Sovranità e alleanze (Il disperato caso italiano)

di Eugenio Orso
comedonchisciotte.org

Il discorso che mi accingo a fare è soltanto teorico, perché riguarda la Sovranità nazionale italiana, che oggi è chiaramente calpestata dalla presunta “sovranità europea” (dittatura Ue/euro/troika) e negata dalla decennale partecipazione forzata alla Nato, che continua pericolosamente con grandi costi per tutti noi.

Si dovrebbe parlare, nel caso dell’Italia, non di Sovranità, o almeno di residui di una vera Sovranità, ma, all’opposto, di una completa e progressiva “desovranizzazione” del paese, fino all’imposizione delle attuali catene, al Popolo o alla sua attuale caricatura, che non lasciano speranza alcuna per una possibilità futura, seppur vaga, di autodeterminazione degli italiani.

Anzi, ci sono quelli che avanzano dubbi sull’esistenza, nella storia passata, di un vero e proprio Popolo italiano con un compiuto sentimento nazionale, ma l’unica cosa certa, senza voler polemizzare in merito, è che oggi questo Popolo non può esistere e soprattutto non dovrà esistere in futuro.

Infatti, il Popolo italiano e stato sostituito da una massa informe, manipolata da decenni, “denazionalizzata”, pauperizzata e brutalmente “individualizzata” secondo il modello ultra-liberista, sapientemente impoverita dal punto di vista culturale, nonché impaurita e ricattata, praticamente inerte e addirittura “zombificata”, senza possibilità reattive.

Sappiamo che Popolo, pur diviso in classi secondo la mia ottica di tipo strutturale e conflittuale, e Sovranità nazionale procedono insieme ma oggi, in Italia, non avvistiamo né l’uno né l’altra.

Nel secondo dopoguerra la situazione era ovviamente diversa, meno “tombale” e sfavorevole di quanto osserviamo oggi, devastati dal combinato disposto 1) Covid/Lockdown/coprifuoco-austerity europoide/euro – 2) ricatto del debito pubblico/giudizio dei mercati – 3) alleanze occidentali/Nato foriere di prossimi, devastanti conflitti anche in Europa.

Esistevano, dopo la seconda guerra mondiale, residui consistenti di Sovranità nazionale, non in politica estera, naturalmente, e non in termini di libera scelta delle alleanze internazionali, data la Guerra Fredda fra i blocchi in pieno corso, ma sicuramente in termini di politica economica, industriale e sociale, con una certa libertà di manovra per i governanti.

Dall’amnistia concessa da Togliatti ai fascisti nel ’46 all’INA-Casa di Fanfani, progetto partito nel ’49 e prorogato fino agli anni sessanta, non solo si sono rinfoltite le file dell’impiego pubblico, ma anche i meno abbienti hanno avuto una casa decente, pagando pochissimo per ottenerla, e senza Sovranità, per quanto parziale, tutto questo non sarebbe stato possibile.

De Gasperi doveva fare i conti con la Nato, fin dall’inizio con la novità degli americani in casa, ma aveva margini di manovra, che ha ampiamente utilizzato per far risorgere l’economia nazionale, ricostruire e dar lavoro ai disoccupati di guerra, disponeva inoltre di una moneta nazionale.

La Comunità Europea era una sorta di confederazione a maglie molto larghe, che ha consentito agli stati europei occidentali di gestire una propria moneta e di decidere le politiche economiche, pur con qualche limitazione imposta dai trattati.

Lo stesso Craxi era quello che era, ma ha difeso la Sovranità nazionale (si veda la crisi di Sigonella del 1985, in opposizione agli Usa) e con il cosiddetto CAF, Craxi-Andreotti-Forlani (1989), era riluttante ad adottare l’euro, rinunciando alla lira in prospettiva futura, e a concedere ai potentati esterni il controllo di tutta la vita nazionale come accade oggi, per cui, anche per tali motivi, o forse soprattutto per tali motivi è stato “eliminato” dalla scena politica, assieme ai suoi sodali.

La situazione attuale è di zero speranze (o di “aspettative decrescenti”, secondo gli economisti del sistema) per la massa informe che popola l’Italia, con rischi altissimi di degrado economico e perdite umane accelerati dall’uso dell’arma biologica Covid (di matrice chiaramente “occidentale”), elevate possibilità di morte a causa delle tensioni sanitarie, provocate dal Covid stesso combinato con altre patologie e, in prospettiva di breve periodo, dall’uso dei vaccini americano-occidentali Big Pharma.

Si è innescato un processo di rapido impoverimento di massa e l’incubo dilagante della povertà assoluta, nonostante i sempre conclamati elemosine/ristori (pochi, in ritardo o solo annunci per la neo-plebe, mai erogati nel concreto), diventa sempre più concreto.

La situazione attuale, per quanto riguarda lo stato italiano (non più con la esse maiuscola), è di controllo assoluto da parte dell’élite finanz-globalista-giudaica, ispiratrice dell’attuale “dittatura sanitaria”, un utilissimo e fuorviante schermo dietro il quale l’élite stessa si nasconde e si muove.

