Sovranità e alleanze (Il disperato caso italiano)

di Eugenio Orso
comedonchisciotte.org

Il discorso che mi accingo a fare è soltanto teorico, perché riguarda la Sovranità nazionale italiana, che oggi è chiaramente calpestata dalla presunta “sovranità europea” (dittatura Ue/euro/troika) e negata dalla decennale partecipazione forzata alla Nato, che continua pericolosamente con grandi costi per tutti noi.

Si dovrebbe parlare, nel caso dell’Italia, non di Sovranità, o almeno di residui di una vera Sovranità, ma, all’opposto, di una completa e progressiva “desovranizzazione” del paese, fino all’imposizione delle attuali catene, al Popolo o alla sua attuale caricatura, che non lasciano speranza alcuna per una possibilità futura, seppur vaga, di autodeterminazione degli italiani.

Anzi, ci sono quelli che avanzano dubbi sull’esistenza, nella storia passata, di un vero e proprio Popolo italiano con un compiuto sentimento nazionale, ma l’unica cosa certa, senza voler polemizzare in merito, è che oggi questo Popolo non può esistere e soprattutto non dovrà esistere in futuro.

Infatti, il Popolo italiano e stato sostituito da una massa informe, manipolata da decenni, “denazionalizzata”, pauperizzata e brutalmente “individualizzata” secondo il modello ultra-liberista, sapientemente impoverita dal punto di vista culturale, nonché impaurita e ricattata, praticamente inerte e addirittura “zombificata”, senza possibilità reattive.

Sappiamo che Popolo, pur diviso in classi secondo la mia ottica di tipo strutturale e conflittuale, e Sovranità nazionale procedono insieme ma oggi, in Italia, non avvistiamo né l’uno né l’altra.

Nel secondo dopoguerra la situazione era ovviamente diversa, meno “tombale” e sfavorevole di quanto osserviamo oggi, devastati dal combinato disposto 1) Covid/Lockdown/coprifuoco-austerity europoide/euro – 2) ricatto del debito pubblico/giudizio dei mercati – 3) alleanze occidentali/Nato foriere di prossimi, devastanti conflitti anche in Europa.

Esistevano, dopo la seconda guerra mondiale, residui consistenti di Sovranità nazionale, non in politica estera, naturalmente, e non in termini di libera scelta delle alleanze internazionali, data la Guerra Fredda fra i blocchi in pieno corso, ma sicuramente in termini di politica economica, industriale e sociale, con una certa libertà di manovra per i governanti.

Dall’amnistia concessa da Togliatti ai fascisti nel ’46 all’INA-Casa di Fanfani, progetto partito nel ’49 e prorogato fino agli anni sessanta, non solo si sono rinfoltite le file dell’impiego pubblico, ma anche i meno abbienti hanno avuto una casa decente, pagando pochissimo per ottenerla, e senza Sovranità, per quanto parziale, tutto questo non sarebbe stato possibile.

De Gasperi doveva fare i conti con la Nato, fin dall’inizio con la novità degli americani in casa, ma aveva margini di manovra, che ha ampiamente utilizzato per far risorgere l’economia nazionale, ricostruire e dar lavoro ai disoccupati di guerra, disponeva inoltre di una moneta nazionale.

La Comunità Europea era una sorta di confederazione a maglie molto larghe, che ha consentito agli stati europei occidentali di gestire una propria moneta e di decidere le politiche economiche, pur con qualche limitazione imposta dai trattati.

Lo stesso Craxi era quello che era, ma ha difeso la Sovranità nazionale (si veda la crisi di Sigonella del 1985, in opposizione agli Usa) e con il cosiddetto CAF, Craxi-Andreotti-Forlani (1989), era riluttante ad adottare l’euro, rinunciando alla lira in prospettiva futura, e a concedere ai potentati esterni il controllo di tutta la vita nazionale come accade oggi, per cui, anche per tali motivi, o forse soprattutto per tali motivi è stato “eliminato” dalla scena politica, assieme ai suoi sodali.

