SONO ANDATO A PUTTANE

SONO ANDATO A PUTTANE

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Questo scritto è per voi donne, parla della spaventosa degenerazione del sesso commerciale, e della mancata risposta di quello ‘sano’. Vorrei sentire le vostre reazioni.

Non sono un ipocrita, per cui inizio raccontandovi che tempo fa ho caricato una prostituta e l’ho portata a casa mia. Pagata subito, lei si spoglia, si lava e mi dice “ti faccio di bocca e poi mi scopi, ok?, mezzora, ok?”. E’ piuttosto bella, ma dico sul serio, decisamente superiore alla media italiana, e non è l’unica là fuori. Rimane sul letto ad aspettare la mia carica, ma io le chiedo a bruciapelo “Perché fai sto mestiere?”. La mia sintesi potrà apparire banale, eppure in un Paese come l’Italia dove la Cultura della Visibilità è tutto, una donna così bella deve proprio passare le notti a caricar gente (come me o peggio)? Mi dice: “Con 100 euro in Romania mangi un mese in quattro persone, ecco perché”. Lo immaginavo, ma insisto: “Certo, se però ti trovi un uomo benestante qui… e bella così te lo trovi subito… non è un po’ meglio?”. Lei: “Come faccio? Con chi esco? Da sola? Non conosco nessuno”. “Ok,” replico “iscriviti a un’agenzia di modelle per intimo, per le fiere o cose del genere”.La ragazza mi fissa come se stessi parlando di Marte e di volare lassù. Il messaggio di quello sguardo, credetemi, era di una disistima terribile; il marciapiede è il target che la sua storia le ha trasmesso in eredità, non le è concesso neppure contemplare un mezzo gradino più alto. La giovane mi sollecita a consumare l’incontro nei minuti restanti, ma io a quel punto ho altri pensieri e la mia serata di sesso rapido svanisce. Sulla via del ritorno apprendo che non ha uno sfruttatore, lo ha avuto ma, dice lei, “se una ha le palle alla fine può sbarazzarsene, garantito”. Le credo, o meglio, le crede il mio senso di colpa.

Il senso di colpa. Perché l’ho fatto? Mi voglio rispondere. L’ho fatto perché volevo avere fra le mani una giovane ragazza nuda senza impazzire per trovarne una, esercizio che per il maschio medio normalmente significa trenta serate nei locali, cento abbordi sempre difficili, e altre mille assurde peripezie che noi uomini dobbiamo inventarci per avere finalmente una o due magre occasioni di sesso. L’ho fatto perché l’alternativa praticamente non esiste, e l’alternativa si chiamerebbe Sesso Ludico. Ludico significa eros veloce, fuori dal sesso di casa (che ora non ho), senza allegati, laccioli, sgambetti, commediole da recitare eccetera. Insomma, un aperitivo, una partita a carte, solo che al posto del Campari o degli amici/amiche c’è il sesso, puro relax da scambiare con chi ne ha altrettanta voglia lì per lì. Nel mondo del sesso ludico la donna che desidera un’ora di svago si comporta come l’uomo, tale e quale. Invece della palestra o della cioccolata in tazza con l’amica, essa adocchia un bel tipo ovunque si trovi, lo squadra, decide ‘ok, quello mi attizza’ e gli si avvicina per chiedergli “Che fai stasera? Domani? Ti va un’uscita?”. Sì?, bene. No?, ok passo al prossimo. Una cosa pressoché inesistente qui, oggi, fra noi. Ne riparlo più sotto.

Il fatto è che noi uomini corriamo quasi ogni giorno della nostra vita adulta dietro al sesso ludico, lo necessitiamo come l’aria, perché il nostro DNA ci ha fatti così. Siamo degli ‘inseminatori’ che dai tempi in cui camminavamo a quattro zampe in qualche punto della Tanzania dobbiamo inseminare il più possibile. Lo fanno i leoni, i topi, i pipistrelli e praticamente ogni specie di sesso maschile sul Pianeta. Questo ci ha ‘regalato’ un desiderio sessuale molto, molto superiore a quello femminile (per le donne, stesso marchio da DNA in direzione opposta, visto che siete programmate per figliare e conservare la specie). Ecco perché vi sembra sempre che gli uomini ‘ce l’abbiano piantata nella testa’ (la gnocca); non è una mania, è genetica. Ma qui sorge il problema dei problemi. Al mondo ci sono solo maschi e femmine (salvo rare eccezioni), e se i primi necessitano di sesso dieci volte le seconde, che accade?