In pratica, lo stato è diventato mera e docile dépendance, nel sistema di potere elitista, globalista e mercatoide, dei poteri esterni che ferreamente lo controllano, con Draghi saldamente al timone per conto terzi, i suoi quattro “cavalieri dell’Apocalisse” nei punti chiave del governo, McKinsey & Company “consulente” che gestirà i fondi Recovery e deciderà i beneficiari e chi dovrà patire la fame, lo stesso Mattarella agente troika nelle istituzioni che “copre” Draghi, i “partiti” democratico-parlamentari, ben noti e famigerati (nessuno escluso), completamente sottomessi se non complici, eccetera eccetera.

Il succo di quanto precede è che in Italia, completamente in balia dell’élite finanz-globalista-giudaica e occidentaloide, anche grazie al Covid (ma non solo, ovviamente), non c’è più uno Stato nazionale sovrano, che sia degno di questo nome, e si può dubitare fortemente che ci sia un vero Popolo, se mai c’è stato.

Ne consegue che il mio discorso su Sovranità e alleanze del paese è meramente teorico, se rapportato alla situazione italiana, ma valido più in generale.

Volendo fare delle ipotesi per assurdo, se l’Italia fosse ancora (almeno) parzialmente Sovrana ed esistesse un Popolo abbastanza coeso e consapevole dei propri diritti, cioè dei Diritti dei Popoli e delle Nazioni negati dai globalisti e dai loro servi locali, l’urgenza maggiore, condivisa dalla maggioranza, sarebbe quella dell’uscita immediata dalla Nato, evitando le guerre che l’amministrazione Biden già annuncia.

Che Biden stia percorrendo la strada del conflitto a ogni costo, a livello internazionale è un’evidenza, se si pensa alle continue provocazioni e agli atteggiamenti aggressivi nei confronti di Russia e Cina.

Biden per conto elitista sta intensificando ovunque i preparativi militari, destabilizzando e preparando la guerra nei Balcani profondi (Donbass/Crimea), supportando la potenza convenzionale/nucleare ebrea, che occupa illegalmente la Palestina, attiva contro l’Iran e i paesi vicini, ancora in Siria e Iraq con i mercenari Isis in ripresa e l’occupazione illegale con proprie truppe, nel Baltico ancora in Europa a seminare tensioni ai confini con la Russia, utilizzando i governanti falliti e sanguinari di Kiev, eccetera eccetera.

Tale cambio di alleanze sarebbe prioritario, perché l’Italia nelle mani dell’atlantista Draghi rischia di dover partecipare direttamente a questi conflitti con le truppe, o indirettamente per la presenza basi militari Nato e Usa nel suo territorio, subendo danni non solo economici ma anche umani, al momento attuale inimmaginabili.

Ci vuole poco per comprendere quanto precede, cioè per capire che una rapida uscita dalla Nato, sia dalla cosiddetta alleanza militare sia da quella politica, sarebbe cruciale per la sopravvivenza futura dell’Italia e della sua stessa popolazione, già mal ridotte come le vediamo oggi per l’azione del Covid e della conseguente crisi economica, che si aggrava di giorno in giorno.

Il secondo passo indispensabile per affermare la propria Sovranità e ridare la esse maiuscola allo Stato, stringendo nuove alleanze commerciali e “partnership” industriali paganti per il paese, sarebbe quello dell’uscita integrale dalla Ue, che implicherebbe l’abbandono dell’euro e la denuncia di tutti i “trattati europei” a partire da quello di Parigi della CECA, firmato nel 1961, e da quello di Roma del 1957, che ha istituito l’ormai defunta CEE, sostituita negl’anni novanta dalla perniciosa UE.

Questo secondo passo, subito dopo il primo, consentirebbe di riappropriarsi la moneta, le politiche economiche, industriali e sociali in un sol colpo e aprirebbe nuove prospettive, come detto, di vantaggiose collaborazioni con la Russia e altri paesi non ostili, non interessati a “mettere sotto” l’Italia per predarne l’industria, il risparmio privato e il patrimonio immobiliare.

Sovranità nazionale e alleanze internazionali, o meglio, libera scelta delle alleanze stesse, vanno a braccetto, camminano affiancati, come dovrebbe essere evidente a tutti, mentre nel disperato caso italiano, mancando ormai del tutto la sovranità non c’è alcuna possibilità, seppur remota, di poter cambiare le alleanze per salvare il paese.

Quanto precede se non si crede che sovranità siano soltanto le sparate elettorali, i “basta euro!” di cialtroni sub-politici come Matteo Salvini, oggi genuflessi davanti a Draghi e ai suoi “mentori” globalisti.

Nel passato, abbiamo avuto tanti esempi di esercizio della Sovranità, in Italia, in alcuni casi non troppo vantaggiosi, in altri addirittura controproducenti.

