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SPARI E KAMIKAZE A TEHERAN: E’ PARTITA L’OPERAZIONE COPERTA C.I.A.?

DI MAURIZIO BLONDET

maurizioblondet.it

Dalle agenzie: “Teheran, spari all’interno del parlamento e un kamikaze si fa saltare al mausoleo di Khomeini: almeno un morto, feriti e ostaggi”.
“Alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco contro addetti alla sicurezza e pellegrini in visita al santuario. Una delle guardie sarebbe stata uccisa ma si parla di altre vittime.
“Quasi in contemporanea, al mausoleo di Khomeini c’è stato un altro attacco che sarebbe stato condotto da un commando di quattro persone, incluso un attentatore suicida che si è fatto esplodere all’interno. Lo riporta la tv statale iraniana e anche l’agenzia semiufficiale Fars. L’attentato, che sembra una strategia coordinata, è avvenuto intorno alle 11 del mattino, ora di Teheran, mentre era in corso una sparatoria all’interno del Parlamento. E qui si parla di un arresto, uno dei membri del commando, forse una donna.
Queste sono operazioni coperte americane. Non più tardi del 2 giugno, il New York Times ha pubblicato un articolo dal titolo: la CIA nomina il “principe delle tenebre” che condurrà operazioni contro l’Iran, segnalando una posizione più dura” da parte del governo USA.Lo specialista incaricato dalla Ditta è Michael D’Andrea, già noto “come supervisore della caccia e Osama bin Laden”, nonché autore, mandante ed esecutore della “la campagna di colpi di droni americani che ha ucciso migliaia di militanti islamici e centinaia di civili”.

Soprannominato “ayatollah Mike” (pare convertito all’Islam, ovviamente wahabita), la sua nomina “è il primo importante segnale che l’amministrazione Trump applicherà la linea dura che il presidente ha promesso contro l’Iran durante la sua campagna.
Infatti, ricorda il giornale, “ Trump ha chiamato l’Iran “lo stato terroristico numero uno” e si è impegnato in tutta la campagna per smantellare o rivedere l’accordo tra Iran e sei potenze mondiali in cui Teheran ha accettato di limitare il suo programma nucleare in cambio di sollievo delle sanzioni”.
“Il nuovo ruolo di D’Andrea è uno dei numerosi segnali all’interno dell’agenzia di un approccio più muscolare alle operazioni segrete sotto la guida di Mike Pompeo. L’agenzia ha anche recentemente nominato un nuovo capo del terrorismo, che ha cominciato a spingere per avere maggiori poteri per colpire i terroristi islamici.
“Per la CIA, l’Iran è stato un dei bersagli più impenetrabili: l’agenzia ha un accesso estremamente limitato al paese – nessuna ambasciata americana è aperta a fornire copertura diplomatica – e i servizi di intelligence dell’Iran hanno quattro decenni di esperienza nel contrastare le operazioni segrete e di spionaggio americane.
Apprendiamo anche che il nuovo direttore della sovversione in Iran è nella CIA un “agente undercover”, il che significa che può essere infiltrato in territorio iraniano. Apprendiamo anche che il nome del “principale funzionario di collegamento fra la Casa Bianca e le agenzie d’intelligence” nonché superdirettore del Consiglio di Sicurezza Nazionale attorno a Trump, è Ezra Cohen-Watnick: il quale ha confermato, parlando con altri dirigenti dello spionaggio di “voler usare spie americane per rovesciare il governo iraniano”.

Ezra Cohen-Watnick è un trentenne che ha lavorato qualche anno alla DIA (Defense Intelligence Agency), ma soprattutto è un amico personale di Jared Kushner; è noto per un odio profondo, ebraico, per il regime di Teheran. Dunque i neocon sono lì e conducono la fase della guerra al regime, desiderata da Israele da sempre, ma ancor più da quando ha dato inizio alla sovversione totale del mondo islamico, che ha prodotto effetti collaterali sgradevoli per Sion.

Riporto qui l’analisi di un mio intelligente lettore, Learco:
“La necessità di Israele e USA di attaccare l’Iran nasce da una serie di errori geopolitici incredibili.
Per la dinastia Saud e i sionisti era Saddam Hussein il nemico più temibile: si parlava di pericolo nucleare, di un cannone gigantesco in grado di colpire lo Stato ebraico a centinaia di Km di distanza etc.
Una volta eliminato il pericolo Iraq ci si è accorti che, in realtà, Saddam rappresentava l’unico baluardo sunnita tra l’Iran e Hezbollah libanese, perchè nel frattempo, nel 2006, Tsahal era stato inaspettatamente sconfitto dalla formazione libanese addestrata dai militari iraniani.
Senza l’Iraq, armi e militari iraniani potevano tranquillamente spostarsi da Teheran a Beirut senza controlli e ostacoli e questo la dice lunga sulle capacità strategiche dei neocon americani e della dirigenza israeliana.
A questo punto non c’è scelta per i nostri pasticcioni e apprendisti stregoni usraeliani: bisogna attaccare l’Iran.
Prima di farlo i nostri eroi dovrebbero meditare su un piccolo episodio: nel 2006 l’intera brigata Golani supportata dai carri armati Merkava non è riuscita a conquistare un singolo paesino sul confine libanese, difeso dalle forze di riserva di Hezbollah, perchè i reparti d’elite libanesi erano rimasti sul fiume Litani.
Ma si rendono conto di cosa vuol dire attaccare un Paese come l’Iran, con milioni di abitanti, ferocemente nazionalista e motivato, oltre che ben armato?”.