La situazione attuale è di zero speranze (o di “aspettative decrescenti”, secondo gli economisti del sistema) per la massa informe che popola l’Italia, con rischi altissimi di degrado economico e perdite umane accelerati dall’uso dell’arma biologica Covid (di matrice chiaramente “occidentale”), elevate possibilità di morte a causa delle tensioni sanitarie, provocate dal Covid stesso combinato con altre patologie e, in prospettiva di breve periodo, dall’uso dei vaccini americano-occidentali Big Pharma.

Si è innescato un processo di rapido impoverimento di massa e l’incubo dilagante della povertà assoluta, nonostante i sempre conclamati elemosine/ristori (pochi, in ritardo o solo annunci per la neo-plebe, mai erogati nel concreto), diventa sempre più concreto.

La situazione attuale, per quanto riguarda lo stato italiano (non più con la esse maiuscola), è di controllo assoluto da parte dell’élite finanz-globalista-giudaica, ispiratrice dell’attuale “dittatura sanitaria”, un utilissimo e fuorviante schermo dietro il quale l’élite stessa si nasconde e si muove.

In pratica, lo stato è diventato mera e docile dépendance, nel sistema di potere elitista, globalista e mercatoide, dei poteri esterni che ferreamente lo controllano, con Draghi saldamente al timone per conto terzi, i suoi quattro “cavalieri dell’Apocalisse” nei punti chiave del governo, McKinsey & Company “consulente” che gestirà i fondi Recovery e deciderà i beneficiari e chi dovrà patire la fame, lo stesso Mattarella agente troika nelle istituzioni che “copre” Draghi, i “partiti” democratico-parlamentari, ben noti e famigerati (nessuno escluso), completamente sottomessi se non complici, eccetera eccetera.

Il succo di quanto precede è che in Italia, completamente in balia dell’élite finanz-globalista-giudaica e occidentaloide, anche grazie al Covid (ma non solo, ovviamente), non c’è più uno Stato nazionale sovrano, che sia degno di questo nome, e si può dubitare fortemente che ci sia un vero Popolo, se mai c’è stato.

Ne consegue che il mio discorso su Sovranità e alleanze del paese è meramente teorico, se rapportato alla situazione italiana, ma valido più in generale.

Volendo fare delle ipotesi per assurdo, se l’Italia fosse ancora (almeno) parzialmente Sovrana ed esistesse un Popolo abbastanza coeso e consapevole dei propri diritti, cioè dei Diritti dei Popoli e delle Nazioni negati dai globalisti e dai loro servi locali, l’urgenza maggiore, condivisa dalla maggioranza, sarebbe quella dell’uscita immediata dalla Nato, evitando le guerre che l’amministrazione Biden già annuncia.

Che Biden stia percorrendo la strada del conflitto a ogni costo, a livello internazionale è un’evidenza, se si pensa alle continue provocazioni e agli atteggiamenti aggressivi nei confronti di Russia e Cina.

Biden per conto elitista sta intensificando ovunque i preparativi militari, destabilizzando e preparando la guerra nei Balcani profondi (Donbass/Crimea), supportando la potenza convenzionale/nucleare ebrea, che occupa illegalmente la Palestina, attiva contro l’Iran e i paesi vicini, ancora in Siria e Iraq con i mercenari Isis in ripresa e l’occupazione illegale con proprie truppe, nel Baltico ancora in Europa a seminare tensioni ai confini con la Russia, utilizzando i governanti falliti e sanguinari di Kiev, eccetera eccetera.

Tale cambio di alleanze sarebbe prioritario, perché l’Italia nelle mani dell’atlantista Draghi rischia di dover partecipare direttamente a questi conflitti con le truppe, o indirettamente per la presenza basi militari Nato e Usa nel suo territorio, subendo danni non solo economici ma anche umani, al momento attuale inimmaginabili.