Per esemplificare, il passaggio dell’Italia sabauda dalla Triplice Alleanza con Germania e Austria del 1882 alla neutralità di fatto nel 1914 e, successivamente, all’opposto campo della Triplice Intesa di Gran Bretagna, Francia e Russia nel 1915, entrando nella prima guerra mondiale contro gli ex alleati, fu sicuramente un esercizio di Sovranità delle classi dirigenti italiane di allora, anche se la neutralità nel conflitto sarebbe stata pagante, in termini di acquisizioni territoriali senza combattere, e non avrebbe comportato tante perdite umane e materiali.

Altro esempio, il 10 giugno del 1940 e l’entrata in guerra dell’Italia al fianco della Germania di Hitler, frutto di un calcolo drammaticamente sbagliato anzitutto di Benito Mussolini, ma pur sempre esercizio concreto di Sovranità nazionale.

Oggi questi esercizi non sono possibili, in Italia, e le decisioni strategiche per l’intero paese sono prese altrove, più in alto e all’esterno, essendo Draghi, Mattarella e compagnia meri esecutori di queste decisioni.

Quello che appare chiaro e scontato, nella situazione italiana ai tempi del Covid e dell’aggressività statunitense con Biden, è che le attuali alleanze-capestro sono immutabili e non si possono cambiare.

Riassumendo, la situazione italiana è zero Sovranità, stato ridotto a comparsa, alleanze internazionali imposte senza possibilità di cambiamenti, non Popolo ma popolume (nella migliore ipotesi), privo della consapevolezza dei propri diritti e senza alcuna capacità di reazione.

In queste condizioni, il discorso Sovranità e libera scelta delle alleanze internazionali non funziona più ed è folle pensare che il riscatto del paese possa avvenire per cause endogene, mancando del tutto una “classe dirigente” degna di questo nome, ansiosa di governare veramente e autonomamente, legata ad un vero Stato con un vero Popolo alle spalle.

Quindi l’Italia non può liberamente scegliere alcunché, dati i vincoli che subisce, che si tratti di risorse da destinare a pre-pensionamenti di massa, per favorire l’occupazione giovanile, o che si tratti di nuove, solo ipotetiche, “partnership” fra Eni e Gazprom, o Eni ed Egitto (esempio fatto non a caso, data l’uccisione di Regeni).

Oggi l’Italia è solo formalmente un soggetto di diritto pubblico internazionale, un potere indipendente da altri, perché la sua realtà è quella di una colonia, da usare per estrarne il massimo delle risorse, soprattutto quando si pianificano guerre e si fomentano conflitti come fanno gli Usa e la Nato, con la UE a rimorchio.

Se si accetta concettualmente che ogni specie di Sovranità è per sua natura assoluta e che il potere, quello vero, è auto fondante e si autodetermina, ciò riguarda sicuramente il dominio elitista in occidente, una sorta di dittatura indiretta della classe dominante globale, mascherata da democrazia, e non riguarda il semi-stato italiano, ridotto a essere l’ombra di sé stesso.

Infine, se qualcuno pensasse che il nostro paese non dovrebbe abbandonare il campo in cui è costretto, nello scontro geopolitico in atto, per scegliere il campo opposto e, di conseguenza, un altro padrone, identificabile nella maggiore potenza militare, nucleare ed energetica alternativa agli Usa, si sbaglierebbe di grosso e non farebbe il bene del paese, allineandosi con Draghi e Mattarella.

Nelle condizioni in cui l’Italia si trova, prigioniera nella gabbia elitista e occidentaloide, non avendo alcuna possibilità di liberarsi con un “moto d’orgoglio” interno (da dove potrebbe provenire?), non rimane che sperare in una grande e netta vittoria geopolitica della Santa Russia, capofila della Resistenza Mondiale all’élite che sta dietro alla pandemia Covid e alla bellicosità degli Usa, destinata a crescere con Biden.

Se l’Italia, miracolosamente in caso di vittoria della Resistenza Mondiale guidata dalla Federazione Russa, dovesse essere di riflesso liberata, finendo nella sfera di influenza russa (il nuovo padrone, ma più benevolo), per noi vorrebbe dire la salvezza, il ritorno a uno Stato vero, il recupero almeno parziale della Sovranità, il ritorno a una moneta nazionale e, soprattutto, non l’estinzione finale alla quale oggi siamo condannati.

Sarebbe così svelato l’inganno della democrazia, occidentale e avanzatissima, che permette ai Draghi e ai Monti, ai Mattarella e ai Napolitano, di veicolare decisioni cruciali per il nostro futuro contro i nostri stessi interessi vitali.

Ben venga, dunque, la superiorità della Russia e della sua coalizione in Europa e nel mondo.

Del resto, solo Napoleone è riuscito a occupare brevemente Mosca, nel 1812, ma poi ha dovuto velocemente ritirarsi, con gravi perdite nel lungo ripiegamento, subendo una sconfitta dalla quale non si è più veramente ripreso.

Dubito che gli elitisti con le armi Usa e Nato o i loro mercenari e agenti destabilizzatori (ad esempio Naval’nyj e consorte) riusciranno a far meglio di Napoleone Bonaparte.