Accade un disastro, e cioè un giro di prostituzione e di pornografia per un valore cumulativo mondiale di 120 miliardi di dollari. Accade che la quasi totalità degli uomini che voi donne conoscete o che vi giacciono accanto fa uso di porno, ga-ran-ti-to, e che una percentuale spaventosa va a prostitute, o ci è andato, o ci andrà, o ci ritornerà. Accadono le vite veramente buttate delle ragazze come la mia rumena, e tutta la mafia e orrore correlati. Accade che vivete, voi donne, in un mondo dove la vostra immagine è artificiosamente ridotta a perenni orgasmi e voluttà mentre mangiate uno yogurt in tv, o toccate una lavastoviglie o una scatoletta di tonno. Vivete in un mondo dove dal giornalaio è meglio non guardare a sinistra/destra perché è zeppo di cosce spalancate e bocche deformate da arnesi immensi, tette culi capezzoli come coriandoli (immagino l’inverso, io che compro il giornale immerso fra cazzi, pettorali gonfi, testicoli plasticati, ecc.). Vivete in un mondo dove vostro figlio al 99% imparerà come si fa sesso dal dvd più porco del momento (e fosse solo uno). E in un mondo strano dove esiste l’espressione “gliela do o non gliela do”, ma non l’espressione “glielo do o non glielo do”, e un mondo così vi condanna a una vita grama, pensateci. Ve la spiego: c’è una legge di mercato, bieca come sempre è quella legge, dove la domanda (di gnocca) è cento volte l’offerta, e voi donne (detentrici della preziosa materia) avete così un potere immenso di frustrare noi uomini sempre tormentati da quel DNA maledetto. Salvo poi che dopo averci fatto spellare la testa e altro per finalmente ‘averla’, noi ve la facciamo pagare in mille modi da veri beceri quali sappiamo essere. Bello schifo. E poi ci sono le vili chat erotiche (faccia a faccia macché, dietro il pc di tutto), gli scambisti, i privé dei locali Lap Dance con ancora altre orde di rumene o nere e coi vostri mariti/fidanzati lì a plotoni. Ci sono le migliaia di anonime studentesse che si prostituiscono in ogni città con gli annunci sulle riviste di settore, le escort di lusso, e poi la miserabile piaga del porno turismo di Cuba, Tailandia ecc. Insomma, un quadro osceno. Una realtà colossale, ciclopica, oggi deviante oltre il limite dell’assurdo, che troneggia sulle nostre vite ma che riceve da voi donne quasi nessuna attenzione, né proposte di soluzioni. Vivete accanto a uomini ridotti, loro malgrado, così. La vostra vita è zuppa di questa malattia erotica da DNA sfasato rispetto all’evoluzione dei tempi, e cosa fate?

