600 mld che
Paulson gestirà da buon padre padrone?

Quali sono le reali condizioni finanziarie delle banche americane?

A parte questi “piccoli” e ragionevoli dubbi che nessuno degli attori ci dice, rimane il fatto
che il popolo viene fatto pagare in modo molto salato per almeno due volte, uno per
l’indebitamento e uno per il salvataggio del sistema finanziario.Il fatto è che anche questi “spiccioli” non serviranno a un bel niente, sarà come dare
un’aspirina ad un malato terminale. Intanto si consente di far sopravvivere, ancora una
volta, un sistema già morto ormai da prima della bolla speculativa del 2000.

Purtroppo, l’Europa seguirà l’esempio americano, l’Irlanda ha già coperto le falle
garantendo i depositi, la Francia sta studiando un piano europeo e quindi presto anche noi
contribuiremo a mantenere in vita un sistema che è uno zombie.

Infatti questa enorme infusione di liquidità non risolve il problema, ma allontanerà
solamente il momento della resa dei conti. E’ ormai da molti mesi che il sistema delle
“bande centrali” sta immettendo liquidità nel sistema, a breve si abbasseranno anche i tassi
ed è pensabile che i mercati finanziari prima o poi reagiranno a questa ulteriore iniezione di
droga e quindi anche l’economia abbia un momento di apparente ripresa di cui noi italiani,
grazie alla cura ultratrentennale dei nostri politici, non ci accorgeremo nemmeno.

Perché diciamo che il sistema è già morto e che si sta tentando di rianimare uno zombie?
La riposta è nel grafico di lungo periodo dei tassi e prendiamo ad esempio quelli americani.

Appare evidente un ciclo dei tassi che è partito dal dopoguerra, ha avuto un massimo negli
anni ’80 e poi una lunga fase discendente fino ai giorni nostri dove ha toccato il minimo.

Le fasi intermedie dove vedete i tassi scendere sono le fasi di recessione dei cicli intermedi
dell’economia di 3-5 anni che si inseriscono in questo grande ciclo.

Se vedete il denaro come una merce, si alza il prezzo quando c’è molta richiesta (tassi in
aumento) e si abbassa il prezzo quando c’è poca richiesta (tassi in diminuzione) per renderlo
maggiormente appetibile, allora la cosa si chiarisce ancora di più.

Il sistema bancario ha attinto dal sistema economico in espansione tassi che sono arrivati
fino al 20% a dimostrazione che l’economia fino a quel momento riusciva a pagare tassi
così elevati pur continuando ad espandersi.

Dagli anni ’80 qualcosa è successo, perché i tassi sono scesi costantemente?

Semplicemente perché proprio negli anni ’80 il debito accumulato, che sino ad allora stava
sonnecchiando, è esploso partendo con una progressione esponenziale.

L’esplosione del debito, se non accompagnata da una riduzione del costo del denaro,
avrebbe portato velocemente alla paralisi del sistema economico e finanziario ed alla morte
della gallina dalle uova d’oro perché fette sempre maggiori di ricchezza venivano sottratte al
sistema dai costi esponenziali del debito.

In pratica il sistema bancario e la moneta messa in circolazione a fronte di un indebitamento
come avviene oggi, o da parte degli stati, tramite l’emissione di obbligazioni statali, o dei
privati con prestiti, linee di credito aziendali, mutui ecc., si comporta come un vampiro che
succhia al sistema energia in quantità sempre maggiori fino a che il corpo (sistema
economico) non collassa e per non collassare gli vengono forniti anestetici e droghe (denaro
a debito) per continuare ad andare avanti ancora un po’.

Ai giorni nostri la curva del debito ormai assorbe quote talmente imponenti del reddito
prodotto dall’economia che il corpo sta letteralmente collassando e se non si libera
velocemente del vampiro, che continua insaziabile a succhiare la sua energia, a breve
spirerà.