Si dirà che la mia è una posizione estrema, ma è molto meglio avere ad Aviano e sulla testa i Mig-35 russi, piuttosto che gli F-16 del 31° Fighter Wing, meglio un sottomarino della Classe Kilo di uno della Classe Virginia in profondità, nelle nostre acque …

Dobbiamo essere realisti e pensare al futuro, anzi, alla nostra sopravvivenza futura, perché a questo punto siamo arrivati.
EUGENIO ORSO

Pubblicato da Tommesh per Comedonchisciotte.org

40 Commenti
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VincenzoS1955
VincenzoS1955
12 Marzo 2021 2:34

Veramente l’Italia dal 1943 non è mai stata sovrana, nemmeno in parvenza.
Ad ogni modo sono d’accordo in linea di massima con la disamina finale dell’autore dell’articolo:” […] Dobbiamo essere realisti e pensare al futuro, anzi, alla nostra sopravvivenza futura, perché a questo punto siamo arrivati“. E per sopravvivenza personalmente penso a quella di tutta l’umanità.

alessandroparenti
alessandroparenti
12 Marzo 2021 2:26

Mi dispiace, Eugenio. Sono solo sogni uscire dalla Nato e dall’UE per iniziativa del popolo. È come se un prigioniero in una cella sotterranea,legato mani e piedi, potesse riottenere la lobertà solo perchè lo decide. E la controparte è d’accordo? Sarebbe più spietata la controparte nell’impedirlo o determinato il “popolo italiano” nell’ottenerlo? Ti sei risposto da solo quando hai detto che non siamo un popolo e forse non lo siamo mai stato.

VincenzoS1955
VincenzoS1955
Risposta al commento di  alessandroparenti
12 Marzo 2021 2:47

Forse è vero che come popolo non siamo mai stai omogenei: solo gli antichi Romani riuscirono a “unificare ” la penisola come del resto anche buona parte dell’ Europa, ma quei governanti avevano le palle che non hanno ora i nostri.
Ma nonostante non fosse “popolo” l’Italia nel Medio Evo e nel Rinascimento è riuscita a conservare e poi ridare al mondo occidentale arte e cultura risollevandolo dalla barbarie in cui versava. Civiltà che i nostri invasori ed occupanti anglo-americani ancora si sognano (la tecnologia o la forza militare non è per forza di cose sinonimo di civiltà).

cruzaros
cruzaros
Risposta al commento di  VincenzoS1955
12 Marzo 2021 4:23

avessimo governanti con le palle e con un’idea, sarebbero già morti …di virus alleato;
altro che novyciok

Annibal61
Annibal61
Risposta al commento di  cruzaros
12 Marzo 2021 15:49

Eggià…

Elric
Elric
Risposta al commento di  VincenzoS1955
12 Marzo 2021 4:28

Aveva ragione Cattaneo nel voler creare una federazione tra i vari “popoli” italiani. Siamo troppo differenti tra nord e sud (anche se la ndragheta è, in un certo modo, riuscita a “unirci”…) ma, questa è la nostra grande forza.

Le repubbliche marinare ne sono un esempio. La guerra commerciale tra di loro arricchiva l’intero paese, anche se incosapevolmente.

Hai Raffaello?

Ah, sì? Noi abbiamo Michelangelo!

E così via…

Annibal61
Annibal61
Risposta al commento di  Elric
12 Marzo 2021 15:48

Se l’ Italia fosse stata fin da subito organizzata in maniera federale non avremo avuto Bava Beccaris a cannoneggiare i milanesi ed il brigantaggio al sud a dividere il paese. “Dividi et impera”, prima regola per governare le colonie.

alessandroparenti
alessandroparenti
Risposta al commento di  VincenzoS1955
12 Marzo 2021 4:35

Anche la Grecia

maxjuve
maxjuve
Risposta al commento di  alessandroparenti
12 Marzo 2021 4:01

Infatti mi pare di aver capito che l’autore non si aspetti nulla dal popolo ormai depauperizzato dalla crisi economica e ora spaventato dall’operazione Covid 19 ma invece faccia semplice affidamento sulla loro sconfitta, dei globalisti, nel confronto con le forze nazionali che possiamo identificare oggi nel campo degli stati sovrani come la Russia di Putin.
E’ una speranza che mi permetto di far notare molto improbabile almeno nel medio termine ma a cui mi sento di unirmi con convinzione.

AlbertoConti
AlbertoConti
12 Marzo 2021 4:07

Dalle parole e dalle opere risulta chiaramente che gli USA sono la barbarie e la Russia è l’antibarbarie, la civiltà, socialista o capitalista importa assai meno. Dalle linee di tendenza storiche l’impero USA risulta morente, in avanzato stato di decomposizione, mentre i risorgenti asiatici sono la risposta al prosieguo della storia. La Russia è l’unico anello di congiunzione tra noi e l’impero nascente, che sia a trazione Cinese o altro. La parola impero è però obsoleta, irricevibile nell’era delle tecnologie avanzate applicate ai processi di massa. Così come il gold standard risultò obsoleto (1971) nella gestione moderna della moneta. In entrambi i casi l’attore di tale obsolescenza epocale sono gli USA, col loro peduncolo UK e il loro deep state sionista. Un trio lescano d’altri tempi, che pure ancora imperversa e ci costringe all’angolo, come ben descritto da Eugenio Orso. L’italica propensione a saltare sul carro del vincitore sembra perciò appannata da una mancanza assoluta di lungimiranza, spiegabile forse con lo stato emergenziale di un presente in crisi cronica. Oltre naturalmente al livello estremo di oppressione pluridimensionale al quale l’impero morente ci sottopone, nel corpo e nello spirito. Per questo la liberazione non dal covid, ma dalla tragicommedia covid, potrebbe… Leggi tutto »