Prevengo qui alcune obiezioni udite non di rado da donne coinvolte in questi dibattiti. Reclamate per esempio che non siete voi a restringere l’offerta di sesso, anzi, che sono gli uomini oggi a esserne sovente disinteressati. Mi sono persino sentito dire “ma io la darei eccome, è che non si trovano poi tutti sti uomini”. Sono affermazioni fallate, dovute al fatto che la donna in queste cose tende a mentirsi, a operare una rimozione acrobatica della realtà, là dove essa non si accorge che alla sua eventuale disponibilità interiore corrisponde però un respingente istantaneo all’esterno, che scoraggia moltissimo il maschio nell’approccio. In parole povere, lei vorrebbe, ma poi ‘se la tira’ al momento del contatto con l’uomo, cioè si irrigidisce o pretende il solito preambolo per noi estenuante di un lungo rito corteggiatore anche per una semplice trombata, e noi spesso gliela diamo su. Altre donne sostengono che sono i pregiudizi maschili a bloccarle, cioè il timore di essere poi additate come quelle che ‘la danno a tutti’, le ‘pompinare’ ecc. In questo c’è un elemento di verità, ma si tratta oggi, nel mondo occidentale evoluto, di casi sporadici, e ciò non spiegherebbe in ogni caso l’imponente divario di domanda/offerta che domina il sesso fra i generi. Infine ci sentiamo dire da voi che l’uomo comunque non perderebbe il vizio del sesso commercial-mediatico anche se lo potesse ottenere tranquillamente dal mercato ‘sano’, poiché “in fondo voi maschi sognate sempre di possedere la donna, vi eccita comprarvela, la dovete immaginare serva e sporca”. Di nuovo vi gabbate. Le ultime ricerche di settore puntano in primo luogo al bisogno fisiologico insoddisfatto come motivazione del cliente, poi al bisogno di essere accolti, e solo in ultimo al maschilismo irriducibile. Possiamo sicuramente dire che per tantissimi maschi la natura squallida dell’alternativa a pagamento - che si tratti della milionesima sega davanti al pc o, peggio, della trombata con una che ti mette fretta, ti succhia con il preservativo, e alla quale non puoi leccare la passera per paura dell’Aids, che non ti bacia, e sta lì a prendersi il tuo corpo come fosse un comodino da spostare – è una parte assai spiacevole di queste vie di fuga che volentieri si risparmierebbero. Poi, certo che ci sarebbe sempre una minoranza fisiologica di uomini recidivi che punterà comunque al degrado, ma chissenefrega, non fanno testo.

Un breve stop sui dati, vale la pena conoscerli. In Italia ci sono circa 70 mila prostitute rappresentati oltre 35 Paesi. I casi di violenze su queste donne in questi ultimi anni sono stati circa 700.000. Sono 9 milioni i clienti italiani delle prostitute (1 uomo su 2) con un giro d'affari di 1 miliardo e 80 milioni di euro all’anno. Nel mondo, il business della prostituzione raggiunge i 60 miliardi di euro (battuto solo da quello delle droghe), con circa 40 milioni di donne coinvolte; il giro d’affari del porno passa i 57 miliardi di euro, senza contare l’immenso mercato nero. I clienti italiani delle prostitute rispondono al seguente identikit: in prevalenza uomini fra i 35 e i 40 anni, lavoratori, nella maggioranza dei casi single con un’istruzione medio-alta; cercano le ragazze direttamente in strada in media una volta ogni 15 giorni. Per un nutrito gruppo, le mogli/compagne sono viste così: “Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia, poi usano il sesso come una risorsa, un'arma”. Il mercato globale del turismo sessuale incassa qualcosa come cinque miliardi di dollari all’anno, con Paesi come la Thailandia dove il turismo (a prevalenza sessuale) è stato la prima fonte di valuta estera e contribuiva per il 13 % al Pil. Cuba, che sotto il regime di Batista era soprannominata il bordello degli USA, è oggi nota come il bordello d’Europa, con gli italiani in prima fila.

(fonti: Gruppo Abele, Dipartimento Pari Opportunità, Ministero degli Interni, Fondazione Ismu, Transcrime, Università di Trento e Cattolica di Milano)