Per questo è necessario che il sistema economico, per reggere a questi travasi sempre
maggiori di energia, debba crescere sempre, senza tregua. Per questo ci incitano sin da
bambini alla “competitività” ad essere sempre meglio degli altri e ci mettono gli uni contro
gli altri e sempre per questo siamo in forte debito con le risorse del pianeta.

La situazione non è dissimile dai bozzoli dove le macchine allevavano gli umani e da cui
traevano energia descritti magistralmente in Matrix, film da vedere e rivedere molte e molte
volte.

L’organismo economico non può sostenere più questo travaso impressionante di energia e
rischia il collasso. Spero che a questo punto capiate come sia impensabile anche solo
immaginare di vivere ancora dentro questo sistema con questi parassiti da sfamare e quindi
le soluzioni sono o la morte dell’organismo, cosa che hanno tentato più volte di scatenare
con una guerra mondiale, oppure una enorme crisi economica e finanziaria che permetterebbe al sistema di perpetuarsi ancora nell’eterno gioco del padrone (le banche) e
degli schiavi (noi).

Il “risveglio” in atto delle masse, sempre più desiderose di capire, sta mettendo a dura prova
l’eterno gioco del “cambiare tutto per non cambiare niente” ed è per questo che riteniamo
che questa ultima fase sia cruciale per il ripristino di un sistema libero dalla schiavitù e che
veda il popolo riappropriarsi delle sovranità che gli sono state negate:

• Sovranità monetaria, dove il denaro sia solo un mezzo ed uno strumento di scambio
e non di sopraffazione come invece è adesso

• Sovranità territoriale come dimostrano gli episodi di Chiaiano e Vicenza

• Sovranità della salute senza le lobbies del farmaco che creano schiere di malati per
poi curarli speculando sul dolore e la sofferenza

Siamo ormai invasi dai mr. Smith, sempre per rimanere nella metafora del film Matrix, che
assumono le sembianze di Bush, Berlusconi, Paulson, Tremonti, Trichet, La Russa, Putin,
ma il matrix, quella rete di menzogne e condizionamenti, finalmente si sta velocemente
sgretolando.

Il lavoro per recuperare la libertà non sarà facile, ma ne varrà la pena, ognuno di noi però
deve fare la sua parte e non può più delegare nessuno. Dobbiamo ricostruire l’economia
distrutta scientificamente per permettere al sistema di diventare indispensabile, ripartendo
dalla spina dorsale di ogni economia ovvero l’agricoltura e la comunità.

Fuori dalla logica della crescita continua e del debito perpetuo si apre un mondo di
abbondanza e si liberano talmente tante ricchezze da risolvere tutti quegli squilibri, povertà,
fame, corruzione, sfruttamento, sopraffazione, di cui il sistema aveva necessità e di cui si
alimentava.

Di come uscire dal matrix e come ricostruire noi stessi e l’economia si parlerà al meeting di
Riccione di ArcipelagoSCEC http://www.centrofondi.it/articoli/8berscec.pdf
VI ASPETTIAMO!

That’s all folks

PER I GRAFICI SI CONSULTI IL PDF

Pierluigi Paoletti
Fonte: http://www.centrofondi.it/
Link: http://www.centrofondi.it/report/Report_Centrofondi_2008_ott_1.pdf
01.10.2008

Pubblicato da God

  • Lif-EuroHolocaust

    Paoletti dice:
    Il senato americano ha approvato la manovra di salvataggio per il mondo finanziario per 700 miliardi di dollari. Le sofferenze reali sui mutui intervengono però solo per 200 mld, ma considerando che qualcosa le banche riusciranno a recuperare dagli immobili, possiamo dire che le reali perdite potrebbero essere 100 mld. Dove finiscono allora gli altri 600 mld che Paulson gestirà da buon padre padrone?