lady Dodi
lady Dodi
Risposta al commento di  AlbertoConti
12 Marzo 2021 12:03

Barbarie e anti-barbarie, parole divine. Che sostituirei anche con pazzia e sanità mentale.

PietroGE
PietroGE
12 Marzo 2021 3:14

Esistevano, dopo la seconda guerra mondiale, residui consistenti di Sovranità nazionale???
Dimentichi il caso Mattei e poi mi sembra di notare l’illusione che hanno molti a sinistra di credere che attraverso la resistenza l’Italia sia riuscita a saltare all’ultimo momento sul carro dei vincitori. Non è così, l’Italia ha perso la WWII e quindi ha perso la sua sovranità come la ha persa la Germania. Diciamo piuttosto che dopo la guerra fredda, durante la quale era impossibile riguadagnare sovranità, l’Italia non ha fatto molto per ritornare ad essere un Paese sovrano. Altra illusione pericolosa è credere che esistano cavalieri bianchi che combattono per ridare sovranità a questo Paese. Le potenze sovrane fanno i loro interessi e basta sulla scena mondiale. Tutte, senza eccezione. Sono d’accordo però sul fatto che il popolo italiani sia diventato ” massa informe, manipolata da decenni, “denazionalizzata”, pauperizzata e brutalmente “individualizzata” Aggiungerei ‘internazionalizzata’ ad arte e sempre con lo stesso scopo in mente.

lady Dodi
lady Dodi
Risposta al commento di  PietroGE
12 Marzo 2021 12:01

Sempre ottimi commenti. Ma è mai stata sovrana l’Italia? No, chiedo davvero. La nostra non è una piccola Nazione ma nemmeno una grande Nazione

PietroGE
PietroGE
Risposta al commento di  lady Dodi
12 Marzo 2021 13:53

L’Italia è stata sovrana e aveva anche un impero coloniale. Non è mai stata una grande potenza nei tempi moderni, cioè se si esclude l’era del ‘Mare Nostrum’, ma almeno eravamo una italietta che si barcamenava tra potenze più grandi di noi facendosi rispettare. Ora non ci rispetta più nessuno.

Predator
Predator
12 Marzo 2021 5:06

Facciamo chiarezza una volta per tutte: diciamo esattamente le cose come stanno.
L’Italia è una colonia a tutti gli effetti.
La sovranità NON appartiene alla colonia, ma a chi la degrada sfruttandola e controllandola. Si fa lo stesso negli allevamenti, perchè la carne e il sangue dà piacere. Il colonizzatore è carnivoro e soprattutto è divenuto vorace.
Allora che si parli di colonialismo che è sotto il naso di tutti, ma che nessuno se ne accorge perchè il naso è staccato dal cervello che comunque ha smesso di funzionare.
Siamo meno della Tunisia e dell’Algeria, loro sono Stati Sovrani, noi no.

Predator
Predator
12 Marzo 2021 5:06

Facciamo chiarezza una volta per tutte: diciamo esattamente le cose come stanno.
L’Italia è una colonia a tutti gli effetti.
La sovranità NON appartiene alla colonia, ma a chi la degrada sfruttandola e controllandola. Si fa lo stesso negli allevamenti, perchè la carne e il sangue dà piacere. Il colonizzatore è carnivoro e soprattutto è divenuto vorace.
Allora che si parli di colonialismo che è sotto il naso di tutti, ma che nessuno se ne accorge perchè il naso è staccato dal cervello che comunque ha smesso di funzionare.
Siamo meno della Tunisia e dell’Algeria, loro sono Stati Sovrani, noi no.
Per gli yankies siamo una colonia per la posizione geostrategica, per gli usurai europei lo siamo per ragioni industriali e finanziarie.
Quando le ragioni della colonizzazione verranno meno, ci scaricheranno nelle fogne come liquami di scarto.