Spaventoso. Il problema della disparità di domanda e offerta di sesso fra uomini e donne è una catastrofe, e credo che queste righe lo abbiano dimostrato. Allora, donne, le vie per affrontare tutto ciò sono per me due, salvo poi scoprirne delle altre se avrete l’intelligenza di aprire un ampio dibattito su questo immenso problema. O mantenere lo status quo, con miglioramenti cosmetici, se decidete che per tanti motivi non potete/volete cambiare il vostro approccio al sesso. Oppure fare la terza rivoluzione dei generi nella Storia. Va fatta in partnership con noi uomini, ma non vi nascondo che qui la parte maggiore tocca a voi. Eccola: dovete abbracciare il Sesso Ludico, imparare a farlo e a chiederlo con naturalezza. Dovete imparare a smettere di avere paura di ‘far vedere’ che lo volete quando lo volete, dovete soprattutto semplificarci immensamente il percorso che dallo stimolo erotico porta alla soddisfazione di quello stimolo, semplificarlo imparando ad accogliere con più morbidezza le nostre avances (indipendentemente dal sì o no-grazie finali), oppure e soprattutto cominciando a FARLE quelle avances. Sesso gioco, sesso aperitivo, sesso jogging, sesso semplice. Donne, siamo esasperati dalla fatica orribile che dai 15 anni in poi ci tocca fare ogni volta, ogni maledetta volta che una ragazza ci colpisce, che vorremmo una ‘smanazzata’, un divertissment, o anche solo parlarlvi con una birra in mano. Voi non sapete cosa significhi esse ‘cacciatori’ in questo campo, può essere emozionante per un po’, poi ti distrugge, soprattutto quando nella normalità dei casi su cento tentativi al maschio tornano sbattuti in faccia come padellate 98 occhi scocciati, o girate di spalle, oppure i “non mi stressare”, i “non è il caso”, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo. Vi garantisco che sono tutte pugnalate alla nostra emotività, moltiplicatele per decenni, anche se noi poi fingiamo di sbattercene, ma non è vero. Una vita così ci indurisce, ci incattivisce dentro, e infatti, come scrivevo più sopra, poi le donne quel potere lo pagano carissimo, quando noi avvelenati ci vendichiamo da beceri chiamandovi troie o bocchinare con gli amici e nelle compagnie appena riusciamo finalmente ad averla. Qui entra in gioco la parte che tocca al maschio nella terza rivoluzione dei generi, cioè un impegno a dismettere per sempre, a seppellire negli inferi, lo stigma demenziale che appiccichiamo ancora oggi alle poche donne capaci di sesso ludico. Dobbiamo cancellare dal nostro cervello l’idea medievale che quelle che la danno sono una cosa, quella da sposare sono un’altra. Dobbiamo altresì piantarla con la pretesa idiota che tutte la diano con gioia ma non nostra moglie. Significa imparare in questo campo a non vedere, a non sentire, a non chiedere, ovvero il non detto anche se immaginiamo, e che valga per i giochi extra di lui come per quelli di lei. Questa rivoluzione va fatta in partnership, perché conviene a tutti.

Riequilibrare urgentemente lo squilibrio intollerabile fra domanda maschile e offerta femminile di sesso nel mondo moderno, conviene però soprattutto a voi donne. Come si diceva, il controllo dell’offerta (la do - non la do) vi dà un potere immenso, ma vi massacra pure. Oggi il corpo femminile è ipertroficamente valutato proprio a causa di quella sproporzione, e se non lo fosse più, se cioè a domanda 100 corrispondesse un’offerta adeguata, sparirebbe anche la commerciabilità oltraggiosa delle vostre parti corporee: mai più donne-pezzi di scottona nude e saltellanti che appaiono in tv ma non si odono; mai più deficienti televisive che ‘vengono’ mentre scartano il budino; mai più le ‘Albe Parietti’ invitate a parlare fra esimi intellettuali solo perché le telecamere possano offrirci due tette e una bocca da pompini fingendo però la parità intellettuale in televisione; fine del degrado grottesco della vostra immagine, in Italia in particolare. Dovete, in sintesi, svalutare la gnocca su questo mercato impazzito, rendendola molto molto più felicemente accessibile, e consegnare così al dimenticatoio della Storia le massime come 'tira più un pelo di figa che un carro di buoi', che infatti ispirano l’osceno concetto del gnocca-based marketing che vi insudicia la vita. E infine, pensateci, in un mondo di sesso ludico crollerebbe una fetta enorme del putrescente castello mondiale del commercio sessuale, portandosi al cimitero gli scempi planetari che causa.