Ci vuole poco per comprendere quanto precede, cioè per capire che una rapida uscita dalla Nato, sia dalla cosiddetta alleanza militare sia da quella politica, sarebbe cruciale per la sopravvivenza futura dell’Italia e della sua stessa popolazione, già mal ridotte come le vediamo oggi per l’azione del Covid e della conseguente crisi economica, che si aggrava di giorno in giorno.

Il secondo passo indispensabile per affermare la propria Sovranità e ridare la esse maiuscola allo Stato, stringendo nuove alleanze commerciali e “partnership” industriali paganti per il paese, sarebbe quello dell’uscita integrale dalla Ue, che implicherebbe l’abbandono dell’euro e la denuncia di tutti i “trattati europei” a partire da quello di Parigi della CECA, firmato nel 1961, e da quello di Roma del 1957, che ha istituito l’ormai defunta CEE, sostituita negl’anni novanta dalla perniciosa UE.

Questo secondo passo, subito dopo il primo, consentirebbe di riappropriarsi la moneta, le politiche economiche, industriali e sociali in un sol colpo e aprirebbe nuove prospettive, come detto, di vantaggiose collaborazioni con la Russia e altri paesi non ostili, non interessati a “mettere sotto” l’Italia per predarne l’industria, il risparmio privato e il patrimonio immobiliare.

Sovranità nazionale e alleanze internazionali, o meglio, libera scelta delle alleanze stesse, vanno a braccetto, camminano affiancati, come dovrebbe essere evidente a tutti, mentre nel disperato caso italiano, mancando ormai del tutto la sovranità non c’è alcuna possibilità, seppur remota, di poter cambiare le alleanze per salvare il paese.

Quanto precede se non si crede che sovranità siano soltanto le sparate elettorali, i “basta euro!” di cialtroni sub-politici come Matteo Salvini, oggi genuflessi davanti a Draghi e ai suoi “mentori” globalisti.

Nel passato, abbiamo avuto tanti esempi di esercizio della Sovranità, in Italia, in alcuni casi non troppo vantaggiosi, in altri addirittura controproducenti.

Per esemplificare, il passaggio dell’Italia sabauda dalla Triplice Alleanza con Germania e Austria del 1882 alla neutralità di fatto nel 1914 e, successivamente, all’opposto campo della Triplice Intesa di Gran Bretagna, Francia e Russia nel 1915, entrando nella prima guerra mondiale contro gli ex alleati, fu sicuramente un esercizio di Sovranità delle classi dirigenti italiane di allora, anche se la neutralità nel conflitto sarebbe stata pagante, in termini di acquisizioni territoriali senza combattere, e non avrebbe comportato tante perdite umane e materiali.

Altro esempio, il 10 giugno del 1940 e l’entrata in guerra dell’Italia al fianco della Germania di Hitler, frutto di un calcolo drammaticamente sbagliato anzitutto di Benito Mussolini, ma pur sempre esercizio concreto di Sovranità nazionale.

Oggi questi esercizi non sono possibili, in Italia, e le decisioni strategiche per l’intero paese sono prese altrove, più in alto e all’esterno, essendo Draghi, Mattarella e compagnia meri esecutori di queste decisioni.

Quello che appare chiaro e scontato, nella situazione italiana ai tempi del Covid e dell’aggressività statunitense con Biden, è che le attuali alleanze-capestro sono immutabili e non si possono cambiare.

Riassumendo, la situazione italiana è zero Sovranità, stato ridotto a comparsa, alleanze internazionali imposte senza possibilità di cambiamenti, non Popolo ma popolume (nella migliore ipotesi), privo della consapevolezza dei propri diritti e senza alcuna capacità di reazione.

In queste condizioni, il discorso Sovranità e libera scelta delle alleanze internazionali non funziona più ed è folle pensare che il riscatto del paese possa avvenire per cause endogene, mancando del tutto una “classe dirigente” degna di questo nome, ansiosa di governare veramente e autonomamente, legata ad un vero Stato con un vero Popolo alle spalle.