AlbertoConti
AlbertoConti
Risposta al commento di  Predator
12 Marzo 2021 5:26

Il neocolonialismo è oggi occulto. E’ stato “in chiaro” nel secolo scorso, poi le varie narrazioni mainstream lo hanno derubricato a “brutta cosa”, politicamente scorretta, condannandolo alla clandestinità.
Non è certo l’unica cosa ad aver subito questa “evoluzione”.
Al contrario, in ogni dimensione politica, sociale, economica, spirituale, abbiamo assistito alla rimozione apparente di vecchie concezioni, nel bene e nel male, rimaste però nella sostanza. Questo ha dato origine al linguaggio orwelliano utilizzato a piene mani dal mainstream, dove ogni parola significa in realtà il suo contrario. Praticamente l’esposizione mondiale dell’ipocrisia.
La cosa buffa, o tragica, è che il neocolonialismo che stiamo subendo, nella stessa forma occulta lo stiamo applicando, come parte di una coalizione fortemente colonialista, verso l’Africa e non solo. E’ quindi una sorta di nuova forma della vecchia geopolitica, che non si vuole estirpare visto che conviene ai colonizzatori, ma non si può nemmeno nominare sapendo che è politicamente deplorevole. Come tante cose della vita quotidiana. L’inconscio collettivo è diventato come il segreto di Pulcinella, ma resta necessario a conservare lo status quo.

mauriz
mauriz
12 Marzo 2021 5:25

sono d’accordo

R66
R66
12 Marzo 2021 5:34

(Sintetizzando)
Uomo qualsiasi: “Necessita una sovranità…”
Massa: “Fascista!”
Uomo qualsiasi: “Siamo una colonia…”
Massa: “Disfattista!”.
Uomo qualsiasi: “Unicorni, fatine, arcobaleni, orsetti gommosi…”
Massa: “Like! Like! Like!”

IlContadino
IlContadino
12 Marzo 2021 4:51

Popolo Italiano. Fra poco non sapremo nemmeno più come scriverle queste due parole, sostituite da una emoticon con l’espressione di un ebete che cerca di ricordare qualcosa. L’effetto Flynn è un retaggio del passato al quale abbiamo rinunciato in virtù del luccichio dei device. Bei tempi quelli di Peppone e Don Camillo, forse lì ancora una identità l’avevamo, era bello scontrarsi perché sentivamo che bene o male esisteva un campo di battaglia sul quale confrontarsi, un terreno comune, uno sfondo su cui proiettare ideali. La piazza è chiusa, la chiesa pure, l’adunanza oggi si fa su Netflix, ognuno per conto suo

RUteo
RUteo
12 Marzo 2021 7:47

Mattarella e Napolitano da 60 anni cercano la sovranità e hanno ancora bisogno di qualche anno ,

a-zero
a-zero
12 Marzo 2021 8:38

Non vorrei stare ad argomentare troppo contro la direzione editoriale, sua legittima e di sempre, di ComeDonChisciotte, che comuqnue lascia ancora esprimere tutti. La stessa appartenenza di campo idoelogico di Orso, Grimaldi e altri: il campo statalista e gerarchico. Sono differenze profonde e spero che vengano sempre rimarcate, mi impegnerò sempre a non finire nei marmellatoni nazionalisti: fortunatamente per voi, non sarò mai dei Vostri. Tuttavia sono italiano. E la penso il contrario opposto, antropologicamente, di Orso. Sono italiano, anti-gerarchico, anti-statalista, ed è un fatto incontrovertibile. Senza dilungarmi troppo, mi soffermo su alcuni passaggi: – La famigerata amnistia di Togliatti per Orso è una bella cosa. Per me l’ennesimo schifo trasformista nazionale di tutta la schiatta dei caporali italici di sempre, come nel 1922-1925 quando gran parte dei quadri della CGdIL passò alle corporazioni fasciste, fino all’ultimo schifo dell’attuale parlamento-governo Draghi, in primis la Lega e i grillini. – Orso si compiace di come siano state rimpinguate in quei decenni le schiere delle amministrazioni pubbliche: si ci abbiamo campato, è vero, ma quantità non vuol dire qualità. A tal proposito ricordo ai falsi populisti che i lavoratori non pubblici hanno sempre avuto sotto sotto in odio gli impiegati statali che… Leggi tutto »

Christian Caiumi
Christian Caiumi
Risposta al commento di  a-zero
12 Marzo 2021 14:01

Ho letto con attenzione il suo commento e rispetto il suo sincero sentimento, che io interpreto come tale, di amore verso il proprio paese. Per questo motivo non entrerò in polemica con i punti che lei ha citato, e che secondo me sarebbero largamente discutibili, e mi limiterò a chiederle:
qual è l’alternativa che lei propone? Tenendo presente che l’idea di stringere un’alleanza con la Russia è una extrema ratio per ammissione stessa dell’autore dell’articolo e sicuramente non comporterebbe una sottomissione totale come nel caso della NATO.
Ma le ribadisco: quale è l’alternativa? Perchè purtroppo a me la sua pare una fatua contrapposizione “politica”. Mi pare evidente che lei non è di sinistra e vuole riaffermare questa scelta di campo. Benissimo, e allora le ripeto: a cosa serve? Cosa propone lei?