Non si può dir meglio. Ma naturalmente, alla guerra gli americani e gli ebrei preferiscono la sovversione dall’interno, meno rischiosa, la guerra ibrida e criminale. E’ quel che sta succedendo a Teheran. Se sia l’inizio di un golpe o “strategia della tensione” con l’uso di terroristi dell’ISIS da loro pagato, è presto per dire. Certa è l’accelerazione che è stata impressa agli eventi di ostilità all’Iran; immediatamente dopo la distruzione dell’emiro del Qatar, ecco le prime sparatorie a Teheran.

Maurizio Blondet

7.06.2017

Pubblicato da Davide

  • @ Ma si rendono conto di cosa vuol dire attaccare un Paese come l’Iran, con milioni di abitanti, ferocemente nazionalista e motivato, oltre che ben armato?”
    Intanto , credo, che ci mandino altri a combattere, ossia eserciti di ipotetiche “coalizioni”, ovvero , nazioni come la nostra costretta a partecipare per avere,in cambio, un piatto di lenticchie. O ci partecipano nazioni con a capo persone disturbate, che vogliono essere, come si dice nelle battute ” la sposa, al matrimonio, il defunto, al funerale”, ma ci devono e vogliono esserci. Da ricordarsi che, se fosse vero che l’Iran è un paese che alimenta il terrorismo, succederà che mentre “noi” cerchiamo di invaderlo, di distruggerlo, questi porteranno azioni militari nei paesi della “coalizione”, magari anche in quei paesi che “ospitano basi da cui partono aerei”. Il fatto che poi, un paese come il nostro (ma vale anche per altri), debba avere e accettare di avere un politica estera ed economica, in linea e uguale a quella che impongono Ue e Nato, penso sia dannoso, e così è risultato. Immagino che non avremmo potuto opporci, o non so in che modo, alla distruzione della Libia, ma memori di quanto successo, e dei presunti o reali affari che abbiamo con l’Iran, non so se converrà partecipare o anche soltanto simpatizzare e sostenere politiche di aggressione.

  • Steel Rust

    Mi “incuriosisce” tutta questa fretta. Cosa sta per succedere di tanto peculiare da far partire in quarta gli amerKani su tutti questi fronti? Sono solo hubris e supidità, o c’è qualche “cigno nero” globale in arrivo?

    • gianni

      Oggi nel mondo ci sono 6 miliardi di persone che con la loro economia possono fare a meno di Usa ed Europa, gli USA vogliono una guerra gigantesca per continuare a dominare un mondo che non riescono più a dominare

  • PietroGE

    Sapete chi c’è ora a fare da cuscinetto tra Hisbollah e Israele? Noi! Le nostre coste sono prese d’assalto dai migranti ma noi difendiamo i confini di Israele. Sempre a servizio di qualcuno!
    Quanto all’attentato, secondo me è stato dato in appalto a qualche gruppo siriano dall’Arabia Saudita, con l’approvazione evidente degli USA. Ancora una volta si vede chi gestisce la politica estera americana e chi fa la figura del fantoccio. D’altra parte questo è probabilmente il prezzo da pagare per Trump per evitare l’assalto delle lobby e dei media, un assalto che potrebbe costargli la rielezione.

  • permaflex64

    Davanti ad un attacco del genere la risposta logica è quella di un attacco con armi convenzionali verso i luoghi dove si rifugiano i terroristi e cioè una escalation del conflitto in corso, chi a questo punto di fronte ad un attacco del genere potrebbe trovare inopportuno un inttevento diretto dell’esercito iraniano in Irak e Siria?

    • Zerco

      io (lo troverei più opportuno in Arabia Saudita)

      • permaflex64

        Può darsi sia proprio quello che vorrebbe per esempio il Qatar per trovare un nemico comune e distogliersi l’Arabia Saudita.

    • Cataldo

      Gli Iraniani sono già in Siria, in molteplici vesti, ma la guerra in Siria si appresta a concludersi, ed alcuni esiti sono chiari, le convulsioni nel golfo sono determinate da questo.

  • Gino2

    Facevo notare in un precedente commento una cosa fondamentale

    In Europa si fanno esplodere ai concerti per ragazzi.
    In Iran, stranamente, attaccano il parlamento.
    Non mi sembra una differenza da poco….anzi mi sembra una sostanziale e determinante differenza tra gli attentati in europa e questo che va visto, evidentemente, sotto una luce diversa…

    • Invisible man

      Elementare ma geniale. Bravo.