Quindi l’Italia non può liberamente scegliere alcunché, dati i vincoli che subisce, che si tratti di risorse da destinare a pre-pensionamenti di massa, per favorire l’occupazione giovanile, o che si tratti di nuove, solo ipotetiche, “partnership” fra Eni e Gazprom, o Eni ed Egitto (esempio fatto non a caso, data l’uccisione di Regeni).

Oggi l’Italia è solo formalmente un soggetto di diritto pubblico internazionale, un potere indipendente da altri, perché la sua realtà è quella di una colonia, da usare per estrarne il massimo delle risorse, soprattutto quando si pianificano guerre e si fomentano conflitti come fanno gli Usa e la Nato, con la UE a rimorchio.

Se si accetta concettualmente che ogni specie di Sovranità è per sua natura assoluta e che il potere, quello vero, è auto fondante e si autodetermina, ciò riguarda sicuramente il dominio elitista in occidente, una sorta di dittatura indiretta della classe dominante globale, mascherata da democrazia, e non riguarda il semi-stato italiano, ridotto a essere l’ombra di sé stesso.

Infine, se qualcuno pensasse che il nostro paese non dovrebbe abbandonare il campo in cui è costretto, nello scontro geopolitico in atto, per scegliere il campo opposto e, di conseguenza, un altro padrone, identificabile nella maggiore potenza militare, nucleare ed energetica alternativa agli Usa, si sbaglierebbe di grosso e non farebbe il bene del paese, allineandosi con Draghi e Mattarella.

Nelle condizioni in cui l’Italia si trova, prigioniera nella gabbia elitista e occidentaloide, non avendo alcuna possibilità di liberarsi con un “moto d’orgoglio” interno (da dove potrebbe provenire?), non rimane che sperare in una grande e netta vittoria geopolitica della Santa Russia, capofila della Resistenza Mondiale all’élite che sta dietro alla pandemia Covid e alla bellicosità degli Usa, destinata a crescere con Biden.

Se l’Italia, miracolosamente in caso di vittoria della Resistenza Mondiale guidata dalla Federazione Russa, dovesse essere di riflesso liberata, finendo nella sfera di influenza russa (il nuovo padrone, ma più benevolo), per noi vorrebbe dire la salvezza, il ritorno a uno Stato vero, il recupero almeno parziale della Sovranità, il ritorno a una moneta nazionale e, soprattutto, non l’estinzione finale alla quale oggi siamo condannati.

Sarebbe così svelato l’inganno della democrazia, occidentale e avanzatissima, che permette ai Draghi e ai Monti, ai Mattarella e ai Napolitano, di veicolare decisioni cruciali per il nostro futuro contro i nostri stessi interessi vitali.

Ben venga, dunque, la superiorità della Russia e della sua coalizione in Europa e nel mondo.

Del resto, solo Napoleone è riuscito a occupare brevemente Mosca, nel 1812, ma poi ha dovuto velocemente ritirarsi, con gravi perdite nel lungo ripiegamento, subendo una sconfitta dalla quale non si è più veramente ripreso.

Dubito che gli elitisti con le armi Usa e Nato o i loro mercenari e agenti destabilizzatori (ad esempio Naval’nyj e consorte) riusciranno a far meglio di Napoleone Bonaparte.

Si dirà che la mia è una posizione estrema, ma è molto meglio avere ad Aviano e sulla testa i Mig-35 russi, piuttosto che gli F-16 del 31° Fighter Wing, meglio un sottomarino della Classe Kilo di uno della Classe Virginia in profondità, nelle nostre acque …

Dobbiamo essere realisti e pensare al futuro, anzi, alla nostra sopravvivenza futura, perché a questo punto siamo arrivati.
EUGENIO ORSO

Pubblicato da Tommesh per Comedonchisciotte.org