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Christian Caiumi
18 Marzo 2021 4:31

La ringrazio dell’attenzione. In parte valgono le parole con cui ho risposto a tonguessy, per cui il mio parere e la mia eventuale proposta è veramente fuoriluogo nel vostro discorso e quindi di nesusna importanza ai fini del vostro discorso di configurazione nazionale e di alleanze geopolitiche. Essere di sinistra non vuol dire affatto non essere nazionalisti: questo è un giochinoattuale delel destre nazionaliste attuali, dimenticando quanto le destre abbiano oggettivamente lavorato in passato per l’atlantismo in funzione anticomunista. Paradossalmente destra e sinistra non hanno mai lavorato per l’indipendenza di un popolo italiano. Qui forse il mio discorso antropologico antigerarchico rientra dal camino se non dalla finestra anche nel vostro discorso: come si può immaginare che l’egemonia dlela cultura gerarchica, che non coltiva l’autonomia e la libertà degli individui, ma che stigmatizza l’individualità, oggi schiacciandola sul immaginario dle pupazzo umano liberista dell’individuo-atomo-massa rotto alla dipensdenza consumistica e alla desolidarizzazione totale, possa produrre una popolazione che no sia un gregge di gregari alla perenne ricerca di un politico, un mafioso, un industriale, un padrino, un capo masosne, un padroncino, un turore, ecc…? Eppure sappiamo benissimo che la tradizione anti-gerarchica italian o itlaica, come si vuole aggettivare, è profondissima, seppure nel novecento… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
Risposta al commento di  a-zero
12 Marzo 2021 17:19

Non ho ben capito in cosa consista la differenza tra essere “statalista e gerarchico” alla Grimaldi e non esserlo (o esserlo alla a-zero), pur condividendo la necessità di cambiamenti politici e culturali. Cioè così come sono le cose non vanno (mi sembra questo il punto di partenza comune), ed un ritorno alle politiche sociali ed internazionali postbelliche non mi sembra una cosa così sbagliata. Magari con riferimento all’art.1 della Costituzione, che definisce l’Italia una Repubblica fondata sul lavoro (e non sulla disoccupazione) e la sovranità (questa sconosciuta) appartiene al popolo. E non alla UE, alle banche, agli investitori, alla NATO etc…

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Tonguessy
18 Marzo 2021 4:04

Scusa per il ritardo di risposta. Purtroppo non riesco ad essere poco emotivo e quindi meno chiaro. D’altronde il mio punto di vista è veramente poco importante in questo tipo di discussione perchè mi metto in un campo culturale che mira a rapporti umani non gerarchici e, quindi, avversa le organizzazioni gerarchiche, fra cui lo stato, per eccellenza. Per il buon Grimaldi la gerarchia politica non è un problema: quindi un regime non è un problema se fa la cosa giusta. Per me è diverso, anche se ci fosse il padreterno in perosna a governare facendo tutto giusto gli direi che non è giusto che governa. Questo è un esempio estremo e, quindi, una posizione bizzarra, non fosse che non è mai esistito e mai esisterà un governo o una organizzazione totale, definita a priori (a priori della varietà degli individui reali) che sia il bene in terra per tutti gli uomini. Insomma la solita storia del “potere buono”: qualuinque potere umano va visto e considerato sempre con diffidenza e in maniera critica, secondo me, per cui il meccanismo gerarchico per prima cosa spezza e spazza qualsiasi volontà o diritto di critica all’ordine di volta in volta costituito. Ripeto, va… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
Risposta al commento di  a-zero
18 Marzo 2021 16:10

Non ho molto da aggiungere. Grazie per il commento, che in parte condivido. Il problema quindi è la gerarchia, non il potere in sé. Purtroppo l’unico potere privo di gerarchie è l’anarchia, che oggi viene vista come caos e disordine piuttosto che come rifiuto delle gerarchie.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Tonguessy
20 Marzo 2021 16:11

Guarda, visto che me ne dai l’occasione, ti specifico che la gerarchia è un problema per me. So bene che per tanti altri non è un problema, anzi, è una scelta speculare e opposta alla mia. Gerarchia/anarchia credo siano alleli di uno stato dello spirito umano.

Mi fai notare una questione a cui non so rispondere in modo definito e chiaro, la differenza fra potere e gerarchia, la loro definizione e la loro distinzione.

gix
gix
12 Marzo 2021 8:52

Benchè l’autore si soffermi, anche giustamente, sugli aspetti pratici e concreti collegati alla mancanza di sovranità, nel mondo attuale, per come è strutturato oggi dal punto di vista economico, sociale e politico, bisogna forse prendere atto che la sovranità come la intendiamo normalmente non è più necessariamente un valore prioritario. Intendiamoci, essere sovrani di se stessi è sempre e certamente la soluzione migliore, in qualsiasi contesto, ma il mondo moderno interconnesso e reciprocamente dipendente, non tiene conto già oggi di frontiere e divisioni tra popoli, persino tra quelli più potenti al mondo. In questo contesto, la sovranità che andrebbe conservata gelosamente, è quella culturale e storica delle proprie radici, e in questo senso il popolo italiano ne ha molta di più di altri popoli. Se gli italiani imparassero ad esercitarla con sufficente impegno nelle dovute sedi, forse potrebbero ottenere molto di più di quello che ottengono ora i loro rappresentanti, anche per esempio rispetto a quanto riuscivano a fare i politici della prima repubblica.