Questa la mia sintesi di partenza. La penna a voi, datevi da fare, agite, proponete, fatevi sentire.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=129
20.08.2009

VEDI ANCHE:PAOLO B VA A PUTTANE, E IO SONO RIMASTA AL PALO

Commenti (235)

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    1. Drachen 24 agosto 2009

      "TI PORTA fuori a cena?" perchè di grazia IO LA PORTO?
      non siamo in parità? ANDIAMO a cena. PAGHIAMO la cena.
      plurale. vuoi uscire con me? me lo puoi chieder anche tu.
      questa sarebbe la parità.
      ma se io corteggio pretendo un eventuale rifiuto subito. altrimenti è ACCETTARE il corteggiamento!!!!!
      che non implica direttamente il sesso, ma implica (o implicava, purtroppo) delle regole.
      è la tua mente bacata che pensa che sia SOLO sesso. certo anche quello, è importante, ma più di tutto è importante la responsabilità
      di ciò che si fa. del rispetto, dell'onestà e della chiarezza di intenti.
      corteggiare una perchè a lei fa solo piacere essere corteggiata
      è un'autoumiliazione.
      corteggiare significa esporsi, mostrare il fianco, mettere a nudo
      il proprio interesse romantico o sessuale. dall'altra parte ci si
      aspetta che, siccome non ha fatto lei la prima mossa, ci sia un comportamento cristallino.
      cose che oggi mancano, la donna può restare ambigua per mesi e
      quando lui si stufa viene accusato di essere scappato.
      lo capisci, cazzo, o no? è un ragionamento troppo difficile?
      le donne che mi hanno fatto avances raramente sono andate in bianco, ti rassicuro su questa cosa. l'aggressività non è nelle avances ma nel
      modo di comportarsi, nella totale autoreferenzialità emotiva ed ideologica e come ho detto prima nel comportamento scorretto.
      la donna si realizza così tanto oggi che sbaglia sistematicamente compagno oppure non lo trova, cerca la carriera
      e finisce dallo psicologo (le sai le stime degli psicofarmaci e delle sedute dallo psicologo) avete proprio capito la ricetta della felicità voi.... eh si! ma non farmi ridere.

    1. Drachen 24 agosto 2009

      ...e chi è quel demente che fa un figlio senza sposarvi e si assume poi anche l'onere della paternità?
      ma ti rendi conto della stronzata?
      cos'è un masochista????

    1. Drachen 24 agosto 2009

      infatti sono d'accordo con quanto dici. allora visto che siamo diversi perchè deve prevalere SEMPRE la vostra visione della sessualità a discapito della nostra?

    1. Drachen 24 agosto 2009

      difatti andrebbe legalizzata e con prezzi bassi. ma caro cloro come sei ingenuo!
      lo sai che in Svezia, l'emancipata Svezia, la prostituzione è illegale e chi viene condannato è il CLIENTE???? non la prostituta, IL CLIENTE.
      la prostituzione non sarà mai completamente legalizzata o accettata socialmente perchè va a minare un potere selettivo/sessuale che privilegia le donne.
      perchè per la donna il sesso è cmq una merce di scambio che però non vuole sia monetarizzata, quello che le interessa è sempre altro: emotivo o matrimoniale che sia.
      il sesso ludico femminile non esiste. per la donna il sesso ha sempre una parte, seppur piccola, di componente emotiva.
      certo poi l'Italia è davvero un estremo in questo senso...

    1. Drachen 24 agosto 2009

      lo sai che l'uomo fa parte del mondo animale, vero?
      la smettiamo col moralismo su cose che fanno parte della natura?

    1. Drachen 24 agosto 2009

      veramente io so che sono le mogli a concedersi una volta al mese. soprattutto dopo qualche anno di matrimonio.

    1. Drachen 24 agosto 2009

      guarda, lasciamo perdere il discorso morale, visto che siamo su pianeti diversi.
      a livello pratico ti posso dire che se un'alta percentuale di uomini non scopa, la società diventa una polveriera. già succede in Germania Est dove il neonazismo è direttamente collegato alla fuga delle tedesche verso ovest, avendo sbilanciando la popolazione del 20% (più maschi che femmine).
      il fatto che l'uomo voglia scopare di diritto è perchè ne ha bisogno.
      la selezione sessuale stile giungla funziona nella giungla, dove l'uomo frustrato usa la clava se è rifiutato.
      siccome non credo vi aggradi tale ritorno alle origini, cominciate a pensare perchè le società islamiche sono demograficamente efficienti e noi invece siamo al collasso (economico e sistemico).
      poi parliam di morale, se vuoi.