    La cosa è interessante, ma su che basi lo afferma? Non so se Paoletti stesso legga questo sito, ma qualcuno può fornire maggiori informazioni su questo punto? Che, ho l’impressione, confermerebbe con maggior facilità l’idea del prepararsi di una economia di guerra.

  • paop8792

    Le perdite sui mutui sub prime sono state stimate in 200 mld di dollari dal Fondo Monetario. I mutui sub prime sono un totale di 1.300 mld di dollari (il 15% del totale); quelli Alt-A (erogati a persone con livello di credito migliore dagli standard subprime ma inferiore alla clientela migliore) a 1.000 miliardi (11%). Nel primo caso, il tasso di default è del 25%, nel secondo del 7%. Considerando le perdite reali (la percentuale della quota di prestito non restituita) nell’ordine, rispettivamente del 45% e del 35%, si ottengono 145 e 25 miliardi, per un totale di 170 miliardi. La ripartizione delle perdite è ipotizzata nella misura del 25% a carico direttamente del sistema bancario, con 130 miliardi circa a carico degli stessi veicoli di asset-backed security (Abs) e collateralized debt obligation (Cdo). Rettificando i 170 miliardi di perdite con la formula ‘mark-to-market’, vale a dire valutando gli strumenti finanziari aggiustati in funzione dei prezzi correnti di mercato, si aggiungono altri 30 miliardi, fino appunto ad arrivare al ‘rosso’ a quota 200.

  • Tao

    E LA MONTAGNA PATORI’ IL TOPOLINO

    DI URIEL
    Wolfstep

    Arriva alla fine la saga del Piano Paulson, che guarira’ le borse, ci fara’ diventare tutti biondi e alti e belli, rassodera’ il seno alle donne e allunghera’ il pisello agli uomini. Per non parlare dei maiali volanti e dell’agnello che pasce col leone.
    Ho gia’ detto che l’approvazione di questo piano sarebbe stata catastrofica, e che speravo NON venisse approvato. Cosi’ ne avremmo avuto dei vantaggi noi. Invece, cosi’ il problema americano diventa un problema nostro.

    In realta’ il Piano Paulson non e’ altro che un prestito concesso da Cina e Giappone agli USA.

    Cosa succedera’? Succedera’ che, ben sapendo che i titoli subprime sono destinati a tornare al valore nominale in uno-due anni (a patto che non falliscano le banche di sportello che hanno concesso i mutui), il governo USA ha deciso di comprare quei fondi e di garantire le banche coi clienti insolventi, in modo da fermare le vendite forzate (nella speranza di dare ossigeno al mercato immobiliare).

    Per farlo ha stanziato quasi un triliardo di dollari, che non ha. Dico che “non ha” non perche’ i fondamentali siano deboli, ma perche’ di fatto il bilancio e’ gia’ stato stilato in quanto l’amministrazione e’ agli sgoccioli.

    Da dove tirano fuori questi soldi, allora?

    Li tirano fuori vendendo titoli di stato. Chi compra titoli di stato? Risposta: li comprano Cina e Giappone.

    Perche’ li comprano Cina e Giappone? Anche questo e’ ovvio: si tratta di due economie sostenute principalmente dai consumi USA. Se il cittadino USA smette di consumare, Cina e Giappone crollano come castelli di carte.

    Cosi’, siamo nelle condizioni per le quali se hai un triliardo di debiti con la banca, e’ un problema per la banca. In realta’ le cose non stanno cosi’, perche’ in ultima analisi Cina e Giappone chiederanno un prezzo.

    Il prezzo sara’ di aumentare ancora le importazioni, ovvero abbattere le poche barriere commerciali ancora in piedi nei confronti di Cina e Giappone. Le poche tasse alla frontiera per le merci, insomma verranno ammorbidite.

    In questo modo Cina e Giappone producono, gli USA consumano, e l’equilibrio della bilancia commerciale USA si sposta ancora di piu’ sul Pacifico. Sia chiaro, non e’ una novita’: sono anni che Cina e Giappone sfruttano la propria forza creditizia per ottenere condizioni di accesso migliori sul mercato americano.