    • Truman

      Proviamo a ragionarci su. Un attacco a ragazzi nel nome di Allah suonerebbe falso, e produrrebbe presumibilmente solo l’effetto di rinforzare l’odio verso USA e Israele. Visto che la strategia della tensione lì non funzionerebbe, allora cercano il bersaglio grosso, mostrando che sono in grado di attaccare il Parlamento o luoghi simbolici. Con effetto uguale a quello di sopra.
      Ma se diamo per buono ciò che dice Blondet, cioè che spesso sono stupidi, forse qualcosa torna.
      Se poi l’effetto voluto è negli USA, mostrare che Trump ha colpito in Iran, questo gli rende la poltrona più solida. Insomma il terrorismo è un mass medium, quello principale di questo periodo, bisogna cercare di capire a quale pubblico è rivolto.

      • Gino2

        Non so.
        Che l’Iran sia indicato come il princpale paese terrorista è una cosa vecchia e chi lo fa è Israele, da sempre. Gli USA seguono.
        Certamente l’Iran fa parte di quei “nodi” insieme alla Siria, fondamentali per la gestione del medio oriente.
        Certo sarebbe “drammatico” se questo volesse dire un inizio, tramite ISIS, di prova di destabilizzazione dell’Iran, dopo la Siria.
        Certamente, come dici, li attaccare nei ristoranti in nome di allah sarebbe quantomeno strano(visto che sono islamici anche la) …ma non tanto piu strano di quanto non sia qui…solo che noi siamo abituati a sentire vaccate colossali e ci irritano di meno con l’andar del tempo.

        In ogni caso mi spiego di piu un attentato o serie di attentati all’Iran, per i motivi di cui sopra, rispetto a questi “mini” attentati a ripetizione che stanno avvenendo in europa (e pare australia).

      • Holodoc

        Beh, Trump mica può andare alla CNN a dire: “i terroristi ISIS che hanno colpito in Iran ce li ho mandati io!”. Quindi per i pecoroni a stelle e strisce Trump non c’entra nulla.

    • Riccardo Perseo

      Sì. È palese che gli attacchi a cittadini, colpevoli di nulla, sono fatti solo per distogliere l’attenzione e alimentare lo stereotipo del kamikaze senza logica. Chi vuole cambiare la situazione con una metodologia così aggressiva, lo farebbe mirando ai piani alti di un governo, ma questo poca gente lo vuole capire.

    • gianni

      Isis è una creatura occidentale di Israele e Arabia Saudita e viene usato in base per scopi differenti . nell’Unione europea serve per mettere sempre più paura la gente perché un popolo di paurosi è più facile da governare e per avere uno Stato poliziesco in tutta l’Unione europea con le strade piene di poliziotti e soldati armati perché loro sanno benissimo che in futuro fallirà sempre più tutto ci saranno sempre più disoccupati e immigrati quindi sanno già che ci saranno delle rivolte devastanti ed avere già le strade piene di poliziotti e soldati serve per essere già preparati contro le rivolte

      • Raf

        Hai centrato l obiettivo…purtroppo

    • ndr60

      Gli scopi sono diversi: in Europa gli attacchi terroristici portano ad un rafforzamento delle politiche securitarie, in Iran si punta direttamente alla destabilizzazione. La cosa comica (non per i morti a Teheran) è che Trump ha appena detto che la centrale del terrorismo è l’Iran…

  • Zerco

    Michael D’Andrea è come la signora Luisa: comincia presto e non pulisce il water… ma non finisce presto

  • Holodoc

    Una sola domanda: Perché questi terroristi non colpiscono mai in Israele, Arabia Saudita e Stati Uniti???

    • RenatoT

      ma questa è vecchia 🙂

  • FBF

    Il Qatar è accusato di finanziare l’Isis però fuori dalla downtown di Doha, c’è la chiesa di Nostra Signora del Rosario, fortemente voluta da Al Thani, che ne ha donato il terreno, per poter dimostrare l’apertura interreligiosa del paese. Accidenti molti esclameranno!
    L’Arabia Saudita invece ha un ruolo importante dall’11/9 visto che i presunti terroristi finiti sulle Twin Tower erano Sauditi. E allora come mai questo “finto” capro espiatorio?
    Il Qatar accusato finanziamenti al terrorismo, ha invece relazioni con Iran che a sua volta – si dice – abbia cattivi rapporti con Arabia Saudita e Israele che pare condividano le stesse idee sull’Iran. Ma come fa il Qatar a finanziare l’Isis ed essere amico dell’Iran quando l’Isis rivendica i tre attacchi effettuati ieri a Teheran?
    E se il vero motivo fossero alcuni investimenti europei a gruppi bancari od altro che devono uscire di scena? Molti non capiscono, ma il problema è proprio l’apertura interreligiosa, la chiesa ecumenica, visto che porta al sincretismo cioè la fusione delle tre religioni e dunque al laicismo. Per cui il Qatar potrebbe, come tutti i paesi dell’area, aver indirittamente finanziato forze laiciste nate all’ombra del Concilio Vaticano II.