    1. Drachen 24 agosto 2009

      la pornografia è una conseguenza della frustrazione sessuale maschile, non una causa. significa che la pornografia si espande quando l'uomo non riesce più ad essere soddisfatto sessualmente.

    1. Drachen 24 agosto 2009

      senti, a me va bene anche la masturbazione a due se mi capita.
      nel senso che bisogna smetterla di confondere sesso e romanticismo.
      siamo animali, cazzo.
      smettiamo di usare il romanticismo, l'introspezione, tutti questi paroloni per giustificare una diversa necessità sessuale, una differente selettività sessuale.
      siamo diversi e ci approcciamo diversamente al sesso.
      un uomo quando incontra una donna vuole una sola cosa, poi potrà nascere altro... DOPO.
      bisogna piantarla di denigrare una cosa del tutto naturale solo perchè è maschile.

    1. mikaela 23 agosto 2009

      Aspetta prima d'andare,Barnard non ha detto questo.

    1. mikaela 23 agosto 2009

      Questa e' la tua interpretazione. quella delle mie suore era riferita chiaramente al sesso.se poi per il contributo alla tirannia ti riferisci alle donne palestinesi che mettono al mondo figli che poi gli Israeliani massacrano e sventrano per venderne gli organi devo darti ragione
      Loro si che sono delle grandi tiranne agli occhi degli israeliani.Vero?

    1. sara4d 23 agosto 2009

      Ho capito che io e l'80% delle donne che conosco, siamo prostitute non pagate.
      Da domani andrò a cercare i miei debitori!!!

    1. Earth 23 agosto 2009

      ma in che senso lasciato? e' morta oppure ti ha mollato? Se ti ha mollato sarebbe bene prima di consolarti capire se la colpa e' stata tua (la maggioranza dei casi che una donna lascia un uomo e' perche' l'uomo non sa piu' dare alla donna quello che cerca)

    1. Giubizza 23 agosto 2009

      Mah, io resto perplesso quando si parla di prostituzione e gira che ti rigira si tirano sempre in ballo dati su violenze e cose varie volte sempre a vittimizzare le prostitute. Anche nel mondo del lavoro ci sono casi di sfruttamento e abusi, basti pensare alle morti bianche, quasi tutti uomini, eppure nessuno mette in dubbio il fatto che un minatore debba fare il minatore.
      Le donne fanno certi "mestieri" perché sono più facili e redditizi, richiedono meno sforzi e fanno guadagnare e anche perché magari non trovano altro da fare. Insomma lo stesso di quanto vale per qualsiasi altro lavoro (anche per quelli ben più produttivi e decenti).
      Inoltre farei notare all'autore che non c'è poi tanta differenza tra una prostituta "ufficialmente manifesta e dichiarata" e una donna che si piazza con un uomo benestante. Sempre di mercificazione vaginale si tratta...

    1. Kiddo 23 agosto 2009

      Sempre che tu non abbia qualche taglietto sulle gengive...........