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  gix
12 Marzo 2021 9:51

Hai davvero detto bene

Tonguessy
Tonguessy
Risposta al commento di  gix
12 Marzo 2021 17:26

Credo tu stia mettendo il carro davanti ai buoi. Sono le circostanze che creano i politici di circostanza, non viceversa. Magari in mezzo ci sono pure persone di valore, ma la media è quella, basta leggere la storia del M5S: niente scuole di partito, solo robe virtuali come la democrazia diretta, tanti impegni tutti disattesi. Sono figli dei tempi, eroi del virtuale, e non potevano che fare la fine che hanno fatto. Hanno solo copiato Siryza, quindi a parità di condizioni i risultati sono identici. Cioè senza sovranità, o con sovranità telecomandata non si può sviluppare una classe politica adeguata alle esigenze del popolo, si creerà unicamente una classe politica al servizio di chi ha il telecomando in mano.

gix
gix
Risposta al commento di  Tonguessy
13 Marzo 2021 3:44

Non ho la certezza che basti poco per recuperare una qualche forma di sovranità, occorrerà per l’appunto ristabilire un minimo di preparazione culturale, non c’è dubbio. I 5 stelle, anche inconsapevolmente, hanno svolto molto bene il loro lavoro di rivelatori della necessità di un cambio di paradigma a livello politico e non solo ma chi ha vissuto la politica del dopoguerra, sa cosa vuol dire veramente essere a sovranità limitata, ne abbiamo ancora oggi sul terreno i concreti segni dell’occupazione. Ma guarda cosa erano i politici di prima, come erano considerati anche a livello internazionale e come sono rimpianti oggi…

uparishutrachoal
uparishutrachoal
12 Marzo 2021 10:21

Patria est ubicumque est bene..
Quando il popolo..che poi sono persone singole..comincerà a pensare al proprio vero benessere senza illusioni ideologiche..allora si potrà cominciare a parlare di patria..come il luogo dove si afferma il buon governo prodotto da individui sani e consapevoli..
In attesa di ciò..è possibile solo un lavoro personale di slalom tra i vari inciampi che ci rendono schiavi..
Costruire la propria patria personale..per poi legarla a quella degli altri per difenderla..e creare quel sentire comune che crea i popoli felici..
E’ un processo di ricostruzione radicale..che parte da noi stessi..e si lega con chi ha gli stessi propositi..ed è molto pratico..perché affonda nella vita di tutti i giorni e non su teorie cervellotiche..

uparishutrachoal
uparishutrachoal
12 Marzo 2021 10:21

Patria est ubicumque est bene..
Quando il popolo..che poi sono persone singole..comincerà a pensare al proprio vero benessere senza illusioni ideologiche..allora si potrà cominciare a parlare di patria..come il luogo dove si afferma il buon governo prodotto da individui sani e consapevoli..
In attesa di ciò..è possibile solo un lavoro personale di slalom tra i vari inciampi che ci rendono schiavi..
Costruire la propria patria personale..per poi legarla a quella degli altri per difenderla..e creare quel sentire comune che crea i popoli felici..
E’ un processo di ricostruzione radicale..che parte da noi stessi..e si lega con chi ha gli stessi propositi..ed è molto pratico..perché affonda nella vita di tutti i giorni e non su teorie cervellotiche..

lady Dodi
lady Dodi
12 Marzo 2021 12:57

La mia generazione, cioè quelli che avevano più o meno 18 anni nel 68, manco la conosce la parola Patria e quindi sovranità. E ora questo è un vantaggio visto che non c’importa nulla di queste cose che non possiamo aver conosciuto.

giovanni
giovanni
12 Marzo 2021 14:19

L’Italia è dalla sua unificazione, casa Savoia da prima, una “colonia” inglese.
Nel ‘915 gli Italiani, il popolo italiano, mise il suo sangue a disposizione della corona inglese e della repubblica massonica di Francia, nel’ 940 Mussolini fu probabilmente il cavallo di troia degli stessi poteri (ottimo il considerare la I e II guerra mondiale come la stessa guerra in “due atti”).
Negli anni 50/70 l’Italia riuscì forse un poco ad allontanarsi dalla dominazione inglese approfittando della bontà usa (chissà, tra servi…), ma la festa durò poco.
In ultimo, forse il più grosso peccato di Benedetto Craxi fu la visita al sepolcro di Salvator Allende, durante una sua visita ufficiale in Cile.
….. la vecchia mignotta non perdona!

Annibal61
Annibal61
12 Marzo 2021 15:40

Leggo con interesse le opinioni di Eugenio Orso e, purtroppo, le condivido. Italia game over soprattutto dopo aver regalato la Libia agli stranieri. Seguirà il nord-est ai tedeschi, la Sicilia agli americani, il resto non si sa…a meno che Santa Madre Russia non decida di nebulizzare il Tamigi…per incidente o per calcolo.

oriundo2006
oriundo2006
12 Marzo 2021 16:10

Le catene che avvincono l’ Italia sono molto più profonde di quello che appare in superficie.

Tonguessy
Tonguessy
12 Marzo 2021 17:05

“In pratica, lo stato è diventato mera”
Manca una D

YohannesIV
YohannesIV
13 Marzo 2021 5:07

“Franza o Spagna, purché se magna”