    Che effetti avra’ questo su di noi? Beh, sono semplici: per comprare di piu’ i prodotti cinesi gli americani compreranno meno i prodotti europei. Banale. Immediato.

    Di conseguenza, stiamo per soffrire di un calo di ordinativi sull’industria, che peraltro non arriva neanche in un bel momento. I risultati li conosciamo: calo degli ordinativi, meno posti di lavoro, eccetera.

    E’ tempo di fare una scelta.

    E’ chiaro ormai che ,agli USA, l’europa interessa solo come area di influenza militare, allo scopo di evitare che il mediterraneo possa diventare sede di scambi economici tra asia, africa ed europa.

    E’ chiaro che se a questo interesse militare non c’e’ una contropartita economica, presto ci ridurremo ad un ammasso di caserme americane fatiscenti, tutte volte a rompere i coglioni a Putin ed ad usare degli scagnozzi come i polacchi e gli inglesi allo scopo di sabotare la UE, e di destabilizzare il medio oriente per evitare che i mercati asiatici trovino sbocco sul Mediterraneo.

    Ecco, adesso e’ ora di smetterla. Gli americani si disinteresseranno sempre di piu’ alla UE, ricattati sempre di piu’ da Cina e Giappone.

    La UE ha bisogno di gas dalla Russia (visto che ne siamo i consumatori piu’ voraci) ha bisogno di commerciare facilmente con l’asia (e quindi di porti sicuri in medio oriente) , abbiamo bisogno di tornare ad essere uno sbocco per il commercio con l’ Africa, sempre attraverso il mediterraneo.

    E’ vero, la dottrina americana del ’58 prevede che si osteggino ad ogni costo le economie africane, al fine di impedire che nascano potenze economiche in Africa.

    Ed e’ vero che la dottrina americana di Mahan vuole che il medio oriente rimanga instabile in modo da ostruire lo sbocco delle economie asiatiche verso il mediterraneo.

    Ed e’ vero che si vuole impedire a tutti i costi alla RUssia di avere a sua volta uno sbocco del Mediterraneo.

    E’ chiaro che il Mediterraneo in costante depressione sia il fulcro della strategia USA: del resto, e’ un mare facilmente navigabile che unisce Asia, Africa ed Europa. E’ l’unico mare che puo’ far concorrenza al PAcifico e all’ Atlantico, cosa che taglierebbe fuori USA ed UK.

    E quindi, e’ cio’ su cui bisogna puntare oggi. Se non riusciremo a stabilizzare il Libano ottenendo porti commerciali sicuri in un paese ove non dobbiamo pregare che arrivi la fatwa, potremmo perdere una buonissima occasione di deviare parte degli scambi asiatici verso l’ Europa.

    Allo stesso modo, bisogna offrire alla Russia uno sbocco sul mediterraneo. In qualsiasi modo. Questo fara’rabbrividire i generali (ma chi ci crede piu’ ad una guerra in Europa?) , ma e’ essenziale che si apra una porta ad oriente: a costo di vendere qualche isoletta dell’adriatico ai russi.

    Indi, e’ ora rafforzare i commerci con l’Egitto e con il MArocco, in modo da creare delle pipeline che arrivino dall’ Africa all’europa passando per paesi costieri, in modo da lasciare aperta la porta ai commerci col sudamerica.

    E’ un piano di ampio respiro, ma ha una caratteristica: si svolge quasi tutto dentro i confini del Mediterraneo, area ove le nazioni UE sono ancora influenti.

    Ed e’ la nostra unica via di fuga dall’abbandono dei mercati USA.

    Uriel
    Fonte: http://blog.wolfstep.cc
    Link: http://blog.wolfstep.cc/index.php?subaction=showfull&id=1223113931&archive=&start_from=&ucat=76&
    4.10.08