    1. marimari 23 agosto 2009

      bravo sono d'accordo con tutto

    1. rosarossa 22 agosto 2009

      Sento profondamente che dicendo della mia situazione personale nel mio commento precedente, ho comunque preso una posizione critica nella questione che Barnard solleva. Non ho intenzione di sollevare diatribe sulla questione se Barnard è o meno da rispettare per ciò che dice. Non è importante. E' importante che l'abbia fatto. Mi rendo conto che nel mondo manca l'amore. Ma io non ho scoperto nulla. E non è che perché ora soffro ho maggiore capacità deduttiva. Anzi. Semplicemente spesso ci scordiamo della prospettiva che meglio ci rende uomini. Cioè quell'equilibrio e quella serenità che in un rapporto uomo/donna hanno possibilità di coesistere; quell'equilibrio che l'uomo, in primis, può ottenere. E con ciò non posso certo cancellare con un colpo di spugna, quale mole di problemi vive la nostra società e a quale montagna di cause (e conseguenze) si debba la prostituzione. Solo perché il mio vissuto ha i nervi scoperti; o perché un ragionamento universale ci accomuna tutti, non mi rende più saggio. Non è questo che mi serve. Il - Ma - che io voglio sottolineare è questo: una donna amata vive la sua natura. La sua natura non è cultura. L'uomo è cultura la donna è natura. La donna emerge nella sua natura se sostenuta e accudita. L'uomo è pronto, per una relazione genuina, quando la sua cultura lo ha reso libero dai dettami e dai retaggi sociali e si appresta a gestirli.. non a subirli. Altrimenti se l'uomo rimane solo natura, è spinto a quella cosiddetta "inseminazione". Un infantilismo becero, se abbiamo una coscienza evoluta. O se la inseguiamo almeno. La controparte femminile di quell'inseminazione, nella femmina non è un istinto di sfogo ma di "accoglienza".. - finché essa non respira la cultura attraverso un'uomo che la possa accudire come merita ..essa è farfalla, e noi gli diamo della troia. La donna non è cultura.. è spirito e istinto. Mentre quando si scende al tema della prostituzione, una "troia" è un termine che non vive più di quella accezione; non è più relazionabile (come qui in molti a mio vedere stanno confondendo) del rapporto uomo/donna, ma del rapporto Società/donna.. che è altra storia. E la donna se non è accudita; se non può sopravvivere: è alla mercé di questa società.. è fragile, indifesa. Tutto il resto l'abbiamo sotto ai nostri occhi. Quel che Barnard ci racconta è uno spaccato; un vissuto; certo opinabile.. ma non meno della nostra indifferenza quotidiana che abbiamo del mondo femminile. Attenzione io non difendo le donne a spada tratta, non sono il sesso debole. Io ci terrei a ridimensionare, in questo discorso, gli equilibri che hanno portato la donna ad emanciparsi: cioè ad autodistruggersi. E l'uomo a parificarsi in un ruolo che non gli compete, di un tipo di essere sociale che dovrebbe delle pari opportunità al mondo femminile. Ma è solo perbenismo, o semplice morale sociale. Lui NON gli deve pari opportunità: gli deve protezione. Amore. Utopico il ragionamento? Non credo. Semplicemente è acerbo in questo mondo, dove si confonde ancora il sesso con il possesso, e l'amore con il matrimonio.
      Amate e lasciatevi amare..

    1. mikaela 22 agosto 2009

      "basta a linkare gli articoli di barnard"
      Ho capito e' solo invidia di un collega che non e' riuscito a risvegliare gli animi come sta facendo Barnard su CDC.
      Tromba o non tromba il trombato e' lui che si e' sempre esposto in prima persona mentre tu come gli altri sapete insultarlo solo dietro anonimato.Vergognati e pensare che ti seguivo anche.
      Barnard e' stato un cavallo vincente sulla quale tanti avevano puntato per vivere in un mondo migliore, e' solo per colpa di quelli come te se sta qui perche' quello che dice fa paura e tu devi trottare ancora tanto per raggiungere sola la shia di polvere che ha lasciato dietro.Galoppa Galoppa , ma mi sa che esaurito l'argomento 11/9 e zaitgest e scie chimiche dovete stare a riposo perche' avete fatto la vostra inutile corsa e non valete piu' niente
      Devo scrivere a quelli che hanno fatto la piattaforma su cui gira CDC per vedere se hanno un componente in rete da acquistare cosi' quelli come te verranno bloccati all'entrata della mia pagina su CDc e non perdo piu' tempo .

    1. Sassicaia 22 agosto 2009

      Un commento sagace da vero uomo illuminato:il nick di chiara origine araba
      calza a pennello.

    1. Franky_Ramone 22 agosto 2009

      de

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